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Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
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Marco
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UNCEM NON INVITATA ALLA CONFERENZA CHE HA APPROVATO IL NUOVO ELENCO DEI COMUNI MONTANI. PREOCCUPATI PER IL SECONDO ELENCO
Il caos che Uncem un anno fa aveva ipotizzato per rifare un elenco di Comuni montani, come previsto dalla legge 131/2015, si è verificato. Nessuno si senta "salvato" solo perché è dentro. Una tempesta perfetta. Dai 2700 iniziali Comuni nella bozza di decreto di dicembre 2025, si passa a 3700 attuali. Tanti in più, non tutti. Ora ci sono due questioni. Cosa farannno le Regioni per rafforzare le politiche per la montagna? Quanto stanzieranno di proprio fondo regionale per le montagne, oltre a quel che ricevono dal fondo nazionale? E la seconda è quello che si deve fare, sempre per attuare la legge, nel comma successivo alla classificazione. Articolo 2 comma 2. Ovvero il sottoinsieme dei Comuni che andrà individuato con criteri socio-economici che beneficerà degli incentivi per medici, insegnanti, aziende di giovani, imprese agricole... Si rischia di proseguire nel caos e nella tempesta. Possiamo solo dire, che Uncem lo aveva detto. E forse anche per questo non è stata coinvolta - come avviene da anni - nella Conferenza Unificata, nonostante lo preveda una vigente legge dello Stato.
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| 06/02/2026, 14:15 |
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Marco
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PICCOLI COMUNI, A OTTO ANNI DALLA LEGGE IL PIANO DI FINANZIAMENTI PER GLI ENTI È UNA DELUSIONE. SCENDONO DA 144 A 91 I PROGETTI FINANZIATI DAL MINISTERO DELL'INTERNO
Scendono ancora i progetti dei piccoli Comuni finanziati dal bando varato a seguito dalla legge 158/2017, articolato al quale Uncem molto aveva lavorato insieme con Ermete Realacci, Raffaella Mariani, Enrico Borghi e molti altri Parlamentari. Da 144 inizialmente previsti, finanziabili nella graduatoria della fine di luglio 2024, a quasi otto anni dalla legge, il decreto di finanziamento pubblicato qualche ora fa dal Ministero dell'Interno, porta a soli 91 i progetti finanziati. Questa riduzione è effetto dei ricorsi che hanno indotto l'Amministrazione centrale a cautelarsi e a "congelare" 50milioni di euro di risorse. Il destino del bando e del Piano dei piccoli Comuni previsto dai primi articoli della legge entra nuovamente in un caos che non può non deluderci. A fronte di migliaia di progetti presentati dagli Enti (2.638 progetti, riferiti a 3.359 Comuni, di cui 2261 Comuni singoli, 305 Comuni in convenzione e 72 Unioni), meno di cento ottengono oggi i finanziamenti. E non mancano i Sindaci che, dalla posizione 92 alla 144, avevano già avviato progettazioni. "Ora sono in un limbo - fa notare il Presidente Uncem Marco Bussone - Ricordo che due anni fa ne avevo parlato con l'allora Capogruppo Foti. So che vi è attenzione del Governo sul tema, ma nell'ultima legge di bilancio non sono stati trovati nuovi finanziamenti per questi progetti e per scorrere la graduatoria. Ora sono necessarie risposte. Anche sui tempi di attuazione dei progetti, visto che inizialmente, due anni fa, venivano dati 48 mesi, passati in cavalleria per le lentezze burocratiche ministeriali. È trascorso fin troppo tempo da quell'ottima legge rimasta sulla carta tranne che negli articoli riferiti a uffici postali potenziati e a servizi digitali nuovi. Si cambi passo. Insieme alla legge sulla montagna e sulle foreste, insieme con le Green Communities, si dia piena attuazione alla legge che mette al centro dell'azione politica 5800 Enti locali, paesi che fanno il Paese".
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| 12/02/2026, 14:11 |
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Marco
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GIUNTA NAZIONALE UNCEM: FASCIANI, LUCIANO, MARCHESA GRANDI VICEPRESIDENTI. IL CONSIGLIO NAZIONALE A ROMA: EVITARE DI DIVIDERE COMUNI CON CLASSIFICAZIONI
Saranno Luigi Fasciani, Sindaco di Molina Aterno, Vincenzo Luciano, Consigliere comunale di Aquara, e Paolo Marchesa Grandi, Sindaco di Loreglia, i tre Vicepresidenti di Uncem. Per Fasciani, abruzzese, alla guida dell'Unione di Comuni Montagna Aquilana, il ruolo di Vicario, accanto al Presidente Marco Bussone. Ufficio di Presidenza e Giunta Uncem sono stati presentati ieri al Consiglio nazionale a Roma, il primo dopo i Congressi regionali e il Congresso nazionale di L'Aquila. In Giunta ci saranno Alberto Mazzoleni, Consigliere comunale di Piazzatorre, Flavio Cera, Consigliere di Bellegra, Paola Vercellotti, Consigliere di Callabiana, Ennio Vigne, Consigliere di Santa Giustina, Candido Paglione, Sindaco di Capracotta, Massimo Ottelli, Presidente della Comunità montana di Valle Trompia, Lorenzo Berardinetti, Sindaco di Sante Marie, Paride Gianmoena, Sindaco di Ville di Fiemme, Achille Bellucci, Consigliere di Acuto.
Nel corso del Consiglio nazionale, il Presidente Bussone ha chiesto un maggiore impegno verso le Regioni, che hanno importanti risorse del Fondo nazionale per le Montagne, del Fondo foreste e della Strategia aree interne ancora da investire. "Ma serve uno scatto - ha ribadito con i Consiglieri nazionali - per far sì che tutte le Regioni si dotino di un fondo regionale per la montagna dentro a una legge organica di sviluppo e di riorganizzazione del sistema istituzionale. È importante l'impegno delle Regioni e dell'Uncem per dire che le nuove classificazioni non siano messe per dividere i Comuni. Ma la Politica sia protagonista con impegno, in tutti i livelli istituzionali per dare risposte vere alle comunità. Non bastano deroghe. La Costituzione all'articolo 44 parla di norme specifiche e peculiari. La nuova legge per la montagna avrà 35 decreti attuativi da fare. Ma le Regioni non possono rimanere passive senza leggi e senza loro fondi. Occorre un impegno maggiore, visto che le politiche per la montagna sono regionali".
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| 14/02/2026, 17:16 |
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Marco
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CON IL CONSIGLIO NAZIONALE DI ROMA, UNCEM COMPLETA GLI ORGANI AL LAVORO FINO AL 2026. TUTTI I NOMI
Il Consiglio nazionale Uncem di Roma, venerdi scorso, ha concluso il processo congressuale aperto a ottobre 2025, e ha insediato il Consiglio nazionale eletto al Congresso di L'Aquila il 12 dicembre 2025. Il Presidente Marco Bussone ha presentato la Giunta, votata all'unanimità del Consiglio. Saranno Luigi Fasciani, Sindaco di Molina Aterno, Vincenzo Luciano, Consigliere comunale di Aquara, e Paolo Marchesa Grandi, Sindaco di Loreglia, i tre Vicepresidenti di Uncem. Per Fasciani, abruzzese, alla guida dell'Unione di Comuni Montagna Aquilana, il ruolo di Vicario. La Giunta nazionale, insieme con i Vicepresidenti è composta da: Alberto Mazzoleni, Consigliere comunale di Piazzatorre, Flavio Cera, Consigliere di Bellegra, Paola Vercellotti, Consigliere di Callabiana, Ennio Vigne, Consigliere di Santa Giustina, Candido Paglione, Sindaco di Capracotta, Massimo Ottelli, Presidente della Comunità montana di Valle Trompia, Lorenzo Berardinetti, Sindaco di Sante Marie, Paride Gianmoena, Sindaco di Ville di Fiemme, Achille Bellucci, Consigliere di Acuto.
Revisore dei Conti sarà Luigi Bartolucci, in continuità con gli ultimi quattro anni.
I Presidenti di Delegazione regionale Uncem sono: Roberto Colombero (Piemonte), Lucia Moscato (Liguria), Tiziano Maffezzini (Lombardia), Ennio Vigne (Veneto), Ivan Buzzi (Friuli Venezia Giulia), Maurizio Cereghini (Consorzio Comuni Trentini), Emanuele Ferrari (Emilia Romagna), Giuseppe Amici (Marche), Lorenzo Berardinetti (Abruzzo), Agnese Benedetti (Umbria), Achille Bellucci (Lazio), Vincenzo Luciano (Campania), Vincenzo Mazzei (Calabria), Candido Paglione (Molise), Rocco Rosano (Basilicata), Giovanna Santacroce (Puglia), Mario Cicero (Sicilia), Alessandro Corona (Sardegna).
Il Consiglio nazionale eletto al Congresso a L'Aquila, insediatosi venerdi, e in carica sino al 2030, è composto da:
ABRUZZO Lorenzo Berardinetti Sindaco Sante Marie AQ ABRUZZO Massimo Tiberini Sindaco Casoli CH ABRUZZO Luigi Fasciani Sindaco Molina Aterno AQ ABRUZZO Arianna Alba Consigliere Pescasseroli
AQ ABRUZZO Sara Cicchinelli Sindaco Civita D'Antino AQ CALABRIA Vincenzo Mazzei Consigliere/vicep. Petronà/Rete Montagne Calabria CZ CALABRIA Donatella Deposito Sindaco Parenti CS CALABRIA Paolo Pappaterra Sindaco Mormanno CS CALABRIA Maria Acciardi Sindaco Amendolara CS CALABRIA Francesco Fazio Sindaco Fabrizia VV CALABRIA Linda Cribari Sindaco San Fili CS CALABRIA Laura Moschella Sindaco Gimigliano CZ CALABRIA Alessandro Tocci Sindaco Civita CS CALABRIA Vincenzo Marino Sindaco Pentone CZ CALABRIA Giorgio Imperitura Sindaco Martone RC CALABRIA Teresa Maradei Presidente Associazione Campolongo CS CAMPANIA Vincenzo Luciano Consigliere Aquara SA CAMPANIA Salvatore Geremia Sindaco/Presidente rocchetta e Croce/CM Monte Maggiore CE CAMPANIA Zaccaria Spina Presidente CM Fortore BN CAMPANIA Luca Balestrieri Consigliere Pimonte NA CAMPANIA Ettore Poti Sindaco Controne SA CAMPANIA Armando Ciardiello Vicep. Parco reg. Taburno BN CAMPANIA Pietro Apolito Sindaco Perito SA CAMPANIA Renato Pizzolante Sindaco Piaggine SA CAMPANIA Pasquale Di Meo Presidente CM Titerno Alto Tammaro SA CAMPANIA Carmine Laurito Presidente/Sindaco CM Gelbison Cervati/Cannalonga SA CAMPANIA Antonio Di Maria Consigliere Santa Croce del Sannio BN CAMPANIA Angelo Marino Sindaco San Marco dei Cavoti BN CAMPANIA Giuseppe Scorza Sindaco Castel San Lorenzo SA CAMPANIA Fabio Civitillo Presidente CM Zona del Matese CE CAMPANIA Carmine Agostinelli Sindaco San Bartolomeo in Galdo BN CAMPANIA Teodoro Boccuzzi Presidente CM Terminio Cervialto AV CAMPANIA Giorgio Marchese Presidente CM Inro Solofrana SA EMILIA R. Emanuele Ferrari Sindaco/Pres. Castelnovo Ne' Monti/UM Appennino Reggiano RE EMILIA R. Monica Rossi Sindaco Mercato Saraceno FC EMILIA R. Jacopo Lagazzi sindaco Guiglia MO EMILIA R. Francesco Mariani Sindaco Compiano PR EMILIA R. Ermes Boraschi Sindaco Palanzano PR EMILIA R. Ilaria Marianini Sindaco Santa Sofia FC EMILIA R. Alessandro Sntoni Sindaco San Benedetto Val di Sambro BO EMILIA R. Giuseppe Argentieri Sindaco Vergato BO EMILIA R. Luca Vecchiettini Sindaco Pianoro BO EMILIA R. Valentina Cuppi Sindaco Marzabotto BO EMILIA R. Barbara Panzacchi Sindaco Monghidoro BO EMILIA R. Monica Cinti Sindaco Monte San Pietro BO FRIULI V.G. Ivan Buzzi Sindaco Pontebba UD FRIULI V.G. Sandro Rovedo Sindaco Frisanco PN FRIULI V.G. Antonio Comugnaro Sindaco San Leonardo UD FRIULI V.G. Manuel Franchi Assessore Ravascletto UD FRIULI V.G. Giuliano Cescutti Presidente CM Prealpi Friulane Orientali PN FRIULI V.G. Clara D'Agaro Vicep. Consorzio Boschi Carnici UD FRIULI V.G. Alessandro Marangoni Sindaco/Pres. Artegna/CM Gemonese UD FRIULI V.G. Dino Salatin Presidente Magnifica CM Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio PN FRIULI V.G. Edi Mainardis Vicesindaco Amaro UD FRIULI V.G. Anna Micelli Vicep. CM Canal del Ferro e Val Canale UD FRIULI V.G. Michela Carlig Assessore San Leonardo UD LAZIO Achille Bellucci Consigliere Acuto FR LAZIO Gaetano Micaloni Sindaco Petrella Salto RM LAZIO Stefano Micheli Sindaco Rocca Sinibalda RI LAZIO Flavio Cera Sindaco/Consigliere Bellegra/Regione Lazio RM LAZIO Aurora Aprile Commissario CM Valle Di Comino FR LAZIO Alessio Arduini Commissario CM Monti Ernici FR LOMBARDIA Tiziano Maffezzini Sindaco/Pres. Chiuro/CM Valtellina di Sondrio SO LOMBARDIA Alberto Mazzoleni Consigliere Piazzatorre BG LOMBARDIA Bruno Bettinsoli Sindaco Lodrino BS LOMBARDIA Massimo Ottelli Assessore/Presidente Sarezzo/CM Valle Trompia BS LOMBARDIA Severino De Stefani Sindaco San Giacomo Filippo SO LOMBARDIA Andrea Santopietro Sindaco Selvino BG LOMBARDIA Mauro Robba Presidente CM Valli del Lario e del Ceresio CO LOMBARDIA Ettore Schiavi Sindaco Onore BG LOMBARDIA Romano Caldinelli Sindaco Monno BS LOMBARDIA Annamaria Saligari Sindaco Lovero SO LOMBARDIA Roberto Facchinetti Presidente CM Valle Imagna BG LOMBARDIA Maurizio Spozio Sindaco Castelveccana VA LOMBARDIA Alessandro Bigoni Assessore Fonteno/CM Laghi Bergamaschi BG LOMBARDIA Nello Oberti Sindaco Cedrasco SO LOMBARDIA Gianpietro Calegari Presidente CM Valseriana BG LOMBARDIA Dario Colossi Sindaco Darfo Boario Terme BS LOMBARDIA Valeriano Bianchi Presidente CM Vallebrembana BG MARCHE Giuseppe Amici Presidente/Sindaco UM del Tronto e Valfluvione/Palmiano AP MARCHE Alessandro Gentilucci Sindaco/Presidente Pieve Torina/UM Marca di Camerino MC MARCHE Romina Pierantoni Sindaco Borgo Pace PU MARCHE Giancarlo Sagramola Presidente UM Esino Frasassi AN MARCHE Michele Maiani Consigliere Monte Cerignone PU MARCHE Federica Battazzi Sindaco Belforte all'Isauro PU MARCHE Luca Possanzini Sindaco Mergo AN MARCHE Giampiero Feliciotti Presidente CM Monti Azzurri MC MARCHE Daniele Tagnani Sindaco Frontone PU MARCHE Francesca Grilli Sindaco/Presidente Montemonaco/CM Sibillini AP PIEMONTE Roberto Colombero Sindaco Marmora CN PIEMONTE Marco Bussone Consigliere Vallo Torinese TO PIEMONTE Giulia Negri Consigliere Roburent CN PIEMONTE Mauro Vignola Sindaco/Presidente Bobbio Pellice/UM Pinerolese TO PIEMONTE Mariano Allocco Assessore Elva CN PIEMONTE Claudio Amateis Sindaco La Cassa TO PIEMONTE Silvano Dovetta Sindaco Venasca CN PIEMONTE Paolo Marchesa Grandi Sindaco Loreglia VB PIEMONTE Francesca Delmastro Sindaco Rosazza BI PIEMONTE Mauro Carena Sindaco Moncenisio TO PIEMONTE Marco Defilippi Consigliere UM Valsesia/Rossa VC PIEMONTE Marco Zanoletti Sindaco Druogno VB PIEMONTE Roberto Veggi Sindaco Alagna Valsesia VC PIEMONTE Emanuel Loris Sindaco/Presidente Moiola/UM Valle Stura CN PIEMONTE Danilo Breusa Sindaco Pomaretto TO PIEMONTE Giorgio Ferraris Sindaco Ormea CN PIEMONTE Pacifico Banchieri Presidente/Sindaco UM Bassa Valle Susa/Caselette TO PIEMONTE Sebastiano Massa Consigliere Vicoforte CN PIEMONTE Ellade Peller Sindaca Nomaglio TO PIEMONTE Paola Vercellotti Consigliere Callabiana BI UMBRIA Agnese Benedetti Sindaca Vallo di Nera PG UMBRIA Vittorio Fiorucci Sindaco Gubbio PG UMBRIA Elisa Sabbatini Presidente/Sindaco Unione Terre dell'olio e del Sagrantino/Castel Ritaldi PG UMBRIA Massimo Messi Sindaco Preci PG UMBRIA Marisa Angelini Sindaco Monteleone di Spoleto PG VENETO Ennio Vigne Consigliere Santa Giustina BL VENETO Franco Bertagnoli Sindaco Tonezza del Cimone VI VENETO Alex Gallina Consigliere Setteville BL VENETO Giacomo De Luca Sindaco Fregona TV VENETO Luca Fanton Sindaco Calalzo di Cadore BL VENETO Giovanni Deon Sindaco Rivamonte Agordino BL BASILICATA Rocco Rosano Sindaco Castel Saraceno PZ BASILICATA Paolo Campanella Sindaco Castelluccio inferiore PZ VDA Raffaele Rocco Sindaco AOSTA AO VDA Jean (Giovanni) Barocco Presidente Consorzio Tecnologie ed Innovazione Aosta AO SARDEGNA Alessandro Corona Sindaco/Pres. Atzara/CM Gennargentu NU SARDEGNA Diego Loi Sindaco Santu Lussurgiu OR SARDEGNA Franco Solinas Sindaco/Consigliere Galtellì/Prov. Nuoro NU SARDEGNA Pierpaolo Sau Sindaco/Consigliere Tonara/CM Gennargentu Mandrolisai NU SARDEGNA Daniela Falconi Sindaco Fonni NU SARDEGNA Maurizio Cadau Sindaco Belvì NU TOSCANA Francesco Landi Sindaco Sarteano SI TOSCANA Andrea Bonfanti Sindaco Pescaglia LU TOSCANA Raffaella ni Sindaco San Romano in Garfagnana TOSCANA Agnese Carletti Sindaco/Presidente San Casciano dei Bagni/Provincia Siena SI TOSCANA Andrea Tonarelli Consigliere Abetone Cutigliano PT PUGLIA Giovanna Santacroce Sindaca Volturino FG PUGLIA Lucilla Parisi Sindaco Roseto Valfortore FG PUGLIA Mattia Azzone Sindaco Castelluccio dei Sauri FG MOLISE Candido Paglione Sindaco Capracotta IS MOLISE Gianfranco Paolucci Sindaco Macchia Valfortore CB MOLISE Luca Coromano Sindaco Riccia CB MOLISE Michele Nardacchione Sindaco Cercepiccola CB MOLISE Daniele Saia Sindaco Agnone IS LIGURIA Lucia Moscato Sindaco Testico SV LIGURIA Giuseppino Maschio Sindaco Borzonasca GE PA TRENTO Michele Cereghini Sindaco Pinzolo TN PA TRENTO Ivano Fracchetti Sindaco Avio TN PA TRENTO Paride Gianmoena Sindaco Ville di Fiemme TN PA TRENTO Gianni Morandi Sindaco Nago-Torbole TN PA TRENTO Mariavittoria Mottes Sindaco Fai della Paganella TN PA TRENTO Luca Paolazzi Sindaco Lavis TN SICILIA Mario Cicero Sindaco Castelbuono PA SICILIA Giuseppe Minutilla Sindaco San Mauro C. PA SICILIA Vincenzo Amadore Sindaco Galati Mamertino ME
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| 16/02/2026, 13:55 |
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Marco
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PICCOLI MA NON DA SOLI. PICCOLI COMUNI ALLA PROVA DELLA RIORGANIZZAZIONE. UNCEM: RESTARE COME SIAMO E GUARDARE AL PASSATO NON SERVE. LA LEGGE PIU' BELLA DELLO STATO? LA 158/2017. DA ATTUARE FINO IN FONDO
La legge sui piccoli Comuni 158 del 2017? La più bella della Repubblica. Definiamola pure così, unendola, in quella stagione di importante produzione normativa per i territori, alla 221 del 2015, sulla green economy e con le Green Community, e alla legge forestale del 2018. Si leggono insieme. Basterebbe attuarle. Visto che la legge sui piccoli Comuni pare essere stata dimenticata. Anche in costruzione del bando per erogare 160 milioni di euro: un disastro che esprime le peggiori risultanze del sistema-bandi dannoso proprio per i Comuni più piccoli. Non si va da soli. Mettere tutti contro tutti, come successo con troppo PNRR fa male ai piccoli Comuni. Di certo, favorire il lavoro insieme, in sinergia, in dialogo, è più difficile per tanta Politica e tante Istituzioni: dividere, dare un po' a tutti, permettere potenzialmente a tutti di avere tutto, sembra da sempre più facile. Cambiamo paradigma, permettendo ai Comuni insieme nuova soggettività politica. Quelle che hanno insieme le grandi città, i capoluoghi, che insieme - oltre ogni partitismo - sanno bene cosa vogliono e cosa chiedere. E i Comuni più piccoli? Divisi, 4000, 5000, 6000, sono niente. Irrilevanti. Ma a molti va bene sia così. Dare un po' a ciascuno, per dare apparentemente a tutti.
Va attuata quella legge. La 158. Per cambiare paradigma, costruire futuro. Dire cosa è il Paese dei paesi. Policentrico. Le uniche parti che hanno avuto compimento sono quelle che riguardano la collaborazione con Poste Italiane e quelle sui servizi digitali. Tutto il resto non ha avuto seguito. A partire dal piano per scuole e trasporti nelle zone montane dei piccoli, a partire dalla norma all'articolo 13 che dice - cosa fondamentale per i paesi e per il Paese, ma archiviata da tutte le forze politiche e da troppe Regioni - che i piccoli Comuni lavorano insieme. Definiscono insieme percorsi di sviluppo, nuova managerialità, organizzazione. Dopo il gravissimo smantellamento delle Comunità montane (erano 350 in Italia), oggi troppe Regioni non hanno riorganizzato gli Enti. Le solitudini non servono. Non bastano. I campanilismi e le rivendicazioni municipaliste sono dannose. La storia istituzionale va avanti e non torna indietro. Servono nuovi modelli comunitari di organizzazione. Che dicano quanto il piccolo esista ma non nelle solitudini. Riorganizzare, organizzare, dunque, come hanno fatto tutti i Paesi europei tranne l'Italia. ITALIAE, progetto di grande visione e valore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, punta tutto su questo. Come riorganizzare, come fare rete, come essere insieme senza perdere valori e opportunità. Politica e managerialità. Insieme.
Scrive l'economista Giampiero Lupatelli: "Le ragioni del successo di organismi più semplici, capaci di organizzare il proprio funzionamento in uno scambio empatico e personalizzato, non sono necessariamente venute meno al tempo della Intelligenza Artificiale. Ma, per esercitarsi con successo, queste virtù hanno bisogno di praticare nuove arene, non di restare isolate nello spazio domestico protetto dall'ombra del campanile. I piccoli Comuni hanno bisogno di costruire relazioni solide e impegnative tra soggetti della stessa natura e dimensione e con soggetti di diversa natura e di dimensioni maggiori. È la logica delle filiere e quella delle comunità territoriali e delle loro relazioni metro-montane. Piccoli, ma non da soli si può vivere e prosperare anche ai tempi della economia della conoscenza. A condizione di saper investire su tenuta, efficienza e qualità delle reti di collaborazione, praticando con coraggio e determinazione nuovi 'spazi di mercato' che le tecnologie e le preferenze dei consumatori aprono ai soggetti e ai luoghi che hanno da proporre qualcosa di autentico e sanno guardare con curiosità al nuovo". Smettiamo dunque di dire che tutti i piccoli sono bravi, che siamo piccoli e belli, che i Sindaci sono eroi, che vogliamo tornare a come eravamo qualche decennio fa. Economia, società, istituzioni vanno avanti. Occorre cambiare per essere ancora. Riorganizzare. Ripensarci. Insieme.
Stolti del passato hanno detto che si dovevano con forza, con obbligo dall'alto fondere i Comuni. Stolti veri. Pensavano di prendere qualche applauso. Follia. Giusto permettere le fusioni. Ma non obbligarle. Fondamentale invece riorganizzare managerialità, organizzazione degli uffici pubblici, tra uffici di Enti, mettere insieme personale, organizzarlo in maniera manageriale per dare migliori servizi, migliori funzioni, migliori attività. Tutto passa da un Titolo V della Costituzione pienamente attuato, da una Visione di Paese. È urgente. I piccoli Comuni stanno dentro tutto questo. Non sono meteora o campanili soli, persi nel rancore, arrabbiati. Sono relazione, tra loro e per il Paese.
Smettiamo di dire che vogliamo più Segretari, più personale, più soldi. Togliamo di mezzo lobby e caste. Se funzionano e sono utili i vicesegretari, usiamoli e permettiamoli. Servono però modelli di azione sovracomunale, in pool di personale, di Segretari, di dirigenti. Avere poco personale, avere caos, avere urgenze che non si colmano dentro agli uffici a qualcuno giova. Ad esempio a dieci, cento, mille società di consulenza, che sui piccoli e sui piccolissimi arrivano salvifici a risolvere i problemi. Una vergogna: Uncem dice NO alle continue e di fatto imposte privatizzazioni. Riorganizzare la PA, vuol dire riorganizzare funzioni, servizi, personale, competenze, responsabilità negli Enti locali. Non sia un tabù.
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| 17/02/2026, 14:11 |
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FILIERE AGRICOLE CORTE: ECCO COME ADERIRE AL PROGETTO DELLA COMUNITA' MONTANA BUSSENTO LAMBRO MINGARDO
La Comunità Montana Bussento Lambro Mingardo, insieme con Uncem e Fondazione Montagne Italia, promuove il progetto "Filiera Corta" volta alla valorizzazione delle filiere agroalimentari locali e alla salute delle comunità che vivono in questo pezzo di Appennino. L'iniziativa, aperta a produttori, imprese, Comuni, Amministratori, Associazioni, datoriali, sindacati, cittadini, studenti, professori, si inserisce nell'ambito della Green Community finanziata alla Comunità Montana dal PNRR.
La Filiera Corta della Comunità Montana Bussento Lambro e Mingardo nasce con l'obiettivo di valorizzare i prodotti agroalimentari locali, rafforzare l'economia del territorio e promuovere modelli di consumo sostenibili e consapevoli. Il progetto si fonda sulla costruzione di una rete territoriale capace di mettere in relazione diretta produttori e consumatori, riducendo le distanze tra luogo di produzione e luogo di consumo e favorendo la conoscenza delle eccellenze locali. Il primo passo della Filiera Corta è la creazione di una rete territoriale strutturata, basata su una mappatura puntuale del territorio. Questa rete comprende, da un lato, i produttori locali di alimenti - come formaggi, salumi, ortaggi e altri prodotti agricoli e trasformati - e, dall'altro, i consumatori della filiera, rappresentati da esercizi commerciali e attività ristorative che scelgono di aderire al progetto. Gli esercizi aderenti si impegnano non solo a utilizzare o vendere i prodotti locali, ma anche a informare correttamente i cittadini sull'origine, le caratteristiche e il valore dei prodotti della Filiera Corta, contribuendo attivamente alla diffusione dell'iniziativa. Il progetto verrà presentato nel dettaglio lunedi pomeriggio. un modello integrato di sviluppo locale, capace di coniugare valorizzazione delle produzioni tipiche, sostenibilità ambientale, innovazione digitale e partecipazione attiva della comunità. Un progetto che rafforza il legame tra territorio, produttori e cittadini, promuovendo un'economia più equa, trasparente e radicata nel contesto locale. La Comunità Montana sostiene il progetto e la piattaforma paysano.it
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| 18/02/2026, 14:57 |
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Marco
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Nuova Legge Clima UE: da filiera del legno contributo determinante su decarbonizzazione, ma necessaria strategia nazionale su valorizzazione, gestione forestale e stoccaggio di CO₂
La nuova Legge Clima europea, che fissa l'obiettivo di una riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, impone agli Stati membri una revisione profonda delle politiche industriali, forestali e territoriali. La transizione verso la neutralità climatica al 2050 richiederà non solo una drastica riduzione delle emissioni, ma anche un rafforzamento strutturale delle capacità di assorbimento e stoccaggio del carbonio, valorizzando le filiere produttive in grado di contribuire in modo misurabile alla decarbonizzazione.
In questo quadro, Federazione Filiera Legno, Legambiente, PEFC Italia e UNCEM, riunite nella "Piattaforma nazionale per la divulgazione e la valorizzazione della qualità e della sostenibilità della filiera del legno", chiedono l'avvio di una strategia nazionale integrata che riconosca il ruolo del legno lungo tutta la catena del valore, dal bosco alle applicazioni industriali e costruttive.
A tal proposito, la Federazione sottolinea la necessità di partecipare attivamente ai processi di consultazione europea oggi aperti, che definiranno le basi della politica climatica post-2030. Le due consultazioni pubbliche, aperte fino al 4 maggio 2026, riguardano:
● la revisione degli obiettivi climatici nazionali e delle misure di flessibilità, con l'obiettivo di mantenere incentivi efficaci per la riduzione delle emissioni e per l'assorbimento del carbonio, in linea con il target UE al 2040;
● la valutazione sull'uso di crediti di carbonio internazionali di alta qualità, a partire dal 2036, nel quadro dell'Accordo di Parigi.
La Federazione intende così contribuire attivamente a queste consultazioni per rafforzare la rappresentanza della filiera del legno e sensibilizzare le istituzioni europee sull'importanza di una strategia integrata di valorizzazione degli asset industriali, capace di coniugare sostenibilità ambientale, crescita economica e competitività del sistema produttivo nazionale.
Il contributo della filiera infatti non riguarda esclusivamente l'edilizia in legno, pur rappresentando quest'ultima uno degli ambiti più strategici. Il settore delle costruzioni è infatti tra i principali responsabili delle emissioni climalteranti, considerando sia i consumi energetici degli edifici sia le emissioni incorporate nei materiali. L'impiego del legno strutturale consente di ridurre l'impronta carbonica degli interventi e di immagazzinare anidride carbonica per l'intero ciclo di vita delle lavorazioni, trasformando il patrimonio costruito in un deposito stabile di carbonio.
Accanto al comparto edilizio, la Federazione rappresenta le prime lavorazioni del legno e le segherie, il settore degli imballaggi e pallet, gli allestimenti e il comparto dei cofani, costituendo un sistema industriale articolato che incide in modo trasversale su logistica, manifattura, economia circolare e sviluppo territoriale. Il settore degli imballaggi, in particolare, è tra i più avanzati in termini di riutilizzo e riciclo, contribuendo in modo concreto alla riduzione dei rifiuti e all'ottimizzazione delle risorse.
"La nuova traiettoria europea al 2040 richiede una visione industriale chiara e coerente", dichiara Angelo Luigi Marchetti, Presidente della Federazione Filiera Legno. "Il legno è un materiale trasversale che incide su edilizia, logistica, manifattura e design. Se inserito in una filiera certificata, tracciabile e radicata nei territori, rappresenta una leva concreta per ridurre le emissioni, valorizzare il patrimonio forestale nazionale e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano. Occorre integrare pienamente il contributo dello stoccaggio di carbonio nei materiali legnosi nelle strategie climatiche nazionali."
Per Legambiente, la sfida climatica deve essere affrontata con un approccio che tenga insieme mitigazione, adattamento e tutela della biodiversità. "La gestione forestale sostenibile e la valorizzazione del legno possono contribuire in modo significativo alla decarbonizzazione, ma devono essere inserite in un quadro di rigorosa tutela degli ecosistemi", afferma Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente. "La transizione ecologica deve garantire equilibrio tra utilizzo della risorsa, prevenzione dei rischi naturali, dal dissesto idrogeologico alla prevenzione degli incendi, e protezione della biodiversità, evitando semplificazioni e promuovendo qualità e legalità lungo tutta la filiera."
Per i territori montani, la valorizzazione del legno rappresenta un'opportunità strategica. "Le aree interne e montane sono centrali nella politica climatica del Paese", sottolinea Marco Bussone, Presidente di UNCEM. "Le foreste italiane, se gestite in modo attivo e sostenibile, possono generare sviluppo economico, occupazione e resilienza ambientale. È necessario che le politiche nazionali riconoscano ai Comuni montani un ruolo da protagonisti nella gestione della risorsa forestale e nella costruzione di filiere corte capaci di trattenere valore sui territori."
Il ruolo della certificazione e della tracciabilità, infine, è determinante per garantire che la valorizzazione del legno avvenga nel rispetto dei criteri ambientali e delle normative europee. "Il nuovo quadro climatico europeo rafforza l'esigenza di rimozioni credibili e durature", dichiara Antonio Brunori, Segretario generale PEFC Italia. "Perché il legno possa contribuire realmente alla transizione è fondamentale che provenga da gestione forestale sostenibile e da filiere tracciabili e trasparenti. Le certificazioni forestali e di catena di custodia rappresentano uno strumento concreto per assicurare legalità, tutela della biodiversità e qualità lungo l'intero ciclo di vita del prodotto."
La Piattaforma nazionale, di cui fanno parte CasaClima, Conlegno, Habitech, Klimahouse, Legambiente, PEFC Italia e UNCEM si propone come sede permanente di confronto tra industria, associazioni ambientali, enti territoriali e organismi di certificazione, con l'obiettivo di elaborare proposte condivise da sottoporre al Governo e alle istituzioni europee. La sfida è trasformare l'obiettivo climatico al 2040 in una strategia industriale integrata che connetta foreste, imprese e città, facendo della filiera del legno una infrastruttura naturale e produttiva della transizione ecologica.
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Marco
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COMUNI DELLE MARCHE ARRABBIATI PER ESCLUSIONE DA COMUNI MONTANI. UNCEM: PROTESTE IN TANTE ALTRE SITUAZIONI. SOLUZIONE È DA TROVARE. ED EVITIAMO IL SOTTOGRUPPO DEI COMUNI CHE AVRANNO BENEFICI ECONOMICI
"Da un anno e mezzo Uncem dice al Governo che la riclassificazione dei Comuni montani italiani andava evitata. Ora siamo arrivati alle proteste, anche dure, di tanti Comuni esclusi. Ieri quelli marchigiani, riuniti a Loreto. E nella Santa Casa, hanno dato senso alla mobilitazione chiedendo impegno diretto e in tempi rapidi a Rappresentanti del Governo, del Parlamento, della Regione. In testa Ministri e Governatore regionale marchigiani. Uncem dice che la nuova classificazione non andava fatta, siamo stati gli unici. Da vent'anni lo affermiamo. Consapevoli del caos di una ennesima classificazione di Comuni, nel Paese Italia che ha più classificazioni di Comuni al mondo. Sono divisive. Avevamo chiesto di eliminare l'articolo 2 del ddl. Ora le preoccupazioni dei Comuni sono molte. Quello che non si capisce è se a chi non sarà più montano si applicheranno ancora le norme su scuole, sanità, trasporti, con numeri e ordinamento differenziato. È così da decenni. Cambierà per chi è fuori? Dunque, Uncem vuole capire se la classificazione è di fatto retroattiva. E se cambia gli scenari consolidati da decenni. Sarebbe assurdo e dannoso. Non andiamo in questo caos. Seconda preoccupazione, il sottoinsieme dei Comuni montani che dovrà essere a breve definito secondo criteri sociali ed economici, come prevede la nuova legge montagna. Chi sarà dentro questo secondo elenco avrà i benefici della legge, economici e non solo. Evitiamo questo sottogruppo, questo sottoinsieme che ci preoccupa ancor più del primo elenco, da tre mesi al centro di furiose polemiche e scontri. Fossimo stati ascoltati, si potevano evitare già a ottobre. E pure oggi. Per toglierle di mezzo domani, serve una Politica di coesione, unità, comunione".
Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.
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Marco
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MILLEPROROGHE SPOSTA SCADENZA SU OPERE PER MESSA IN SICUREZZA TERRITORIO. UNCEM: BENE NORMA SUI VICESEGRETARI, PRELUDIO PER RIFORMARE I SEGRETARI NEI COMUNI
Il Milleproroghe in discussione alle Camere sposta al 30 settembre la scadenza per gli interventi dei Comuni per la messa in sicurezza del territorio. L'iniziale termine per i lavori era la fine di marzo 2026. Uncem ritiene positivo l'emendamento bipartisan. Come riteniamo importante la norma introdotta nel Milleproroghe sui Vicesegretari. Di fatto per un anno, fino al 31 dicembre 2026, i Comuni fino a 3000 abitanti possono usare i Vicesegretari, come Uncem più volte aveva auspicato. Questo impegno di un Vicesegretario può avvenire se non si trova un Segretario. Si consente così l'attività di Enti che non possono pagare un Segretario anche per poche ore, e si evita che un Segretario - nella solitudine - abbia dieci, quindici, venti Comuni dei quali occuparsi per poche ore mensili. Con la disperazione dei Sindaci. La norma del Milleproroghe, auspicata da Uncem, deve aprire un percorso per riformare totalmente ruolo e forma dei Segretari comunali. Strutturandone funzioni e posizionamento nelle aggregazioni dei Comuni, pivot di sviluppo e managerialità in accordo con i Sindaci che lavorano insieme.
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| 19/02/2026, 13:39 |
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Marco
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REGIONI E COMUNI MONTANI, UNCEM: STUPEFACENTE CHE CHI HA DATO L'OK IN CONFERENZA E IN UNIFICATA ORA CERCHI SOLUZIONI A AL CARTE. NON È SOLO QUESTIONE DI SOLDI DA DARE AI COMUNI. E LE SCUOLE?!
Uncem ritiene stupefacente che rappresentanti autorevoli e preparati di diverse Regioni italiane e Associazioni di Enti locali, che mai si sono opposti nell'iter parlamentare - audizioni comprese - alla riclassificazione dei Comuni montani prevista dalla legge montagna, oggi, assediate da "Comuni esclusi", cerchino soluzioni à la carte, promettendo revisioni in accordo con Ministri, Parlamentari, Governo, altri non ben precisati. Ricordo peraltro che in Unificata, due settimane fa, tutti i presenti (non Uncem) hanno dato l'ok ai parametri per la riclassificazione. Oggi le giravolte e qualche balletto, per evitare contatti fisici di Sindaci giustamente arrabbiati. Un po' strano, di certo anomalo. Stupefacente.
Potevano accorgersene prima quelle Regioni, che hanno dato l'ok due settimane fa e tornano sui loro passi. Potevano dotarsi di opportune leggi sulla montagna dotate di fondi regionali, quando era ora. Visto che solo cinque hanno leggi regionali e fondi regionali per le aree montane. E le altre? Dopo l'ok al primo di trentacinque decreti previsti dalla legge montagna 131/2025 tornano sui loro passi. Stupefacente è anche che nessuno stia dicendo che l'iter per il secondo elenco, quello del sottoinsieme dei Comuni montani che avranno i benefici dlela legge (da individuare con criteri socio-economici), va fermato. Se ne accorgano in tempo.
Uncem da vent'anni spiega i Ministri che gli elenchi storici dei Comuni montani (totalmente e parzialmente) non vanno toccati. Avrebbe generato il caos oggi evidente a tutte e tutti. Lo abbiamo fatto, unici, anche in Aula nelle audizioni delle Commissioni. Chi cerca oggi soluzioni occasionali per far rientrare e modificare l'elenco ci sorprende non poco.
È stupefacente pure il fatto che molte Regioni stanno dicendo ai Comuni "esclusi" dalla montagna che a loro provvederà la Regione stessa, anche grazie all'articolo 4 comma 3 che dice che il fondo nazionale montagna ricevuto dalle Regioni può essere usato senza limiti, in tutti i Comune che la Regione voglia. Roma e Napoli compresi. "Il punto, Uncem evidenzia con forza, non sono i soldi. Pochi o tanti che siano. Non sono le risorse economiche statali regionalizzate. Non inganniamo gli Enti e non mischiamo le carte. Il punto è che troppe Regioni non hanno mai avuto opportune politiche per la Montagna. Sull'onda della demagogia quindici anni fa hanno smantellato le Comunità montane - sottolinea Marco Bussone, Presidente nazionale - e poi hanno fatto niente in termini di politiche sovracomunali per le montagne. Molte manco mettono loro risorse economiche. Usano solo qualcosa, briciole di fondi europei e da tre anni, dopo il Governo Draghi, il fondo montagna ripartito. La preoccupazione più grande dei Sindaci esclusi non sono i fondi. Sono i servizi. Perché la prima cosa che chiediamo come Uncem venga chiarita, in particolare dal Ministro Valditara, è se si possano ancora applicare le deroghe per la formazione delle classi e degli istituti previsti da leggi dello Stato. Qui non c'è soluzione regionale possibile. La norma è nazionale, ha vent'anni. E se i Comuni non sono più montani, quella roba non si applica. Un disastro. Da chiarire però, con massima urgenza. Domanda secca: la nuova classificazione dei Comuni montani cambia l'assetto delle scuole, toglie le deroghe per la formazione delle classi a chi non è più montano? Perché se così fosse, il chiarimento deve esserci subito. Non bastano le promesse di Regioni o altri. La salvezza non è mai un balletto".
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| 19/02/2026, 13:39 |
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