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CONFEURO 
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Agricoltura, Confeuro: “Ok sinergia contro caporalato. Ma serve riforma culturale”
"Accogliamo con favore la sinergia avviata tra Agea, Inps e Inail per contrastare il fenomeno del caporalato e del lavoro irregolare in agricoltura. Si tratta di un'iniziativa importante che va nella giusta direzione, soprattutto per quanto riguarda l'integrazione delle banche dati, l'interoperabilità dei sistemi e la possibilità di individuare con maggiore efficacia le situazioni e i soggetti maggiormente esposti al rischio di sfruttamento". Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei, commenta la collaborazione tra i principali enti coinvolti nelle attività di controllo e monitoraggio del comparto agricolo. “Riteniamo che il contrasto al caporalato non possa essere considerato sol una questione tecnica o ispettiva. È, prima di tutto, una battaglia di civiltà giuridica e sociale che richiede un profondo cambiamento culturale. Lo sfruttamento della manodopera rappresenta una ferita per l'intero sistema produttivo e per il Paese, e deve essere contrastato con determinazione anche sul piano educativo e valoriale”. Per Confeuro “il lavoro agricolo è sinonimo di dignità, professionalità e rispetto dei diritti. Non può e non deve essere associato a forme di sfruttamento che, purtroppo, continuano a emergere in diverse aree del territorio nazionale. Per questo motivo è necessario proseguire con decisione lungo il percorso della legalità e della trasparenza Parallelamente, riteniamo indispensabile un ulteriore rafforzamento delle attività di vigilanza e controllo, anche attraverso un potenziamento degli organici ispettivi. Intensificare le verifiche sul territorio è fondamentale per individuare e reprimere non solo il caporalato, ma più in generale tutte le forme di lavoro irregolare che alterano il mercato, danneggiano le imprese oneste e compromettono i diritti dei lavoratori", conclude Tiso.


12/06/2026, 18:19
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Agricoltura, Confeuro: “Bene dati Istat su valore aggiunto e Meridione. Investire al sud”

“Confeuro ha analizzato con grande attenzione gli ultimi dati diffusi dall’Istat sul comparto agricolo nazionale, dai quali emergono elementi incoraggianti ma anche criticità che richiedono interventi mirati e una visione strategica di lungo periodo”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro commenta i risultati dell’indagine statistica sul settore primario. “L’Italia - prosegue Tiso - pur scendendo al quarto posto in Europa per valore della produzione agricola, si conferma al primo posto nella Ue per valore aggiunto, che raggiunge i 46,6 miliardi di euro rispetto ai 44,2 miliardi dell’anno precedente. Un dato significativo che testimonia la qualità e la capacità del nostro sistema agroalimentare di generare ricchezza attraverso produzioni ad alto valore, fortemente legate ai territori e all’identità agricola nazionale. Si tratta di un risultato che riflette il modello agricolo italiano, fondato sul lavoro di piccoli e medi imprenditori, sulla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, delle produzioni Dop e Igp, della biodiversità e del legame con le comunità locali. Un patrimonio che deve essere preservato e sostenuto attraverso politiche orientate all’agroecologia, alla sostenibilità e alla tutela delle specificità territoriali”. Il presidente Confeuro evidenzia tuttavia anche alcuni aspetti che destano preoccupazione: “Non possiamo ignorare la perdita di posizione dell’Italia nel valore della produzione agricola a vantaggio della Spagna. Allo stesso modo, se da un lato il valore aggiunto cresce in termini monetari, dall’altro registra una flessione dello 0,1% in volume. Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il calo dell’occupazione agricola, fenomeno che impone riflessioni approfondite e misure concrete per garantire la tenuta economica e sociale del settore. Tra le note positive - conclude Tiso - va sottolineato il dato relativo al Mezzogiorno che, insieme al Centro, registra una crescita del valore aggiunto in termini di volume. Ci auguriamo che non si tratti di un risultato episodico, ma dell’inizio di una tendenza strutturale. Perché ciò avvenga, è indispensabile investire nel Sud attraverso il potenziamento delle infrastrutture idriche, il sostegno agli investimenti produttivi, politiche efficaci per il ricambio generazionale e strumenti capaci di valorizzare il capitale umano e imprenditoriale presente nei territori. Solo così il Meridione potrà diventare un autentico motore di sviluppo locale e nazionale, contribuendo in maniera determinante alla crescita dell’intero sistema agricolo italiano”.


15/06/2026, 17:19
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Accordo Usa-Iran, Confeuro: “Bene per agricoltura. Pace duratura, Trump sia coerente”


“L’intesa preliminare raggiunta tra Usa e Iran, che dovrebbe culminare con la firma dell’accordo di pace prevista a Ginevra il prossimo 19 giugno, rappresenta una notizia di grande rilevanza sul piano umanitario, sociale ed economico. La fine di un conflitto inutile e dannoso costituisce un segnale positivo per la stabilità internazionale e per tutti i comparti produttivi, a partire dall’agricoltura, che negli ultimi mesi ha subito pesanti ripercussioni a causa dell’aumento dei costi energetici, logistici e delle materie prime, inclusi i fertilizzanti chimici”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “Ci auguriamo - prosegue - che l’accordo sia completo, credibile e soprattutto duraturo. La comunità internazionale ha bisogno di certezze e stabilità, non di soluzioni temporanee o di brevi parentesi diplomatiche. In questo senso, auspichiamo che Trump mantenga una linea coerente, contribuendo al consolidamento di un percorso di pace che deve essere sostenuto e rafforzato nel tempo. Guardiamo inoltre con favore alla prospettiva della piena riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per i traffici energetici mondiali. Una normalizzazione della situazione potrebbe favorire una progressiva riduzione dei costi del gasolio e della logistica, contribuendo ad attenuare le spinte inflazionistiche che hanno gravato su imprese agricole e famiglie. Ue e Italia - conclude il presidente di Confeuro - sostengano con convinzione questo percorso di pace, affiancandolo a una strategia volta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti chimici dai Paesi terzi. Occorre investire maggiormente in agroecologia, agricoltura rigenerativa, concimi organici e pratiche sostenibili. Al tempo stesso, è fondamentale mantenere gli strumenti di sostegno attivati negli ultimi mesi su fertilizzanti ed energia e prevedere, nella futura Pac, misure di liquidità immediata per le piccole e medie aziende agricole nei momenti di crisi geopolitica. Per tutelare e rilanciare il settore primario non servono miracoli, ma politiche stabili, lungimiranti e capaci di garantire continuità e sviluppo”.


16/06/2026, 17:19
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Agricoltura, Confeuro: “Bene Parlamento Ue su ngt. Servono norme trasparenti”


“Confeuro accoglie con soddisfazione l’approvazione da parte del Parlamento Europeo del nuovo quadro normativo sulle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), finalizzato a favorire lo sviluppo di varietà vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici e ai parassiti, capaci di garantire maggiori rese produttive e un minore ricorso a pesticidi e prodotti chimici. Si tratta di un passaggio significativo verso un modello agricolo sempre più competitivo, innovativo e sostenibile”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, commenta il via libera dell’Eurocamera. “Le nuove disposizioni - prosegue Tiso - distinguono opportunamente le piante ottenute mediante Ngt in due categorie differenti. La prima, denominata Ngt-1, comprende varietà sviluppate attraverso processi di miglioramento genetico assimilabili a quelli naturali o tradizionali, intervenendo esclusivamente su geni già presenti nella pianta. Confeuro è favorevole a questa categoria e riteniamo questa innovazione tecnologica pienamente compatibile con un’agricoltura moderna e sostenibile. Diversa è invece la valutazione sulla categoria Ngt-2, che comprende organismi caratterizzati da modificazioni genetiche più ampie e complesse e che, per alcuni aspetti, presentano caratteristiche più vicine agli Ogm. Per questo motivo riteniamo fondamentale che il nuovo impianto normativo europeo garantisca strumenti rigorosi di tracciabilità ed etichettatura obbligatoria, affinché tali produzioni siano chiaramente distinguibili. La trasparenza nei confronti dei consumatori rappresenta infatti un principio imprescindibile. Confeuro - conclude il presidente - conferma il proprio orientamento favorevole nei confronti delle Tecniche di Evoluzione Assistita e delle nuove tecniche genomiche, considerate strumenti strategici per rafforzare la sicurezza alimentare europea in una fase storica caratterizzata da forti criticità economiche e geopolitiche. L’agricoltura sta vivendo una profonda trasformazione, guidata dall’innovazione scientifica e tecnologica. Per questo è indispensabile continuare a sostenere la ricerca nel settore primario, così da preservare la competitività delle imprese agricole europee e affrontare con efficacia le grandi sfide del nostro tempo: dal cambiamento climatico all’aumento degli eventi estremi, fino alla necessità di incrementare la produzione alimentare riducendo al contempo l’impiego di risorse naturali, fitofarmaci e antibiotici”.


17/06/2026, 16:57
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Ue, Confeuro: “Bene norme su meat sounding, dubbi su divieto carne sintetica”


“Accogliamo con favore il voto del Parlamento Europeo che introduce misure più rigorose contro il cosiddetto meat sounding, ossia l'utilizzo di denominazioni, richiami commerciali o immagini che possano indurre il consumatore ad associare prodotti ottenuti in laboratorio o derivanti da processi chimici ai tradizionali prodotti della carne. Si tratta di un principio di chiarezza e correttezza che Confeuro sostiene da tempo, poiché riteniamo fondamentale evitare qualsiasi forma di confusione sul mercato e garantire ai cittadini europei informazioni trasparenti e comprensibili”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei, commentando le decisioni approvate nelle scorse ore dall'Europarlamento. “Diverso è invece il nostro giudizio sul divieto assoluto di commercializzazione della carne sintetica approvato dall'Aula europarlamentare. Pur comprendendo le motivazioni e gli obiettivi che hanno ispirato tale scelta, riteniamo che debbano essere mantenuti alcuni elementi di riflessione. Confeuro è infatti dell'opinione che il consumatore debba essere libero di scegliere consapevolmente cosa acquistare e consumare. La vera priorità deve essere quella di garantire la massima trasparenza lungo tutta la filiera, attraverso etichettature chiare, controlli rigorosi e un'informazione completa che consenta ai cittadini di compiere scelte informate. Più in generale - prosegue Tiso - siamo convinti che la strada maestra per tutelare il reddito e la competitività dei piccoli e medi agricoltori europei non passi esclusivamente attraverso divieti, ma soprattutto attraverso politiche concrete di valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità. Occorre rafforzare la promozione delle eccellenze agroalimentari territoriali, sostenere le filiere corte, difendere le denominazioni di origine e investire nella distintività delle produzioni che rappresentano il patrimonio agricolo, culturale ed economico dei nostri territori. Solo così sarà possibile rafforzare il sistema agroalimentare europeo, tutelando al tempo stesso consumatori e produttori”, conclude il presidente nazionale di Confeuro.


18/06/2026, 18:33
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Acqua, Confeuro: “Subito piano invasi. Preoccupati per lentezza del governo”


“La questione dell’acqua non rappresenta più un’emergenza periodica, ma una criticità strutturale che il Paese deve affrontare con una visione organica, strategica e soprattutto tempestiva". Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei, interviene sul tema della gestione delle risorse idriche. “Apprendiamo che sarebbe già pronto un piano nazionale degli invasi, capace di aumentare significativamente la capacità di raccolta delle acque e, contestualmente, di incrementare la produzione di energia idroelettrica. Si tratta certamente di una prospettiva positiva. Ci domandiamo però se il Governo intenda realmente affrontare il problema, investendo i miliardi necessari alla realizzazione di un progetto che appare oggi più indispensabile che mai. Vale la pena ricordare - prosegue Tiso - che il nostro Paese continua a subire perdite economiche enormi a causa delle criticità idriche, stimate in circa quattro miliardi di euro. Una cifra che dovrebbe indurre le istituzioni ad agire con maggiore determinazione e rapidità. Le cronache di questi giorni parlano chiaramente: a soffrire maggiormente è il Nord Italia, con particolare riferimento al bacino del fiume Po, dove la situazione desta crescente preoccupazione". Per il presidente di Confeuro non è più possibile rinviare decisioni strategiche: "Serve un deciso cambio di passo nella politica delle infrastrutture idriche, anche alla luce di un’estate che si preannuncia particolarmente calda e caratterizzata da fenomeni climatici sempre più estremi. Non comprendiamo cosa stia attendendo l’esecutivo Meloni per dare concreta attuazione a interventi ormai non più procrastinabili. Il nostro timore - conclude Tiso - è che non si stiano individuando correttamente le priorità del Paese. Mentre si dedicano ingenti risorse e grande attenzione a opere come il Ponte sullo Stretto, riteniamo che l’urgenza assoluta sia oggi rappresentata dalla realizzazione di infrastrutture idriche moderne ed efficienti e da una gestione sostenibile dell’acqua, risorsa essenziale per l’agricoltura, per l’economia e per il futuro delle comunità italiane".


23/06/2026, 12:23
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Meteo, Confeuro: “L’allarme clima è realtà: tutelare cittadini e imprese agricole”


“Confeuro segue con attenzione e preoccupazione l’ondata di caldo record che sta interessando l’Europa e l’Italia, con numerose città contrassegnate in queste ore dal bollino rosso e condizioni climatiche che mettono a dura prova cittadini, lavoratori e comparti produttivi. Siamo di fronte a un fenomeno allarmante che, purtroppo, non può più essere considerato eccezionale. L’intensificarsi degli eventi estremi rappresenta l’ennesima conferma della portata del cambiamento climatico e della progressiva tropicalizzazione del nostro territorio”, dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei. “Di fronte a questa emergenza - prosegue - è indispensabile una strategia globale, fondata sulla consapevolezza scientifica e sulla responsabilità politica. Il riscaldamento del pianeta è una realtà che non può essere ignorata o minimizzata. Occorre rafforzare gli impegni internazionali per la riduzione delle emissioni e promuovere politiche efficaci di adattamento e mitigazione, superando ogni approccio negazionista - guardasi Trump - che rischia di rallentare il percorso verso la sostenibilità”. Sul piano nazionale, secondo Confeuro, è invece necessario affiancare alle politiche climatiche un programma immediato e strutturale di investimenti. “Servono interventi infrastrutturali concreti - sottolinea il presidente nazionale di Confeuro - a partire dalla riqualificazione e dalla realizzazione di opere idriche moderne ed efficienti, indispensabili per contrastare la siccità, migliorare la gestione delle risorse idriche e garantire maggiore sicurezza alle comunità e al settore agricolo”. Parallelamente, l’agricoltura deve essere accompagnata in un percorso di innovazione e resilienza: “È fondamentale sostenere la ricerca, puntare sulla agroecologia, e favorire l’impiego delle Tea, le Tecniche di Evoluzione Assistita. Questi strumenti consentono di sviluppare varietà colturali più resistenti alle alte temperature, alla scarsità d’acqua e agli effetti dei cambiamenti climatici, assicurando maggiore produttività, sostenibilità e competitività alle imprese agricole italiane. In sintesi: innovazione e infrastrutture devono procedere di pari passo. Solo attraverso una visione lungimirante e investimenti adeguati potremo difendere il patrimonio agricolo nazionale, tutelare il lavoro degli agricoltori, salvaguardare il pianeta e garantire sicurezza alimentare alle future generazioni”. conclude Andrea Tiso.


24/06/2026, 12:07
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Agroalimentare, Confeuro: “Progetto Car per Roma Capitale del cibo”


“L’ampliamento del Centro Agroalimentare Roma rappresenta una notizia estremamente positiva per l’intero comparto agroalimentare e per il futuro dell’agricoltura del territorio. Si tratta di un investimento strategico da 325 milioni di euro che auspichiamo possa essere realizzato secondo tempi concreti e puntuali, affinché produca al più presto benefici tangibili per imprese, produttori e consumatori”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei, commenta il progetto di ampliamento del CAR, che porterà la struttura dagli attuali 140 a 200 ettari complessivi, con la previsione di circa 1.700 nuovi posti di lavoro. “Il Centro Agroalimentare Roma costituisce un’infrastruttura essenziale per il sistema produttivo del Paese e il suo sviluppo consentirà di rafforzare la competitività della Capitale nei confronti dei principali hub agroalimentari europei e internazionali. Un polo moderno ed efficiente è fondamentale non solo per sostenere la crescita agricola della città, ma anche per valorizzare il lavoro dei piccoli e medi produttori del Lazio e dell’intero territorio nazionale, garantendo al contempo elevati standard di qualità e tracciabilità delle produzioni agroalimentari”. Secondo Confeuro, il progetto potrà inoltre contribuire a rendere più efficiente la logistica del settore. “Ci auguriamo che questo importante sviluppo infrastrutturale favorisca una riduzione dei costi di trasporto e gestione delle merci lungo la filiera, generando effetti positivi anche sul reddito degli agricoltori, troppo spesso penalizzati da margini insufficienti rispetto al valore prodotto. Confeuro ha sempre sostenuto la centralità degli investimenti infrastrutturali come leva di crescita economica e di sviluppo dei territori. Roma possiede tutte le caratteristiche per affermarsi come una vera capitale del cibo, grazie alle sue straordinarie potenzialità produttive e al ruolo strategico che ricopre nel panorama agroalimentare nazionale. Non va dimenticato, infatti, che la Capitale d’Italia è il comune agricolo più grande d’Europa: una vocazione che merita di essere sostenuta attraverso progettualità ambiziose e visioni di lungo periodo”, conclude Tiso.


25/06/2026, 14:15
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Antibes, Confeuro: “Asse Italia-Francia primo passo per strategia agricola europea condivisa”


“Confeuro accoglie con favore gli esiti del Vertice Intergovernativo Italia-Francia svoltosi ad Antibes, che rappresenta un importante momento di confronto tra due storiche potenze agroalimentari europee e un segnale positivo per il futuro del comparto primario". Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei. “Ci auguriamo che il dialogo rafforzato tra Roma e Parigi possa diventare un punto di riferimento istituzionale da estendere anche agli altri grandi Paesi produttori dell'Unione Europea. Solo attraverso una visione condivisa sarà possibile difendere e consolidare le risorse destinate alla Politica Agricola Comune, valorizzare il ruolo strategico dell'agricoltura europea e garantire una tutela sempre più efficace delle nostre produzioni di qualità e delle Indicazioni Geografiche". Secondo Confeuro, è fondamentale rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri sulle principali sfide del settore agroalimentare, promuovendo politiche comuni capaci di coniugare competitività, sostenibilità e salvaguardia delle eccellenze territoriali. “Parallelamente - conclude Tiso - occorre investire in un sistema europeo di tracciabilità e di controlli anticontraffazione sempre più moderno ed efficiente, facendo leva sulle opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall'innovazione tecnologica. Solo così sarà possibile contrastare con maggiore incisività le frodi alimentari, tutelare il lavoro degli agricoltori e offrire ai consumatori maggiori garanzie sulla qualità e sull'autenticità delle produzioni agroalimentari europee”.


26/06/2026, 11:12
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CAMPANIA, AGRICOLTURA TRA CRITICITÀ E RILANCIO: ECCO IL REPORT CONFEURO


Ricambio generazionale, aziende agricole, piccoli e medi produttori, prospettive del settore primario: agricoltura in Campania tra criticità e rilancio. Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei ha analizzato e messo a sistema i dati dell’Osservatorio Statistico- Mondo Agricolo pubblicato dall’Inps nel 2025, le elaborazioni Ismea contenute nel rapporto 2024 “Giovani e Agricoltura” e i numeri del 7° Censimento generale dell’Agricoltura dell’Istat. Un territorio dalla storica vocazione agroalimentare, uno dei pilastri economici, sociali e identitari della regione, che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con profonde trasformazioni che ne stanno modificando struttura e prospettive. “Il quadro che emerge restituisce per la Campania un settore primario in evoluzione, attraversato da segnali contrastanti ma anche da dinamiche di vitalità”, sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro. Partendo dalla superficie agricola utilizzata, la Sau in Campania è diminuita dell’8,3% in dieci anni, tra il 2010 e il 2020, anno del settimo e ultimo censimento generale dell’Agricoltura. Scendendo nello specifico dei territori provinciali, Caserta passa dai 107.359 ettari del 2010 agli 88.638 del 2020, con una variazione negativa del 17,4%; Benevento da 108.420 a 101.989 ettari, con una diminuzione del 5,9%; Avellino va dai 124.617 ai 119.718 ettari, con una variazione negativa del 3,9%; perdita sensibile di Sau anche per Salerno, che passa dai 185.784 ettari del 2010 ai 163.945 del 2020, con un saldo passivo dell’11,8%. In controtendenza Napoli, la cui Sau passa dai 23.088 ettari del 2010 ai 29.289 del 2020, per una variazione positiva del 26,9%. Napoli, però, detiene viceversa il negativo primato regionale della più alta percentuale di aziende agricole perse, il 55%: erano 14.311 nel 2010, appena 6.444 nel 2020. La lettura congiunta dei due dati - superficie in aumento e numero di aziende quasi dimezzato - segnala con particolare evidenza un processo di concentrazione fondiaria, con poche aziende che gestiscono superfici più ampie. Su scala regionale, la forte diminuzione del numero di aziende in Campania - dalle 136.872 del 2010 alle 79.353 del 2020 - unitamente al decremento delle superfici, ha determinato un importante aumento della dimensione media aziendale, che passa da 4,0 a 6,3 ettari. “Siamo di fronte a numeri che impongono attenzione, e l’analisi dei dati conferma come l’agricoltura campana stia attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale - osserva il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso-. Siamo di fronte soltanto a una riduzione delle superfici coltivate e a una diminuzione del numero delle aziende, oppure a un vero e proprio cambiamento del modello produttivo che interessa l’intero territorio regionale? In attesa dell’Ottavo Censimento generale dell’Agricoltura, si tratta senz’altro di una dinamica che impone una riflessione attenta, perché il valore del settore primario non si misura esclusivamente in termini produttivi, ma anche per la funzione sociale, ambientale e di presidio del territorio che esso svolge, soprattutto nelle aree interne e rurali”.



Aziende agricole, un processo di riorganizzazione del settore? - Sul versante delle imprese che occupano operai agricoli dipendenti - continua Tiso, analizzando l’Osservatorio Statistico –Mondo Agricolo - i dati Inps dicono per la Campania che nel 2019 le aziende erano 12.185, per scendere a 11.436 nel 2024: oltre 700 aziende in meno in appena un quinquennio”. Tendenza positiva, invece, per il numero di operai agricoli dipendenti, che passa da 67.506 nel 2023 a 68.982 nel 2024: a livello regionale si è quindi verificato un incremento del 2,2%, sulla scia della media nazionale del 2,4. “Da un lato - spiega Tiso - assistiamo a una progressiva diminuzione del numero di aziende che impiegano operai agricoli dipendenti, segnale delle difficoltà che una parte delle imprese continua a incontrare in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi di produzione, dalla complessità burocratica e dalle incertezze dei mercati. Dall’altro, registriamo una crescita del numero complessivo di lavoratori agricoli dipendenti, elemento che testimonia la capacità del comparto campano di mantenere e creare occupazione. Questi dati sembrano indicare un processo di riorganizzazione del settore, con una maggiore concentrazione dell’occupazione in aziende più grandi. È una dinamica che può contribuire a rafforzare la competitività dell’agricoltura campana, ma che al tempo stesso impone di non trascurare il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese, decisive per la tenuta economica e sociale delle aree rurali. Per questo è necessario continuare a sostenere gli investimenti, favorire l’innovazione e garantire condizioni che consentano alle aziende di crescere senza perdere il legame con il territorio e con l’occupazione di qualità”.



Giovani e agricoltura, una realtà tra luci e ombre - Sul fronte giovanile, infine, Confeuro ha analizzato il Rapporto Ismea, che segnala per la Campania una riduzione delle imprese agricole condotte da giovani: dalle 6.667 del 2018 alle 5.176 del 2023. Si tratta di un calo del 22,4%, con quasi 1.500 imprese in meno, poco meno di un terzo della riduzione complessiva del numero di imprese agricole under 35 in Italia. La Campania, dunque, da una parte resta una delle regioni a maggiore intensità di imprenditoria giovanile (il 9,2% delle imprese agricole è under 35), mentre dall’altra vede la propria quota sul totale nazionale calare, tra il 2018 e il 2023, dall’11,6% al 9,8%. “I dati sull’imprenditoria agricola giovanile in Campania - conclude il presidente Tiso - raccontano una realtà fatta di luci e ombre. Da un lato, la regione continua a confermarsi tra le aree del Paese con buon potenziale di giovani alla guida delle aziende agricole, segnale del forte legame delle nuove generazioni con il settore primario. Dall’altro, la significativa riduzione del numero di imprese agricole under 35 registrata negli ultimi anni evidenzia difficoltà strutturali che non possono essere sottovalutate. Molti giovani continuano a guardare all’agricoltura come a una prospettiva professionale concreta, ma incontrano ostacoli che spesso rendono difficile consolidare e sviluppare le proprie attività. L’accesso alla terra, al credito, all’innovazione e ai mercati rappresenta ancora una sfida rilevante, soprattutto in una fase economica caratterizzata da costi crescenti e forte competizione. Per la Campania, così come per l’intera Italia, il ricambio generazionale non è soltanto una questione occupazionale, ma una condizione indispensabile per garantire il futuro del settore agricolo. Rafforzare il legame tra i giovani e il settore primario significa sostenere il nostro Paese come eccellenza agroalimentare a livello internazionale e valorizzare produzioni di qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare. È quindi fondamentale comunicare efficacemente ai giovani le opportunità offerte dal comparto agricolo, anche attraverso iniziative come l’indagine nazionale “Agri Under 35 - Coltiviamo il futuro”, realizzata per Confeuro dall’Istituto Piepoli, che ha analizzato le opinioni dei giovani italiani sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura”.


30/06/2026, 17:04
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