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Alcune informazioni su Coltivatori Diretti 
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Iscritto il: 27/05/2011, 17:39
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Buonasera a tutti e complimenti per il sito veramente ben fatto e pieno di informazioni utili!
Sono un ragazzo di 27 anni,mio nonno era coltivatore diretto e mi capitava di aiutarlo spesso fin da piccolo,e mi è sempre piaciuta come vita...
ora stavo cercando qualche informazione per capire come funziona questo mondo,per capire quante difficoltà avrei per intraprendere questo stile di vita...
io abito a firenze ora come ora.
Non so se le cose che ho capito finora sono giuste o no...
Su un terreno agricolo,l'unico che può edificare è un coltivatore diretto?
Serve un titolo di studio particolare,o chiunque può diventare coltivatore diretto?
La quantità di mq edificabili dipende dalla dimensione del terreno stesso?dove trovo i dati che regolano questa cosa?
Se io sono coltivatore diretto,potrei avere coinquilini residenti nella mia abitazione costruita su terreno agricolo,che però hanno un altro tipo di lavoro (non parenti)?

grazie per gli eventuali chiarimenti...spero che le risposte siano di quelle che facilitino la mia decisione..
ciao!


27/05/2011, 18:10
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Località: Firenze
Formazione: Laurea in Scienze Agrarie - Presidente AgronomiperlaTerrA
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ciao sith ecco alcune notizie che ti possono essere utili
ciao Francesco



COME INIZIARE UN' ATTIVITA' AGRICOLA
L'inizio dell’attività di imprenditore agricolo va segnalato all’Agenzia delle Entrate su
appositi modelli: AA9/6 per le imprese agricole individuali e AA7/6 per le società (in tal
caso va allegata copia autentica dell’atto costitutivo per le società di persone e copia
autentica dell’atto costitutivo e dello statuto per le società di capitali). All’atto della
presentazione della dichiarazione l’Ufficio attribuisce il numero di partita IVA.
Va poi effettuata l'iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio Industria
Artigianato e Agricoltura perché entro 30 giorni dalla data di effettivo inizio attività le
imprese individuali hanno l’obbligo di iscrizione nell'apposito Registro delle Imprese -
Sezione speciale. Le società, invece, indipendentemente dall’inizio attività, hanno l’obbligo
di iscrizione al Registro Imprese entro trenta giorni dalla stipula dell’atto costitutivo. La
domanda va sottoscritta dal legale rappresentante. Nel caso in cui l’inizio attività non
coincida con l’iscrizione al Registro Imprese dell’atto costitutivo si procederà alla
comunicazione in un secondo momento della stessa.
Aspetti contributivi
Gli aspetti pensionistici e assicurativi variano a seconda del profilo dell’imprenditore:
- il Coltivatore Diretto (CD) è tenuto a versare all’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza
Sociale) contributi pensionistici, di maternità e assicurativi;
- l’imprenditore agricolo a titolo principale (IATP) è tenuto al versamento solo dei
contributi pensionistici.
Elenchi dei coltivatori diretti
Per l’iscrizione negli elenchi dei coltivatori diretti è necessario presentare all'INPS (Istituto
Nazionale di Previdenza Sociale) un apposito modello denominato CD1 (dichiarazione
aziendale relativa alla conduzione d’impresa diretto coltivatrice (art. 14 della Legge 233/90)
entro 90 giorni dalla data d’inizio attività.
In esso oltre ai dati anagrafici del titolare dell’impresa, vanno indicati l’ubicazione del
centro aziendale e (se ce ne sono) i dati relativi ai collaboratori addetti abitualmente alla
manuale coltivazione dei fondi, all’allevamento e governo degli animali nonché le
informazioni relative alla consistenza aziendale (dati catastali relativi ai terreni coltivati con
il relativo titolo di possesso – affitto o proprietà –; la specie animale allevata e le modalità di
allevamento; le macchine agricole utilizzate).
Accertato da parte dell’INPS il diritto all’iscrizione negli elenchi dei coltivatori diretti il
titolare d’azienda è soggetto al versamento dei contributi previdenziali e assicurativi che,
variano in funzione dei Redditi Agrari catastali e della fascia altimetrica del centro
aziendale.
In sintesi
Per avviare un’azienda agricola e acquisire il titolo di imprenditore agricolo è necessario:
- aprire una posizione IVA;
- iscriversi al registro imprese (sezione speciale) della Camera di Commercio Industria
Artigianato e Agricoltura;
- presentare dichiarazione aziendale all’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale)

CHI E' IMPRENDITORE AGRICOLO


in base all' art. 2135 del Codice Civile
"È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazioni del fondo,
selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.
Per coltivazioni del fondo, per silvicoltura e per allevamento di animali si intendono le
attività dirette alla cura ed allo sviluppo di in ciclo biologico o di una fase necessaria del
ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo,dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione e ospitalità come definite dalla legge".
2. Si considerano imprenditori agricoli le cooperative di imprenditori agricoli ed i loro
consorzi quando utilizzano per lo svolgimento delle attività di cui all’articolo 2135 del
Codice Civile, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, prevalentemente prodotti
dei soci, ovvero forniscono prevalentemente ai soci beni e servizi diretti alla cura ed allo
sviluppo del ciclo biologico».
Professionalità e attività connesse
È indispensabile che l’imprenditore agricolo nella conduzione dell’impresa agricola
risponda a criteri di professionalità (attività svolta in modo stabile e continuativo) ed
economicità (risultato economico positivo generato da operazioni sul mercato) senza le
quali non può esservi impresa.
L’imprenditore agricolo è definito a titolo principale se:
- dedica all’attività agricola almeno due terzi del proprio lavoro complessivo;
- ricavi dalla stessa attività almeno due terzi del proprio lavoro complessivo;
- abbia la necessaria capacità professionale.
Si presume l’esistenza di quest’ultimo requisito quando il soggetto interessato abbia:
- esercitato per almeno un triennio attività agricola come coadiuvante familiare o come
lavoratore agricolo;
- un titolo di studio diploma di scuola agraria , o istituto tecnico professionale agrario o di
altra scuola ad indirizzo agrario prevalente, laurea nel settore agrario e veterinario, delle
scienze naturali.
Rientrano pertanto tra gli imprenditori a titolo principale:
- le persone fisiche
- le cooperative agricole
- le associazioni professionali di imprenditori agricoli;
- le società di persone
- le società di capitali
Le attività connesse sono consentite, ma non devono prevalere rispetto all'attività agricola
principale.
Il Coltivatore Diretto
Il Coltivatore Diretto si differenzia dall’imprenditore agricolo perché oltre a possedere i
requisiti di tempo, reddito e capacità professionale ha le seguente caratteristiche:
- si dedica insieme alla famiglia alla coltivazione del fondo e all'allevamento del bestiame.
In questo caso la complessiva forza lavorativa del nucleo familiare non deve essere
inferiore a un terzo di quella occorrente per le normali necessità della coltivazione del
fondo e per l’allevamento del bestiame;
- possiede il requisito della abitualità nella diretta e manuale coltivazione del fondo o
nell’allevamento del bestiame. Che cosa vuol dire? Vuol dire che si dedica in modo
esclusivo o almeno prevalente a tale attività. Per attività prevalente si intende quella che
impegna il Coltivatore Diretto per il maggior periodo di tempo nell’anno e che
costituisce per lo stesso la maggior fonte di reddito.

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29/05/2011, 20:29
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Iscritto il: 08/10/2011, 18:53
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Mi permetto solo di aggiungere, per agevolarti nelle tue ricerche, che oggi non si parla più di IATP ma di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale), per il quale la soglia dei guadagni e del tempo speso in agricoltura è stata abbassata al 50% del totale, 25% se ti trovi in zona svantaggiata. Inoltre ci sono modifiche relative alle acquisizioni di fondi e altro, al momento non ricordo nello specifico.
Anche io sto studiando la disciplina e devo dire che è abbastanza complessa, anche perchè ho già un lavoro che non vorrei mollare sin da subito per buttarmi nell'agricoltura... coi tempi che corrono...

Saludos!


10/10/2011, 8:33
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Iscritto il: 09/11/2011, 2:52
Messaggi: 2
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Io in merito ho solo una curiosità, per ciò che concerne "la capacità professionale" deve sussistere uno dei solo dei 2 requisiti?
Mi spiego meglio, io sono diplomato in agraria, questo elemento è sufficiente o oltre a ciò devo operare anche da 3 anni nel settore?
Vi ringrazio.


09/11/2011, 3:09
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Iscritto il: 22/10/2011, 17:39
Messaggi: 53
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Quindi per una persona che non ha diplomi in agraria o lauree come si fa?

C'è un tempo limite, tipo 2-3 anni, per conseguire un diploma?


09/11/2011, 11:43
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Iscritto il: 13/10/2011, 12:23
Messaggi: 643
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Z00 ha scritto:
Io in merito ho solo una curiosità, per ciò che concerne "la capacità professionale" deve sussistere uno dei solo dei 2 requisiti?
Mi spiego meglio, io sono diplomato in agraria, questo elemento è sufficiente o oltre a ciò devo operare anche da 3 anni nel settore?
Vi ringrazio.

Il titolo posseduto è sufficiente.

Saluti


07/12/2011, 18:44
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Iscritto il: 29/12/2011, 23:23
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Località: Torino
Formazione: perito agrario
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Cortesemente qualcuno saprebbe dirmi se per il Piemonte i contributi per i giovani imprenditori che aprono un'azienda agricola siano ancora validi e in cosa consistano?

Grazie a tutti!


05/01/2012, 17:55
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Iscritto il: 04/01/2012, 12:05
Messaggi: 114
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salve una curiosità io che non ho un diploma di perito agrario non posso avviare un attività agricola?
ci sono dei sistemi che ti permettano di iniziare a farlo come secondo lavoro per poi farlo a titolo definitivo?
grazie mille


06/01/2012, 13:32
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Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Certo, ma devi aprire una partita IVA.
Ciao,
Marco

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06/01/2012, 13:57
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Iscritto il: 04/01/2012, 12:05
Messaggi: 114
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ok se io mettiamo iniziassi continuando a lavorare come dipendente potrei? volevo chiedervi non esiste nessun sistema per potersi avviare con meno di 100-120.000 mq (mi hanno detto che nelle nostre zone, alto varesotto, è quello il minimo di mq da avere)?
sapete io parto da zero quindi devo acquistare terreni e tutto... e non è facile io non ho fretta personalmente però quando hai una passione e pensi sempre e solo a quello vorresti sempre che tutto si concretizzi nel più breve tempo possibile!!!
il problema che ho provato spesso a contattare coldiretti per farmi dare delle spiegazioni ma sono sempre poco disponibili e molto vaghi eppure io conosco gente dalle mie parti che costituito aziende agricole con molto meno terreno anzi addirittura e molti non mi crederanno conosco una persona che ha aperto un azienda agricola con un terreno che non raggiunge i 2000 mq e ancora oggi dopo 6-7 anni non ha un trattore non ha mai coltivato un terreno mai tagliato fieno ha solo allevato una ventina di capre, come è possibile?


08/01/2012, 0:09
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