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Associazione Italiana Coltivatori
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Santoianni (AIC): “Per il 2026 serve una svolta per la dignità e il futuro degli imprenditori agricoli” Roma, 30 dicembre 2025 - «Il 2025 è stato un anno di luci e ombre per il mondo agricolo italiano. Abbiamo assistito a segnali incoraggianti da parte del Ministero dell’Agricoltura, come il rafforzamento di alcune misure di sostegno alla filiera agroalimentare e l’attenzione crescente verso i temi della sostenibilità - dichiara il Presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, Giuseppino Santoianni, nel fare un bilancio del 2025 -, tuttavia, restano ancora troppe le sfide aperte che richiedono risposte strutturali, coraggiose e tempestive. L’Associazione Italiana Coltivatori guarda al 2026 con determinazione e fiducia, rilanciando le proprie proposte su lavoro, formazione, sicurezza, sostenibilità e ricambio generazionale. Temi che non sono solo rivendicazioni, ma pilastri per costruire un’agricoltura giusta, moderna e resiliente. Occorre rendere la legalità economicamente vantaggiosa: per questo chiediamo con forza l’introduzione di incentivi fiscali e contributivi per le imprese iscritte alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, insieme al riconoscimento del marchio di “azienda etica”. È tempo di premiare concretamente chi rispetta le regole, tutela i lavoratori e costruisce filiere trasparenti. Chiediamo, inoltre, che si acceleri l’attuazione dei percorsi di reinserimento per le vittime di sfruttamento, già previsti ma ancora troppo spesso inattuati. La dignità del lavoro non può attendere. Sul fronte della sicurezza, il 2025 ha visto ancora troppi infortuni nei campi: è inaccettabile che migliaia di agricoltori lavorino con mezzi obsoleti e privi di dispositivi di protezione. Serve un piano straordinario per l’ammodernamento del parco macchine, con incentivi mirati e accessibili anche alle piccole aziende. Quanto alla crisi climatica le imprese agricole hanno bisogno di infrastrutture idriche moderne, tecnologie adattive e politiche di sostegno alla gestione sostenibile delle risorse. Il 2026 deve essere l’anno in cui si passa dalle parole ai cantieri. Sulla gestione dei rifiuti e l’economia circolare, chiediamo di semplificare le procedure e potenziare i contributi per impianti di compostaggio e digestione anaerobica. L’agricoltura può e deve essere protagonista della transizione ecologica. La formazione è la chiave per il futuro: proponiamo di aumentare il contributo obbligatorio per la formazione professionale agricola e di rendere obbligatoria la destinazione di parte dei fondi pubblici alla crescita delle competenze. Chiediamo anche incentivi per gli studenti degli istituti agrari e il riconoscimento della figura del manager agrituristico, per valorizzare il turismo rurale e l’innovazione gestionale. Sempre in tema di giovani - prosegue - non possiamo dimenticare il ricambio generazionale che deve essere la nostra priorità: per questo chiediamo il ripristino dell’esonero contributivo per gli under 40 e l’attivazione di programmi di coaching intergenerazionale. I dati parlano chiaro: dove si investe nei giovani, l’agricoltura cresce. Il nostro auspicio per il 2026 è che, anche alla luce delle misure previste dalla Legge di Bilancio e degli interventi maturati nel corso del 2025, nel quadro del dialogo tra l’azione del Governo e il lavoro del Parlamento sui temi del lavoro, della sicurezza, della sostenibilità e del ricambio generazionale, si rafforzi una stagione di ascolto ampio e di responsabilità condivisa, capace di orientare in modo costruttivo il dibattito politico nazionale e quello europeo, anche in vista della definizione del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e della Politica Agricola Comune post-2027. L’AIC è pronta a fare la sua parte, chiedendo di essere coinvolta ai tavoli istituzionali e tecnici, forte della sua storia lunga oltre 5 decenni e del numero dei propri associati, per contribuire alla definizione di politiche agricole che siano all’altezza delle sfide del nostro tempo. L’agricoltura italiana ha bisogno di guardare al futuro con coraggio e rispetto, ma soprattutto con passione e competenza. E su tutto questo noi ci siamo».
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| 30/12/2025, 13:18 |
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Marco
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QFP, Santoianni (AIC): “PAC ritornata centrale, ora proseguire il confronto sugli investimenti” Roma, 7 gennaio 2026 – "Accogliamo positivamente le notizie provenienti da Bruxelles sulle risorse destinate all’agricoltura nel nuovo Quadro finanziario pluriennale. Con 40,7 miliardi di euro complessivi, quasi dieci miliardi in più rispetto alla proposta iniziale della Commissione, l’agricoltura europea potrà mantenere il proprio ruolo di garante della sovranità alimentare e di custode del territorio. Ma perché queste risorse arrivino alle imprese, serviranno regole chiare e un quadro di semplificazioni in grado di incidere in modo concreto sulla messa a terra delle risorse”.
Lo afferma Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando la proposta della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen sul bilancio 2028–2034, che prevede l’utilizzo anticipato di circa 45 miliardi di euro a sostegno del settore agricolo.
“L’impegno della Commissione nel garantire risorse vincolate rafforza la centralità della PAC, limitando il rischio che la flessibilità del bilancio europeo si traduca in incertezza o opacità nell’allocazione dei fondi”, sottolinea Santoianni. “La PAC – prosegue – deve continuare a essere lo strumento principale per garantire reddito agli agricoltori, sicurezza alimentare e tenuta delle aree rurali”.
“Nel solco di questo importante risultato – conclude – occorre proseguire l’impegno nel dibattito sul nuovo QFP, costruendo una programmazione solida sugli obiettivi di investimento, per fare sì che la flessibilità di bilancio diventi sempre più un moltiplicatore di opportunità per i nostri agricoltori”.
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| 07/01/2026, 17:12 |
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Marco
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Roma, 13 gennaio 2026 – Si è conclusa la Campagna nazionale “Un filo d’olio, un abbraccio che nutre”, promossa dall’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) e dall’Associazione Terra AIC, con la devoluzione di ventimila seicento euro alla Fondazione Bambino Gesù. Un contributo concreto a sostegno della ricerca sui disturbi dell’alimentazione, che trasforma un gesto semplice in un abbraccio collettivo capace di nutrire cura, attenzione e futuro.
«Questa campagna dimostra come le comunità agricole sappiano farsi carico di responsabilità sociali che vanno oltre la produzione – dichiara il Presidente dell’AIC Giuseppino Santoianni –. La risposta dei territori è stata forte e sentita, un segnale di attenzione verso un tema che riguarda migliaia di famiglie».
In Italia i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione coinvolgono circa il 6% della popolazione, pari a una persona su quindici, di cui il 20% nella fascia di età compresa tra i 12 e i 17 anni. I dati dell’Unità operativa di Anoressia e Disturbi Alimentari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù indicano poi un aumento del 64% delle nuove diagnosi tra il 2019 e il 2024, con l’ingresso di pazienti sempre più giovani, anche tra gli otto e i nove anni. Grazie a un approccio multidisciplinare e integrato, l’attività clinica è cresciuta del 38%, con percorsi differenziati fino ai programmi di Alta Assistenza in day hospital, in linea con le linee guida nazionali e internazionali.
La Campagna “Un filo d’olio, un abbraccio che nutre” partita da Rende, ha attraversato l’intero Paese coinvolgendo le sedi AIC da Nord a Sud. Una mobilitazione diffusa che ha trasformato la rete associativa in un filo in grado di nutrire la solidarietà, capace di unire territori e comunità attorno a un obiettivo comune.
«La scelta dell’olio extravergine di oliva – prosegue Santoianni – non è stata casuale: è un alimento cardine della dieta mediterranea, riconosciuto per il suo valore nutrizionale e per il ruolo che svolge in un’alimentazione equilibrata. Associarlo a questa campagna significa richiamare l’importanza di un rapporto consapevole e non conflittuale con il cibo, soprattutto tra i più giovani».
«Auspichiamo – conclude il Presidente dell’AIC – che questo risultato rappresenti l’avvio di un percorso condiviso con la Fondazione Bambino Gesù, per accrescere la consapevolezza su questo tema e nutrire la speranza di chi combatte una patologia che, per molti, risulta ancora troppo spesso invisibile».
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| 13/01/2026, 17:12 |
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Marco
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CUN: Santoianni (AIC), “Strumento atteso per dare risposte urgenti all’instabilità dei prezzi” “L’istituzione della CUN unica sul grano duro è una buona notizia per il comparto. Da mesi come Associazione stiamo segnalando il problema delle turbolenze sui prezzi del grano duro. Sulla piazza di riferimento di Foggia, ad esempio, si è passati da circa 300 €/t (gennaio 2021) a oltre 555 €/t (gennaio 2022) – con un aumento di circa l’85% – per poi tornare, secondo le più recenti quotazioni disponibili, intorno a 285–290 €/t, su livelli quasi dimezzati rispetto ai picchi del 2022. Una volatilità che ha colpito molte aziende e che rendeva urgente rafforzare strumenti che facciano luce sui fattori relativi alla formazione del prezzo”.
Lo afferma in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell'Associazione Italiana Coltivatori, commentando l'istituzione della Commissione Unica Nazionale sul grano duro.
“La trasparenza sulla formazione del prezzo è il primo passo per sostenere una filiera strategica del Made in Italy – osserva Santoianni – e con la CUN è possibile rendere più chiaro, verificabile e ordinato questo processo, a tutela dei produttori cerealicoli”, prosegue.
“Crediamo molto nel ricorso a questo strumento, non solo per la sua capacità tecnica di garantire il monitoraggio dei prezzi, ma anche se non soprattutto, per garantire un dialogo stabile e ampio con le parti sociali. Il confronto – conclude – è condizione indispensabile per sostenere il giusto prezzo riconosciuto ai coltivatori”.
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| 19/01/2026, 17:07 |
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Mercosur, Santoianni (AIC): “Decisione PE sia opportunità per avviare riforma del sistema dei controlli UE”. Roma, 21 gennaio 2026 –“Il deferimento dell’intesa con il Mercosur alla Corte di giustizia, deciso attraverso il voto del Parlamento europeo, può e deve rappresentare un’occasione per accelerare quelle riforme indispensabili a una sua efficace attuazione”.
Lo dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC), commentando il voto di oggi del Parlamento europeo che ha dato il via libera alla richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale UE-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale.
“Siamo di fronte a un accordo dal grande potenziale, che ridisegna i rapporti economici tra le due sponde dell’Atlantico: oltre il 90% degli scambi tra Europa e Mercosur sarà liberalizzato e gli standard europei, mai messi in discussione dall’intesa, restano tra i più elevati a livello globale”, commenta il presidente dell’AIC.
“Proprio per questo servono interventi strutturali che rendano rigorosa e uniforme la loro applicazione”, aggiunge. “Rafforzamento dell’Unione doganale e riforma del Codice doganale dell’Unione sono gli argini su cui passa la sostenibilità dell’accordo. Le istituzioni UE devono dare un segnale forte e inequivocabile per fugare ogni legittima perplessità, soprattutto per i comparti più esposti”, conclude.
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| 22/01/2026, 9:00 |
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Marco
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Maltempo, Santoianni (AIC): “Governo e Regioni chiedano fondi UE per ristori e rafforzino prevenzione e cultura assicurativa” Roma, 23 gennaio 2026 – «In queste ore contiamo ancora i danni economici e produttivi provocati dall’ennesima ondata di maltempo che ha colpito vaste aree del nostro paese, mettendo in ginocchio il comparto agricolo, agroalimentare e della pesca. Chiediamo al governo nazionale e agli enti locali coinvolti di procedere con l’attivazione di misure straordinarie di sostegno a favore delle imprese agricole e della pesca: ristori economici rapidi, anche con il ricorso ai fondi europei, la sospensione degli oneri contributivi e fiscali, accesso agevolato al credito e interventi strutturali per la messa in sicurezza dei territori». Lo dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’AIC, commentando gli eventi climatici estremi che nelle ultime ore hanno colpito numerose aree del Paese, soprattutto al Sud. «Le conseguenze causate dall’uragano Harry sono pesantissime - afferma Santoianni - per il settore ortofrutticolo le prime stime parlano di perdite non inferiori al 30%, con casi che arrivano fino alla perdita totale della produzione. Aziende che vedono compromesso un intero anno di lavoro, con colture distrutte, serre e impianti danneggiati e costi che rischiano di diventare insostenibili. Pesanti ripercussioni anche per il settore ittico, con diverse marinerie colpite e danni ingenti a imbarcazioni, attrezzature e infrastrutture, e la conseguente paralisi dell’attività produttiva - prosegue - il maltempo ha colpito duramente anche la zootecnia, con numerosi crolli di capannoni». «Nell’esprimere solidarietà alle comunità e alle imprese coinvolte, non possiamo ignorare che questi fenomeni stanno diventando sempre più frequenti e che, troppo spesso, sono gli agricoltori a pagarne il prezzo più alto, in modo immediato. È necessario dunque lavorare sul lungo periodo con un duplice piano: quello della prevenzione e quello della promozione». «Da un lato, potenziare lo sviluppo di servizi di rilevamento dei dati attraverso l’installazione di nuove capannine agrometeorologiche nelle zone maggiormente esposte per supportare in modo concreto le decisioni agronomiche con un ecosistema digitale integrato». «Dall’altro lato, è fondamentale investire nel rafforzamento di una cultura assicurativa di prossimità, che promuova con continuità sui territori l’importanza di assicurarsi contro eventi estremi che sappiamo essere sempre più ricorrenti», conclude.
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| 23/01/2026, 20:35 |
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Crediti di Carbonio, Santoianni (AIC): “Decisione della Commissione sia da sprone per attuazione della legge nazionale” Roma, 4 febbraio 2025 - "Plaudiamo alla notizia dell'adozione del Regolamento CRCF che introduce il primo standard europeo di certificazione dei crediti di carbonio per i suoli agricoli. Un segnale importante che ci auspichiamo possa sbloccare l'attuazione della normativa nazionale sui crediti di carbonio".
Lo afferma in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell'Associazione Italiana Coltivatori, commentando la decisione presa dalla Commissione nella giornata di ieri sul Regolamento CRCF che indica gli standard UE per la certificazione dei crediti di carbonio.
"Il carbon farming è un'opportunità importante per i nostri agricoltori, una potenziale risorsa di reddito nel solco della sostenibilità", osserva Santoianni. "Per questo il passaggio della Commissione è senz'altro un gesto forte per dare risposte concrete ai nostri coltivatori, che guardano con interesse a questo strumento. La definizione degli standard a livello Ue leva ambiguità in merito ai criteri di valutazione del credito anche a livello nazionale, permettendo così agli operatori interessati una valutazione certa del loro titolo", prosegue.
“Con l’adozione del Regolamento – conclude – la normativa nazionale è chiamata a costruire un’infrastruttura giuridica, amministrativa e tecnica che consenta agli agricoltori di accedere in modo sicuro, equo e sostenibile a questo mercato, attraverso sistemi di monitoraggio e certificazione affidabili, banche dati interoperabili e strumenti digitali accessibili, prevenendo al contempo fenomeni speculativi e di concentrazione e garantendo trasparenza contrattuale e tutele minime, perché se il quadro europeo fissa gli standard ambientali, è lo Stato che deve presidiare l’equilibrio del mercato”.
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| 04/02/2026, 20:29 |
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Spreco alimentare, Santoianni (AIC), “Serve una rivoluzione culturale sul valore del cibo” Oltre 5 milioni di tonnellate di cibo perse nel corso di un anno lungo la filiera alimentare italiana, l’equivalente di un cucchiaino di cibo ogni ora per ciascun cittadino. Roma, 5 febbraio 2026 – «L’Italia sta facendo passi avanti nella lotta allo spreco alimentare: oggi ciascun cittadino getta via in media poco più di 550 grammi di cibo a settimana, circa 3 grammi all’ora. È un segnale incoraggiante rispetto al recente passato (-10,3% rispetto ad un anno fa), ma ancora insufficiente. Se guardiamo all’intera filiera, le perdite e gli sprechi superano i 13 miliardi e mezzo di euro, equivalenti a oltre 5 milioni di tonnellate di cibo. Numeri ancora troppo alti, soprattutto se pensiamo al Target 12.3 dell’Agenda Onu 2030, che chiede di scendere sotto i 370 grammi a testa ogni settimana». Così Giuseppino Santoianni, Presidente di AIC Nazionale, commentando i dati del Rapporto “Il caso Italia 2026” dell’Osservatorio Waste Watcher International, diffuso in occasione della 13ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. «Di questi 13 miliardi – prosegue Santoianni – oltre 7,3 miliardi derivano dagli sprechi domestici, quasi 4 miliardi dalla distribuzione, più di 862 milioni dall’industria e oltre un miliardo dalle eccedenze nei campi, causate da fattori climatici o dinamiche di mercato. È evidente che il problema riguarda più livelli del sistema alimentare, ma il cambiamento parte dalle scelte quotidiane dei consumatori, soprattutto nei grandi agglomerati urbani, dove il rapporto con chi produce il cibo è più distante. Filiere lunghe e scarsa consapevolezza fanno perdere la percezione del valore reale del cibo. E lo spreco è l’indicatore più evidente di questa perdita di valore». «I sistemi alimentari – aggiunge – comprendono molto più di ciò che troviamo nel piatto. Quando acquistiamo frutta, verdura o altri alimenti, il prezzo non riflette la complessa rete di connessioni che li rende possibili: benessere animale, lavoro agricolo, biodiversità, tutela dei corsi d’acqua e del suolo. Sono costi ambientali e sociali che restano invisibili, ma che paghiamo comunque, anche come cittadini, sotto forma di imposte». «Dovremmo iniziare a contabilizzare il cibo in modo diverso, includendo nel prezzo anche il suo costo sociale e ambientale, e investire in una vera educazione agro-alimentare. Solo così possiamo restituire il giusto valore al cibo e aiutare i cittadini, con numeri chiari ed esperienze di filiera corta, a compiere scelte più consapevoli».
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| 05/02/2026, 11:51 |
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PAC: Santoianni (AIC), "Corte dei Conti Ue certifica nostre criticità, essenziale scorporo della PAC dai Piani di partenariato" Roma, 11 febbraio 2026 – «I rilievi della Corte dei Conti europea confermano le criticità che abbiamo più volte evidenziato sulla PAC post-2027. Per questo chiediamo di valutare lo scorporo della Politica agricola comune dai Piani di partenariato nazionali e regionali, così da garantire un utilizzo coerente della flessibilità prevista dal Quadro finanziario pluriennale, una più chiara destinazione delle risorse per l’agricoltura e la definizione di una quota minima a favore delle imprese agricole e ittiche anche nell’ambito degli altri capitoli». Lo afferma Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando il parere dei magistrati contabili Ue che boccia la scelta della Commissione europea di inglobare i fondi PAC nei Piani di partenariato previsti dalla proposta di QFP. «La PAC deve restare lo strumento principale per garantire reddito agli agricoltori, sicurezza alimentare e tenuta delle aree rurali», osserva Santoianni. «Lo studio Scenar 2040 della Commissione indica che nello scenario “No PAC” il reddito agricolo dell’Ue si ridurrebbe di circa l’11% e la produzione agricola di oltre il 5% entro il 2040». «La flessibilità di bilancio non è un problema in sé, ma lo diventa quando riduce la leggibilità delle scelte e genera incertezza sull’effettivo accesso alle risorse. Quando la programmazione è solida e le priorità politiche sono chiare, la flessibilità può aumentare l’efficacia degli interventi; al contrario, con una governance debole, si traduce in opacità», prosegue il Presidente dell'AIC. «Se il Bilancio europeo evolve verso una maggiore interoperabilità – conclude Santoianni – anche la PAC deve essere riformata alla radice al fine di preservarne la natura e la riconoscibilità. Lo scorporo dai Piani di partenariato rappresenta dunque un passaggio essenziale per garantire parità di accesso alle risorse, in particolare per le piccole e medie imprese agricole».
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| 11/02/2026, 18:02 |
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Alluvione Santoianni (AIC): tra la necessità dei fondi UE e il rafforzamento delle misure di tutela del territorio, AIC scende in campo a sostegno dei territori colpiti Roma, 18 feb. 2026 – «Gli effetti della recente alluvione, che ha determinato l’esondazione del fiume Crati con pesanti ripercussioni nella piana della Sibaritide, rendono evidente la necessità di affiancare alle misure emergenziali il ricorso agli strumenti europei, al fine di sostenere interventi mirati alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua, al rafforzamento degli argini e al loro adeguamento alle mutate condizioni idrauliche». Lo dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC).
«La salvaguardia del territorio e dell’ambiente richiede procedure semplificate e strumenti capaci di garantire interventi efficaci e continuità nella manutenzione», prosegue Santoianni.
«La Sibaritide rappresenta una delle aree agricole più importanti della Calabria e dell’intero Mezzogiorno. Nel solo comune di Corigliano-Rossano si concentrano circa 8 mila ettari di agrumeti e oltre 8 mila ettari di oliveti. Un territorio centrale soprattutto per l’agrumicoltura: la Calabria contribuisce infatti per circa due terzi alla produzione nazionale di clementine, una quota rilevante della quale proviene proprio dalla piana sibaritica», aggiunge.
«Di fronte a un’emergenza che ha ferito famiglie, imprese e territori, l’Associazione Italiana Coltivatori, insieme all’Associazione Onlus Matteotti, ha scelto di ripartire insieme alle comunità colpite, promuovendo una raccolta fondi straordinaria per offrire un aiuto ai Comuni della Sibaritide. Le risorse sosterranno il tessuto agricolo locale, con particolare attenzione ai piccoli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti, e gli interventi più urgenti: messa in sicurezza dei territori, assistenza alle persone, beni di prima necessità, ripristino di scuole, strutture sociali e infrastrutture. Perché nei momenti più difficili, ripartire insieme è la forma più autentica di solidarietà», conclude Santoianni.
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| 18/02/2026, 19:30 |
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