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Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

09/08/2025, 12:48

STRATEGIA AREE INTERNE, MOLTO IMPORTANTE L'IMPEGNO DEL MINISTRO FOTI PER RILANCIARE LA STRATEGIA E LA SPESA. UNCEM: AL LAVORO PER SUPERARE FRAMMENTAZIONI

"Uncem riconosce come strategico e molto importante l'impegno del Ministro Foti per dare corpo alla Strategia nazionale Aree interne spendendo tutte le risorse non spese e investendone nuove. La Cabina di regia ha confermato questa impostazione, togliendo di mezzo i proclami di troppe figure che hanno fatto troppe polemiche nei giorni scorsi. Uncem è sempre stata realista e sul fronte della concretezza. La SNAI è importante e riparte grazie all'impegno del Governo, con il Parlamento. I territori e le Regioni possono efficacemente lavorare per spendere quanto stanziato e non speso, per dare concretezza ai piani, per evitare difficoltà e dare continuità alle iniziative nate in dieci anni di Strategia. Uncem conferma al Ministro Foti e al Dipartimento della Coesion e tutto il supporto e l'impegno".

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

13/08/2025, 13:57

NELL'ESTATE DEI FLUSSI CHE AUMENTANO, LA MONTAGNA DEL TURISMO DICE CON CHIAREZZA: NIENTE PARCO GIOCHI. UNCEM: ATTENZIONE ALLE COMUNITA'. COMPRATE IN VALLE PER VIVERE I TERRITORI




Uncem è chiara. No al parco giochi. Ma non basta. La montagna è comunità, economia, non certo solo turismo. Lo diciamo nei giorni più caldi, con arrivi e presenze in crescita. "Non si scherza su caro-ombrellone che fa cambiare flussi, piuttosto che con riconoscimenti Unesco - afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - Troppe banalità abbiamo sentito fin qui. Come l'inversione di flussi dal mare alle vette in nome dei costi, come se la montagna fosse tutta 'gratuita e libera', piuttosto che la voglia di rinunciare a un bellissimo, straordinario secondo noi, riconoscimento Unesco perché avrebbe portato solo danni, con flussi aumentati. Banalità. Chiacchiere. Parliamo di cose serie. Lo abbiamo fatto con alcuni punti diffusi oggi in un Manifesto Uncem. Opportunità e impegni per tutti".

La montagna è piena di luoghi da vivere, che però sono in primis luoghi di vita delle comunità che li abitano tutto l'anno. Occorre rispetto, attenzione, senso dei luoghi. La montagna accoglie sempre, le comunità sono in attesa, a braccia aperte, ma serve un patto di rispetto e di fiducia che parta da turisti e persone in arrivo sui territori. Bar e ristoranti sono per te. Sono comunità. Sono aperti, sono accoglienti. Consumare prodotti locali nei bar e nei ristoranti è un gesto di amore per i territori. I bar e i ristoranti sono pezzo portante delle comunità vive. I bar e gli esercizi commerciali sono vitali e generativi nei paesi. Sono necessari, sono il presente e il futuro dei paesi che si riuniscono e si ritrovano.

L'ambiente montano che ci piace e ci emoziona è fatto di paesaggi, di paesi, di case e prati, di foreste e acque, di storia e di storie che sono frutti della presenza antropica.
Agricoltura e Allevamento punto fermo di questo lavoro. Il turismo viene dopo. Paesaggio è ambiente e comunità che lo plasma in un'alchimia complessa che va rispettata, tantopiù nel pieno della crisi climatica. Sui sentieri come in un prato, in una strada nel borgo, tra le case, guarda e scopri quel senso di appartenenza delle comunità, gli spazi e i beni comuni, conoscendone peculiarità e culture. In questo sta il senso della scoperta, ogni volta che sali, della montagna che non è parco giochi a beneficio delle città e neanche luogo della wilderness con la natura che fa quel che vuole. Ambiente e comunità insieme sono il paesaggio, sono luogo di vita. Ma non sono cornice per chi arriva e fruisce fugacemente della montagna. Sono spazio di vita di ecosistemi che consentono alle aree montane di continuare a (ri)generarsi dopo troppi decenni di spopolamento e abbandono. Le comunità tornano oggi a essere vissute. Anche grazie a un nuovo turismo.

Compra in valle. La Montagna vivrà. Ogni volta che sali, anche solo per un'escursione breve, fermati in un negozio del territorio. Nel negozio, nel bar, acquista i prodotti tipici del territorio e del paese dove ti trovi da portare a casa - o per la tua escursione, per il tuo pic-nic. È un segno di vicinanza al territorio stesso e un atto di sostegno all'economia locale. Grazie a quel gesto, la montagna vivrà.

Attenzione. Non tutto è gratis. Paghi il parcheggio, la ZTL, la Zona C in città dove vivi o lavori? E l'autostrada? Bene. E dunque anche in Montagna non tutto può essere regalato, non tutto è gratis. Uncem te lo dice con grande franchezza. Negli ultimi dieci anni, molti territori montani, alpini e appenninici, in Italia e non solo, hanno sperimentato iniziative per dare un valore a pezzi di territorio che hanno particolare fruizione e tipo di accesso. Non tutto è gratis. Come paghiamo i parcheggi in città, possiamo, vogliamo introdurre alcune aree parcheggio a pagamento nelle aree montane. O dei tornelli per regolare i flussi sui sentieri. Non sembri strano. O delle navette per portarti in luoghi incontaminati, senza auto, oppure strade con un pedaggio. Tre euro per una giornata, cinque per un voucher, un ticket [gratis - quindi nessuna tariffa - se mi fermo a mangiare in un bar o in un ristorante del paese]. Ogni territorio fa le sue scelte e le sue proposte. E fa bene a farle. Rispettale. Un parcheggio o una navetta a pagamento nelle aree montane non sono uno scandalo. I proventi possono essere reinvestiti dagli Enti per una migliore promozione, per migliori servizi, per nuovi servizi. Per te. Non tutto e gratis. Ma quell'euro investito bene, da te sul territorio, ti darà il centuplo, il massimo, sempre. La Montagna da vivere.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

13/08/2025, 13:58

TUTTI I NUMERI DEL TURISMO NELLA MONTAGNA ITALIANA. UNCEM: FLUSSI IN CRESCITA ED È SBAGLIATO PARLARE DI OVERTOURISM. MA ATTENZIONE AI LIMITI E ALLE COMUNITA' DEI PAESI [CHE NON SONO BORGHI]




Il turismo vale il 6,7% del PIL delle montagne italiane. È un valore in linea con quello dell'intero Paese. Il 90% degli intervistati da IPSOS sul Rapporto Montagne Italia realizzato da Uncem ritiene le aree montane italiane "un'importante attrattiva per i turisti". E il 56% un luogo dove vivere. Nell'estate dell'aumento dei flussi verso le montagne italiane, il Rapporto realizzato dall'Unione nazionale dei Comuni, Comunità, Enti montani, fa un quadro in tutte le aree montane del Paese. Alpi e Appennini sono suddivisi in 387 "comunità territoriali", aree omogenee di Comuni che già lavorano insieme in strategie e piani di sviluppo locale. Il riferimento ai dati del Rapporto è il 2023. Nelle Alpi e negli Appennini vi sono 19,3 posti letto alberghieri ed extralberghieri ogni 100 abitanti. Il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri è in media di 1200 ogni 100 abitanti. La durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, è di 3,1 giorni di permanenza.

Il Rapporto Uncem - edito da Rubbettino e realizzato nell'ambito del Progetto ITALIAE della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari regionali e per le Autonomie, https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapp ... alia-2025/ - fa una analisi complessiva dei sistemi montani, nei quali il turismo non sarebbe possibile senza agricoltura e senza gestione dei versanti. "Il turismo c'è perché ci sono paesi e comunità - evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - È importante e in crescita. È a nostro giudizio sbagliato parlare di overtourism nella montagna. Possiamo piuttosto parlare di picchi in alcuni periodi dell'anno, di aumento di flussi in alcuni giorni e in poche aree. Ma non di overtourism. Come è invece necessario parlare di limiti, prima di tutto di chi affronta i territori per motivi ludico-sportivi. Uno dei limiti è non capire che nelle aree montane, più che nelle città e nelle coste, si va in sistemi complessi, ecologici e antropici. E che le comunità dei paesi, che non sono borghi turistici, sono fondamentali. Accolgono e sono decisivi per il turismo stesso. Evitarli, pensare non ci siano, è assurdo e inopportuno. Chi sale non porti tutto da casa. Compri in valle, faccia vivere quei negozi e quei bar. Non chiediamo assistenzialismo, ma buonsenso e incontro. Comunione con le comunità dei territori. Che sono la vita delle montagne stesse".


I dati complessivi della Montagna italiana nel Rapporto
La Tav. 7.6 del Rapporto Montagne Italia misura la consistenza della occupazione turistica in ciascuna Comunità Territoriale rappresentando semplicemente il numero totale di occupati. Nella classe nella quale il numero di occupati è maggiore si superano i 940 occupati per singola Comunità Territoriale; in quelle nelle quali il numero è minore non si raggiungono i 70 occupati per ciascuna Comunità Territoriale; il valore medio è di 650 occupati per singola Comunità Territoriale.
La Tav. 7.8 misura sul lato dell'offerta la dotazione di posti letto negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la dotazione è maggiore si superano i 30 posti letto per 100 abitanti, in quella dove è minore abbiamo meno di un posto letto per abitante; la media è di 19,3 posti letto per 100 abitanti.
La Tav. 7.9 misura sul lato della domanda il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la le presenze sono più numerose si superano le 1.400 presenze (pernottamenti) per 100 abitanti, in quella dove sono meno numerose abbiamo meno di 24 presenze per abitante; la media è di circa 1.200 presenze per 100 abitanti.
La Tav. 7.10 misura, sempre sul lato della domanda, la durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti; nella classe dove la durata è maggiore si superano le 4 giornate di durata media, in quella dove è minore abbiamo meno di due giornate per ciascuna vacanza; la media è di 3,1 giorni di permanenza.
Relativamente più complesso l'indicatore rappresentato nella Tav. 7.7 che misura l'incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica (considerando quindi il complesso delle attività che concorrono direttamente o indirettamente alla produzione dei servizi di accoglienza e di ospitalità), sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale, dunque è la misura più significativa della importanza del turismo nella economia locale; nella classe dove la incidenza è maggiore il turismo concorre per circa l'11% e oltre al PIL;, in quella questa incidenza è minore si arriva a poco più dell'1% del PIL totale; la incidenza media è di circa il 6,7% del PIL, in linea con il valore medio nazionale.


I numeri nelle Comunità Territoriali descritti nel Rapporto
Andiamo nel dettaglio dei territori. Quello con la maggiore "occupazione turistica" è in Alto Adige, provincia di Bolzano. È l'area di Villabassa, Alta Pusteria, per intenderci quella Villabassa. 84mila abitanti, per 12.849 occupati nella filiera turistica. Numeri molto rilevanti, nella zona del Lago Braies. Sul "podio" del numero di occupati nel turismo vi sono altre due aree dell'Alto Adige: la Comunità territoriale di Verano e quella di Tires. A seguire, le Dolomiti Bellunesi. Al fondo dell'elenco, sempre sul fronte dell'occupazione nel turismo, vi sono tre zone montane delle isole e del Mezzogiorno: Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna), Vette dei Nebrodi (Sicilia), Locride.
Le Dolomiti hanno la meglio sull'incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale. Podio nel Rapporto Uncem tre aree del Trentino, ovvero le Comunità Territoriali di Trento (72%), Soraga di Fassa (62%), Tires (59%). Buoni i numeri dell'area di Tenno (Trentino), della Elimo Ericini (Sicilia) e ancora in Trentino della Comunità Territoriale Villabassa Alta Pusteria. In 63 Comunità Territoriali montane descritte nel Rapporto, l'incidenza è sotto l'1%. "Più in basso" troviamo le aree del Monte Mauro (Molise), Gerrei (Sardegna), Krimisa (Calabria), e della Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna).
Sui posti letto alberghieri ed extralberghieri, numeri altissimi a Soraga di Fassa, Trentino-Alto Adige, con 254, seguita dall'area Walser Monte Rosa in Val d'Aosta con 239. Poi l'Unione Montana del Baldo-Garda in Veneto (220), la Comunità Territoriale di Spormaggiore (nel Parco Adamello-Brenta, in Trentino-Alto Adige) con 197 posti letto ogni 100 abitanti, seguita dall'area Valdigne-Mont-Blanc in Valle d'Aosta con 170. Bene anche l'Alta Val Susa con 149 e nel Mezzogiorno la Comunità Montana Lambro Mingardo.
Per quanto riguarda le presenze turistiche (numero pernottamenti nell'anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri, escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto, di ciascuna Comunità Territoriale rapportati alla consistenza della popolazione), in testa troviamo le Comunità Territoriali di Soraga di Fassa (30mila), Spormaggiore (27mila), l'area del Baldo-Garda (19mila), di Luserna (13mila), di Vermiglio (12mila).
La durata media delle permanenze, ottenuta nel Rapporto Montagne Italia Uncem dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, vede con ottimi numeri l'Alto Maceratese, nelle Marche, con 13 giorni di durata media. Seguono l'area della Comunità Territoriale del Versante Ionico, in Calabria, poi Terre di Castelli in Emilia Romagna, l'Area Grecanica e la Sila Greca in Calabria, il Metauro nelle Marche e la Comunità montana Lambro e Mingardo in Campania.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

14/08/2025, 13:13

IL RAPPORTO MONTAGNE ITALIA 2025 CON LE GREEN COMMUNITY AL CENTRO DEL NUOVO NUMERO DI "COMUNITA' MONTAGNA"



Le Green Community proseguono l'azione per affrontare crisi demografica e crisi climatica. La lettura dell'avanzamento delle Strategie sui territori, effettuata da Uncem nel quadro del Progetto Italiae, viene raccontata sul nuovo numero di "Comunità Montagna", rivista che viene diffusa domani, a Ferragosto. È il terzo numero speciale sulle Green Community. Dalla Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera, alle cinque Unioni montane canavesane che lavorano insieme, fino all'Abruzzo con l'area del Parco regionale Sirente Velino che cresce essendo stata tra i "piloti" della Strategia, maggio 2021, prima del bando del PNRR che ha finanziato 35 Green Community italiane.

Il lavoro prosegue e Uncem lo racconta. Comunità Montagna in tre numeri, 120 pagine, ha descritto opportunità e sinergie. Come quelle tra le Università italiane - una trentina quelle che si occupano di montagna e aree interne - descritte anche nel Rapporto Montagne Italia 2025. Dentro alle Green Community, al lavoro con i fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, ci sono decine di progetti. Tra questi quelli sulle Comunità Energetiche Rinnovabili, che Uncem segue con l'efficace impegno del GSE, con il Ministero dell'Ambiente e Renael. Un percorso virtuoso per dare energia ai territori, dando pieno valore ai servizi ecosistemici-ambientali. Tema centrale, il legame delle aree montane dove si lavora su Strategie di Green Community con le aree urbane. Le Città del fondovalle, i Capoluoghi di provincia in particolare, non possono voltarsi dall'altra parti. Da soli non ci salviamo. Manco loro. E dunque, Comunità Montagna traccia nuove piste di lavoro congiunto, Città e Montagne, aree urbane e rurali. Insieme. Per nuovi scenari.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

14/08/2025, 17:56

GRIGLIATA CON LA "LEGNA GASTRONOMICA" CERTIFICATA. SCEGLIERE BENE PER MANGIARE MEGLIO. UNCEM: COMPRANDO IN VALLE. NON PORTATE TUTTO DA CASA!




A ferragosto, in tutta l'estate, e non solo, si deve "comprare in valle, nei negozi e nei bar dei paesi montani", non portare tutto da casa, spendendo tutto nei centri commerciali delle grandi aree urbane, e vale la pena di scegliere la legna giusta per la grigliata (attenzione alle fiamme, da non accendere in ambienti naturali), certificata. Sono positivi consigli di Uncem, che per la "legna gastronomica" cita la recente ricerca di PEFC Italia con Altrefiamme e Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food a Pollenzo.

Per la grigliata di ferragosto? Ecco il legno migliore. Certificata naturalmente. A seconda del tipo di legno utilizzato per la cottura dei cibi, si possono ottenere aromi e sapori diversi. Ogni tipo di legno può infatti esaltare i sapori degli alimenti in maniera diversa, trasformando un semplice pasto in un'esperienza culinaria unica. PEFC ha esplorato le varietà di legna da utilizzare per la grigliatura, dalla dolcezza del melo alla robustezza del faggio, evidenziando come ogni legno abbia la sua specialità. Eccole:

Quercia: dal carattere medio forte, conferisce un classico sapore di affumicato ed è adatto a quasi tutti i tipi di carne.
Olivo: valorizza in particolare la carne di agnello, con un sapore "arrostito".
Faggio: sottolinea la sensazione erbacea tipica della carne di agnello e si distingue anche in termini di composizione aromatica nella carne di vitello. Combinato con il corbezzolo, arricchisce la brace con decise note sensoriali e gustative.
Melo: dal sapore dolce e leggermente fruttato, è ottimo per il manzo, il maiale, l'agnello, il pollame e alcuni frutti di mare.
Ontano: dolce e delicato, è ideale per i frutti di mare e le verdure.
Ciliegio: il suo sapore delicato e fruttato si abbina a tutte le carni e ai frutti di mare.
Acero: dolce, leggero e dal sapore delicato, è ottimo per il pollame.
Noce: dal sapore forte e intenso, è ottimo per la selvaggina.

Alcune tipologie di legno non sono idonee per preparare una grigliata, come ad esempio l'oleandro, che rilascia sostanze velenose, e legni come pino, abete e larice che producono un sapore sgradevole. Il pioppo risulta invece tra i migliori combustibili naturali per l'accensione del fuoco, da integrare poi con la legna adatta allo specifico cibo da cuocere o da affumicare. La tipologia di legno e il tempo di contatto con lo stesso ne modificano colore, odore e sapore. La tradizione ha individuato nel castagno e nella rovere il legno di elezione per produrre le botti dentro cui invecchiare vini e superalcolici. Discorso analogo per la produzione di aceto balsamico e formaggi che, grazie al contatto con il legno, vengono arricchiti di caratteristiche olfattive e gustative con cui è possibile sperimentare per ottenere prodotti tipici e di eccellenza nazionale: per l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, invecchiato 12 o 25 anni, si possono usare solo castagno, ciliegio, ginepro, gelso, rovere e acacia per realizzare le botti che, in serie e nel tempo, ne guidano l'invecchiamento. Anche per i formaggi la relazione con il legno avviene per contatto, mediante la stagionatura e conservazione su assi di legno (abete, pino e larice) che consentono al formaggio di respirare e rilasciare l'eccesso di siero per una maturazione regolare, e con la maturazione si arricchisce di quella flora microbica che conferisce al formaggio tutte le connotazioni sensoriali che portano a una buona riuscita del formaggio.

"Sembra un gioco quello della 'legna gastronomica' certificata, ma non lo è - evidenzia Marco Bussone, presidente Uncem e PEFC - Come non è uno scherzo evidenziare che dobbiamo tutti e tutte comprare in valle, nei piccoli negozi, per salvarli e valorizzarli. Perché comprare la carne per la grigliata in un supermercato in città quando si può comprare nella macelleria del paese? Andare in quel negozio, domani mattina e sempre, è un gesto carico di valore e di etica. Scegliamo la montagna non solo in modo ideale, ma anche con concretezza e visione. È una urgenza, una sfida necessaria"

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

19/08/2025, 17:03

BANDO PNRR GREEN COMMUNITY, UNCEM: BENE IMPEGNO DEL GOVERNO PER SOSTENERE STRATEGIE DI TERRITORIO

"I territori che nei giorni scorsi hanno trasmesso Strategie di Green Community al Ministero degli Affari regionali, a valere sul bando PNRR, hanno grande fiducia negli uffici che stanno analizzando le proposte. Quelle Strategie sono futuro, non sono insieme di progetti, non sono atto burocratico, mera questione di spesa. Vanno oltre il PNRR stesso. Sono strumenti per affrontare le crisi ecologica e demografica delle zone montane. Alpi e Appennini hanno nella Strategia nazionale delle Green Community, come Uncem racconta nel Rapporto Montagne Italia 2025, la risposta alle urgenze del presente e del domani. Con nuovi abitanti e nuove opportunità. Vanno colte queste sfide e il bando PNRR dotato di 12 milioni di euro è importantissimo. Altre risorse economiche andranno trovate. Confidiamo nel lavoro che il Ministro Calderoli, con il Ministro Foti, faranno per dare forza alla Strategia delle Green Community, insieme con Strategia delle Aree interne, delle foreste, delle Montagne italiane. Servono visioni politiche d'insieme per dire come i territori si trasformano".

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, a pochi giorni dalla chiusura del bando PNRR per le Green Community. Si tratta del secondo Avvisol, dopo quello del 2021 al quale hanno partecipato 200 territori italiani.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

21/08/2025, 14:48

TUTTI I NUMERI DEL TURISMO NELLA MONTAGNA ITALIANA. UNCEM: FLUSSI IN CRESCITA ED È SBAGLIATO PARLARE DI OVERTOURISM. MA ATTENZIONE AI LIMITI E ALLE COMUNITA' DEI PAESI [CHE NON SONO BORGHI]




Il turismo vale il 6,7% del PIL delle montagne italiane. È un valore in linea con quello dell'intero Paese. Il 90% degli intervistati da IPSOS sul Rapporto Montagne Italia realizzato da Uncem ritiene le aree montane italiane "un'importante attrattiva per i turisti". E il 56% un luogo dove vivere. Nell'estate dell'aumento dei flussi verso le montagne italiane, il Rapporto realizzato dall'Unione nazionale dei Comuni, Comunità, Enti montani, fa un quadro in tutte le aree montane del Paese. Alpi e Appennini sono suddivisi in 387 "comunità territoriali", aree omogenee di Comuni che già lavorano insieme in strategie e piani di sviluppo locale. Il riferimento ai dati del Rapporto è il 2023. Nelle Alpi e negli Appennini vi sono 19,3 posti letto alberghieri ed extralberghieri ogni 100 abitanti. Il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri è in media di 1200 ogni 100 abitanti. La durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, è di 3,1 giorni di permanenza.

Il Rapporto Uncem - edito da Rubbettino e realizzato nell'ambito del Progetto ITALIAE della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari regionali e per le Autonomie, https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapp ... alia-2025/ - fa una analisi complessiva dei sistemi montani, nei quali il turismo non sarebbe possibile senza agricoltura e senza gestione dei versanti. "Il turismo c'è perché ci sono paesi e comunità - evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - È importante e in crescita. È a nostro giudizio sbagliato parlare di overtourism nella montagna. Possiamo piuttosto parlare di picchi in alcuni periodi dell'anno, di aumento di flussi in alcuni giorni e in poche aree. Ma non di overtourism. Come è invece necessario parlare di limiti, prima di tutto di chi affronta i territori per motivi ludico-sportivi. Uno dei limiti è non capire che nelle aree montane, più che nelle città e nelle coste, si va in sistemi complessi, ecologici e antropici. E che le comunità dei paesi, che non sono borghi turistici, sono fondamentali. Accolgono e sono decisivi per il turismo stesso. Evitarli, pensare non ci siano, è assurdo e inopportuno. Chi sale non porti tutto da casa. Compri in valle, faccia vivere quei negozi e quei bar. Non chiediamo assistenzialismo, ma buonsenso e incontro. Comunione con le comunità dei territori. Che sono la vita delle montagne stesse".


I dati complessivi della Montagna italiana nel Rapporto
La Tav. 7.6 del Rapporto Montagne Italia misura la consistenza della occupazione turistica in ciascuna Comunità Territoriale rappresentando semplicemente il numero totale di occupati. Nella classe nella quale il numero di occupati è maggiore si superano i 940 occupati per singola Comunità Territoriale; in quelle nelle quali il numero è minore non si raggiungono i 70 occupati per ciascuna Comunità Territoriale; il valore medio è di 650 occupati per singola Comunità Territoriale.
La Tav. 7.8 misura sul lato dell'offerta la dotazione di posti letto negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la dotazione è maggiore si superano i 30 posti letto per 100 abitanti, in quella dove è minore abbiamo meno di un posto letto per abitante; la media è di 19,3 posti letto per 100 abitanti.
La Tav. 7.9 misura sul lato della domanda il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la le presenze sono più numerose si superano le 1.400 presenze (pernottamenti) per 100 abitanti, in quella dove sono meno numerose abbiamo meno di 24 presenze per abitante; la media è di circa 1.200 presenze per 100 abitanti.
La Tav. 7.10 misura, sempre sul lato della domanda, la durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti; nella classe dove la durata è maggiore si superano le 4 giornate di durata media, in quella dove è minore abbiamo meno di due giornate per ciascuna vacanza; la media è di 3,1 giorni di permanenza.
Relativamente più complesso l'indicatore rappresentato nella Tav. 7.7 che misura l'incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica (considerando quindi il complesso delle attività che concorrono direttamente o indirettamente alla produzione dei servizi di accoglienza e di ospitalità), sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale, dunque è la misura più significativa della importanza del turismo nella economia locale; nella classe dove la incidenza è maggiore il turismo concorre per circa l'11% e oltre al PIL;, in quella questa incidenza è minore si arriva a poco più dell'1% del PIL totale; la incidenza media è di circa il 6,7% del PIL, in linea con il valore medio nazionale.


I numeri nelle Comunità Territoriali descritti nel Rapporto
Andiamo nel dettaglio dei territori. Quello con la maggiore "occupazione turistica" è in Alto Adige, provincia di Bolzano. È l'area di Villabassa, Alta Pusteria, per intenderci quella Villabassa. 84mila abitanti, per 12.849 occupati nella filiera turistica. Numeri molto rilevanti, nella zona del Lago Braies. Sul "podio" del numero di occupati nel turismo vi sono altre due aree dell'Alto Adige: la Comunità territoriale di Verano e quella di Tires. A seguire, le Dolomiti Bellunesi. Al fondo dell'elenco, sempre sul fronte dell'occupazione nel turismo, vi sono tre zone montane delle isole e del Mezzogiorno: Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna), Vette dei Nebrodi (Sicilia), Locride.
Le Dolomiti hanno la meglio sull'incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale. Podio nel Rapporto Uncem tre aree del Trentino, ovvero le Comunità Territoriali di Trento (72%), Soraga di Fassa (62%), Tires (59%). Buoni i numeri dell'area di Tenno (Trentino), della Elimo Ericini (Sicilia) e ancora in Trentino della Comunità Territoriale Villabassa Alta Pusteria. In 63 Comunità Territoriali montane descritte nel Rapporto, l'incidenza è sotto l'1%. "Più in basso" troviamo le aree del Monte Mauro (Molise), Gerrei (Sardegna), Krimisa (Calabria), e della Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna).
Sui posti letto alberghieri ed extralberghieri, numeri altissimi a Soraga di Fassa, Trentino-Alto Adige, con 254, seguita dall'area Walser Monte Rosa in Val d'Aosta con 239. Poi l'Unione Montana del Baldo-Garda in Veneto (220), la Comunità Territoriale di Spormaggiore (nel Parco Adamello-Brenta, in Trentino-Alto Adige) con 197 posti letto ogni 100 abitanti, seguita dall'area Valdigne-Mont-Blanc in Valle d'Aosta con 170. Bene anche l'Alta Val Susa con 149 e nel Mezzogiorno la Comunità Montana Lambro Mingardo.
Per quanto riguarda le presenze turistiche (numero pernottamenti nell'anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri, escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto, di ciascuna Comunità Territoriale rapportati alla consistenza della popolazione), in testa troviamo le Comunità Territoriali di Soraga di Fassa (30mila), Spormaggiore (27mila), l'area del Baldo-Garda (19mila), di Luserna (13mila), di Vermiglio (12mila).
La durata media delle permanenze, ottenuta nel Rapporto Montagne Italia Uncem dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, vede con ottimi numeri l'Alto Maceratese, nelle Marche, con 13 giorni di durata media. Seguono l'area della Comunità Territoriale del Versante Ionico, in Calabria, poi Terre di Castelli in Emilia Romagna, l'Area Grecanica e la Sila Greca in Calabria, il Metauro nelle Marche e la Comunità montana Lambro e Mingardo in Campania
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