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Re: Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche A

14/07/2025, 13:25

Federdoc: forte preoccupazione per i dazi USA

sui vini a denominazione d’origine

La Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani – Federdoc – intende esprimere la propria seria preoccupazione in merito all’eventuale introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti sul vino italiano, con particolare riferimento ai vini a denominazione d’origine, prodotti di eccellenza che rappresentano l’identità e la cultura dei territori di origine.

Il mercato statunitense costituisce uno dei più importanti e strategici sbocchi per le esportazioni italiane di vino, con un valore che nel 2024 ha superato i 2 miliardi di euro. L’introduzione di tariffe doganali aggiuntive rischia di penalizzare gravemente le nostre imprese, già impegnate nel mantenimento di elevati standard qualitativi, e di mettere a rischio l’intera filiera produttiva, che coinvolge migliaia di operatori e contribuisce in modo significativo allo sviluppo socioeconomico delle comunità rurali italiane.

I vini a denominazione d’origine non sono solo prodotti commerciali, ma portatori di una storia, di tradizioni secolari, di metodi produttivi sostenibili e di un forte legame con il territorio. Essi rappresentano un patrimonio culturale e ambientale che contribuisce a valorizzare l’immagine e la reputazione dell’Italia nel mondo.

In questa fase di grande incertezza, si registra già una riduzione degli ordinativi da parte degli importatori statunitensi, timorosi dell’impatto che i dazi potrebbero avere sui costi finali e sulla competitività del prodotto.

Per questo, Federdoc sollecita il Governo italiano e le istituzioni europee a intensificare il dialogo con le autorità statunitensi, per trovare soluzioni condivise che evitino l’applicazione di misure tariffarie penalizzanti. La cooperazione internazionale e la diplomazia commerciale devono prevalere, al fine di tutelare un settore vitale per l’economia e la cultura italiane.

Federdoc conferma la propria disponibilità a collaborare con tutte le parti coinvolte per salvaguardare il futuro dei vini a denominazione d’origine e delle comunità che li producono, convinta che solo attraverso un impegno condiviso sia possibile garantire la continuità di un patrimonio di qualità riconosciuto a livello globale.

Per la Confederazione Nazionale dei Consorzi di Tutela
Il Presidente
Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi

Re: Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche A

15/07/2025, 17:51

Federdoc: nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2025-2028

L’Assemblea annuale dei soci di Federdoc ha proceduto stamani alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione che guiderà la Federazione nel triennio 2025–2028: Andrea Ferrero, Massimo Marasso, Riccardo Ricci Curbastro, Fabio Zenato, Fabio Dei Micheli, Christian Marchesini, Cristian Ridolfi, Gianfranco Zanon, Luca Rigotti, Flavio Bellomo, Roberto Monti, Claudio Biondi, Giovanni Busi, Francesco Colpizzi, Andrea Rossi, Francesco Mazzei, Enzo Barbi, Alberto Mazzoni, Alessandro Nicodemi, Danilo Notarnicola, Libero Rillo, Camillo Pugliesi, Cesare Cecchi.

Nel corso della prima riunione, svoltasi dopo l’Assemblea, il Consiglio ha confermato alla Presidenza Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, che continuerà così a rappresentare la Federazione unitamente agli attuali Vice - Presidenti Filippo Mobrici e Francesco Liantonio, per garantire una continuità operativa e progettuale nel percorso di valorizzazione delle denominazioni di origine italiane.

Un ringraziamento va a tutti i soci per la partecipazione attiva e il rinnovato sostegno al lavoro della Federazione.

Re: Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche A

16/03/2026, 14:43

Pera dell’Emilia Romagna IGP: volumi in crescita, in controtendenza con il resto d’Italia.

Il marchio leva distintiva e il Consorzio punta sulla promozione “gourmet”

In controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali, i volumi a marchio IGP crescono rispetto all’annata precedente.

Il Consorzio è impegnato su vari fronti di promozione e comunicazione diretta al consumatore finale



Nonostante le difficoltà registrate dal settore pericolo a livello nazionale e regionale, la Pera dell’Emilia Romagna IGP si distingue come esempio virtuoso di eccellenza e resilienza. Nel 2025, le superfici certificate dedicate alla Pera dell’Emilia-Romagna IGP sono pari a 3.150 ettari, rappresentando quasi il 30% del totale investito nella regione. Un dato significativo se raffrontato a dieci anni prima quando la superficie dell’IGP non superava i 700 ettari in totale. Un segnale importante che sottolinea una costante crescita dell’IGP. La campagna commerciale 2025/26 ha visto le quantità vendute di Pera dell’Emilia-Romagna IGP superare nettamente i risultati delle stagioni precedenti, con un incremento quantitativo di circa il 50% ed un raddoppio dell’incidenza sul totale lavorato rispetto all’annata precedente. Questo è il frutto dell’impegno del Consorzio di tutela che, con una strategia mirata, ha saputo valorizzare il prodotto e potenziare la visibilità del marchio IGP, portando benefici concreti in termini di distintività.

Motore di questo, come detto, è il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP, che dal 2022 ha avviato un nuovo corso di promozione, a partire dall’introduzione del nuovo bollino, vero e proprio sigillo di qualità e territorialità, pensato per rafforzare la riconoscibilità delle pere IGP presso consumatori, operatori e ristoratori, ma anche con le più recenti campagne di promozione, come il progetto “Perfetto Frutto Gourmet”, attività realizzata anche grazie ai contributi del MASAF, e le altre iniziative promosse con il supporto della Regione Emilia-Romagna. “Questo dato conferma la centralità del marchio IGP nella filiera e ne sottolinea il ruolo trainante per l’intero comparto”, spiega Giuliano Donati, Presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna IGP. “Risultati che testimoniano l’importanza strategica della certificazione IGP, capace di offrire garanzie di qualità, tracciabilità e valore aggiunto e in un contesto di mercato sfidante, l’IGP si conferma quindi come scelta vincente per produttori e consumatori, segnando una vera e propria controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali”, aggiunge Donati.

A livello nazionale, la raccolta di pere nel 2025 si è fermata a circa 293.000 tonnellate, registrando un calo del 27% rispetto al 2024 ben al di sotto della capacità produttiva. Anche in Emilia-Romagna la produzione è diminuita del 30% rispetto all’anno precedente, con 174.000 tonnellate raccolte. Tuttavia, la qualità del prodotto si è confermata eccellente, e la Pera dell’Emilia Romagna IGP ha saputo distinguersi per qualità e presenza sul mercato.

I consumi in Italia tra luglio e dicembre 2025 si sono attestati a 46.000 tonnellate, con una flessione del 7% rispetto al 2024, dovuta principalmente alla minore disponibilità di prodotto. È importante sottolineare che, sebbene l’offerta sia diminuita, il calo del consumo è stato decisamente più contenuto. In termini di valore, la riduzione si è fermata al 2%, segno di una valida valorizzazione del prodotto di qualità, con la Pera dell’Emilia Romagna IGP protagonista assoluta.
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