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Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 70690 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Agricoltura | Domani "Dalla terra alla tavola". A Martina Franca (TA) una giornata per scoprire l’arte dell’assaggio dell’olio Nel periodo in cui le famiglie si preparano alle festività e le tavole iniziano a riempirsi di sapori autentici, a Martina Franca arriva un appuntamento dedicato alla conoscenza dell’olio extravergine di oliva, protagonista indiscusso della cucina mediterranea e delle tradizioni natalizie. Domani, domenica 14 dicembre, dalle ore 10.00 alle 16.00, l’Antica Masseria Caroli ospiterà “Dalla terra alla tavola – Percorso di avvio all’assaggio”, una giornata formativa incentrata sulla cultura dell’olio di qualità.
L’iniziativa è promossa da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari e AFP – Associazione Frantoiani di Piglia, nell’ambito del Progetto Esecutivo 2025 di Italia Olivicola, sostenuto dal Regolamento (UE) 2021/2115, e si inserisce tra le attività prioritarie del Piano Operativo volte a diffondere una maggiore consapevolezza tra i consumatori.
In un contesto complesso per il settore – segnato da cambiamenti climatici, oscillazioni produttive e crescente competizione internazionale – l’assaggio professionale diventa infatti uno strumento chiave per valorizzare l’identità degli oli italiani, tutelare il lavoro dei frantoiani e consolidare il ruolo dell’Italia come riferimento di eccellenza nel Mediterraneo. La giornata offrirà ai partecipanti un percorso guidato da degustatori esperti, alla scoperta dei profili sensoriali degli oli artigianali e biologici: un viaggio tra note fruttate, amarezze eleganti e piccanze armoniose che raccontano la biodiversità e la storia dei territori.
"Diffondere la cultura dell’assaggio significa costruire il futuro della nostra olivicoltura. – dichiara Stefano Caroli, presidente dell’Associazione dei Frantoiani di Puglia (AFP) – È attraverso la conoscenza che possiamo valorizzare il lavoro dei frantoiani, difendere la qualità degli oli italiani e rafforzare il legame tra produttori e consumatori. In un periodo in cui l’olio torna al centro delle tavole e delle tradizioni, iniziative come questa diventano occasioni preziose per raccontare la nostra identità".
L’appuntamento rappresenta un momento di formazione e confronto che si inserisce pienamente nella strategia di AIFO per una filiera moderna, sostenibile e orientata alla qualità. Un’occasione per avvicinarsi alle festività con uno sguardo più consapevole su ciò che portiamo in tavola e sul valore che custodisce ogni goccia di olio extravergine.
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| 13/12/2025, 11:00 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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A Martina Franca (TA) una giornata di assaggio per rafforzare la cultura dell’olio Nel clima delle festività natalizie, quando l’olio extravergine di oliva torna protagonista sulle tavole delle famiglie, si è svolta ieri, presso l’Antica Masseria Caroli di Martina Franca, la giornata formativa “Dalla terra alla tavola – Percorso di avvio all’assaggio”, dedicata alla conoscenza e alla valorizzazione dell’olio di qualità. L’evento è stato promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari e AFP – Associazione Frantoiani di Puglia, nell’ambito del Progetto Esecutivo 2025 di Italia Olivicola, sostenuto dal Regolamento (UE) 2021/2115.
Tra i profumi dell’olio nuovo e l’atmosfera raccolta tipica di fine anno, degustatori ed esperti del settore hanno accompagnato i partecipanti in un percorso di avvicinamento all’assaggio consapevole, soffermandosi sulle caratteristiche sensoriali degli oli artigianali, biologici, DOP e IGP e sui criteri utili a riconoscerne la qualità. Un momento di formazione pensato per offrire strumenti concreti, ma anche per stimolare una maggiore attenzione verso ciò che arriva in tavola durante le festività.
“Il periodo natalizio è il momento in cui l’olio torna al centro delle abitudini quotidiane. – ha dichiarato Stefano Caroli, presidente di AFP – Iniziative come questa servono a ricordare che dietro ogni bottiglia ci sono competenza, territorio e scelte produttive precise. L’assaggio è uno strumento fondamentale per valorizzare il lavoro dei frantoiani e per costruire un rapporto più consapevole tra chi produce e chi consuma”.
La giornata si è conclusa come un’occasione di confronto e di approfondimento, in un contesto informale ma attento ai contenuti, confermando il valore di percorsi formativi capaci di unire cultura, territorio e tradizione, soprattutto in un periodo dell’anno in cui la qualità del cibo assume un significato ancora più forte.
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| 16/12/2025, 14:59 |
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Marco
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“Natale EVO-luto”: AIFO e Italia Olivicola lanciano la campagna nazionale che porta l’olio extravergine di oliva al centro delle feste In un momento dell’anno in cui le tavole italiane si riempiono di tradizione, condivisione e gusto, AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari e Italia Olivicola lanciano la campagna nazionale “Natale EVO-luto”, un percorso di educazione e valorizzazione dedicato all’olio extravergine di oliva italiano.
L’iniziativa, che accompagnerà i consumatori durante il periodo natalizio, nasce per far conoscere il valore dell’olio extravergine di oliva di qualità e dell’intera filiera olivicola, promuovendo consapevolezza, tracciabilità, regimi di qualità certificati (DOP, IGP e Biologico), sostenibilità e caratteristiche sensoriali.
La campagna “Natale EVO-luto” si inserisce nell’ambito delle azioni di informazione e promozione previste dal Programma Operativo 2025 attuato da Italia Olivicola ai sensi del Regolamento (UE) 2021/2115, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra produzione, trasformazione e consumo consapevole, valorizzando il ruolo della filiera organizzata e del frantoio.
L’olio extravergine di oliva è molto più di un condimento: è identità, storia, lavoro e cultura. E a dicembre diventa anche il regalo perfetto, simbolo di cura, autenticità e legame con il territorio. Per questo AIFO e Italia Olivicola hanno deciso di trasformare l’attesa delle feste in un racconto quotidiano: dal 18 al 27 dicembre, ogni giorno verrà pubblicato sui canali social un contenuto dedicato ai consumatori, con consigli pratici per scegliere un olio di qualità, approfondimenti sul lavoro nei frantoi, indicazioni su come leggere le etichette e suggerimenti su come utilizzare correttamente l’olio in tavola.
“Con Natale EVO-luto vogliamo rendere più consapevole il consumatore, spiegando in modo semplice ma rigoroso cosa c’è davvero dietro una bottiglia di olio extravergine di oliva di qualità – dichiara Alberto Amoroso, presidente di AIFO –. Il frantoio è il cuore di questo percorso: qui competenze, tecnologia e scelte corrette trasformano il lavoro degli olivicoltori in un prodotto che rappresenta un patrimonio per il Paese. Iniziative come questa danno piena attuazione agli obiettivi del Programma Operativo”.
Sulla stessa linea Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola: “Il Programma Operativo 2025, previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, è uno strumento fondamentale per sostenere e valorizzare il settore olivicolo. Attraverso Natale EVO-luto vogliamo avvicinare il consumatore al mondo dell’olio extravergine di oliva, aiutandolo a riconoscere qualità, origine e corretto utilizzo del prodotto. Informare significa rafforzare la filiera e tutelare il lavoro degli olivicoltori italiani”.
“Natale EVO-luto” sarà una campagna dal linguaggio semplice e accessibile, pensata per avvicinare il grande pubblico al mondo dell’olio extravergine di oliva e dare valore a chi lo produce. Dal 18 al 27 dicembre, ogni giorno, un tassello di questa evoluzione. Perché il Natale è tradizione, ma può essere anche EVO-luzione.
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| 17/12/2025, 16:31 |
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Marco
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Agricoltura: Olio, qualità e mercato. A Lanciano (CH), i frantoiani fanno il punto sulla nuova stagione Si è svolto a Lanciano, con una partecipazione ampia e qualificata di frantoiani abruzzesi, l’incontro “Olivicoltura e Frantoi – Lavorazioni autunnali post raccolta, analisi, prezzi e prospettive future”, promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari nell’ambito del Progetto Esecutivo 2025 di Italia Olivicola, sostenuto dal Regolamento (UE) 2021/2115. Un appuntamento che ha messo al centro il confronto tra agronomia, trasformazione e mercato, offrendo una fotografia aggiornata della filiera olivicolo-olearia e delle principali sfide che attendono il settore.
A fare gli onori di casa e a moderare l’incontro è stato il presidente AIFO, Alberto Amoroso, che nelle conclusioni ha richiamato con forza la necessità di rafforzare il dialogo lungo tutta la filiera: "Solo lavorando in sinergia, dal campo al frantoio fino al mercato, possiamo continuare a valorizzare le nostre produzioni. Olive sane e sapientemente coltivate ci permettono di ottenere oli di altissima qualità, capaci di esprimere al meglio - ha aggiunto -le loro caratteristiche organolettiche e di esaltare il patrimonio di biodiversità che contraddistingue l’olivicoltura italiana. I frantoi, negli anni, hanno investito molto in tecnologie e innovazione: oggi è il momento di mettere a sistema queste competenze per rispondere alle aspettative di un mercato sempre più attento alla qualità".
Nel suo intervento Amoroso ha inoltre ricordato l’impegno di AIFO nella promozione della cultura dell’olio extravergine di qualità, citando l’avvio, in collaborazione con Italia Olivicola, della campagna “Natale EVO-luto”, pensata per accompagnare il pubblico, attraverso pillole quotidiane sui canali social, alla scoperta del valore dell’olio extravergine italiano.
Collegato da remoto, Giuseppe L’Abbate, già Sottosegretario al MASAF, ha offerto una lettura dello scenario economico attuale, soffermandosi sull’evoluzione dei prezzi dell’olio italiano e sul trend ribassista che sta caratterizzando il mercato. L’Abbate ha ribadito la necessità di puntare sulla valorizzazione delle biodiversità e sulle produzioni certificate, rilanciando il ruolo strategico delle denominazioni DOP e IGP per sostenere l’olio italiano di alta qualità. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato l’importanza di mettere in campo strumenti in grado di facilitare l’accesso al credito per i frantoiani, evidenziando come il rilancio di misure quali il Pegno Rotativo per il settore olivicolo possa rappresentare una leva fondamentale per la gestione delle scorte e per una commercializzazione più equilibrata del prodotto.
Ampio spazio è stato dedicato agli aspetti agronomici con l’intervento del prof. Silverio Pachioli della Scuola Agraria di Scerni, che ha evidenziato come l’eccellenza dell’olio extravergine sia il risultato di un’attenzione multifattoriale che parte dal campo. Pachioli ha sottolineato l’importanza della cura dell’agroecosistema oliveto nel post-raccolta e in preparazione della nuova stagione produttiva, passando in rassegna le principali tecniche agronomiche, dalla concimazione alla potatura fino ai trattamenti. Un percorso che, secondo l’agronomo, deve evolvere verso una sempre maggiore sinergia tra olivicoltura ed elaiotecnica, rafforzando il supporto scientifico e il coinvolgimento dell’intera filiera.
Sul fronte della qualità degli oli, la biologa e consulente AIFO Rossella Fabbrizio ha presentato un’analisi comparativa delle ultime due campagne olearie, soffermandosi sui dati quantitativi e qualitativi degli oli prodotti quest’anno. Fabbrizio ha evidenziato come i risultati analitici siano nel complesso positivi, con differenze territoriali tra Marche, Abruzzo e Puglia, senza trascurare il quadro nazionale. Nel suo intervento ha inoltre ribadito che la semplice conformità ai parametri chimici di legge non è sufficiente per puntare all’eccellenza: qualità significa anche profilo sensoriale e valore salutistico, elementi chiave per rafforzare le produzioni DOP e IGP. Un passaggio è stato infine dedicato alle corrette modalità di conservazione dell’olio in frantoio e alla scelta dei materiali più idonei per il confezionamento.
Nel corso del confronto è intervenuto anche Stefano Caroli, presidente di AFP, che ha condiviso la necessità di far crescere ulteriormente il sistema delle DOP e IGP, rafforzandone il ruolo strategico per la valorizzazione dell’olio extravergine italiano. Caroli ha inoltre evidenziato come i frantoi possano svolgere una funzione fondamentale di stoccaggio dell’olio in conto lavorazione, contribuendo a una gestione più ordinata dell’offerta e a un’immissione sul mercato capace di evitare congestionamenti e ulteriori pressioni sui prezzi.
I saluti istituzionali, collegati da remoto, hanno ribadito l’importanza della collaborazione tra le diverse sigle coinvolte. In particolare, Gennaro Sicolo ha confermato la solidità del rapporto tra Italia Olivicola e AIFO, destinato a proseguire nei prossimi anni, mentre Francesca Petrini ha richiamato la necessità di valorizzare l’artigianalità delle produzioni e il ruolo centrale del mastro oleario all’interno della filiera.
L’incontro di Lanciano si è così confermato come un momento di confronto concreto e partecipato, capace di mettere in relazione competenze tecniche, visione di mercato e strumenti operativi, con l’obiettivo comune di rafforzare la competitività e la qualità dell’olio extravergine italiano.
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| 18/12/2025, 18:09 |
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Marco
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Agricoltura: PNRR, più tempo per i frantoi. Prorogati i termini del bando da 100 milioni di euro Slitta al 27 marzo 2026 la rendicontazione degli interventi per l’ammodernamento
Più tempo per 513 frantoi oleari italiani impegnati negli investimenti del PNRR. Ieri il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha firmato il decreto che modifica il cronoprogramma della misura PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 2.3 “Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare”, relativa al bando da 100 milioni di euro per l’ammodernamento dei frantoi oleari.
Il provvedimento introduce una proroga dei termini di rendicontazione, accogliendo una richiesta avanzata più volte dall’AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, nell’ambito di un confronto costante con il Ministero sullo stato di attuazione della misura e sulle difficoltà operative segnalate dalle imprese.
La modifica del cronoprogramma interviene su due passaggi chiave. Il primo riguarda direttamente i frantoi beneficiari: entro la cosiddetta Fase A le 513 imprese ammesse a finanziamento devono completare gli investimenti previsti e trasmettere alla Regione o Provincia autonoma la documentazione necessaria a dimostrare la corretta realizzazione del progetto. Questo termine, inizialmente fissato al 31 gennaio 2026, viene ora prorogato al 27 marzo 2026, offrendo un margine temporale più coerente con la complessità degli interventi in corso.
Il secondo passaggio riguarda invece le amministrazioni regionali: nella Fase B sono le Regioni e le Province autonome a dover trasmettere al MASAF la documentazione complessiva, sulla base delle rendicontazioni ricevute dai frantoi, così da consentire allo Stato di certificare il raggiungimento degli obiettivi PNRR. Per questa fase la scadenza è fissata al 29 maggio 2026. Il decreto precisa, inoltre, che i Soggetti Attuatori possono, in presenza di specifiche esigenze territoriali, anticipare la scadenza della Fase A, dandone tempestiva comunicazione al Ministero.
Soddisfazione viene espressa da AIFO. “Questa proroga è un risultato importante per il settore – dichiara Alberto Amoroso, presidente dell’associazione – perché riconosce la complessità degli investimenti che i frantoi stanno realizzando. Parliamo di interventi strutturali e tecnologici che richiedono tempi certi e realistici con scadenze compatibili con la realtà delle imprese. Ringrazio il Ministro Francesco Lollobrigida e il Sottosegretario Patrizio La Pietra per aver recepito le richieste avanzate da AIFO nel corso degli incontri istituzionali – aggiunge Amoroso – È un segnale di attenzione concreta verso il mondo dei frantoi, che svolgono un ruolo centrale nella qualità e nella sostenibilità della filiera olivicola italiana. Si tratta di una buona notizia che arriva a ridosso delle festività, e ne approfitto quindi per augurare buone feste a tutti i frantoiani e ai consumatori, con l’auspicio che il nuovo anno segni un passo avanti concreto per tutto il comparto”.
La proroga rafforza così le condizioni per il pieno utilizzo delle risorse PNRR destinate alla modernizzazione della filiera olivicola, riducendo il rischio di ritardi, penalizzazioni e definanziamenti. AIFO ha infine annunciato che continuerà a monitorare l’attuazione della misura affinché le risorse destinate ai frantoi vengano utilizzate integralmente e nei tempi previsti, senza lasciare indietro nessuna impresa.
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| 23/12/2025, 14:08 |
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Marco
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Agricoltura | AIFO a Evolio Expo 2026: Il frantoio come origine del valore dell’olio italiano L’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO) parteciperà a Evolio Expo, la fiera dedicata all’intera filiera dell’olio extravergine di oliva, in programma alla Fiera del Levante di Bari dal 29 al 31 gennaio 2026. AIFO sarà presente con un proprio stand nel Nuovo Padiglione, stand H01, e animerà la manifestazione con una serie di appuntamenti dedicati al ruolo del frantoio nella qualità dell’olio e nella costruzione del valore lungo la filiera.
La partecipazione alla fiera e l’organizzazione degli eventi rientrano nel Progetto esecutivo 2026 di Italia Olivicola, sostenuto dal Regolamento (UE) 2021/2115, che promuove azioni mirate alla diffusione della conoscenza, al miglioramento della qualità delle produzioni e alla valorizzazione dei marchi di origine e delle certificazioni.
A margine dell’inaugurazione ufficiale della fiera, che si terrà giovedì 29 gennaio alle ore 11.00, il Sottosegretario al MASAF Patrizio La Pietra consegnerà il Premio Speciale “Mastro d’Oro 2026”, riconoscimento attribuito al frantoiano che nel corso della propria carriera si è distinto per competenza, dedizione e qualità del lavoro svolto nella trasformazione delle olive in olio extravergine di eccellenza.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 14.00, presso l’Arena Evolio del Nuovo Padiglione, si terrà il convegno dal titolo “Il valore dell’olio nasce nel frantoio”. L’incontro accompagnerà la premiazione del Concorso Mastro d’Oro 2026, giunto all’ottava edizione e unico concorso nazionale interamente dedicato ai frantoiani, che valuta l’olio extravergine di oliva come risultato diretto delle scelte tecnologiche e professionali adottate nella fase di trasformazione, e che ha ricevuto il patrocinio gratuito del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il patrocinio gratuito dell’Assessore all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia. Interverranno Alberto Amoroso, presidente di AIFO, Alfredo Marasciulo, capo panel del Concorso Mastro d’Oro, e Maria Lisa Clodoveo, docente dell’Università degli Studi di Bari, con un approfondimento sul ruolo del frantoiano nella creazione di valore, nella qualità e nella competitività dell’olio sul mercato.
Venerdì 30 gennaio, alle ore 14.00, AIFO promuoverà il convegno “Chi produce davvero l’olio DOP e IGP? Ruoli, responsabilità e rappresentanza nella filiera”, dedicato al tema delle denominazioni di origine e al ruolo di chi trasforma la materia prima nel prodotto certificato. Al confronto prenderanno parte Alberto Amoroso, presidente dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari, Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola, Dora De Santis, presidente della Filiera Olivicola Olearia Italiana (FOOI), Maria Francesca Di Martino, presidente del Consorzio IGP Olio di Puglia, Bernardo De Gennaro e Laura Costantino, docenti dell’Università degli Studi di Bari, insieme al Sottosegretario Patrizio La Pietra. L’incontro sarà moderato da Giuseppe L’Abbate.
"La presenza di AIFO a Evolio Expo – afferma Alberto Amoroso – è parte di un percorso che punta a rafforzare la conoscenza del lavoro svolto nei frantoi e a valorizzare la qualità dell’olio extravergine italiano. Il frantoio è il luogo in cui la materia prima diventa prodotto e dove si costruisce il valore dei marchi di qualità".
Con la partecipazione alla fiera e con i suoi eventi, AIFO contribuisce alla diffusione di competenze, cultura dell’olio e consapevolezza sul ruolo centrale della trasformazione, elementi fondamentali per il futuro della filiera olivicola italiana.
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| 28/01/2026, 14:59 |
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Marco
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Agricoltura | Olio DOP e IGP, chi produce davvero il valore? Domani il confronto a Evolio Expo Chi produce davvero l’olio DOP e IGP? Qual è il ruolo di chi trasforma la materia prima nel prodotto certificato e come viene oggi rappresentato nella filiera delle denominazioni di origine? A queste domande sarà dedicato il convegno in programma domani venerdì 30 gennaio, dalle ore 14.00, nell’Arena Evolio del Nuovo Padiglione alla Fiera del Levante di Bari.
L’incontro, promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, si intitola “Chi produce davvero l’olio DOP e IGP? Ruoli, responsabilità e rappresentanza nella filiera” e intende avviare una riflessione aperta su un nodo centrale per il comparto olivicolo-oleario: il riconoscimento del ruolo del frantoiano all’interno dei sistemi di tutela delle indicazioni geografiche.
L’iniziativa, in collaborazione con Italia Olivicola, si inserisce in un percorso di azioni mirate alla diffusione della conoscenza, al miglioramento della qualità delle produzioni e alla valorizzazione dei marchi di origine e delle certificazioni, con particolare attenzione al valore generato nella fase di trasformazione.
Al confronto prenderanno parte Alberto Amoroso, presidente di AIFO, Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola, Dora De Santis, presidente della Filiera Olivicola Olearia Italiana (FOOI), Maria Francesca Di Martino, presidente del Consorzio IGP Olio di Puglia, Bernardo De Gennaro e Laura Costantino, docenti dell’Università degli Studi di Bari. È prevista inoltre la partecipazione del Sottosegretario al MASAF Sen. Patrizio La Pietra. A moderare l’incontro sarà Giuseppe L’Abbate.
“Le denominazioni di origine tutelano giustamente il prodotto finale – dichiara Alberto Amoroso – ma è necessario aprire una riflessione seria su chi quel prodotto lo realizza concretamente. Il frantoio è il luogo in cui l’oliva diventa olio e dove si determinano qualità, identità e valore. Questo convegno nasce per affrontare, senza contrapposizioni, il tema dei ruoli e della rappresentanza nella filiera DOP e IGP dell’olio, mettendo al centro il lavoro e le competenze dei frantoiani”.
L’appuntamento di domani rappresenta così un momento di confronto tra mondo produttivo, ricerca e rappresentanze di filiera, con l’obiettivo di contribuire a una maggiore chiarezza e consapevolezza sul funzionamento dei sistemi di qualità dell’olio extravergine di oliva.
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| 29/01/2026, 16:46 |
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Agricoltura: Il miglior olio extravergine d’oliva 2026 parla marchigiano. Trionfa il Frantoio Agostini al Mastro d’Oro Il miglior olio extravergine d’oliva d’Italia 2026 parla marchigiano. Il Frantoio Agostini di Petritoli, nelle Marche, si è aggiudicato il primo posto assoluto del Concorso Mastro d’Oro 2026 con l’etichetta 100% Italiano Bio Ascolana Tenera, imponendosi all’ottava edizione dell’unico concorso nazionale interamente dedicato ai frantoiani. Il riconoscimento è stato consegnato dal Sottosegretario al MASAF Sen. Patrizio La Pietra.
Al secondo posto si è classificato il frantoio Montanaro di Palazzo San Gervasio, in Basilicata, con l’olio Italiano Coratina, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato dall’Azienda Agricola Il Mandrione di Vieste, in Puglia, con l’etichetta Minerva Coratina. Un podio che attraversa l’Italia dell’olio e restituisce l’immagine di una competizione capace di premiare competenza, visione e qualità della trasformazione.
Il concorso, promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, è giunto all’ottava edizione e si conferma come punto di riferimento per la valorizzazione del lavoro svolto nei frantoi, luogo in cui l’oliva diventa olio e dove si costruisce il valore reale del prodotto. Nel corso del convegno “Il valore dell’olio nasce nel frantoio”, svoltosi nel pomeriggio del 29 gennaio all’Arena Evolio del Nuovo Padiglione, il presidente di AIFO Alberto Amoroso ha rivolto un saluto a tutti i frantoiani che hanno partecipato al concorso, ringraziandoli per aver scelto di mettersi in gioco e contribuire, attraverso il confronto, alla crescita qualitativa dell’olio extravergine italiano. Il Mastro d’Oro è riservato ai mastri oleari, custodi di conoscenze tecniche e scelte professionali che si trasferiscono direttamente nell’olio, costituendone il valore immateriale.
Nel suo intervento, la professoressa Maria Lisa Clodoveo dell’Università degli Studi di Bari ha ripercorso le tappe legislative che hanno portato al riconoscimento nazionale del mastro oleario, una figura centrale nella filiera dell’olio extravergine di oliva. Un percorso che ha restituito dignità e ruolo a una professionalità fondata su competenze, esperienza e responsabilità nella valorizzazione dell’eccellenza italiana. La premiazione è stata moderata da Alfredo Marasciulo, capo panel del concorso, che ha illustrato i criteri di partecipazione e le motivazioni dei riconoscimenti assegnati dalla giuria.
Accanto al podio assoluto, il concorso ha valorizzato le migliori produzioni regionali, premiando l’Azienda Agricola Il Mandrione per la Puglia, l’Oleificio Andreassi di Poggiofiorito per l’Abruzzo, Montanaro per la Basilicata, il Frantoio Sant’Agata d’Oneglia per la Liguria, Olearia San Giorgio di Morgeto per la Calabria, il Frantoio di Valnogaredo per il Veneto, il Frantoio De Ruosi per la Campania e nuovamente il Frantoio Agostini per le Marche.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli oli monocultivar, con i riconoscimenti assegnati alla Coratina di Montanaro, alla Rasara del Frantoio di Valnogaredo, alla Bella di Cerignola dell’Azienda Agricola Il Mandrione, alla Cima di Melfi dell’azienda San Domenico di Gioia del Colle, alla Peranzana del Frantoio Paviro di Torremaggiore, all’Ascolana Tenera del Frantoio Agostini, alla Nasuta di Di Battista Nicola e figli, alla Cellino di Antica Masseria Caroli, all’Itrana del Frantoio De Ruosi e alla Taggiasca del Frantoio Sant’Agata d’Oneglia.
Numerose, infine, le menzioni d’onore, che hanno premiato realtà provenienti da diverse regioni italiane, a conferma di una qualità diffusa e di un patrimonio professionale che attraversa l’intero Paese.
Il Premio Speciale “Mastro d’Oro 2026” è stato invece assegnato dalla giuria all’unanimità, al Mastro Oleario Sabino Angeloro, frantoiano di Torremaggiore. Il riconoscimento è stato consegnato dal Sottosegretario Patrizio La Pietra, mentre le motivazioni sono state lette dal presidente di AIFO Alberto Amoroso. La giuria ha assegnato il premio ricordando la professionalità e la riconosciuta esperienza di Angeloro, il rigore e l’impegno associativo, oltre alla costante collaborazione con enti di ricerca finalizzata al miglioramento dei processi di produzione.
Il Concorso Mastro d’Oro 2026, patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dall’Assessorato all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia, ha ribadito ancora una volta come il frantoio rappresenti il luogo in cui la materia prima diventa prodotto e dove si costruisce il valore dell’olio extravergine italiano.
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| 29/01/2026, 17:21 |
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Agricoltura | DOP e IGP dell’olio: Al centro il ruolo del frantoio e la sfida dei volumi Un confronto diretto e senza forzature sul futuro degli oli a denominazione di origine si è svolto oggi, venerdì 30 gennaio, all’Arena Evolio del Nuovo Padiglione della Fiera del Levante di Bari, nell’ambito di Evolio Expo 2026. Il convegno “Chi produce davvero l’olio DOP e IGP? Ruoli, responsabilità e rappresentanza nella filiera”, promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari in collaborazione con Italia Olivicola, ha messo al centro una questione cruciale per il comparto: l’effettiva capacità dei marchi DOP e IGP di valorizzare il lavoro lungo tutta la filiera, a partire dalla trasformazione. A moderare il confronto è stato Giuseppe L'Abbate, che ha guidato il dibattito favorendo il dialogo tra i diversi punti di vista.
Ad aprire i lavori è stato Alberto Amoroso, presidente di AIFO, che ha posto subito il tema di fondo. Tutti gli attori della filiera chiedono maggiore tracciabilità, tutela del prodotto 100% italiano, difesa dall’italian sounding, riconoscibilità sui mercati e una più equa remunerazione. Obiettivi che, ha ricordato Amoroso, sono già insiti nei marchi DOP e IGP. Eppure, come evidenziato dai dati più recenti, i volumi di olio certificato restano fermi a una quota marginale del mercato. Un paradosso che impone una riflessione seria sul funzionamento dello strumento.
A seguire è intervenuto il Sottosegretario al MASAF Patrizio La Pietra, che ha richiamato la necessità di uno sforzo condiviso per aumentare i volumi di commercializzazione delle DOP e IGP dell’olio. Secondo La Pietra, il tema non è solo produttivo ma anche di posizionamento: forse è arrivato il momento di segmentare ulteriormente il mercato, introducendo elementi di distintività più forti e immediatamente riconoscibili per il consumatore.
Il confronto è proseguito con l’intervento di Vito Ligorio, che ha portato il saluto di CNA AgroAlimentare, sottolineando il ruolo delle imprese artigiane della trasformazione e la necessità di un pieno coinvolgimento dei frantoi nei percorsi di valorizzazione delle produzioni certificate.
Subito dopo, è intervenuto sul piano tecnico e accademico il professor Bernardo De Gennaro dell’Università degli Studi di Bari, che ha posto una questione centrale per il futuro delle denominazioni di origine, invitando ad aprire una riflessione sull’opportunità di rivedere le norme che regolano la rappresentanza all’interno dei consorzi di tutela e valorizzazione. In particolare, De Gennaro ha sottolineato la necessità di riconoscere un adeguato peso anche alla componente della trasformazione, ricordando come la qualità certificata dell’olio nasca in modo determinante nel frantoio, attraverso competenze tecniche e scelte produttive che incidono direttamente sul prodotto finale.
In rappresentanza di Italia Olivicola è intervenuto Pasquale Costantino, che ha ribadito l’importanza di rafforzare l’integrazione tra produzione agricola, trasformazione e sistemi di qualità, affinché DOP e IGP possano diventare strumenti realmente efficaci di crescita economica e non solo marchi formali.
Il dibattito ha poi raccolto il contributo di Dora De Santis, presidente della Filiera Olivicola Olearia Italiana (FOOI), che ha evidenziato la necessità di una visione di filiera più coesa e di regole capaci di accompagnare il prodotto certificato lungo tutto il suo percorso, dal campo al mercato.
A portare il punto di vista dei consorzi di tutela è stata Maria Francesca Di Martino, presidente del Consorzio IGP Olio di Puglia, che ha ribadito il valore delle denominazioni come strumenti di identità territoriale, sottolineando però l’esigenza di rafforzarne l’efficacia commerciale e la percezione di valore presso i consumatori.
A trarre le conclusioni è stato nuovamente Alberto Amoroso, che ha richiamato la necessità di non eludere il nodo della rappresentanza. “Se dopo decenni – ha affermato – i volumi di olio DOP e IGP restano inchiodati a una percentuale minima, è legittimo chiedersi se il problema sia culturale o normativo. Abbiamo uno strumento potentissimo, ma non lo stiamo utilizzando a pieno regime. Il frantoio è il luogo in cui la qualità prende forma ed è da qui che deve partire una riflessione seria sul futuro delle denominazioni”.
Il convegno ha confermato come la crescita delle DOP e IGP dell’olio extravergine non sia una questione tecnica, ma una sfida di sistema che richiede confronto, coraggio e una revisione condivisa dei meccanismi di valorizzazione lungo l’intera filiera.
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| 30/01/2026, 20:54 |
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