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Associazione Italiana Coltivatori 
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Petrini, Santoianni (AIC): “Con Slow Food un’eredità che continuerà a nutrire coscienze e territori”
Roma, 22 maggio 2026 – “La notizia della scomparsa del fondatore di Slow Food Carlo Petrin lascia un vuoto profondo nel mondo dell’agroalimentare, della cultura gastronomica e delle identità territoriali. Al tempo stesso, ci ritroviamo un patrimonio di idee e valori che continueranno a orientare il lavoro di agricoltori, produttori, studiosi e cittadini” dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori.
“Con Slow Food ha costruito un movimento internazionale che ha riportato al centro qualità, biodiversità, tradizioni e consapevolezza dei consumatori, anticipando temi oggi decisivi per il futuro del pianeta. Carlin, come tutti amavano chiamarlo, ha insegnato che il cibo è cultura, identità e responsabilità. Ha difeso i piccoli produttori, valorizzato i territori marginali e promosso un modello di sviluppo capace di coniugare economia, sostenibilità e giustizia sociale, diventando un punto di riferimento per l’agricoltura e le comunità locali.
Come Presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori esprimo il cordoglio dell’intera comunità. Gli agricoltori italiani gli devono molto: ha contribuito a portare al centro del dibattito pubblico il valore della terra, della biodiversità e del lavoro agricolo.
La responsabilità che lascia a Slow Food e a chi ha condiviso il suo cammino è grande. Altrettanto grande è il patrimonio che consegna al futuro: una visione che continuerà a indicare una strada possibile per un’agricoltura capace di custodire la biodiversità e rafforzare il legame tra uomo, cibo e territorio” prosegue Santoianni.
“Chi lo ha conosciuto ricorda la capacità di trasformare ogni incontro in dialogo e condivisione. E oggi, nel salutarlo, viene spontaneo pensare alle note di Cielito Lindo, simbolo della comunità Slow Food e del suo modo di vivere il cibo e le relazioni. Non tutti lasciano un segno destinato a durare nel tempo. Carlo Petrini lo ha fatto. I semi che ha piantato continueranno a crescere nei campi, nelle comunità rurali e nelle coscienze di chi crede che la terra sia un bene da custodire e condividere” conclude Santoianni.


23/05/2026, 10:05
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Made in Italy, AIC: il 28 maggio a Roma un confronto istituzionale su tutela, qualità e prospettive del sistema agroalimentare italiano
Roma, 25 maggio 2026 – Il Made in Italy agroalimentare al centro del dibattito istituzionale. Si terrà il prossimo 28 maggio, alle ore 11.00, in Via Nazionale 230 a Roma, l’incontro promosso dall’Associazione Italiana Coltivatori e da AICO – Associazione Italiana Consumatori dedicato al tema “DDL Agroalimentare: quali prospettive per il Made in Italy”.
L’iniziativa, inserita nel percorso del progetto MIMIT “Radici, visioni e tutela”, rappresenta un momento di confronto sul valore strategico del settore agroalimentare italiano, sulla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela delle filiere e sull’importanza di contrastare frodi, contraffazioni e pratiche sleali che danneggiano imprese, consumatori e territori.
Ad aprire i lavori sarà Francesca Tosto, Vicepresidente nazionale AICO e referente del progetto MIMIT “Radici, visioni e tutela”, che introdurrà e modererà l’incontro.
I saluti istituzionali saranno affidati a Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori.
Tra gli interventi Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; il Sen. Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato della Repubblica; l’On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione XIII Agricoltura della Camera dei Deputati; e l’Avv. Ylli Pace, Presidente nazionale AICO e delegato alle relazioni internazionali AIC.
“Il Made in Italy agroalimentare non è soltanto un patrimonio economico, ma un modello produttivo fondato su qualità, identità territoriale, sicurezza alimentare e lavoro delle imprese agricole. Per questo ogni intervento normativo deve rafforzare la tutela delle filiere, sostenere chi produce secondo regole rigorose e garantire ai consumatori trasparenza e fiducia”, dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale AIC.
Il convegno sarà anche l’occasione per approfondire il ruolo del DDL Agroalimentare nel rafforzamento del sistema di protezione del Made in Italy, in una fase in cui la competitività delle imprese agricole passa sempre di più dalla capacità di unire qualità produttiva, legalità, controlli efficaci e valorizzazione dei territori.

Appuntamento mercoledì 28 maggio, ore 11.00, in Via Nazionale 230 – Roma.


25/05/2026, 13:21
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Agroalimentare, AIC e AICO promuovono un confronto sul Made in Italy tra qualità, legalità e tutela delle filiere
Roma, 28 maggio 2026 – La tutela del Made in Italy agroalimentare, il rafforzamento dei controlli, il contrasto alle frodi e alla contraffazione, la valorizzazione delle filiere agricole e agroalimentari italiane saranno al centro dell’iniziativa “DDL Agroalimentare: il Made in Italy”, promossa da AIC – Associazione Italiana Coltivatori e AICO – Associazione Italiana Consumer, in programma il 28 maggio alle ore 11.00, presso la sede di Via Nazionale 230, Roma.
L’evento si inserisce nel percorso di riflessione avviato in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy e intende approfondire le novità introdotte dal DDL Tutela Agroalimentare, approvato dal Parlamento, con particolare attenzione agli strumenti di contrasto ai reati nel settore agroalimentare, alla trasparenza delle filiere, alla protezione delle denominazioni e al ruolo dei controlli, anche in una prospettiva europea.
I lavori sono introdotti e moderati da Francesca Tosto, Vicepresidente Nazionale AICO e referente del progetto MIMIT “Radici, visioni e tutela”. Porterà i saluti istituzionali Giuseppino Santoianni, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori.
Interverranno Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; il Sen. Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato della Repubblica; l’On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente Commissione XIII Agricoltura della Camera dei Deputati; l’Avv. Ylli Pace, Presidente Nazionale AICO e delegato alle relazioni internazionali AIC; e il Dott. Gaetano Gullo, dell’Ufficio Relazioni Istituzionali e Legislativo dell’AIC.
Il DDL Tutela Agroalimentare introduce nuovi strumenti per rafforzare la difesa del patrimonio agroalimentare italiano: nuovi reati, sanzioni più proporzionate, aggravanti specifiche, misure per la tracciabilità, una cabina di regia nazionale per i controlli e interventi mirati su settori sensibili come filiera bufalina, pesca e corretto utilizzo delle denominazioni alimentari.
«L’approvazione del DDL rappresenta un segnale importante per il sistema agroalimentare italiano. Ora occorre proseguire il percorso, rafforzando il raccordo tra tutela nazionale e controlli europei, anche attraverso l’accelerazione della riforma del Codice doganale dell’Unione europea», ha dichiarato il Presidente nazionale AIC, Giuseppino Santoianni.
«Difendere il Made in Italy significa difendere il lavoro delle imprese agricole, la fiducia dei consumatori, la legalità dei mercati e la reputazione internazionale delle nostre produzioni. La qualità italiana è un patrimonio economico, culturale e sociale che deve essere protetto lungo tutta la filiera», conclude Santoianni.


28/05/2026, 15:32
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Amendolara, AIC pronta a costituirsi parte civile. Santoianni: “Un atto a difesa della legalità e della dignità del lavoro agricolo”
Roma, 5 giugno 2026 – L’Associazione Italiana Coltivatori annuncia la volontà di costituirsi parte civile nell’ambito del procedimento relativo ai tragici fatti di Amendolara, dove quattro lavoratori agricoli hanno perso la vita in circostanze drammatiche.

«Quanto accaduto ad Amendolara impone una risposta forte. L’Associazione Italiana Coltivatori intende costituirsi parte civile perché questa tragedia non riguarda solo le vittime e le loro famiglie, alle quali rinnoviamo il nostro cordoglio, ma interroga l’intero mondo agricolo e la coscienza civile del Paese», dichiara Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’AIC.

«AIC intende seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda e assumere, nelle sedi competenti, ogni iniziativa utile a difendere l’immagine, la credibilità e la dignità dei nostri agricoltori», dichiara Santoianni, presidente dell'Associazione Italiana Coltivatori.

«Su quei fatti dovrà essere fatta piena luce, accertando ogni responsabilità e ricostruendo fino in fondo il contesto in cui una vicenda così grave è maturata. Come organizzazione agricola non possiamo restare indifferenti».

Questa azione si inserisce in una linea di impegno che l’Associazione Italiana Coltivatori porta avanti da tempo contro il caporalato e ogni forma di sfruttamento del lavoro agricolo, con l’obiettivo di rafforzare legalità e trasparenza lungo le filiere.

«Costituirsi parte civile significa affermare con chiarezza che la nostra agricoltura respinge ogni forma di sfruttamento e intende difendere, anche sul piano giuridico, il proprio patrimonio di lavoro regolare, responsabilità sociale e rispetto della persona», conclude Santoianni.


05/06/2026, 14:28
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AIC – Penisola Verde: “I PAT sono un patrimonio ancora da scoprire: serve una strategia nazionale per renderli riconoscibili e trasformarli in sviluppo per imprese e territori”
Roma, 16 giugno 2026 – Valorizzare i Prodotti Agroalimentari Tradizionali come patrimonio identitario dei territori, strumento di sviluppo per le filiere locali e leva di crescita per l’agriturismo, il turismo rurale, la ristorazione, la pesca e le economie delle aree interne.
È questo l’obiettivo del convegno “La via dei PAT: dall’identità gastronomica allo sviluppo territoriale del Bel Paese”, promosso dall’Associazione Italiana Coltivatori e da Penisola Verde – Agriturismi AIC, in programma martedì 16 giugno 2026, alle ore 10.00, presso la sede nazionale AIC, in Via Nazionale 230 a Roma.
L’iniziativa si svolge nella settimana in cui ricorre la Giornata Mondiale della Gastronomia Sostenibile designata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e si inserisce nel percorso di valorizzazione dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali avviato in Senato con il DDL PAT, promosso dalla Senatrice Anna Maria Fallucchi, componente della 9ª Commissione e prima firmataria del disegno di legge.
I lavori si apriranno con il saluto del Sottosegretario di Stato al MASAF Luigi D’Eramo e con l’intervento del presidente nazionale AIC, Giuseppino Santoianni.
Moderato da Sergio Luciano, giornalista e direttore di Economy, il convegno vedrà inoltre gli interventi di Silvia Bernini, presidente di Penisola Verde – Agriturismi AIC; della senatrice Anna Maria Fallucchi, componente della 9ª Commissione e prima firmataria del DDL PAT; di Natale Amoroso, presidente AIC Pesca e titolare dell’azienda ittituristica “La Tramontana”; dello chef Giuseppe Frizzale, fondatore di Cooking Solution; di Raffaele Modica, direttore di Fondo Conoscenza; di Leoluca Pollara, coordinatore nazionale AIC Giovani e responsabile marketing e vendite dell’azienda agricola Principe di Corleone; e di Anastasia Salzano, CMO di Generazione Terra Srl, startup ideatrice del primo portale digitale interamente dedicato ai PAT italiani.
“I Prodotti Agroalimentari Tradizionali rappresentano un tesoro dell’Italia rurale, un patrimonio diffuso che racconta il lavoro delle imprese agricole, la biodiversità dei territori, la memoria delle comunità e la capacità del nostro Paese di trasformare tradizione e qualità in valore economico”, dichiara Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori.
“Parliamo di eccellenze spesso ancora poco conosciute, che meritano di essere raccontate e valorizzate molto meglio. Per questo serve un percorso nazionale capace di renderle più riconoscibili, sostenute e integrate nelle politiche di filiera, nell’agriturismo, nella ristorazione, nel turismo esperienziale e nella promozione del Made in Italy agroalimentare”, aggiunge Santoianni.
Istituiti con il d.lgs. 173/1998 e censiti annualmente dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, i PAT identificano produzioni ottenute secondo pratiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate da almeno 25 anni. Con il decreto interministeriale 9 aprile 2008, tali prodotti sono stati qualificati come espressione del patrimonio culturale italiano.
Nel 2026 sono 5.813 i prodotti censiti dal MASAF, testimonianza della straordinaria ampiezza dell’identità agroalimentare italiana e frutto di anni di ricerca, studio e ricostruzione storica. La Campania si conferma la Regione con il maggior numero di prodotti PAT, con 614 riconoscimenti, seguita dal Lazio, con 520, e dalla Toscana, con 471.
Tuttavia, mentre altri marchi delle produzioni agroalimentari certificate hanno da tempo consolidato la propria riconoscibilità presso il grande pubblico, i PAT restano ancora in larga parte un patrimonio da scoprire, sia sotto il profilo della conoscenza sia sotto quello della percezione del valore da parte dei consumatori.
“La via dei PAT” intende mettere al centro il legame tra prodotto, territorio e impresa agricola, superando una visione meramente celebrativa delle tradizioni locali e promuovendo invece un approccio operativo: più conoscenza, più formazione, più capacità di racconto, più innovazione digitale e più strumenti per trasformare il patrimonio agroalimentare tradizionale in opportunità concrete per le aziende.
Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo degli agriturismi come luoghi privilegiati di narrazione dei territori e di incontro tra produzione agricola, cucina, accoglienza e turismo rurale. In questa prospettiva, i PAT possono diventare un elemento distintivo dell’offerta agrituristica italiana, rafforzando la competitività delle imprese e contribuendo alla permanenza del valore economico nelle comunità locali.
“Gli agriturismi sono presìdi fondamentali dell’identità agricola italiana”, sottolinea Silvia Bernini, presidente di Penisola Verde – Agriturismi AIC. “Quando un prodotto tradizionale entra nell’offerta agrituristica, non viene semplicemente servito un alimento: viene raccontato un territorio, viene sostenuta una filiera locale, viene resa visibile una comunità agricola. È da qui che può nascere una nuova economia rurale fondata su qualità, cultura e prossimità”.
Il confronto affronterà anche il ruolo dei giovani agricoltori nella promozione delle eccellenze agroalimentari italiane nel mondo, con particolare riferimento ai social network, alle piattaforme digitali, alla comunicazione diretta con i consumatori e alle nuove forme di racconto del Made in Italy.
“Il vero rischio non è perdere una ricetta, ma perdere le persone che quella ricetta la coltivano, la trasformano e la tramandano”, afferma Leoluca Pollara, coordinatore nazionale AIC Giovani. “Per questo la migliore tutela dei PAT passa dalla possibilità per un giovane di restare, fare impresa, innovare e portare nel mondo la tradizione agricola italiana”.
A seguire, alle ore 12.15, l’aperitivo di networking per gli invitati, a cura dello chef Jacopo Manganello e di Christian Bazzucchi del Salon Box 231 – cucina spontanea e di alta qualità.
Con questa iniziativa, l’Associazione Italiana Coltivatori e Penisola Verde – Agriturismi AIC intendono contribuire a dare nuova visibilità al percorso di rafforzamento dei PAT, promuovendo una riflessione sulla necessità di garantire maggiore distintività e tutela alle eccellenze enogastronomiche dei coltivatori italiani e riaffermando il ruolo strategico degli agriturismi, dei giovani e delle imprese agricole nello sviluppo territoriale del Paese.


16/06/2026, 17:15
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AIC, Santoianni: “Solidarietà alla Presidente del Consiglio. Preservare il ruolo internazionale dell’Italia”
Roma, 20 giugno 2026 – “A nome dell’Associazione Italiana Coltivatori e a titolo personale, desidero esprimere piena solidarietà alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le dichiarazioni che nelle ultime ore l’hanno chiamata in causa. In circostanze come queste è doveroso riaffermare il rispetto dovuto alle istituzioni della Repubblica e a chi è chiamato a rappresentarle. Tutelare l’autorevolezza delle istituzioni significa salvaguardare l’immagine, la credibilità e il prestigio dell’Italia nel contesto internazionale”.
Così Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori.
“In questo momento non servono fratture né contrapposizioni, ma rispetto reciproco – osserva Santoianni – il rapporto tra Italia e Stati Uniti è un patrimonio politico, economico e strategico che va preservato con equilibrio e senso di responsabilità. Proprio per questo, ogni espressione che rischia di indebolire il rispetto tra alleati storici va superata rapidamente, riportando il confronto sul terreno della cooperazione nel solco degli sforzi che l’Italia sta compiendo insieme agli altri paesi europei nello scenario internazionale per favorire pace, sicurezza e stabilità”, conclude.


21/06/2026, 12:38
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Olio, AIC scrive a Lollobrigida e La Pietra. Santoianni: “Subito interventi per sostenere la filiera”
Roma, 23 giugno 2026 – L’Associazione Italiana Coltivatori ha indirizzato una lettera al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e al Sottosegretario di Stato, Patrizio Giacomo La Pietra, sollecitando interventi urgenti a sostegno della filiera olivicolo-olearia italiana, oggi alle prese con la crisi dei prezzi, le difficoltà di collocamento del prodotto e il crescente accumulo di scorte.
“Servono risposte rapide e coordinate per evitare che la tensione sui prezzi si scarichi sulle imprese più esposte e finisca per compromettere la capacità produttiva di intere aree olivicole”, dichiara il Presidente nazionale dell'AIC, Giuseppino Santoianni
Nella lettera, AIC chiede misure di breve e medio periodo: moratoria sui finanziamenti bancari, garanzie pubbliche rafforzate tramite ISMEA e Fondo di garanzia per le PMI, abbattimento degli interessi passivi, corsie dedicate per cooperative, OP, frantoi e strutture di commercializzazione, oltre a strumenti straordinari di stoccaggio privato o gestione temporanea dell’offerta, anche in raccordo con le istituzioni europee.
“Strumenti quanto mai necessari per garantire liquidità, prevenire vendite forzate e valorizzare l’olio extravergine di oliva italiano”, prosegue Santoianni.
AIC sollecita inoltre l’apertura di un tavolo con la Grande distribuzione organizzata per valorizzare l’olio extravergine di oliva 100% italiano allo scaffale e contrastare pratiche promozionali svalutative, insieme a una campagna nazionale di comunicazione, iniziative nelle scuole e una presenza più forte dell’olio italiano nella ristorazione collettiva.
“L’olio extravergine italiano è un patrimonio economico, agricolo e culturale del Paese. Per questo abbiamo bisogno di una strategia che garantisca una gestione ordinata dell’offerta e una maggiore consapevolezza del consumatore”, conclude Santoianni.


23/06/2026, 17:15
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Latte, Santoianni: “Intesa primo segnale, non risolutivo. Necessario allargare il confronto sulla filiera”
Roma, 30 giugno 2026 – “L’intesa raggiunta al Masaf sul prezzo del latte è un primo passo, ma resta ancora molto da fare”

Così Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, interviene sull’accordo raggiunto al tavolo convocato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

“Il percorso individuato per il secondo semestre 2026 e il richiamo alla trasparenza dei dati produttivi sono elementi utili. Il prezzo del latte deve però garantire reddito agli allevatori e tenere conto dei costi reali di produzione, dall’energia ai mangimi, fino al lavoro e agli investimenti per qualità, benessere animale e sostenibilità”.

Secondo AIC, la questione riguarda una filiera strategica del Made in Italy agroalimentare. Quasi un litro di latte su dieci consegnato in Europa è prodotto in Italia: un dato che conferma il peso degli allevamenti nazionali e la necessità di un prezzo alla stalla equo e coerente con i costi sostenuti dalle imprese.

“Il rinvio della produzione eccedente alla trattativa diretta tra produttore e industria – osserva Santoianni – rende ancora più importante rafforzare trasparenza ed equilibrio contrattuale anche fuori dai parametri dell’intesa. Serve quindi un confronto più ampio sulla distribuzione del valore lungo la filiera e sulla tutela delle imprese agricole nei rapporti con la trasformazione”.

“AIC guarda con attenzione a questo percorso ed è pronta a offrire il proprio contributo, con spirito costruttivo. Da questo accordo temporaneo bisognerà partire per costruire una remunerazione più equa e regole più chiare. Senza reddito non c’è futuro per gli allevamenti, né per il presidio produttivo e sociale delle aree rurali”, conclude Santoianni.


30/06/2026, 17:04
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Report UE, Amoroso (AIC Pesca): “I dati confermano le preoccupazioni espresse al Commissario Kadis. Servono risposte sociali ed economiche per le marinerie”
Roma, 2 luglio 2026 – “Il rapporto Social Data in EU Fisheries 2026 conferma quanto AIC Pesca aveva già rappresentato al Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis: il settore ittico europeo vive una crisi profonda, che riguarda lavoro, reddito e tenuta sociale delle comunità costiere”.
Così Natale Amoroso, Presidente di AIC Pesca, commenta i dati pubblicati il 22 giugno, che evidenziano il calo dell’occupazione, l’invecchiamento della forza lavoro e la perdita di redditività del comparto.
Tra il 2017 e il 2023, l’occupazione nella pesca UE è diminuita del 15%, mentre i lavoratori a tempo pieno sono calati del 25%. Nello stesso periodo, gli over 40 sono passati dal 65% al 71% e gli under 40 sono scesi dal 31% al 26%.
“Il ricambio generazionale è fermo perché il mestiere della pesca non offre più prospettive adeguate. Se i giovani non salgono più a bordo, il futuro delle marinerie è a rischio”, osserva Amoroso.
Il rapporto segnala inoltre che, a fronte di un calo del 12% delle imbarcazioni attive, i giorni in mare sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre gli sbarchi sono diminuiti del 25% in peso e del 23% in valore.
“Chi resta in mare lavora di più per guadagnare di meno. Le imprese sono strette tra restrizioni, aumento dei costi, calo della redditività e burocrazia. Non possiamo accettare che i pescatori continuino a fare da ammortizzatore sociale. L'Ue ci deve aiutare a invertire la rotta”.
“Per AIC Pesca – conclude Amoroso – sostenibilità ambientale, economica e sociale devono procedere insieme. Servono formazione, Barca Scuola, regimi speciali di sicurezza sociale, misure per il coaching intergenerazionale, semplificazione per la piccola pesca artigianale e un bilancio adeguato alla transizione del settore con la previsione di quote ittiche dedicate. I dati non devono restare statistiche: devono diventare la base di un piano europeo per difendere lavoro, reddito, imprese e comunità costiere”.


02/07/2026, 17:42
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Zootecnia, Santoianni: “La strategia UE riprende priorità indicate da AIC. Ora servono politiche adeguate alla realtà dei nostri allevatori”
Roma, 8 luglio 2026 – “La strategia europea per il settore zootecnico affronta diversi nodi che AIC aveva segnalato nel proprio contributo alla Commissione europea. Il punto, ora, è trasformare questo impianto in politiche adeguate alla realtà dei nostri allevatori”.
Lo dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando l’adozione della Strategia UE per un settore zootecnico forte e resiliente.
“Nel documento presentato alla Commissione – prosegue Santoianni – avevamo indicato la necessità di una visione che tenesse insieme competitività, sostenibilità, redditività e radicamento territoriale. Tra le proposte avanzate: rafforzamento delle organizzazioni di produttori, compensazioni rapide in caso di epizoozie, investimenti per biosicurezza e benessere animale, sistemi digitali di monitoraggio sanitario e riduzione degli oneri amministrativi”.
Per AIC è importante anche il riferimento alla reciprocità internazionale. “Il richiamo esplicito nel piano è senz'altro un passaggio positivo e necessario. Occorre rafforzare controlli e audit per i prodotti importati”.
Santoianni sottolinea inoltre l’approccio sul benessere animale: “Il miglioramento degli standard è un obiettivo condivisibile, ma deve essere accompagnato da gradualità, proporzionalità, tempi adeguati e sostegno finanziario. Senza questi elementi, la transizione rischia di trasformarsi in un costo non sostenibile per molte aziende”.
“Altro punto importante – aggiunge – il collegamento con il Piano proteine e il Piano fertilizzanti: la zootecnia può contribuire alla riduzione della dipendenza da input importati attraverso la fertilizzazione organica, la gestione dei nutrienti, la tutela del suolo e un uso più efficiente delle risorse idriche”.
“Resta centrale il tema della filiera – conclude Santoianni –. Per dare prospettiva agli allevatori servono contratti più trasparenti, rafforzamento delle organizzazioni di produttori e maggiore equilibrio nella formazione dei prezzi. Solo così la strategia potrà incidere davvero su reddito, stabilità e continuità produttiva della zootecnia europea”.


08/07/2026, 20:31
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