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Istituto di Tutela Grappa del Trentino 
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I primi segnali sull’annata secondo i primi report dell’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino
Trentino Grappa: alambicchi accesi nelle distillerie per una grande annata
Alambicchi accesi già da metà settembre; uve sane e una buona vendemmia, seppure un po’ in anticipo, fanno sperare in una buona annata per le grappe più apprezzate d’Italia per qualità degli aromi. Il segreto della grappa col Tridente è proprio nella freschezza e nella scelta della vinaccia

In Trentino si potrà dire “è un’ottima grappa” solo alla fine dei lavori di distillazione, previsti per novembre, ma nonostante questo il parere comune dei produttori di grappa del Trentino è che il 2015 sarà una buona annata con profumi intensi e aromi spiccati. Le previsioni sull’annata compiute dall’Istituto di tutela grappa del Trentino fanno parlare quindi di un 2015 caratterizzato da grandi grappe. A far presagire questo dato la qualità delle uve: sane (senza fenomeni di botrite nella buccia), vendemmiate alla giusta maturazione, seppure con qualche giorno di anticipo rispetto al solito corso, ma giunte in tempi regolari alle distillerie pronte per la conservazione della vinaccia. La distillazione ha già avuto inizio intorno alla metà di settembre, nei tempi previsti insomma, per questo il processo di trasformazione delle vinacce si compirà entro il mese di novembre, primi di dicembre, con circa un mese di anticipo rispetto a quanto stabilito dal disciplinare dell’Istituto che prevede il 31 dicembre come data ultima.

Le vinacce. Quelle che dovrebbero sorprendere in positivo di più sono quest’anno quelle a bacca bianca, in particolare lo Chardonnay e il Pinot Grigio, che grazie al clima ideale in tempo di vendemmia e alla particolare sanità delle uve, potranno dare degli ottimi risultati sul distillato. Qualità buona anche per quanto riguarda le altre uve aromatiche che hanno dato delle vinacce sane e ricche di profumi, in particolare il Traminer e il Moscato Giallo. Buona anche la qualità delle uve a bacca rossa, soprattutto per quanto riguarda il Teroldego e il Pinot Nero. Per quanto riguarda le quantità in linea con quanto avvenuto in vigna durante la vendemmia, si dovrebbe percepire una leggera flessione del 10 per cento circa, rispetto allo scorso anno quando sono state distillate circa 15 mila tonnellate di vinaccia.

Territorio. Tempestività. Tradizione. Tutela. Sono le 4 “T” che sintetizzano la ricetta per una grappa di qualità. La ricetta è scritta nel disciplinare di produzione delle grappe marchiate con il Tridente. Si potrebbe dire l’unica “Docg” dei distillati in Italia. A garantire questa qualità e la messa in atto del disciplinare l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. Il KM “0”, segreto della qualità delle grappe del Trentino, sarà ancora una volta un elemento fondamentale per la qualità del prodotto ed è anche uno dei punti forza della grappa prodotta in Trentino prodotta per oltre il 70% da vinaccia locale. Questo elemento permette di distillare la materia prima in tempi rapidi non rischiando di perdere gli aromi principali.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino. Fondato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.

I numeri della grappa trentina. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la vendita dello sfuso.


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Una analisi dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino ha messo in evidenza il dato
Grappa: in Trentino la tradizione la fanno i giovani

Sempre più giovani all’interno delle aziende ultracinquantennali: social network all’ordine del giorno. Come sta al passo coi tempi un mestiere, quello del “lambicar” che vanta una storia centenaria. Un settore che dà lavoro e che crea figure professionali di grande esperienza

Giovane, laureato o diplomato, esperto di prodotto, trentino. Potrebbe essere l’identikit del mastro distillatore 3.0, quello del futuro. Se infatti la Grappa del Trentino, uno dei distillati più antichi al mondo, vanta tradizioni e storia secolari, oggi sono i giovani a fare la differenza e a tornare in distilleria per portare avanti un mestiere certo non facile, ma che sta riscoprendo un grande fascino, soprattutto anche grazie alla specializzazione che possono offrire le scuole superiori e università. E’ quanto emerge da una recente analisi che l’Istituto Tutela Grappa del Trentino ha compiuto sui propri associati, 28 di cui 21 distillatori diretti, il resto imbottigliatori. «Non ci stupisce molto il dato in realtà – commenta il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli – perché negli ultimi anni abbiamo assistito da una parte a un graduale ritorno in azienda di giovani leve, dall’altro una richiesta di lavoro sempre maggiore da parte di giovani diplomati o addirittura laureati in discipline enologiche e chimiche, pronti a mettersi alla prova all’interno delle nostre distillerie».

Il distillatore del nuovo millennio. Considerando che in Trentino la totalità delle distillerie vanta una storia di almeno 40 anni, il 50% di oltre 50 anni e il 25% ultracentenaria, i dati che spiccano sono quelli relativi al ricambio generazionale: oltre il 70 per cento delle distillerie infatti ha al suo interno un familiare sotto i 40 anni di età. L’inserimento dei giovani titolari in certi casi è già avvenuto anche sotto il profilo dirigenziale, circa il 60%. Ancora più interessante l’aspetto legato alla professionalità. Il 68% delle distillerie trentine ha al suo interno giovani specializzati nella produzione, mentre il 57 per cento ha assunto giovani negli ultimi dieci anni. Tra i ruoli maggiormente occupati dai giovani in distilleria ci sono quelli di tecnico, ma anche enologo o chimico, mentre l’80% delle imprese trentine che producono grappa ha un impiegato nel marketing sotto i 40 anni.

Le distillerie 3.0. Se fare grappa richiede ancora maestrie che si rifanno inevitabilmente al passato, anche se ormai con una tecnologia di elevata qualità e innovazione, i giovani impiegati delle imprese trentine hanno saputo investire anche sulla comunicazione moderna. Insomma, da una parte l’alambicco, dall’altra lo smartphone e i social network. Sono molte le aziende che al loro interno hanno una figura professionale che si occupa di comunicazione e più in particolare di social marketing. Tutte le distillerie sono dotate di un sito internet di nuova generazione, ma non finisce qui. Molte hanno un profilo Facebook, (una su due), mentre il 42% per cento utilizza anche Twitter. Altri social network, come Linkedin, Instagram e Pinterest, sono usati dal 23% delle aziende.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 28 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.


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17/03/2016, 23:18
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Al via dall’8 aprile la rassegna “Alambicchi Gourmet” per tutto l’anno nei ristoranti del territorio
Grappa e Chef: in Trentino ora vanno a braccetto

12 serate a cadenza mensile in alcuni selezionati ristoranti del territorio, pensate e organizzate dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino in collaborazione con l'Istituto Tutela della Grappa del Trentino, per far conoscere e provare inediti abbinamenti con la grappa trentina.

Chi l'ha detto che la grappa deve essere degustata solo a fine pasto? Cosa succede se proviamo ad utilizzarla come ingrediente in cucina e ad abbinarla ad un antipasto o, perché no, ad un primo? Ad esplorare questi inediti accostamenti, la rassegna "Alambicchi Gourmet", in programma ogni secondo venerdì del mese per un intero anno in vari ristoranti del Trentino, a partire dall'8 aprile e fino a marzo 2017.

Un'iniziativa fortemente voluta dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, in collaborazione con l'Istituto Tutela della Grappa del Trentino, per valorizzare uno dei prodotti più rappresentativi del territorio e mostrarne le infinite sfumature. Le degustazioni saranno infatti accompagnate dalla spiegazione e dai suggerimenti dei produttori di volta in volta coinvolti, che illustreranno brevemente anche storia, processo produttivo e tipologie della Trentino Grappa.

«Siamo felici di partecipare a questa iniziativa - spiega Beppe Bertagnolli, Presidente dell’Istituto Tutela della Grappa del Trentino - poiché è sicuramente un modo alternativo e intrigante per avvicinare il pubblico finale a questa straordinaria eccellenza trentina, scavalcando i soliti schemi di degustazione che la vedono relegata a fine pasto per inserirla a pieno titolo come elemento centrale della cena. Siamo certi che per molti sarà un'assoluta scoperta».

Il programma delle serate. La rassegna prende il via venerdì 8 aprile alle ore 20.00 presso il Moja Ristorante Caffetteria di Rovereto, in cui verranno serviti le grappe di Distilleria Marzadro e di Azienda Agricola Zeni Roberto. Secondo appuntamento il 13 maggio, stesso orario, al Ristorante Castel Pergine di Pergine Valsugana con le grappe di Distilleria Pilzer e di Azienda Agricola Poli Francesco. Si prosegue il 10 giugno al Ristorante "Empatia" di Andalo con Distilleria Pezzi e Giori Distillati. E poi ancora, l'8 luglio al Ristorante Vecchia Segheria di Baselga di Pinè con Distilleria Vettorazzi e Distilleria Pilzer; il 12 agosto al Ristorante Lusernahof di Luserna con Distilleria Marzadro e Giori Distillati; il 9 settembre al Ristorante La Cacciatora di Mezzocorona con Distilleria G. Bertagnolli e Distilleria Pezzi; il 14 ottobre al Ristorante Villetta Annessa di Riva del Garda con Distilleria Angeli e Distilleria Pisoni; l'11 novembre Ai 3 Garofani Antica Trattoria di Trento con Distilleria Giovanni Poli e Riserva dell'Elmo Saracini e il 9 dicembre alla Pensione Maria "Turismo Rurale" di Piscine di Sover con Distilleria Dallavalle e Antica Erboristeria Dott. Cappelletti.

Ultimi tre appuntamenti, infine, nel 2017: il 13 gennaio al Comano Cattoni Holiday di Ponte Arche di Comano Terme con l'Azienda Agricola Poli Francesco e la Distilleria G. Bertagnolli; il 10 febbraio al Ferrari Spazio Bollicine - Nabucco di Madonna di Campiglio con Segnana Distilleria e Distilleria Pisoni e, infine, il 10 marzo al Ristorante Van Spitz di Frassilongo con Distilleria Poli B e Distilleria Angeli.

«La grappa trentina - dichiara Francesco Antoniolli, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino - sta giustamente raccogliendo sempre più consensi nel mondo degli appassionati e questo evento fa parte del lavoro di valorizzazione che stiamo portando avanti anche con la proposta vacanza ‘Alambicchi e castelli’, ovvero tre giorni da trascorrere tra distillerie e degustazioni attraverso il Trentino con visite guidate in alcuni dei suoi manieri più rappresentativi».

L'elenco dei ristoranti e dei produttori coinvolti e le proposte enogastronomiche delle singole serate sono disponibili su: bit.ly/alambicchi gourmet. Sempre nel sito sarà possibile trovare la modalità per prenotare le cene. #alambicchigourmet

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30/03/2016, 14:54
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La Fondazione Edmund Mach lancia il primo corso specializzato per tecnici delle bevande
Professione distillatore: al via il primo Master di formazione

Grappa, distillati, sidro, birra e altre bevande: per la prima volta in Italia una figura professionale titolata alla produzione di queste bevande. L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, partner dell’iniziativa, metterà a disposizione docenze e stage di praticantato presso le distillerie

“Una figura specializzata nella produzione di bevande quali distillati, sidro, birra e succhi di frutta, ma non solo; è in grado di gestire l’intera filiera, dalla scelta delle materie prime, passando per la trasformazione fino alla promozione e valutazione dei prodotti ottenuti”. Avrà questi requisiti la figura professionale che uscirà dal primo corso in Italia dedicato alla formazione della figura professionale del “Tecnico superiore delle bevande”. Il corso, organizzato nell’ambito del programma di Alta Formazione Professionale della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, è patrocinato dalla Provincia Autonoma di Trento e ha naturalmente trovato ampio riscontro dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino che ha dall’inizio contribuito alla realizzazione del programma di studio oltre a mettere a disposizione ore di docenze a cura dei propri soci e possibilità di praticantato post corso. «Non ci sono master simili in Italia, ma forse in Europa a questi livelli dedicati a queste figure professionali – commenta il presidente dell’Istituto, Beppe Bertagnolli – per noi è quindi un onore poterne essere partner e non è un caso che nasca proprio in questa terra, dove la grappa di qualità trova la sua culla e nemmeno un caso che avvenga all’interno della Fondazione Mach che da sempre ha messo in campo un ampio lavoro di sperimentazione e formazione nel settore della grappa, a partire dalla distilleria interna all’Istituto superiore».

Obiettivi del corso. Il corso mira allo sviluppo di conoscenze e competenze operative e di controllo negli ambiti della sicurezza alimentare all’interno delle filiere produttive che riguardano i principali prodotti bevibili escluso il comparto enologico, della progettazione alimentare, dell’organizzazione e gestione del processo produttivo, della gestione della qualità dei processi e dei prodotti, nonché della valorizzazione e commercializzazione. Il Tecnico superiore della produzione, trasformazione e valorizzazione della filiera Agri-food è esperto nella gestione dei processi produttivi, trasformativi e di valorizzazione della filiera Agri-food. Nello specifico, è una figura specializzata nella produzione di bevande quali: distillati, sidro, birra e succhi di frutta, ma non solo. E’ in grado di gestire l’intera filiera, dalla scelta delle materie prime, passando per la trasformazione fino alla promozione e valutazione dei prodotti ottenuti. Lo sbocco professionale è rappresentato da distillerie, birrifici e aziende produttrici di bevande, sia alcoliche che non, a conduzione artigianale o a carattere industriale. Può anche intervenire come consulente in piccoli impianti ed essere promotore dei prodotti ottenuti.

Il percorso formativo. Il corso ha durata biennale, con un impegno orario complessivo di 3.000 ore, di cui 1.200 ore di praticantato. Il monte ore è ripartito in quattro semestri e suddiviso per ore di lezione frontale, autoformazione assistita con studio e attività individuali o di gruppo strutturate anche con il sussidio della piattaforma web e il costante monitoraggio dei docenti e/o dei tutor, ore di praticantato e ore di counseling e studio personale. Sono previste attività di gruppo con lezioni frontali e partecipate, esercitazioni, visite a fiere e manifestazioni, uscite tecniche, partecipazione a convegni, testimonianze di esperti del settore. Inoltre è previsto un praticantato presso aziende del settore condotte a carattere industriale o artigianale. Possibile un praticantato all’estero, sempre in aziende affini alle bevande. Le metodologie formative, in aula e nei praticantati in contesto lavorativo, mirano all'apprendimento guidato, anche grazie al supporto tutoriale.

Per informazioni sulle modalità di iscrizione e sui corsi è disponibile questo link http://www.fmach.it/CIF/Didattica/Alta- ... -Agri-food


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28/09/2017, 15:40
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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino e la Fondazione Mach hanno organizzato un corso

Grappa: in Trentino i distillatori tornano sui banchi di scuola

Formazione e confronto: in Trentino i distillatori del Tridente continuano a sviluppare la qualità del prodotto. Intanto sempre più giovani all’interno delle aziende ultracinquantennali: social network all’ordine del giorno. Come sta al passo coi tempi un mestiere che vanta una storia centenaria

I distillatori Trentini sono ritornati sui banchi di scuola della Fondazione Mach di San Michele all'Adige per un corso di aggiornamento professionale su tutte le problematiche della distillazione. Il corso, promosso dall’Istituto di Tutela Grappa del Trentino in collaborazione con la Fondazione Edmundo Mach di San Michele all’Adige, prevede una serie di incontri bisettimanali con l'intervento di tecnici specializzati provenienti sia dal mondo accademico che professionale. Giunto già alla terza lezione il corso è stato organizzato sulla base di tematiche come la materia prima vinaccia, gli impianti di distillazione, la diluizione, refrigerazione e filtrazione, l'invecchiamento della grappa e infine “Grappa che Fare? La Grappa nel futuro”. Il corso ha visto la partecipazione di 50 addetti al settore fra titolari di distillerie e loro collaboratori. «E’ fondamentale la formazione così come il confronto fra i nostri professionisti – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – e l’Istituto di Tutela ha anche il compito di promuovere momenti come questi, forte anche della estrema professionalità della Fondazione Mach».

Notevole l'interesse delle prime due lezioni tenute da esperti locali e incentrate sulla conservazione della materia prima destinata alla produzione della Grappa. Sono state esplorate le modalità di fermentazione e conservazione della vinaccia ed i sistemi di distillazione in uso nella nostra Provincia. L'utilizzo dell'acqua addolcita o demineralizzata e la loro interazione con i componenti durante la filtrazione sarà il tema del terzo incontro in programma giovedì 1 marzo. Grande attesa per il tema della quarta lezione riguardante l'invecchiamento della grappa e l'interazione con i suoi principali componenti. Il futuro della grappa sarà oggetto dell'ultimo incontro fissato per il 29 marzo.

Il distillatore del nuovo millennio. Considerando che in Trentino la totalità delle distillerie vanta una storia di almeno 40 anni, il 50% di oltre 50 anni e il 25% ultracentenaria, i dati che spiccano sono quelli relativi al ricambio generazionale: oltre il 70 per cento delle distillerie infatti ha al suo interno un familiare sotto i 40 anni di età. L’inserimento dei giovani titolari in certi casi è già avvenuto anche sotto il profilo dirigenziale, circa il 60%. Ancora più interessante l’aspetto legato alla professionalità. Il 68% delle distillerie trentine ha al suo interno giovani specializzati nella produzione, mentre il 57 per cento ha assunto giovani negli ultimi dieci anni. Tra i ruoli maggiormente occupati dai giovani in distilleria ci sono quelli di tecnico, ma anche enologo o chimico, mentre l’80% delle imprese trentine che producono grappa ha un impiegato nel marketing sotto i 40 anni.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 28 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima

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27/02/2018, 19:11
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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino sarà presente al Vinitaly di Verona con tante etichette

La Grappa Trentina è 4.0: a Vinitaly tra giovani e cocktail d’autore

A Vinitaly i cocktail a base di grappa Trentina realizzati dal famoso bar tender Leonardo Veronesi.

L’Istituto si presenta con un dato importante: sempre più giovani all’interno delle aziende ultracinquantennali: social network all’ordine del giorno.

Come sta al passo coi tempi un mestiere, quello del “lambicar” che vanta una storia centenaria

Grappa Trentina come base di cocktail? La sfida sarà lanciata a Vinitaly, dal 15 al 18 aprile, direttamente allo stand dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino. Padiglione 3 stand E1: queste le coordinate per scoprire i gioielli della distillazione storica in uno spazio che ospiterà la quasi totalità delle etichette dei soci. Per i visitatori che arriveranno a scoprire il Trentino visto dai distillatori una grande sorpresa: uno spazio bar dove il famoso barman Leonardo Veronesi si cimenterà tutti i giorni nella realizzazione di cocktail a base di grappe del Trentino. Dalla grappa invecchiata alle riserve, passando per le tradizionali, il bar tender di Riva del Garda interpreterà l’arte dei mixology con al centro degli ingredienti il distillato trentino. Un’occasione unica per tutti per degustare quindi l’unico prodotto italiano del genere a godere di una Igp, rivisto in chiave moderna.

A Vinitaly si potranno inoltre scoprire le ultime annate in commercio. Nell’aria dell’Istituto sarà possibile anche per i neofiti e gli appassionati avvicinarsi alla grappa di qualità attraverso degustazioni guidate e dei veri e propri “mini corsi” di degustazione accompagnati da esperti degustatori.

La grappa del futuro parla “giovane”. Considerando che in Trentino la totalità delle distillerie vanta una storia di almeno 40 anni, il 50% di oltre 50 anni e il 25% ultracentenaria, i dati che spiccano sono quelli relativi al ricambio generazionale: oltre il 70 per cento delle distillerie infatti ha al suo interno un familiare sotto i 40 anni di età. L’inserimento dei giovani titolari in certi casi è già avvenuto anche sotto il profilo dirigenziale, circa il 60%. Ancora più interessante l’aspetto legato alla professionalità. Il 68% delle distillerie trentine ha al suo interno giovani specializzati nella produzione, mentre il 57 per cento ha assunto giovani negli ultimi dieci anni. Tra i ruoli maggiormente occupati dai giovani in distilleria ci sono quelli di tecnico, ma anche enologo o chimico, mentre l’80% delle imprese trentine che producono grappa ha un impiegato nel marketing sotto i 40 anni.

Le distillerie 3.0. Se fare grappa richiede ancora maestrie che si rifanno inevitabilmente al passato, anche se ormai con una tecnologia di elevata qualità e innovazione, i giovani impiegati delle imprese trentine hanno saputo investire anche sulla comunicazione moderna. Insomma, da una parte l’alambicco, dall’altra lo smartphone e i social network. Sono molte le aziende che al loro interno hanno una figura professionale che si occupa di comunicazione e più in particolare di social marketing. Tutte le distillerie sono dotate di un sito internet di nuova generazione, ma non finisce qui. Molte hanno un profilo Facebook, (una su due), mentre il 42% per cento utilizza anche Twitter. Altri social network, come Linkedin, Instagram e Pinterest, sono usati dal 23% delle aziende.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 28 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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05/04/2018, 20:49
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L’Istituto Tutela Grappa del Trentino al rinnovo delle cariche del CdA
Grappa del Trentino: Mirko Scarabello (Segnana) è il nuovo presidente

Tra territorio, tutela e promozione del marchio di qualità. Con la nuova giunta presentato anche il programma del futuro che vedrà alla guida dello storico Istituto di Tutela un rinnovato consiglio all’insegna dei giovani distillatori trentini. Bruno Pilzer sarà Vicepresidente

Un’elezione all’unanimità quella che ha nominato Mirko Scarabello alla presidenza dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. Classe 1967, trentino doc, percorso di studi all’attuale Fondazione Mach di San Michele all’Adige. Dopo qualche anno di lavoro nel mondo del vino, nel Chianti Classico in Toscana, Mirko Scarabello dagli anni ’90 ha dedicato la sua carriera al mondo della grappa e dal 1998 è prima responsabile di produzione poi direttore tecnico e mastro distillatore della distilleria Segnana, storico marchio della famiglia Lunelli che ha contribuito negli anni a promuovere e internazionalizzare il concetto di grappa di qualità e di grappa trentina in particolare. Consigliere dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino dal 2017, ora ne è alla presidenza. «Un incarico che mi onora, soprattutto perché prendo il testimone da Beppe Bertagnolli, un vero e proprio ambasciatore della grappa del Trentino – spiega il neo presidente Scarabello – cercherò di portare avanti le attività contando su una grande intesa con il consiglio e cercando di essere il più possibile vicino alle esigenze dei nostri distillatori».

Dopo otto mandati di presidenza con Beppe Bertagnolli, si rinnova così in gran parte l’assetto di uno degli istituti di tutela più antichi in Italia per il settore delle bevande. Alla vicepresidenza la conferma di un altro decano della grappa in Trentino, Bruno Pilzer, dell’omonima distilleria in Val di Cembra. Territorio, tutela, qualità, sono solo alcune delle parole chiave che il nuovo presidente dell’Istituto utilizza per parlare del prossimo futuro dell’Istituto. «Ci aspetta subito una grande sfida – commenta Mirko Scarabello – che è quella di creare un protocollo sui controlli dell’Ig Grappa del Trentino, cosa che cominceremo a fare dai primi di giugno discutendone prima in sede di Assodistil poi con confronti sul territorio». Dopo la creazione del marchio europeo infatti, sarà necessario trovare un piano di controlli e soprattutto individuare il futuro certificatore. «Un impegno che rispetto ad altre regioni ci trova già più preparati – continua in proposito il presidente dell’Istituto – anche perché siamo l’unica realtà in Italia che dagli anni Sessanta si è dotata di un disciplinare più rigido e territoriale».

Dalla promozione alla tutela, le prossime sfide dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. «E’ la nostra fortuna produrre in una terra come quella del Trentino – dice il nuovo presidente Mirko Scarabello – noi siamo partiti dalle nostre piccole distillerie per farci conoscere in tutto il mondo e abbiamo capito che è il Trentino che il consumatore cerca e trova nei nostri prodotti; il 70 per cento delle nostre terre è rappresentato da montagne, è anche grazie al nostro lavoro che riusciamo a sostenere questo ambiente così unico per clima, conformazione, paesaggio ed è la stessa unicità che dà valore alle nostre grappe». A questo proposito il consiglio lavorerà molto sulle sinergie con altri partner trentini e non solo. «Dovremo puntare sul gioco di squadra cercando di unire le forze con altre realtà del territorio trentino, ma non solo – continua il presidente Scarabello – per farlo abbiamo bisogno di cominciare un percorso che guardi ai nuovi consumatori, pur puntando sul valore aggiunto che abbiamo e che troviamo nella tradizione del nostro prodotto». Tra le azioni in programma anche il potenziamento della comunicazione e dell’immagine del marchio del Tridente attraverso gli strumenti tradizionali, ma soprattutto utilizzando il linguaggio dei nuovi sistemi di comunicazione, a partire dai social network. «Un modo per cominciare a raccontare un prodotto storico con mezzi innovativi», sottolinea Mirko Scarabello.

Come detto Vicepresidente dell’Istituto sarà ancora Bruno Pilzer (distilleria Pilzer), mentre gli altri consiglieri sono Luigi Cappelletti (Antica Erboristeria Dr. Cappelletti), Alessandro Marzadro (Marzadro), Carlo Pezzi (distilleria Pezzi), Giuliano Pisoni (distilleria Pisoni), Bernardino Poli (Casimiro), Rudy Zeni (distilleria Zeni).

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1965 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (30% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 45%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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L’Istituto Tutela Grappa del Trentino a un mese circa dall’accensione degli alambicchi

Grappa del Trentino: annata di grande livello con il segno “+”

Cresce la produzione, la distillazione procede con molto equilibrio. Per la Grappa del Trentino ci sono grandi aspettative per la qualità della distillazione in corso. Intanto l’Istituto al lavoro per la promozione del distillato italiano per eccellenza con un consiglio che guarda ai giovani

Sarà un’annata con il segno “+” per quanto riguarda la quantità e sicuramente buona dal punto di vista qualitativo. A circa un mese dall’accensione degli alambicchi l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino fa il punto della situazione sull’annata in corso. «Naturalmente è presto per tirare una somma complessiva, ma da un sondaggio sulle nostre distillerie possiamo senz’altro dire che siamo di fronte a un’annata positiva sia dal punto di vista della qualità che della quantità che naturalmente è legata alla produzione di uva e quindi di vinacce – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Mirko Scarabello – in questo momento siamo ancora in piena distillazione, come noto il nostro disciplinare rispetto agli altri in Italia prevede la chiusura degli alambicchi entro il 31 dicembre, ma per novembre le vinacce trentine saranno senz’altro già distillate».

L’annata che verrà. Come detto maggiore produzione rispetto al 2017 quando la vendemmia era stata compromessa dalla siccità storica. In Trentino si parla di un 20 per cento in più di grappa alla fine della distillazione. I presupposti per un’ottima annata ci sono, ma come è noto è l’importanza del lavoro del distillatore che trasforma un’ottima materia prima in un ottimo distillato per questo motivo la certezza si potrà avere tra circa un mese e mezzo quando la grappa si sarà “riarmonizzata”. L’annata è particolarmente favorevole per le uve a bacca rossa, visto l’andamento climatico e il buon grado di maturazione raggiunto, ma anche nelle valli dove si vendemmiano in prevalenza vitigni a bacca bianca le rese sono buone e la qualità della vinaccia notevole, con profumi di grande livello.

Le 4 “T” della Grappa del Trentino, il segreto del successo. Territorio. Tempestività. Tradizione. Tutela. Sono le 4 “T” che sintetizzano la ricetta per una grappa di qualità. La ricetta è scritta nel disciplinare di produzione delle grappe marchiate con il Tridente. A garantire questa qualità e la messa in atto del disciplinare è l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. Il KM “0”, segreto della qualità delle grappe del Trentino, sarà ancora una volta un elemento fondamentale per la qualità del prodotto del 2018. Questo elemento permette di distillare la materia prima in tempi rapidi non rischiando di perdere gli aromi principali.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è stato fondato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 25 soci dei quali 22 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 7.500 ettanidri di grappa (il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl) vale a dire circa 2,7 milioni di bottiglie equivalenti, distillando 150 mila quintali di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve bianche e aromatiche (60% del totale) e il restante 40% uve a bacca rossa.

Nel 2018 è stato eletto il nuovo C.d.A. che ha stabilito Mirko Scarabello (Segnana) alla presidenza, vicepresidente dell’Istituto Bruno Pilzer (distilleria Pilzer), mentre gli altri consiglieri sono Franco Aldo Bertagnolli (distilleria Bertagnolli) Luigi Cappelletti (Antica Erboristeria Dr. Cappelletti), Alessandro Marzadro (Marzadro), Carlo Pezzi (distilleria Pezzi), Giuliano Pisoni (distilleria Pisoni), Bernardino Poli (Casimiro), Rudy Zeni (distilleria Zeni).


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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino sarà presente al Vinitaly di Verona con tutte le etichette
Grappa del Trentino: a Vinitaly gli incontri “d’autore”

A Vinitaly la grappa per eccellenza incontra il Parmigiano Reggiano e i cocktail d’autore di Lorenzo Ghironi. L’Istituto si presenta compatto con uno stand che ospita la totalità delle etichette trentine. I giovani e i social nel futuro della distilleria. Scarabello (presidente): «La grappa è “smart”»

La Grappa del Trentino e gli incontri inaspettati. Anche per il prossimo Vinitaly l’Istituto Tutela Grappa del Trentino sarà come sempre presente con un proprio stand al Padiglione 3 stand E1 dove gli appassionati potranno tornare a scoprire i gioielli della distillazione storica in uno spazio che ospiterà la totalità delle etichette dei soci che hanno fornito una grappa bianca e una invecchiata. Per i visitatori che arriveranno a scoprire il Trentino visto dai distillatori sarà ancora disponibile lo spazio bar dove il barman Lorenzo Ghironi da domenica a martedì darà vita a cocktail a base di grappe del Trentino. Dalla grappa invecchiata alle riserve, passando per le tradizional il mixology si scatenerà nel presentare la grappa in maniera insolita e accattivante, dopo il successo ottenuto nella passata edizione. «Il concetto è quello di dare un messaggio diverso dal solito e far capire al consumatore che la grappa è un prodotto qualitativamente ineccepibile e che può essere consumato in maniera diversa a seconda dei gusti – spiega il presidente dell’Istituto, Mirko Scarabello – e anche quest’anno a Vinitaly la collaborazione tra Mixology e il Consorzio del Parmigiano Reggiano vogliono essere un chiaro messaggio che la grappa, in particolare quella del Trentino, è un distillato “smart” e che piace ai giovani appassionati del buono».

La grappa incontra il Parmigiano Reggiano. Un nuovo stile di abbinare la Grappa del Trentino sarà quello presentato lunedì 8 aprile, alle ore 15, presso lo spazio degustazioni Trentodoc (Pad 3 stand E1) dove il prestigioso formaggio italiano incontrerà le due eccellenze enologiche trentine, il Trentodoc appunto e la Grappa del Trentino. Quattro stagionature di Parmigiano in abbinamento a due Trentodoc e a due grappe per scoprire l’esaltazione dei sapori guidati da esperti sommelier, degustatori di grappa e di Parmigiano. L’evento è nato dalla collaborazione tra l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, il Consorzio di tutela Trentodoc e il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

A Vinitaly si potranno inoltre scoprire le ultime annate in commercio. Nell’aria dell’Istituto sarà possibile anche per i neofiti e gli appassionati avvicinarsi alla grappa di qualità attraverso degustazioni guidate e dei veri e propri “mini corsi” di degustazione accompagnati da esperti degustatori.



Le distillerie 3.0. Se fare grappa richiede ancora maestrie che si rifanno inevitabilmente al passato, anche se ormai con una tecnologia di elevata qualità e innovazione, i giovani impiegati delle imprese trentine hanno saputo investire anche sulla comunicazione moderna. Insomma, da una parte l’alambicco, dall’altra lo smartphone e i social network. Sono molte le aziende che al loro interno hanno una figura professionale che si occupa di comunicazione e più in particolare di social marketing. Tutte le distillerie sono dotate di un sito internet di nuova generazione, ma non finisce qui. Molte hanno un profilo Facebook, (una su due), mentre il 42% per cento utilizza anche Twitter. Altri social network, come Linkedin, Instagram e Pinterest, sono usati dal 23% delle aziende.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1965 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (30% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 45%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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02/04/2019, 18:38
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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino dal 16 al 20 maggio protagonista dell’evento

Trentino & Wine: a Trento protagoniste le grappe del Tridente

Non solo vino, ma anche le grappe del Trentino protagoniste del grande evento che per cinque giorni animerà il centro storico di Trento. Domenica 19 maggio in programma una degustazione guidata, ogni giorno poi un banco d’assaggio con la possibilità di scoprire le eccellenze



Ci saranno anche le grappe del Trentino nella nuova edizione di Trentino & Wine, il grande evento dedicato alle eccellenze della distillazione trentina e ai vini del Trentino in programma dal 16 al 20 maggio a Trento. L’Istituto Tutela Grappa del Trentino, tra i partner dell’evento, sarà infatti presente a Palazzo Roccabruna con un banco di assaggio con la totalità delle etichette rappresentate e con 18 distillerie presenti in forma diretta. Ogni giorno per gli appassionati la possibilità di scoprire da vicino la magia che rende eccellenti e unici i distillati trentini marchiati con il tridente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino che ne contraddistingue la qualità assoluta. «Protagonisti in casa viene da dire perché in questo bell’evento la grappa c’è in grande forza per spiegare al consumatore da vicino le sue caratteristiche – spiega il presidente dell’Istituto, Mirko Scarabello – il tutto in un progetto di promozione che ci piace perché riesce a condensare tutte le eccellenze enologiche del nostro territorio creando un sistema che è poi quello che fa la differenza per la promozione delle eccellenze trentine».



Grappa, lo spirito del Trentino. E’ il titolo della degustazione guidata in programma per domenica 19 maggio alle ore 18 a Torre Miriana, in via Belenzani. Si tratta di un laboratorio del gusto che rientra nel programma della manifestazione, nel quale sarà possibile compiere un vero e proprio viaggio nelle varie tipologie di grappa del Tridente, dalle giovani alle invecchiate, passando per i vitigni che regalano il fascino unico del distillato per eccellenza. La degustazione è su prenotazione ed ha un costo di dieci euro.

Trentino & Wine. Da quasi un secolo a Trento si rinnova un rito primaverile che celebra la vocazione vitivinicola della città e del suo territorio. Al 1925 risale infatti la prima "Mostra provinciale del vino", non solo evento promozionale dedicato ad un settore portante dell'economia locale, ma anche omaggio ad una tradizione che caratterizza l'identità culturale di una provincia e la morfologia del suo paesaggio. Quest'anno l'evento si rinnova profondamente, a cominciare dal nome: TRENTINO & WINE. Dal 16 al 20 maggio 2019 l'occasione per scoprire i vini trentini sia presso Palazzo Roccabruna, sede dell'Enoteca provinciale del Trentino, che lungo un itinerario ideale fra i palazzi storici cittadini e le cantine, fra l'enologia e la cucina d'eccellenza, fra la solidarietà e la sostenibilità, requisiti irrinunciabili per una tutela responsabile dell'ambiente e dei suoi insediamenti. A Palazzo Roccabruna saranno in degustazione saranno presenti ben 18 distillerie del Tridente oltre a 43 cantine di tutto il Trentino.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1965 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Grappa del Trentino”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (30% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 45%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.


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