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ISMEA Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare 
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Il Bio italiano si avvicina al target del 25% delle superfici, ma i consumi non tengono il passo.

Si è tenuto oggi presso il Palazzo dell'Emiciclo dell'Aquila, sede del Consiglio regionale dell'Abruzzo, la presentazione in anteprima del Rapporto “Bio in cifre” alla presenza delle autorità del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, della Regione Abruzzo e della città dell’Aquila e delle Associazioni e Organizzazioni professionali di settore.


L’Aquila, 5 luglio 2023 – L’atteso Piano nazionale per la produzione biologica, che guiderà il settore verso gli obiettivi di sviluppo richiesti dalla strategia europea Farm to Fork e ribaditi nella legge nazionale del 9 marzo 2022, è ormai ai blocchi di partenza, concluso l’iter di ascolto delle parti coinvolte. Il settore potrà contare su uno strumento programmatico che punta a potenziare ulteriormente l’offerta e migliorare il posizionamento, facendo leva sull’innovazione, la digitalizzazione, l’aggregazione, la semplificazione amministrativa e la promozione.

Intanto, come testimoniano gli ultimi dati del Rapporto Bio in cifre, il biologico italiano è ormai lanciato verso il target del 25% di superfici investite a bio, previsto dalla Strategia Farm to Fork al 2030, con già 6 regioni che hanno oltrepassato questo traguardo, e un’incidenza media balzata a quasi il 19%, grazie all’incremento registrato anche nel 2022. In parallelo il numero degli operatori (produttori, trasformatori e importatori) prosegue la sua crescita a un ritmo piuttosto sostenuto, confermando l’Italia al primo posto in Europa per numero di aziende agricole biologiche certificate e sui gradini del podio anche per estensione della Sau biologica. Il 2022 ci restituisce l’immagine di un settore in fermento, al centro delle politiche nazionali e comunitarie e degli investimenti degli operatori, ma con i consumi che stentano a recuperare slancio. La spesa domestica, seppur in ripresa su un deludente 2021, non soddisfa appieno le aspettative, crescendo a un ritmo inferiore all’agroalimentare complessivo e al tasso di inflazione. Segnali più incoraggianti provengono invece dalla prima indagine campionaria condotta presso i pubblici esercizi, con oltre il 50% dei bar italiani e quasi il 70% dei ristoranti che hanno dichiarato di aver proposto o impiegato nelle loro preparazioni culinarie cibi, bevande e materie prime biologiche nel corso del 2022.

Sono queste in estrema sintesi le principali evidenze che provengono dall’ultimo rapporto Bio in cifre relativo al 2022, realizzato da ISMEA e da Ciheam Bari e presentato in anteprima oggi all’Aquila, presso il Palazzo dell'Emiciclo, durante il convegno “Appuntamento con il bio”, che torna a un anno di distanza dall’incontro organizzato Roma a luglio scorso, per fare il punto sulle principali dinamiche e prospettive del settore alla presenza dei rappresentanti istituzionali e delle associazioni.

Molti gli interventi e i contributi tecnici che si sono susseguiti durante l’intensa mattinata di lavori, che ha visto i saluti introduttivi a cura di Emanuele Imprudente - Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Fabrizio Taranta Assessore all’ambiente agricoltura e territorio del comune dell’Aquila e le conclusioni affidate a Livio Proietti – Commissario straordinario di ISMEA, al Sottosegretario di Stato al Masaf Luigi D’Eramo e, infine, al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida.

L’illustrazione dei dati principali del Rapporto Bio in cifre è stata, come di consueto, a cura di Fabio Del Bravo – Responsabile della Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale di ISMEA, mentre Antonio Zinni del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo ha presentato le opportunità del “Complemento di Sviluppo rurale Abruzzo” per lo sviluppo del settore biologico e Pietro Gasparri - Dirigente Ufficio PQAI1del Masaf, ha esposto gli interventi del Piano d’Azione Nazionale per il biologico.

A seguire si è tenuta la tavola rotonda, moderata da Ermanno Comegna, a cui sono intervenuti Maria Grazia Mammuccini Presidente di FederBio, Nicoletta Maffini Presidente Assobio, Giuseppe Romano Presidente AIAB, Francesco Torriani Coordinatore settore biologico Alleanza Cooperative Agroalimentari Italiane, Giuseppe De Noia Presidente Cia-Anabio, Maria Letizia Gardoni Presidente Coldiretti-Bio ed Erminio Pensa Presidente di Giovani Confagricoltura Aquila, Angelo Candita Presidente regionale Confederazioen italiana Liberi agricoltori, Alessandroi Bucciarelli Presidente verde Abruzzo Onlus.

“L’agricoltura biologica si conferma un settore vitale e dinamico, nonché protagonista dell’attuale programmazione della Pac, che pone la nostra nazione ai primissimi posti in Europa per estensione delle superfici e numero di operatori coinvolti – ha dichiarato il neo Commissario Straordinario dell’ISMEA Avv. Livio Proietti. L’appuntamento odierno ribadisce l’attenzione dell’ISMEA verso questo settore strategico dell’agricoltura italiana e la volontà di consolidare i rapporti con il territorio, le sue amministrazioni locali e le associazioni di settore, al fine di fornire un supporto allo sviluppo del biologico e, in generale, dell’agroalimentare italiano”.

“L’Italia crede nel bio e consolida la propria leadership in Europa - ha affermato il sottosegretario di Stato al Masaf, Luigi D’Eramo -. Lo confermano le cifre del rapporto presentato oggi. Grazie alla significativa crescita registrata nel 2022, le superfici coltivate a biologico rappresentano quasi il 19% del totale della superficie agricola utilizzabile. Un risultato che proietta il nostro paese a raggiungere il target del 25% fissato dalla Strategia Farm to Fork in anticipo rispetto al 2030. Aumenta anche il numero degli operatori, che avranno nel Piano nazionale per la produzione biologica uno strumento importante per supportare lo sviluppo del settore. Positivo l’interesse dimostrato nel canale Ho.re.ca., in particolare le prospettive nel mondo della ristorazione, l’obiettivo nei prossimi mesi sarà un rilancio dei consumi domestici. Aver presentato il rapporto a L’Aquila – ha concluso il sottosegretario Masaf - ha offerto l’occasione per evidenziare il contributo che il biologico può offrire anche allo sviluppo sostenibile delle aree interne”.

"Il biologico è un elemento portante della strategia che vede la sostenibilità ambientale viaggiare in parallelo con una strategia di sostenibilità produttiva e che tenga conto della necessità di mantenere l' equilibrio sociale - ha dichiarato il Ministro dell'agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobirigida. Nel tempo abbiamo verificato in Italia un’attenzione crescente per il comparto del biologico. Dobbiamo continuare a sostenerlo sia in termini economici sia in termini culturali, valorizzando il legame tra il territorio, cibo e salute, attraverso un modello che dia attenzione al lavoro e che persegua sempre l’elemento della qualità. Quella stessa qualità che è messa in discussione da sistemi di etichettatura ideologici e non informativi. Si pensi - ha chiosato il Ministro - che per il Nutriscore un prodotto biologico viene valutato allo stesso modo di un altro iper processato. Il nostro compito quindi è quello di incentivare da una parte questo comparto e dall’altra proteggerci da meccanismi fuorvianti".

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05/07/2023, 18:37
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Rapporto ISMEA sulla gestione del rischio: con inflazione sale anche il costo delle polizze agricole (+6,5% nel 2022)

Toccato un nuovo massimo, con i premi sulle assicurazioni contro i rischi climatici che nel comparto delle coltivazioni vegetali hanno sfiorato la soglia dei 700 milioni di euro (+12%); supera i 7 miliardi di euro la Plv assicurata (+5,9%).

Il mercato delle polizze agricole agevolate conferma, nel 2022, la tendenza alla crescita di valori e premi che, in base ai dati delle compagnie assicurative, hanno raggiunto nella scorsa campagna un nuovo massimo storico. Lo rileva l’ISMEA nel "Rapporto sulla gestione del rischio in agricoltura 2023", che per l'insieme delle polizze agevolate, finanziate fino al 70% con contributi UE e nazionali, stima un valore assicurato nel 2022 di 9,6 miliardi di euro, in crescita del 5,2% su base annua, di cui 7,1 miliardi relativi al solo comparto delle colture vegetali (+5,9%).

Le polizze sulle produzioni zootecniche sono le uniche a registrare un andamento in controtendenza (-6,5% i valori rispetto al 2021), mentre le assicurazioni a protezione delle strutture aziendali hanno registrato un incremento del 14,6%. Con un aumento nettamente più sostenuto rispetto alla dinamica dei valori per l’ulteriore rialzo dei costi assicurativi, i premi hanno raggiunto un livello di 735 milioni di euro, di cui 697 milioni per le sole coltivazioni (+12,2% sul 2021). La tariffa media nel comparto vegetale, che concentra quasi tre quarti del totale dei valori assicurati, ha ormai sfiorato la soglia del 10%, confermando, con un più 6,5% nel 2022, un trend in ascesa in atto da sei anni.

Per numero di aziende assicurate, sempre in relazione al comparto delle coltivazioni, emerge un incremento dell’1,7% rispetto al 2021, con quasi 65.700 imprese. Se a queste si aggiungono gli allevamenti e le aziende con polizze contro i danni alle strutture, si superano le 76.600 unità, una platea anche questa più estesa rispetto all’anno precedente (+1% circa).
Nel segmento delle colture vegetali, i dati del 2022 attribuiscono alla macroripartizione geografica del Nord una quota di mercato ancora preponderante, pari al 78,5%, contro il 9,2% del Centro ed il 12,3% del Sud (Isole comprese). Il Mezzogiorno, nelle ultime sei campagne assicurative, ha recuperato oltre 5 punti percentuali di quota, nonostante il mercato risulti ancora fortemente sbilanciato territorialmente, anche per fattori economici, climatici e strutturali.

L’analisi dei dati disaggregati per prodotti evidenzia ancora una forte concentrazione dei valori assicurati, con il primato dell’uva da vino, che nel 2022 ha raggiunto 2,3 miliardi di euro (+10%), seguita da mele (oltre 682 milioni di valori assicurati; -2,6% sul 2021), mais da granella (548 milioni di euro; +25,5%), riso, e pomodoro da industria. Di un certo rilievo anche le dimensioni del mercato assicurativo dei frumenti (tenero e duro), del kiwi e delle pere, oltre a soia, tabacco, pesche e nettarine e prodotti vivaistici.

In relazione alle avversità catastrofali, rappresentante da gelo e brina, siccità e alluvione, il sistema sembra confermare un graduale disimpegno da parte delle compagnie, con forme di limitazione e condizioni sempre più stringenti nelle coperture assicurative contro gli eventi estremi, di intensità e frequenza sensibilmente aumentate in questi ultimi anni.

Il Rapporto, oltre alla consueta analisi del mercato assicurativo arricchita da un’ampia appendice statistica, fornisce un aggiornamento sul quadro programmatorio e sull’attuazione finanziaria degli interventi di risk management, nonché una ricognizione dell’andamento meteoclimatico che ha caratterizzato l’intera annata trascorsa.
Con la nuova PAC (Politica agricola comune), la gestione del rischio in agricoltura si è dotata in Italia di un impianto più solido, rafforzato anche sul piano finanziario e soprattutto innovativo.
Al collaudato strumento delle assicurazioni agricole agevolate e ai fondi mutualistici e IST (stabilizzazione dei redditi agricoli), già attivati con la precedente programmazione, si affianca da quest’anno un fondo obbligatorio di mutualizzazione nazionale contro gli eventi catastrofali, rivolto all’intera platea degli agricoltori percettori degli aiuti diretti, costituita da circa 700.000 aziende, il cui scopo è operare in stretta sinergia con le polizze assicurative e in raccordo con gli altri strumenti.

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06/07/2023, 15:44
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l’alimento italiano più esportato e che meglio rappresenta la nostra identità a tavola e la leggendaria nazionale italiana di volley, che ha fatto la storia di questo sport, conquistando più volte il gradino più alto del podio nelle competizioni internazionali”. È il commento del Commissario ISMEA Livio Proietti. Un connubio decisamente vincente – ha aggiunto il Commissario – che testimonia l’importanza di fare sistema tra attori istituzionali e privati e tra ambiti e discipline differenti

“Quando sono stato informato dell’interesse nei confronti dei nostri ragazzi per la realizzazione dello spot e della campagna di comunicazione che ne consegue sono stato molto felice - ha commentato il presidente della Federazione Italiana Pallavolo Giuseppe Manfredi. Innanzitutto, perché essere affiancanti alle Istituzioni è sempre motivo di prestigio e poi perché, in questo caso, abbiamo potuto riscontrare numerosi punti di contatto con il Ministero e con Ismea in particolare. D’altronde alcuni temi come la sana alimentazione e un corretto consumo del cibo, sono temi a noi cari e sui quali è importante investire affinché il maggior numero di sportivi e persone, in generale, siano consapevoli di tali aspetti. Da Presidente Federale sono orgoglioso che i nostri ragazzi e il nostro CT siano stati scelti per veicolare un simile messaggio”.

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25/07/2023, 13:23
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ISMEA - Prestiti MIA: dal 27 luglio in corso le erogazioni.
Il Ministro Lollobrigida: acceleriamo ricostruzione e sosteniamo le nostre produzioni.

Concluse le istruttorie delle domande pervenute, entrano nella fase di erogazione i prestiti cambiari MIA, messi a disposizione da ISMEA.
A meno di un mese dall’apertura del portale dedicato, 15 milioni di euro arrivano alle imprese agricole operative nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana colpiti dalle alluvioni di maggio 2023.
La misura, finalizzata a sostenere la liquidità delle imprese, ha fatto registrare il sold-out in meno di quattro ore dall’apertura.
La nuova infrastruttura tecnologica ISMEA ha poi ulteriormente ottimizzato la gestione delle domande, dalla fase di presentazione a quella di comunicazione esiti, fino al momento della gestione degli appuntamenti per l’erogazione - anche a distanza - del prestito.
“Un importante passo avanti e per le regioni interessate. Grazie al contributo di ISMEA acceleriamo il processo di ricostruzione e sosteniamo la continuità delle produzioni italiane gravemente danneggiate dai fenomeni alluvionali. Il Governo Meloni risponde nel più breve tempo possibile alle esigenze dei cittadini e delle imprese e nell’interesse esclusivo dell’Italia”, così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
MIA è un finanziamento, a tasso zero, di importo correlato ai ricavi dell’impresa e fino a 30 mila euro per beneficiario, con durata cinque anni di cui due di preammortamento.
“Si tratta di un intervento teso a sostenere la continuità delle attività agricole e della pesca nei territori alluvionati e che si aggiunge, per le imprese già titolari di finanziamenti in essere con ISMEA, alla sospensione dei pagamenti delle rate con scadenza 2023, per un periodo pari alla durata dello stato di emergenza- ha dichiarato Livio Proietti, Commissario Straordinario di ISMEA - la sospensione delle rate, disposta dall’Istituto, ha interessato oltre 25 milioni di crediti attesi per l’anno in corso”.

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01/08/2023, 12:20
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La salute del Pianeta passa dalla tua spesa. Parte la campagna di comunicazione per promuovere il consumo di alimenti biologici

Lanciato lo spot per la tv #Ioparlobio con protagonista Elio e le pillole social con Luca Sardella. La campagna di comunicazione istituzionale targata MASAF e realizzata da ISMEA è stata presentata oggi ufficialmente al Sana.

Bologna, 7 settembre 2023 - Gli acquisti di prodotti alimentari biologici stanno vivendo una fase delicata, dopo un trend di crescita praticamente ininterrotto e culminato con un 2020 da record. Secondo i dati monitorati dall’ISMEA gli acquisti domestici hanno infatti segnato il passo nel 2022, con una modesta crescita in valore (+0,5% a fronte del +6,4% dell’agroalimentare complessivo), che riduce il peso del paniere BIO sul totale della spesa per alimenti e bevande degli Italiani.

A promuovere il settore, ricordando al consumatore che la salute del Pianeta passa anche dalle scelte che si fanno a tavola, ci pensa la Campagna di comunicazione istituzionale promossa dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, presentata da ISMEA oggi in occasione del Sana di Bologna, alla presenza del sottosegretario di Stato Luigi D’Eramo, di Maria Grazia Mammuccini - Presidente di Federbio, Nicoletta Maffini - Presidente di Assobio, Francesco Torriani - Coordinatore del settore biologico Alleanza Cooperative Agroalimentari e di uno dei testimonial: l’autore e conduttore televisivo Luca Sardella.

La campagna media integrata, che prenderà il via nelle prossime settimane, sarà incentrata su uno spot in onda sui principali canali radio e tv, con protagonista il noto cantautore, presentatore e comico Elio, su una webserie per i social network in cui Elio è affiancato dagli influencer Revee (@sayrevee), Carlotta Ferlito (@carlyferly) e Lulù Gargari (@lulugargari) e dalle video pillole dal taglio più informativo condotte da Luca Sardella.

Completano la campagna una serie di annunci digital e stampa con diversi messaggi che veicolano però tutti lo stesso concetto: dall’acquisto di prodotti biologici derivano una serie di ricadute positive per l’ambiente e per il consumatore, racchiuso in una call to action semplice e potente allo stesso tempo: “La salute del Pianeta passa dalla tua spesa”.

Le attività di comunicazione sono state precedute da una fase di esplorazione e approfondimento delle attitudini, conoscenze e comportamenti del consumatore rispetto al BIO, attraverso un’indagine Cawi su un campione rappresentativo di responsabili di acquisto, focus group e indagini condotte presso alcune insegne della Gdo. Dalle ricerche sono emersi una serie gli elementi centrali nel definire la strategia e i key message della campagna come ad esempio la scarsa conoscenza da parte dei consumatori dell’euro foglia (il marchio comunitario che contrassegna i prodotti biologici), la richiesta di maggiori garanzie sul biologico, un prezzo percepito ancora troppo elevato rispetto al convenzionale, e la presenza di una grande confusione tra i consumatori indotta da scaffali e packaging sempre più affollati di simboli e scritte che promettono alcuni dei valori distintivi del BIO.
Più nel dettaglio è emerso dalle indagini che meno di 1 italiano su 3 conosce il vero simbolo del BIO. Più di 1 su 2 è invece convinto che basti la semplice scritta «biologico» come garanzia per l’acquisto di questo tipo di prodotto. Il prezzo elevato del BIO rappresenta poi un freno a un consumo più ricorrente, nonostante il gap con il prodotto convenzionale si sia molto ridotto rispetto agli ultimi anni. I più giovani lo percepiscono come una grossa barriera, che porta ad acquistare BIO solo quando sono presenti offerte convenienti. Altra barriera, oltre al prezzo, che porta una famiglia su tre a dichiarare di NON comprare BIO anche una certa sfiducia sul sistema dei controlli, forse alimentata da recenti scandali e da fake news (il 25% non crede che i prodotti biologici siano privi di residui chimici e il 16% non crede ai controlli che vengono eseguiti).
Mentre tra le motivazioni all’acquisto, ai primi posti ci sono la salute e sostenibilità ambientale. La prima valida soprattutto per gli over 55, la seconda sostenuta soprattutto dagli under 34. Altro elemento che fa riflettere è che 4 famiglie su 10 non percepiscono differenze tra i prodotti BIO e quelli naturali/artigianali, laddove il BIO è invece garantito da un sistema di controlli e certificazioni.

“Il biologico è per l’Italia un settore strategico – ha affermato il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, Luigi D’Eramo -. Il nostro Paese si conferma leader in Europa sia per le superfici coltivate a bio, sia per numero di operatori certificati che continuano ad aumentare. Perché questa crescita possa proseguire è importante che venga accompagnata da un rilancio dei consumi, in particolare della spesa domestica. La campagna di comunicazione Masaf realizzata da Ismea presentata oggi al Sana ha l’obiettivo di promuovere una migliore conoscenza delle caratteristiche degli alimenti bio Made in Italy evidenziando il loro valore e le ricadute positive per la salute, non solo quella dei cittadini ma anche quella del Pianeta. Spiegare in modo adeguato la qualità dei nostri prodotti e l’affidabilità del sistema dei controlli e certificazioni è il primo passo per favorire un nuovo slancio dei consumi interni”.

“Il biologico sta in parte soffrendo la competizione di altri prodotti che, attraverso elementi visivi, colori e richiami di vario tipo in etichetta e nel packaging, insistono sui medesimi asset valoriali senza avere lo stesso sistema di controlli e garanzie – ha sottolineato il Commissario Straordinario ISMEA Livio Proietti. Il risultato è spesso una percezione vaga da parte del consumatore meno informato dei plus che distinguono il BIO e questo non aiuta la penetrazione della categoria, nonostante il gap di prezzo con il prodotto convenzionale si sia molto attenuato. Speriamo che questa campagna, molto attesa dagli operatori del settore – ha chiosato il Commissario – possa contribuire ad aumentare la conoscenza del consumatore, rafforzare la fiducia nei confronti dei prodotti biologici e stimolare la domanda, così da incoraggiare sempre più agricoltori a convertirsi al biologico, come ci richiedono gli impegni della strategia Farm to Fork”.

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07/09/2023, 18:50
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Bio: più ettari assicurati nel 2022, superata quota 100 mila (+16%)


Cresce nell’agricoltura biologica la diffusione delle polizze agevolate contro i rischi meteorologici. Nel 2022 la dimensione del mercato ha sfiorato, in termini di valori assicurati, 618 milioni di euro, con un incremento di oltre l’11% rispetto al 2021. Una decisa ripartenza dopo la battuta d’arresto registrata nel 2021, seguita però a diversi anni di considerevole dinamismo.
A fornire una fotografia aggiornata sul mercato assicurativo agevolato è il Rapporto ISMEA sulla Gestione del Rischio nell'agricoltura biologica 2023, giunto quest’anno alla sua quarta edizione.

Il numero delle aziende assicurate – rivela lo studio - ha superato le 5.200 unità (+6% sul 2021), ma a crescere nel bio sono state soprattutto le superfici, balzate oltre la soglia dei 100 mila ettari, con un 16% di aumento su base annua.

Oltre ai valori sono cresciuti anche i premi assicurativi, peraltro a un ritmo più accelerato per l’aumento delle tariffe (il tasso applicato dalle compagnie sui valori assicurati) che ha superato la soglia del 10%. Nel bio la crescita sul 2021 è stata del 14,4% (il doppio rispetto al più 7% dell’anno precedente), con il costo complessivo delle polizze (sul quale gli agricoltori ricevono un contributo pubblico fino a un massimo del 70%) ammontato a 63,1 milioni di euro.

La dimensione media delle aziende biologiche ha raggiunto l’anno scorso i 19,2 ettari, con un aumento di 1,6 ettari rispetto al 2021.

Oggi le aziende assicurate rappresentano il 7,7% dell’universo delle imprese bio (nel 2016 erano appena il 3,5%), mentre le superfici totalizzano un più modesto 4% di SAU biologica (superficie agricola utilizzata) contro il 2,2% del 2016.

Dallo studio ISMEA emerge uno squilibrio a livello territoriale, seppure meno evidente rispetto al mercato assicurativo nel suo complesso (comprensivo delle aziende di coltivazione con metodi convenzionali). Dai più recenti dati si evince che in tutta l’area del Nord si concentra il 68% dei valori, contro il 17% delle regioni centrali (dove si è avuta una forte crescita nel 2022) e il 15% del Mezzogiorno.

Anche nel bio si rileva una forte concentrazione delle polizze agevolate in pochi comparti, con i primi quattro (uva da vino, frutta, cereali e ortaggi) che rappresentano oltre il 90% dei valori totali, anche se a crescere l’anno scorso sono stati soprattutto l’olivicolo e l’insieme delle coltivazioni industriali e dei semi oleosi.

Ancora più significativo l’incremento nel comparto delle foraggere, con un valore più che triplicato dopo l’entrata sul mercato assicurativo di nuove realtà di grandi dimensioni. Un segmento, quest’ultimo, in cui si stanno gradualmente affermando anche le polizze sperimentali parametriche, che a seguito di eventi avversi, per esempio dopo una prolungata assenza di precipitazioni, correlano i danni alle colture all’intensità degli eventi atmosferici.

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06/10/2023, 14:12
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Rapporto ISMEA competitività: agroalimentare italiano al terzo posto in Ue per valore alla produzione

La siccità ha peggiorato la competitività dell’Italia nel settore agricolo, mentre la produzione industriale è cresciuta a un ritmo superiore all’Ue e all’Eurozona

Nel decennio 2012-2022 l’industria alimentare ha mostrato un trend di buona crescita reale, mentre l’agricoltura ha vissuto annate sfavorevoli in successione, soprattutto a causa dell’andamento climatico: il 2022 è stato l’anno più caldo e meno piovoso da quando vengono monitorati i dati meteoclimatici in Italia e il 2023 si sta rivelando anche peggiore. Ciò ha fatto retrocedere l’Italia in terza posizione nella graduatoria UE della produzione agricola, dopo Francia e Germania (prima era seconda dopo la Francia); ma, soprattutto, dal 2021 ha passato alla Francia il primato del valore aggiunto, mantenuto quasi ininterrottamente dal nostro Paese nel corso del decennio.

Sono alcune delle evidenze del Rapporto ISMEA sull’agroalimentare italiano, presentato nel pomeriggio a Palazzo Merulana, alla presenza del Ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida e che ha visto confrontarsi sui temi dell’inflazione, dei rapporti nella filiera e della competitività internazionale esperti, esponenti della comunità scientifica e Presidenti delle principali sigle associative dell’intera filiera, dalla parte agricola (Alleanza Cooperative Italiane, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri) alla trasformazione industriale (Federalimentare) alla distribuzione (Confcommercio, Ferderdistribuzione, FIPE, Italmercati) e del Commercio estero (ICE).

Il peso dell’Italia sulla produzione agricola dell’UE è pari complessivamente al 14%, ma sale al 37% per il vino, dove è secondo solo a quello della Francia (43%), e al 33% per l’olio d’oliva, dove segue il 48% della Spagna. Anche per la frutta, con il 18% della produzione dell’UE, l’Italia fronteggia la forte concorrenza della Spagna, che ne copre il 28%. Ma soprattutto l’Italia conferma la sua vocazione alle attività secondarie e ai servizi in agricoltura, che insieme rappresentano il 18% della produzione agricola nazionale e che ribadiscono la sua leadership in Europa sul fronte della diversificazione e multifunzionalità del settore agricolo.

Oltre agli effetti del clima, pesano sull’agricoltura italiana alcune debolezze strutturali, quali la scarsa presenza di giovani imprenditori (solo il 9%, contro il 12% della media UE) e il correlato basso livello di formazione di chi guida la maggioranza delle aziende agricole; persiste, inoltre, la frammentazione del tessuto produttivo, nonostante l’aumento della superficie agricola aziendale occorsa nell’ultimo decennio, che segnale la presenza di un lento processo di concentrazione e riorganizzazione. Anche l’accesso alla terra si conferma un punto dolente per l’agricoltura italiana, principalmente a causa della scarsa disponibilità di terra che porta i valori fondiari ad essere in media quasi sei volte superiori quelli della Francia e due volte quelli della Spagna.

Dal lato dell’industria alimentare, l’Italia si posiziona al terzo posto nella graduatoria dei paesi UE, ma con un trend migliore rispetto ai principali partner. Il nostro Paese, che copre circa il 12% del valore aggiunto totale, dopo la Germania e la Francia, ma sopra alla Spagna, è leader incontrastato nell’industria pastaria, (oltre il 73% del fatturato dell’UE) e con un ruolo di rilievo nel vino (28%), prodotti da forno e biscotti (21%), nonché negli ortofrutticoli trasformati, nell’industria del caffè, del tè e delle tisane e nell’industria molitoria e del riso, con un peso analogo, pari al 17% del fatturato europeo.

Analizzando l’insieme dei settori della produzione agricola e della trasformazione industriale, nel 2022 il valore aggiunto della filiera agroalimentare è arrivato a 64 miliardi di euro: 37,4 miliardi generati dal settore agricolo e 26,7 miliardi dall’industria alimentare. In questa configurazione “ristretta”, il comparto rappresenta il 3,7% del valore aggiunto dell’intera economia italiana; inglobando le fasi a valle della produzione alimentare, ossia distribuzione e ristorazione, si arriva al 7,7%, ma se si considerano anche i servizi e le attività necessari per far arrivare i prodotti dal campo alla tavola (trasporti, logistica, intermediazione), la stima del peso dell’agroalimentare sul Pil supera il 15,2%.

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17/10/2023, 16:50
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Rapporto ISMEA competitività dell’agroalimentare italiano: Italia migliora il suo posizionamento sui mercati internazionali

+7,6% il tasso di incremento medio annuo dell’export agroalimentare italiano nel decennio (+5,6% la crescita a livello globale)

Nell’ultimo decennio la competitività dell’agroalimentare italiano sui mercati esteri è in aumento: le nostre esportazioni sono cresciute al ritmo del 7,6% all’anno, ben maggiore di quello delle esportazioni mondiali (+5,6%), con una quota di mercato che passa dal 2,8% del 2012 al 3,4% nel 2022. Lo share dell’agroalimentare made in Italy sui mercati internazionali è uguale a quello della Spagna, anch’essa contraddistinta da uno spiccato dinamismo dell’export, mentre è inferiore alle quote di Germania e Francia (rispettivamente del 4,8% e 4,3% nel 2022), che tuttavia si sono ridotte nel decennio. Il peso dell’export tricolore sulle spedizioni comunitarie si attesta al 10%, al pari di quello spagnolo, più contenuto di quello francese e tedesco. Ma in generale, e presso la quasi totalità dei principali paesi acquirenti, l’Italia ha migliorato il suo posizionamento competitivo.

Sono alcune delle evidenze del Rapporto ISMEA sull’agroalimentare italiano, presentato nel pomeriggio a Palazzo Merulana, alla presenza del Ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida e che ha visto confrontarsi sui temi dell’inflazione, dei rapporti nella filiera e della competitività internazionale esperti, esponenti della comunità scientifica e Presidenti delle principali sigle associative dell’intera filiera, dalla parte agricola (Alleanza Cooperative Italiane, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri) alla trasformazione industriale (Federalimentare) alla distribuzione (Confcommercio, Ferderdistribuzione, FIPE, Italmercati) e del Commercio estero (ICE).

Nel triennio più recente, tra il 2019 e il 2022, le esportazioni agroalimentari italiane sono aumentate del 34%, superando il record di 60 miliardi di euro nel 2022 e, nello stesso periodo, le importazioni sono cresciute del 37%. La bilancia commerciale agroalimentare è migliorata nel triennio, con il saldo in attivo nel 2020 e nel 2021; mentre nel 2022 si è consolidato il surplus per i trasformati, ma è aumentato contemporaneamente il deficit della fase agricola, facendo tornare in negativo – sia pur di poco – il saldo complessivo. Nel confronto con i partner europei, il settore agroalimentare tedesco è quello che mostra il maggior livello d’integrazione commerciale internazionale, grazie anche alla forte presenza all’estero, specie in Europa, della sua distribuzione alimentare; la Francia, al contrario, è il paese più orientato al proprio mercato interno.

La Francia – a parte i vini – è specializzata principalmente nell’esportazione di materie prime agricole, mentre Italia e Germania in quella di prodotti trasformati. L’Italia è leader mondiale nell’export di trasformati di pomodoro, pasta, vino, formaggi; la Spagna si focalizza su ortofrutta, olio d’oliva e carni suine. Nel complesso, considerando i primi 20 prodotti esportati da ciascun paese, l’Italia è seconda solo alla Francia in termini di prezzo medio, che segnala un alto livello di qualità delle esportazioni, mentre Germania e Spagna, caratterizzate da valori medi unitari inferiori, tendono ad esercitare una concorrenza di prezzo.

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17/10/2023, 16:50
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Rapporto ISMEA competitività dell’agroalimentare italiano: in Italia i prezzi degli alimentari nel carrello della spesa sono cresciuti meno della media Ue

Filiera agroalimentare nazionale matura e responsabile. Non sono stati finora evidenziati fenomeni speculativi su larga scala

Nonostante la svolta restrittiva delle politiche monetarie delle banche centrali e la dinamica salariale moderata, l’inflazione in Italia rimane elevata (+5,3% su settembre 2022 secondo le stime preliminari dell’Istat, in lieve flessione su base mensile) ed emergono segnali di difficoltà del sistema economico, in uno scenario geopolitico dove si moltiplicano i fattori di instabilità e incertezza.
L’agroalimentare è stato tra i settori più colpiti e uno dei principali centri di trasmissione degli aumenti dei prezzi in Italia, a causa del suo ruolo nell’economia e della sua dipendenza dall’estero per prodotti energetici, materie prime e beni intermedi che lo rendono particolarmente vulnerabile alle tensioni su mercati internazionali. Ciononostante, la dinamica dei prezzi dei prodotti alimentari è risultata inferiore a quella media registrata nell’UE e in Germania e Spagna.

Sono alcune delle evidenze del Rapporto ISMEA sull’agroalimentare italiano, presentato nel pomeriggio a Palazzo Merulana, alla presenza del Ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida e che ha visto confrontarsi sui temi dell’inflazione, dei rapporti nella filiera e della competitività internazionale esperti, esponenti della comunità scientifica e Presidenti delle principali sigle associative dell’intera filiera, dalla parte agricola (Alleanza Cooperative Italiane, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri) alla trasformazione industriale (Federalimentare) alla distribuzione (Confcommercio, Ferderdistribuzione, FIPE, Italmercati) e del Commercio estero (ICE).

Più nel dettaglio nel 2022, il contributo dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari all’inflazione è stato significativo. La crescita media dei prezzi (misurata dall’indice Istat per i prodotti alimentari, bevande e tabacco, armonizzato per i confronti europei) ha raggiunto l’8,1%, ma è stata più contenuta di quella media dell’UE (10,2%) e dell’Eurozona (9%). Meglio di noi ha fatto la Francia, che grazie al suo maggior grado di autosufficienza, alimentare ed energetica, ha subito di meno gli aumenti dei prezzi internazionali ed è riuscita a contenere gli incrementi degli alimentari a un +6%. Diverso il caso delle utenze domestiche, che in Italia sono cresciute nel 2022 di oltre il 35%, quasi il doppio della media UE (+18%), due volte quelle della Germania e più del triplo della Francia. Nella prima metà del 2023, nonostante il raffreddamento dei listini internazionali dell’energia e delle materie prime, l’inflazione per i prodotti alimentari nel carrello della spesa ha continuato a salire, raggiungendo in Italia il suo picco a marzo (+12%), ma evidenziando, anche in questo caso, una dinamica inferiore a quella registrata a livello comunitario. A questo proposito, tuttavia, va ricordato che in Italia il reddito pro-capite resta inferiore alla media Ue, con un divario che si è progressivamente ampliato nell’ultimo decennio.

L’effetto combinato dell’inflazione e della bassa crescita dei redditi – specie quelli da lavoro dipendente – ha eroso il potere d’acquisto e il tasso di risparmio delle famiglie, con forti squilibri sul piano distributivo: il tasso d’inflazione subìto dalle famiglie più fragili è risultato più alto rispetto a quello delle famiglie benestanti (12,1% vs 7,2%), per effetto della diversa incidenza e della diversa composizione della spesa alimentare. L’impatto sugli acquisti alimentari domestici è stato significativo, con volumi in riduzione (-3,7% nel 2022 secondo Istat), scontrini in aumento (+5%) e una ricomposizione del carrello guidata dalle esigenze di risparmio e dagli effetti dell’aumento della spesa incomprimibile per l’abitazione sul budget disponibile per l’alimentazione.

Tuttavia, pur in presenza dei consueti effetti asimmetrici dell’inflazione, l’analisi della trasmissione dei prezzi lungo la filiera agroalimentare effettuata da ISMEA, non ha evidenziato fenomeni speculativi su larga scala a carico di nessuna delle fasi. La filiera è stata in grado di mantenere sotto controllo le variazioni dei prezzi, rallentando e diluendo nel tempo gli incrementi a valle. Se infatti gli shock al rialzo dei prezzi degli input si sono ripercossi in tempo reale sui costi dell’agricoltura e, a seguire, sui costi dell’industria di trasformazione, il trasferimento alla distribuzione e al consumo finale è avvenuto con maggior gradualità, sia per l’impossibilità dell’industria di ritoccare tempestivamente i contratti in essere con la Gdo, sia per evitare eccessive e repentine contrazioni della spesa delle famiglie.

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17/10/2023, 17:02
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Fondo innovazione ISMEA: posticipata al 27 novembre l’apertura del portale per la presentazione delle domande

A seguito di specifica segnalazione da parte di Banca d'Italia riguardante il recente rinnovo dell'infrastruttura tecnologica della Centrale dei rischi (CR) ed i possibili conseguenti rallentamenti nella messa a disposizione della documentazione necessaria per accedere alle agevolazioni del "Fondo Innovazione 2023”, ISMEA ha disposto il posticipo al 27 novembre 2023, ore 12.00, della data di apertura del portale per la presentazione delle domande; ciò al fine di assicurare a tutte le PMI interessate parità di accesso alla misura.
Restano invariate tutte le altre condizioni previste, tra cui il periodo e l’orario di apertura dello sportello telematico, confermato nei giorni feriali (dal lunedì al venerdì) dalle ore 9.00 alle ore 18.00, ad eccezione del primo giorno di apertura (dalle ore 12.00 alle ore 18.00).

Il Fondo innovazione, le cui modalità attuative sono state definite con Decreto interministeriale 9 agosto 2023, agevola investimenti finalizzati all'incremento della produttività delle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura, nonché delle imprese agromeccaniche, attraverso la diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la digitalizzazione e l'utilizzo di soluzioni robotiche, di sensoristica e di piattaforme con infrastrutture 4.0. Il tutto finalizzato anche al risparmio dell'acqua, alla riduzione delle sostanze chimiche e all'utilizzo dei sottoprodotti.
Possono essere ammesse alle agevolazioni le PMI agricole, ittiche e agro-meccaniche, attive da almeno due anni, che effettuano investimenti compresi tra una soglia minima di 70 mila euro (10 mila per il settore ittico) e un massimo di 500 mila euro.
L’intensità del contributo varia a seconda del settore di operatività dell’impresa e dell’ammontare dell’investimento. Per le PMI agricole e della pesca è riconosciuta la possibilità di fruire della garanzia gratuita ISMEA fino all'80% del valore nominale dell’eventuale finanziamento bancario.
La dotazione finanziaria complessiva del Fondo ammonta a 225 milioni distribuiti nel triennio 2023-2025.
Nel 2023 sono a disposizione i primi 75 milioni, di cui 10 riservati alle zone colpite dalle alluvioni di maggio 2023.
Sul sito www.ismea.it è possibile consultare le istruzioni operative aggiornate e la documentazione relativa alla misura.

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16/11/2023, 16:15
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