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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Agricoltura: CAI Agromec celebra 80 anni. Borio (Federacma): “Serve finalmente il pieno riconoscimento del settore agromeccanico” Ottant’anni di storia, di evoluzione del lavoro agricolo e di rappresentanza di una categoria centrale per la modernizzazione delle campagne italiane. Si è svolta a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, l’80ª Assemblea nazionale di CAI Agromec, occasione per ripercorrere il cammino dell’organizzazione nata nel secondo dopoguerra e per rilanciare le principali sfide che oggi interessano il comparto agromeccanico italiano.
Nel corso dell’assemblea, il presidente di Federacma Andrea Borio e il segretario generale Gianni Di Nardo hanno portato il saluto della Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, sottolineando il rapporto di collaborazione costruito negli anni con CAI Agromec sui principali dossier della meccanica agricola.
“Pensare che già nel 1946 esistesse una confederazione degli agromeccanici significa riconoscere quanto questa categoria fosse avanti rispetto ai tempi – ha dichiarato Borio –. Oggi CAI Agromec continua a portare avanti battaglie fondamentali per il settore e una delle più importanti riguarda proprio il pieno riconoscimento della figura dell’agromeccanico. Non è più rinviabile dare dignità e identità a una professione strategica per l’agricoltura italiana”.
Nel suo intervento, Borio ha richiamato anche le forti difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole, i concessionari, i riparatori e i costruttori di macchine agricole, soffermandosi in particolare sull’incertezza normativa che sta interessando gli incentivi legati alla Transizione 4.0 e 5.0.
“Alle imprese non basta sentirsi promettere misure – ha spiegato –. Serve certezza. Oggi il problema più grande è proprio l’incertezza: agricoltori, concessionari e costruttori non sanno se gli investimenti programmati potranno realmente beneficiare delle agevolazioni annunciate. Questo clima sta bloccando la filiera, rallenta gli acquisti, ferma le consegne e rischia di avere conseguenze occupazionali pesanti anche sull’industria della meccanica agricola”.
Il presidente di Federacma ha poi evidenziato come il rallentamento degli investimenti finisca per produrre effetti negativi anche per lo Stato. “Quando si fermano le vendite, si ferma la produzione, si riduce il gettito IVA e aumentano le difficoltà per le imprese. È necessario dare stabilità alle misure e chiarezza operativa agli operatori”.
Ampio spazio anche al tema della revisione dei mezzi agricoli, su cui Federacma e CAI Agromec stanno lavorando insieme nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“Si parla di scadenze e obblighi – ha sottolineato Borio – ma mancano ancora strumenti concreti per consentire agli operatori di adempiere. Agricoltori e contoterzisti hanno trattori da revisionare ma non sanno dove poter effettuare le revisioni. È una situazione assurda che va risolta rapidamente”.
È stato inoltre ricordato il lavoro comune che Federacma e CAI Agromec portano avanti anche sul fronte della formazione e del ricambio generazionale attraverso Mech@griJOBS, i workshop dedicati agli studenti degli istituti tecnici e agrari italiani, organizzati per far conoscere ai giovani le opportunità professionali del settore della meccanica agraria. Un format consolidato che mette in dialogo scuola e impresa, valorizzando le professioni della meccanica agricola e contribuendo a costruire nuove competenze per il futuro del comparto.
Nel corso dell’assemblea, Federacma ha consegnato una targa celebrativa al presidente di CAI Agromec Gianni Dalla Bernardina “con gratitudine per la collaborazione e l’impegno condiviso” e con l’auspicio di “continuare a lavorare affiancati per la crescita e il futuro del settore agromeccanico”.
L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo, dei consorzi territoriali e delle organizzazioni della filiera, confermando il ruolo sempre più centrale dell’agromeccanica nei processi di innovazione, sostenibilità e competitività dell’agricoltura italiana.
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| 11/05/2026, 13:37 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Agricoltura: Federacma scrive a Lollobrigida, “Dopo cinque mesi il decreto 4.0 è ancora fermo. Così si blocca un’intera filiera” A cinque mesi dall’approvazione della misura prevista dalla Legge di Bilancio, il decreto attuativo sul credito d’imposta 4.0 dedicato al settore agricolo non è stato ancora emanato e la filiera della meccanica agricola lancia un nuovo allarme.
Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, ha inviato una lettera al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, con in copia i Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera (On. Mirco Carloni) e Senato (Sen. Luca De Carlo), chiedendo l’immediata emanazione del provvedimento e un rafforzamento delle risorse stanziate, attualmente ferme a soli 2,1 milioni di euro.
Secondo Federacma, il ritardo sta producendo effetti sempre più pesanti sull’intera filiera agro-meccanica. Gli investimenti risultano bloccati, gli agricoltori rinviano gli acquisti in attesa di regole certe e nei piazzali dei concessionari si accumulano mezzi invenduti. Una situazione che, dopo mesi di rallentamento delle vendite, rischia ora di trasformarsi in una vera crisi produttiva e occupazionale.
La federazione sottolinea inoltre come la misura Transizione 5.0, pur avendo iniziato a muovere i primi passi, riguardi esclusivamente aziende con reddito d’impresa, una platea estremamente ridotta nel comparto agricolo italiano, lasciando quindi esclusa gran parte delle imprese agricole che attendono invece il credito d’imposta 4.0 dedicato.
“Abbiamo sostenuto fin dall’inizio la scelta del Governo di introdurre uno strumento diretto come il credito d’imposta 4.0 per l’agricoltura – dichiara il presidente di Federacma, Andrea Borio –. Ma oggi non possiamo ignorare la realtà: dopo cinque mesi il decreto non è ancora stato emanato e questo sta paralizzando il mercato. I trattori restano fermi nei piazzali, le aziende della filiera iniziano ad andare in sofferenza e il rischio concreto è che si arrivi alla cassa integrazione nel comparto manifatturiero. Paradossalmente – prosegue Borio – il costo sociale e occupazionale di una crisi della filiera rischia di essere ben superiore alle risorse necessarie per rafforzare questa misura e rimettere in moto investimenti che generano lavoro, innovazione tecnologica e gettito fiscale per lo Stato. Per questo chiediamo non solo l’immediata emanazione del decreto, ma anche un incremento significativo della dotazione finanziaria che sia in linea con quella degli scorsi anni, oggi del tutto insufficiente rispetto alle esigenze reali del settore”.
Federacma richiama inoltre la necessità che tutto il mondo agricolo faccia squadra su una misura ritenuta strategica per la modernizzazione del comparto primario. “Crediamo che su un tema così importante per il futuro dell’agricoltura italiana sia necessario uno sforzo comune da parte di tutta la filiera – conclude Borio –. Innovazione, ricambio tecnologico e strumenti realmente accessibili agli agricoltori rappresentano una priorità per la competitività del settore. Per questo auspichiamo che tutte le organizzazioni del mondo agricolo possano sostenere insieme la necessità di accelerare l’emanazione del decreto e rafforzare le risorse disponibili”.
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| 13/05/2026, 14:06 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Agricoltura: Trattori veloci, proroga a fine anno per le revisioni. Federacma: “Rinvio inevitabile, ma ora il sistema va messo davvero in condizione di funzionare” La scadenza per la revisione dei trattori agricoli veloci immatricolati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2019 slitta dal 30 giugno al 31 dicembre 2026. Lo prevede il nuovo decreto della Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prende atto delle difficoltà emerse nell’avvio dei controlli tecnici sui trattori a ruote con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h, appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5.
La proroga arriva dopo le criticità segnalate a metà aprile dalle principali organizzazioni del mondo agricolo e agromeccanico, tra cui Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – che insieme a Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, CAI Agromec e UNCAI aveva scritto al Ministero per evidenziare il rischio concreto di un blocco operativo per migliaia di imprese.
Alla base del rinvio vi sono le difficoltà organizzative riscontrate sia dagli Uffici della Motorizzazione Civile sia dai centri privati autorizzati, in particolare per l’approvvigionamento delle attrezzature specifiche, la predisposizione degli spazi, l’organizzazione delle prove e l’applicazione uniforme delle procedure previste dal decreto dirigenziale n. 494 del 25 novembre 2025.
“Il rinvio al 31 dicembre era ormai inevitabile – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma – perché il sistema, nella maggior parte del territorio nazionale, non era ancora nelle condizioni di garantire alle imprese la possibilità concreta di adempiere all’obbligo di revisione entro il 30 giugno. Non si può chiedere agli operatori di rispettare una scadenza quando, in molti casi, gli uffici non accettano ancora le prenotazioni o non sono state date indicazioni operative sufficientemente chiare”.
Federacma sottolinea tuttavia che la proroga non deve diventare l’ennesimo rinvio fine a sé stesso. I primi casi di revisione conclusa con esito regolare, come avvenuto a Ravenna e a Cuneo, dimostrano infatti che il sistema può funzionare quando uffici, imprese e operatori sono messi nelle condizioni di lavorare con procedure chiare e strumenti adeguati.
“I casi già documentati dimostrano una cosa semplice: volendo, si può fare – prosegue Borio –. Dove la Motorizzazione si è organizzata, dove le procedure sono state applicate e dove le imprese si sono presentate con la documentazione in ordine, le revisioni sono state effettuate. Questo significa che non siamo davanti a un problema tecnico insuperabile, ma a una difficoltà organizzativa che va affrontata subito e in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.
Secondo Federacma, i prossimi mesi dovranno essere utilizzati per rendere realmente operativo il sistema. Servono indicazioni chiare agli Uffici della Motorizzazione Civile, accettazione delle prenotazioni tramite modello TT 2100, coinvolgimento dei centri privati autorizzati, formazione del personale tecnico, mappatura delle strutture disponibili e una procedura transitoria che consenta alle imprese che hanno presentato richiesta di revisione e versato gli oneri previsti di continuare a operare fino alla convocazione.
“Accogliamo la proroga come una misura necessaria per evitare un fermo burocratico dei mezzi – aggiunge Borio – ma ora non bisogna perdere altro tempo. Da qui al 31 dicembre occorre costruire una rete operativa nazionale, capace di dare risposte omogenee alle imprese agricole, agromeccaniche e ai concessionari. Il rischio, altrimenti, è arrivare alla nuova scadenza con gli stessi problemi di oggi”.
Il tema riguarda mezzi moderni, spesso acquistati con investimenti rilevanti e inseriti in processi produttivi avanzati, anche legati all’Agricoltura 4.0. L’impossibilità di procedere alla revisione, per cause non imputabili ai proprietari, avrebbe potuto determinare conseguenze pesanti sulla circolazione stradale e sull’operatività delle imprese.
“Federacma ribadisce la piena disponibilità al confronto tecnico con il Ministero e con la Direzione generale della Motorizzazione – conclude Borio –. La revisione dei mezzi agricoli non è un adempimento formale: è un passaggio fondamentale per la sicurezza, per la modernizzazione del parco macchine e per la responsabilità dell’intero comparto. La proroga deve essere l’occasione per partire davvero, non per rinviare ancora il problema”
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| 12/06/2026, 10:36 |
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