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Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari 
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TUTTOFOOD 2026: AIFO, Italia Olivicola e CIA insieme per valorizzare la filiera dell’olio extravergine italiano
L’unità della filiera olivicola-olearia italiana approda a Milano. AIFO – Associazione Italiana Frantoi Oleari, Italia Olivicola e CIA parteciperanno insieme a TUTTOFOOD 2026, la fiera internazionale B2B dedicata all’agroalimentare, in programma da lunedì 11 a giovedì 14 maggio a Rho Fiera Milano.

Le tre organizzazioni saranno presenti al Padiglione 10, Stand F47, in uno spazio condiviso che rappresenta un segnale chiaro di collaborazione tra il mondo dei produttori olivicoli e quello dei frantoi, con l’obiettivo di rafforzare la competitività della filiera e valorizzare l’olio extravergine italiano sui mercati nazionali e internazionali.

La partecipazione rientra nel Programma Operativo 2026 di Italia Olivicola, sostenuto dal Regolamento (UE) 2021/2115, a conferma dell’impegno comune nel promuovere qualità, innovazione, tracciabilità e valorizzazione delle produzioni certificate.

Nel corso della manifestazione, il presidente di AIFO, Alberto Amoroso, parteciperà anche all’evento di premiazione del Concorso nazionale Ercole Olivario, in programma lunedì 11 maggio, durante il quale saranno consegnati ufficialmente i riconoscimenti ai frantoiani che lavorano nelle aziende olearie italiane vincitrici della XXXIV edizione della competizione nazionale.

“La presenza di AIFO a TUTTOFOOD insieme a Italia Olivicola e CIA rappresenta un segnale importante di unità e responsabilità per tutto il comparto olivicolo-oleario italiano – dichiara il presidente Alberto Amoroso – Oggi più che mai abbiamo bisogno di presentarci sui mercati con una filiera coesa, capace di valorizzare la qualità certificata, l’innovazione e il lavoro quotidiano dei frantoiani. Il riconoscimento assegnato nell’ambito dell’Ercole Olivario conferma proprio questo: dietro ogni grande olio extravergine italiano ci sono competenze, passione e professionalità che meritano di essere raccontate e sostenute”.

La presenza a TUTTOFOOD rappresenta inoltre un’importante occasione di confronto con buyer, operatori della distribuzione organizzata, professionisti dell’Horeca e stakeholder internazionali interessati alle produzioni olivicole italiane di qualità.


08/05/2026, 17:22
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Agricoltura | TuttoFood 2026 - AIFO: “Confronto e filiera organizzata fondamentali per il futuro dell’olio italiano”
Si conclude con un bilancio positivo la partecipazione di AIFO - Associazione Italiana Frantoi Oleari a TuttoFood 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’agroalimentare, che ha visto il mondo dell’olio extravergine italiano protagonista di incontri, confronti e iniziative di valorizzazione delle eccellenze nazionali.

Nel corso della manifestazione, AIFO ha preso parte agli appuntamenti organizzati nello stand condiviso con Italia Olivicola e CIA - Agricoltori Italiani, nell’ambito delle attività previste dal Programma Operativo finanziato dal Regolamento (UE) 2021/2115, contribuendo ai momenti di confronto dedicati al futuro della filiera olivicola-olearia italiana e partecipando alla consegna dei riconoscimenti ai frantoiani premiati nell’ambito della XXXIV edizione del Ercole Olivario 2026.

La presenza a TuttoFood ha rappresentato anche l’occasione per approfondire le principali criticità che stanno interessando il comparto, tra volatilità dei mercati, aumento dei costi di produzione, cambiamenti climatici e necessità di rafforzare la competitività dell’olio extravergine italiano sui mercati nazionali ed esteri.

“In un momento complesso per il mercato dell’olio – dichiara Alberto Amoroso, presidente di AIFO – il confronto tra tutti gli attori della filiera diventa fondamentale. Serve una filiera sempre più strutturata, capace di fare sistema, programmare e valorizzare il lavoro di produttori e frantoiani. Solo attraverso aggregazione, innovazione e qualità possiamo affrontare le difficoltà attuali e rafforzare la competitività dell’olio extravergine italiano sui mercati. Manifestazioni internazionali come TuttoFood – prosegue Amoroso – rappresentano uno spazio importante non solo per promuovere il prodotto, ma anche per costruire relazioni, condividere strategie e rafforzare la consapevolezza del valore economico, culturale e territoriale della nostra filiera olivicola”.

Nel corso della fiera, particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo strategico dei frantoi nella valorizzazione qualitativa delle produzioni italiane. Tra le aziende premiate all’Ercole Olivario 2026 figurano infatti anche diverse realtà associate ad AIFO e ItaliaOlivicola, a conferma del contributo che il mondo dei frantoi e delle OP organizzati continua a garantire alla crescita del settore e alla promozione dell’eccellenza olearia italiana.


16/05/2026, 11:45
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Agricoltura | AIFO riunisce a Vasto la filiera olivicola italiana: focus su mercato, biologico e futuro dei frantoi
Con il mercato dell’olio in rallentamento, il calo dei prezzi e l’avvicinarsi della nuova campagna olearia, la filiera italiana si interroga sul futuro dei frantoi. Saranno questi alcuni dei temi al centro di “Frantoi italiani: valore, innovazione e mercato”, la due giorni nazionale promossa da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, in programma il 29 e 30 maggio al Palazzo D’Avalos di Vasto (Chieti), con il patrocinio del Comune di Vasto.

L’iniziativa riunirà frantoiani provenienti da tutta Italia, rappresentanti delle istituzioni, tecnici, associazioni di categoria ed esperti del settore in un confronto operativo dedicato ai principali nodi che stanno attraversando il comparto oleario nazionale.

Ad aprire i lavori, venerdì 29 maggio, saranno il sindaco di Vasto Francesco Menna e il presidente AIFO Alberto Amoroso. La prima giornata sarà dedicata ai temi del mercato e della valorizzazione dell’olio italiano, con il panel “Come aumentare il valore dell’olio: mercato, certificazioni e finanza”, al quale parteciperanno il professor Angelo Frascarelli dell’Università degli Studi di Perugia, Matteo Malorgio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Manlio Livio Cassandro dello Studio Cassandro Finanza Agevolata e Vincenzo Bisaccia, esperto di credito agrario.

Tra gli ospiti istituzionali attesi anche il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, che interverrà nel convegno “Olio biologico: tracciabilità, opportunità e prospettive”, dedicato ad un settore sempre più strategico per il comparto oleario italiano. Insieme a lui parteciperanno Alissa Mattei, esperta di olio e capo panel AIFO, Leonardo Seghetti, vicepresidente O.L.E.A., e Gaetano Agostini, vicepresidente AIFO.

Sabato 30 maggio i lavori proseguiranno con una sessione dedicata ai sottoprodotti dei frantoi e alle opportunità di valorizzazione economica di sanse e reflui, con interventi di Lorella Rossi del CIB – Consorzio Italiano Biogas, di Massimo Ranieri, presidente di Ecolan Spa, e del vicepresidente AIFO Elia Pellegrino.

La chiusura della due giorni sarà affidata al panel “Il piano olivicolo nazionale: cosa cambia per i frantoi”, con la partecipazione dell’onorevole Marco Cerreto, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, di Gennaro Sicolo (Italia Olivicola), Dora Desantis (FOOI), Francesca Petrini (CNA Agroalimentare) e del presidente AIFO Alberto Amoroso.

“Abbiamo strutturato questa due giorni per fare una vera analisi della situazione che sta attraversando il settore oleario e costruire un confronto concreto tra frantoiani, filiera e istituzioni – dichiara il presidente AIFO Alberto Amoroso –. Dopo due campagne caratterizzate da prezzi sostenuti, oggi stiamo assistendo ad una flessione che rischia di mettere in difficoltà finanziaria molti frantoi. I dati sulle giacenze dell’olio riportati dal rapporto ‘Frantoio Italia’ dell’ICQRF non sono incoraggianti e mancano ormai pochi mesi all’avvio della nuova campagna olivicola. Per questo - aggiunge - abbiamo voluto dedicare un panel specifico e tecnico al mercato dell’olio, affrontando temi come strumenti finanziari, accesso al credito, certificazioni e valorizzazione dell’olio italiano. Allo stesso tempo vogliamo avanzare proposte strutturali per innovare il comparto, affrontando temi decisivi come biologico, sostenibilità e valorizzazione dei sottoprodotti”.

L’iniziativa è sostenuta da importanti realtà della filiera olearia e agroindustriale. Main sponsor dell’evento saranno Pieralisi e Studio Cassandro Progettazione e Finanziamenti. Partner della due giorni saranno inoltre Polat, Eurostar, Amenduni, Iride, Lisotti, EnoItalia, Italia Olivicola, Oner Labate, Clemente, Altograf, Mori e Mercuri.

L’obiettivo di AIFO è trasformare l’iniziativa in un momento stabile di confronto nazionale tra frantoiani, filiera e istituzioni, con l’intento di rafforzare la competitività e la sostenibilità del settore oleario italiano.


25/05/2026, 14:36
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Agricoltura: A Vasto il seminario AIFO su olio biologico con il sottosegretario D’Eramo
In un mercato sempre più orientato verso qualità, sostenibilità e tracciabilità, il biologico rappresenta una delle principali opportunità di crescita per il settore oleario italiano. Ma allo stesso tempo pone nuove sfide legate a competitività, controlli, valorizzazione commerciale e riconoscibilità del prodotto.

Per questo AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari ha deciso di dedicare uno dei principali appuntamenti della due giorni nazionale “Frantoi italiani: valore, innovazione e mercato” al tema dell’olio biologico e delle sue prospettive di sviluppo.

L’incontro, dal titolo “Olio biologico: tracciabilità, opportunità e prospettive”, si terrà venerdì 29 maggio alle ore 17:00 al Palazzo D’Avalos di Vasto (CH) e vedrà la partecipazione del sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, che detiene la delega al biologico.

Al confronto parteciperanno inoltre Alissa Mattei, esperta di olio e capo panel AIFO, Leonardo Seghetti, vicepresidente O.L.E.A. (Organizzazione Laboratorio Esperti e Assaggiatori), e Gaetano Agostini, vicepresidente AIFO.

Nel corso del seminario si discuterà delle prospettive di crescita del biologico nel comparto oleario, dei sistemi di tracciabilità, delle opportunità di valorizzazione del prodotto e delle criticità che oggi i produttori devono affrontare, dai costi di produzione alla necessità di distinguere maggiormente l’olio biologico italiano sul mercato. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività del Regolamento UE 2021/2115 – Programma Operativo OCM olio 2026 di Italia Olivicola.

“Abbiamo voluto dedicare uno spazio specifico al biologico perché rappresenta uno dei temi strategici per il futuro del settore oleario italiano – dichiara il presidente AIFO Alberto Amoroso –. Oggi i consumatori chiedono sempre maggiore qualità, trasparenza e sostenibilità e il biologico può rappresentare una grande opportunità di crescita e valorizzazione per molti frantoi italiani. Ma il biologico non può essere soltanto un’etichetta: deve diventare un vero valore aggiunto per i frantoi italiani. Per questo servono regole chiare, strumenti adeguati e un confronto concreto con le istituzioni e con tutta la filiera, così da affrontare le criticità ancora presenti e costruire nuove prospettive di sviluppo”.

L’obiettivo di AIFO è costruire un confronto stabile tra frantoi, filiera e istituzioni sui temi strategici per il futuro del settore oleario italiano.


27/05/2026, 14:12
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Agricoltura: Piano olivicolo nazionale e sottoprodotti, AIFO riunisce a Vasto la filiera dei frantoi
Valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione olearia, sostenibilità economica dei frantoi, ricadute della sentenza sul “double counting” per il biometano da sansa umida bifasica e prospettive del Piano olivicolo nazionale. Saranno questi i temi al centro dei due appuntamenti in programma sabato 30 maggio al Palazzo D’Avalos di Vasto (CH) nell’ambito della due giorni nazionale promossa da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari.

L’iniziativa, dal titolo “Frantoi italiani: valore, innovazione e mercato”, prenderà il via domani, venerdì 29 maggio, e riunirà in Abruzzo frantoiani provenienti da tutta Italia, rappresentanti della filiera, istituzioni ed esperti del settore per un confronto operativo sul futuro del comparto oleario italiano.

La giornata di sabato si aprirà alle ore 9:00 con il seminario “Sottoprodotti dei frantoi: come trasformarli in valore economico”, dedicato alle opportunità di valorizzazione di sanse, reflui e residui della lavorazione olearia. Un tema sempre più centrale per la competitività delle imprese, chiamate a coniugare sostenibilità ambientale, nuove possibilità di reddito e corretto inquadramento normativo.

Al panel parteciperanno Lorella Rossi, responsabile Area Tecnica del CIB – Consorzio Italiano Biogas, Massimo Ranieri, presidente di Ecolan S.p.A., ed Elia Pellegrino, vicepresidente AIFO. L’intervento di Lorella Rossi servirà in particolare a chiarire la situazione attuale dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il doppio incentivo per il biometano prodotto dalla sansa umida bifasica, una decisione che sta generando forte attenzione tra gli operatori del settore.

Alle ore 11:00 sarà invece la volta del panel istituzionale “Il piano olivicolo nazionale: cosa cambia per i frantoi”, che vedrà la partecipazione dell’onorevole Marco Cerreto, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, di Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola, di Dora Desantis, presidente FOOI, di Francesca Petrini, presidente CNA Agroalimentare, e del presidente AIFO Alberto Amoroso.

Il confronto sarà dedicato allo stato dell’arte del Piano olivicolo nazionale e alle misure necessarie per accompagnare la modernizzazione dei frantoi, sostenere gli investimenti, rafforzare la competitività e dare maggiore stabilità a una filiera strategica per l’agricoltura italiana.

“Abbiamo voluto costruire una due giorni che non fosse soltanto un momento di confronto teorico, ma un’occasione concreta per affrontare i problemi reali del settore e ragionare sulle prospettive future – dichiara il presidente AIFO Alberto Amoroso –. Sabato parleremo di due questioni decisive: da un lato la possibilità di trasformare i sottoprodotti in valore economico, dall’altro il ruolo del Piano olivicolo nazionale per sostenere investimenti, innovazione e competitività. I frantoi italiani hanno bisogno di certezze normative, strumenti concreti e dialogo costante con la filiera e con le istituzioni”.

La due giorni AIFO si aprirà domani, venerdì 29 maggio, dalle ore 15:00 con il seminario “Come aumentare il valore dell’olio: mercato, certificazioni e finanza”, dedicato a strumenti finanziari, certificazioni ambientali e valorizzazione dell’olio italiano. A seguire, alle ore 17:00, si terrà il convegno “Olio biologico: tracciabilità, opportunità e prospettive”, al quale parteciperà anche il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, con delega al biologico.

L’iniziativa è sostenuta da importanti realtà della filiera olearia e agroindustriale. Main sponsor dell’evento saranno Pieralisi e Studio Cassandro Progettazione e Finanziamenti. Partner della due giorni saranno inoltre Polat, Eurostar, Amenduni, Iride, Lisotti, EnoItalia, Italia Olivicola, Oner Labate, Clemente, Altograf, Mori e Mercuri.

Per due giorni Vasto diventerà uno dei principali punti di confronto nazionale sul futuro dei frantoi e dell’intero settore oleario italiano.


28/05/2026, 15:30
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Olio italiano, filiera in difficoltà: AIFO al Masaf chiede controlli, credito e promozione
Controlli più puntuali anche sugli scaffali, maggiore chiarezza sul mercato, potenziamento del sistema DOP e IGP, strumenti finanziari per sostenere le imprese e una campagna di promozione a favore dell’olio italiano. Sono questi i principali temi portati da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari al Tavolo olivicolo convocato oggi al Masaf, alla presenza del sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra.

Nel corso dell’incontro, il presidente di AIFO, Alberto Amoroso, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà di un comparto alle prese con prezzi in forte calo, costi ancora elevati e una concorrenza estera sempre più aggressiva.

“Il settore ha bisogno di chiarezza e trasparenza – ha dichiarato –. Per questo riteniamo indispensabili controlli puntuali lungo la filiera e anche sugli scaffali, per tutelare i consumatori, difendere l’olio extravergine italiano di qualità e contrastare pratiche scorrette che penalizzano le imprese serie”.

AIFO ha inoltre evidenziato la necessità di potenziare il funzionamento delle DOP e IGP, riconoscendo pienamente il ruolo dei frantoi nella filiera. Il frantoiano, infatti, rappresenta l’anello decisivo della trasformazione: senza frantoi moderni, efficienti e valorizzati, non può esserci un olio extravergine italiano competitivo.

Altro tema centrale è quello dell’accesso al credito. Il presidente di AIFO ha sottolineato come molte imprese del settore risultino oggi fortemente esposte nei confronti del sistema bancario e abbiano bisogno di aiuti, garanzie finanziarie e strumenti adeguati per affrontare investimenti, gestione delle scorte e nuova campagna olearia.

Nel corso del Tavolo, AIFO ha chiesto anche di accelerare la partenza del Piano Olivicolo, valorizzando le determinazioni già condivise con CNA Agroalimentare, e di avviare una campagna nazionale di comunicazione a favore dell’olio italiano, per sostenere i consumi, rafforzare la riconoscibilità del prodotto e raccontarne il valore economico, nutrizionale e territoriale.

“Il Tavolo olivicolo rappresenta un passaggio importante – ha concluso il presidente Amoroso – ma ora servono risposte concrete e tempi rapidi. Sostenere i frantoi significa sostenere una parte essenziale della filiera e dare futuro all’olivicoltura italiana”.


28/05/2026, 20:03
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Agricoltura | Al via a Vasto (CH) la due giorni AIFO sull’olio d’oliva: mercato, biologico e futuro dei frantoi al centro del confronto nazionale
Con i prezzi dell’olio in discesa, le giacenze ancora elevate e la nuova campagna olivicolo-olearia ormai alle porte, cresce la preoccupazione tra i frantoi italiani per la sostenibilità economica della prossima stagione. È in questo scenario che prende il via oggi a Vasto (CH) la due giorni nazionale promossa da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, che riunirà al Palazzo D’Avalos frantoiani provenienti da tutta Italia, rappresentanti delle istituzioni, tecnici, associazioni di categoria ed esperti del settore.

L’iniziativa, dal titolo “Frantoi italiani: valore, innovazione e mercato”, organizzata con il patrocinio del Comune di Vasto, nasce con l’obiettivo di aprire un confronto operativo sulle principali criticità e sulle prospettive future della filiera olivicola italiana.

Ad aprire ufficialmente i lavori dalle ore 15.00 saranno il sindaco di Vasto Francesco Menna e il presidente AIFO Alberto Amoroso.

La prima giornata sarà dedicata ai temi del mercato, della valorizzazione dell’olio italiano e degli strumenti necessari per rafforzare competitività e sostenibilità economica dei frantoi. Al centro del confronto il panel “Come aumentare il valore dell’olio: mercato, certificazioni e finanza”, con gli interventi del professor Angelo Frascarelli dell’Università degli Studi di Perugia, di Matteo Malorgio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di Manlio Livio Cassandro dello Studio Cassandro Finanza Agevolata e di Vincenzo Bisaccia, esperto di credito agrario.

Uno dei momenti centrali della giornata sarà il convegno “Olio biologico: tracciabilità, opportunità e prospettive”, dedicato a un comparto considerato sempre più strategico per il futuro dell’olivicoltura italiana. Al confronto prenderà parte anche il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, con delega al biologico, insieme ad Alissa Mattei, esperta di olio e capo panel AIFO, Leonardo Seghetti, vicepresidente O.L.E.A. (Organizzazione Laboratorio Esperti e Assaggiatori), e Gaetano Agostini, vicepresidente AIFO.

Domani, sabato 30 maggio, il confronto proseguirà con una sessione dedicata ai sottoprodotti dei frantoi e alle opportunità di valorizzazione economica di sanse e reflui. Al panel interverranno Lorella Rossi del CIB – Consorzio Italiano Biogas, Massimo Ranieri, presidente di Ecolan Spa, ed Elia Pellegrino, vicepresidente AIFO.

Grande attenzione sarà dedicata anche alle conseguenze della recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il “double counting” per il biometano prodotto dalla sansa umida bifasica, tema che sta generando forte preoccupazione nel comparto e che potrebbe avere importanti ripercussioni sulla valorizzazione energetica dei sottoprodotti oleari.

La chiusura della due giorni sarà affidata al panel istituzionale “Il piano olivicolo nazionale: cosa cambia per i frantoi”, con la partecipazione dell’onorevole Marco Cerreto, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, di Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola, di Dora Desantis, presidente FOOI, di Francesca Petrini, presidente CNA Agroalimentare, e del presidente AIFO Alberto Amoroso.

“Abbiamo voluto creare un momento di confronto concreto tra frantoiani, filiera e istituzioni in una fase particolarmente delicata per il settore oleario – dichiara il presidente AIFO Alberto Amoroso –. Dopo due campagne caratterizzate da quotazioni elevate, oggi il comparto si trova davanti a uno scenario completamente diverso, segnato dal rallentamento del mercato e dalla necessità di ripensare strategie commerciali, strumenti finanziari e prospettive di sostenibilità dei frantoi. Per questo abbiamo scelto di affrontare temi centrali come mercato, biologico, innovazione, valorizzazione dei sottoprodotti e piano olivicolo nazionale”.

L’iniziativa è sostenuta da importanti realtà della filiera olearia e agroindustriale. Main sponsor dell’evento sono Pieralisi e Studio Cassandro Progettazione e Finanziamenti. Partner della due giorni sono inoltre Polat, Eurostar, Amenduni, Iride, Lisotti, EnoItalia, Italia Olivicola, Oner Labate, Clemente, Altograf, Mori e Mercuri.

In una fase di forte trasformazione del comparto, Vasto si candida così a diventare per due giorni uno dei principali punti di confronto nazionale sul futuro dei frantoi e dell’intero settore oleario italiano.


29/05/2026, 9:33
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Agricoltura | Olio, dal Congresso AIFO le priorità dei frantoi italiani: valore, credito, biologico e sostenibilità
Più valore all’olio italiano, strumenti finanziari adeguati per sostenere i frantoi, maggiore riconoscibilità del biologico, investimenti su sostenibilità, sottoprodotti e innovazione. Sono questi i principali messaggi emersi dalla due giorni nazionale “Frantoi italiani: valore, innovazione e mercato”, promossa da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari al Palazzo D’Avalos di Vasto (CH), con il patrocinio del Comune.

L’iniziativa ha riunito frantoiani provenienti da tutta Italia, rappresentanti delle istituzioni, tecnici, associazioni di categoria, esperti del settore e centinaia di partecipanti, trasformando Vasto per due giornate in un luogo di confronto nazionale sul futuro della filiera olivicola-olearia.

Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Vasto Francesco Menna e il presidente AIFO Alberto Amoroso. Alla seconda giornata ha preso parte anche il vicesindaco Felicia Fioravante. A loro AIFO ha rivolto un ringraziamento per l’accoglienza e per l’ospitalità riservata alla comunità dei frantoiani, in una cornice istituzionale e culturale che ha contribuito al successo dell’iniziativa.

Il confronto si è sviluppato in un momento particolarmente delicato per il comparto, segnato dal rallentamento del mercato dell’olio, dal calo dei prezzi, da giacenze ancora significative e dall’avvicinarsi della nuova campagna olivicola. Una fase che impone alla filiera di superare logiche emergenziali e di lavorare su strumenti concreti per rafforzare la competitività delle imprese.

Nel panel dedicato al tema “Come aumentare il valore dell’olio: mercato, certificazioni e finanza”, il professor Angelo Frascarelli dell’Università degli Studi di Perugia ha evidenziato la necessità di passare da una semplice logica di prodotto a una vera catena del valore, in cui qualità, territorio, reputazione, certificazioni, comunicazione e rapporto con il consumatore diventino leve strategiche per sostenere il prezzo dell’olio italiano.

Accanto al tema del mercato, grande attenzione è stata dedicata agli strumenti finanziari. Vincenzo Bisaccia ha approfondito il ruolo del credito agrario moderno e del pegno rotativo come leva utile a sostenere la liquidità delle imprese e a decongestionare le vendite nei momenti di maggiore pressione commerciale. Manlio Livio Cassandro, dello Studio Cassandro Progettazione e Finanziamenti, ha illustrato le opportunità legate ai progetti di filiera, alla promozione internazionale, ai fondi europei e ai nuovi strumenti connessi a sostenibilità, carbon farming e cooperazione transfrontaliera.

Tra i temi più significativi anche quello della sostenibilità ambientale certificata. Matteo Malorgio, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha presentato lo schema nazionale “Made Green in Italy” come strumento credibile per comunicare al mercato l’impronta ambientale dei prodotti e contrastare il greenwashing attraverso metodologie scientifiche e verifiche indipendenti.

Uno dei passaggi centrali della due giorni è stato il confronto sull’olio biologico, alla presenza del sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo. Nel suo intervento, D’Eramo ha annunciato che sarà presto disponibile il marchio biologico nazionale, uno strumento che potrà essere utilizzato anche sull’olio e che punta a rafforzare la riconoscibilità delle produzioni biologiche italiane. Al panel hanno preso parte anche Alissa Mattei, capo panel AIFO ed esperta di olio, Leonardo Seghetti, vicepresidente O.L.E.A., e Gaetano Agostini, vicepresidente AIFO.

La sessione ha messo in evidenza come il biologico rappresenti una delle principali opportunità di crescita per l’olio italiano, a condizione che sia accompagnato da tracciabilità, controlli, comunicazione chiara e capacità di distinguere il valore reale della certificazione da altri claim commerciali meno strutturati.

Spazio anche alla valorizzazione dei sottoprodotti dei frantoi, tema sempre più centrale in una prospettiva di economia circolare. La sessione ha affrontato il possibile riutilizzo di sanse, reflui, nocciolino, foglie e residui di potatura in ambiti diversi: agricoltura, energia, biogas, nutraceutica, cosmesi e nuovi materiali. Sono intervenuti Lorella Rossi del CIB – Consorzio Italiano Biogas, l’ing. Alessandro Pietrodarchi di Ecolan Spa ed Elia Pellegrino, vicepresidente AIFO. Dal confronto è emersa una visione chiara: ciò che per anni è stato considerato un costo o un problema gestionale può diventare una leva di reddito, innovazione e sostenibilità per i frantoi.

La conclusione dei lavori è stata dedicata al Piano olivicolo nazionale e alle prospettive per i frantoi, con la partecipazione dell’onorevole Marco Cerreto, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Nel suo intervento, Cerreto ha richiamato il quadro di “ColtivaItalia”, provvedimento attualmente in discussione alla Camera, all’interno del quale è inserito anche il Piano olivicolo nazionale, con una dotazione di 300 milioni di euro a disposizione del settore. Al confronto hanno preso parte anche Dora Desantis per FOOI, Francesca Petrini per CNA Agroalimentare e il presidente AIFO Alberto Amoroso.

“Il Congresso AIFO ha confermato una necessità ormai evidente: i frantoi non chiedono interventi episodici, ma una strategia stabile per dare valore all’olio italiano e garantire sostenibilità economica alle imprese – dichiara Alberto Amoroso, presidente AIFO –. In questi due giorni abbiamo discusso di mercato, credito, pegno rotativo, biologico, sostenibilità ambientale, sottoprodotti e Piano olivicolo nazionale. Sono tutti tasselli della stessa sfida: costruire una filiera più organizzata, capace di difendere il lavoro dei frantoiani e di trasformare la qualità dell’olio italiano in valore riconosciuto dal mercato. Il confronto con le istituzioni, con gli esperti e con le altre organizzazioni della filiera – aggiunge Amoroso – ha confermato che il frantoio deve essere considerato sempre più un presidio produttivo, economico e territoriale. Senza frantoi moderni, sostenibili e finanziariamente solidi, anche la qualità dell’olio italiano rischia di perdere forza. Per questo vogliamo che l’appuntamento di Vasto diventi un momento stabile di confronto nazionale”.

La due giorni è stata sostenuta da importanti realtà della filiera olearia e agroindustriale. Main sponsor dell’evento sono stati Pieralisi e Studio Cassandro Progettazione e Finanziamenti. Partner dell’iniziativa anche Polat, Eurostar, Amenduni, Iride, Lisotti, EnoItalia, Italia Olivicola, Oner Labate, Clemente, Altograf, Mori e Mercuri.

Con il Congresso AIFO, l’associazione ha voluto aprire un percorso di lavoro condiviso tra frantoiani, filiera, mondo tecnico e istituzioni, con l’obiettivo di affrontare la nuova campagna olearia con maggiore consapevolezza e di contribuire alla costruzione di una strategia nazionale capace di rafforzare il futuro dell’olio italiano.


01/06/2026, 12:41
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Ambiente: Dai frantoi non nasce solo olio, sottoprodotti diventano energia e nuove risorse
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente AIFO richiama il ruolo dei frantoiani nella transizione sostenibile della filiera olivicola

Dai frantoi non nasce più soltanto olio extravergine di oliva: sottoprodotti come sanse, nocciolino, foglie e acque di vegetazione possono diventare energia, fertilizzanti organici e nuove materie prime per applicazioni alimentari, cosmetiche e industriali.

È questo il messaggio lanciato da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha profondamente cambiato il modo di guardare ai sottoprodotti della lavorazione delle olive. Ciò che in passato veniva considerato uno scarto rappresenta oggi una risorsa preziosa. Le acque di vegetazione possono diventare una fonte di composti antiossidanti naturali, come i polifenoli, destinati all’industria alimentare, nutraceutica e cosmetica. Sansa e nocciolino possono invece essere valorizzati per produrre energia rinnovabile, biogas, biometano o fertilizzanti organici destinati a tornare nei campi, chiudendo il ciclo dell’economia circolare.

Ogni campagna olearia produce non soltanto olio extravergine di oliva, ma anche una quantità rilevante di sottoprodotti. Da un quintale di olive si ottiene mediamente una quota limitata di olio, mentre la parte restante è composta da frazioni solide e liquide che richiedono una gestione corretta. La sfida dei frantoi moderni è trasformare questa complessità in valore, attraverso innovazione tecnologica, competenze professionali e nuovi modelli gestionali.

Il nocciolino, ad esempio, può essere utilizzato come biomassa rinnovabile per la produzione di calore, anche all’interno degli stessi frantoi. La sansa può essere destinata a processi di digestione anaerobica per la produzione di biogas e biometano, mentre il digestato può tornare al terreno come fertilizzante stabilizzato. Attraverso il compostaggio o la produzione di biochar, i residui della lavorazione possono contribuire al miglioramento della fertilità del suolo e al sequestro del carbonio.

Questa evoluzione è strettamente legata anche all’innovazione degli impianti. Tecnologie più efficienti consentono di migliorare la resa estrattiva, preservare la qualità nutrizionale dell’olio, ridurre i consumi energetici e limitare l’impatto ambientale. Il frantoio moderno si sta così trasformando progressivamente in una vera bioraffineria agricola, capace di valorizzare ogni componente dell’oliva.

La sostenibilità, dunque, non riguarda solo la gestione dei sottoprodotti. Un frantoio moderno è chiamato a migliorare l’efficienza energetica, ridurre sprechi e consumi, garantire tracciabilità e preservare la qualità del prodotto lungo tutta la filiera.

Per il consumatore, scegliere un olio extravergine di qualità significa sempre più spesso scegliere anche un modello produttivo attento all’ambiente, alla valorizzazione delle risorse e alla tutela del territorio.

“Per anni si è parlato di sostenibilità come di un costo. Oggi i frantoi italiani dimostrano che può diventare un’opportunità – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – Il frantoio moderno non è più soltanto il luogo dove si estrae l’olio dalle olive. Sta diventando una vera e propria bioraffineria agricola, capace di generare valore da ogni componente del frutto. Recuperare i sottoprodotti, ridurre gli sprechi e investire in innovazione significa tutelare l’ambiente, rafforzare la competitività delle imprese e creare nuovo valore per la filiera. È questa la direzione del lavoro che AIFO sta portando avanti insieme a Italia Olivicola – conclude Amoroso – aumentare la consapevolezza dei consumatori, valorizzare il ruolo dei frantoi e raccontare una qualità dell’olio extravergine che nasce anche da processi produttivi più responsabili, efficienti e sostenibili”.

Con questo approfondimento si apre il focus di giugno dedicato alla sostenibilità, che proseguirà con comunicazioni su economia circolare, rapporto tra sostenibilità e qualità e responsabilità climatica della filiera olivicola.


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Sostenibilità: dall’oliveto al frantoio, l’olio extravergine misura il proprio impatto ambientale
AIFO: qualità, tutela del territorio e innovazione rendono l’EVO uno dei simboli della sostenibilità agroalimentare italiana

La sostenibilità dell’olio extravergine di oliva non si misura soltanto nel frantoio, ma lungo l’intero ciclo di vita del prodotto: dall’oliveto alla raccolta, dalla trasformazione al confezionamento, fino alla distribuzione. È questa la prospettiva adottata dalla ricerca scientifica internazionale per valutare l’impatto ambientale delle produzioni agroalimentari e comprendere dove intervenire per migliorarne l’efficienza.

È questo il tema del nuovo approfondimento promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115.

La ricerca applica sempre più frequentemente alla filiera dell’olio extravergine di oliva la metodologia LCA (Life Cycle Assessment), che consente di valutare gli effetti ambientali lungo tutto il percorso produttivo. Uno studio realizzato in Toscana da Iraldo, Testa e Bartolozzi ha stimato un’impronta carbonica pari a circa 3,63 chilogrammi di CO₂ equivalente per ogni chilogrammo di olio extravergine prodotto, evidenziando come pratiche agricole, sistemi di trasformazione e scelte logistiche possano incidere in modo significativo sul risultato finale.

Gli studi concordano nel ritenere la fase agricola uno dei passaggi più rilevanti dal punto di vista ambientale. Tuttavia, l’olivicoltura presenta caratteristiche peculiari che la distinguono da molte altre produzioni agricole. Gli oliveti tradizionali, spesso condotti in asciutta e radicati in aree collinari o marginali, svolgono una funzione importante di tutela del paesaggio, contrasto all’erosione e presidio delle aree rurali.

Numerose ricerche evidenziano inoltre il ruolo degli oliveti come veri e propri serbatoi di carbonio. Grazie alla biomassa permanente degli alberi e alla capacità del suolo di accumulare sostanza organica, questi sistemi agricoli contribuiscono all’assorbimento di anidride carbonica e alla conservazione della fertilità dei terreni. In molte aree italiane, l’olivo rappresenta non solo una coltura produttiva, ma anche uno strumento di tutela ambientale e territoriale.

Accanto alla fase agricola, anche il frantoio svolge un ruolo decisivo. Tecnologie più efficienti consentono oggi di migliorare la qualità dell’olio, ridurre i consumi energetici e valorizzare i sottoprodotti della lavorazione. L’impiego del nocciolino come biomassa energetica, il recupero delle risorse contenute nelle acque di vegetazione e le soluzioni di economia circolare stanno contribuendo a ridurre ulteriormente l’impatto della trasformazione.

Anche il confezionamento e la logistica incidono in modo significativo sull’impronta ambientale complessiva dell’olio. Uno studio pubblicato nel 2023 da Ferrara e De Feo ha evidenziato come il peso degli imballaggi e il trasporto possano influenzare sensibilmente le emissioni complessive di CO₂, confermando l’importanza delle scelte effettuate lungo tutta la filiera.

La sostenibilità dell’olio extravergine di oliva nasce quindi dall’equilibrio tra diversi fattori: gestione dell’oliveto, innovazione nei frantoi, valorizzazione dei sottoprodotti, efficienza energetica e scelte responsabili lungo la catena distributiva.

“Quando si parla di olio extravergine di oliva, la sostenibilità non può essere ridotta a uno slogan – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso –. È un tema che riguarda l’oliveto, il frantoio, il confezionamento, la logistica e il rapporto con il territorio. I frantoi italiani sono parte essenziale di questo percorso perché trasformano il frutto, custodiscono la qualità e contribuiscono a rendere più efficiente e responsabile l’intera filiera. Ogni scelta può contribuire a ridurre l’impatto ambientale e ad aumentare il valore del prodotto. È necessario accrescere la consapevolezza dei consumatori e raccontare che dietro una bottiglia di olio extravergine non c’è solo un alimento di qualità, ma un sistema produttivo che genera valore per l’ambiente, per i territori e per le comunità rurali”.


15/06/2026, 17:16
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