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Istituto di Tutela Grappa del Trentino 
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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino lancia una settimana di promozione in Svizzera

Grappa del Trentino: un prodotto locale per il mercato internazionale

Dal 27 maggio al 1 giugno le grappe del tridente saranno protagoniste a Zurigo, mercato strategico per aprire a quello mitteleuropeo e fino al 27 maggio l’Istituto sarà presente a Palazzo Roccabruna (Trento) per la 77 esima edizione della Mostra dei Vini del Trentino

Aprire al mercato del Nord Europa. E’ uno degli obiettivi principali della “settimana svizzera” della Grappa del Trentino. Promosso dall’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino, in collaborazione con il Consorzio di Tutela dei Vini del Trentino, l’evento si snoderà in diverse serate, a partire dal 27 maggio fino al 1 giugno prossimi. Ristoranti quotati di Zurigo ospiteranno cene durante le quali saranno in mostra i prodotti trentini, a partire dalle materie prime, passando per i vini, per concludere con le grappe a marchio tridente.

«Una iniziativa che abbiamo pensato per rafforzare un mercato già ricettivo come quello svizzero – spiega il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli – e che al contempo deve servire per stimolare buyer ed operatori del settore che operano anche in altri mercati di nostro interesse, quali quelli tedesco e nord europeo dove il nostro prodotto è già conosciuto, ma dove le potenzialità sono ancora molto importanti».

Nel frattempo, dal 23 fino al 27 maggio, l’Istituto sarà presente con una propria area degustazione alla Mostra dei Vini del Trentino, il grande evento che si svolgerà come di consueto a Trento, nella splendida cornice di Palazzo Roccabruna. Oltre a conoscere da vicino l’arte della distillazione in Trentino, con la possibilità di degustazioni guidate sui vari prodotti in assaggio, saranno presenti oltre 40 diverse etichette tra cui circa 30 grappe cosiddette “giovani”, comprese quelle realizzate con monovitigni autoctoni (Teroldego, Nosiola, Marzemino), il vero vanto della grappa del Trentino. Inoltre oltre 10 grappe che hanno fatto un passaggio in legno. «In questa edizione della Mostra – commenta Bertagnolli – torniamo a dare maggiore visibilità alle grappe monovitigno che sono poi quelle che rappresentano bene il nostro territorio e che fanno la forza del nostro prodotto». A Palazzo Roccabruna gli appassionati avranno un modo facile e diretto per incontrare i produttori nel loro territorio e la possibilità di degustare, ma anche di scoprire le distillerie stesse con la possibilità di poter fissare delle visite in azienda.

La produzione annua di grappa del Trentino rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri). La produzione media annua di grappa in Trentino è di circa 10 mila ettanidri di grappa distillando, sempre in media annua,16 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima. La quota export rappresenta circa il 20 per cento del totale.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine e qualità: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.

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23/05/2013, 14:00
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Ecco, questo è un Istituto che mi piace... :D

ma come mai "grappe del tridente" ? :roll:

Ciao

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Tridentum è il nome era il nome della romana Trento.

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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino dal 1960 garantisce un prodotto unico in tutto il mondo
Le 4 “T”: la ricetta segreta della Grappa del Trentino
A vendemmia iniziata si accendono gli alambicchi delle 29 distillerie associate all’Istituto. Si prevede una annata all’insegna delle grappe monovitigno, soprattutto da vinacce a bacca rossa. Con il marchio del Tridente, la grappa del Trentino è l’unica certificata in Italia

Territorio. Tempestività. Tradizione. Tutela. Sono le 4 “T” che sintetizzano la ricetta per una grappa di qualità. La ricetta è scritta nel disciplinare di produzione delle grappe marchiate con il Tridente. Si potrebbe dire l’unica “Docg” dei distillati in Italia. A garantire questa qualità e la messa in atto del disciplinare l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino.

Territorio. Il disciplinare dell’Istituto prevede che le grappe del Trentino, per essere tali, debbano essere ricavate dalla distillazione di vinacce provenienti dal territorio della Provincia di Trento. E’ il primo elemento per garantire da un lato la qualità, dall’altro l’unicità di questi distillati riconoscibili quindi per il loro forte legame con il territorio. L’aromaticità fruttata delle vinacce di uve a bacca rossa, o quella floreale delle grappe da vinaccia di uve bianche, sono il segreto del successo a livello nazionale e internazionale.
Tempestività. La vinaccia viene prelevata all’istante dalle cantine, al fine di garantire il giusto grado di freschezza e l’umidità necessari a tirare fuori le caratteristiche olfattive al momento della distillazione che deve avvenire entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno, ma che in Trentino si conclude quasi in linea con la vendemmia delle uve.
Tradizione. Il metodo di distillazione utilizzato è quello discontinuo, nato in Trentino per mano di Tulio Zadra, più noto come il sistema del “bagnomaria”, il più oneroso e lento, ma che permette un’estrazione degli aromi delicata e accurata. La costruzione e il funzionamento di un alambicco a bagnomaria sono decisamente costosi, ma si ottiene un prodotto finale di qualità. Da notare che la grappa ottenuta con questo metodo è solo circa il 3% della produzione totale in Italia e proviene quasi tutta dal Trentino.
Tutela. L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino si occupa proprio di questo, oltre che della promozione. Controlli serrati sul prodotto che sarà certificato sono all’ordine del giorno. Solo dopo analisi chimiche e organolettiche, una grappa potrà fregiarsi della fascetta col Tridente che ne riconosce l’unicità e la provenienza.

Il Tridente. E’ il risultato del percorso delle grappe del Trentino. Un marchio e una fascetta, unico caso in Italia, che certificano la qualità e la provenienza del prodotto in bottiglia. Una garanzia per il consumatore, un valore aggiunto per i 29 produttori trentini.

La produzione annua di grappa del Trentino rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri). La produzione media annua di grappa in Trentino è di circa 10 mila ettanidri di grappa distillando, sempre in media annua,16 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima. La quota export rappresenta circa il 20 per cento del totale.


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02/09/2013, 14:05
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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino ha tra i compiti principali quelli di promuovere il prodotto

Trentino Grappa: nasce la guida per i “grappaturisti”

Uno strumento che accompagna i turisti alla scoperta delle valli della grappa in Trentino, ma che al contempo racconta come degustare il prodotto, come utilizzarlo in cucina. Restyling anche per il sito internet dell’Istituto al quale si affianca anche un’attività di social media

Anno nuovo, veste nuova. L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino riparte con la promozione in Italia e all’estero e presenta una guida per scoprire le distillerie associate all’interno del territorio. Trentino Grappa, questo il titolo del nuovo strumento informativo che l’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino ha ideato per accompagnare il turista in una nuova forma di viaggio alla scoperta del distillato italiano per eccellenza, la grappa. Una pubblicazione che raccoglie le aziende socie spiegandone i prodotti in altrettante schede.

«La storia, la tradizione, la geografia della grappa, è quello che abbiamo voluto raccogliere in questa pubblicazione – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela, Beppe Bertagnolli – perché anche la grappa è un volano per l’economia delle singole valli del territorio e c’è sempre più consapevolezza nel consumatore di questo aspetto che noi abbiamo cercato di mettere in evidenza con questo nuovo strumento».

Si potrebbe definire una sorta di “strada della grappa” che grazie alla mappa allegata alla guida porterà il visitatore alla scoperta delle 28 distillerie sparse per le varie valli della Provincia di Trento. Nella parte introduttiva della guida anche un breve vademecum su come approcciarsi alla degustazione delle grappe del Trentino, quali scegliere, come abbinarle e una curiosa parte dedicata all’uso della grappa in cucina, non solo per preparare sfiziose ricette, ma anche per proporre abbinamenti a piatti dolci e salati, rigorosamente della tradizione locale.

Non finisce qui l’impegno dell’Istituto che nel frattempo ha rilanciato anche l’immagine del sito istituzionale (http://www.grappatrentinadoc.it" target="_blank) rinnovando la veste grafica e rendendolo compatibile con le nuove tecnologie. Un buon modo per indirizzare al meglio i nuovi consumatori che sono, secondo una recente indagine, sempre più giovani e soprattutto appartenenti al gentil sesso. A questo strumento è stato affiancato un lavoro di comunicazione sui social network per cercare di parlare di grappa con linguaggi più moderni che meglio si avvicinino al consumatore del futuro.

La produzione annua di grappa del Trentino rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri). La produzione media annua di grappa in Trentino è di circa 10 mila ettanidri di grappa distillando, sempre in media annua,16 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima. La quota export rappresenta circa il 20 per cento del totale.


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26/03/2014, 16:02
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Altri tre anni di mandato per proseguire il percorso di qualità e tutela della Grappa del Trentino

Grappa del Trentino: Beppe Bertagnolli confermato Presidente

Territorialità, un nuovo turismo della grappa, promozione e tutela del prodotto e del marchio. E’ questo il programma dei prossimi tre anni che vedranno alla guida dello storico Istituto di Tutela ancora Beppe Bertagnolli. Il rinnovato consiglio è all’insegna dei giovani distillatori trentini

Un’elezione all’unanimità quella che ha riconfermato Beppe Bertagnolli alla presidenza dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. Sarà l’ottavo mandato come presidente dell’Istituto per Bertagnolli, titolare insieme alla cugina Livia dell’omonima azienda di famiglia presente in Trentino da numerose generazioni (tra le più antiche realtà italiane) e da sempre impegnato nel mondo della grappa. Territorio, turismo, tutela, promozione. Sono solo alcuni dei punti chiave su cui si baserà il lavoro dell’Istituto nei prossimi tre anni. «Un’elezione che naturalmente mi rende felice – spiega il rieletto presidente Bertagnolli – e che mi sento di accettare con tutta la responsabilità di rappresentare uno storico marchio, quello del Tridente, portando in Italia e nel mondo la voce dei nostri distillatori trentini, famiglie che da anni, secoli in molti casi, hanno investito tutto in questo prodotto che sempre di più trova consenso e gradimento nei consumatori».

Territorio. «E’ la nostra fortuna produrre in una terra come quella del Trentino – dice il presidente Bertagnolli – noi siamo partiti dalle nostre piccole distillerie per farci conoscere in tutto il mondo e abbiamo capito che è il Trentino che il consumatore cerca e trova nei nostri prodotti; il 70 per cento delle nostre terre è rappresentato da montagne, è anche grazie al nostro lavoro che riusciamo a sostenere questo ambiente così unico per clima, conformazione, paesaggio ed è la stessa unicità che dà valore alle nostre grappe». Non è un caso che il disciplinare dell’Istituto, unico in Italia, prevede che le grappe del Trentino, per essere tali, debbano essere ricavate dalla distillazione di vinacce provenienti dal territorio della Provincia di Trento. E’ il primo elemento per garantire da un lato la qualità, dall’altro l’unicità di questi distillati riconoscibili quindi per il loro forte legame con il territorio. L’aromaticità fruttata delle vinacce di uve a bacca rossa, o quella floreale delle grappe da vinaccia di uve bianche, sono il segreto del successo a livello nazionale e internazionale.

Turismo. «Partendo dal concetto di territorialità – continua Bertagnolli – siamo orgogliosi oggi di poter dire che praticamente tutte le nostre distillerie sono preparate ad accogliere i turisti potendo spiegare come si produce la nostra grappa, facendola degustare e puntando anche sulla vendita diretta che in una provincia in cui il turismo è una delle voci fondamentali dell’economia è un aspetto da non sottovalutare». L’Istituto a questo proposito ha pubblicato nel 2013 una guida multilingua che oltre a raccogliere tutte le distillerie, racconta al visitatore come e dove trovare i vari tipi di grappa.

Promozione: E’ la risposta alla crisi economica del momento, grazie alla quale la grappa del Trentino ha continuato a registrare un “sold out” di anno in anno. «Compito dell’Istituto è quello di unire le forze di tutti gli associati e far riconoscere sempre di più il valore del Tridente, del nostro marchio cioè – continua Bertagnolli – ed è per questo che abbiamo in programma un ricco numero di iniziative mirate a presentare le nostre grappe al mercato, non solo quello italiano, e al consumatore finale».

Tutela: «E’ il nostro valore aggiunto, siamo l’unico Istituto in Italia che lo fa in maniera spontanea – dice Bertagnolli – e continueremo su questa strada perché è grazie a questo che negli anni siamo riusciti a portare le nostre grappe a un livello qualitativo così alto, riconosciuto per altro da tutti i principali concorsi internazionali». Le grappe del Trentino che portano il marchio del Tridente sono certificate da una commissione di analisi che vede persone esterne all’Istituto e che analizza, con la collaborazione con i responsabili dell’ufficio analisi della Fondazione Mach di San Michele all’Adige, ogni singolo prodotto che verrà immesso nel mercato.

L’assemblea ha confermato come Vicepresidente dell’Istituto un altro decano della grappa del Trentino, Bruno Pilzer, distillatore da generazioni in Val di Cembra. Il consiglio sarà invece composto da Luigi Cappelletti, Stefano Marzadro, Carlo Pezzi, Giuliano Pisoni, Bernardino Poli, Carlo Saracini, Rudy Zeni.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.

Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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12/05/2014, 20:01
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Ginetto Tranquillini è il premiato della prima edizione del riconoscimento promosso dall’Istituto

“Il Più”: un premio per valorizzare i decani della grappa del Trentino

L’Istituto Tutela Grappa del Trentino ha dato vita a un riconoscimento che ogni anno premierà “Il più” veterano tra i produttori di grappa del territorio. Beppe Bertagnolli (presidente Istituto): «Non dobbiamo disperdere le origini della nostra storia, perché da queste deriva il valore aggiunto»

“Per aver saputo trarre dalla vinaccia un’ottima grappa e dal suo lavoro un elisir di lunga vita”. Con questo epiteto è Ginetto Tranquillini, classe 1924, il primo nome a riempire gli annali della Grappa del Trentino, grazie all’iniziativa promossa per la prima volta nel 2014 dall’Istituto di Tutela Grappa del Trentino che prende il nome “Il Più”, premio che intende ogni anno puntare i riflettori su un personaggio che ha contribuito negli anni a scrivere la storia di questo prodotto invidiato da tutto il mondo per la sua unicità. Per questo, il popolo della Grappa trentina si è dato appuntamento lunedì 18 agosto scorso, negli ampi spazi verdi attrezzati, che fanno corona alla distilleria Pisoni a Pergolese (Tn), per festeggiare “Il Più” anziano della compagine, Ginetto Tranquillini, di Arco giunto alla soglia dei novant'anni. Un traguardo al quale Ginetto si avvicina ancora in perfetta salute e con una lucidità di mente da far invidia ad un quarantenne. Nel suo racconto, proposto ieri nel corso dei festeggiamenti, mai un vuoto di memoria mai una pausa per ricordare.

Il premiato. Nato a Mori il 16 novembre del '24 Ginetto Tranquillini ha attraversato, assieme ai suoi 11 fratelli, la prima guerra mondiale conoscendo da vicino le difficoltà che una simile catatrofe ha causato anche ai Trentini che allora erano ancora sudditi austriaci. Dopo alcuni anni di apprendistato in casa di distillatori già affermati il Tranquillini, nel 1948 acquista prima una piccola distilleria ad Ala e successivamente quella che diventerà la sua distilleria a Mori. Con la infaticabile collaborazione della moglie Giovanna il Tranquillini da vita ad una serie di grappe di grande qualità fra le quali memorabile quella di moscato. La costruzione del collegamento di Mori con l'autostrada lo costringe ad abbandonare la sua distilleria e a realizzarne una per lui e per suo figlio Amedeo vicino ad Arco, in località Noreda, in un casolare del 700 incastonato fra olivi e vigneti.

A Tranquillini e alla sua famiglia ha portato il saluto il Presidente dell'Istituto tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli al quale ha fatto eco un altro decano dei distillatori trentini Arrigo Pisoni. Bertagnolli ha sottolineato l'importanza di questi incontri che oltre ad affrontare temi piacevoli, lasciano spazio a valutazioni che attengono in maniera precisa al settore. L'incontro si é concluso con un buffet a base di un'eccellete carne salada proposta dalla macelleria di Massimo Cis di Bezzecca.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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A fare da vademecum per il turista una guida per scoprire le distillerie associate all’interno del territorio. Trentino Grappa, questo il titolo del nuovo strumento informativo che l’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino ha ideato per accompagnare il turista in una nuova forma di viaggio alla scoperta del distillato italiano per eccellenza, la grappa. Una pubblicazione che raccoglie le aziende socie spiegandone i prodotti in altrettante schede. «La storia, la tradizione, la geografia della grappa, è quello che abbiamo voluto raccogliere in questa pubblicazione – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela, Beppe Bertagnolli – proprio perché anche la grappa è un volano per l’economia delle singole valli del territorio». Si potrebbe definire una sorta di “strada della grappa” che grazie alla mappa allegata alla guida porterà il visitatore alla scoperta delle 29 distillerie sparse per le varie valli della Provincia di Trento. Nella parte introduttiva della guida anche un breve vademecum su come approcciarsi alla degustazione delle grappe del Trentino, quali scegliere, come abbinarle e una curiosa parte dedicata all’uso della grappa in cucina, non solo per preparare sfiziose ricette, ma anche per proporre abbinamenti a piatti dolci e salati, rigorosamente della tradizione locale.

La produzione annua di grappa del Trentino rappresenta circa il 10% di quella nazionale, vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri). La produzione media annua di grappa in Trentino è di circa 10 mila ettanidri di grappa distillando, sempre in media annua,16 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima. La quota export rappresenta circa il 20 per cento del totale.

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Una analisi dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino ha messo in evidenza il dato
Grappa d’estate: chi ha detto che non si può bere?
Il consumo di grappa è cambiato molto negli ultimi anni: non solo uomini, ma anche donne e giovani hanno contribuito alla crescita di richieste. Promozione e guida a una corretta degustazione sono i punti di forza per ampliare la conoscenza a uno dei prodotti simboli

Chi ha detto che una buona grappa non si può bere anche d’estate? E’ quanto emerge da una analisi sui consumi che l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino ha portato avanti per capire in che direzione vanno le tendenze dei consumatori del distillato italiano per eccellenza. Se la grappa fino ad oggi è stata sinonimo di bevanda da camino acceso in fredde giornate, i consumatori più attenti possono smentire la credenza e affermare che non soltanto si può bere grappa anche in estate, pur in una corretta maniera, ma addirittura c’è chi osa nel proporre cocktail a base di acquavite. La grappa di qualità è un prodotto che si può degustare durante tutto l’anno – afferma il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli – e non solo in montagna, oggi possiamo dire che i nostri distillati sono consumati in estate in tutto il Paese, grazie a una migliore comprensione da parte del consumatore».

Grappa d’estate: il vademecum per il consumatore. Grappa e ghiaccio? Sbagliato. Il ghiaccio, quindi un’aggiunta di componente acquosa, rovinerebbe l’intensità e il gusto del distillato. Tuttavia alcune grappe, soprattutto quelle più giovani, morbide e aromatizzate, possono essere consumate nei mesi estivi ad una temperatura leggermente più fresca rispetto a quella ambiente. Questo permette di non far prevalere l’alcol, che con il caldo tende a farsi sentire in maniera preponderante, di mantenere i profumi del distillato e di goderne tutte le sue caratteristiche organolettiche. Ad avvalorare questa tesi anche l’indagine di mercato compiuta dall’istituto Talos-Am per conto dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, dalla quale si evince che se prima il consumo di grappa era soprattutto legato alla fine dei pasti come digestivo o ammazza caffè, oggi la grappa viene scelta anche per accompagnare conversazioni dopo cena o nei locali di tendenza e non necessariamente nei periodi invernali.

L’identikit del consumatore. Secondo i dati dell’Istituto, almeno il 30% degli italiani consumerebbe grappa in maniera regolare. Un dato importante e soprattutto con un grande potenziale visto che secondo lo studio oltre il 75% degli italiani conosce l’acquavite. In generale piace di più la grappa bianca morbida, anche se negli ultimi anni è cresciuto sensibilmente il numero dei consumatori che scelgono grappe invecchiate. Non solo uomini, ma anche donne (sempre di più negli ultimi anni) e giovani che al posto dei soliti super alcolici cominciano ad apprezzare i distillati di qualità quali le grappe. Tra i motivi principali che spingono a bere grappa il gusto di questo prodotto, ma anche il retrogusto persistente delle grappe più invecchiate.

Il valore aggiunto del marchio Trentino Grappa. Territorio. Tempestività. Tradizione. Tutela. Sono le 4 “T” che sintetizzano la ricetta per una grappa di qualità. La ricetta è scritta nel disciplinare di produzione delle grappe marchiate con il Tridente. Si potrebbe dire l’unica “Docg” dei distillati in Italia. A garantire questa qualità è la messa in atto del disciplinare dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la vendita dello sfuso.


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