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Provincia Autonoma di Trento 
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Appuntamento dal 7 al 10 aprile a Verona
LA “SQUADRA” TRENTINA A VINITALY 2013

Saranno circa 70 i produttori del nostro territorio presenti, accompagnati dal Consorzio Vini del Trentino, da Trentino Sviluppo - Turismo e Promozione, Fondazione Mach, Istituto Trento Doc, Istituto Tutela Grappa del Trentino e Strada del Vino e dei Sapori, ospitati nell'area istituzionale di 400 metri quadrati.

Dal 7 al 10 aprile il Trentino partecipa con la propria proposta vitivinicola alla 47ª edizione di Vinitaly. Una significativa vetrina internazionale, che ha nei numeri la propria forza propositiva: 94.862 metri quadrati di superficie, 4.255 espositori, 140.000 visitatori, circa 2.500 giornalisti accreditati. L’area istituzionale del Trentino sarà dislocata in uno spazio di circa 400 metri quadrati, al padiglione 3, organizzato dal Consorzio Vini del Trentino in collaborazione con Trentino Sviluppo Turismo e Promozione.
Lo stand quest'anno sarà suddiviso in spazi riservati alle istituzioni che operano sul territorio e che rappresentano le varie categorie del mondo vitivinicolo provinciale. In primis il Consorzio Vini del Trentino, incaricato della promozione istituzionale, che si presenta ufficialmente per la prima volta a Vinitaly con uno stand dedicato. Accanto al Consorzio ci sarà anche l’Istituto Trento Doc, che rappresenta il metodo classico di ben 39 produttori aderenti al marchio collettivo.
Inoltre l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, a capo di 28 soci, che promuove un distillato capace di proporsi con la modernità e la qualità che gli vengono riconosciute dal mercato nazionale ed estero, nonché la neonata Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che dallo scorso 1° gennaio raggruppa le cinque precedenti strade di Vallagarina, Lago di Garda e Dolomiti di Brenta, Colline avisiane Faedo e Valle di Cembra, Piana Rotaliana, Trento e Valsugana.
A far parte della vetrina trentina anche la Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all'Adige, che illustrerà le attività dei Centri ricerca e innovazione, trasferimento tecnologico, istruzione e formazione.
«La presenza del Trentino a Vinitaly – commenta Paolo Manfrini, direttore della Divisione Turismo e Promozione di Trentino Sviluppo – è resa possibile dall’impegno di tutti i produttori e dalla fattiva collaborazione instaurata con il Consorzio Vini, che da quest’anno cura con il nostro apporto anche la promozione del mondo vitivinicolo. Questo ha consentito di ritrovare unità ed equilibrio tra le diverse componenti del settore; di comunicare il rapporto vini trentini – montagna - Dolomiti attraverso la nuova immagine simbolo del portale d’accesso (vedi foto allegata) e degli stendardi del padiglione Trentino; di riunire i vignaioli nel cuore dell’area, primo passo verso una loro specifica valorizzazione; di interagire coerentemente con l’Istituto Trento Doc e con la Strada del Vino e dei Sapori, che proporrà significativi abbinamenti tra vini e tipicità agroalimentari del territorio. Il tutto nel segno della necessaria sobrietà e di una altrettanto indispensabile professionalità declinata in un fitto programma di incontri, seminari, degustazioni guidate, tutte dedicate ai vini testimoni del nostra terra».
Anche quest'anno nell’area istituzionale sarà allestita la saletta degustazioni, dove nelle giornate di domenica, martedì e mercoledì, verranno proposti agli ospiti approfondimenti della durata di 20 minuti, tutti focalizzati su vini e grappe del territorio. La novità del 2013 è la collaborazione con l’Unione Italiana Vini, che con il suo contributo arricchirà l’offerta con la proposta di degustazioni sensoriali.
Il programma prevede domenica 7 aprile alle 10.30 “L’eccellenza della Valle di Cembra, viticoltura di montagna”, alle 15 “Teroldego rotaliano D.O.C.: analisi sensoriale di un rosso antico dalle grandi potenzialità di sviluppo”, alle 16 “Trentodoc dosaggio zero: essenza di montagna” e alle 17 “Trentino Grappa, spiritose sensazioni”. Lunedì lo spazio sarà riservato “professionisti” del settore. Una decina di buyer internazionali incontreranno infatti 20 cantine e distillerie trentine.
Martedì, ancora momenti di approfondimento: alle 11 “Trentino DOC Nosiola: analisi sensoriale di un bianco ad alta originalità”, poi alle 12.30 “Le grandi riserve del Trentodoc”, alle 14 “Trentino DOC Marzemino. Stesso vitigno, diverse interpretazioni”, alle 15.30 “Trentino D.O.C. Vino Santo. Il fascino di un “dolce” di montagna” e infine, alle 17 “Trentino Grappa, cogliamone le sfumature”.
Nella giornata conclusiva di Vinitaly, spazio ai seminari con protagonista Trentodoc, Müller Thurgau, Marzemino e Grappa. Ad ore 11 “Brut, Millesimato, Riserva e Rosé: tipologie del Trentodoc”, alle 12.30 “Trentino D.O.C. Müller Thurgau: territori di produzione a confronto” e alle 14 “Il Teroldego rotaliano D.O.C. e il suo territorio: analisi sensoriale in un viaggio tra le grandi annate del rosso autoctono trentino”. Chiusura in bellezza, infine, con “Trentino Grappa, giovane o invecchiata”, alle 15.30.
Tra gli appuntamenti clou, lunedì alle ore 11 presso il Palaexpo (Sala Tulipano, ingresso A1), è in programma il seminario “Enologia trentina, quando è la montagna a fare la differenza - Degustazione di grandi vini storici trentini provenienti da vigneti “ad alta quota” con il giornalista del Gambero Rosso Marco Sabellico e l'enologo Enrico Paternoster . Tutti i vini saranno serviti con dei finger food ideati da Diego Rigotti, miglior chef emergente d’Italia.

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05/04/2013, 20:03
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PACHER: AREE PROTETTE, PER SCOMMETTERE SU UNO SVILUPPO DI QUALITA'

E' possibile coniugare temi apparentemente distanti come la protezione dell'ambiente e lo sviluppo economico? Aree protette e turismo sono termini antitetici? Il dibattito è in corso a Grumes, dove amministratori pubblici e addetti ai lavori si sono riuniti per discutere appunto attorno al tema del "Turismo nelle aree protette" organizzato in occasione della Giornata dedicata agli '"ambienti tutelati". Ad aprire i lavori il presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, secondo il quale le aree protette rappresentano il terreno ideale per far crescere modelli di sviluppo basati sul rispetto, sulla qualità; con un occhio di riguardo ai giovani cui l'ente pubblico dedica particolari incentivi proprio per stimolare un nuovo modo di fare impresa.

Pacher, dopo aver ringraziato operatrici ed operatori che in molti anni hanno consentito con il loro impegno di consolidare la fotografia che ritrae la realtà delle aree protette (si parla del 30 per cento della superficie del territorio provinciale), ha parlato di crescente consapevolezza: "Si sta radicando tra tanti amministratori l'idea che puntare su una valorizzazione sensata del territorio attraverso reti di riserve e parchi, di varia configurazione - ha detto - significa puntare su un modello intelligente di sviluppo del Trentino. Oggi, più che di crescita bisogna parlare di sviluppo. Sono concetti differenti. Quando si parla di crescita si ragiona in termini quantitativi. Sviluppo vuol dire invece "maturazione", "approfondimento di tratti caratteristici". Forse il Trentino non ha bisogno di mettere sempre dei "più" davanti a delle cifre e penso che "turismo sostenibile" significhi anzitutto capacità di dire ai nostri ospiti "chi siamo", che cosa ci differenzia da altri luoghi del mondo dove magari è possibile "replicare" i modelli del turismo di massa".
A questa consapevolezza, ha ricordato Alberto Pacher, si è giunti attraverso l'impegno di tanti, anche di amministratori locali, sindaci coraggiosi che si sono fatti carico di avviare un dibattito che nel suo svilupparsi ha trasformato il tema in qualcosa che le comunità sentono come proprio, non come una decisione calata dall'alto. Ed anche gli strumenti normativi si evolvono di conseguenza, come testimoniano le modifiche introdotte in Consiglio provinciale alla legge 11. "La vera scommessa - ha commentato il presidente della Provincia - sta ora nel concretizzare le opportunità codificate, far crescere le occasioni affinché attorno a queste presenze si strutturi della microimprenditorialità, penso ad esempio a pacchetti turistici che riescano a far scoprire il territorio e a farlo comprendere nella sua essenza. I giovani in tutto questo potranno fare la differenza, sfruttando - mi auguro - gli strumenti che la Giunta ha pensato per loro nel cosiddetto "piano per l'imprenditorialità giovanile: da loro potranno arrivare idee efficaci per un'offerta turistica flessibile, a basso costo magari ma più vera e profonda"

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05/04/2013, 20:19
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Tre nazioni, 80 istituti e 1.500 studenti in gara. Nuova sfida su un edificio in legno
ALLE “CAD OLYMPICS” DEBUTTA IL PREMIO PER LA CASA IN LEGNO ARCA

Una casa in legno in stile campano, sardo o addirittura croato? Non è un gioco, o meglio sì. Ma un gioco molto serio. Debutta infatti quest’anno all’interno di CAD Olympics 2013, dodicesima edizione delle olimpiadi per programmatori CAD lanciate nel 2001 dall’Istituto “Fontana” di Rovereto, una sezione speciale riservata alle costruzioni in legno progettate secondo i parametri ARCA. Gli oltre 1.500 studenti in gara, in rappresentanza di 80 istituti di 19 regioni italiane, comprese 4 scuole slovene e 2 croate, potranno sfidarsi a colpi di prospetti e simulazioni in 3D nel progettare una villetta in legno di 140 metri quadrati secondo i parametri prestazionali ARCA “Green”, ma tenendo conto anche dei canoni architettonici tipici della propria terra. I progetti, che dovranno pervenire entro il 30 aprile, verranno valutati da una giuria tecnica e premiati il 25 maggio prossimo con tanto di medaglia e assegni in denaro, proprio come una vera olimpiade.
«Un’iniziativa, questa del premio speciale riservato alla progettazione di una casa in legno – spiega Andrea Vinante, docente presso l’Istituto “Fontana” – che conferisce ulteriore interesse all’edizione 2013 delle CAD Olympics, permettendo ai ragazzi di sfidarsi su un terreno nuovo. Il fatto poi che ciascun progetto debba essere conforme allo stile, al paesaggio e alla tradizione architettonica di luoghi diversi, in Italia ma anche all’estero, può costituire per ARCA un banco di prova interessante, in grado di testare l’efficacia e l’appeal anche in altri contesti climatici e paesaggistici del sistema di certificazione ideato in Trentino».
«Puntiamo molto sulla collaborazione con le scuole – sottolinea Mauro Casotto, amministratore unico di ARCA Casa Legno - e crediamo che le CAD Olympics possano contribuire a coltivare negli studenti degli istituti per geometri, i progettisti e gli esperti di cantiere di domani, la curiosità e l’interesse per le costruzioni in legno. Può inoltre rappresentare per loro una valida prospettiva professionale, considerata la crisi dell’edilizia tradizionale opposta invece alla vivacità dal settore dell’edilizia sostenibile ed in particolare delle costruzioni in legno».
Le CAD Olympics, competizione individuale riservata agli studenti degli istituti tecnici per geometri, sono organizzate dall’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Felice e Gregorio Fontana” di Rovereto e dall’Associazione per l’insegnamento del Cad, con la collaborazione del Dipartimento Istruzione della Provincia autonoma di Trento.
A queste singolari Olimpiadi di Autocad partecipano un numero crescente di scuole: dai 6 istituti e 76 studenti, tutti trentini, della prima edizione targata 2001 si è infatti passati agli 80 istituti e 1.500 studenti in rappresentanza di 19 regioni italiane, ma anche di Slovenia e Croazia, dell’edizione di quest’anno che, dopo la fase nazionale che si terrà il 3 maggio a Lanciano (Chieti), vivrà la sua sfida finale il prossimo 25 maggio a Rovereto.
In quell’occasione verranno premiati anche i vincitori della sezione speciale “Progetta una casa in legno ARCA”, organizzata in collaborazione con ARCA Casa Legno, la società di Trentino Sviluppo al quale è affidato il compito di promuovere il primo sistema di certificazione per edifici con struttura portante in legno.
Gli studenti futuri geometri si sfideranno quindi nella progettazione di una casa unifamiliare di 140 metri quadrati a due o più piani. Il progetto dovrà essere conforme al livello “Green” del regolamento tecnico ARCA e l’edificio dovrà essere collocato nel territorio della regione di appartenenza: i concorrenti dovranno quindi tener conto, nel sviluppare la loro ideale casa in legno, anche dei canoni stilistici ed architettonici tipici della propria terra e del contesto paesaggistico nel quale la villetta di colloca.
I progetti, che dovranno pervenire alla Segreteria delle CAD Olympics, presso l’Istituto “Fontana” di Rovereto entro il prossimo 30 aprile, verranno valutati da una Giuria tecnica composta da Antonio Frattari, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell'Università degli studi di Trento, dai professori ed architetti Andrea Vinante e Franco Cramerrotti (Istituto “Fontana”), dagli ingegneri Stefano Menapace (ARCA) e Francesca Dalpiaz (Trentino Sviluppo) e da Patrick Ribaga (Sintech Home Srl) in rappresentanza di progettisti e costruttori di case in legno.
Il 25 maggio, nell’ambito della premiazione internazionale di CAD Olympics, si terrà anche l’assegnazione dei premi previsti dalla sezione speciale dedicata alla casa in legno: 2.500 euro per il primo classificato, 1.500 euro per il secondo e 1.000 euro per il terzo. I progetti vincitori saranno esposti in una mostra allestita presso la stessa scuola roveretana.

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06/04/2013, 19:47
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Fiera aperta da oggi fino al 10 aprile
A VINITALY IL MEGLIO DELLA VITIVINICOLTURA TRENTINA

Molta gente all'inaugurazione della 47ª edizione. Sono 70 i produttori del nostro territorio presenti, buona la partecipazione allo stand istituzionale promosso dal Consorzio Vini del Trentino e Trentino Sviluppo - Turismo e Promozione. Presentate al pubblico le tre nuove guide dedicate a vini del territorio, Trentodoc e Trentino Grappa

Da oggi al 10 aprile il Trentino partecipa con la propria proposta vitivinicola alla 47ª edizione di Vinitaly. Settanta produttori, un'area istituzionale di 400 metri quadrati, organizzata dal Consorzio Vini del Trentino in collaborazione con Trentino Sviluppo Turismo e Promozione, sono alcuni dei numeri che descrivono l'impegno della nostra provincia alla Fiera di Verona.
Si è vista tanta gente nella giornata inaugurale e lusinghiera è stata la partecipazione alle degustazioni guidate dei vini trentini (quattro quelle in programma oggi) organizzate nella saletta “dedicata” collocata all'interno dello stand della Farfalla. In mattinata sono inoltre state presentate le tre nuove guide informative, che presentano l'intero mondo vitivinicolo trentino. Mentre per quella di Trentodoc si tratta di un "restyling" e di un aggiornamento, per le altre due, Trentino Grappa e panorama vitivinicolo trentino, si tratta di nuove edizioni, con una rinnovata veste grafica e nuovi contenuti, a partire dal messaggio che appare sulla copertina: “Vini baciati dalle Dolomiti”. Questa frase, che accompagna la guida ai vini del territorio, è tra l'altro quella che accoglie i visitatori nello stand dedicato ai vini trentini e che campeggia all'ingresso del padiglione, in un bella immagine (promossa anche su spunto dei produttori) che richiama con forza il concetto di montagna e che sostituisce quello più stilizzato e geometrico degli scorsi anni. All'interno di ciascuna guida, accanto ad una presentazione semplice ma esaustiva delle tipologie di vino e dei produttori e distillatori, si trova una pratica cartina staccabile, utile per individuare sul territorio le varie realtà enologiche trentine.

«La Provincia ha voluto, con la recente riorganizzazione, affidare la promozione ai produttori, i veri protagonisti della vitivinicoltura. Un modo per legare questo mondo a doppio filo con la tutela e la salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità, nella direzione in cui va tra l'altro anche la nuova Politica agricola comunitaria. – ha affermato nel corso della conferenza stampa di inaugurazione l'assessore provinciale all'agricoltura Tiziano Mellarini – La vitivinicoltura trentina sta conquistando quote di mercato e riconoscimenti che ne riconoscono la qualità e questo ci fa ben sperare per il futuro, come abbiamo potuto percepire a Prowein. Resta per noi immutato il dovere di perseguire la strada della qualità e del fare sistema tra le varie anime della vitivinicoltura provinciale. Il mio grazie va ai produttori, che hanno iniziato davvero un nuovo percorso. Voglio ricordare che in questa edizione di Vinitaly ci sono anche altri prodotti trentini protagonisti, come l'olio di oliva del Garda, che sta ottenendo riconoscimenti di grande prestigio».
«Quest'anno abbiamo voluto imperniare la nostra presenza a Vinitay sui cardini della qualità e della professionalità, con incontri tecnici distribuiti sull'arco delle quattro giornate dedicati agli interessati, che hanno fatto segnare il tutto esaurito» ha detto Paolo Manfrini, sottolineando anche la portata della collaborazione tra Trentino Sviluppo, nel quale ricopre il ruolo di direttore della Divisione Turismo e Promozione e Consorzio Vini del Trentino.
Parole confermate da Elvio Fronza, presidente del Consorzio Vini: «Il nostro è un lavoro finalizzato alla promozione della qualità dei nostri prodotti, di standard di produzione avanzati, per questo stiamo lavorando in sinergia con Trentino Sviluppo – Divisione Turismo. Vogliamo aumentare la forza dei nostri marchi, perché ciò significa credere nel territorio. Lo stand comune è la prova di questa sinergia».
Infine Enrico Zanoni, presidente di Trentodoc: «C'è soddisfazione per il riconoscimento del ruolo strategico di Trentodoc, reso possibile grazie anche alla vicinanza delle istituzioni. Sono stati anni importanti di lavoro, che stanno dando frutti, come testimoniano i dati relativi alle bollicine trentine. A fronte di un tiraggio stabile, la domanda aumenta del 3% (con vendite concentrate in Italia al 95%) e presenta ulteriori opportunità di crescita, seppur contenuta. A livello internazionale vedo mercati come Stati Uniti mandare segnali positivi».

Domani si prosegue, con un main event firmato Trentino: alle ore 11 presso il Palaexpo (Sala Tulipano, ingresso A1), è in programma il seminario “Enologia trentina, quando è la montagna a fare la differenza - Degustazione di grandi vini storici trentini provenienti da vigneti ad alta quota” con il giornalista del Gambero Rosso Marco Sabellico e l'enologo Enrico Paternoster. Tutti i vini saranno serviti con finger food ideati da Diego Rigotti, miglior chef emergente d’Italia. Mentre nello stand istituzionale spazio agli incontri tra buyer e produttori.
Martedì e mercoledì, invece, tornano gli approfondimenti nella saletta degustazioni, della durata di 20 minuti ciascuno, tutti focalizzati su vini e grappe del territorio.

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09/04/2013, 7:31
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Appuntamento in Val di Non, dall'11 al 14 aprile con eventi culturali, enogastronomici e ludici
FIORI ROSA, FIORI DI «FIORINDA»

La Val di Non è conosciuta a livello nazionale ed internazionale per le mele. Ma c'è una stagione dell'anno, prima della maturazione del frutto e dopo i rigori dell'inverno, nella quale la natura si risveglia ed i grandi meleti della vallata iniziano a ricoprirsi di fiori. La primavera è la stagione della fioritura di questi alberi, che colorano di bianco e di rosa l'intera zona e che da quest'anno saranno al centro di una nuova manifestazione. Si tratta di «Fiorinda», l'evento promosso dalla Pro Loco di Taio, che avrà luogo da giovedì 11 a domenica 14 aprile a Mollaro, in quella che sarà una vetrina di tutte le bellezze naturali e le ricchezze enogastronomiche della valle. Con questo appuntamento gli organizzatori si rivolgono a residenti e ospiti, con un occhio di riguardo alle famiglie.

L’evento è stato presentato questa mattina dai vertici di Apt di valle e Pro loco, del sindaco di Taio Stefano Cova e della coordinatrice della Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, Patrizia Pezzi. «Fin dal primo istante – ha spiegato Andrea Paternoster, presidente della locale Apt – abbiamo voluto sostenere con forza questa iniziativa, perché va a valorizzare un momento dell'anno, come la primavera, molto suggestivo e colorato per la nostra valle. Puntiamo a far diventare «Fiorinda» un appuntamento annuale, legandolo ad altri eventi importanti come Pomaria». Si tratta di un'iniziativa partita dai giovani, che hanno riportato in vita, dopo oltre vent'anni di assenza, la Pro loco a Taio. Gli stessi ragazzi ora sono in prima fila sia nell'organizzazione, sia nella promozione di questa rassegna.
«L'obiettivo finale di Fiorinda è il coinvolgimento dei turisti – hanno commentato Ilaria Magnani ed Elisa Chini, rappresentanti della Pro loco – ma prima ancora del territorio. Vogliamo che tutta la valle celebri la rinascita della natura dopo l'inverno: per questo abbiamo coinvolto il mondo industriale e produttivo, assieme a quello del volontariato e dell'associazionismo, promuovendo una serie di appuntamenti per tutte le età, dai bambini fino agli adulti, con particolare attenzione alla solidarietà».
Ad aprire questa prima edizione di «Fiorinda» sarà, alle 20.30 di giovedì 11 aprile presso l'auditorium comunale di Taio, Umberto Viola del Servizio agricoltura della Provincia, che proporrà un dibattito dal titolo «Per fare un giardino... servono tanti fiori (e non solo)». Nella serata di venerdì 12 aprile, invece, la sala congressi del consorzio Co.ce.a di Taio ospiterà una tavola rotonda dal titolo «Agricoltura, artigianato, turismo, industria e nuove potenzialità. Quale sviluppo per la Val di Non ed i suoi giovani dopo la crisi?». Relatore Carlo Borzaga, affermato studioso di impresa sociale nonché professore di Politica economica alla Facoltà di Economia dell'Università di Trento. Dopo queste due serate, nella mattinata di sabato alle ore 11 si terrà l'inaugurazione ufficiale della manifestazione, con il via alle visite guidate del Castello di Mollaro, un gioiello poco conosciuto, di Mondo Melinda e delle diverse mostre allestite per l'occasione. Sarà possibile conoscere alcuni dei siti culturali più importanti della zona, dalle chiese di San Rocco e di San Marcello fino al museo di Padre Kino ed alla Pieve di Torra, mentre fino alle 18 saranno attivi laboratori per bambini e adulti e saranno proposte passeggiate in bicicletta nei percorsi ricavati fra i meleti.
Accanto alle degustazioni di prodotti tipici, a partire ovviamente dalla mela, si potrà andare alla scoperta del territorio ed assistere ad antichi riti quali la forgiatura dei ferri per il cavallo e la ferratura con maniscalco e fabbro, lasciarsi catturare dalle dimostrazioni degli antichi mestieri come l'aratura dei campi e visitare il mercato florvivaistico.
Alle 20 la cena di gala con raccolta fondi per la Fondazione Trentina per l'Autismo, mentre dalle 21 musica e spettacolo la faranno da padroni. Domenica si inizierà presto, già alle 8 del mattino, con tutte le iniziative in programma.
Anche in questa giornata gli appuntamenti culturali si affiancheranno a quelli enogastronomici, una ricca scaletta di eventi che si concluderà con una cena nella quale verrà proposto un menù di piatti emiliani per raccogliere fondi a favore delle vittime del terremoto che ha colpito quella regione.

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11/04/2013, 14:25
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Approvato dalla Giunta provinciale l'Accordo di programma, via libera anche al Piano di gestione della Rete di riserve dell'Alta Valle di Cembra
RETI DI RISERVE: NASCE IL "PARCO DEL BALDO"


Sviluppo e sostenibilità: è in questo binomio - tradotto dalle direttive europee in materia ambientale nel paradigma delle "3 E": ecologia, equità, economia - che trovano terreno fertile anche le reti di riserve del Trentino. Tema del quale si è occupata nuovamente oggi, con due distinti atti, la Giunta provinciale. Le delibere, firmate dal presidente Alberto Pacher, riguardano l'approvazione del Piano di gestione della Rete di riserve dell'alta Valle di Cembra - Avisio e l'approvazione dell'Accordo di programma per l'attivazione di una nuova rete di riserve, quella del "Parco Naturale Locale del Monte Baldo".

Rete di Riserve dell'Alta Valle di Cembra
La Rete di riserve dell'alta Valle di Cembra, alla quale viene data ora concreta attuazione, è stata fortemente voluta dai Comuni di Capriana, Faver, Grauno, Grumes e Valda, che hanno già provveduto ad adottare in via definitiva il relativo piano di gestione, che si apre proprio con un capitolo dedicato alla definizione delle strategie di conservazione che si intendono mettere in atto attraverso la rete, evidenziando come il collegamento tra valorizzazione e conservazione delle risorse naturali sia l'elemento essenziale nella scelta degli obiettivi e delle azioni inserite nel piano.
Per quanto riguarda la valutazione delle incidenze ambientali, le azioni previste dal piano di gestione - si legge nella delibera - sono costituite in parte rilevante da interventi ed attività finalizzati al miglioramento ambientale, sia nell'ambito dei siti della Rete Natura 2000, sia nei contesti circostanti. Ne risultano azioni aventi ricadute dirette per lo più positive sulle specie e gli habitat tutelati.
La Rete di riserve dell'alta Valle di Cembra occupa una superficie complessiva di circa 3.300 ettari, da quota 439 a 1.806 metri, un'area nella quale sono comprese varie aree protette, quali i S.I.C. (siti di interesse comunitario) Lago Nero, le riserve naturali provinciali Prati di Monte, Paluda la Lot e Laghetto di Verdes, le riserve locali Cavallo e Palù del Moro e naturalmente il torrente Avisio. Aree di grande interesse e valore naturalistico la cui gestione passa ora di fatto in capo ai Comuni, che in esse vedono una opportunità di volano economico, turistico in particolare, a vantaggio delle comunità locali.

Rete di Riserve del Monte Baldo
"Erede" della Rete di riserve di Brentonico è invece la nascente Rete di riserve del Monte Baldo, che assumerà la denominazione di Parco Naturale Locale, ferma restando la possibilità di attribuire un nome tematico che connoti il parco rispetto agli elementi naturalistici del territorio del Baldo. Il relativo Accordo di programma, approvato oggi dalla Giunta provinciale contestualmente alla prima adozione del progetto di Piano di gestione, vede l'adesione dei Comuni di Ala, Avio, Brentonico, Mori, Nago-Torbole e della Comunità della Vallagarina e dell'Alto Garda e Ledro.

L'idea di individuare nell'istituzione di un Parco Naturale sul Baldo trentino il progetto chiave per uno sviluppo culturale, sociale ed economico sostenibile dell'Altopiano trova le sue premesse fin dai primi anni settanta. Al 1972 risale infatti l'istituzione della Riserva Botanica di Corna Piana, mentre nel 1987 il Pup individuò i biotopi protetti di "Corna Piana", "Fobbie - Laghetto della Polsa" e "Pasna", a cui seguirono, in attuazione della direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli" e nell'ambito della Rete europea Natura 2000 i Siti di interesse comunitario (SIC) "Corna Piana", "Bocca d'Ardole/Corno della Paura", "Monte Baldo di Brentonico", "Talpina-Brentonico" e "Monte Baldo - Cima Valdritta", e la Zona di protezione speciale (ZPS) "Bocca d'Ardole/Corno della Paura".

A connotare l'alto valore naturalistico del Monte Baldo è la sua straordinaria biodiversità floreale e botanica, un "paradiso" che già i botanici, gli speziali-farmacisti, gli studiosi ed i naturalisti del 1440 avevano imparato a conoscere. E fu proprio grazie a tale ricchezza botanica che il Monte Baldo fu definito nel 1584 "Hortus Italiae" e poi nel 1745 "Rarorum plantarium hortus". Lo stesso scrittore trentino Aldo Gorfer ci ricorda che la storia del Baldo s'intreccia con la storia della nomenclatura botanica e che parecchi vegetali si denominano nell'aggettivo qualificante la specie baldensis, cioè del Monte Baldo.
Da allora, attraverso i secoli fino ai giorni nostri, il Monte Baldo è stato mèta di studiosi botanici di tutto il mondo che ne hanno esaltato tale ricchezza botanica evidenziandone le peculiari caratteristiche che non finiscono mai di stupire. A conferma di ciò nell’estate del 2007 proprio sul Baldo i botanici Alessio Bertolli e Filippo Prosser del Museo Civico di Rovereto hanno rinvenuto gli unici esemplari di un’entità botanica (Brassica repanda subsp. baldensis) fino ad allora sconosciuta.

Per conservare e valorizzare tale biodiversità, negli anni Ottanta del ‘900 una serie di rassegne floreali biennali, organizzate da cittadini e associazioni di volontariato di Brentonico sotto il nome “Il Fiore del Baldo” hanno riportato alla ribalta nazionale e internazionale le peculiarità botaniche della montagna suscitando vasta eco non solo nel mondo degli specialisti ma anche tra gli appassionati, i cittadini comuni, le scolaresche e i turisti di ogni parte d’Italia e d’Europa. In linea con le profonde tradizioni che hanno mantenuta viva la sensibilità dei residenti sulla qualità dell’ambiente, la corretta gestione del territorio in armonia con le attività antropiche tradizionali è sempre stata una delle grandi preoccupazioni e aspirazioni delle amministrazioni comunali dell’Altopiano, che nel tempo hanno attivato e sostenuto iniziative volte alla valorizzazione delle peculiarità ambientali del Monte Baldo.

Tra le azioni prioritarie individuate per il primo triennio di gestione del nuovo Parco del Baldo vi sono misure di tutela e conservazione per gli habitat, per la flora e la fauna, monitoraggi e azioni di promozione socio-economica e di fruizione sociale. E' prevista anche l'adesione della Rete di riserve alla Carta europea del turismo sostenibile. Due specifiche azioni sono poi previste nell'ambito del progetto LIFE + T.E.N., finalizzate alla realizzazione di un inventario degli interventi di tutela attiva e di ricostruzione della connettività e di un progetto integrato di salvaguardia degli habitat e di sviluppo socio-economico.

Obiettivo di carattere generale dell'Accordo di Programma è quello di assicurare una gestione unitaria e coordinata delle aree protette afferenti al Monte Baldo, finalizzata alla conservazione attiva delle stesse, alla tutela e al miglioramento dello stato di conservazione delle emergenze ambientali e alla loro valorizzazione in chiave educativa e ricreativa. In particolare l’accordo di programma, che ha durata triennale, è finalizzato alla salvaguardia, sostegno e promozione delle tradizionali attività che fanno riferimento all’uso civico, alla selvicoltura, all’allevamento zootecnico, al pascolo, all’agricoltura di montagna, al taglio del fieno, alla raccolta del legnatico, alla caccia, alla pesca, alla raccolta dei funghi e dei frutti del bosco e all’apicoltura, nonché le attività ricreative, turistiche e sportive compatibili, come elementi costitutivi fondamentali per la presenza antropica nelle aree di montagna;

Accanto all'impegno di mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente le specie e gli habitat dei siti Natura 2000, si vuole promuovere, in coerenza con quanto afferma la Carta Europea del Turismo Sostenibile, la rete di riserve in un'ottica di valorizzazione del turismo sostenibile, la promozione della partecipazione dei cittadini e portatori di interesse (attraverso il Forum territoriale), la qualificazione e diversificazione dell'offerta turistica sostenibile riconoscendo il territorio come primo fattore di attrattiva.

Per perseguire tali obbiettivi non saranno introdotti ulteriori vincoli e divieti rispetto a quelli già stabiliti dalla normativa comunitaria, nazionale e provinciale per le specifiche tipologie di aree presenti nella Rete di Riserve, in materia di gestione del territorio e di svolgimento delle attività tradizionali, fatte salve decisioni prese all’unanimità dalla Conferenza della Rete, l'organo di gestione composto dai sindaci dei Comuni e dai presidenti delle Comunità aderenti. Saranno altresì facilitate e rese accessibili a tutti gli operatori economici (allevatori, agricoltori e operatori turistici in particolare) attraverso idonei sportelli in loco, le procedure burocratico/amministrative relative alle attività economiche e tradizionali che dovessero interessare l’area della Rete di Riserve. Tali sportelli dovranno anche facilitare l’accesso a misure di finanziamento (fondi provinciali, P.S.R., ecc.) da parte degli operatori privati per le operazioni di gestione della Rete di riserve previste nel Piano di gestione della stessa.

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Si è conclusa con numeri in crescita, la quattro giorni veronese
VINITALY, UN BILANCIO CHE GUARDA ALL'ESTERO

La Fiera fa segnare un +10% di presenze internazionali, confermando l'importanza di questi mercati per la vitivinicoltura italiana. Positivi i riscontri in termini di incontri con i buyer per le 70 realtà trentine rappresentate e ottima partecipazione alle degustazioni guidate organizzate nello stand istituzionale.

A chiusura della quattro giorni, Vinitaly conferma la propria vitalità ed il bilancio per i produttori trentini è senza dubbio positivo. Con 148.000 presenze (+6%), delle quali 53.000 estere, la rassegna veronese conferma la propria leadership europea tra le fiere del vino dedicate al business. Grande l'attenzione ai mercati stranieri, che crescono e danno risposte positive, testimoniate anche dal +10% rispetto all'edizione 2012 di presenze internazionali. In aumento il numero di giornalisti, che sale a 2.643 in rappresentanza di 47 Paesi, contro i 2.494 e 42 nazioni dello scorso anno.

Riscontri positivi anche da parte dei produttori trentini, presenti al Vinitaly in rappresentanza di 70 realtà, dai vignaioli alla cooperazione, alle grandi cantine, fino ad arrivare all'area istituzionale, concentrata nello stand promosso dal Consorzio Vini del Trentino e Trentino Sviluppo Turismo e Promozione. Quello del Trentino – dicono gli osservatori – è stato, assieme al Veneto e alla Sicilia, il padiglione più visitato. Merito anche della scelta di legare sempre più la produzione vitivinicola al brand Dolomiti, esplicitata già all'ingresso dello stand con il nuovo slogan “Vini baciati dalle Dolomiti” su sfondo fotografico, ripreso all'interno del padiglione nelle grafiche promozionali.
«Si tratta – spiega l'assessore provinciale all'agricoltura Tiziano Mellarini – di un passo deciso verso quella riconoscibilità del prodotto che ci viene sempre più richiesta dal mercato e che per il Trentino significa innanzitutto montagna e Dolomiti. Vinitaly ha dato quest'anno delle risposte positive alla nostra vitivinicoltura, confermando la qualità della proposta e l'interesse dei mercati verso i nostri prodotti. Un segnale importante in tempi di congiuntura economica difficile».
Bene anche il riscontro per quanto riguarda le degustazioni, proposte in una saletta dedicata, che hanno fatto registrare il tutto esaurito e in diversi casi un afflusso di prenotazioni superiore ai posti disponibili. Fra tutte, da segnalare quella realizzata in compagnia di Marco Sabellico ed Enrico Paternoster e denominata “Vini d'alta quota”, nella quale i relatori hanno avuto modo di sottolineare gli effetti del clima di montagna sulla caratterizzazione di un vino, a livello di struttura e di gusto. Dal canto suo, il Trentodoc, ha confermato il proprio ruolo di alfiere della vitivinicoltura di casa nostra, catalizzando l'attenzione della stampa di settore ed i commenti entusiasti degli esperti, a conferma di una crescita costante sul versante della qualità e dell'autorevolezza.
«Tra le cose più positive – sottolinea Fabio Piccoli del Consorzio Vini – da rilevare la presenza massiccia di buyer e professionisti del settore, che hanno dato delle risposte positive dal punto di vista economico con tanti accordi commerciali conclusi, soprattutto nella giornata di lunedì». In crescita i buyer esteri provenienti dai mercati tradizionali, ma anche dai Paesi emergenti, sempre più interessati al vino italiano, quali Cina e Russia. Un segnale positivo al quale il Trentino guarda con attenzione.

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I vini FEM tra i 25 vincitori del 2° Concorso enologico istituti agrari d’Italia
CONCORSO ENOLOGICO ISTITUTI AGRARI, VINI FEM PREMIATI DAL MINISTRO CATANIA

I vini della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige “Trentino doc Pinot nero 2011”, “Trentino doc Sauvignon 2011”, “Vigneti delle Dolomiti IGT Incrocio Manzoni Castel San Michele 2011” figurano tra i 25 prodotti enologici d’eccellenza vincitori del 2° Concorso enologico istituti agrari d’Italia indetto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca in collaborazione con Assoenologi. Cinquantuno le etichette in gara di 23 istituti agrari, in rappresentanza di 14 regioni italiane. La premiazione è avvenuta in occasione di Vinitaly 2013 alla presenza del ministro delle politiche agricole, Mario Catania. Per la Fondazione Mach erano presenti il docente Massimo Bertamini con gli studenti del corso per enotecnici, Gabriele Furletti e Alex Tavernar.

Il concorso si propone di evidenziare le migliori produzioni sensibilizzando gli istituti di istruzione tecnica e professionale con indirizzo agrario e agroalimentare verso sempre maggiori livelli qualitativi, stimolando cosi una più rispondente didattica e di far meglio conoscere la produzione enologica di questi istituti.

Le analisi sensoriali dei vini si sono svolte nella Sala Ministri del Ministero delle politiche agricole, dove, le commissioni di valutazione, composte ognuna da tre qualificati enologi e da due giornalisti specializzati del settore vitivinicolo, hanno valutato 51 campioni presentati da 23 Istituti in rappresentanza di 14 regioni italiane. Ogni vino è stato analizzato da due commissioni differenti, in modo che per ognuno sono stati redatti dieci documenti di valutazione.
Il risultato finale di ogni campione è stato calcolato dopo aver eliminato la scheda con il punteggio più alto e quella con il punteggio più basso, attraverso la media aritmetica delle 8 schede rimanenti.
Venticinque vini sui cinquantuno presentati hanno superato il punteggio di 80 centesimi, secondo il metodo di valutazione Union Internationale des Oenologues, ottenendo la qualificazione di "ottimo" e, pertanto, si sono fregiati del riconoscimento di qualità stabilito dal regolamento del Concorso.
Presidente delle commissioni di valutazione è stato il direttore generale di Assoenologi, nonché presidente del Comitato nazionale vini del Dicastero dell'agricoltura, Giuseppe Martelli. I commissari hanno compilato, complessivamente, 510 schede di valutazione e attribuito 7.200 giudizi parziali.

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12/04/2013, 20:29
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Pacher: “Bisogna alzare l’asticella sulla qualità secondo i principi di un’economia sostenibile e compatibile”
A VILLA LAGARINA UN CONVEGNO SULLA GREEN ECONOMY

“Bisogna alzare l’asticella sulla qualità, cercando al contempo la sostenibilità, anche e soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo. È questo il cuore delle manovre anti-congiunturali messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento per sostenere il comparto dell’edilizia, che puntano al miglioramento e al rinnovamento del patrimonio immobiliare esistente, sia pubblico che privato”. Con queste parole oggi, 13 aprile, il presidente Alberto Pacher è intervenuto al dibattito promosso da Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi cellolosici, in collaborazione con Cartiere Villa Lagarina e Pro-Gest, presso la sede delle Cartiere in occasione di “Riciclo Aperto 2013”, il porte aperte della filiera cartaria arrivato alla dodicesima edizione.

Accanto al presidente della Provincia autonoma di Trento, anche il sindaco di Villa Lagarina, Alessio Manica, e l’assessore provinciale all’industria, artigianato, commercio e cooperazione Alessandro Olivi, nonché il direttore generale di Comieco, Carlo Montalbetti, il direttore generale di Assocarta, Massimo Medugno, l’ad del Gruppo Pro-Gest Bruno Zago, e il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, nonché ex ministro dell’ambiente, Edo Ronchi, che ha spiegato come sia necessario puntare sulla green economy per uscire dalla crisi e come l’Italia sia uno dei Paesi più favoriti per lo sviluppo di questa economia verde.
“La realtà di Villa Lagarina, con questo stabilimento – ha commentato nel corso del dibattito Alberto Pacher - è l’emblema di un’economia e di una comunità che si fanno carico di ospitare una presenza industriale importante non solo sotto il profilo dimensionale, ma anche per il sistema economico, per i posti di lavori, che però si fa, al contempo, carico di garantire standard ambientali e qualitativi elevati. Credo si sia costruito, negli anni, un percorso di dialettica reciproca, ma oggi dobbiamo puntare ad alzare l’asticella verso la sostenibilità. La nostra Provincia – ha aggiunto il presidente – sta cercando di orientare un momento difficile, come quello che stiamo vivendo, secondo i principi di un’economia compatibile”. L’insieme delle manovre anticongiunturali che la Provincia autonoma di Trento sta mettendo in campo punta a tre obiettivi: “Sostenere la domanda per migliorare l’efficientamento energetico delle abitazioni – ha chiarito Alberto Pacher -, perché sappiamo bene quanto il riscaldamento incida sulle emissioni dei gas clima alteranti, vogliamo poi far capire alle famiglie che il risanamento degli edifici può contribuire a un risparmio, nel lungo periodo, infine non va dimenticata la filiera produttiva legata alla green economy, che speriamo di potenziare con questi interventi”.
Il presidente Pacher, che ha anche ricordato come a Rovereto vi sia la sede del Distretto Habitech, ha poi concluso ricordando i grandi risultati raggiunti nella gestione del ciclo dei rifiuti: “Oggi a livello provinciale siamo arrivati al 72% di raccolta differenziata, ma la strada è ancora lunga sotto il profilo della formazione e della sensibilizzazione”.
L’assessore provinciale Alessandro Olivi ha puntato l’attenzione sulle politiche industriali: “Oggi l’industria ha bisogno di potersi riposizionare in modo competitivo in un mercato globale e di scegliere la via dell’innovazione tecnologica, per rendere più efficienti i processi produttivi, con riferimento anche alle politiche dell’energia. In un Paese come l’Italia, dove il costo dell’energia è molto più alto rispetto a quello di altri Paesi industrializzati europei, è fondamentale che le aziende investano nel settore delle rinnovabili, della cogenerazione, perché questo significa essere in grado di colmare il gap sia dei costi sia dell’efficienza produttiva. Ma c’è un altro tema su cui prestare attenzione – ha proseguito Olivi - quello del rapporto fra l’industria e il territorio. Il Trentino non può fare a meno di una struttura manifatturiera importante, ma bisogna cercare un equilibrio e una compatibilità fra queste strutture e l’ambiente, che può diventare un differenziale competitivo per le imprese. Perché un territorio sano è anche un territorio accogliente per l’economia. Va infine evidenziato che la green economy è un fattore di sviluppo, un’occasione per una riconversione di qualità della struttura industriale e poi l’economia verde ha sbocchi di mercato nuovi verso una domanda che è sempre più attenda alla qualità”.
Il sindaco, Alessio Manica ha invece ribadito la stretta connessione che esiste fra lo stabilimento delle Cartiere e Villa Lagarina: “Questa realtà industriale è cresciuta dentro l’abitato e, soprattutto negli ultimi anni, è stata investita un grande quantità di capitale finanziario e umano per costruire un rapporto con il territorio e con l’ambiente di elevata qualità”.
Come è emerso dal dibattito, la filiera cartaria si conferma un’industria green. Sul fronte dell’impatto ambientale sono da registrare significativi passi avanti, dall’alleggerimento dei materiali perseguito dai produttori di carta e cartone ai progressi nei consumi idrici ed energetici, con un utilizzo per lo più di acqua di riciclo nel processo produttivo. L’Italia è il quarto Paese europeo per la produzione cartaria e il secondo per utilizzo di macero, mentre per quanto riguarda il tasso di recupero e il riciclo, l’Italia è un’eccellenza: nel 2011 si è sfiorato infatti l’88%, questo vuol dire che 9 imballaggi su 10 sono stati recuperati e riciclati. Sotto il profilo della raccolta differenziata di materiali cellulosici, nel 2011 sono state raccolte dai comuni italiani 3 milioni di tonnellate, una media procapite di 50,6 kg/abitante; il Trentino Alto Adige è una delle regioni più virtuose con 83,3 kg/abitante, e si trova al secondo posto dopo l’Emilia Romagna.
Il dibattito si è chiuso con il confronto fra gli onorevoli Michele Nicoletti e Riccardo Fraccaro e una visita guidata dell’impianto delle Cartiere di Villa Lagarina.

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14/04/2013, 20:41
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Si terrà sabato 20 e domenica 21 aprile al Museo di San Michele all'Adige
IL «FESTIVAL DELL’ETNOGRAFIA DEL TRENTINO»

Sabato 20 e domenica 21 aprile gli spazi dell’antica prepositura agostiniana di San Michele all’Adige si animeranno con il Festival dell’etnografia del Trentino: i musei etnografici e gli ecomusei, le collezioni grandi e piccole e le case-museo, i mulini, le segherie, le fucine, le calcare, i caseifici, le malghe e i percorsi dei vecchi mestieri, proporranno al pubblico attività rivolte a tutti, che consentono un approccio interamente nuovo al territorio provinciale, una proposta di viaggio alla scoperta dell’uomo della montagna alpina. Per la prima volta, “Etnografia trentina in rete”, forte di un centinaio di siti, con il coordinamento del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e il contributo del Consorzio Turistico Rotaliana Königsberg, presenterà uno spazio di incontro, di scambio e di ascolto articolato in due giorni di festa con musica, racconti, documentari, giochi, laboratori, costumi, attività artigiane, enogastronomia e tanto altro ancora.

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16/04/2013, 20:35
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