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UNCAI- Unione Naz. Contoterzisti Agromeccanici e Industriali 
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Storico riconoscimento: la cucina italiana patrimonio UNESCO
E dietro ogni sapore c’è anche un contoterzista: nel Paese celebre per il buon cibo e le supercar, i contoterzisti con i loro trattori e mietitrebbie hi-tech rappresentano la perfetta sintesi delle due eccellenze italiane, garantendo che il Patrimonio UNESCO sia autentico, sostenibile e "a chilometro zero" di tecnologia
Roma, 10 dicembre 2025 – La Cucina Italiana è ufficialmente Patrimonio UNESCO, e l’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali (UNCAI) celebra questo storico traguardo sottolineando il ruolo dei contoterzisti nella mise en place del Made in Italy. Se l’Italia è internazionalmente riconosciuta per la “civiltà della tavola” e la potenza delle supercar, con i loro “bolidi da campo” i contoterzisti rappresentano la garanzia di eccellenza che lega indissolubilmente il piatto alla terra. Questo riconoscimento premia non solo un insieme di ricette, ma un intero sistema produttivo, a partire dalle lavorazioni nei campi.
“La consacrazione globale era già una realtà, ora c’è anche il sigillo ufficiale,” afferma il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari, che evidenzia il ruolo fondamentale dell’agricoltura in questo riconoscimento. “Per comprenderne il ruolo, basta risalire all’etimologia: la parola stessa ‘cultura’ affonda le sue radici nell’agricoltura: essa è, letteralmente, il prendersi cura, è il ciclo della semina e del raccolto”.
E, se la cucina italiana è cultura, e la cultura è coltivare, i numeri dei contoterzisti parlano chiaro: oggi in Italia le imprese agromeccaniche gestiscono oltre il 95% delle operazioni di raccolta dei cereali e più del 65% delle semine, sfiorando la totalità in colture chiave. I contoterzisti consentono alle aziende agricole italiane, spesso piccole e frammentate, di rimanere competitive e garantire l’eccellenza della materia prima, pilastro dell’identità culinaria.
“Qui si scioglie un paradosso apparente: per preservare l’antico sapore, serve l’altissima tecnologia. La cucina italiana è tradizione; il contoterzismo è innovazione pura,” prosegue Tassinari. “È in questo connubio che si consolida il ruolo dei contoterzisti". Nell’era dell’Agricoltura 4.0, più tecnologia nel campo si traduce in efficienza, e per mantenere intatto il sapore che il mondo ci invidia, non basta la memoria delle nonne: i contoterzisti forniscono il supporto che trasforma i terreni, anche i più frammentati, in campi ad alta resa”. Servono la topografia di precisione, la sensoristica sul terreno e la raccolta con parametri ottimali. È la precisione della “dose giusta al momento giusto” – dall’irrigazione alla concimazione – che massimizza la produttività del suolo, lo fa fruttare al meglio e rende la produzione più sostenibile e abbondante. “I contoterzisti sono i custodi digitali di un patrimonio antico, portando l’innovazione nella terra per proteggere la storia culinaria italiana e il suo ambiente”.
“Guardiamo un piatto di pasta. Togliamo lo chef. Togliamo la ricetta. Togliamo il pastificio. Cosa resta? Il grano. E chi lo ha raccolto al momento e con l’umidità perfetti, senza sprecarne un chicco? Un contoterzista,” conclude il Presidente UNCAI. “Il primo utensile della cucina italiana non è il mestolo, è la mietitrebbia. Siamo la mise en place del Made in Italy. I contoterzisti professionali sono il motore nascosto che rende la cucina più amata al mondo sostenibile, sicura e autentica. Senza di noi, il Patrimonio UNESCO resterebbe un campo incolto.”


10/12/2025, 17:23
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Droni, contoterzisti e difesa fitosanitaria
UNCAI in prima linea nella sperimentazione nazionale. Bambagiotti (Contoterzisti Umbria): “Svolta vicina, ma la tecnologia richiede professionisti certificati”. Remagni Buoli (Apima Cremona): “Superare i paradossi burocratici, il drone entri nell'Albo degli Agromeccanici”
Bologna, 12 dicembre 2025 – L’agricoltura 4.0 è pronta a spiccare il volo, letteralmente, anche in Italia. L’uso dei droni per la distribuzione di prodotti fitosanitari non è più fantascienza, ma una realtà sperimentale che vede i contoterzisti UNCAI al centro della scena. Se in Cina il 95% dei droni agricoli viene impiegato per trattamenti fitosanitari e solo il 5% per il monitoraggio, in Europa la situazione è storicamente capovolta a causa dei divieti normativi. Tuttavia, la rotta è ormai tracciata: l’Italia si muove verso il modello orientale, puntando su precisione e sostenibilità.
Il punto sulla situazione è stato fatto lo scorso 5 dicembre all’Università di Bologna (DISTAL), durante un incontro tecnico che ha visto la partecipazione dei Servizi Fitosanitari di quattro regioni pilota (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Toscana) e una delegazione UNCAI composta da Sergio Bambagiotti (Presidente Contoterzisti Umbria), il consulente tecnico Luca Pacicco, il vicepresidente di Apima Uncai Cremona Rossano Remagni Buoli e il pilota professionista Roberto Remagni Buoli.
Al centro del dibattito, i risultati delle prove condotte su diverse colture strategiche. Il “dronista” Roberto Remagni Buoli ha curato personalmente le sperimentazioni su vite (a Predappio), pomodoro (a Piacenza) e cipolla, mentre altri test hanno riguardato le risaie del vercellese. I dati emersi smontano molti pregiudizi, pur evidenziando la necessità di un approccio altamente professionale
Tra gli aspetti tecnici più rilevanti ci sono la deriva e l’ampiezza di un intervento eseguito attraverso un drone. Un drone largo mediamente 2 metri è in grado di coprire una fascia di trattamento di 7 metri. “I dati raccolti dimostrano che la deriva è gestibile”, spiegano i tecnici UNCAI. “Per evitare danni alle colture confinanti o abitazioni, il drone deve operare rientrando di alcuni metri rispetto al perimetro del campo, ma la precisione è nettamente superiore a quella di sistemi obsoleti”.
Le analisi si sono poi soffermate sull’efficacia dei trattamenti. Nel caso del riso il drone si è dimostrato più efficace delle macchine tradizionali: l'intossicazione delle infestanti target è stata rilevata 24 ore prima rispetto ai metodi convenzionali. Su colture verticali come la vite, nonostante il drone spruzzi dall'alto verso il basso (a differenza degli atomizzatori che colpiscono le foglie lateralmente e dal basso), l'efficacia del trattamento è risultata equiparabile ai sistemi oggi più in uso.
Oltre all’efficienza e all’efficacia, altro tema dibattuto è stato quello della sostenibilità: “I vantaggi ambientali sono innegabili. L'uso del drone azzera il calpestio e la compattazione del suolo, permette di operare su terreni bagnati o inaccessibili ai mezzi gommati e garantisce una drastica riduzione del consumo di carburante e dei volumi d'acqua necessari per la miscela”, spiega Rossano Remagni Buoli.
Nonostante le evidenze tecniche, il nodo resta burocratico. Attualmente, Ministero della Salute e Ministero dell'Agricoltura stanno elaborando le linee guida per la sperimentazione che durerà tre anni, al termine dei quali verrà presa una decisione definitiva. Entro 90 giorni sono attese le regole operative per sbloccare nuovi test.
Rossano Remagni Buoli (Vicepresidente Apima Cremona) evidenzia una disparità normativa: “Ci scontriamo con eccessi burocratici sui droni, tecnologie di alta precisione, mentre sono permessi strumenti come i 'cannoni' insetticidi che disperdono fitofarmaci in balia del vento. Occorre una semplificazione immediata: inserire la figura del pilota di droni nell’Albo degli Agromeccanici garantirebbe competenza e meno burocrazia. È però indispensabile che l’Unione Europea stabilisca regole comuni, come ribadito dal professor Paolo Gay dell’Università di Torino, per evitare che ogni Paese proceda in ordine sparso, impedendo la raccolta di dati armonizzati”.
D’altra parte la tecnologia corre veloce e le prestazioni dei droni, già superiori ai mezzi tradizionali, migliorano di anno in anno, rendendo obsoleti i timori di ieri. Tuttavia, la sicurezza resta prioritaria.
“Le prime evidenze danno ragione alla rivoluzione dei droni: il controllo della deriva è possibile, ma solo se il quadricottero è nelle mani di un pilota esperto”, conclude Sergio Bambagiotti, che annuncia l’intenzione di portare il dibattito alla prossima fiera Agriumbria (Bastia Umbra, 27-29 marzo). “Non è un’attrezzatura per tutti. Sbagliare altezza di volo o dosaggio può causare danni a terzi che non si risolvono con la diplomazia. La strada è la professionalizzazione: i contoterzisti sono pronti a lavorare gomito a gomito con le ASL e i servizi fitosanitari regionali nelle future sperimentazioni facilitando la stesura di regole chiare ed efficaci ai ministeri della salute e dell’agricoltura”.


12/12/2025, 17:57
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Sicurezza in agricoltura: dalla parole ai fatti
UNCAI applaude al pragmatismo del Ministero. Tassinari: “Finalmente un piano reale che tiene insieme produttività e tutela del lavoratore”
Roma, 17 dicembre 2025 – UNCAI accoglie con favore la strategia integrata per la sicurezza sul lavoro in agricoltura presentata dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in sinergia con Inail, Ismea e CREA. Un piano che mette a sistema risorse e strumenti operativi, delineando un orizzonte chiaro per il settore primario.
Tra le misure più rilevanti figurano l’incremento del bando ISI 2024 – i fondi per l’acquisto di nuovi mezzi passano da 90 a 248 milioni di euro – i 100 milioni aggiuntivi del Fondo Innovazione Ismea per il biennio 2026-2027 e lo stanziamento inedito di 10 milioni di euro destinati all’adeguamento dei trattori obsoleti e privi dei principali dispositivi di sicurezza. Interventi mirati che riguardano, tra l’altro, l’installazione di strutture di protezione ROPS, avvisatori acustici e luminosi, telecamere con sistemi di allerta e indicatori di pendenza.
«In uno scenario complesso, segnato da scarsa marginalità economica e dalla necessità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti climatici e agli eventi estremi, molte imprese agricole e agromeccaniche hanno faticato a rinnovare il parco macchine con la velocità necessaria», dichiara il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. «Questo piano dimostra che, a partire dal 2023, il Ministero ha scelto una strategia di lungo periodo, accompagnando concretamente le aziende nel cambiamento, senza chiedere impossibili colpi di reni ma mettendo a disposizione strumenti reali».
La sicurezza sul lavoro, sottolinea UNCAI, è una conquista sociale che deve tradursi in azioni concrete e non restare confinata nei documenti programmatici. «Troppo spesso gli incidenti nascono dall’impossibilità economica di compiere un salto tecnologico immediato», prosegue Tassinari. «Per questo apprezziamo l’introduzione di una fase di “sicurezza intermedia”, fatta di interventi a basso costo ma ad alta efficacia, in grado di migliorare sensibilmente le condizioni operative dell’esistente».
Nel dettaglio, i 10 milioni stanziati consentiranno interventi di ammodernamento dei trattori attraverso un contributo a fondo perduto pari all’80% del costo complessivo, fino a un massimo di 2.000 euro per mezzo, erogato tramite un apposito bando. Secondo le stime di Federacma, potranno essere messi in sicurezza circa 5.000 trattori. «Se si considera che in Italia circolano oltre 1,2 milioni di mezzi obsoleti, questi numeri possono apparire limitati», osserva Tassinari. «Ma rappresentano un inizio indispensabile e un messaggio chiaro: tutela del lavoratore, produttività e sostenibilità non sono dimensioni separabili».
Il presidente di UNCAI evidenzia inoltre la discontinuità rispetto a un certo approccio delle politiche comunitarie: «Il Ministro ha ricordato come, in nome di una sostenibilità ambientale spesso ideologica, l’Europa abbia imposto bandi PNRR riservati esclusivamente alle macchine elettriche. Soluzioni adatte a specifiche nicchie, ma non alla maggior parte delle lavorazioni agricole pesanti. Qui, invece, vediamo pragmatismo: niente dirigismo economico, ma la possibilità concreta per tutti di investire in sicurezza».
L’iniziativa ministeriale si inserisce coerentemente nel percorso di professionalizzazione che UNCAI promuove da anni. I contoterzisti rappresentano oggi l’anello di congiunzione tecnologica e organizzativa della filiera agricola. In linea con il concetto di “Rete del lavoro di qualità”, l’impresa agromeccanica non porta nei campi soltanto macchine efficienti, ma una cultura della sicurezza che diventa una vera e propria condizionalità sociale: senza il rispetto delle regole e della tutela dei lavoratori, si è fuori dal mercato.
«Il contoterzismo è l’antidoto al lavoro insicuro», sottolinea UNCAI. «Le nostre imprese sono strutturate per garantire operatività e rispetto delle norme proponendosi come "esperte di processo" per poter competere. Ma occorre accelerare in questa direzione per ampliare questa rete virtuosa».
La sicurezza, conclude l’associazione, è prima di tutto un fatto culturale. Le associazioni territoriali aderenti a UNCAI sono pronte a fare la loro parte nel rafforzare l’interconnessione della filiera. «Siamo i primi formatori sul campo», conclude Tassinari. «Attraverso le nostre strutture trasformiamo l’innovazione in competenze, aiutiamo gli operatori ad accedere ai bandi e a utilizzare correttamente le tecnologie per ridurre i rischi. C’è un progetto e ci sono strumenti operativi: ora costruiamo insieme un’agricoltura più sicura e più solida».


18/12/2025, 15:18
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L’agricoltura è pace, non guerra
Tassinari: «L’agricoltura non è la pedina di scambio per il riarmo europeo. No ai diktat sul Mercosur»
BRUXELLES/ROMA, 19 DICEMBRE 2025 – UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali) prende una posizione netta sugli esiti della mobilitazione che ha visto oltre 10.000 agricoltori e 1.000 trattori provenienti da tutti i 27 Stati membri convergere nel cuore di Bruxelles. Il Presidente nazionale Aproniano Tassinari denuncia la preoccupante deriva istituzionale che vede il sacrificio della Politica Agricola Comune (PAC) in favore della spesa militare.
«Il sistematico ridimensionamento di fondi e visione per l'agricoltura è il segnale che l’istituzione europea ha posto il conflitto davanti alla produzione primaria», dichiara il Presidente Tassinari. «Siamo di fronte a un cambio di paradigma, un vero e proprio Riarm Europe, che drena risorse vitali: si prospetta un taglio complessivo di 90 miliardi di euro a livello UE, con una perdita netta di 9 miliardi per l’Italia. Per questo è necessario un referendum europeo sul riarmo e sull'Ucraina. Entro fine gennaio la macchina consultiva potrebbe essere pronta; solo restituendo la parola ai cittadini la destinazione dei fondi PAC tornerà a essere trasparente e rispondente al volere dei popoli».
Sulla questione degli scambi internazionali, UNCAI stigmatizza l’ultimatum del Presidente brasiliano Lula sull’accordo Mercosur. «Davanti a un’Europa ricattabile, la risposta deve essere un "No" risoluto», prosegue Tassinari. «I tentativi di forzare la mano per una firma immediata ci impongono di difendere la nostra sovranità. Non accetteremo l’ingresso di prodotti che non rispettano i nostri standard di sicurezza e benessere animale. L’agricoltura è un asset strategico e la reciprocità non è negoziabile: non si può permettere l'accesso privilegiato al mercato unico a chi produce senza i vincoli ambientali e sociali imposti ai nostri operatori».
L’Unione Contoterzisti evidenzia come i dati delineino un quadro allarmante. La riduzione del 25% dei fondi PAC post-2027 minaccia direttamente la tenuta del sistema: il rischio concreto è la chiusura di 270.000 aziende agricole italiane, circa un terzo del totale. «I crolli previsti del 64% nei seminativi e del 27% nell'olivicoltura», avverte Tassinari, «provocheranno una contrazione del mercato che colpirà duramente le imprese agromeccaniche. Questo scenario accelererà una pericolosa selezione, escludendo le realtà meno strutturate e concentrando l'offerta di servizi solo in chi ha già potuto investire in efficienza».
n rischio specifico riguarda la transizione tecnologica. La diluizione della PAC in un Fondo Unico potrebbe compromettere i canali di finanziamento dedicati all'Agricoltura 4.0. Senza fondi vincolati al settore agromeccanico, l'ammodernamento tecnologico dei contoterzisti – fondamentale per la sostenibilità e la precisione – rischia di arrestarsi, creando un gap incolmabile tra gli Stati membri.
UNCAI fa proprio il monito del Santo Padre contenuto nel messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace: "Verso una pace disarmata e disarmante". Il Papa Leone XIV denuncia una corsa al riarmo che ha visto le spese militari mondiali impennarsi del 9,4% in un solo anno, alimentata da enormi concentrazioni di interessi finanziari privati che condizionano le scelte degli Stati.
«Il Papa ci ricorda che nessun destino di guerra è già scritto e ci invita a rifiutare la logica del para bellum per adottare quella del para pacem», commenta Aproniano Tassinari. «Ma come possiamo noi, come cittadini e agricomeccanici, favorire questo "risveglio delle coscienze" se i leader politici sembrano aver delegato le decisioni sulla vita e sulla morte a freddi automatismi e interessi economici? Denunciare queste concentrazioni di potere non basta più se non si riattiva il pensiero critico contro questa spirale distruttiva dell'umanesimo. La risposta è nel presidio permanente: iniziative spontanee che sottraggano ai tecnocrati i loro punti di riferimento abituali. Come un anno fa non bisogna offrire sponde politiche a chi intende frammentare la PAC, poiché una pace vera si garantisce partendo dal sostentamento dei popoli, non dalla preparazione dei conflitti».
Il Presidente Tassinari conclude ricordando che la sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini è il primo pilastro della pace. La mobilitazione deve proseguire in ogni sede per impedire che l’agroalimentare europeo diventi la moneta di scambio per una deriva bellicista lontana dalle necessità delle campagne.


19/12/2025, 19:14
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Contoterzismo, motore di innovazione e sostenibilità
I dati dell’Annuario CREA 2024 confermano il ruolo strategico delle imprese agromeccaniche nella transizione digitale e nella gestione dei costi aziendali
Roma, 7 gennaio 2026 – Il contoterzismo non è più una semplice scelta operativa, ma una necessità strutturale. Per la maggior parte delle aziende italiane, caratterizzate da piccole dimensioni, l’investimento diretto in macchinari moderni necessari per la transizione digitale ed energetica è spesso troppo oneroso. Il ricorso a servizi esterni permette di accedere a tecnologie avanzate e competenze specializzate che sarebbero altrimenti insostenibili per il singolo imprenditore.
“L’Annuario dell’agricoltura italiana 2024 redatto dal CREA conferma l’esternalizzazione come necessità economica e tecnologica anche in agricoltura”, commenta il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari, scorrendo le pagine dedicate al contoterzismo. “Affidarsi a professionisti non è solo un modo per abbattere i costi fissi, ma è l’unica via percorribile per garantire la competitività del Made in Italy in un mercato globale sempre più esigente”.
I numeri della trasformazione mostrano un mercato polarizzato. Dall’analisi dei dati emerge, infatti, un divario netto tra chi usa i servizi agromeccanici e chi li offre all’interno del settore agricolo. Secondo l’ultimo Censimento ISTAT richiamato dal CREA il 28% delle aziende agricole italiane ricorre al contoterzismo (contoterzismo passivo). Mentre solo l’1% delle aziende agricole svolge attività di contoterzismo attivo (servizi prestati ad altri). La domanda di servizi agromeccanici conto terzi è particolarmente forte nel Nord Italia, con picchi in Veneto (57%) e Friuli Venezia Giulia (55%).
“Questo scenario evidenzia come il ruolo centrale sia ormai ricoperto da imprese agromeccaniche specializzate, capaci di ottimizzare i costi gestionali e aumentare l’efficienza attraverso parchi macchine tecnologicamente evoluti”, prosegue Tassinari.
Ma il contoterzismo, secondo l’analisi del CREA, si conferma protagonista anche nella transizione ecologica. Le imprese agromeccaniche agiscono come “vettori di innovazione”, portando sul campo tecnologie per l’agricoltura 4.0 e la gestione intelligente dei dati.
“L’imporsi di imprese specializzate pone quindi l’urgenza di un loro riconoscimento giuridico”, aggiunge il presidente i UNCAI. Nonostante il ruolo strategico degli agromeccanici nel sostenere la produttività, l’innovazione e, in prospettiva, la gestione dei crediti di carbonio, la categoria necessita di una cornice normativa chiara. Come evidenziato dallo stesso Annuario, il consolidamento di questa funzione essenziale passa attraverso l’istituzione di strumenti ufficiali, come un Albo nazionale e percorsi di qualificazione professionale. “Tale passaggio è ritenuto fondamentale non solo per dare dignità alla categoria, ma per superare i disallineamenti fiscali e normativi che oggi ostacolano l’accesso a bandi e incentivi fondamentali per la crescita di tutto il comparto primario”, conclude Tassinari.


07/01/2026, 14:26
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APIMA Cremona: 80 anni tra storia e futuro. Clevio Demicheli nominato Presidente Onorario
L’Assemblea celebra otto decenni di innovazione. L’On. Bergamini annuncia: “Il disegno di legge sull’Albo Nazionale in aula entro giugno”
PERSICO DOSIMO (CR), 23 gennaio 2026 – Ottant’anni di battaglie, tecnologia e passione. L’Assemblea per l’80° anniversario di APIMA Cremona (fondata nel 1946 e aderente a UNCAI) si è chiusa oggi con un momento di profonda commozione: lo storico Presidente Clevio Demicheli, alla guida dell’associazione dal 1989, ha annunciato la decisione di non ricandidarsi per il prossimo triennio. L’Assemblea, con un lunghissimo applauso e visibile emozione, lo ha nominato per acclamazione Presidente Onorario.
Il cuore dell’evento è stato il bilancio dei 37 anni di presidenza Demicheli. Un’era che ha visto l’agricoltura cremonese trasformarsi radicalmente: dalla meccanizzazione di base all'agricoltura 4.0, con un’attenzione sempre crescente alla qualità del raccolto e alla sostenibilità ambientale. Sotto la sua guida, i contoterzisti sono diventati i veri registi dell’innovazione sul campo.
«Ho sempre inteso la politica e l'associazionismo come una missione di servizio», ha dichiarato un commosso Clevio Demicheli. «Gli anni da sindaco mi hanno insegnato che un amministratore deve appartenere alle persone, mai ai partiti. È con questa stessa convinzione che ho vissuto i miei 37 anni alla presidenza di Apima: ci ho messo passione e volontà, consapevole che la nostra forza risiede unicamente nel sostegno corale di voi imprenditori. Alle istituzioni chiedo un cambio di prospettiva: noi non lavoriamo sulle strade, ma nei campi. È tra i solchi della terra che produciamo valore, innovazione e sicurezza alimentare per il Paese. Oggi vi ringrazio: ciò che ho ricevuto da questa associazione è molto più di quanto io abbia saputo dare a voi».
Centrale il tema dell’Albo Nazionale degli Agromeccanici, una battaglia nata proprio in Lombardia grazie all'impegno di APIMA e Demicheli (che ottennero il primo albo regionale nel 2015). Presente all'incontro l’On. Davide Bergamini, primo firmatario del disegno di legge naziona
«L'agromeccanico è il vero interprete dell'agricoltura moderna, colui che traduce gli investimenti in sostenibilità operativa sul campo», ha affermato l’On. Davide Bergamini. «Il comparto ha bisogno di una professionalità riconosciuta non solo per l’accesso ai bandi dedicati, ma per fare fronte comune contro la concorrenza sleale. Il mio impegno è portare il disegno di legge in aula entro giugno: il sostegno politico è trasversale e, non comportando oneri per lo Stato, l'iter è in discesa. L’istituzione dell’Albo Nazionale non è solo un obiettivo normativo, è un atto di giustizia atteso da troppo tempo da tutto il settore».
Anche Aproniano Tassinari, Presidente UNCAI, ha ribadito la forza del settore:
«Il mio legame con Clevio ha radici profonde: fu proprio lui, anni fa, a chiedermi di assumere la guida nazionale dell'Unione», ha ricordato Aproniano Tassinari, Presidente UNCAI. «Oggi il progetto dell’Albo Nazionale è finalmente maturo perché gli agromeccanici rappresentano l’architettura portante dell’economia agricola moderna. Non operiamo mai in antitesi all’agricoltore, ma come suo partner strategico: siamo lo strumento indispensabile per stabilizzare i costi variabili delle aziende, garantire una formazione d’eccellenza e mettere a disposizione quegli investimenti tecnologici mirati che sono, oggi, la vera chiave della competitività».
Il Direttore di Apima Fabrizio Canesi ha ripercorso le tappe fondamentali dell’associazione, dalle prime tracce dei "trebbiatori cremonesi" nel 1922 alla fondazione ufficiale del 1946, passando per il cambio di nome in APIMA nel 1965 fino all'acquisto della sede attuale nel 1991. Una storia di crescita costante che ha portato i contoterzisti cremonesi a essere pionieri nei contratti di lavoro degli agromecanici (1992).
Numerose le autorità che hanno reso omaggio a Demicheli e ad APIMA:
Francesca Romagnoli (Vice Sindaco di Cremona): "Si respira un clima di famiglia. È raro e ammirevole vedere uomini commuoversi per il proprio lavoro, è segno di grande forza di carattere."
Roberto Mariani (Presidente Provincia di Cremona): "Clevio ha trasferito la sua saggezza di amministratore pubblico nell'associazione, creando una squadra capace di portare avanti le istanze del territorio."
Cesare Soldi (Libera Agricoltori / Confagricoltura): Ha evidenziato come, in un momento di crisi (latte, suini/PSA, cereali), la professionalità dei contoterzisti permetta alle aziende di restare competitive.
Donato Rossi (Confagricoltura): Ha sottolineato la storica collaborazione nata nel 2016 con l'apertura della sezione periferica UNCAI Puglia.
I Consiglieri Regionali Riccardo Vitari, Marcello Ventura e Matteo Piloni hanno ribadito l'impegno della Regione Lombardia nel sostenere il ricambio dei macchinari e l'innovazione.
I Vicepresidenti di Apima Rossano Remagni Buoli e Francesco Moggi hanno consegnato a Demicheli una targa: "Grazie Clevio, il tuo contributo resterà una parte indelebile della storia della nostra associazione". La prossima settimana il rinnovato Consiglio di Amministrazione si riunirà per eleggere il nuovo Presidente che avrà il compito di guidare APIMA verso le sfide del centenario.
L'evento si è concluso con la premiazione delle ditte storiche che hanno fatto la storia della meccanizzazione agricola cremonese.
Si ringraziano gli sponsor per il sostegno all'evento:
Consorzio Agrario di Cremona
Argo Tractors con concessionario Palazzani e Zubani
Trelleborg
Visini
Class Agricoltura


23/01/2026, 20:38
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Oltre ottant’anni di Apiumai Padova: i professionisti dell’innovazione celebrano la XXVI Giornata del Contoterzista
Tra radici storiche profonde e la sfida dell’Albo Nazionale: il punto sulla filiera saccarifera, la professionalità dei contoterzisti e le nuove tecnologie
Ospedaletto Euganeo, 29 gennaio 2026 – Ottant’anni e più, e non sentirli, o meglio, rivendicarli come pilastro dell’agricoltura italiana. L’edizione numero ventisei della “Giornata del Contoterzista” si è aperta oggi con una consapevolezza storica rinnovata: “Apiumai Padova non celebra solo un anniversario, ma il primato di essere tra le associazioni di categoria più antiche d’Italia. Sebbene l’atto formale risalga all’agosto del 1945, le radici affondano già nel 1943 sotto la guida dello storico direttore Guido Baccaglini, portando l’effettiva eredità dell’associazione a ben 83 anni di attività ininterrotta”, ha annunciato il direttore dell’associazione Francesco La Gamba.
Oltre 200 professionisti si sono riuniti a Ospedaletto Euganeo per fare il punto su un 2025 vissuto pericolosamente tra altalene climatiche e mercati indecifrabili.
“Prezzi agricoli ostaggio della speculazione”. Damiano Merlin, presidente di Apiumai Padova e consigliere UNCAI, ha tracciato un bilancio lucido: “Un’annata di luci e ombre. Abbiamo gestito piogge eccessive in primavera e siccità autunnali: senza la tempestività dei contoterzisti il raccolto sarebbe andato perduto. Eppure, mentre i costi di produzione restano alti, i prezzi corrisposti agli agricoltori sono schiacciati da forze speculative. Il rinvio del trattato Mercosur alla Corte di Giustizia Europea è una boccata d’ossigeno: non accettiamo concorrenza sleale da chi usa prodotti chimici vietati in Europa da decenni”.
La concorrenza sleale all’agricoltura italiana ed europea insita nel Mercosur ha tra i suo bersagli la filiera della bietola, un pilastro per il padovano, grazie alla sinergia con lo stabilimento Coprob di Pontelongo. Il presidente di Coprob-Italia Zuccheri, Luigi Maccaferri, ha delineato le prospettive per il 2026: “Il contoterzista è l’anello di collegamento vitale tra il campo e la fabbrica”, ha esordito ponendo al centro i temi della logistica, dell’efficienza e confermando i contributi Coprob 2025 per i terzisti e il conguaglio sulle tariffe di trasporto e ponendo un obiettivo “1000 euro ad ettaro di aiuti PAC accoppiati, con una prospettiva di miglioramento del prezzo di circa 150 euro”. Maccaferri ha espresso inoltre forte preoccupazione per la sostenibilità della filiera, messa a dura prova dall’instabilità dei mercati e dai preoccupanti cali della produttività agricola, fattori che rendono il sostegno al settore non più solo opportuno, ma indispensabile. “Serve tutela in questa fase geopolitica,” ha ribadito Maccaferri, “e occorre programmare con contoterzisti forti, pronti a investire in macchine da raccolta sempre più imponenti e tecnologiche”.
Il tema della professionalità e della dignità giuridica della categoria dei contoterzisti è stato al centro dell’intervento dell’onorevole Davide Bergamini, primo firmatario del disegno di legge per l’Albo Nazionale degli Agromeccanici, che ha delineato una visione ambiziosa per il futuro del settore. Bergamini ha confermato l’accelerazione dell’iter legislativo: “Siamo in dirittura d’arrivo. L’Albo non è solo forma, ma sostanza: darà dignità a chi sostiene investimenti in agricoltura 4.0 e 5.0, rendendo il settore attrattivo per i giovani e garantendo l’accesso a bandi strutturali, superando la logica del ‘contributo una tantum’. Prevediamo l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno”.
“Certificare la professionalità per garantire il ritorno economico”. A chiudere l’incontro, il presidente nazionale UNCAI, Aproniano Tassinari, ha posto l’accento sulla formazione: “L’evoluzione tecnologica corre veloce. Il nostro obiettivo con l’Albo è fare chiarezza: vogliamo certificare una professionalità che garantisca un uso efficiente dei mezzi innovativi. Solo un utilizzatore formato può garantire un reale ritorno economico del lavoro svolto. I contoterzisti sono gli unici in grado di ’scaricare a terra’ l’agricoltura 4.0 e 5.0”.
L’incontro si è concluso con l’intervento tecnico di AGRIMEC LAMI S.R.L. e un approfondimento sulla sicurezza sul lavoro a cura della dott.ssa Tiziana Schiavo, a testimonianza di una categoria che, dopo oltre 80 anni, continua a guardare avanti.


29/01/2026, 16:42
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Assemblea dei contoterzisti Uncai Pavia
"In Agricoltura per l’Agricoltura": Uncai Pavia lancia la sfida della fertilità e della viabilità
CASIRATE OLONA (PV) – Nella storica cornice della Tenuta il Tenchio, l’assemblea annuale dei soci di Uncai Pavia ha tracciato la rotta del contoterzismo nel territorio. L’incontro, intitolato “I contoterzisti in agricoltura per l’agricoltura”, ha riunito un centinaio di terzisti e messo a fuoco un modello d’impresa dove tecnologia, sostenibilità ambientale e pragmatismo sindacale si fondono in una visione di filiera integrata.
Il punto di incontro tra agricoltori, contoterzisti e industria è stato individuato nella salute del suolo. Un esempio virtuoso di questa sinergia è stato illustrato da Andrea Moretti di Acqua & Sole, società specializzata nel recupero di materia organica. Grazie all’iniezione diretta di fertilizzante organico e digestato – tecnica che azzera emissioni e odori – è in corso una rigenerazione dei suoli pavesi. Il sodalizio con le imprese agromeccaniche ha permesso, nel 2025, di gestire la distribuzione di solfato ammonico su oltre 4.500 ettari, coniugando agricoltura di precisione e reale economia circolare.
L’evoluzione del settore richiede mezzi all’altezza, come sottolineato negli interventi tecnici di Paolo Masuelli (Massey Ferguson), Marco Bolognesi (Trelleborg), Efrem Scaglia (Agripneus Service) e Pierangelo Maggi (Officina MPM). L’ing. Roberto Gaietta di Agrinovac ha lanciato l’allarme sui costi della revisione dei trattori veloci (la prima scadenza è il 30 giugno per i mezzi immatricolati tra il ‘17 e il ‘19): l’adeguamento delle officine richiede investimenti superiori ai 150.000 euro per l’acquisto di banchi prova completi, necessari anche per i mezzi pesanti, a fronte di un ritorno economico ancora incerto.
“Senza ponti e strade, l’impresa muore”. Nonostante la provincia di Pavia vanti una superficie agricola (54%) e un’incidenza economica del settore (2,5%) doppie rispetto alla media regionale, le infrastrutture restano un ostacolo critico. “Stiamo collaborando con sindaci e amministrazioni per trovare una soluzione definitiva che ci permetta di lavorare in tranquillità”, ha spiegato il Presidente di Uncai Pavia, Giovanni Bargigia. “Un’alternativa alla tangenziale per attraversare con i nostri mezzi la città ad oggi però non c’è, e occorre trovarla o costruirla. Disponiamo di mezzi sempre più performanti e sicuri per la distribuzione di sostanza organica dove è più necessaria, ancora però paghiamo la mancanza di ponti accessibili sul Ticino per andare dove i nostri servizi sono richiesti”.
Sulla questione è intervenuto il Vice Presidente della Provincia di Pavia, Serafino Carnia, ammettendo le criticità: “La fotografia della viabilità pavese è innegabile e il distacco tra Lomellina e Pavese è evidente. Il mio impegno è avviare un dialogo con Anas e il Comune di Pavia per trovare soluzioni che permettano ai mezzi agricoli di superare le attuali interruzioni”.
Il Presidente Nazionale UNCAI, Aproniano Tassinari, ha richiamato l’attenzione sulla professionalità: “La vera sfida è la formazione. Le tecnologie avanzate sono inutili senza operatori preparati. Dobbiamo garantire che gli investimenti dei soci non vadano sprecati per mancanza di ponti o di competenze. Quando i contoterzisti parleranno con una voce sola, avremo finalmente il peso politico che meritiamo”.
L’assemblea ha inoltre esplorato le opportunità dell’efficientamento energetico con Elena Colò (Arché Consulting), focalizzandosi sul Parco Agrisolare, la rimozione dell’amianto e l’installazione di pannelli sui capannoni.
In chiusura, il Presidente Onorario di Uncai Pavia, Giuliano Chioetto, ha elogiato la determinazione della categoria: “Come ricordato dal presidente Bargigia, non vendiamo solo servizi, ma fiducia e competenza. Il nostro motto è: ‘persone che non si lamentano mai’. È il nostro modo di stare al mondo, con ostinazione e dignità”. Il Presidente Bargigia ha infine rilanciato l’obiettivo dell’Albo professionale nazionale dei contoterzisti: “Vogliamo un riconoscimento formale che definisca uniformemente le nostre competenze. Continueremo a dialogare con tutta la filiera e le istituzioni per dare sostanza e futuro alle prossime generazioni di agromeccanici”.


02/02/2026, 17:02
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APIMA Cremona: Rossano Remagni Buoli è il nuovo presidente
Passaggio di consegne storico: dopo 37 anni Clevio Demicheli lascia la guida a un pioniere dell’agricoltura 4.0. “Basta tenere i dati chiusi negli zaini: certifichiamo il valore del nostro lavoro”
CREMONA, 3 febbraio 2026 – Non è solo un cambio di guardia, è l’evoluzione di un solco tracciato in ottant’anni di storia. Ieri sera, l’Apima Cremona, l’associazione che dà voce e forza ai contoterzisti della provincia, ha scelto il suo nuovo timoniere: Rossano Remagni Buoli è stato eletto all’unanimità Presidente dal nuovo Consiglio d’Amministrazione. Sono stati invece eletti Vice presidenti dell’associazione Riccardo Stagnati e Massimo Danelli.
Un’elezione che profuma di continuità e futuro. Remagni Buoli raccoglie infatti il testimone da Clevio Demicheli, figura storica e amatissima che per trentasette anni ha guidato l’associazione con saggezza e polso fermo. Demicheli, nominato Presidente Onorario per acclamazione, resta in Consiglio come guida nobile, a suggellare un passaggio di consegne avvenuto in un clima di profonda stima e riconoscenza.
IL PROFILO
Rossano Remagni Buoli, 54 anni il prossimo 14 maggio, è il ritratto dell’agromeccanico moderno. Terza generazione di una famiglia che ha la terra nel DNA, guida l’azienda di Gussola insieme al fratello Roberto e alla madre Ivanna e al padre Silvio Remagni. La loro realtà è un pezzo di storia vivente: è una delle undici aziende ancora in attività tra quelle che nel 1946 fondarono l’Apima.
Ma il suo impegno non si è mai fermato ai confini dei campi. Rossano porta con sé un solido bagaglio di esperienza amministrativa: per quindici anni, dal 1999 al 2014, ha servito il Comune di Gussola, prima come consigliere, poi come Assessore all’Ambiente e infine con l’incarico di Vicesindaco. Una palestra di confronto con le istituzioni che oggi mette a disposizione della categoria. Nel 2014, con l’arrivo dei figli (nati nel 2012 e 2014), ha scelto di concentrarsi sulla famiglia e sulla crescita dell’associazione, dove era entrato ufficialmente nel 2000 dopo averla vissuta per anni attraverso il lavoro dei genitori.
Il passaggio alla presidenza non è stato un salto nel buio, ma il traguardo di un percorso di “apprendistato”: Remagni Buoli è stato infatti il Vicepresidente di Clevio Demicheli negli ultimi sei anni. Un affiancamento che gli ha permesso di assorbire la visione della “vecchia guardia” e di proiettarla nelle nuove sfide tecnologiche.
Perito meccanico formato all’Itis di Cremona, Rossano non si è infatti mai accontentato di guardare il cofano dei trattori. Ha sviluppato un software gestionale su misura quando l’informatica in agricoltura era ancora un miraggio e, da dieci anni, solca i cieli di tutto il Nord Italia con i droni per trattamenti e concimazioni di precisione. Dalla sperimentazione sul mais viola alla camelina sativa, fino alla presidenza del Consorzio CT Smart24, la sua visione è quella di una corsa continua verso l’efficienza.
LA SFIDA
Le prime parole del neo-presidente tracciano una rotta chiara: l’agricoltura non è più solo questione di muscoli e acciaio, ma di bit e certificazioni. “Dobbiamo alzare l’asticella – ha detto Rossano Remagni Buoli nel suo discorso d’insediamento –. Oggi l’agricoltore ha le nostre stesse macchine. Il nostro scarto competitivo deve essere il dato. Abbiamo accumulato anni di informazioni che oggi restano chiuse nei nostri ‘zaini’ digitali. È ora di tirarle fuori, di certificarle”.
L’obiettivo è utilizzare le tecnologie non solo per ottimizzare i raccolti, ma come prova documentale per dialogare con la Regione, come nella semina a densità differenziata per ottenere una gestione più flessibile e intelligente dei nutrienti: “Dobbiamo restituire un’immagine certa e numerica di cos’è l’agricoltura cremonese oggi, anche per smontare chi punta il dito senza sapere”, ha ribadito Remagni Buoli agli associati.
IL NUOVO CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE
Ecco la squadra che affiancherà il Presidente Remagni Buoli nel prossimo triennio di mandato, suddivisa per zone di competenza:
ZONA DI CREMONA: Claudio Arpini, Claudio Leni, Roberto Mainardi, Riccardo Stagnati, Claudio Alghisi.
ZONA DI CASALMAGGIORE: Clevio Demicheli, Gianluca Paroli, Mauro Solimei, Rossano Remagni Buoli Claudio Zanini.
ZONA DI CREMA: Massimo Danelli, Marco Grimaldelli, Davide Zucchetti, Andrea Bonizzi.


03/02/2026, 18:28
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Sovranità Alimentare e Contoterzisti
Tassinari: «Il decreto deve favorire l’accesso a servizi agromeccanici professionali e certificati. Solo così la tecnologia in campo diventa vera tracciabilità e resa oltre le 10 tonnellate»
ROMA, 11 febbraio 2026 – L’inchiostro sulla Gazzetta Ufficiale è asciutto e, mentre il settore analizza le cifre del rilancio di mais, frumento e orzo, UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali) accoglie con favore lo sblocco dei fondi del Decreto sulla Sovranità Alimentare, ma lancia un avvertimento: con 47,5 milioni stanziati per il biennio 2025-2026 (di cui 7,6 milioni di euro annui destinati specificamente alla filiera del mais), lo Stato ha finalmente messo la “benzina” nel serbatoio, ma anche il miglior carburante è inutile se il motore è fuori fase.
«Il decreto è il ponte economico che mancava, ma la sovranità alimentare non si firma negli uffici: si costruisce in campo, sopra una mietitrebbia», commenta il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. In Italia, oltre l’85% delle operazioni di raccolta dei cereali è affidata alle imprese di meccanizzazione agricola. È un dato che non si può ignorare: l’agricoltore mette il seme e la firma sul contratto di filiera, ma è il contoterzista a garantire che quel prodotto arrivi nel centro di stoccaggio sano, pulito e tracciabile.
Secondo UNCAI, la partita si vince solo se smettiamo di considerare il contoterzista come un semplice “prestatore d’opera” e iniziamo a vederlo come il garante tecnologico della filiera. Mettere in campo una macchina tarata male oggi non è solo un errore tecnico, è un suicidio economico: lasciare a terra il 10% del prodotto significa erodere margini già ridotti all’osso, un lusso che il sistema Italia non può più permettersi. La vera barriera contro le aflatossine non si alza infatti negli uffici, ma sui campi, intercettando il momento esatto della maturazione fisiologica grazie a una forza d’urto logistica che solo le imprese agromeccaniche possono garantire.
Non è solo questione di muscoli e acciaio, ma di neuroni digitali. I contoterzisti sono i driver dell’Agricoltura 4.0, gli unici capaci di trasformare ogni chicco raccolto in un dato utile per la semina successiva attraverso la mappatura delle rese, l’unica strada percorribile per riportare la media nazionale stabilmente sopra le 10 tonnellate per ettaro. Anche sul fronte della sostenibilità, laddove si punta a sostituire l’urea con i reflui zootecnici, il processo poggia interamente sulle spalle (e sui mezzi) di chi gestisce la logistica e lo spandimento o l’interramento professionale.
Il cuore della strategia deve essere quello di mettere l’agricoltore nelle condizioni di poter scegliere servizi agromeccanici professionali e certificati. L’obiettivo è abbattere la barriera dei costi per facilitare il ricorso a prestazioni d’eccellenza, capaci di garantire quella trasparenza e tracciabilità delle operazioni che il mercato oggi esige. Solo se i fondi del decreto serviranno a pagare servizi di qualità, avremo una filiera davvero più forte: l’agricoltore incassa il premio, il contoterzista ha la stabilità per investire in tecnologie ancora più efficienti e l’industria riceve un mais italiano sicuro.
La sfida per il biennio 2025-2026 è passare dalla logica del sussidio a quella della programmazione. «Usare questi fondi per tamponare buchi di bilancio sarebbe un errore imperdonabile», conclude Tassinari. «Dobbiamo usarli per integrare i servizi agromeccanici d’avanguardia nel cuore dei contratti di filiera. Ora serve che la burocrazia di AGEA sia tempestiva quanto una mietitrebbia in pieno agosto: il mais ha rialzato la testa, non possiamo permetterci di farlo inciampare proprio ora».


11/02/2026, 18:06
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