Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
09/01/2026, 18:40
MANCANZA DI SEGRETARI, UNCEM: CONSENTIRE USO DEI VICESEGRETARI. SERVONO CONTRIBUTI DALLO STATO AI COMUNI PER PAGARE I SEGRETARI COMUNI, DIPENDENTI DAL MINISTERO DELL'INTERNO
Da tempo - anni e anni, non certo da oggi! -sono ben note le difficoltà che il sistema delle Autonomie locali incontra nel garantire il funzionamento dei piccoli Enti e delle aree montane. L'assurdo blocco delle assunzioni ad esempio, che impedisce ampliamenti di organico riferendo lo stato della pianta organica a ere geologiche fa. Senza motivo, si continua a rifiutare a livello nazionale una riorganizzazione degli Enti locali, dei Comuni insieme, come invece hanno fatto decine di altri Paesi europei. Le riforme sugli Enti locali non si fanno. Si consente a tutti i Comuni di fare tutto, non guardando alle vere sfide riorganizzative. Si evita di affrontare i veri problemi, le vere necessità. Messe in un angolo. 8000 Comuni non riorganizzati e in balia di se stessi. In cambio, qualche bando e qualche finanziamento. Spesa corrente imballata. Gravi problematiche inaffrontate. Uncem le proposte le ha sempre fatte, per uscire da situazioni che solo alcuni ritengono positive e rosee.
Le criticità più rilevanti riguardano, da un lato, la carenza di personale qualificato e, dall'altro, le difficoltà legate all'immissione in servizio dei Segretari comunali di recente iscritti all'Albo nazionale. Da anni lo diciamo. Con forza. E anche con rabbia, verso una Politica che fa troppo poco. Uncem le ha evidenziate queste criticità in molteplici occasioni, ai Ministeri dell'Interno, degli Affari regionali e delle Autonomie, della Pubblica Amministrazione. Si tratta di proposte per evitare crisi e criticità nei Comuni, nelle Unioni di Comuni, nelle Unioni montane di Comuni, nelle Comunità montane, in vista di una efficace riscrittura del Testo Unico degli Enti locali, che insista finalmente sul lavoro insieme dei Comuni, grandi e piccoli. Uncem torna a scrivere ai Ministri dell'Interno e della Pubblica Amministrazione, con una serie di proposte operative e urgenti per far fronte alla mancanza dei Segretari. Proponendo ad esempio di poter utilizzare, in Comuni, Unioni di Comuni, Unioni montane, Comunità montane, i Vicesegretari. E chiedendo al Governo e ai Ministeri di intervenire in modo stabile, sul piano finanziario, per sostenere la spesa dei Comuni per i Segretari, che sono dipendenti del Ministero dell'Interno. Evitiamo di cadere in lobbismi - non Uncem - e in incrostazioni del passato. I ruoli apicali nei Comuni vanno ripensati alla luce delle sfide dell'oggi e del domani.
Occorre puntare fortemente sul ruolo di Segretari per i Comuni nella riorganizzazione del lavoro insieme delle Unioni di Comuni, Unioni montane, Comunità montane: riorganizzando i servizi dei diversi Comuni, portando funzioni, servizi, personale, cespiti finanziari nelle aggregazioni, si avrebbe una importante e decisiva riorganizzazione degli uffici pubblici di un intero territorio - oltre i confini amministrativi comunali - con i Segretari che diventano veri Manager della PA, lavorando insieme in pool per tutti i Comuni che fanno parte di una Unione o Comunità montana. In modo da rafforzare percorsi di interazione, collaborazione, confronto, dialogo. Si esce dalle emergenze se si esce dal campanile e dal municipalismo spinto - anche da alcuni, privati e pubblici ai quali i municipalismi fanno comodi. Si esce dal passato riorganizzando le macchine amministrative e il lavoro insieme dei Comuni. Le Comunità Montane dal 1973 hanno sempre fatto questo: chi le ha distrutte, in troppe Regioni, è complice del sistema oggi fragile degli Enti locali. Ricostruire Comunità, Montane e Marine, è decisivo. Attiviamo le Regioni, solleviamo chi è nel torpore dell'indecisione su cosa fare negli Enti locali.
I Segretari non siano più (se mai lo sono stati) burocrati della PA ed esegesi della norma, bensì devono essere veri "manager pubblici" dei territori, dei Comuni che lavorano insieme, che gestiscono servizi pubblici ma anche progetti di sviluppo locale. Manager pubblici capaci di orientare futuro, finanziamenti, progettualità, sviluppo. Comuni non da soli alla ricerca di queste figure, bensì insieme.
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
10/01/2026, 12:59
UNCEM TRASMETTE AI COMUNI UNA ORDINANZA DA ADOTTARE PER VIETARE I FUOCHI LIBERI NEI LOCALI CHIUSI
UNCEM ha inviato a tutti i Sindaci e agli amministratori locali una bozza di ordinanza-tipo per vietare l'utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici all'interno dei locali pubblici. Il provvedimento, redatto in linea con le indicazioni dell'Uncem nazionale, mira a prevenire incidenti legati a festeggiamenti ed eventi. L'iniziativa nasce a seguito della recente tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, dove l'uso di materiali infiammabili in un contesto pubblico ha causato gravi conseguenze e decine di giovani vittime. Il documento punta a tutelare l'incolumità fisica della popolazione e a proteggere il patrimonio pubblico e privato dal rischio di incendi. L'ordinanza prevede il divieto immediato di utilizzare candele pirotecniche, fontane luminose e qualsiasi tipologia di articolo pirotecnico su tutto il territorio comunale, con particolare riferimento ai luoghi al chiuso. Del tema ha parlato ieri anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Dovremmo ragionare della possibilità di vietare nei locali al chiuso l'uso degli scintillii che vengono messi nelle bottiglie per festeggiare perché è comunque un elemento che può essere di pericolosità", ha detto il Capo del Governo
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
14/01/2026, 19:03
MILLEPROROGHE, UNCEM: CONSENTIRE USO DEL VICESEGRETARIO NEI COMUNI E IN TUTTI GLI ENTI
Nel Milleproroghe è necessario venga resa stabile, per il prossimo decennio, la figura di Vicesegretario nei Comuni aventi popolazione fino a 5.000 abitanti - ovvero popolazione complessiva fino a 10.000 abitanti nel caso di Comuni che abbiano stipulato tra loro convenzioni per l'ufficio di segreteria - qualora sia vacante la sede di segreteria, singola o convenzionata, e la procedura di pubblicizzazione finalizzata alla nomina del segretario titolare ai sensi dell'articolo 15, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465, sia andata deserta e non risulti possibile assegnare un segretario reggente. Propongo venga modificato, da parte Vostra al più presto, l'articolo 16 ter, comma 9, del decreto legge 30 dicembre 2019 n. 162 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020 n. 8. È questo il testo dell'emendamento che Uncem ha nuovamente sottoposto a Parlamento e Governo. Uncem chiede a nome dei Comuni si possa consentire di usare il Vicesegretario, ove mancante il Segretario comunale, per evitare di avere Segretari con 10, 15 o anche 20 Comuni. La conferma di questa possibilità per i prossimi anni permetterebbe ai Vicesegretari di continuare a lavorare efficacemente nei Comuni e agli Enti stessi un'operatività che ora viene messa in forse dal termine normativo.
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
15/01/2026, 10:07
RIFORMA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, UNCEM: DA CHIARIRE COSA SONO GLI OSPEDALI DI TERZO LIVELLO E GLI OSPEDALI SELETTIVI
Come impatta la prossima riforma del Servizio sanitario nazionale sui territori montani, deve essere chiarito. Urgentemente approfondito. Lo chiede Uncem, che ha iniziato ad analizzare il testo del disegno di legge delega approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Un articolato per riscrivere l'architettura dell'assistenza territoriale e ospedaliera e, più in generale, il modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. Prevista una revisione del dimensionamento delle strutture complesse e l'introduzione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche. Ma anche la nascita di due nuovi livelli di ospedali, oltre a quelli di primo e di secondo livello. Sono gli ospedali elettivi, privi di pronto soccorso, chiamati a operare in rete con l'emergenza-urgenza, nel rispetto di tempi massimi di collegamento e requisiti uniformi di sicurezza e qualità, e gli ospedali di terzo livello. "Al Ministro della Salute Uncem dice di analizzare bene cosa abbiamo sui territori e cosa si vuole fare delle strutture ospedaliere delle zone montane - evidenzia Marco Bussone - Penso al Molise, con Iserna e Agnone, dove proseguono le mobilitazioni di Sindaci e Cittadini per salvare e potenziare le strutture. Cosa diventeranno? E nelle zone alpine, nei fondovalle, dove molte strutture sono state depontenziate negli ultimi dieci anni. Cosa ne sarà? Serve un quadro omogeneo che vogliamo da subito analizzare con le Regioni. Non possiamo trovarci con una riforma così importante e impattante sui cittadini non concertata e non analizzata dalle Regioni con gli Enti locali. Uncem fa la sua parte, a difesa delle comunità locali. Non si abbattano ospedali, non si tolgano pronto soccorso e reparti, non si riducano ulteriormente i servizi. Si scelga di potenziare un sistema territoriale che ha negli ospedali un punto fermo insieme con medici di medicina generale, soccorso in emergenza, farmacie dei servizi, case della salute, strutture per lungodecenza e cronicità. Non possiamo certo subire nuovi tagli di servizi e sicurezza di cure per chi vive e lavora nei territori montani alpini e appenninici".
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
27/01/2026, 18:04
BANDO PICCOLI COMUNI, UNCEM: SBLOCCARE I PROGETTI FINANZIATI URGENTEMENTE. MA LA LEGGE 158/2017 MERITAVA BEN ALTRO
"È urgente sbloccare il Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni. Sono 144 i Comuni finanziati, che ancora non hanno accesso ai finanziamenti. È grave, essendo uscita la graduatoria a inizio agosto 2024. Non si capisce dove si sia fermata la macchina. Uncem aveva più volte detto, sin dall'approvazione della legge che prevede il Piano, la 158/2017 sui piccoli Comuni che abbiamo contribuito a varare, che quel bando è stato una presa in giro. Una apposita Commissione, non sappiamo da chi composta, aveva valutato tra 2023 e 2024 - e non sappiamo i criteri - 2.638 progetti, riferiti a 3.359 Comuni, di cui 2261 Comuni singoli, 305 Comuni in convenzione e 72 Unioni. I progetti immediatamente finanziabili in base alle risorse disponibili presso il Bilancio del Ministero dell'interno, al momento pari a poco meno di 172 milioni euro, sono in totale 144. Solo 144 progetti finanziati. Un numero irrisorio di fronte a tanta tanta attesa, speranze, fiducia. Non si trattano i piccoli Comuni così. Con un bando che ha tradito l'articolo 13 della legge 158/2017 sui piccoli Comuni, da cui nascono finanziamenti e bando. Ovvero che i piccoli Comuni svolgono in forma associata le funzioni di programmazione in materia di sviluppo socio-economico nonché quelle relative all'impiego delle occorrenti risorse finanziarie, ivi comprese quelle derivanti dai fondi strutturali dell'Unione europea. Invece il bando ha messo tutti contro tutti. Proprio come già avvenuto con il PNRR. E i 144 progetti finanziati dimostrano che si doveva agire in modo diverso. Ora auspichiamo almeno questi vengano sbloccati".
Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
27/01/2026, 18:05
CON LINEA BIANCA E TGR ALTA QUOTA, RAI RACCONTA IN MODO NUOVO LA MONTAGNA. PLAUSO DA UNCEM. ORA AZIONE DI RACCONTO DEI TERRITORI PER LE OLIMPIADI
Un anno fa, Uncem e i Comuni montani avevano scritto ai Verci Rai dieci punti per il lavoro sui territori, per le Montagne italiane, per i Comuni montani. Un appello alla concretezza del racconto, dopo la chiusura di TGR Montagne che aveva generato forti nostre proteste. A distanza di un anno, possiamo dire come Uncem che passi avanti ne sono stati fatti. Con Linea Bianca, che prosegue con Lino Zani e Massimiliano Ossini, un ottimo racconto dei territori. E così con TGR Alta Quota, guidato da Roberta Serdoz, bravissima, con diverse redazioni regionali. Siamo soddisfatti. I Vertici Rai potrebbero migliorare la collocazione dei due format nel palinsesto, ma su questo ci lavoreremo - evidenzia il Presidente Uncem Marco Bussone - e faremo le giuste pressioni. Ora serve un racconto delle Olimpiadi che unisca quello che c'è tra Milano e Cortina. Le Alpi. Le valli appenniniche anche. Un racconto di economia, società, neopopolamento, oltre ad agricoltura e turismo. Siamo certi che potrà esserci questa narrazione che va oltre i Giochi. E che unisce aree urbane e zone montane. In un patto decisivo.
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
29/01/2026, 16:38
CLASSIFICAZIONE COMUNI MONTANI, SERIETA' E IMPEGNO DI UNCEM PER EVITARE CAOS
Da più di un mese, Uncem sta aiutando i Comuni a capire effetti e problematiche della nuova classificazione dei Comuni montani, prevista dalla recente nuova legge montagna varata dal Parlamento. Dopo gli incontri di Salerno e Biccari, venerdi 30 gennaio si terrà un incontro di Amministratori locali, con i vertici Uncem, a Sant'Ambrogio. Obiettivo è evitare ogni possibilità di caos, con la prima classificazione e con il sottoinsieme che, sempre ai sensi della legge, deve essere individuato per prevedere a quali Comuni vanno effettivamente gli incentivi previsti dalla norma. Uncem ha chiesto ai Comuni di compattarsi intorno alle urgenti necessità per i territori: a partire dall'aumento a 1 miliardo di euro del fondo montagna, fermo a 200 milioni di euro previsti dal Governo Draghi. Urgente il lavoro sulla riorganizzazione istituzionale, con troppe Regioni che hanno fragilità di Comuni soli, dopo aver distrutto svagliando le Comunità montane e non aver rigenerato associazionismo per sviluppo e servizi. Uncem chiede compattezza ai Comuni, evitando ogni possibile divisione, per essere più efficaci anche nelle fasi di definizione della nuova politica di coesione europea 2028-2034 e anche di fronte alla legge elettorale che potrebbe essere messa in cantiere a breve dal Parlamento. Fronti sui quali Uncem ha invitato gli Enti locali, oltre 3500 Comuni a essere forti e coesi. Evitando chi vorrebbe divisioni, fragilità, debolezze, per far prevalere altri interessi urbanocentrici.
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
29/01/2026, 16:45
DIRETTIVA EUROPEA REDIII, UNCEM: NO ALLA DEMONIZZAZIONE DI STUFE E CAMINETTI. SI ALLA SOSTITUZIONE CON IMPIANTI PIU RECENTI E CON MINORI EMISSIONI, MA CON INCENTIVI DELLE REGIONI
NO alla demonizzazione di stufe e caminetti a legno. SI alla trasformazione e alla sostituzione degli impianti più vecchi, con quelli nuovi, con minori emissioni, con maggiore efficienza e performance. Scaldano meglio e in modo pulito. La Direttiva RED III appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Uncem vuole applicarla fino in fondo, puntando sulle rinnovabili - non lo è certo il gas, tantopiù se in arrivo dalla Russia o da Paesi orientali dai quali dobbiamo ridurre ogni dipendenza - e varando piani regionali e nazionali che incentivino il "rinnovo del parco macchine". Anche utilizzare materiale di origine forestale certificato, va a vantaggio degli "ambienti", dell'ecosistema. L'Italia ha 12 milioni di ettari di foreste, ma continua a importare dall'estero oltre l'80% del legno che gli serve, anche per scopi energetici, pellet e cippato, tronchetti da ardere. Nel testo unico forestale, la legge 34 del 2018, abbiamo scritto cosa dobbiamo fare. Insistiamo e muoviamo ogni azione possibile investendo 400 milioni di euro previsti in Italia dalla Strategia forestale nazionale. Anche nel quadro delle Green Communities, delle Comunità Energetiche rinnovabili (che devono agire finalmente sul termico e non solo sull'elettrico), della Strategia per lo Sviluppo sostenibile. "Vogliamo ridurre le emissioni ma è stupido e banale demonizzare le biomasse, il legno - evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem - che vengono già utilizzate in tantissimi piccoli impianti domestici o in efficienti caldaie di scuole, municipi, a servizio di teleriscaldamento, che sono state pagate anche con fondi europei. Puntiamo sull'efficienza dell'impianto, ma servono incentivi per sostituire quelli obsoleti che abbiamo nelle case. Per mettere apparecchi a cinque stelle, senza fumi, con poche polveri. Evitiamo di banalizzare un tema complesso. Le grandi centrali a biomasse, che producono energia termica ed elettrica cippando intere foreste senza l'uso a cascata del legno che estraggono le imprese forestali, al nord come al sud, vanno fermate e convertite. Non sono sostenibili. Abbiamo invece molti esempi, dal Trentino a Ormea, sino a Pomaretto, e moltissimi altri, dove impianti termici collettivi a legno permettono il risparmio per le famiglie, a differenza del gas, e permettono pure di ridurre le emissioni in atmosfera, di costruire filiere forestali intelligenti, sostenibili e certificate, con materiale a metri zero. Ci lavoriamo con molte Regioni, a partire dal Piemonte. Le Regioni per attuare la REDIII vadano a sostenere gli impianti efficaci, nuovi, anche domestici. Lo diremo con Aiel, Fiper, Legambiente, PEFC, FSC, a fine febbraio 2026 a Progetto Fuoco a Verona. L'Italia è leader in Europa nella produzione di caldaie e stufe. Le facciamo benissimo. Sappiamo cosa vuol dire rispettare l'ambiente e le foreste. Lo sappiamo dire e certificare. E allora non demonizziamo a prescindere le biomasse. Riflettiamo e studiamo, facendoci anche aiutare da progetti europei com Praxair e Legno Nord-Ovest LENO, che hanno messo in fila regole, opportunità, soluzioni a vantaggio di Pubbliche Amministrazioni, imprese, cittadini".
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
30/01/2026, 17:53
FILIERE LEGNO A KLIMAHOUSE, BUSSONE: TROPPO POCO IL MATERIALE ITALIANO UTILIZZATO. INVESTIMENTI DELLE REGIONI COLMINO LACUNE STRUTTURALI NELLE LAVORAZIONI
"A Klimahouse c'è troppo poco legno italiano. Un grande evento, di prospettiva e visione. Siamo bravissimi a fare case in legno, magnifico design e grandissime capacità industriali, tanti posti di lavoro. Ma non usiamo purtroppo il legno delle nostre foreste. 12 milioni di ettari di bosco solo in parte pianificati e certificati, che non vanno nell'industria vera, come ci insegnano Austria, Svizzera, Paesi scandinavi. Altri Paesi europei sono pure venuti da noi a prendere il legname abbattuto da Vaia e ce lo hanno rivenduto lavorato. Abbiamo premiato i migliori progetti in legno a Bolzano, con il Wood Architecture Prize, abbiamo visto prodigi di architetti e ingegneri. Ma il legno italiano non fa parte del progetto. Le aziende italiane comprano materiali per tetti, pareti, pannelli, telai e xlam altrove. Forse vorrebbero prendere materiale autoctono, ma dove mancano filiere di approvvigionamento, quasi ovunque, tutto si blocca. Ecco che serve, per attuare la legge forestale nazionale e la strategia forestale, uno scatto delle Regioni. Quelle che finora stanno investendo ancora troppo poco. Realizzino con fondi europei regionali strutturali, Fesr in particolare, segherie e piattaforme logistiche di gestione, creino scuole formative per chi lavora nella filiera. Facciamolo insieme, anche nella federazione che Uncem, Pefc, Arca, CasaClima, Filiera Legno, Legambiente hanno costituito. Scegliamo il futuro. Vogliamo case, stalle, co-housing, capannoni fatti con legno italiano. Non per autarchia o sovranità forestale. Bensì per creare lavoro, valore, impresa, posti di lavoro, vita, vitalità nelle aree montane. Klimahouse dia la scossa al sistema".
Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.
Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
05/02/2026, 18:10
RESPONSABILITA' DEI CONTROLLI NEI LOCALI, ATTENZIONE ALLE COMUNICAZIONI DEI PREFETTI. UNCEM: NON CARICHIAMO I SINDACI DI RESPONSABILITA' IMPROPRIE
"Nei giorni scorsi, diverse Prefetture italiane hanno trasmesso ai Sindaci delle lettere che richiamano le note di Viminale e Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco in merito ai controlli e alle attenzioni che occorre fare per prevenire eventi drammatici nei locali pubblici, come quello avvenuto a Capodanno a Crans-Montana. Anche Uncem ha trasmesso una ordinanza tipo ai Comuni per vietare l'uso di fiamme libere, tranne i caminetti, nei locali pubblici. Occorre però fare attenzione e chiediamo ai Prefetti una accortezza. Non chiediamo ai Comuni e ai Sindaci cosa non sono in grado di fare, per competenze ovvero per dimensione e opportunità. Non si può chiedere a un Sindaco o a un Comune di mappare più volte l'anno, aggiornando, le criticità, le difficoltà, cosa sanno e cosa trovano nei locali dove sono invitati a fare controlli. Non scarichiamo sui Sindaci nuove ed eccessive responsabilità. Potrebbe essere controproducente per tutti, anche in sede di potenziale, ma non auspicabile, attività giuridica. Molti Comuni non hanno la Polizia locale e non sono in grado di riunire stabilmente le Commissioni per il pubblico spettacolo. Non diamo dunque, dalle Prefetture, nuove incombenze agli uffici comunali. Facciano bene, come tutti sappiamo, i Vigili del Fuoco, le forze dell'ordine. Ma attenzione a dare nuove responsabilità ai Sindaci, che già sappiamo, a Cuneo, a Crotone, o a Belluno, non sono in grado di sopportare e gestire".
Lo affermano Marco Bussone, Presidente Uncem nazionale, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.