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inoculo sporale tuber magnatum 
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ma quelli dei comuni concimi non sono comunque dei sali? poi mi piacerebbe fare delle analisi già che ho un laboratorio di fiducia a buon mercato, ma quali livelli posso considerare ottimali?


20/12/2018, 0:59
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Mi fa piacere che state portando avanti la tartuficoltura nella sperimentazione, però cosa buona iniziare da quella razionale. Sgurz perché ti stai rompendo la testa? Sai che non ti porterà a nulla ...

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20/12/2018, 6:32
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sgurz74 ha scritto:
ma quelli dei comuni concimi non sono comunque dei sali? poi mi piacerebbe fare delle analisi già che ho un laboratorio di fiducia a buon mercato, ma quali livelli posso considerare ottimali?

Il solfato era un esempio. Non va bene perché acidifica.ti dirò quale usa vezzola. Per i valori ottimali considerando quelli assimilabili dovrebbe consigliarti un tecnico.


20/12/2018, 8:51
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@tarty:dai Tarty, è solo per provare!

@altri: conoscete le alghe di kelp? sapete che ph hanno? potrebbero avere delle controindicazioni secondo voi?


20/12/2018, 9:03
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Se vuoi alghe usa il litotamnio e vai sereno è ottimo ammendante generale per il terreno oltre che contiene parecchio carbonato facilmente assimilabile che a noi tartuficoltori piace assai.
Occhio alle dosi però che è un ph10


20/12/2018, 13:28
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Ciao Coliso, il fatto è che io ho calcare totale a 16 e attivo a 5, già elevati dunque, il ph è in un range accettabile 7,7-7,8. Non è che con litotamnio poi vado a rendere eccessivi i valori di questi tre parametri?(Anche rispettando le dosi come sottolinei giustamente).
Per questo pensavo a un ammendante che eventualmente incidesse solo sul potassio... il meno impattante forse è il granulato di granito (quelli del gruppo C sono ricchi di potassio e solo debolmente alcalini).
Sono curioso di sapere cosa usa Vezzola a questo punto.
Riguardo ai parametri ottimali oggi mando una mail al tecnico "romagnolo", magari mi indica anche uno studio a cui fare riferimento.


20/12/2018, 13:54
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16 totale e 5 attivo non sono valori estremi secondo me , non so se hai scorzone o pregiato ma una manciata attorno alla pianta non cambierà molto lo stato dei fatti.
Sicuramente non lo farei su tutte le piante ma solo su una parte per vedere come reagiscono.
Ma giusto per curiosità la tartufaia è in fase improduttiva o sta producendo ma non sei soddisfatto?


20/12/2018, 15:27
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ma sulle analisi il giudizio è elevato... la tartufaia è in fase improduttiva (sono all inizio del terzo anno). una parte è a melano e le zone in ombra, 6-7postazioni sono a bianco. la discussione qui è partita x l'inoculo ma, vista la piega che ha preso, volevo capire se posso aumentare le chances di riuscita delle piante a bianco identificando qualche fattore chiave. la storia del potassio mi ha colpito e dunque ecco perché vorrei approfondire...


20/12/2018, 15:41
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Il giudizio espresso nelle analisi è riverito alle colture tradizionali non è specifico per la tartuficoltura.
Per il bianco e per tutti gli altri tartufi in generale è importante un terreno biologicamente attivo , ma non ci perderei la testa dietro le piante di bianco......le probabilità di riuscita sono sempre bassisime , e i tempi per capire se ciò che hai fatto ha influito positivamente sono estremamente lunghi.
La cosa fondamentale nei primi anni è riuscire a favorire micorrize ,micelio e sviluppo dell'apparato radicale.


20/12/2018, 17:14
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Mah, io finora ho fatto questo: sulle piante a melano ho dato un 75 kg di granulato di marmo a pianta per alzare un po' il ph (e dare competizione al limo), ho inoculato a marzo, e irrigato di soccorso.

Per quelle a bianco lo stesso tranne che per il granulato di cui il bianco non ha bisogno (né per esigenze di ph, ne di tessitura visto che ho il 42% di sabbia).

In entrambi i casi ho lavorato le piante a fine marzo a 10/15 cm di profondità con zappa a due rebbi.

Il potassio francamente, mi farebbe piacere sapere che livelli ha nelle tartufaie produttive di bianco: se si può fare qualcosa in più per favorire lo sviluppo del micelio, perché no?


20/12/2018, 17:25
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