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Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche AICIG 
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Federdoc: forte preoccupazione per i dazi USA

sui vini a denominazione d’origine

La Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani – Federdoc – intende esprimere la propria seria preoccupazione in merito all’eventuale introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti sul vino italiano, con particolare riferimento ai vini a denominazione d’origine, prodotti di eccellenza che rappresentano l’identità e la cultura dei territori di origine.

Il mercato statunitense costituisce uno dei più importanti e strategici sbocchi per le esportazioni italiane di vino, con un valore che nel 2024 ha superato i 2 miliardi di euro. L’introduzione di tariffe doganali aggiuntive rischia di penalizzare gravemente le nostre imprese, già impegnate nel mantenimento di elevati standard qualitativi, e di mettere a rischio l’intera filiera produttiva, che coinvolge migliaia di operatori e contribuisce in modo significativo allo sviluppo socioeconomico delle comunità rurali italiane.

I vini a denominazione d’origine non sono solo prodotti commerciali, ma portatori di una storia, di tradizioni secolari, di metodi produttivi sostenibili e di un forte legame con il territorio. Essi rappresentano un patrimonio culturale e ambientale che contribuisce a valorizzare l’immagine e la reputazione dell’Italia nel mondo.

In questa fase di grande incertezza, si registra già una riduzione degli ordinativi da parte degli importatori statunitensi, timorosi dell’impatto che i dazi potrebbero avere sui costi finali e sulla competitività del prodotto.

Per questo, Federdoc sollecita il Governo italiano e le istituzioni europee a intensificare il dialogo con le autorità statunitensi, per trovare soluzioni condivise che evitino l’applicazione di misure tariffarie penalizzanti. La cooperazione internazionale e la diplomazia commerciale devono prevalere, al fine di tutelare un settore vitale per l’economia e la cultura italiane.

Federdoc conferma la propria disponibilità a collaborare con tutte le parti coinvolte per salvaguardare il futuro dei vini a denominazione d’origine e delle comunità che li producono, convinta che solo attraverso un impegno condiviso sia possibile garantire la continuità di un patrimonio di qualità riconosciuto a livello globale.

Per la Confederazione Nazionale dei Consorzi di Tutela
Il Presidente
Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi


14/07/2025, 13:25
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Federdoc: nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2025-2028

L’Assemblea annuale dei soci di Federdoc ha proceduto stamani alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione che guiderà la Federazione nel triennio 2025–2028: Andrea Ferrero, Massimo Marasso, Riccardo Ricci Curbastro, Fabio Zenato, Fabio Dei Micheli, Christian Marchesini, Cristian Ridolfi, Gianfranco Zanon, Luca Rigotti, Flavio Bellomo, Roberto Monti, Claudio Biondi, Giovanni Busi, Francesco Colpizzi, Andrea Rossi, Francesco Mazzei, Enzo Barbi, Alberto Mazzoni, Alessandro Nicodemi, Danilo Notarnicola, Libero Rillo, Camillo Pugliesi, Cesare Cecchi.

Nel corso della prima riunione, svoltasi dopo l’Assemblea, il Consiglio ha confermato alla Presidenza Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, che continuerà così a rappresentare la Federazione unitamente agli attuali Vice - Presidenti Filippo Mobrici e Francesco Liantonio, per garantire una continuità operativa e progettuale nel percorso di valorizzazione delle denominazioni di origine italiane.

Un ringraziamento va a tutti i soci per la partecipazione attiva e il rinnovato sostegno al lavoro della Federazione.


15/07/2025, 17:51
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Pera dell’Emilia Romagna IGP: volumi in crescita, in controtendenza con il resto d’Italia.

Il marchio leva distintiva e il Consorzio punta sulla promozione “gourmet”

In controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali, i volumi a marchio IGP crescono rispetto all’annata precedente.

Il Consorzio è impegnato su vari fronti di promozione e comunicazione diretta al consumatore finale



Nonostante le difficoltà registrate dal settore pericolo a livello nazionale e regionale, la Pera dell’Emilia Romagna IGP si distingue come esempio virtuoso di eccellenza e resilienza. Nel 2025, le superfici certificate dedicate alla Pera dell’Emilia-Romagna IGP sono pari a 3.150 ettari, rappresentando quasi il 30% del totale investito nella regione. Un dato significativo se raffrontato a dieci anni prima quando la superficie dell’IGP non superava i 700 ettari in totale. Un segnale importante che sottolinea una costante crescita dell’IGP. La campagna commerciale 2025/26 ha visto le quantità vendute di Pera dell’Emilia-Romagna IGP superare nettamente i risultati delle stagioni precedenti, con un incremento quantitativo di circa il 50% ed un raddoppio dell’incidenza sul totale lavorato rispetto all’annata precedente. Questo è il frutto dell’impegno del Consorzio di tutela che, con una strategia mirata, ha saputo valorizzare il prodotto e potenziare la visibilità del marchio IGP, portando benefici concreti in termini di distintività.

Motore di questo, come detto, è il Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia Romagna IGP, che dal 2022 ha avviato un nuovo corso di promozione, a partire dall’introduzione del nuovo bollino, vero e proprio sigillo di qualità e territorialità, pensato per rafforzare la riconoscibilità delle pere IGP presso consumatori, operatori e ristoratori, ma anche con le più recenti campagne di promozione, come il progetto “Perfetto Frutto Gourmet”, attività realizzata anche grazie ai contributi del MASAF, e le altre iniziative promosse con il supporto della Regione Emilia-Romagna. “Questo dato conferma la centralità del marchio IGP nella filiera e ne sottolinea il ruolo trainante per l’intero comparto”, spiega Giuliano Donati, Presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia Romagna IGP. “Risultati che testimoniano l’importanza strategica della certificazione IGP, capace di offrire garanzie di qualità, tracciabilità e valore aggiunto e in un contesto di mercato sfidante, l’IGP si conferma quindi come scelta vincente per produttori e consumatori, segnando una vera e propria controtendenza rispetto ai dati nazionali e regionali”, aggiunge Donati.

A livello nazionale, la raccolta di pere nel 2025 si è fermata a circa 293.000 tonnellate, registrando un calo del 27% rispetto al 2024 ben al di sotto della capacità produttiva. Anche in Emilia-Romagna la produzione è diminuita del 30% rispetto all’anno precedente, con 174.000 tonnellate raccolte. Tuttavia, la qualità del prodotto si è confermata eccellente, e la Pera dell’Emilia Romagna IGP ha saputo distinguersi per qualità e presenza sul mercato.

I consumi in Italia tra luglio e dicembre 2025 si sono attestati a 46.000 tonnellate, con una flessione del 7% rispetto al 2024, dovuta principalmente alla minore disponibilità di prodotto. È importante sottolineare che, sebbene l’offerta sia diminuita, il calo del consumo è stato decisamente più contenuto. In termini di valore, la riduzione si è fermata al 2%, segno di una valida valorizzazione del prodotto di qualità, con la Pera dell’Emilia Romagna IGP protagonista assoluta.


16/03/2026, 14:43
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Patata di Romagna, il progetto cresce con ricerca e identità
Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini promuove con UNAPA la visita al campo sperimentale di San Mauro Pascoli: appuntamento il 9 luglio
Dare un futuro alla Patata di Romagna significa lavorare su identità territoriale, ricerca varietale, qualità del prodotto e redditività delle imprese agricole. È con questo obiettivo che prosegue il percorso promosso da Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini per valorizzare una coltura storicamente presente nell’areale romagnolo e oggi chiamata a confrontarsi con un contesto produttivo sempre più complesso, ma anche con interessanti opportunità di mercato.
Dopo il primo lavoro di promozione e rilancio avviato nel 2025, il progetto compie ora un nuovo passo avanti: si entra pienamente nella fase della sperimentazione in campo, grazie alla collaborazione con UNAPA, Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate.
“La Patata di Romagna - afferma Daniele Montemaggi, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini – è una coltura legata alla storia produttiva del nostro territorio, alla filiera corta, ai mercati locali, alla ristorazione e all’economia turistica della Riviera. Perché questo potenziale possa tradursi in valore per le imprese, però, servono ricerca, organizzazione e una precisa identità commerciale”.
La pataticoltura romagnola, in particolare nell’areale costiero compreso tra le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, conserva caratteristiche distintive: terreni vocati, raccolte anticipate favorite dal clima mite, forte legame con i consumi locali e con il sistema turistico. Un patrimonio produttivo che Confagricoltura intende accompagnare in un percorso di rafforzamento, a partire dalla selezione di varietà in grado di rispondere alle esigenze del mercato e, al tempo stesso, di garantire stabilità produttiva agli agricoltori. Da diversi anni UNAPA conduce un lavoro di sperimentazione e ricerca su nuovi cloni e varietà di patata, con prove realizzate in diversi areali italiani e in collegamento con centri di ricerca europei.
Nel 2026 UNAPA ha predisposto tre campi sperimentali con nuovi cloni forniti dal centro di ricerca francese GROCEP: due in provincia di Bologna e uno a San Mauro Pascoli, presso l’Azienda Agricola Montemaggi Daniele e Federico. Il lavoro in campo prevede rilievi periodici sullo sviluppo delle piante, sull’apparato fogliare, sulla fioritura, sulla presenza di eventuali anomalie o problematiche fitosanitarie, fino alla raccolta e alla valutazione dei tuberi per calibro, peso, uniformità e caratteristiche qualitative.
“La ricerca varietale è il punto di partenza per costruire una filiera più solida – sottolinea Montemaggi –. Ai produttori servono varietà capaci di garantire rese adeguate, qualità riconoscibile e maggiore efficienza anche nella fase di conservazione. Al consumatore, invece, dobbiamo offrire un prodotto identificabile, legato al territorio e chiaro anche nell’utilizzo in cucina. La Patata di Romagna può crescere se riesce a tenere insieme questi due aspetti: il reddito dell’impresa agricola e il valore percepito dal mercato”.
In questo percorso rientra anche l’attenzione a varietà che si sono già distinte nelle prove degli ultimi anni per caratteristiche qualitative e quantitative. Tra i materiali più interessanti figura Fiorella, patata a buccia giallo-oro, dalla forma allungata e regolare, apprezzata anche per la lunga dormienza, elemento che può favorire una migliore conservazione e ridurre la necessità di interventi antigermoglianti nelle celle frigorifere.
Il progetto sarà al centro dell’iniziativa “Progetto Patata di Romagna – Visita al campo sperimentale”, in programma giovedì 9 luglio 2026 alle ore 17.00 presso l’Azienda Agricola Montemaggi, in via Stradone 1408, a San Mauro Pascoli.
Il programma prevede l’apertura dei lavori con i saluti di Daniele Montemaggi, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, l’intervento di UNAPA con il saluto di un rappresentante dell’Unione, la presentazione varietale con esposizione e illustrazione delle varietà di patate oggetto della prova sperimentale e la visita al campo a cura di Paolo Baroncini, collaboratore sperimentatore di UNAPA. Al termine della visita è previsto un buffet conviviale.


19/06/2026, 21:29
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Origin Italia e Coop Italia per valorizzare l’ortofrutta DOP IGP

Presentata venerdì 23 ottobre presso il Masaf la campagna istituzionale di Origin Italia e Coop Italia per la valorizzazione dei prodotti ortofrutticoli italiani DOP IGP



Origin Italia e Coop Italia hanno avviato un percorso di collaborazione per rafforzare la conoscenza e la valorizzazione dell’ortofrutta italiana DOP e IGP, sviluppando una campagna istituzionale, “Origine, territorio, autenticità a piene mani”, con la finalità di raccontare i valori e il legame con i territori delle Indicazioni Geografiche del comparto.

L’iniziativa è stata presentata nella mattina di venerdì 23 ottobre al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, alla presenza del Capo Dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica, Marco Lupo, e del Capo Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), Felice Assenza.

La collaborazione si propone di promuovere la conoscenza e valorizzare il patrimonio dell’ortofrutta italiana di qualità, con particolare riferimento alle produzioni certificate DOP e IGP, attraverso iniziative dedicate nei punti vendita Coop presenti su tutto il territorio nazionale e specifiche attività di comunicazione rivolte ai consumatori.

L’obiettivo è diffondere un’informazione chiara, autorevole e accessibile, capace di accrescere la consapevolezza del valore delle Indicazioni Geografiche e dei loghi DOP IGP, evidenziando l’origine, la qualità certificata, il legame con i territori e il ruolo delle filiere produttive nella tutela e nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane.

La campagna prevede una comunicazione attraverso il manifesto informativo che sarà visibile nei reparti dedicati all’ortofrutta negli oltre 1000 punti vendita della rete Coop. Inoltre, il progetto sarà al centro di approfondimenti nei mensili rivolti ai soci di Coop e distribuiti in tutto il territorio nazionale in circa sei milioni di copie all’anno. Sempre sul portale web di Coop Italia sarà presente una sezione dedicata all’informazione dell’iniziativa comprese specifiche campagne social.

La collaborazione assume particolare rilievo grazie all’esperienza di Coop Italia, da tempo impegnata nel valorizzare i prodotti italiani, in particolare delle Indicazioni Geografiche del comparto ortofrutticolo.

L’iniziativa, promossa da Origin Italia, mira tra le altre cose a far crescere nei punti vendita di Coop Italia il paniere dei prodotti ortofrutticoli a marchio IG, oltre a rappresentare un modello replicabile ed estendibile in futuro ad altre insegne della GDO, contribuendo a diffondere una cultura più consapevole dell’origine e della qualità e, soprattutto, ad ampliare l’offerta legata alla grande biodiversità italiana.

Con 130 prodotti IG, quello dell’ortofrutta è uno dei comparti più significativi. I dati dell’ultimo Rapporto Ismea-Qualivita mostrano un comparto degli ortofrutticoli e cereali DOP IGP in crescita: nel 2024 (ultimo anno censito, in attesa del nuovo Rapporto 2026) la produzione certificata ha raggiunto 537.969 tonnellate (+7,2%), con un valore alla produzione di 392 milioni di euro (+6,0%), un valore al consumo di 1.039 milioni (+5,1%) e un export di 244 milioni (+25,1%). La filiera, come detto, comprende 130 denominazioni – 40 DOP e 90 IGP –, 70 Consorzi di tutela, 21.348 operatori e 167.219 occupati. A trainare la crescita sono soprattutto pomodori (+30%), frutta estiva (+29%), agrumi (+17%), ortaggi (+16%) e patate (+7%). I primi tre prodotti per valore sono la Mela Alto Adige IGP, la Mela Val di Non DOP e il Basilico Genovese DOP.



Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia

“Questa collaborazione rappresenta un passaggio importante per avvicinare i consumatori al valore autentico dell’ortofrutta DOP e IGP e vogliamo ringraziare Coop Italia per l’apertura e la sensibilità dimostrate verso un patrimonio che merita strumenti di comunicazione nuovi, capaci di rispettare la stagionalità e la breve presenza sul mercato di molte produzioni, con l’obiettivo di offrire all’ortofrutta a marchio IG una nuova dimensione e di costruire un modello che auspichiamo possa estendersi anche ad altri soggetti della distribuzione”.

Ernesto Seppi, Coordinatore del Comitato Ortofrutta di Origin Italia

"Iniziative come questa sono importanti perché incuriosiscono e aiutano il consumatore a conoscere che cosa c’è dietro un marchio DOP o IGP dell’ortofrutta italiana: territori, famiglie, consorzi di tutela, imprese, cooperative, disciplinari rigorosi, controlli che garantiscono origine e tracciabilità. Le sfide che abbiamo davanti sono garantire reddito e marginalità ai produttori, affrontare la crisi climatica e l’aumento dei costi, distribuire in modo equo il valore lungo la filiera. Progettare iniziative insieme dà ai produttori più strumenti per guardare al futuro con fiducia. La qualità italiana va riconosciuta e valorizzata ogni giorno, e la cooperazione tra produttori e la GDO va favorita".

Albino Russo, Direttore ANCC-COOP (Associazione Nazionale Cooperative Consumatori)

“Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo compiuto da Coop nell’impegno già in essere a favore della valorizzazione delle produzioni agroalimentari italiane di qualità. In questo senso, la campagna promozionale di novembre a favore dei prodotti ortofrutticoli DOP IGP ha un triplice obiettivo: promuovere la maggiore conoscenza di questi prodotti da parte dei nostri soci e consumatori, consentire l’accesso a consumi di qualità ad un maggior numero di famiglie e, contemporaneamente, offrire alle migliori produzioni agricole nazionali una concreta opportunità di mercato, evidenziando sui nostri scaffali in accordo con i produttori autentiche prelibatezze di territorio”.


23/10/2026, 16:56
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