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UNCAI- Unione Naz. Contoterzisti Agromeccanici e Industriali
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Marco
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Unione Trebbiatori Cuneo: Massimo Silvestro torna alla presidenza «Professionalità e Albo Regionale: il contoterzismo ha una sua identità e dignità non connessa ad altro, è responsabilità e sicurezza, è il motore dell'agricoltura» CUNEO – Un ritorno nel segno della continuità professionale e della concretezza imprenditoriale. Massimo Silvestro, 48 anni il prossimo 1 luglio (classe 1978), titolare dell'omonima azienda di Villafalletto, è di nuovo presidente dell'Unione Trebbiatori, la storica associazione agromeccanica cuneese aderente a UNCAI. Silvestro, rappresentante della quarta generazione di una famiglia dedita alla meccanizzazione agricola, succede a Fabrizio Gastinelli, che lascia l'incarico dopo due anni per concentrarsi a pieno ritmo sulla propria attività aziendale. Enzo Corrado subentra incece a Franco Piola alla vice presidenza. Il ritorno di Silvestro non è un semplice avvicendamento, ma una scelta precisa dei soci dell'Unione Trebbiatori Cuneo. In un momento di estrema incertezza economica, l’associazione ha voluto ritrovare nella figura di Silvestro quella determinazione e quel pragmatismo che sono diventati il tratto distintivo del gruppo. La concretezza di Silvestro è la concretezza dei trebbiatori cuneesi: professionisti che non cercano sussidi, ma il riconoscimento del proprio valore di "imprenditori della meccanizzazione". La sua visione coincide con la volontà collettiva di vedere finalmente tutelata una categoria che garantisce la qualità delle produzioni agricole piemontesi. Silvestro non è solo un volto noto dell’associazionismo, ma un pioniere tecnologico. La sua azienda è specializzata nella raccolta dei foraggi e nella trinciatura. Recentemente ha segnato un primato europeo importando dalla Turchia una macchina innovativa capace di imballare e fasciare il trinciato producendo balle di dimensioni maggiori: “Un investimento fatto pensando all’efficienza e alle esigenze del cliente agricoltore”, spiega Silvestro. “Meno movimentazione, più qualità del prodotto, costi ottimizzati”. Il punto cardine del mandato di Silvestro sarà la battaglia per l'Albo professionale degli agromeccanici in Piemonte. “Non vogliamo un semplice registro che includa chiunque faccia qualche lavoro extra nel tempo libero per arrotondare il fatturato agricolo”, dichiara con fermezza il neo-presidente. “L'Albo deve essere una garanzia di qualità e sicurezza. Un professionista ha partita IVA specifica, assicurazioni adeguate, rispetta le norme sulla sicurezza sul lavoro e investe costantemente in formazione. Il 'fai-da-te' genera concorrenza sleale e abbassa gli standard di sicurezza nei campi. L'Albo serve a identificare chi fa dell'agromeccanica la propria missione, garantendo un'agricoltura responsabile. Senza il contoterzista professionale, molte aziende agricole oggi non potrebbero sopravvivere”. Analizzando l'attuale scenario economico, Silvestro usa una metafora potente: vivere sul filo del rasoio. “Gli ultimi tre anni sono stati pesanti. Tra costi delle macchine alle stelle e ricambi carissimi, l’impresa agromeccanica vive in un equilibrio precario. Se le macchine oggi costano così tanto è anche a causa di un indotto dopato dai finanziamenti; paradossalmente, preferiremmo che i macchinari tornassero ai prezzi di tre o quattro anni fa piuttosto che avere nuovi incentivi che si portano dietro aumenti dei costi spesso insostenibili”. Per Silvestro, la gestione invernale dell'azienda non si fa solo in officina. Tutto gravita attorno all’ufficio: “Passiamo i mesi freddi ad analizzare i costi e la fattibilità degli investimenti. Prima della PAC e dell'Agricoltura 4.0, viene il buon senso: un investimento è utile solo se è realmente ammortizzabile con le ore di lavoro che la macchina farà”. Nonostante la durezza del momento, Silvestro guarda al futuro con fiducia, ma senza facili illusioni: “Ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera dico: c'è lavoro per tutti, ma occorre estrema attenzione. La priorità deve essere soddisfare il cliente a pieno, tarando la crescita dell'azienda sulle reali necessità del territorio, non sui sogni di grandezza non sostenibili”.
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| 12/02/2026, 14:08 |
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Marco
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Qualità dell’Aria e innovazione Agromeccanica Ancora 30 giorni: UNCAI E FLIMA invitano i contoterzisti lombardi ad aderire al bando regionale ARIA entro il 13 marzo Milano, 13 febbraio 2026 – C’è tempo fino al 13 marzo 2026 per accedere alle risorse della terza apertura del “Bando Aria” di Regione Lombardia. UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti) e FLIMA (Federazione Lombarda Imprese Agromeccaniche) invitano le imprese agromeccaniche a non lasciar cadere l’opportunità di ammodernare il parco macchine con un contributo a fondo perduto che copre fino al 40% dell’investimento. “L’iniziativa rappresenta un tassello strategico nel percorso di collaborazione tra le associazioni di categoria e l’istituzione regionale”, evidenzia Clevio Demicheli, Presidente FLIMA e Vice Presidente UNCAI. “Invitiamo i contoterzisti a valutare con attenzione l’adesione: utilizzare tutti i fondi disponibili è il miglior segnale che possiamo dare alla Regione per confermare la vitalità del nostro settore e la volontà di investire nella sostenibilità del territorio”. Il bacino padano è da anni sotto la lente dell’Europa per il superamento dei limiti di inquinanti atmosferici, con particolare riferimento alle emissioni ammoniacali. Essere in procedura d’infrazione non significa solo esporsi a sanzioni milionarie, ma comporta soprattutto vincoli operativi stringenti. Uscire dall’infrazione significa per l’agricoltore recuperare flessibilità gestionale, evitare blocchi emergenziali dello spandimento e scongiurare norme ancora più restrittive sulla gestione dei suoli. “La strada per uscire da questa emergenza passa dai contoterzisti e dalla loro capacità di innovare le pratiche agromeccaniche”, aggiunge Giuliano Oldani, Presidente di APIMA (Milano, Lodi, Como, Lecco, Monza-Brianza, Sondrio e Varese). “In un contesto di margini ridotti e rincari dei mezzi senza precedenti, il contoterzista deve poter investire senza compromettere il bilancio. Il nostro obiettivo è trasformare i reflui da problema a risorsa fertilizzante, dove e quando serve. Rispettare l’ambiente significa anche rispettare il portafoglio di chi lavora, garantendo economie di scala per ammortizzare investimenti che rimangono, pur con i contributi, notevoli”. Regione Lombardia ha già garantito che, qualora i fondi (attualmente 1.185.883,77 euro) venissero esauriti, si procederà al reperimento di nuove risorse per finanziare ulteriori macchine ad alto profilo ambientale. PROSPETTIVE PER IL FUTURO Guardando oltre l’attuale bando, FLIMA è già al lavoro per proporre criteri ancora più rispondenti alle esigenze del territorio. Nel nuovo set di soluzioni al vaglio dei contoterzisti figurano: Infrastrutture di stoccaggio coordinate: per ottimizzare i tempi di distribuzione del fertilizzante organico. Attrezzature per la minima lavorazione (es. strip-till): volte a ridurre i passaggi in campo, migliorare la qualità del suolo e abbattere i consumi energetici. L’invito finale rivolto ai contoterzisti lombardi è di cogliere l’opportunità della proroga al 13 marzo, vedendo in questo bando un passo deciso verso un modello di agricoltura moderna, sostenibile e pienamente allineata alle direttive europee. COSA FINANZIA IL BANDO ATTUALE Contributo: Fondo perduto fino al 40% (Max €300.000). Mezzi Ammissibili: Botti e semoventi per la distribuzione intelligente dei reflui, sensori NIR per l’analisi dei nutrienti, software di tracciabilità e impianti di trattamento digestato. link al bando: https://www.bandi.regione.lombardia.it/ ... 2025050723
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| 13/02/2026, 20:48 |
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Marco
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Meccanica agricola umbra: UNCAI promuove il nuovo Cluster Bambagiotti (Contoterzisti Umbria): «Una risposta concreta alle necessità delle imprese. Un progetto atteso da anni che rafforza l’intera filiera» PERUGIA – L’Associazione Contoterzisti Umbria accoglie con estremo favore la decisione della Giunta Regionale di avviare l’iter per la costituzione del Cluster della Meccanica Agricola. Un provvedimento che, secondo l’associazione, non rappresenta solo il riconoscimento formale di un’esigenza industriale maturata da tempo, ma una pietra miliare per il tessuto produttivo locale. «Si tratta di un’idea che parte da lontano e che finalmente trova accoglimento nelle sedi istituzionali», dichiara il Presidente di Contoterzisti Umbria, Sergio Bambagiotti. «I costruttori del territorio ne sentivano la necessità da anni e più volte, nei nostri confronti costanti, era emersa l’esigenza di superare la frammentazione per fare massa critica. Oggi questa visione diventa un progetto strutturato che permetterà a realtà storiche e a nuove imprese di crescere insieme». Oltre ai grandi marchi della meccanica agricola umbra, nella regione opera un importante ecosistema della componentistica metalmeccanica. Si tratta di un indotto d’eccellenza che già oggi lavora non solo per i costruttori regionali, ma fornisce soluzioni tecnologiche avanzate anche a player internazionali del settore. «Mettere a sistema queste competenze significa creare il “Sistema Umbria della meccanica agricola”», prosegue Bambagiotti. «Un cluster così concepito garantisce una visibilità internazionale superiore, facilitando l’accesso a nuovi mercati e stimolando collaborazioni tecnologiche che singolarmente le piccole e medie imprese faticherebbero ad attivare. È un’operazione di politica economica che punta direttamente alla competitività e all’efficienza». Per i contoterzisti umbri, il rafforzamento dei costruttori locali ha un valore operativo diretto. Nel territorio, il rapporto tra chi utilizza le macchine e chi le produce è basato su decenni di fiducia e assistenza diretta, elementi fondamentali per garantire la continuità del lavoro nei campi. «I contoterzisti sono i primi utilizzatori di queste tecnologie», conclude il Presidente Bambagiotti. «Avere costruttori regionali solidi, innovativi e allineati ai parametri dell'Agricoltura 4.0 e a un’asticella tecnologica sempre più alta, significa poter contare su mezzi d’avanguardia nati dalla conoscenza specifica del nostro territorio. L’innovazione e l’apertura all’export che il Cluster genererà si tradurranno in macchinari più performanti, sostenibili e tecnologicamente avanzati, a beneficio di tutta la produttività agricola regionale». UNCAI Umbria auspica ora un cronoprogramma serrato per l’operatività del Cluster, confermando la propria disponibilità al confronto per supportare l’integrazione tra chi progetta la tecnologia e chi, ogni giorno, la mette all’opera nei campi.
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| 18/02/2026, 14:56 |
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Marco
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Reti d'Impresa tra contoterzisti per la "Gestione del Territorio" Assemblea di Apima Milano-Lodi-Como-Varese-Lecco-Monza Brianza-Sondrio. Oldani (APIMA): «Oltre l’individualismo per vincere sui costi». Tassinari (UNCAI): «La rete d'impresa è il passo successivo all'identificazione del ruolo del professionista agromeccanico. L'Albo Nazionale è il tassello fondamentale» LISCATE (MI) – L’assemblea annuale dell'associazione di contoterzisti APIMA (Milano, Lodi, Como, Varese, Lecco, Monza Brianza, Sondrio), svoltasi presso la Cascina di Mezzo con il sostegno di partner strategici come Terrepadane, Syneco e New Holland, ha segnato un punto di svolta per il settore agromeccanico. Il Presidente Giuliano Oldani ha tracciato una rotta netta: trasformare le singole imprese in un sistema integrato di Reti d’Impresa. Per Oldani, il cambiamento parte da una solida base etica: «Il profitto senza etica è destinato al fallimento», ha dichiarato il Presidente APIMA. La rete non è solo uno strumento economico, ma un mezzo per generare “lavoro buono”. L’obiettivo del Contratto di Rete, ha spiegato Oldani, è la gestione comune dei macchinari per ottimizzare i parchi macchine; la qualità della vita introduzione di orari condivisi («Oggi facciamo orari insostenibili che allontanano i giovani e i dipendenti; la rete permette di razionalizzare i turni») e la trasparenza con un listino prezzi con minimi e massimi garantiti e formazione continua per i soci. La sfida culturale è uscire dalla "Comfort Zone”: «L’abitudine e il timore del nuovo spesso tengono le imprese prigioniere di modelli inefficienti», ha dichiarato Oldani. «Occorre guardare ai modelli europei come le CUMA francesi o i Machinenringe tedeschi. L’aggregazione è l'unico strumento per abbattere i costi fissi e accedere a tecnologie avanzate, altrimenti insostenibili per il singolo imprenditore». L'intervento del Prof. Tommaso Maggiore ha fornito la base scientifica alla strategia associativa, legando il reddito alla “razionalità” economica, ambientale e sociale: «Senza reddito non si muove nessuno, ma oggi ci viene chiesto di produrre più cibo tutelando aria, acqua e suolo. Gli agromeccanici sono i veri custodi dell'ambiente: solo le macchine di precisione in loro possesso riducono l’impiego di fitofarmaci del 40-50%. Un risultato impossibile da ottenere se l'agricoltura di precisione resta confinata al piccolo agricoltore». Secondo Maggiore, è necessario passare dalla gestione aziendale alla gestione territoriale: «Solo in termini territoriali il sistema dell’agricoltura di precisione decolla. Fare rete permette di fare qualità e abbattere i costi di produzione. L'approvvigionamento uniforme e la valorizzazione dei reflui zootecnici scontrano il limite fisico della parcellizzazione fondiaria. Solo attraverso il contoterzista, che opera con una logica di sistema, queste pratiche diventano sostenibili ed efficaci. Se la Regione mira a una reale tutela di aria e suolo, deve coinvolgere chi queste tecnologie le governa sul campo, garantendo agli agromeccanici un posto fisso nei tavoli di programmazione». Il sostegno alle retei di impresa è arrivato anche da Francesco Pacchiarini, presidente di Confagricoltura Milano, Lodi e Monza-Brianza: «Fare rete è vitale per tutti gli attori del mondo agricolo. In un momento di crollo generalizzato dei prezzi agronomici, dobbiamo fare corpo. Finché restiamo divisi, siamo più facili da controllare dall'alto; lavorare insieme è l'unica difesa per affrontare la crisi». Obiettivo dei contratti di rete, un modello flessibile che permette di collaborare mantenendo l'autonomia giuridica, è il passaggio all'economia di servizio: «In termini di bilancio, questo significa trasformare gli investimenti in capitale in costi operativi per la rete», ha sottolineato il Presidente nazionale UNCAI, Aproniano Tassinari. «È un linguaggio che il sistema bancario, le istituzioni e la filiera agroindustriale comprendono e apprezzano, poiché riduce il rischio d'impresa, aumenta la liquidità e garantisce tracciabilità e qualità del prodotto». Il futuro del comparto passa però dal riconoscimento istituzionale. Il Presidente di UNCAI ha così richiamato l'importanza del metodo: «La rete d'impresa è il passo successivo all'identificazione del ruolo del professionista agromeccanico. La nostra battaglia per l'Albo Nazionale è il tassello fondamentale: prima dobbiamo identificare chi siamo attraverso un albo professionale, poi possiamo aggregarci con forza e competenza». In conclusione, Oldani ha lanciato un appello all’unità: «Il traguardo finale resta l’unificazione delle sigle nazionali. Parlare con una voce sola davanti alle istituzioni è l'unica via affinché i contoterzisti siano riconosciuti come i veri registi dell’innovazione in campo».
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| 20/02/2026, 16:18 |
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Contoterzisti Umbria: Sergio Bambagiotti confermato alla presidenza Il nuovo consiglio punta sul ricambio generazionale e sulle competenze digitali per guidare le imprese verso le sfide della transizione 4.0, consolidando il legame strategico con il territorio, Confagricoltura e le istituzioni regionali PICCIONE (PG) – Nella cornice dell’Agriturismo Rosati Collefiorito a Piccione, l’Assemblea Elettiva di Contoterzisti Umbria ha confermato Sergio Bambagiotti alla guida dell’associazione. L’incontro, moderato dal Direttore Andrea Stortini, ha sancito non solo una continuità sindacale, ma un rilancio programmatico basato sull’integrazione delle nuove generazioni nei processi decisionali. “Avevo ipotizzato un passo indietro – ha dichiarato il riconfermato Presidente Bambagiotti, originario di Città di Castello – ma il richiamo della base mi ha spinto a rimettermi in gioco. Questo mandato sarà caratterizzato dall’energia dei giovani entrati in consiglio: sono loro che meglio di chiunque altro sanno interpretare e governare la profonda trasformazione tecnologica del settore. La loro competenza sarà la linfa vitale per i nostri prossimi passi”. La nuova squadra di governo dell’associazione garantisce una rappresentatività capillare di tutta l’Umbria. Ad affiancare Bambagiotti nel ruolo di Vicepresidenti sono stati eletti Sabatino Tordenti (Montefalco) e Daniele Giovagnoli (Perugia). Il Consiglio si completa con le figure di Fabio Granturchelli (Magione), Francesco Di Camillo (Foligno), Mario Varazi (Narni), Federico Peccia (Perugia), Stefano Serrani (Todi) e Danilo Ceccotti (Terni), mentre il Collegio dei Revisori dei conti vedrà l’impegno del presidente Simone Roscini (Perugia) e dei membri effettivi Giuliano Bacci (Città di Castello) e Luca Panfili (Gualdo Tadino). Il dibattito è entrato nel vivo con l’intervento di Graziano Antonelli, dirigente di Regione Umbria preposto alla gestione dei fondi CSR, che ha delineato un orizzonte di opportunità concrete: la disponibilità di 512 milioni di euro per i prossimi due anni. Antonelli ha sottolineato come la vera sfida risieda nella capacità di programmare strategicamente prima di investire, con l’obiettivo di rilanciare comparti storici come l’olivicoltura e implementare filiere corte reali, portando finalmente i prodotti e le materie prime umbre nelle mense scolastiche e nella ristorazione d’eccellenza. Una visione condivisa da Matteo Pennacchi, Presidente di Confagricoltura Umbria, il quale ha ribadito il legame indissolubile con i l’associazione Contoterzisti Umbria e Uncai e l’esigenza di coinvolgere direttamente chi opera sul campo nei tavoli tecnici regionali. “L’obiettivo – ha detto – non è spendere velocemente i fondi disponibili, ma costruire un percorso di crescita delle aziende, anche agromeccaniche”. L’importanza del contoterzismo come scelta imprenditoriale qualificante è stata rimarcata da Donato Rossi, delegato di Giunta Nazionale Confagricoltura, che ha evidenziato come le imprese agromeccaniche permettano anche alle aziende agricole medie e piccole di restare competitive e sostenibili. Sulla necessità di un riconoscimento chiaro della categoria ha insistito anche Aproniano Tassinari, Presidente Nazionale Uncai, ricordando che senza il supporto di professionisti preparati e dotati di sistemi per l’agricoltura di precisione, i campi rischierebbero l’abbandono a causa dei costi insostenibili della meccanizzazione: “Gli agromeccanici sono i partner tecnologici dell’agricoltore. Sebbene sempre più a fatica, ancora riescono a ammortizzare gli investimenti in professionalità e macchine d’avanguardia. Per questo sono indispensabili per la competitività del sistema agricolo regionale e per un risultato economico che soddisfi tutti”. A testimonianza della spinta tecnologica discussa, la giornata ha visto la partecipazione di Valsovi, rappresentata dal titolare Fabrizio Fancelli. L’azienda ha presentato le guide automatiche RTK 3D efix eSteer, per l’ottimizzazione dei passaggi in campo e il Robot Aires 300N, progettato per l’irrorazione intelligente in frutteti, vigneti e colture estensive (mais, soia, colza), capace di operare con precisione millimetrica anche in coltura protetta.
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| 23/02/2026, 18:18 |
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UNCAI: «Maurizio Martina alla FAO scelta di visione e competenza» Il Presidente Tassinari esprime il pieno sostegno alla candidatura italiana: «Martina ha saputo riconoscere per primo il ruolo strategico degli agromeccanici come driver dell’innovazione 4.0» ROMA, 24 febbraio 2026 – L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali (UNCAI) accoglie con favore l’annuncio della candidatura di Maurizio Martina alla Direzione Generale della FAO per il mandato che inizierà nel 2027. La proposta, formalizzata a Bruxelles dai ministri Antonio Tajani (Esteri) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura), rappresenta per l’Italia un’occasione di leadership in un organismo vitale per la sicurezza alimentare globale. Il Presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari, sottolinea il valore di questa scelta, evidenziando il legame profondo tra la stagione ministeriale di Martina e l’evoluzione tecnologica del settore primario. «Esprimiamo un apprezzamento convinto per la candidatura di Maurizio Martina», dichiara Tassinari. «Per il mondo agromeccanico, il suo mandato al Ministero delle Politiche Agricole ha rappresentato una svolta strutturale. Fu sotto la sua guida che venne introdotto l’iper ammortamento, uno strumento che ha permesso alla nostra categoria di compiere il vero salto verso l’Agricoltura 4.0. Per la prima volta, la leva fiscale riconosceva ai contoterzisti il ruolo di “motore dell'innovazione”, permettendo investimenti in tecnologie avanzate altrimenti inaccessibili». UNCAI rileva come quell’intuizione sia ancora attuale. «La conferma dei governi successivi delle logiche di sostegno agli investimenti tecnologici dimostra che la strada tracciata da Martina fosse quella corretta: puntare sulla tecnologia per coniugare produttività e sostenibilità», prosegue Tassinari. Il legame tra Martina e gli agromeccanici affonda le radici in momenti di alto confronto istituzionale. UNCAI ricorda con particolare stima la partecipazione di Martina al convegno del 16 novembre 2016 a Firenze, presso l’Accademia dei Georgofili, organizzato in collaborazione con le rappresentanze agromeccaniche (allora Unima e Confai, oggi confluite in Cai-Agromec). «In quella sede – ricorda il Presidente UNCAI – Martina dimostrò una sensibilità non comune verso la dignità professionale dell'agromeccanico, comprendendo che senza la nostra categoria l'agricoltura italiana non avrebbe potuto affrontare le sfide della precision farming. Portare questa visione in un organismo come la FAO significa promuovere un modello agricolo avanzato, dove l'accesso alle migliori tecnologie è la chiave per combattere la fame e il cambiamento climatico». La candidatura di Martina, attualmente Vicedirettore Generale della FAO, giunge in un momento di estrema complessità geopolitica. Secondo UNCAI, la sua figura garantisce la necessaria sintesi tra competenza tecnica e capacità diplomatica. «Il nostro auspicio è che l’Unione Europea converga compatta sul suo nome. La FAO ha bisogno di una guida che conosca profondamente le filiere produttive e che sappia valorizzare ogni attore, dal produttore al professionista della meccanizzazione. Martina ha dimostrato di avere questa visione sistemica e la credibilità per esercitarla», conclude Tassinari.
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| 24/02/2026, 19:00 |
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Bieticoltura, UNCAI: “Pontelongo non deve fermarsi. Crediamo nel rilancio” Il Direttore di Apiumai Padova, Francesco La Gamba: “Con l’aumento dei contributi PAC a 1.055 euro/ettaro e la mobilitazione del territorio con il recupero di ulteriori 1500 ettari, auspichiamo un ripensamento sulla sospensione dello stabilimento” PADOVA, 26 febbraio 2026 – Nonostante l’annuncio di una sospensione dell’attività produttiva nello stabilimento di Pontelongo per il 2026 da parte di Coprob-Italia Zuccheri, i dati che arrivano dal campo raccontano una storia diversa: quella di un comparto vivo che sta reagendo con vigore agli incentivi economici e alle sfide logistiche. UNCAI, attraverso la sua territoriale Apiumai Padova, delinea uno scenario di cauto ottimismo per il futuro dello stabilimento padovano . Il punto di svolta è rappresentato dall'innalzamento dei massimali per l’aiuto accoppiato, passato da 724 a 1.055 euro per ettaro. “Una notizia attesa e strategica, che avevamo già anticipato lo scorso 29 gennaio durante la Giornata del Contoterzista”, ricorda Francesco La Gamba, Direttore di Apiumai Padova. “Questo incremento di oltre 300 euro per ettaro restituisce una redditività concreta e rende la barbabietola una coltura su cui investire nuovamente, nonostante le criticità climatiche”. Proprio grazie a questa nuova spinta economica, nelle ultime due settimane è scattata una rincorsa per garantire la massa critica necessaria allo stabilimento padovano. Il lavoro incessante di Apiumai e delle altre associazioni sembra aver già permesso di recuperare circa 1.500 ettari rispetto alle stime iniziali. In aree storicamente vocate come la zona di Montagnana e l’est della provincia, le proiezioni indicano semine in aumento rispetto al 2025. UNCAI rassicura sulla tenuta occupazionale degli agromeccanici. “Siamo intervenuti immediatamente per tutelare i nostri associati: oggi possiamo affermare che il lavoro per i contoterzisti è salvo”, prosegue La Gamba. “I professionisti della zona opereranno a pieno ritmo. I contoterzisti più strutturati si sono già organizzati con autotreni per il trasporto verso lo stabilimento di Minerbio (BO), e altri lo stanno facendo ora in stretta collaborazione con la dirigenza di Pontelongo, che sta garantendo il necessario supporto logistico”. In questo contesto, la sospensione di Pontelongo appare a UNCAI come una decisione che può ancora essere rivista. “Parlare di chiusura temporanea proprio ora che i contributi PAC aumentano in modo così significativo sembra un controsenso”, aggiunge il Presidente Nazionale UNCAI Aproniano Tassinari. “Ci auguriamo che tutto sia ancora in divenire. Se daremo ancora un po' di tempo alla raccolta degli ettari, l'obiettivo per tenere aperto l’impianto sarà raggiunto. La comunità bieticola padovana crede in questo progetto: chiediamo all'industria un ultimo sforzo corale per non interrompere una storia produttiva d'eccellenza”. UNCAI e Apiumai Padova continuano a lavorare fianco a fianco con agricoltori e istituzioni affinché il 2026 non sia l’anno della sosta, ma quello del rilancio definitivo dello zucchero 100% italiano nel Veneto.
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| 26/02/2026, 17:00 |
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Marco
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Contoterzisti per portare l’innovazione oltre il 10% della superficie agricola Aproniano Tassinari: «Con l’Albo Nazionale garantiamo responsabilità e competenze certificate per la transizione digitale» MILANO, 4 marzo 2026 – Da nove anni, fin dalla sua fondazione, UNCAI (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali) patrocina e sostiene i lavori dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia. In occasione del convegno annuale, UNCAI analizza i risultati della Ricerca 2025 per tracciare la rotta di un settore che deve passare rapidamente dalla fase di sperimentazione a una maturità strutturale. Dopo la flessione del 2024, il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 torna a correre: nel 2025 ha raggiunto un valore di 2,5 miliardi di euro (+9%), riallineandosi ai record del 2023. La spinta arriva soprattutto dal software: i sistemi gestionali (Farm Management Information Systems - FMIS) segnano un +17%, mentre i sistemi di supporto alle decisioni (Decision Support Systems - DSS) crescono del 26%. Tuttavia, l’adozione reale resta “al palo”: solo il 10% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale è oggi gestita con soluzioni 4.0, mentre il 58% delle aziende agricole vive ancora un forte ritardo digitale e solo il 9% può definirsi “maturo”. Un divario preoccupante, aggravato dal fatto che solo il 21% delle imprese investirebbe in digitale senza il supporto di incentivi pubblici. «I dati confermano che la tecnologia è disponibile, ma mancano le “gambe” per farla camminare su tutto il territorio», dichiara il Presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. «In un contesto segnato da nuovi fronti di guerra e dal rincaro di gas e petrolio, l’agricoltura non può più permettersi sprechi. Serve un modello che trasformi l’incertezza in solidità operativa. Questo modello è il contoterzismo: una rete professionale che permette anche alle piccole aziende di accedere a tecnologie che riducono i consumi di carburante e l’uso di input chimici, ottimizzando ogni singola operazione in campo». Il “Servizio di Sistema” fornito dai contoterzisti rappresenta una risposta concreta alla recente relazione della Corte dei Conti Europea (09/2026), che segnala come lo strumento PEI-AGRI, nonostante un miliardo di euro stanziato, abbia prodotto poche innovazioni realmente adottate su larga scala. «L’innovazione resta spesso chiusa nei laboratori perché manca l’interoperabilità», spiega Tassinari. «Proprio come nove anni fa, ancora oggi il vero limite non è far nascere una tecnologia, ma farla “parlare” con i macchinari e i gestionali già presenti in campo». Il contoterzista risolve questo problema alla radice: agendo su scala territoriale, integra sistemi diversi e li rende operativi. «Come suggerito da Nikola Trendov (FAO), l’agricoltura è site-specific: non serve un dato generico, serve una decisione agronomica ragionata che si adatti a quel preciso appezzamento. I contoterzisti sono gli interpreti professionali di questa trasformazione». L’ultima sfida (ma forse è la prima) è quella della competenza. Gestire tecnologie complesse — dai droni all’intelligenza artificiale — richiede una professionalità che non può essere improvvisata. Dove c’è alta tecnologia, deve esserci responsabilità civile e tecnica. «La nostra battaglia per l’Albo Nazionale degli Agromeccanici è una battaglia di civiltà tecnologica», conclude il Presidente UNCAI. «L’Albo non è burocrazia, ma un percorso che certifica le competenze e fissa regole chiare. Codificare la professione semplifica l’accesso all’innovazione per l’agricoltore, che può delegare a un esperto certificato non solo il lavoro meccanico, ma la responsabilità di gestire correttamente i dati e le risorse ambientali. Solo così il digitale smetterà di essere un lusso legato ai bandi e agli incentivi e diventerà una scelta di campo consapevole».
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| 04/03/2026, 16:30 |
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Caro Carburante L'allarme dei Trebbiatori di Cuneo Massimo Silvestro (Unione Trebbiatori): «Non escludere i contoterzisti da eventuali sostegni. L’agricoltura è pace, ma senza stabilità energetica è a rischio la sopravvivenza delle imprese e la sicurezza alimentare» CUNEO, 5 marzo 2026 – L’escalation delle tensioni internazionali e il blocco strategico dello Stretto di Hormuz stanno scuotendo i mercati energetici mondiali, proiettando un’ombra sulle campagne della Granda e di tutta Italia. L’Unione Trebbiatori Cuneo (aderente a UNCAI) esprime profonda preoccupazione per l’immediato rincaro del gasolio agricolo: una fiammata che rischia di incenerire i già fragili margini delle imprese agromeccaniche. Il Presidente dell’Unione di Cuneo, Massimo Silvestro, richiama con forza la memoria ai recenti shock energetici: “Non possiamo permettere che la storia si ripeta. Durante la crisi post-pandemica e lo scoppio del conflitto in Ucraina, il prezzo del gasolio agricolo subì impennate drammatiche, passando da 0,70 €/l a picchi superiori a 1,20 €/l (+70%). In quel frangente, i contoterzisti agirono con estrema responsabilità, assorbendo i rincari per non dare il colpo di grazia alle aziende agricole. Ma ricevemmo in cambio un’ingiustizia: il credito d’imposta del 20% varato dal Governo escluse gli agromeccanici per ben nove mesi. Un’assurdità sanata solo grazie al pressing di UNCAI. Oggi chiediamo che lo Stato non soffra di nuove amnesie”. Per un contoterzista, il gasolio è la linfa vitale: rappresenta oggi il 30-35% dei costi totali di produzione, con picchi del 45% per le lavorazioni pesanti. Con le rotte verso Est compromesse e lo Stretto di Hormuz sotto scacco, anche l’approvvigionamento di fattori produttivi è al collasso. Negli ultimi quattro anni i prezzi si sono stabilizzati su livelli insostenibili: +49% per i concimi, +66% per l’energia, +40% per l’acquisto di trattrici di alta potenza, mietitrebbie e attrezzature e +22% per la manutenzione dei mezzi. “L’aumento dei prezzi è già realtà — prosegue Silvestro — e sta compromettendo la sostenibilità delle nostre imprese. Siamo noi a garantire l’innovazione digitale in campo e il presidio del territorio contro le emergenze climatiche. Se si ferma il contoterzista, si ferma l’agricoltura moderna e razionale. Oggi un giovane che vuole acquistare una mietitrebbia deve investire il 40% in più rispetto a soli quattro anni fa. Se ogni volta che accende il motore il 35% dei suoi incassi finisce bruciato nel serbatoio, capite bene che non parliamo di profitto, ma di pura sopravvivenza”. L'Unione Trebbiatori Cuneo, di concerto con UNCAI, lancia un appello preciso al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in vista delle prossime riunioni della Commissione di allerta rapida: il ripristino immediato del credito d’imposta per l’acquisto di carburante agricolo all’interno del DL Bollette in fase di conversione: l’inclusione esplicita delle imprese agromeccaniche (codice ATECO 01.61.99) fin dal primo giorno, riconoscendo il loro ruolo di principali utilizzatori di mezzi energivori per la collettività. In un mondo segnato dai conflitti, il settore agromeccanico rivendica il proprio ruolo sociale. Qualsiasi interruzione nelle forniture di gas e petrolio si traduce in un aumento del “carrello della spesa” per i cittadini. “L’agricoltura è pace — conclude Massimo Silvestro — perché produrre cibo significa stabilità. Ma non ci può essere pace se le imprese che lavorano la terra sono lasciate sole. Servono misure straordinarie per proteggere la produttività e la dignità del lavoro nei campi”.
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| 05/03/2026, 16:20 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71205 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
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Assemblea Trebbiatori di Cuneo Focus su Albo nazionale e regionale, iper-ammortamento e il primato agromeccanico della Granda FOSSANO (CN) – L’Unione Trebbiatori Cuneo ha celebrato 81 anni di attività riunendo a Fossano i professionisti della meccanizzazione agricola della provincia “Granda” e i rappresentanti delle istituzioni. L’incontro, sostenuto dai partner tecnici Crosetto Rimorchi e Fogliarino Srl (rivenditore Claas), ha analizzato lo stato del contoterzismo in una provincia dove si concentra il 40% delle imprese agromeccaniche piemontesi. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Unione, Massimo Silvestro, con un appello diretto al senatore Giorgio Maria Bergesio sul disegno di legge per l’Albo Nazionale. “È un riconoscimento vitale per dare dignità e certezze al nostro lavoro, distinguendo chiaramente il professionista agromeccanico da chi offre servizi conto terzi in modo saltuario. Chiediamo una mano per spingere velocemente il disegno di legge tra Camera e Senato”, ha dichiarato Silvestro, sollecitando inoltre i soci a una partecipazione attiva per affrontare uniti le criticità del settore. Il Senatore Giorgio Maria Bergesio (Commissione Industria, Commercio e Agricoltura al Senato) ha raccolto la sfida, confermando l’impegno per la categoria: “Gli agromeccanici sono fondamentali per la filiera agroalimentare, garanti di qualità, sicurezza e sostenibilità”. Bergesio poi ha rassicurato la platea su tre fronti normativi cruciali. In primo luogo l’iper-ammortamento annunciando un’interrogazione parlamentare per accelerare il decreto attuativo, attualmente fermo nel passaggio interministeriale. La categoria ne richiede la retroattività al 1° gennaio 2026. Ha poi confermato la copertura finanziaria per evadere le pendenze legate alle numerose domande pervenute per il credito d’imposta Transizione 4.0. Infine, per evitare speculazioni, ha garantito il monitoraggio costante del prezzo del gasolio agricolo, passato in una settimana da 0,79 a 1,20 euro/litro, mettendo a rischio la sostenibilità delle imprese. Il direttore dell’Unione, Stefano Isoardi, ha evidenziato la necessità di evolvere l’attuale elenco regionale piemontese in un vero Albo professionale basato su competenze certificate. L’Assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni, intervenuto in video, ha raccolto la proposta invitando i vertici a un incontro operativo: “Lavoriamo insieme a una modifica che valorizzi la professionalità e la prevalenza dell’attività agromeccanica”. La centralità dei servizi agromeccanici professionali è infatti certa: in Italia gli agromeccanici lavorano 2,2 milioni di ettari (circa il 50% del totale). Luca Crosetto (Presidente di Arproma, l’associazione regionale dei produttori di macchine agricole) ha testimoniato il legame tra costruttori e utilizzatori. In occasione dei 90 anni di Crosetto Srl, ha ribadito la necessità di un corretto posizionamento economico del servizio: “Fate un lavoro immenso, la tecnologia ha costi elevati e la professionalità dei contoterzisti deve essere remunerata in modo equo per garantire la tenuta del sistema”. Il presidente nazionale UNCAI, Aproniano Tassinari, ha chiuso i lavori definendo l’agromeccanico come una componente essenziale della moderna agricoltura: “L’Albo non è una formalità burocratica, ma lo strumento per inquadrare questi professionisti come specialisti di filiera. Questa evoluzione permette all’agricoltore di trasformare i costi fissi in costi variabili, garantendo efficienza e innovazione tecnologica all’intera agricoltura italiana”.
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| 09/03/2026, 17:34 |
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