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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71443 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Caldo, Confeuro: “Ancora si muore nei campi. Presidi medici nelle aree agricole”
“Confeuro esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bracciante agricolo di 55 anni deceduto a Borgocarbonara, nel Mantovano, mentre era impegnato nella raccolta delle angurie. Nell'attesa che le autorità competenti accertino le cause dell'accaduto, questo drammatico episodio impone una riflessione seria e non più rinviabile sulle condizioni di lavoro nel comparto agricolo", dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro - Confederazione degli Agricoltori Europei. “È indispensabile che le ordinanze emanate dalle Regioni per vietare le attività lavorative nelle ore di maggiore esposizione al caldo vengano fatte rispettare attraverso controlli efficaci. Non è sufficiente adottare provvedimenti se poi manca un reale monitoraggio della loro applicazione. Quando è in gioco la vita delle persone, servono responsabilità chiare e un sistema di vigilanza capace di prevenire tragedie come questa. Allo stesso tempo, non possiamo più considerare eccezionali le ondate di calore che stanno interessando il nostro Paese. Il cambiamento climatico e la progressiva tropicalizzazione delle temperature rappresentano ormai una realtà con cui istituzioni, imprese e lavoratori devono confrontarsi attraverso politiche strutturali e di lungo periodo. Occorre ripensare l'organizzazione del lavoro agricolo, prevedendo orari più compatibili con le nuove condizioni climatiche, programmi di formazione continua sulla prevenzione dei rischi e l'istituzione di presidi medici nelle aree agricole, soprattutto durante le fasi di maggiore emergenza climatica. Su questi temi il Governo appare ancora troppo timido. Inoltre, destano forte preoccupazione le recenti denunce del WWF riguardo alla riduzione delle risorse destinate alle Aree Marine Protette, ai Parchi Nazionali e alle Riserve Naturali Statali. Se confermata, si tratterebbe di una scelta profondamente sbagliata, che indebolisce le politiche di tutela ambientale proprio mentre la crisi climatica richiede investimenti più incisivi. Per questo chiediamo all'Esecutivo un immediato ripensamento e un impegno concreto a favore della sicurezza dei lavoratori e della salvaguardia del territorio”.
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| 01/07/2026, 20:10 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Acqua, Confeuro: “Primo passo efficientamento rete e invasi intelligenti”
Acqua, Confeuro: “Primo passo efficientamento rete e invasi intelligenti”
“La strategia europea sull’acqua rappresenta un cambio di paradigma significativo che va accolto con favore. Con la Comunicazione 280/2025, infatti, la Commissione europea riconosce finalmente la risorsa idrica non più soltanto come una priorità ambientale, ma come un fattore strategico per la competitività economica, la tutela del territorio e la sicurezza alimentare. Un’impostazione ulteriormente rafforzata dall’impegno della Banca europea per gli investimenti, che ha destinato circa 15 miliardi di euro per aumentare entro il 2030 del 10% la resilienza idrica complessiva della Ue”. È quanto dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro - Confederazione degli Agricoltori Europei. “La ricetta di Confeuro per una gestione moderna ed efficace dell’acqua parte da un principio fondamentale: prima di realizzare nuove opere, è indispensabile valorizzare e rendere efficienti quelle esistenti. La priorità deve essere riqualificazione, manutenzione e l’ammodernamento delle reti idriche per contrastare le ingenti perdite d’acqua che ancora oggi caratterizzano il sistema italiano. Il secondo pilastro - prosegue Tiso - riguarda il riuso della risorsa idrica secondo i principi dell’economia circolare. Occorre incentivare il recupero e il riutilizzo delle acque depurate, anche in agricoltura, trasformando quello che oggi è spesso uno scarto in una risorsa preziosa per il comparto produttivo e per l’ambiente. Infine, è necessario realizzare nuovi invasi intelligenti e multifunzionali, capaci di accumulare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità, produrre energia e di garantire una gestione più efficiente durante le fasi di siccità, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici”. Per Confeuro, infine, assume particolare rilievo il richiamo della Commissione Ue al concetto di “paesaggio spugna”, che punta a restituire ai suoli la capacità di trattenere naturalmente l’acqua: “Servono terreni vivi e meno sfruttati, insieme alla tutela e al potenziamento di boschi, foreste e zone umide, ecosistemi fondamentali per favorire l’infiltrazione dell’acqua e rafforzare la resilienza dei territori. La gestione sostenibile della risorsa idrica non può prescindere dalla salvaguardia del capitale naturale”, conclude Tiso.
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