AIC e Federitaly insieme per rafforzare il Made in Italy: il 24 luglio la presentazione del Patto di collaborazione strategica Roma, 15 luglio 2026 – Si terrà il 24 luglio alle ore 11.00, presso la sede dell’Associazione Italiana Coltivatori di Cosenza (Corso Umberto I, 91), la conferenza stampa di presentazione del Patto di collaborazione strategica tra l’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) e Federitaly.
L’intesa nasce con l’obiettivo di sviluppare una sinergia stabile tra le due organizzazioni, mettendo a sistema competenze, servizi e progettualità a beneficio delle imprese e rafforzando il confronto sui temi delle politiche agroalimentari, della tutela delle produzioni e della promozione del Made in Italy sui mercati internazionali.
“Questo accordo nasce da un rapporto di stima e fiducia costruito negli anni tra AIC e Federitaly”, dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori. “È una collaborazione nella quale AIC mette a disposizione il proprio radicamento territoriale, oltre cinquant’anni di presenza al fianco delle imprese agricole e una rete di servizi che ogni giorno supporta aziende e cittadini. Insieme vogliamo offrire strumenti sempre più efficaci per valorizzare il lavoro delle imprese e tutelare il patrimonio agroalimentare italiano dalle contraffazioni e dai fenomeni come l’Italian Sounding, che rappresentano una grave perdita di reddito per coltivatori e allevatori italiani e un inganno per milioni di consumatori convinti, nel mondo, di acquistare prodotti Made in Italy che non lo sono. Oggi questo finto Made in Italy agroalimentare pesa per almeno 72 miliardi di euro: una domanda di cibo italiano che non si traduce in valore per le nostre imprese”, aggiunge Santoianni. “Per questo le certificazioni digitali di tracciabilità possono rappresentare strumenti innovativi utili per tutelare le produzioni italiane e rafforzare l’accesso ai mercati delle imprese agroalimentari che producono eccellenze e che hanno una vocazione all’export. Proprio la valorizzazione delle produzioni autenticamente italiane, attraverso strumenti innovativi di certificazione e promozione, è uno dei temi alla base del Patto di collaborazione strategica siglato con Federitaly”. Carlo Verdone, presidente nazionale di Federitaly, ha dichiarato: “Federitaly è particolarmente orgogliosa di aver costruito questo Patto federativo con l’Associazione Italiana Coltivatori. AIC rappresenta una parte importante della storia della rappresentanza agricola italiana e, con oltre cinquant’anni di esperienza, costituisce una garanzia di tutela rigorosa, competente e appassionata del comparto agricolo e agroalimentare. Averla al nostro fianco nella difesa delle produzioni autenticamente italiane, nel contrasto all’Italian Sounding e nella promozione del Made in Italy sui mercati internazionali rafforza in modo significativo la nostra capacità di incidere e di produrre risultati concreti per le imprese. Questo accordo valorizza la piena autonomia, l’identità e la governance di entrambe le organizzazioni, mettendo però in relazione patrimoni ed esperienze complementari: da una parte la storia, il radicamento territoriale e la rete di servizi di AIC; dall’altra la dinamicità di Federitaly, la sua vocazione all’innovazione, gli strumenti di certificazione, l’internazionalizzazione e il marketplace Made in Italy Gate. È un’intesa strategica a trecentosessanta gradi, che consentirà all’ecosistema Federitaly di accedere ai servizi della rete AIC e alle imprese associate ad AIC di utilizzare gli strumenti sviluppati da Federitaly per la crescita, la tutela e la presenza sui mercati esteri. La collaborazione tra le sedi territoriali AIC e il mondo Federitaly potrà esprimere una potenzialità enorme e costruire un modello concreto di sostegno alle imprese italiane”.
Tra i principali ambiti di collaborazione figurano la valorizzazione di Filiera Agrecò, il marchio promosso da AIC per rendere riconoscibili e qualificare le produzioni agricole italiane, e lo sviluppo di Made in Italy Gate, la piattaforma di Federitaly dedicata ai percorsi di certificazione, tracciabilità e internazionalizzazione delle imprese.
Alla conferenza stampa interverranno il presidente nazionale dell'Associazione Italiana Coltivatori, Giuseppino Santoianni, e il presidente di Federitaly, Carlo Verdone, che illustreranno i contenuti dell’accordo e le prospettive della nuova collaborazione. È prevista inoltre la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni.
Fertilizzanti, Santoianni (AIC): misure UE primo segnale, adesso far arrivare subito aiuti alle aziende Roma, 15 luglio 2026 – «Accogliamo come un primo segnale le misure adottate dal Consiglio UE per sostenere gli agricoltori colpiti dall’aumento dei costi dei fertilizzanti e degli altri fattori produttivi. Ora è necessario che gli Stati membri attivino rapidamente gli strumenti previsti per far arrivare gli aiuti alle aziende maggiormente esposte», dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori. Nel quadro del pacchetto europeo contro il caro fertilizzanti, per l’Italia sarebbe prevista una quota di circa 45 milioni di euro. Per AIC, l’utilizzo delle risorse disponibili dovrà avvenire senza compromettere gli altri interventi programmati nei Piani strategici della PAC. L’Associazione ha inoltre richiamato l’attenzione della Commissione europea sul rischio connesso alla possibilità per gli Stati membri di affiancare al sostegno europeo previsto per il nuovo regime di liquidità finanziamenti nazionali aggiuntivi fino al 200%. «Questa possibilità amplia il margine di intervento, ma occorre evitare che le diverse capacità di bilancio degli Stati membri determinino differenze eccessive nell’intensità del sostegno tra le imprese agricole europee», prosegue Santoianni. «La priorità deve essere tutelare la liquidità e la capacità produttiva delle imprese agricole. Le risorse devono essere accessibili e proporzionate all’effettivo aumento dei costi sostenuti dalle aziende, evitando interventi indifferenziati o meccanismi che finiscano per penalizzare proprio le realtà più esposte», conclude Santoianni.
Giffoni Film Festival, AIC porta l’agroalimentare di qualità tra i giovani: talk, laboratori e cooking show per raccontare la dieta mediterranea Roma, 20 luglio 2026 – Il mondo del cibo conquista uno spazio di rilievo alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival e l’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) anima, dal 17 al 25 luglio, l’area Giffoni Food con un programma di attività dedicate alla cultura alimentare, alle produzioni di qualità e ai valori della dieta mediterranea. Nell’edizione di quest’anno, dedicata al tema “Le cose impossibili”, l’AIC porta al Giffoni Food la voce degli agricoltori e dei produttori italiani, valorizzando la dieta mediterranea, le filiere DOP e IGP, il ricambio generazionale e il ruolo delle aree interne come patrimonio culturale, economico e identitario del Paese. Un percorso di conoscenza e confronto che si sviluppa attraverso talk, laboratori, degustazioni e incontri con chef, nutrizionisti, giornalisti e imprenditori del settore agricolo, rivolto principalmente ai giovani Food Ambassador presenti al Film Festival. «Il Giffoni rappresenta un luogo straordinario di incontro con le nuove generazioni», dichiara Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori. «Parlare ai giovani di alimentazione significa parlare di salute, ambiente, cultura e futuro. La dieta mediterranea è un patrimonio che nasce dal lavoro quotidiano dei nostri agricoltori e vogliamo raccontarla attraverso le produzioni che rendono unico il Made in Italy, avvicinando i ragazzi a un rapporto sempre più consapevole con il cibo e con la magia delle produzioni di qualità che trasformano saperi antichi in eccellenze riconosciute in tutto il mondo». La partecipazione dell’AIC si è aperta sabato 18 luglio con un laboratorio esperienziale sull’olio extravergine di oliva: una degustazione guidata tra cultivar del territorio, tecnica di assaggio e indicatori di qualità, pensata per avvicinare i giovani al prodotto e al lavoro agricolo che ne è alla base. Il calendario delle iniziative promosse dall’AIC prevede due appuntamenti dedicati al dialogo tra giovani, istituzioni e mondo produttivo. Venerdì 24 luglio, alle ore 19.30, il talk “La Dieta Mediterranea è una rivoluzione giovane!” affronterà il rapporto tra alimentazione, salute e qualità del cibo. Sabato 25 luglio, sempre alle ore 19.30, il talk “Dalle radici del territorio alla sceneggiatura globale” sarà invece dedicato al valore delle produzioni identitarie, con un focus sulla Nocciola di Giffoni IGP e sulle prospettive di internazionalizzazione del Made in Italy agroalimentare. Accanto agli appuntamenti di confronto, ogni sera alle ore 21.00 i produttori dell’AIC saranno protagonisti delle attività conviviali del Festival, animando i Dinner Party con postazioni di degustazione dedicate alle eccellenze del territorio e offrendo agli ospiti della manifestazione un’esperienza diretta con i prodotti delle filiere italiane. Non mancheranno showcooking AIC con le produzioni del territorio, laboratori esperienziali e il format “Gusto & Emozioni”, una serie di video-interviste in cui talent, giurati e ospiti del Festival racconteranno ricordi, emozioni e storie legate ai prodotti simbolo delle campagne italiane. «Essere presenti al Giffoni significa costruire un dialogo diretto tra chi produce il cibo e chi rappresenta il futuro del nostro Paese», aggiunge Donato Scaglione, vicepresidente nazionale dell’AIC e Presidente di AIC Salerno. «Il cibo non è soltanto un prodotto, ma una storia fatta di persone, territori e conoscenze tramandate nel tempo. Raccontare queste esperienze significa far rivivere una memoria collettiva, dare voce alle comunità agricole e creare nuovi legami con le giovani generazioni. È attraverso questa narrazione che possiamo valorizzare la qualità, la tracciabilità e l’autenticità delle nostre produzioni, promuovendo il vero patrimonio agroalimentare italiano».
Incendi Sud Italia, Santoianni (AIC) Dichiarare lo stato di calamità e rafforzare la prevenzione Roma, 21 luglio 2026 – “Le immagini dei roghi che arrivano da Calabria, Sicilia e Sardegna sono una ferita profonda per tutto il Paese. Stanno bruciando boschi, biodiversità, pascoli, aziende agricole e un patrimonio naturale che appartiene a tutti gli italiani. Quando il fuoco divora le nostre montagne, perde l’Italia intera”. Lo dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori. Dalla Sila al Pollino, negli ultimi giorni le fiamme hanno interessato la regione Calabria, nei territori di Morano Calabro, San Basile, Saracena, Castrovillari e Frascineto, la Sicilia dove le fiamme hanno coinvolto tutte le province e la Sardegna, tra il Nuorese e l’Oristanese con oltre 500 ettari andati in fumo. “Da giorni assistiamo a un’emergenza che sta mettendo in ginocchio territori già fragili. Agli uomini e alle donne impegnati senza sosta nelle operazioni di spegnimento – i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, le Forze dell’Ordine e i volontari – va il nostro più sincero ringraziamento. Il loro lavoro rappresenta un presidio fondamentale per salvare vite umane, aziende agricole e un patrimonio ambientale di valore inestimabile”, osserva Santoianni. “Le parole del vescovo di Cassano all’Ionio, Monsignor Francesco Savino, che ha parlato di un possibile disegno criminale dietro alcuni incendi, impongono una riflessione profonda. Se dietro il fuoco c’è la mano dell’uomo, occorre agire con fermezza verso chi distrugge il territorio per interessi criminali. Non possiamo più permettere che ogni estate si trasformi in una stagione di devastazione annunciata, è necessario rafforzare il sistema di prevenzione investendo nella manutenzione del territorio che insieme alla presenza stabile dei coltivatori svolge una funzione insostituibile di tutela ambientale” prosegue il presidente dell’AIC. “Sull’emergenza attuale, come associazione, chiediamo la dichiarazione dello stato di calamità per le regioni coinvolte, ristori e sospensione delle scadenze fiscali per le aziende colpite, nonché risorse per il ripristino e il rimboschimento delle aree bruciate” conclude.