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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Agricoltura: Ad Agriumbria con Federacma si parla di finanziamenti, revisione dei mezzi e giovani Accesso ai finanziamenti, revisione dei mezzi agricoli e ricambio generazionale saranno i tre temi centrali di Agriumbria 2026 per il comparto agromeccanico. Su queste priorità strategiche si concentrerà la presenza di Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – dal 27 al 29 marzo a Bastia Umbra, presso Umbriafiere.
In una fase segnata da incertezza normativa e dalla necessità di programmare per tempo gli investimenti e gli adempimenti sulla revisione, la Federazione porterà in fiera un programma di incontri orientato a fornire strumenti operativi e indicazioni chiare per concessionari e imprese agricole, senza perdere di vista il tema strategico del ricambio generazionale.
Venerdì 27 marzo alle ore 14.00, nel Teatro delle Feder…Azioni (Padiglione 9 – Stand 14), si terrà l’incontro “Quali le opportunità di finanziamento per il 2026?”, dedicato alle prospettive di sostegno agli investimenti per il prossimo anno. Con gli interventi di Comazzetto e Scuffi di EsseCi Studi, sarà proposta un’analisi delle misure in arrivo, con un focus su scenari, strumenti disponibili e ricadute concrete per la rete dei concessionari e per le aziende agricole. Sono stati invitati esponenti dei vari ministeri ed enti coinvolti nelle misure di finanziamento per i quali si è in attesa della conferma di partecipazione.
“Il 2026 rappresenta un passaggio decisivo per il rinnovo del parco macchine e per la modernizzazione del settore – dichiara il presidente di Federacma, Andrea Borio –. Le imprese hanno bisogno di certezze, di tempistiche definite e di strumenti realmente accessibili. Fornire orientamento significa mettere gli operatori nelle condizioni di programmare e investire”.
Sabato 28 marzo alle ore 14.00 sarà invece la volta della tavola rotonda “Revisione e ammodernamento dei mezzi agricoli: quali novità?”, dedicata a uno dei dossier più delicati per l’intera filiera. Il confronto riunirà rappresentanti della filiera agricola per affrontare in modo unitario una questione che incide direttamente su sicurezza, organizzazione delle imprese e sostenibilità del sistema.
“Ci troviamo da un lato con oggettive difficoltà nell’attuazione della revisione dei trattori veloci, dall’altro con la revisione degli altri mezzi, spesso più vetusti, che è stata ancora una volta recentemente rinviata dal DL Milleproroghe – aggiunge Borio – Parliamo di sicurezza degli operatori e di responsabilità verso l’intero settore. Servono regole chiare, tempi certi e un modello organizzativo che funzioni davvero. Federacma continuerà a lavorare per arrivare a una soluzione concreta e condivisa”.
Accanto ai temi economici e normativi, Federacma conferma ad Agriumbria il proprio impegno verso le nuove generazioni. Venerdì 27 e sabato 28 marzo torneranno infatti i Mech@griJOBS, workshop dedicati agli studenti degli istituti tecnici e agrari italiani, organizzati in collaborazione con FederUnacoma e CAI Agromec, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi alle opportunità professionali offerte dalla meccanica agraria e favorire il dialogo tra scuola e impresa.
È atteso il saluto del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, presenza significativa negli incontri con gli studenti, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un comparto strategico per il Paese.
“Il futuro della meccanica agricola passa dai giovani – conclude Borio –. Dobbiamo rendere questo settore attrattivo, far comprendere che offre lavoro qualificato, innovazione e prospettive solide. Mettere in connessione scuola e impresa significa costruire oggi la filiera di domani”.
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| 06/03/2026, 15:23 |
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Marco
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Agricoltura: Federacma lancia l’allarme su decreti 4.0 e 5.0 bloccati La filiera della meccanica agricola italiana è sempre più in difficoltà. Il blocco delle vendite registrato negli ultimi mesi si sta progressivamente trasformando anche in un rallentamento della produzione, con il rischio concreto che diverse aziende della filiera – in particolare nel comparto manifatturiero – possano essere costrette a ricorrere alla cassa integrazione.
Una situazione che nasce dall’incertezza normativa e dal mancato sblocco degli strumenti di incentivo agli investimenti. Senza un quadro chiaro e senza misure operative, infatti, gli agricoltori rinviano le decisioni di acquisto, mentre rivenditori e costruttori non riescono più a pianificare vendite e produzione di macchinari agricoli. Il risultato è una paralisi che rischia di mettere in ginocchio un’intera filiera industriale e di rallentare anche il processo di innovazione tecnologica del comparto primario.
A lanciare l’allarme è Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, che richiama l’attenzione del Governo sulla necessità di intervenire con urgenza su due fronti.
Il primo riguarda il decreto attuativo del credito d’imposta 4.0 dedicato al settore agricolo, di competenza del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf). Sono ormai scaduti i 60 giorni previsti dalla Legge di Bilancio per la sua emanazione, senza che il provvedimento sia stato ancora pubblicato. Una misura ritenuta fondamentale per sostenere gli investimenti delle aziende agricole e rimettere in moto il mercato delle macchine, ma che al momento dispone di appena 2,1 milioni di euro di risorse, una dotazione ritenuta del tutto insufficiente per le esigenze del comparto.
Il secondo nodo riguarda invece la Transizione 5.0, il cui decreto attuativo non è ancora stato pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Secondo quanto dichiarato nelle scorse settimane dal ministro Adolfo Urso, il provvedimento è già stato predisposto dal Mimit e trasmesso al Ministero dell’Economia, ma resta legato alla definizione del nodo normativo relativo al vincolo del cosiddetto “Made in Europe”.
Lo stallo del settore dura ormai da mesi: dallo scorso novembre il portale per gli investimenti legati alla Transizione 5.0 è stato improvvisamente bloccato, congelando di fatto le decisioni di investimento da parte delle aziende agricole e contribuendo ad alimentare il clima di incertezza che pesa sull’intero comparto.
Federacma sottolinea di aver apprezzato la scelta del Governo di accogliere la linea proposta dalla federazione, introducendo uno strumento diretto come il credito d’imposta 4.0 dedicato al mondo agricolo, ritenuto più efficace rispetto a sistemi basati su bandi complessi e frammentati.
“Abbiamo apprezzato la scelta del Governo di accogliere la linea da noi proposta, introducendo uno strumento diretto come il credito d’imposta 4.0 dedicato al mondo agricolo. Oggi però l’intera filiera della meccanica agricola è fortemente preoccupata e chiede risposte – afferma il presidente di Federacma, Andrea Borio –. Non possiamo più permetterci di aspettare. L’agricoltore ha bisogno di chiarezza e tempi certi. Se questo stallo dovesse continuare ancora, il rischio è di mettere in crisi un comparto produttivo strategico per il Paese”.
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| 11/03/2026, 15:13 |
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Marco
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Agricoltura: Sinergie tra Climmar e Copa per il rilancio della meccanizzazione agricola, Federacma protagonista a Bruxelles A Bruxelles si è tenuto un incontro tra il Consiglio Direttivo del Climmar (l’associazione europea che rappresenta i concessionari e distributori di macchine agricole e da giardino) e Massimiliano Giansanti, presidente del Copa (Comitato delle Organizzazioni Professionali Agricole, principale organismo di rappresentanza degli agricoltori europei) oltre che presidente di Confagricoltura, focalizzato sulla costruzione di sinergie concrete lungo la filiera e sul rilancio della meccanizzazione agricola in Europa, a partire da un nodo sempre più centrale: la marginalità economica degli operatori.
Alla riunione ha partecipato Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, rappresentata dal presidente Andrea Borio e da Isabella Fontana, tesoriere Climmar nonché Segretaria di Unagreen, una delle Unioni di Federacma.
Il confronto, che ha coinvolto tutti i componenti del Direttivo Climmar, ha posto al centro la necessità di rafforzare il dialogo tra agricoltori e rete distributiva, con l’obiettivo di individuare strumenti operativi condivisi. In particolare, è emersa la volontà di promuovere incontri pratici di filiera per comprendere e sviluppare sinergie capaci di migliorare la sostenibilità economica del settore, oggi messa sotto pressione da dinamiche di mercato sempre più complesse.
“Il rilancio della meccanizzazione agricola passa necessariamente da una filiera più coesa e consapevole delle sfide comuni – dichiara il presidente di Federacma, Andrea Borio –. Il tema della marginalità riguarda tutti gli attori e impone un cambio di passo: servono momenti di confronto concreti, capaci di tradursi in azioni condivise. L’incontro con il presidente Giansanti – aggiunge – rappresenta un segnale molto positivo. C’è la volontà di costruire un percorso comune a livello europeo, mettendo attorno allo stesso tavolo agricoltori e distribuzione per individuare soluzioni che rafforzino la competitività e la sostenibilità dell’intero comparto”.
L’incontro si inserisce in un percorso già avviato di collaborazione tra le due realtà europee: Giansanti aveva infatti partecipato, seppur da remoto per impegni istituzionali, al Congresso annuale del Climmar tenutasi a Torino lo scorso ottobre a cui era seguito l’incontro del 21 gennaio scorso presso la sede di Confagricoltura a Roma.
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| 23/03/2026, 16:36 |
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Marco
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Agricoltura: Domani ad Agriumbria, focus sui finanziamenti con ISMEA e spazio ai giovani con i Mech@griJOBS Sarà una giornata centrata su finanziamenti e nuove generazioni quella di domani, venerdì 27 marzo, ad Agriumbria per Federacma con la partecipazione dei vertici ISMEA e l’atteso saluto del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida.
Nel Padiglione 9 – Stand 14, presso il Teatro delle Feder…Azioni, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio offrirà uno spazio di riferimento per operatori, imprese e giovani, con iniziative dedicate alle principali sfide del settore agromeccanico.
Alle ore 14.00 è in programma l’incontro “Quali le opportunità di finanziamento per il 2026?”, dedicato alle prospettive di sostegno agli investimenti per il prossimo anno. Un appuntamento pensato per fornire strumenti operativi in una fase di forte evoluzione normativa, con una lettura chiara delle misure in arrivo, degli scenari e delle ricadute concrete per concessionari e imprese agricole. All’incontro interverranno Livio Proietti e Sergio Marchi, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di ISMEA, mentre l’analisi tecnica è affidata a Pamela Comazzetto e Barbara Scuffi di EsseCi Studi.
“Il 2026 rappresenta un passaggio decisivo per il rinnovo del parco macchine e per la modernizzazione del settore – dichiara il presidente di Federacma, Andrea Borio –. Purtroppo, al momento siamo fermi in attesa che i diversi strumenti prendano operatività. Le imprese necessitano di certezze, tempistiche definite e semplificazione burocratica: fornire orientamento significa mettere gli operatori nelle condizioni di programmare e investire”.
Accanto al tema economico, spazio ai giovani con i Mech@griJOBS, i workshop dedicati agli studenti degli istituti tecnici e agrari italiani, organizzati da Federacma in collaborazione con FederUnacoma e Cai Agromec.
Nel corso della giornata di venerdì sono previsti due slot dedicati a un format ormai consolidato, che mette in dialogo scuola e impresa, valorizza le professioni della meccanica agricola e favorisce il ricambio generazionale nel settore.
È atteso il saluto del Ministro Francesco Lollobrigida, presenza significativa negli incontri con gli studenti, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso le nuove generazioni e verso un comparto strategico per il Paese.
“Il futuro della meccanica agricola passa dai giovani – conclude Borio –. Dobbiamo rendere questo settore attrattivo, far comprendere che offre lavoro qualificato, innovazione e prospettive solide. Mettere in connessione scuola e impresa significa costruire oggi la filiera di domani”.
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| 26/03/2026, 10:28 |
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Agricoltura: Domani ad Agriumbria la filiera a confronto su revisione e sicurezza dei mezzi agricoli La revisione dei mezzi agricoli torna al centro del confronto della filiera in un contesto che continua a registrare criticità normative e, soprattutto, dati allarmanti sul fronte della sicurezza: ogni anno si contano oltre 100 decessi legati all’uso di trattori e macchine agricole privi di adeguati dispositivi di protezione, come rollbar e cinture di sicurezza.
Su questi temi, domani, sabato 28 marzo, ad Agriumbria 2026, si terrà la tavola rotonda “Revisione e ammodernamento mezzi agricoli: quali novità?”, in programma alle ore 14.00 presso il Padiglione 9 – Stand 14 (Teatro delle Feder…Azioni), promossa da Federacma, Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.
Al centro del confronto, una delle questioni più delicate e non più rinviabili per il comparto: da un lato la necessità di garantire la sicurezza degli operatori attraverso un parco macchine adeguato, dall’altro le difficoltà concrete nell’attuazione delle norme esistenti. In particolare, la revisione dei cosiddetti trattori veloci, oltre i 40 km/h, rappresenta un passaggio cruciale ma ancora caratterizzato da rilevanti criticità operative e organizzative che ne rendono complessa l’applicazione su larga scala. Parallelamente, resta aperto il nodo della revisione delle altre categorie di mezzi agricoli, più datati e quindi maggiormente esposti a rischi, il cui percorso è stato più volte rinviato nel tempo, lasciando irrisolto il tema della messa in sicurezza diffusa.
In questo quadro si inserisce anche il recente bando ISMEA, appena pubblicato, che mette a disposizione 10 milioni di euro per interventi di miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli e forestali. Il contributo, destinato a micro, piccole e medie imprese agricole, agroindustriali e agromeccaniche, copre fino all’80% delle spese ammissibili, con un massimo di 2.000 euro per impresa. Le domande potranno essere caricate a partire dal 15 aprile, con presentazione prevista dal 19 al 29 maggio secondo una procedura a sportello, fino ad esaurimento delle risorse. Un segnale importante sul fronte della sicurezza, che tuttavia evidenzia la necessità di un approccio più organico e strutturale per affrontare il tema del rinnovo del parco macchine.
La tavola rotonda riunirà i principali rappresentanti della filiera agricola e agromeccanica per un confronto diretto e condiviso, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete. Interverranno Roberto Guidotti per CAI Agromec, Aproniano Tassinari, presidente di UNCAI, Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria, Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria e Roberto Mesca per Copagri, in un dibattito moderato da Gianni Di Nardo, segretario generale Federacma, mentre sono stati invitati anche rappresentanti dei ministeri e degli enti competenti.
“Non possiamo più permetterci ritardi su un tema che riguarda la vita delle persone – dichiara il presidente di Federacma, Andrea Borio –. Servono regole chiare, tempi certi e un modello di revisione realmente applicabile. Solo così possiamo accompagnare le imprese in un percorso serio di ammodernamento e riduzione dei rischi”.
L’appuntamento di domani ad Agriumbria si propone così come un momento di responsabilità per l’intera filiera, chiamata a fare un passo avanti su una questione che incide direttamente sulla sicurezza, sulla competitività e sul futuro dell’agricoltura italiana.
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| 27/03/2026, 15:09 |
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Agricoltura: Transizione 5.0, taglio degli incentivi al 35% per le imprese. Federacma: “Così si rompe il patto di fiducia, intervenga subito Lollobrigida” Il taglio degli incentivi previsti dal piano Transizione 5.0 rappresenta un colpo durissimo per l’intero sistema agricolo italiano. Con l’approvazione del decreto-legge fiscale (Dl 38/2026), le imprese che avevano già presentato progetti e investimenti contando sul credito d’imposta si vedranno riconoscere solo il 35% dell’agevolazione spettante, con un beneficio reale che scende fino al 12-15%.
Una riduzione drastica che, secondo Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – mette in discussione non solo la sostenibilità degli investimenti già avviati, ma anche la credibilità complessiva degli strumenti pubblici di incentivo.
“Ci troviamo di fronte a una situazione gravissima – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. Le imprese agricole sono state prima incentivate a investire, a innovare, a fare un salto tecnologico. Abbiamo collaborato fianco a fianco con il MIMIT per superare le complessità operative e far cogliere così questa opportunità. Dopo aver tolto le somme a disposizione, oggi gli imprenditori si vedono cambiare le regole a partita in corso. Questo non è solo un problema economico: è una rottura del rapporto di fiducia tra Stato e imprese”.
Il provvedimento colpisce le aziende rimaste in lista d’attesa dopo l’esaurimento delle risorse del piano 5.0: oltre 7.400 progetti di tutti i comparti che avevano già avviato percorsi di investimento e che ora si trovano a fare i conti con un incentivo drasticamente ridotto, spesso inferiore perfino alle aliquote del precedente piano Transizione 4.0.
“Parliamo di investimenti già programmati, contratti firmati, acconti versati. Cambiare le condizioni dopo significa mettere in difficoltà concreta migliaia di imprese agricole, che oggi – aggiunge Borio – rischiano di trovarsi esposte finanziariamente senza il sostegno su cui avevano legittimamente fatto affidamento”.
Federacma sottolinea come la gestione della Transizione 5.0, sin dallo scorso autunno, abbia mostrato criticità evidenti, tra stop improvvisi, incertezze normative e ritardi nei provvedimenti attuativi. “Si tratta di una partita che deve essere chiusa nel modo più indolore possibile per le imprese – afferma Borio –. Non si può scaricare sulle aziende il costo di errori e ritardi che non dipendono da loro”.
Per questo, la Federazione rivolge un appello diretto al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, affinché intervenga per quanto di sua competenza a tutela degli investimenti nel settore primario.
“Chiediamo al Ministro Lollobrigida di farsi carico di questa situazione e di intervenire con urgenza per salvaguardare le imprese agricole – sottolinea Borio –. È necessario individuare una soluzione che consenta di ristabilire condizioni eque per chi ha già investito, evitando che il comparto paghi il prezzo più alto di questa vicenda”.
Federacma richiama inoltre tutte le organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo a far sentire con forza la propria voce, evidenziando come l’impatto del provvedimento non riguardi solo la filiera industriale, ma soprattutto gli imprenditori agricoli.
“È l’intera filiera a essere colpita, ma sono gli agricoltori a pagare le conseguenze più pesanti – conclude Borio –. Il crollo dell’incentivo rispetto a quanto previsto inizialmente mette a rischio la sostenibilità economica degli investimenti. Per questo è fondamentale che le associazioni agricole si mobilitino”.
Secondo Federacma, la posta in gioco va oltre la singola misura: riguarda la tenuta di un sistema in cui le imprese possano ancora credere nella parola dello Stato. “Senza fiducia – conclude Borio – nessun incentivo potrà mai funzionare. E oggi quella fiducia rischia seriamente di venire meno”.
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| 29/03/2026, 13:57 |
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Agricoltura: Transizione 5.0, ripristinate le risorse. Federacma: “Bene il Governo, ora avanti con l’Iperammortamento” Il rapido intervento del Governo sulla Transizione 5.0 segna un’inversione di rotta importante per il sistema produttivo agricolo e industriale italiano. Dopo le criticità emerse la scorsa settimana, con il rischio concreto di penalizzare migliaia di imprese già impegnate in investimenti, la decisione di ripristinare integralmente le risorse previste rappresenta un segnale forte di attenzione e responsabilità istituzionale.
Con l’accordo raggiunto al tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la dotazione torna infatti ai livelli originari di 1,3 miliardi di euro, cui si aggiungono ulteriori 200 milioni, portando lo stanziamento complessivo a 1,5 miliardi. Una scelta che consente di salvaguardare gli investimenti già avviati e di garantire piena copertura anche alle imprese rimaste inizialmente escluse.
“Accogliamo con soddisfazione questa decisione – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma che ha partecipato al tavolo presso il Mimit –. Il Governo ha dimostrato di saper ascoltare le imprese e di intervenire rapidamente per ristabilire condizioni di equità. Il ripristino delle risorse rappresenta un passaggio fondamentale per mantenere il patto di fiducia costruito nei mesi scorsi con il mondo produttivo”.
La soluzione individuata consente infatti di tutelare gli “esodati” della Transizione 5.0, che potranno ora accedere pienamente agli incentivi previsti fin dall’inizio, evitando effetti distorsivi e squilibri tra imprese che avevano già programmato investimenti.
Accanto al ripristino delle risorse, Federacma richiama l’attenzione sul prossimo passaggio chiave per il settore: l’attuazione del nuovo meccanismo di iperammortamento, destinato a sostituire il credito d’imposta e a sostenere gli investimenti in beni strumentali e innovazione.
Con il superamento del vincolo del made in Europe per gli acquisti effettuati, grazie al Dl Fiscale, il decreto attuativo è ora al vaglio degli organi di controllo e, secondo quanto emerso, sarà operativo già nelle prossime settimane. A partire dal mese di maggio sarà infatti possibile caricare le domande sul portale dedicato.
“È importante chiarire fin da subito un aspetto decisivo per le imprese – sottolinea Borio –: l’iperammortamento decorre dal 1° gennaio 2026. Questo significa che gli investimenti possono essere già effettuati oggi, con la certezza che saranno successivamente rendicontati non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e i sistemi saranno attivi”.
La misura rappresenta uno dei pilastri della nuova politica di sostegno agli investimenti, con una dotazione complessiva pari a 10 miliardi di euro fino al 2028. Un volume di risorse significativo, che potrà sostenere il rinnovo del parco macchine, l’innovazione tecnologica e la competitività delle imprese agricole.
“Parliamo di un’opportunità straordinaria per chi del settore agricolo può accedervi, nell’attesa del Credito d’imposta 4.0 di competenza del Ministro dell’Agricoltura – conclude Borio –. Ora però serve rapidità nell’attuazione e massima chiarezza operativa, dobbiamo garantire che l’iperammortamento entri a regime senza ulteriori incertezze”.
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| 02/04/2026, 12:48 |
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Agricoltura: Trattori veloci, le associazioni scrivono al MIT su revisioni bloccate e chiedono subito una fase transitoria Le principali organizzazioni del mondo agricolo e agromeccanico hanno inviato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per segnalare le criticità legate all’avvio delle revisioni dei trattori agricoli veloci (categoria T-b), chiedendo interventi urgenti per evitare il blocco operativo delle imprese.
La missiva, indirizzata al Direttore Generale della Motorizzazione, dott. Gaetano Servedio, è sottoscritta da Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, CAI Agromec, UNCAI e Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.
Al centro della segnalazione, le difficoltà applicative del decreto del 25 novembre 2025, che ha definito le linee guida per i controlli tecnici sui trattori a ruote con velocità superiore a 40 km/h, mezzi sempre più diffusi e strategici per l’agricoltura moderna e per i processi legati all’Agricoltura 4.0.
Secondo quanto evidenziato dalle associazioni, dal territorio emergono problemi concreti nell’avvio delle revisioni, dovuti in particolare ai tempi estremamente ristretti previsti dal decreto per consentire agli operatori di adeguarsi sotto il profilo tecnico e organizzativo. A questo si aggiungono scadenze ravvicinate, come quella del 30 giugno 2026 per i trattori immatricolati tra il 2017 e il 2019, che rischiano di mettere in difficoltà migliaia di imprese.
Le criticità riguardano diversi livelli operativi. In primo luogo, si registra una forte incertezza da parte dei centri privati autorizzati (ex 870), che, pur avendo in linea teorica i requisiti per effettuare le revisioni, non stanno offrendo il servizio a causa della mancanza di indicazioni chiare e dei dubbi sulla sostenibilità degli investimenti richiesti per le nuove attrezzature.
Parallelamente, molte sedi territoriali della Motorizzazione Civile non accettano ancora le prenotazioni, nonostante le richieste degli operatori, e non risultano attivate ricognizioni per individuare i centri pronti ad adeguarsi. Una situazione che, secondo i firmatari, evidenzia anche la necessità di una formazione specifica del personale tecnico coinvolto.
Le conseguenze per il comparto sono rilevanti. I proprietari dei trattori veloci, spesso mezzi ad alta tecnologia acquistati con importanti investimenti e piani di ammortamento in corso, si trovano nell’impossibilità di adempiere agli obblighi di legge. Il rischio concreto è quello di un vero e proprio “fermo burocratico”, che potrebbe impedire la circolazione su strada e l’utilizzo operativo dei mezzi, con ricadute dirette sull’attività agricola e agromeccanica.
Per questo, le associazioni chiedono al Ministero un intervento immediato su più fronti. In particolare, sollecitano l’emanazione di indicazioni chiare agli Uffici della Motorizzazione affinché vengano accettate le prenotazioni tramite il modello TT 2100, e l’introduzione di una procedura transitoria che consenta alle imprese, una volta presentata la richiesta di revisione e pagati gli oneri previsti, di continuare a operare fino alla convocazione.
Viene inoltre richiesta una mappatura dei centri privati disponibili o intenzionati ad adeguarsi, così da fornire indicazioni certe agli operatori del settore e rendere effettivamente accessibile il servizio su tutto il territorio nazionale.
Infine, nella lettera si sottolinea la necessità di evitare sanzioni nei confronti degli utenti che, pur avendo adempiuto agli obblighi formali, risultano impossibilitati a effettuare la revisione per cause non dipendenti dalla propria volontà, fino a quando il sistema non sarà pienamente operativo.
Le organizzazioni firmatarie chiedono quindi un riscontro urgente e la convocazione di un tavolo di confronto con il Ministero per affrontare e risolvere in tempi rapidi le criticità evidenziate, evitando ripercussioni economiche e operative su un comparto strategico per il Paese.
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| 16/04/2026, 11:09 |
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Sicurezza in Agricoltura, Federacma: “Basta rinvii, serve una strategia strutturata per salvare vite e modernizzare il parco trattori” Oltre 100 decessi l’anno in agricoltura, nella maggior parte dei casi legati all’uso di trattori vecchi, privi di adeguati dispositivi di sicurezza: un’emergenza che continua a ripetersi e che genera un costo sociale stimato in circa un miliardo di euro l’anno. A rilanciare con forza il tema è Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – in occasione del convegno promosso dall’Accademia dei Georgofili a Firenze, alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro che si celebra domani 28 aprile.
Nel corso dell’iniziativa, dedicata al rinnovo del parco macchine agricole, il Segretario Generale Gianni Di Nardo ha posto al centro dell’attenzione la necessità di superare definitivamente i ritardi normativi e avviare una strategia strutturata per la sicurezza e l’ammodernamento del comparto.
“I numeri che registriamo ogni anno non possono lasciarci indifferenti – ha dichiarato Di Nardo –. Il trattore continua a essere il principale fattore di rischio, soprattutto quando parliamo di mezzi con oltre trent’anni di età, spesso senza cinture o sistemi anti-ribaltamento. Non è una fatalità: è una mancata prevenzione”.
Federacma evidenzia come, a fronte di un quadro normativo esistente da anni – a partire dal Codice della strada fino al decreto del 2015 sulla revisione delle macchine agricole – manchi ancora l’attuazione concreta delle disposizioni. “Il problema non è la norma, ma la sua applicazione. E nel frattempo continuiamo a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane e costi sociali”.
Nel suo intervento, Di Nardo ha inoltre sottolineato il forte squilibrio negli investimenti pubblici tra automotive e agromotive. “Negli ultimi anni sono stati mobilitati oltre 9 miliardi di euro per il settore auto, mentre per i trattori non esiste una misura strutturata di rottamazione. Eppure, parliamo di mezzi che incidono direttamente sulla sicurezza sul lavoro”.
Da qui la proposta di Federacma di un piano pluriennale da 350 milioni di euro tra il 2027 e il 2031, con 70 milioni annui destinati alla rottamazione dei mezzi più obsoleti, accompagnato da un credito d’imposta per chi decide di dismettere il proprio trattore senza sostituirlo.
“Serve una scelta di priorità – ha aggiunto Di Nardo –. Quando si decide di intervenire, le risorse si trovano. È il momento di farlo anche per l’agricoltura, mettendo al centro la sicurezza degli operatori”.
Tra le proposte avanzate anche l’approvazione del decreto attuativo sulla revisione, prevedendo però uno slittamento di almeno tre anni per consentire la costruzione del sistema: formazione degli ispettori, adeguamento delle officine e disponibilità delle attrezzature.
“Non si può sanzionare chi non è messo nelle condizioni di adempiere – ha concluso –. Serve costruire una rete di officine qualificate, con il coinvolgimento di INAIL, e trasformare la revisione da obbligo normativo a vera politica pubblica. Solo così possiamo ridurre gli incidenti e rendere il sistema agricolo più moderno, competitivo e sicuro”.
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| 28/04/2026, 7:39 |
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Agricoltura: Transizione 5.0, crediti a rischio per le aziende agricole. Federacma: “Impossibile compensare tutto entro il 2026” Partita la fase operativa per gli “esodati” della Transizione 5.0, con l’invio da parte del GSE delle comunicazioni che riconoscono alle imprese il credito d’imposta nella misura dell’89,77% rispetto a quanto originariamente richiesto. Un passaggio atteso, che consente finalmente di quantificare con certezza le somme compensabili, ma che apre al contempo una criticità rilevante per il comparto agricolo.
Secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti, le imprese dovranno utilizzare integralmente il credito entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di riportare eventuali eccedenze negli anni successivi. Una scadenza stringente che rischia di penalizzare proprio le aziende agricole. A sollevare la questione è Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.
“Il problema è evidente – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. Le aziende agricole, per loro natura fiscale e contributiva, non hanno una capacità di compensazione paragonabile ad altri settori. Questo significa che, pur avendo diritto al credito, rischiano concretamente di non riuscire a utilizzarlo interamente entro la scadenza prevista”.
La compensazione, infatti, potrà avvenire tramite modello F24 entro fine anno, utilizzando i debiti fiscali e contributivi disponibili. Tuttavia, la struttura stessa delle aziende agricole – con flussi fiscali meno frequenti e spesso concentrati in specifici momenti dell’anno – rende difficile assorbire crediti di importo elevato in un arco temporale così limitato.
“Parliamo di imprese che hanno investito, che hanno creduto nelle politiche di innovazione e che oggi si trovano di fronte a un ulteriore ostacolo – prosegue Borio –. Il rischio è che una parte delle risorse riconosciute venga di fatto persa, non per mancanza di requisiti, ma per impossibilità tecnica di utilizzo. È necessario, pertanto, prevedere una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei crediti per tutelare le aziende agricole”.
Nel frattempo, dal Parlamento arrivano segnali di attenzione trasversale alla problematica. Diversi emendamenti, presentati sia dalla maggioranza che dall’opposizione nell’ambito dei provvedimenti fiscali in corso di esame, puntano infatti a superare il vincolo del 31 dicembre 2026, consentendo il riporto del credito non utilizzato negli anni successivi, anche attraverso una suddivisione in più quote annuali. “Accogliamo con favore questa spinta bipartisan – commenta Borio –. È un segnale importante che dimostra la consapevolezza del problema su cui richiamiamo l’attenzione del ministro Francesco Lollobrigida, affinché si faccia portavoce delle istanze del comparto primario”.
Federacma esprime, inoltre, rammarico per il continuo susseguirsi di modifiche normative e operative che stanno caratterizzando la gestione della Transizione 5.0. “Non è possibile cambiare continuamente le regole del gioco – sottolinea Borio –. Le imprese hanno bisogno di certezze per programmare investimenti che spesso hanno orizzonti pluriennali. Questo continuo mutare delle condizioni non mette le aziende nelle condizioni di lavorare serenamente”.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge anche la revisione di alcune componenti dell’agevolazione rispetto all’impianto originario. In particolare, non risultano più riconosciute come agevolabili le spese peritali legate alle certificazioni tecniche e alle perizie asseverate, che nella fase iniziale del piano erano invece considerate parte integrante del beneficio. Un elemento che incide ulteriormente sulla convenienza complessiva degli investimenti già sostenuti.
Resta infine aperto il tema degli investimenti per il 2026. “Siamo ormai a maggio e le imprese si trovano ancora in una situazione di totale incertezza. Da un lato – conclude Borio – si è in attesa dell’attuazione del nuovo iperammortamento, su cui contoterzisti e aziende agricole con reddito d’impresa stanno facendo affidamento per programmare gli investimenti. Dall’altro, manca ancora chiarezza sul credito d’imposta Transizione 4.0 Agricoltura, in capo al Masaf. Oggi abbiamo macchinari fermi sui piazzali, contratti già firmati con i clienti ma sospesi in attesa di certezze normative. Le imprese sono pronte a investire, ma senza strumenti operativi non possono farlo. Questo clima di incertezza è francamente preoccupante e sta bloccando un intero comparto proprio nel momento in cui servirebbe accelerare sull’innovazione”.
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| 30/04/2026, 16:16 |
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