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Federacma 
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Agricoltura: Si abbatte la tempesta perfetta sugli investimenti. Federacma lancia l’allarme sugli incentivi
Servono 400 milioni di euro per coprire il Credito d’Imposta 4.0 e altri 350 milioni per il Transizione 5.0 chiuso all’improvviso, posticipando a giugno 2026 la scadenza per la consegna dei mezzi e togliendo i limiti di detrazione per l’agricoltura

Mentre le imprese agricole italiane continuano a investire in innovazione per garantire competitività e sostenibilità, si abbatte una vera e propria tempesta normativa e finanziaria che rischia di paralizzare ogni prospettiva di sviluppo. A lanciare l’allarme è Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, che chiede con urgenza al Governo interventi correttivi nella Legge di Bilancio 2026.

Il disegno di legge attualmente all’esame del Parlamento non rifinanzia il credito d’imposta ZES Sud Agricoltura – che negli anni scorsi ha garantito 50 milioni di euro a sostegno degli investimenti al Sud – né prevede la prosecuzione del Fondo Innovazione, che ha erogato 222 milioni in due anni a favore del settore agricolo.

Ma è soprattutto l’articolo 26 della manovra a preoccupare Federacma. La norma, pensata per contrastare le indebite compensazioni di crediti d’imposta, introduce il divieto di utilizzo in compensazione con i versamenti previdenziali e i premi INAIL. Una misura che rischia di penalizzare in particolare le imprese agricole, caratterizzate da una struttura fiscale semplificata e da limitate possibilità di compensazione.

“Così facendo si azzera di fatto la possibilità per tante aziende agricole di usufruire del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. Parliamo di imprese che non possono godere degli ammortamenti maggiorati previsti per altri comparti e che oggi si ritrovano con uno strumento inaccessibile. È una contraddizione inaccettabile: chi vuole investire in agricoltura non viene sostenuto, ma ostacolato”.

Nemmeno l’introduzione, all’articolo 96, di un nuovo credito d’imposta Agricoltura 4.0 basta a rassicurare gli operatori: lo stanziamento per il 2026 è al momento irrisorio (2,1 milioni di euro), e la misura non sarà verosimilmente operativa prima del secondo trimestre del prossimo anno, poiché richiederà l’adozione di un decreto attuativo.

“Accogliamo con favore la scelta del Ministro Francesco Lollobrigida di istituire uno strumento dedicato all’innovazione agricola – prosegue Borio –. È una misura che Federacma ha sempre richiesto, a dimostrazione di un Governo che sa ascoltare. Tuttavia, con queste risorse e con questi tempi, l’impatto sarà pressoché nullo. Storicamente, il comparto ha avuto bisogno di almeno 250 milioni di euro l’anno per sostenere gli investimenti. Se a questi sommiamo i 50 milioni della ZES e i 100 milioni del Fondo Innovazione oggi cancellati, servono almeno 400 milioni di euro per garantire una continuità rispetto al passato”.

A complicare ulteriormente il quadro, lo stop improvviso al Piano Transizione 5.0: le risorse sono esaurite, ma molte imprese agricole avevano già avviato investimenti, fiduciose nella misura.

“Abbiamo lavorato con il Ministero delle Imprese per far partire la Transizione 5.0 – sottolinea Borio – e, quando finalmente ha preso piede, le imprese si sono viste tradite dalla fiducia. Oggi servono almeno 250-300 milioni di euro per coprire gli investimenti già avviati. Il Governo deve dare subito un segnale chiaro: va assicurato che le spese non coperte dal PNRR saranno sostenute con i fondi ordinari per il 4.0. Nella Legge di Bilancio ci sono 1,3 miliardi disponibili: almeno metà di queste risorse deve essere destinato all’agricoltura”.

Federacma chiede anche che venga prorogato al 30 giugno 2026 il termine di consegna dei beni acquistati con credito d’imposta, oggi fissato al 31 dicembre 2025, in modo analogo a quanto già previsto per gli investimenti del piano 4.0. La richiesta è di inserire la proroga già nel testo iniziale del decreto Milleproroghe, tenuto conto che, con il cambiamento della fonte di copertura, non sussisteranno più i vincoli del PNRR.

“Abbiamo aziende che hanno firmato contratti, versato acconti e avviato le pratiche, ma i mezzi agricoli non arriveranno in tempo per colpa dei ritardi nelle consegne – conclude Borio –. Se non si interviene subito con i correttivi richiesti, il 2026 si aprirà con un blocco totale degli investimenti agricoli e con il rischio concreto di collasso per le reti commerciali. Sarebbe il colpo di grazia per chi, nonostante tutto, ha ancora il coraggio di credere nell’innovazione”.


10/11/2025, 12:36
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Agricoltura: Segnali di ripresa per la meccanica agricola europea
CLIMMAR presenta ad Agritechnica di Hannover l’analisi sulla congiuntura economica e il Dealer Satisfaction Index

Dopo due anni di flessione generalizzata, iniziano ad emergere i primi segnali di ripresa per il mercato europeo delle macchine agricole. Le vendite di macchinari nuovi – in particolare trattori – restano in calo nella prima metà del 2025, complice la prudenza negli investimenti da parte degli agricoltori. Tuttavia, il mercato dell’usato mostra una buona tenuta e si registra una crescita del fatturato nei servizi di officina e nella vendita di ricambi in gran parte dei Paesi europei. Le scorte si stanno progressivamente riducendo e i livelli occupazionali restano stabili.

È questo il quadro illustrato ad Agritechnica, la più importante fiera internazionale dedicata alla meccanizzazione agricola, che si tiene ogni due anni ad Hannover, in Germania. Durante la manifestazione, CLIMMAR – la confederazione europea che riunisce le associazioni nazionali dei concessionari e distributori di macchine agricole – ha presentato la propria analisi congiunturale sull’andamento del settore a livello europeo.

Per la prima volta dal 2023, il sentiment dei dealer appare cautamente ottimista. L’Indice CLIMMAR – un indicatore sintetico che misura la performance del comparto nei 16 Paesi membri (su una scala da –3 a +3) – si colloca attualmente poco sopra lo zero, segnale di un contesto ancora sfidante ma in lieve miglioramento.

Nel corso della Fiera, sono stati presentati anche i risultati dell’edizione 2025 del Dealer Satisfaction Index (DSI), l’indagine annuale che misura il livello di soddisfazione dei concessionari rispetto al rapporto con i produttori.

Federacma – Federazione Confcommercio delle Associazioni dei Servizi e del Commercio di Macchine Agricole, Operatrici e da Giardinaggio –, in rappresentanza dell’Italia, ha partecipato attivamente alla raccolta dei dati e al confronto internazionale. Il DSI si basa su un questionario articolato in 15 aree tematiche e 73 domande, che consente ai distributori di esprimere valutazioni su aspetti chiave della relazione con le case costruttrici. L’obiettivo è fornire uno strumento concreto di lavoro per migliorare la collaborazione tra produttori e rete commerciale.

L’edizione 2025 dell’indagine – condotta tra il 2 aprile e il 28 maggio in dieci Paesi europei (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e Svezia) – ha registrato un tasso di risposta del 26%. I risultati mostrano un leggero miglioramento complessivo: il punteggio medio è salito a 13,5 e il divario tra il marchio più e meno apprezzato è aumentato da 2,1 a 2,3 punti. Otto marchi hanno migliorato la loro performance, mentre due hanno registrato un calo.


12/11/2025, 16:04
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Agricoltura, Federacma: "Su Transizione 5.0 segnale positivo del Governo"
“È un segnale positivo da parte del Governo che dimostra attenzione verso il mondo produttivo e disponibilità all’ascolto. I chiarimenti arrivati oggi sulla Transizione 5.0 consentono di fare ordine dopo un forte momento di sbandamento per tutta la filiera della meccanica agraria e dell’innovazione agricola. Avremmo voluto più tempo per consentire una partecipazione più ampia, ma ora abbiamo sette giorni per completare il lavoro. Chi ha già caricato la domanda può confidare che sarà lavorata regolarmente”. Lo dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma, Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, che nei giorni scorsi aveva espresso forte preoccupazione per la “tempesta perfetta” che si stava abbattendo sugli incentivi all’innovazione per il comparto primario.

Il decreto-legge, annunciato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri già questa sera, permetterà, infatti, di prendere in considerazione tutte le domande già caricate a Transizione 5.0 e quelle che saranno caricate entro il 27 novembre, sanando i disguidi tecnici e normativi che avevano rischiato di escludere molte imprese. Si tratta di una buona notizia per migliaia di aziende che potranno completare il caricamento sul portale GSE e veder riconosciuto il proprio diritto all’incentivo, se in possesso dei requisiti previsti.

“Rimaniamo ora in attesa di leggere il testo ufficiale del decreto e di veder confermate queste aperture, che accogliamo con favore – afferma Borio – ma al tempo stesso è indispensabile intervenire sull’articolo 26 della Legge di Bilancio 2026, che rischia di compromettere il futuro degli incentivi per l’innovazione in agricoltura. La norma, nata per contrastare le indebite compensazioni, vieta l’uso dei crediti d’imposta in compensazione con i versamenti previdenziali e Inail: una misura che penalizza le imprese agricole, spesso soggette a regimi fiscali semplificati e con poche imposte da compensare. Così facendo, si azzera di fatto la possibilità per molte aziende agricole di usufruire del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali”.

Federacma continuerà a monitorare da vicino l’evoluzione del provvedimento su Transizione 5.0 e a collaborare con le Istituzioni affinché agli imprenditori agricoli venga garantita la possibilità di accedere allo strumento, in cui la Federazione ha creduto fin dall’inizio, lavorando accanto al MIMIT per individuare le modalità più semplici ed efficaci per renderlo pienamente operativo anche per il comparto primario.


20/11/2025, 22:03
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Agricoltura, Federacma: Approvare emendamenti in Legge di Bilancio per il sostegno agli investimenti in meccanizzazione
Il presidente Andrea Borio: “Necessari 300 milioni di euro per l’innovazione agricola”

Mentre l’agricoltura italiana attende risposte concrete per continuare a investire in meccanizzazione e innovazione, arrivano dal Parlamento segnali incoraggianti, ma ancora insufficienti. A sottolinearlo è Federacma – Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio –, che nelle scorse settimane aveva lanciato un allarme sulla carenza di risorse e sull’inasprimento delle condizioni per accedere agli incentivi.

“Ci auguriamo che vengano approvati due emendamenti fondamentali per il comparto – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –: quello del presidente Luca De Carlo, che elimina il divieto di compensazione con i contributi previdenziali, e quello della senatrice Maria Nocco, che proroga fino al 2028 il credito d’imposta per la ZES agricola. Sono risultati importanti, frutto dell’ascolto delle istanze del settore”.

L’emendamento De Carlo, in particolare, interviene sull’articolo 26 della Manovra rimuovendo una disposizione che avrebbe reso di fatto inutilizzabili i crediti d’imposta da parte di migliaia di imprese agricole con regimi fiscali semplificati. “Si tratta di un correttivo indispensabile – prosegue Borio –. Il rischio concreto era che il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali diventasse uno strumento inaccessibile per la maggior parte delle aziende agricole italiane”.

La volontà di prorogare la ZES agricola con una dotazione di 50 milioni di euro all’anno fino al 2028, come previsto dall’emendamento Nocco, viene accolta con favore. “La misura ha già dimostrato la sua efficacia nel sostenere gli investimenti nelle regioni del Sud – aggiunge Borio –. Garantirne la continuità pluriennale è una scelta strategica per l’agricoltura meridionale e per la coesione territoriale”.

Ma il nodo resta quello delle risorse complessive. L’articolo 96 introduce un nuovo Credito d’imposta Agricoltura 4.0, ma con uno stanziamento per il 2026 pari a soli 2,1 milioni di euro. “Accogliamo molto positivamente la scelta del Ministro Lollobrigida di creare uno strumento dedicato esclusivamente al settore agricolo – sottolinea Borio –. Ma servono almeno 250–300 milioni di euro per garantire la continuità rispetto ai fondi stanziati in passato, anche perché il Fondo Innovazione Ismea, che ha erogato 222 milioni in due anni, non è stato rifinanziato nella Manovra”.

Resta irrisolta anche la questione del Piano Transizione 5.0, chiuso prematuramente per esaurimento fondi. “Molte imprese agricole – evidenzia Borio – hanno presentato domanda entro il 27 novembre, confidando nella copertura promessa dal ministro Adolfo Urso. Ma a oggi mancano ancora informazioni chiare sulle modalità operative e sulla disponibilità di fondi ordinari per coprire le spese non ammissibili al PNRR”.

Federacma chiede inoltre la proroga di almeno due mesi del termine per la consegna dei beni acquistati con il credito d’imposta 5.0, attualmente fissato al 31 dicembre 2025. “È una misura di buon senso, a costo zero, che darebbe certezza a chi ha firmato contratti e versato acconti, ma si trova impossibilitato a ricevere i mezzi nei tempi previsti, a causa dei ritardi nelle consegne e del caos generatosi attorno alla misura – conclude Borio –. Senza interventi tempestivi, il rischio è aprire il 2026 con un blocco degli investimenti e una crisi profonda per le reti di vendita”.


12/12/2025, 17:57
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Agricoltura, Federacma: “Ottimo segnale i 10 milioni di euro per adeguamento trattori. Sia inizio di un percorso”
Federacma accoglie con favore l’annuncio dello stanziamento di 10 milioni di euro da parte di Inail, in accordo con Masaf, Crea e Ismea, per l’ammodernamento dei trattori agricoli e forestali. L’iniziativa, presentata oggi in conferenza stampa dal ministro Francesco Lollobrigida, rappresenta un segnale importante e una novità assoluta sul fronte della sicurezza agricola.

“Si tratta di un primo passo concreto per affrontare un problema strutturale – commenta Andrea Borio, presidente di Federacma –. È vero che parliamo di circa 5.000 mezzi da aggiornare, un numero limitato se confrontato con il milione e duecentomila trattori ancora oggi privi dei più basilari strumenti di sicurezza come cinture e rollbar, ma è altrettanto vero che per la prima volta viene previsto un fondo specifico dedicato all’adeguamento dei mezzi già in circolazione. Questo merita un plauso e va riconosciuto al ministro Lollobrigida”.

Federacma si augura che lo stanziamento possa aumentare nei prossimi anni, così da ampliare la platea dei beneficiari e accelerare la messa in sicurezza del parco macchine agricolo, ancora troppo vetusto e spesso pericoloso.

“Ci complimentiamo anche per la scelta di aprire l’accesso ai fondi alle piccole imprese agricole, che troppo spesso restano escluse dai benefici del Bando ISI per via delle complessità procedurali – aggiunge Borio –. È fondamentale che anche le realtà più piccole possano cogliere questa opportunità”.

Infine, Federacma sottolinea l’importanza del coinvolgimento della rete professionale sul territorio: “Le officine e i concessionari che si occuperanno dell’adeguamento dei mezzi dovranno essere qualificati – conclude Borio –. Saranno loro, infatti, a presentare materialmente la richiesta di finanziamento per conto dell’agricoltore. Questo implica responsabilità e competenza, ma anche la necessità di una formazione adeguata e di una procedura chiara e accessibile”.

Federacma rinnova la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per rafforzare questa misura e contribuire, insieme, alla riduzione degli incidenti sul lavoro in agricoltura, che ogni anno causano oltre 100 decessi per ribaltamento di trattori.


17/12/2025, 15:03
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Agricoltura: Approvata norma Nocco per rafforzare la sanità veterinaria pubblica
Più tutele per la salute pubblica e animale, più strumenti per contrastare epizoozie e zoonosi, più riconoscimento ai medici veterinari del territorio: sono questi gli obiettivi raggiunti grazie all’approvazione dell’emendamento a prima firma della senatrice Maria Nocco (Fratelli d’Italia), inserito nella Manovra durante i lavori in corso in Commissione Bilancio a Palazzo Madama.

La norma interviene in modo strutturale sul sistema sanitario nazionale, prevedendo che i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati – titolari al 1° gennaio 2026 di un incarico a tempo indeterminato da 38 ore settimanali e in possesso del titolo di specializzazione richiesto – possano, previo giudizio di idoneità, essere inquadrati nei ruoli dirigenziali delle aziende sanitarie, con il trattamento previsto dal contratto nazionale dell’area dirigenziale veterinaria.

L’obiettivo è duplice: rafforzare la capacità operativa della sanità veterinaria pubblica nei territori, sempre più esposta al rischio di emergenze sanitarie animali, e valorizzare le competenze maturate dai professionisti già attivi nel sistema, in una logica di riconoscimento dell’esperienza e di equità contrattuale.

“Con questa norma rafforziamo la prima linea di difesa del nostro sistema sanitario contro le malattie animali che possono mettere a rischio intere filiere agroalimentari o trasformarsi in emergenze per la salute pubblica – dichiara la senatrice Maria Nocco (FdI) – La prevenzione passa da un presidio veterinario efficiente e diffuso sul territorio. L’emendamento che ho proposto – aggiunge – risponde a una duplice esigenza: quella di potenziare la risposta del SSN alle emergenze sanitarie e quella di valorizzare il lavoro quotidiano dei veterinari convenzionati, che troppo spesso sono rimasti invisibili nonostante l’impegno, la continuità e la qualità del loro servizio”.

L’inquadramento sarà possibile senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, grazie a un meccanismo di compensazione fondato sulla riduzione progressiva delle ore di specialistica convenzionata a seguito dei nuovi inquadramenti o delle cessazioni già intervenute. Le Regioni dovranno rendicontare annualmente gli inquadramenti effettuati, le risorse utilizzate e le ore convenzionali disattivate, garantendo così trasparenza e sostenibilità del processo.

“È una svolta attesa e concreta, che risolve una criticità segnalata da anni dai territori e dalle associazioni di categoria, che ringrazio per la collaborazione e il sostegno – conclude Nocco –. Mettiamo fine a un’inspiegabile sottovalutazione del ruolo dei veterinari nella sanità pubblica e investiamo con coraggio nella prevenzione, nella sicurezza alimentare e nella tutela della salute collettiva. È così che si difende davvero l’agricoltura italiana”.


19/12/2025, 19:16
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Fieragricola: Sicurezza, innovazione e formazione al centro degli eventi Federacma
Sicurezza sul lavoro, revisione delle macchine agricole, formazione tecnica, orientamento professionale e aggiornamento normativo: sono questi i temi portanti della partecipazione di Federacma a Fieragricola 2026, in programma da domani, mercoledì 4, a sabato 7 febbraio a Verona. La Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio sarà anche quest’anno protagonista della manifestazione con un programma intenso, pensato per offrire strumenti concreti agli operatori del settore, affrontare i cambiamenti normativi all’orizzonte e investire sulle nuove generazioni.

Presso l’Arena Fieragricola, nel Padiglione 7, Federacma promuoverà momenti di confronto e formazione che toccheranno i nodi strategici per il futuro della meccanizzazione agricola. Si comincerà mercoledì 4 febbraio con un incontro dedicato ai concessionari, in cui verranno analizzati gli scenari normativi e i finanziamenti in arrivo per il 2026, con un focus particolare sulle attese prove di revisione delle macchine agricole e sulle implicazioni operative per le imprese. L’appuntamento – organizzato in collaborazione con lo Studio EsseCi – offrirà una lettura operativa e anticipata dei principali cambiamenti che attendono il comparto.

Al tema della sicurezza sarà invece dedicato il seminario tecnico in programma venerdì 6 febbraio, sempre all’interno dell’Arena Fieragricola. L’iniziativa, promossa da ULSS 9 Scaligera con la partecipazione di INAIL, SPISAL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Regione Veneto ed Enti Bilaterali, proporrà un nuovo approccio nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali in agricoltura. Un confronto di alto profilo tecnico-istituzionale, a cui parteciperà anche Gianni Di Nardo, Segretario Generale di Federacma, per testimoniare l’impegno diretto dell’Associazione su questo fronte.

Non mancherà l’attenzione ai giovani grazie all’ormai consolidato format Mech@griJOBS, che vedrà coinvolti centinaia di studenti degli istituti agrari italiani in workshop tematici dedicati alla scoperta delle professioni della meccanica agraria. Un’iniziativa realizzata da Federacma in collaborazione con FederUnacoma e CAI Agromec, che punta a favorire l’orientamento e il ricambio generazionale nel settore.

In occasione di Fieragricola 2026, il Presidente di Federacma Andrea Borio porterà la voce dei concessionari di macchine agricole anche al confronto promosso da Affare Trattore sul tema delle tensioni geopolitiche, dei dazi e degli accordi Mercosur. Con un’azienda di famiglia attiva nel settore dal 1933 e una profonda conoscenza del territorio, Borio rappresenterà i circa 2.300 dealer italiani, offrendo la prospettiva concreta di chi, ogni giorno, misura l’impatto delle crisi globali sulla volontà di investire da parte delle imprese agricole. Un intervento che difenderà il valore di un modello di distribuzione radicato e capillare, capace di valorizzare le specificità delle filiere italiane. L’appuntamento è per venerdì 6 febbraio alle ore 16.15 presso l’Area Forum Vigneto, nel Padiglione 4.

Il ruolo centrale di Fieragricola per il comparto della meccanizzazione e la collaborazione attiva con Federacma si riflettono anche nei numeri: sono 4.000 i biglietti di ingresso distribuiti quest’anno dalla Federazione tra i propri associati, a conferma di un percorso condiviso di partecipazione e crescita.

Con oltre 120 convegni e un focus trasversale su innovazione tecnologica, sostenibilità, agroecologia e biosolutions, Fieragricola si conferma appuntamento imprescindibile per il mondo agricolo. In questo scenario, Federacma continuerà a fare la propria parte, mettendo al centro le imprese, le persone e le sfide che attendono il settore.

Federacma – Fieragricola 2026 | Promemoria eventi

Mer 4 febbraio
11.30–12.30 – Cerimonia di inaugurazione Fieragricola 2026
Arena Fieragricola, Pad. 7

13.15 – Mech@griJOBS
Serpieri (BO) – 260 studenti
Arena Fieragricola, Pad. 7

15.00 – Conferenza stampa FederUnacoma
Presentazione EIMA 2026
Sala Puccini

16.45–17.45 – Incontro Concessionari
Norme, finanziamenti e revisione delle macchine agricole – scenari 2026
Federacma – con Studio EsseCi
Arena Fieragricola, Pad. 7

Gio 5 febbraio
13.30 – Mech@griJOBS
Stefani Bentegodi (VR) – 260 studenti
Arena Fieragricola, Pad. 7

Ven 6 Febbraio
10.00 – Mech@griJOBS
Zanelli (RE) – 110 studenti
Arena Fieragricola, Pad. 7

11.30 – Mech@griJOBS
Navarra (FE) – 35 studenti
Sala Bellini (tra Pad. 6–7, 1° piano)

14.00–17.00 – Seminario Sicurezza
Prevenzione infortuni e malattie professionali in agricoltura
ULSS 9 Scaligera, INAIL, SPISAL, INL, Regione Veneto, Enti Bilaterali
Arena Fieragricola, Pad. 7

16.15 - Mercosur, dazi e tensioni internazionali: ricadute sul mercato di macchine agricole
Area Forum Vigneto, Padiglione 4
Talk Show organizzato da Affare Trattore con la partecipazione del presidente di Federacma Andrea Borio


03/02/2026, 18:33
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Agricoltura: Necessaria accelerazione sugli incentivi per meccanizzazione e innovazione
Il comparto agricolo italiano si trova oggi in una fase di sostanziale stallo sul fronte degli investimenti in meccanizzazione e innovazione. A denunciarlo è Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali del commercio e dei servizi per le macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, che da Fieragricola in corso a Verona lancia un appello alle istituzioni per un rapido sblocco delle misure a sostegno del settore.

L’improvviso stop dello scorso autunno a Transizione 5.0, il protrarsi dell’attesa del decreto attuativo del nuovo Credito d’Imposta 4.0 Agricoltura in capo al Masaf e la carenza di risorse adeguate stanno congelando le decisioni di investimento di migliaia di imprese agricole. A oggi, per la nuova misura 4.0 Agricoltura risultano stanziati appena 2,1 milioni di euro, una dotazione giudicata del tutto insufficiente rispetto ai fabbisogni reali del comparto. Allo stesso tempo, non vi sono aggiornamenti su ulteriori rifinanziamenti del Fondo Innovazione ISMEA, mentre l’iperammortamento resta uno strumento accessibile solo a una platea molto ristretta di aziende.

“Oggi gli agricoltori sono fermi perché non sanno su quali strumenti potranno contare, con quali regole e con quali risorse – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma, durante il convegno “Norme, finanziamenti e revisione delle macchine agricole – scenari 2026” organizzato con Studio EsseCi –. Il Governo Meloni e il ministro Lollobrigida hanno dimostrato di saper ascoltare nel merito le istanze del comparto: ora serve un’accelerazione immediata per superare il blocco del rinnovo del parco macchine, proprio mentre si chiede alle imprese di essere più sicure, più sostenibili e più competitive”.

Federacma ricorda come, negli ultimi cinque anni, il settore abbia potuto contare su strumenti rilevanti che, complessivamente, hanno mobilitato risorse per oltre 3,8 miliardi di euro. In particolare, il Fondo Innovazione ISMEA ha messo a disposizione circa 290 milioni di euro tra il 2023 e il 2025, finanziando trattori, macchine operatrici e attrezzature con intensità di aiuto comprese tra il 29,25% e il 60%, fino ad arrivare al 95% per i contoterzisti. Una misura che ha funzionato per semplicità procedurale e proporzione dell’aiuto, ma che ha evidenziato criticità legate ai tempi lunghi di valutazione, al meccanismo del click-day e alla forte disomogeneità delle intensità di contributo.

Accanto a questa, gli Avvisi Pubblici ISI di INAIL hanno destinato circa 450 milioni di euro dal 2021 al 2025 al rinnovo delle macchine agricole, con un’impostazione annuale che ha favorito un rinnovamento costante del parco mezzi e un forte focus sulla sicurezza. Tuttavia, anche in questo caso non sono mancate criticità, legate a norme talvolta poco aderenti alle reali esigenze operative e a intensità di aiuto giudicate eccessive per le aziende agricole.

Un ruolo decisivo lo ha avuto anche il Credito d’Imposta Transizione 4.0, che tra il 2021 e il 2025 ha generato investimenti per circa 3,1 miliardi di euro, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’agricoltura di precisione. Uno strumento apprezzato per la semplicità burocratica, ma penalizzato da una forte instabilità delle aliquote e da una fruibilità non uniforme tra le diverse tipologie di imprese.

“Questa esperienza – prosegue Borio – dimostra che gli incentivi funzionano quando sono chiari, stabili e ben calibrati. Per questo chiediamo che le nuove misure puntino su regole semplici e trasparenti, su un’intensità dell’aiuto equilibrata e garantita nel tempo e su un reale coordinamento tra le diverse amministrazioni, evitando sovrapposizioni e incertezze”.

Tra le proposte avanzate da Federacma vi è anche l’introduzione di un obbligo di formazione 4.0 all’interno dei progetti finanziati, prevedendo un numero minimo di ore dedicate all’utilizzo delle tecnologie installate sulle macchine acquistate. Un passaggio ritenuto fondamentale per garantire che gli investimenti pubblici si traducano in un uso consapevole ed efficace delle innovazioni introdotte.

Guardando al 2026, Federacma evidenzia come le misure attualmente disponibili – dagli Avvisi ISI 2025 Asse 5, al nuovo Credito d’Imposta fino al 40% per gli investimenti in tecnologie 4.0, fino all’iperammortamento – rappresentino un quadro potenzialmente utile, ma ancora insufficiente in assenza di una visione organica e di risorse adeguate.

“La meccanizzazione agricola non è solo una leva economica – conclude Borio –. È uno strumento di sicurezza sul lavoro, di attrattività per i giovani, di tutela ambientale e di garanzia della sicurezza alimentare. Investire in macchine moderne significa rendere l’agricoltura italiana più efficiente, più sostenibile e più competitiva. Ma perché questo accada, servono decisioni rapide e strumenti all’altezza delle sfide che il settore sta affrontando”.


06/02/2026, 14:13
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Agricoltura: Nel Milleproroghe ennesimo rinvio per la revisione delle macchine agricole
Federacma: “Dieci anni di proroghe accompagnati da oltre mille decessi per assenza dei più basilari sistemi di sicurezza su oltre un milione di mezzi agricoli”

Nuovo slittamento per la revisione obbligatoria delle macchine agricole. Con un emendamento approvato al Decreto Milleproroghe, attualmente in discussione alla Camera, viene previsto l’ennesimo rinvio delle scadenze, in assenza – dopo dieci anni – del Decreto attuativo indispensabile per rendere operativa la misura.

La prima scadenza è fissata al 31 dicembre 2026 per le macchine immatricolate entro il 31 dicembre 1983 mentre per quelle immatricolate dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1996 il termine slitta al 31 dicembre 2027. Seguono poi ulteriori finestre temporali per le classi di mezzi più recenti.

Un copione che si ripete dal 2015, anno in cui il Decreto interministeriale del 20 maggio 2015 aveva fissato un calendario preciso per avviare la revisione periodica dei mezzi agricoli, con l’obiettivo di rinnovare il parco macchine e aumentare la sicurezza nelle campagne. Da allora, però, il provvedimento è rimasto lettera morta per l’assenza del Decreto attuativo, mentre le scadenze sono state più volte rinviate attraverso i successivi Milleproroghe.

Se il cronoprogramma originario fosse stato rispettato, oggi le macchine agricole più datate circolanti in Italia sarebbero già state sottoposte a controllo tecnico. La realtà è diversa: il sistema non è mai partito e, nel frattempo, in agricoltura si registrano in media circa 120 decessi l’anno, molti dei quali legati anche a carenze o usura dei dispositivi di sicurezza sui mezzi. Oltre un milione di mezzi è sprovvisto di rollbar, l’arco di protezione in caso di ribaltamento, o di cinture di sicurezza. Laddove nei Paesi dell’Unione europea la revisione è stata attuata in modo strutturato, il numero delle vittime si è drasticamente ridotto, scendendo a poche unità riconducibili a eventi realmente imprevedibili. Un dato che dimostra come controlli periodici ed effettivi sui mezzi non siano un adempimento burocratico, ma uno strumento concreto di prevenzione e tutela della vita degli operatori agricoli.

“La proroga può essere comprensibile sul piano tecnico, visto che il sistema non è mai stato avviato – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma – ma continuare a spostare le date senza emanare il Decreto attuativo significa cambiare il calendario senza cambiare la realtà. Il problema non è il 2026 o il 2027: il problema è che manca ancora l’infrastruttura normativa e organizzativa per partire. Non sono definiti i soggetti abilitati ai controlli, le procedure tecniche e i requisiti necessari per la messa a norma. È una situazione paradossale che si trascina da un decennio”.

Il Decreto attuativo dovrebbe stabilire modalità operative, criteri di controllo, soggetti abilitati, percorsi di formazione e standard tecnici, consentendo alla Motorizzazione, all’Inail e agli operatori del settore di organizzarsi per tempo. Si tratta di un processo che richiede anni tra formazione dei tecnici, adeguamento delle officine e predisposizione delle aree per le prove.

“Serviranno almeno due o tre anni per completare la formazione del personale, adattare le strutture e rendere operative le officine che vorranno offrire il servizio – prosegue Borio –. Parliamo di almeno 400-500 centri che dovranno essere messi nelle condizioni di lavorare secondo standard chiari e uniformi”.

Federacma ricorda di aver già formato circa 300 operatori, dimostrando la disponibilità del comparto a collaborare con le istituzioni per avviare il sistema.

“Noi siamo pronti a fare la nostra parte – conclude Borio – ma serve una regia chiara da parte del ministero competente. Non possiamo continuare ad affidare la sicurezza degli agricoltori a proroghe infinite. È il momento di passare dai rinvii ai fatti, con un piano realistico e attuabile che dia finalmente concretezza a una riforma attesa da dieci anni e che rappresenta un atto di civiltà per il nostro Paese”.


20/02/2026, 14:16
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Transizione 5.0, Federacma: “Bene superare il vincolo ‘made in europe’, necessario pubblicare al più presto il decreto attuativo”
Federacma, la Federazione delle Associazioni nazionali del commercio e dei servizi per le macchine agricole, operatrici e da giardinaggio aderente a Confcommercio, accoglie con favore le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha annunciato lo sblocco dei decreti attuativi di Transizione 5.0 non appena verrà modificata la disposizione relativa al vincolo del “Made in Europe”.

“Prendiamo atto delle parole del ministro Urso – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. È positivo che si riconosca la necessità di superare un vincolo che, così come formulato, genererebbe forti criticità applicative e contribuirebbe al blocco degli investimenti. Occorre ora procedere con la massima tempestività alla pubblicazione del decreto attuativo”.

Il comparto agricolo vive da mesi una fase di stallo sul fronte degli investimenti in meccanizzazione e innovazione. L’interruzione di Transizione 5.0, il protrarsi dell’attesa del decreto attuativo del nuovo Credito d’Imposta 4.0 Agricoltura e la limitata dotazione finanziaria disponibile stanno congelando le decisioni di migliaia di imprese agricole.

“Gli agricoltori oggi sono fermi – prosegue Borio – perché non sanno su quali strumenti potranno contare, con quali regole e con quante risorse. L’incertezza normativa è il primo nemico degli investimenti. E senza investimenti si blocca il rinnovo del parco macchine, proprio mentre alle imprese si chiede di essere più sicure, più sostenibili e più competitive”.

Federacma ricorda che negli ultimi cinque anni gli strumenti di sostegno – dal Fondo Innovazione ISMEA ai Bandi ISI INAIL fino al Credito d’Imposta Transizione 4.0 – hanno mobilitato complessivamente oltre 3,8 miliardi di euro, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’agricoltura di precisione e al rinnovo del parco mezzi.

“L’esperienza dimostra che gli incentivi funzionano quando sono chiari, stabili e adeguatamente finanziati – sottolinea il presidente di Federacma –. Servono regole semplici, coordinamento tra le amministrazioni e una programmazione che consenta alle imprese di pianificare gli investimenti senza il timore di stop improvvisi o continui cambi di impostazione”.

Federacma ribadisce infine che la meccanizzazione agricola rappresenta una leva strategica non solo economica ma anche sociale: sicurezza sul lavoro, sostenibilità ambientale, competitività delle filiere e sicurezza alimentare passano inevitabilmente da un parco macchine moderno ed efficiente.

“Per questo – conclude Borio – è fondamentale che l’annunciata modifica normativa si traduca rapidamente in atti concreti. Il settore ha bisogno di certezze e tempi definiti. Solo così si potrà riattivare la fiducia e rimettere in moto gli investimenti”.


21/02/2026, 19:20
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