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Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani 
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INCENDI BOSCHIVI E IMPEGNO DELLE REGIONI, UNCEM: MA DOVE ERANO QUANDO DOVEVANO PIANIFICARE LA GESTIONE FORESTALE? CHI SI È OCCUPATO FINO A IERI DEL BOSCO?




"Leggo di Regioni che vogliono incentivare nuovi droni per mappare rischi di incendi boschivi, chi vuole assumere nuovo personale per lo spegnimento, chi vuole comprare mezzi, chi si arrabbia con il sistema di gestione delle emergenze. È però strano che il Paese Italia, con tanti livelli istituzionali ed esponenti politici, si accorga di essere un Paese forestale con 12 milioni di ettari di bosco, solo quando scoppiano gli incendi, ci sono evaquati, si cercano i piromani con i gatti incendiari. Tutto fa molto colpo, notizia. È grave, certo. Eppure la gestione forestale sostenibile, la pianificazione forestale, la certificazione non sappiamo cosa siano. Abbiamo solo 2 milioni di ettari pianificati, manco tutti gestiti. Non abbiamo traccia, sono spariti dai radar 10 milioni di ettari di Italia, dei quali ci accorgiamo se e quando bruciano o o franano, o implodono, o crollano sotto tornado 150km di velocità. Pazzesco. Abbiamo la migliore legge forestale nazionale, la migliore strategia forestale d'Europa, ma poi le Regioni, non adeguando la legislazione regionale vecchissima, spendono poco o niente in pianificazione forestale. Sul bosco tutti sappiamo pochissimo. E così anche per questo brucia. Bruciano le idee della contemplazione e dello sguardo dall'alto che vorrebbe, erroneamente, toccare niente. Per molti, la motosega è un tabu. Brucia il bosco generando polemiche, indiguazione, lo sguardo colpito dei Sindaci delle grandi città dove arriva la cenere dei versanti in fiamme. Blocchiamo con le Regioni - poveretti - le stufe a biomasse, a cippato e pellet in città, perchè - dicono gli stolti e non ben informati - inquinano, e poi lasciamo che il bosco non pianificato e gestito bruci. Le filiere bosco-legno le abbiamo lasciate bruciare e oggi ci lamentiamo che quelle foreste in abbandono sono in fiamme. Paese strano. Basterebbe fare quello che scrive la legge vigente del 2018, obbligando le Regioni a fare la loro parte. Non a comprare mezzi. A pianificare. Usare il legno. Convertire troppi boschi d'invasione in pascoli. Anche questi puliti, gestiti, affidati. Comunitari. Utili scelte. Ma Uncem lo dice da tempo. Il bosco è infrastruttura di comunità. Contrasto alla crisi climatica e demografica. E tante Regioni preferiscono inveire contro i piromani. Di pianificare, gestire, certificare il bosco non se ne parla proprio".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente PEFC Italia, AIEL e Uncem.


23/07/2026, 22:20
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AUMENTI PER I DEIPENDENTI DEI COMUNI, UNCEM: E CHI NON HA I SOLDI PER PAGARE?



"Il rischio degli aumenti previsti per le e i Dipendenti dei Comuni, va detto, importantissimi, è che il cerino sia ancora una volta in mano ai Sindaci. Per ora sono soli. Ci sono sul tavolo, dalla legge di bilancio 50 milioni del 2025 e 100 del 2026. Non si sa se basteranno a pagare gli arretrati, come previsti dalla preintesa sul nuovo contratto. Ma gli aumenti non sono poca cosa per le casse dei Comuni. E chi non avesse i soldi per pagare? Cosa succede? Il rischio è di un corto circuito forte. Si creeranno di certo sperequazioni tra vicini, tra chi ha e chi non ha. Non è una novità. Ed è grave. Già abbiamo registrato forti ritardi dello Stato nel pagare ai Comuni il Fondo di Solidarietà, prima tranche, arrivata ieri. Ora questi aumenti fanno serpeggiare preoccupazione. La spesa per investimenti, fino a ieri forte data la capacità garantita dal PNRR, ora rischia di contrarsi. E pure, come da tempo, la spesa corrente. Sempre meno. E tutto dipende da trasferimenti. Altro che autonomie! Zero autonomia dei Comuni ormai. Pagare il personale, di più e meglio come sancito dal contratto nuovo, non può essere questione dal centro ribaldata sui Comuni da soli. Si rischia un bagno di sangue, nostro malgrado, sui bilanci comunali. Con i dipendenti, giustamente soddisfatti per gli aumenti, ma ben consapevoli che dalle casse dei piccoli e medi Comuni, potrebbero non avere quello che è loro garantito dal contratto. Un ennesimo corto circuito che soffriamo, dopo trent'anni di disattenzione per i Comuni, sofferenti per 7 miliardi di tagli e alcuni, nelle solitudini volute dai legislatori incapaci di mettere mano al TUEL, in profonda crisi finanziaria e operativa".

Lo afferma, con amarezza e rammarico, il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone.


23/07/2026, 22:30
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Agricoltura, Beduschi: quasi 2,8 milioni per proteggere le coltivazioni lombarde dagli insetti nocivi
Assessore: investiamo nella prevenzione per proteggere produzioni, imprese e competitività del nostro sistema agricolo

(LNotizie – Milano, 06 ago) Regione Lombardia investe quasi 2,8 milioni di euro per aiutare le imprese agricole a prevenire i danni provocati dagli insetti nocivi e salvaguardare il potenziale produttivo delle coltivazioni. Con il decreto pubblicato oggi sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (Burl) sono stati approvati gli esiti istruttori dell'Intervento SRD06 ‘Investimenti per il ripristino e la prevenzione del potenziale produttivo agricolo’, previsto dal Complemento per lo Sviluppo Rurale del Piano Strategico della Pac (Politica agricola comune) 2023-2027.

La misura finanzia l'acquisto e l'installazione di attrezzature destinate a prevenire la diffusione di alcuni tra gli organismi nocivi più dannosi per l'agricoltura lombarda, tra cui Popillia japonica, la cimice asiatica (Halyomorpha halys), la mosca dell'olivo (Bactrocera oleae) e Drosophila suzukii, oltre ad altre specie particolarmente invasive. Sono previsti contributi per reti antinsetto, materiali pacciamanti durevoli per le coltivazioni in vaso e air-pot, macchinari per la distribuzione del pacciamante in pieno campo e attrezzature per i trattamenti insetticidi sui tappeti erbosi, utili al contenimento delle forme larvali di Popillia japonica.

Sulle 57 domande complessivamente presentate, 51 sono state ammesse a finanziamento, per un contributo complessivo di oltre 2.805.443 euro.

"Difendere le produzioni agricole – afferma l'assessore regionale all'Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi - significa difendere il reddito delle imprese e la competitività del nostro territorio. Con questo intervento investiamo nella prevenzione, perché è il modo più efficace per limitare i danni causati dagli organismi nocivi e garantire continuità alle nostre produzioni. Regione Lombardia continua a sostenere concretamente gli agricoltori con strumenti che li aiutano ad affrontare sfide sempre più complesse, salvaguardando un patrimonio produttivo che rappresenta un'eccellenza del nostro territorio".

La ripartizione dei fondi per provincia - Di seguito la suddivisione delle domande finanziate per provincia con indicazione delle risorse assegnate territorialmente.

• Sondrio: 23 beneficiari – oltre 1.116.582 euro
• Milano: 7 beneficiari – oltre 439.930 euro
• Mantova: 4 beneficiari – oltre 354.367 euro
• Como: 4 beneficiari – oltre 279.280 euro
• Varese: 4 beneficiari – oltre 257.340 euro
• Brescia: 5 beneficiari – oltre 166.331 euro
• Lodi: 1 beneficiario – oltre 108.014 euro
• Lecco: 2 beneficiari – oltre 72.156 euro
• Monza e Brianza: 1 beneficiario – 11.440 euro
Totale: 51 beneficiari per oltre 2.805.443 euro.


06/08/2026, 14:43
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GRIGLIATA CON LA "LEGNA GASTRONOMICA" CERTIFICATA. SCEGLIERE BENE PER MANGIARE MEGLIO. UNCEM: COMPRANDO IN VALLE. NON PORTATE TUTTO DA CASA!




Ad agosto si deve "comprare in valle, nei negozi e nei bar dei paesi montani", non portare tutto da casa, spendendo tutto nei centri commerciali delle grandi aree urbane, e vale la pena di scegliere la legna giusta per la grigliata (attenzione alle fiamme, da non accendere in ambienti naturali), certificata. Sono positivi consigli di PEFC, Uncem, AIEL, BeFire, Altrefiamme e Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food a Pollenzo. Partita una campagna social per la legna certificata migliore. Carbonella, cippato, legno del territorio. Il punto chiave: "Compra in valle, la Montagna vivrà".

Per la grigliata? Ecco il legno migliore. A seconda del tipo di legno utilizzato per la cottura dei cibi, si possono ottenere aromi e sapori diversi. Ogni tipo di legno può infatti esaltare i sapori degli alimenti in maniera diversa, trasformando un semplice pasto in un'esperienza culinaria unica. PEFC, con AIEL, Uncem, BeFire, Slow Food, Altrefiamme ha esplorato le varietà di legna da utilizzare per la grigliatura, dalla dolcezza del melo alla robustezza del faggio, evidenziando come ogni legno abbia la sua specialità. Eccole:

Quercia: dal carattere medio forte, conferisce un classico sapore di affumicato ed è adatto a quasi tutti i tipi di carne.
Olivo: valorizza in particolare la carne di agnello, con un sapore "arrostito".
Faggio: sottolinea la sensazione erbacea tipica della carne di agnello e si distingue anche in termini di composizione aromatica nella carne di vitello. Combinato con il corbezzolo, arricchisce la brace con decise note sensoriali e gustative.
Melo: dal sapore dolce e leggermente fruttato, è ottimo per il manzo, il maiale, l'agnello, il pollame e alcuni frutti di mare.
Ontano: dolce e delicato, è ideale per i frutti di mare e le verdure.
Ciliegio: il suo sapore delicato e fruttato si abbina a tutte le carni e ai frutti di mare.
Acero: dolce, leggero e dal sapore delicato, è ottimo per il pollame.
Noce: dal sapore forte e intenso, è ottimo per la selvaggina.


06/08/2026, 14:44
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Incentivi a stufe e caldaie: nessuno stop per le biomasse. Ecco cosa cambia davvero
Il recepimento della Direttiva RED III rende più selettivi i criteri di accesso agli incentivi, ma conferma il sostegno alla sostituzione dei vecchi generatori con apparecchi moderni, efficienti e a basse emissioni




Nessuno stop generalizzato agli incentivi per stufe, caminetti, termocamini e caldaie a biomassa legnosa. Il quadro normativo introdotto dal D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, che recepisce la Direttiva RED III, modifica alcuni requisiti per l'accesso agli incentivi, ma non esclude affatto le biomasse legnose dai meccanismi di sostegno.

La novità introdotta dal decreto riguarda infatti una maggiore selettività degli interventi incentivabili, con l'obiettivo di favorire la sostituzione dei generatori più obsoleti e la diffusione di tecnologie caratterizzate da elevate prestazioni energetiche e ambientali.

"Il recepimento della Direttiva RED III - dichiara Marco Bussone, Presidente di AIEL e di Uncem - non cambia il ruolo delle biomasse nel percorso di decarbonizzazione del riscaldamento domestico, ma orienta gli incentivi verso gli interventi che garantiscono il maggiore beneficio ambientale. Favorire la sostituzione dei vecchi generatori con apparecchi moderni, certificati e ad alte prestazioni significa ridurre drasticamente consumi ed emissioni. Per questo è fondamentale che cittadini, installatori e operatori del settore possano contare su informazioni corrette e su una lettura puntuale della normativa vigente".



Incentivi confermati per gli interventi di sostituzione

Il nuovo Allegato IV del D.Lgs. 199/2021 conferma la possibilità di accedere agli incentivi per la sostituzione di generatori alimentati a biomassa, gasolio, carbone e olio combustibile con moderni generatori a biomassa. Restano inoltre ammesse, seppur con requisiti più restrittivi, anche le sostituzioni di impianti alimentati a GPL e gas naturale.

Gli interventi continuano quindi a beneficiare, nel rispetto delle condizioni previste dai singoli meccanismi, dei principali strumenti di sostegno nazionali, tra cui il Conto Termico 3.0, le detrazioni fiscali (Ecobonus, Bonus Casa) e gli eventuali bandi regionali e locali.

La principale modifica introdotta dalla normativa riguarda invece le nuove installazioni: il sostegno pubblico viene concentrato sugli interventi di sostituzione, indirizzando le risorse verso il rinnovo del parco impiantistico esistente e l'abbandono delle tecnologie più obsolete.



Requisiti tecnici e ambientali

Il decreto introduce requisiti differenziati in funzione della tipologia di apparecchio e della sua potenza. Per gli apparecchi domestici a biomassa rimane fondamentale il conseguimento della classe ambientale 5 stelle prevista dal DM 186/2017, mentre per le caldaie fino a 500 kW sono richiesti ulteriori requisiti prestazionali stabiliti dalla norma UNI EN 303-5.

Anche il limite di emissione del particolato pari a 1 mg/Nm³ non costituisce un requisito generale per tutti gli interventi incentivati, ma si applica esclusivamente alla sostituzione di generatori alimentati a GPL o gas naturale con generatori a biomassa, con le deroghe previste dalla normativa per specifiche casistiche.

"AIEL invita cittadini e operatori a verificare sempre le informazioni attraverso fonti affidabili e a non fermarsi a interpretazioni semplificate della normativa - consiglia Diego Rossi, Responsabile Area tecnologica e progettazione dell'associazione -. Prima di programmare un intervento di sostituzione, è sempre opportuno verificare i requisiti previsti dal meccanismo incentivante prescelto e le eventuali disposizioni regionali applicabili".


09/08/2026, 8:05
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MONTAGNA RIFUGIO CLIMATICO, BUSSONE (UNCEM) AL CORRIERE DELLA SERA: AGIRE SU SERVIZI E DIRITTO DI ABITARE



"Rispetto alle previsioni che mettono in relazione il neopopolamento dei territori montani con l'emergenza climatica al momento non ci sono dati. Occorre cautela. Tra qualche anno capiremo meglio se questi spostamenti in montagna dettati dal caldo nelle città porteranno a dei trasferimenti stabili".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem, intervistato oggi dal Corriere della Sera.

"L'aumento delle temperature medie nelle aree urbane sta espellendo la gente dalle metropoli e adesso la crisi climatica diventa un'occasione per riflettere su come accogliere chi arriva nei territori di montagna. Occorre agire sui diritti di cittadinanza, sui servizi, sul digital divide, sul diritto all'abitare che al momento è un problema. Il numero di case abitabili, in vendita e disponibili, resta limitato. I Comuni montani possono dare una risposta importante per far fronte alla crisi climatica, ma servono i servizi pubblici: asili, doposcuola, medici, pediatri, trasporti. Abbiamo bisogno di nuovi modelli economici". "C'è stato un incremento delle compravendite immobiliari in alcuni Comuni. Ma l'inverno è lungo e l'isolamento sociale si affronta solo se i Comuni insieme sanno costruire opportunità per famiglie, giovani, anziani".


13/08/2026, 8:02
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TURISMO D'ESTATE CRESCE NEI PICCOLI COMUNI. UNCEM: MA LA LEGGE 158/2017 È DISATTESA. FINIREMO PER SVUOTARE I PAESI RENDENDOLI BORGHI PER TURISTI?




"Gioiamo con il Ministro del Turismo Mazzi che annuncia grandi numeri per il turismo d'estate nel nostro Paese. Scrive il Ministero del Turismo che a luglio 2026 è Fondamentale il contributo dei piccoli Comuni: +5,3% di arrivi e +4,6% di presenze, segnale di un turismo sempre più diffuso, esperienziale e destagionalizzato. Tra le regioni che registrano la crescita più rilevante nel primo semestre del 2026, sul versante dei piccoli Comuni, si segnalano la Calabria (+12,1% in termini di presenze), l'Abruzzo (+10,9%) e il Piemonte (+9,8%). Un risultato sostenuto anche dalle oltre 20mila sagre annuali, che attraggono 48 milioni di visitatori, generano 2,1 miliardi di euro di indotto e impiegano circa 10.500 occupati. Benissimo. Uncem lavora con i piccoli Comuni per evitare che ciascuno lavori da solo per attrarre e agisca in modo campanilista. Da sempre. Perché lo scrive la legge nazionale 158 del 2017 sui piccoli Comuni appunto. Legge vigente completamente disattesa. Che mette tutti in guardia da una emergenza. Ovvero che i turisti siano in crescita, e questo va bene, ma anche che la fragilità dei territori e della crisi demografica - con quella climatica - non siano adeguatamente affrontate. Negli ultimi anni il fondo della legge sui piccoli Comuni, meno di 160milioni di euro, una cifra estremamente bassa, è finito al centro di polemiche e ricorsi. Gestazione eterna. Dal 2018, si inizia a spendere oggi. Non ci siamo. Poi si sono frammentate risorse, per dare un po' a tutti. L'ultimo fondo è quello da 50 milioni per le famiglie nei piccoli Comuni. No comment. Dopo click day e borghi da 20 milioni l'uno, le abbiamo viste tutte. O quasi. Dobbiamo però riuscire con il Governo e il Parlamento a unire due questioni culturali e politiche: come cambiare l'attrazione dei paesi, che non sono borghi o musei nei quali piace ad alcuni mettere il costume tipico tradizionale per attrarre e fare un po' di folclore, ed allo stesso tempo evitare che i paesi siano 'pieni' solo due mesi l'anno, estivi o invernali. La vita sui territori è decisiva e va oltre i flussi turistici. Diritti di cittadinanza prima di tutto. Turisti importanti certo, ma come scrive la legge 158, fondamentali solo se la comunità è presente e viva. Con Carlin Petrini diciamo ancora una volta: non c'è turismo senza la felicità delle comunità. I piccoli Comuni sono questo".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.


13/08/2026, 12:46
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14/08/2026, 12:42
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INCENTIVI ALLE CALDAIE, BUSSONE: BENE ANCHE PER QUELLE ALIMENTATE A LEGNA

"Si parla di incentivi per le caldaie, per sostituire quelle oblsolete. Non solo però pompe di calore, care e alimentate da energia elettrica carissima, sarebbe assurdo in particolare nei Comuni montani. Il Governo guidato da Giorgia Meloni può finalmente puntare sulla sostituzione di stufe e caldaie obsolete con nuovi impianti, moderni e senza emissioni, a legna, cippato, pellet. Materiale che arriva dalla gestione dei nostri boschi. È il momento giusto di usare una parte di quei 14 milioni di euro consentiti da Bruxelles per investire su impianti domestici a biomasse. Per sostituire, con opportuni incentivi, tutto il vecchio parco di stufe e caldaie nelle case che hanno più di dieci anni. Investire su questa sostituzione, come Uncem e AIEL dicono da tempo, fa realmente risparmiare i cittadini. L'energia elettrica delle pompe di calore continuerà a essere sempre più cara. Mentre il legno da sempre è il combustibile più economico. E gli impianti senza emissioni, ad alta performance per le case degli italiani, esistono, sono efficaci, moderni, tecnologicamente avanzati, belli. Investire come Paese su questi impianti è decisivo. Sono certo che la Presidente Meloni e il Ministro Giorgetti saranno efficaci nelle loro scelte sulle caldaie a legna".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente AIEL e Uncem.


20/08/2026, 13:03
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COMPARTO UNICO DEL PERSONALE TRA REGIONI ED ENTI LOCALI, UNCEM: NON SI PERDA TEMPO. DL PA È OCCASIONE GIUSTA. FRIULI E SARDEGNA VADANO AVANTI E SIANO MODELLO PER AZIONE NAZIONALE




"La prossima conversione del Decreto Pubblica Amministrazione del 7 agosto 2026 è l'occasione giusta, finalmente, per introdurre in Italia il 'comparto unico' del personale tra Enti locali e Regioni. Unica sfera, unico cerchio. Riformiamo Bassanini e Tuel, partendo da qui. Da giustizia e sicurezza. Azzeriamo differenze di trattamento economico salariale. Non si perda tempo. Non avere il comparto unico è un problema. Bene hanno fatto Friuli Venezia Giulia e Sardegna, contestati ahinoi, a intraprendere il percorso in forza della loro autonomia. Ma ora quel percorso di comparto unico del personale deve essere nazionale, per tutti. È questione di dignità, ma non solo. La proposta di comparto unico per gli Enti locali punta a uniformare lo stato giuridico ed economico del personale delle Regioni e delle autonomie locali - Comuni, Province, Unioni montane di Comuni, Consorzi, e Città metropolitane -, azzerando le differenze di trattamento a parità di mansioni. Questo modello è già attivo in alcune Regioni a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia e la Valle d'Aosta. È necessario eliminare il divario di stipendio tra i dipendenti dei comuni e quelli dell'amministrazione regionale. Occrre inoltre aiutare i piccoli e medi Enti locali a trattenere personale qualificato, evitando la drammatica fuga dei dipendenti verso gli uffici regionali. Se non lo si fa, probabilmente è per interessi o altre mistificazioni di parte, ideologiche. Fare il comparto unico è intelligenza politica, istituzionale, amministrativa".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.


25/08/2026, 17:37
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