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Associazione Italiana Coltivatori
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Marco
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Pollara (AIC Giovani): “Gli studenti sono una risorsa strategica per il rilancio stabile del settore agricolo” Roma, 26 novembre 2025 - "Gli incontri svolti presso l’I.I.S.S. Don Colletto di Corleone e il CultivatED – University and Career Day del World Food Forum alla Sapienza di Roma hanno rappresentato un’occasione importante per dialogare con una generazione che guarda al futuro con pragmatismo e senso di responsabilità, partendo anche dall'agricoltura", dichiara Leoluca Pollara, coordinatore nazionale di AIC Giovani. "Ho trovato ragazze e ragazzi attenti, preparati e desiderosi di capire quali competenze servano oggi - prosegue Pollara - e a loro ho spiegato che l’agricoltura oggi è un comparto moderno, dinamico, che richiede professionalità tecniche, competenze digitali e gestionali, perché le nostre filiere agroalimentari hanno bisogno di nuovi protagonisti capaci di innovare». «Le aree interne del nostro Paese possiedono potenzialità enormi e straordinarie, caratterizzate da produzioni di qualità e da un patrimonio agricolo che può crescere ulteriormente se sostenuto da competenze adeguate e da una visione orientata al cambiamento». «I processi di digitalizzazione stanno trasformando profondamente il settore - osserva Pollara - e le tecnologie dell’agricoltura 4.0, dai sensori ai sistemi IoT fino all’intelligenza artificiale, permettono oggi di ridurre fino al 50% l’uso di acqua attraverso l’irrigazione intelligente e fino al 30% l’impiego di fertilizzanti grazie al dosaggio mirato. Questo significa minori costi, maggiore efficienza e più sostenibilità: un’evoluzione che richiede giovani con competenze STEM, capaci di gestire software avanzati, sistemi di supporto alle decisioni e strumenti di monitoraggio sempre più sofisticati». «Come AIC Giovani – conclude Pollara – continuare a sostenere questi percorsi è una priorità. Servono competenze solide e la determinazione di metterle a disposizione del territorio. Questi ragazzi possono farlo: hanno energie, idee e la capacità di leggere il cambiamento. Il rilancio stabile dell’agricoltura passa anche da loro».
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| 26/11/2025, 19:30 |
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Marco
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Natale Amoroso (AIC Pesca): “Volete l’estinzione del pescatore? Allora assumeteci come dipendenti europei”
Roma, 27 novembre 2025 – “Se l’obiettivo dell’Europa è cancellare la pesca artigianale italiana, allora si abbia il coraggio di dirlo apertamente e ci venga dato un impiego statale, perché con queste misure non si pesca più, si sopravvive a stento”. È con queste affermazioni dure e provocatorie che Natale Amoroso, presidente di AIC Pesca, risponde alle proposte della Commissione Europea sulle possibilità di pesca per il 2026. Le nuove misure – che prevedono una riduzione del 64% dello sforzo a strascico, un taglio del 25% per i palangari, limiti alle catture di gamberi e pelagici, e nuove restrizioni nello Stretto di Sicilia e nello Ionio – secondo Amoroso rappresentano “un attacco diretto alla dignità e alla sopravvivenza della flotta italiana”. “Non si può parlare di sostenibilità quando si impongono tagli che rendono impossibile lavorare. È come chiedere a un contadino di coltivare senza terra. Se l’Europa vuole davvero la fine della pesca, allora ci dia un contratto pubblico e ci metta dietro una scrivania. Ma non ci prenda in giro con la parola ‘transizione’ mentre ci toglie il mare sotto i piedi”. Amoroso chiede al ministro Lollobrigida una presa di posizione netta e immediata: “Non possiamo accettare passivamente una proposta che non solo è economicamente insostenibile, ma anche socialmente devastante. Le comunità costiere rischiano di svuotarsi, le tradizioni di scomparire, e il pescatore di diventare una figura da museo.” Il presidente di AIC Pesca si dice pronto a unirsi a una mobilitazione europea con i colleghi francesi e spagnoli: “Serve una risposta forte, un fronte comune. Non possiamo permettere che Bruxelles decida il nostro destino senza ascoltarci. Il Mediterraneo non è un laboratorio, è la nostra casa”.
NOTA: Il Presidente Amoroso è disponibile per interviste, dichiarazioni e approfondimenti sul tema
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| 27/11/2025, 14:05 |
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Marco
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L’AIC inaugura la nuova sede della Direzione Generale Roma, 4 dicembre 2025 - ore 12.00 - Via Nazionale 230 Santoianni (Presidente AIC): “Non solo un ulteriore traguardo della nostra crescita ma sarà il rafforzamento del nostro contributo alla categoria” Roma, 1 dicembre 2025 - Dopo 30 anni l’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) inaugura ufficialmente la nuova sede della Direzione Generale e degli enti della sua rete, nel cuore di Roma, per dare forma concreta a un percorso di crescita, innovazione e consolidamento segnando un evento un momento storico per l’intera Associazione che oggi raccoglie oltre 30.000 aziende, ha circa 500 sedi in tutta Italia ed una struttura che conta quasi 1.500 dipendenti al servizio di iscritti e cittadini. Alla cerimonia del taglio del nastro, prevista per le ore 12.00, del 4 dicembre, accanto al Presidente nazionale AIC, Giuseppino Santoianni, tra i rappresentanti delle istituzioni sono previsti: il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, il Presidente della 9ª Commissione Industria e Agricoltura del Senato Luca De Carlo, il Presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto, i Presidenti delle Commissioni sulle Condizioni di lavoro in Italia e sugli infortuni sul lavoro del Senato, Tino Magni, e della Camera, Chiara Gribaudo, il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, Livio Proietti, Presidente di ISMEA e il Direttore Generale di AGEA, Fabio Vitale. “Questa sede non è solo un traguardo logistico – ha dichiarato il Presidente Santoianni – ma il simbolo di una visione condivisa, di una comunità che cresce e si rafforza, uno spazio che deve pulsare di vita associativa, di confronto, di progetti nuovi a medio e lungo termine”. Dopo il saluto del Presidente e alcuni brevi interventi beneaugurali di alcune della autorità intervenute, dalle ore 13.30 alle 15.30, si terrà un brindisi con light lunch a cura degli chef Enzo e Laura Barbieri, che guideranno un percorso gastronomico dedicato alle eccellenze agroalimentari prodotte dagli associati AIC. Un’occasione per celebrare i sapori autentici del territorio e la qualità delle produzioni locali rappresentando la qualità, la sostenibilità e l’orgoglio del Made in Italy. Per tutta la durata dell’evento sarà attivo un corner stampa dedicato a interviste e video-messaggi, che saranno poi diffusi sui canali ufficiali dell’AIC e degli enti della rete. “Oggi più che mai – ha aggiunto Santoianni – vogliamo essere un punto di riferimento solido e affidabile per le imprese agricole e della piccola pesca. Le sfide sono tante: accesso al credito, burocrazia, concorrenza sleale, cambiamenti climatici, ma siamo pronti ad affrontarle con competenza, progettualità e spirito di servizio”. L’inaugurazione rappresenta anche l’occasione per rilanciare le priorità che l’AIC porta avanti con impegno e passione da oltre 55 anni: promozione del lavoro dignitoso, contrasto al caporalato, sicurezza sul lavoro, formazione continua, ricambio generazionale, sostegno all’imprenditoria femminile, valorizzazione delle produzioni autoctone e trasparenza delle filiere”. “Quello che vogliamo offrire al paese e alle istituzioni è il nostro contributo e per questo chiediamo di avere l’opportunità di un maggiore coinvolgimento ai tavoli istituzionali per definire politiche coerenti con le esigenze del settore primario, per un’agricoltura giusta, sostenibile, innovativa e inclusiva”.
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| 01/12/2025, 18:00 |
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Marco
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AIC: questa mattina il Ministro Tajani inaugura la nuova sede nazionale Roma, 4 dicembre 2025 - A conclusione di un percorso di riorganizzazione e rafforzamento interno, l’Associazione Italiana Coltivatori inaugura oggi, alle ore 12.00, la nuova sede nazionale della Direzione Generale e degli enti della rete in Via Nazionale 230, nel centro di Roma, con un evento al quale hanno risposto e aderito numerose autorità e istituzioni, a cominciare dal Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, che sarà affiancato nel taglio del nastro dal presidente nazionale AIC, Giuseppino Santoianni.
Saranno al loro fianco: il Sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra, il Presidente della 9ª Commissione Industria e Agricoltura del Senato Luca De Carlo, il Presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto, i Presidenti delle Commissioni parlamentari sulle condizioni di lavoro e sugli infortuni, Tino Magni (Senato) e Chiara Gribaudo (Camera), nonché del Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, il Presidente di ISMEA, Livio Proietti e del Direttore Generale di AGEA, Fabio Vitale e molti altri rappresentanti di istituzioni ed enti.
La nuova sede rappresenta il punto di convergenza di un’organizzazione che raccoglie oltre 30.000 imprese agricole, dispone di circa 500 sedi territoriali e si avvale della professionalità di 1.500 dipendenti, impegnati quotidianamente nell’assistenza alle aziende e ai cittadini.
“Questa nuova sede è un investimento che rispecchia la nostra identità, uno spazio aperto dove la vita associativa e il confronto delle progettualità dovranno trovare nuove possibilità di espressione e di crescita”, ha dichiarato il Presidente Santoianni.
Dopo il saluto del Presidente e i brevi interventi istituzionali, dalle 13.00 alle 15.00 è previsto un brindisi con light lunch a cura degli chef Enzo e Laura Barbieri, che proporranno un percorso dedicato alle produzioni agroalimentari degli associati AIC, valorizzando la qualità, la sostenibilità e l’identità territoriale del Made in Italy.
Per l’intera durata dell’evento sarà attivo un corner stampa dedicato a interviste e videomessaggi, successivamente diffusi sui canali ufficiali dell’Associazione.
“Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento credibile per le imprese agricole e per la piccola pesca – ha aggiunto Santoianni – in un contesto caratterizzato da sfide strutturali: accesso al credito, semplificazione amministrativa, contrasto alla concorrenza sleale, risposta agli impatti dei cambiamenti climatici.”
L’inaugurazione offre l’occasione per riaffermare le priorità che l’AIC promuove da oltre 55 anni: il lavoro dignitoso, il contrasto al caporalato, la sicurezza sul lavoro, la formazione continua, il ricambio generazionale, il sostegno all’imprenditoria femminile, la valorizzazione delle produzioni autoctone e la trasparenza delle filiere.
“Il nostro contributo è a disposizione del Paese e delle istituzioni – ha concluso Santoianni – con la richiesta di poter continuare a rafforzare il nostro contributo ai tavoli dove si definiscono le politiche per il settore primario, affinché l’agricoltura italiana possa essere giusta, sostenibile, innovativa e inclusiva”.
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| 04/12/2025, 16:42 |
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Marco
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Il Ministro Tajani e il sottosegretario La Pietra hanno inaugurato la nuova sede nazionale di AIC: focus su PAC, filiere cerealicole, pesca e transizioni del settore Roma, 6 dicembre 2025 - Si è svolta giovedì a Roma l’inaugurazione della nuova prestigiosa sede della Direzione generale AIC (Associazione Italiana Coltivatori) e degli enti della rete con la partecipazione al taglio del nastro: del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani; del Vice Segretario generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani; del Sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra; del Presidente della Commissione Industria e Agricoltura del Senato Luca De Carlo; del Presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto; della Presidente della Commissione sulle Condizioni di lavoro in Italia e sugli infortuni della Camera Chiara Gribaudo; di numerosi parlamentari e rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni del mondo produttivo tra i quali l’On. Alfonso Pecorario Scanio Pres. Fondazione Univerde, l’On. Alessandro Colucci, l’On. Raffaele Nevi, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il Presidente del Consiglio della Regione Lazio Antonio Aurigemma, l’Assessore all’Agricoltura Reg. Calabria Gianluca Gallo, il Presidente di ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) Livio Proietti, il Direttore di AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) Fabio Vitale, il Presidente di Eurispes Gian Maria Fara. “Questa sede nasce per rendere più efficace la nostra azione a sostegno delle imprese agricole e delle comunità rurali, dando continuità a un percorso che unisce competenze, responsabilità pubblica e capacità di elaborazione”, ha dichiarato commosso dalla presenza di oltre 200 dirigenti territoriali e onorato dalle autorità il Presidente AIC, Giuseppino Santoianni. Non ha voluto far mancare il suo augurio il Vice Presidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea Raffaele Fitto che ha inviato un videomessaggio con il quale, sottolineando il valore dell’AIC e il ruolo dell’agricoltura nell’agenda politica ha dichiarato: “L’AIC è un’organizzazione con una storia lunga e preziosa e l’agricoltura è e continuerà ad essere un settore strategico per questa Commissione. Abbiamo voluto cambiare approccio in modo netto, invertire la prospettiva e riportare gli agricoltori al centro dell’azione europea come alleati indispensabili delle sfide che abbiamo davanti. La Commissione ha approvato un pacchetto di semplificazione per rendere la PAC più flessibile e meno burocratica e ha avviato la strategia per le nuove generazioni, perché il futuro del settore dipende dalla capacità di attrarre giovani, competenze ed energie”. Il Ministro Tajani ha dichiarato nel corso dell’evento: “Le organizzazioni come l’AIC che rappresentano il mondo agricolo, le consideriamo un interlocutore privilegiato, perché noi siamo responsabili, come Ministero degli Esteri, anche del commercio internazionale, quindi promuoviamo tutto ciò che riguarda l’export, ma anche il saper fare del nostro sistema imprenditoriale agricolo. Confrontarci con le organizzazioni agricole diventa per noi sempre più importante; infatti, anche nella riforma del Ministero degli Esteri appena presentata, ci sarà una Direzione Generale della Crescita, quale punto di riferimento di tutte le imprese che operano al di là dei confini nazionali. La vostra nuova sede non è solo uno spazio fisico, è un segnale di vitalità e di impegno crescente verso il futuro del mondo agricolo e per voi la mia porta è sempre aperta per un dialogo costruttivo, continuo e concreto". Il Sottosegretario Patrizio La Pietra, nel suo intervento, ha evidenziato il valore dell’associazionismo come infrastruttura sociale per le politiche pubbliche sottolineando che: “Le Associazioni sono interlocutori essenziali per la crescita del settore e il Governo è particolarmente attento alle realtà associative, perché tramite esse possiamo avere stimoli, contatti con la base e individuare strategie future. Quanto al settore della pesca che sta vivendo un momento di crisi strutturale, bisogna riconoscere che non è stato mai attenzionato adeguatamente e oggi vive una fase di forte criticità, quindi basta tagli indiscriminati delle giornate di pesca senza supporti scientifici certi perché i pescatori sono custodi del mare e rappresentano identità e comunità. Il lavoro che stiamo facendo in Europa è possibile anche grazie al supporto delle associazioni di categoria senza un preventivo e chiaro confronto per poter prevedere risposte adeguate”. Nel corso dell’iniziativa il Presidente AIC Santoianni ha richiamato l’attenzione sulle prospettive della PAC e sulle difficoltà del comparto cerealicolo: “Se la revisione della PAC dovesse andare in una direzione penalizzante per le imprese, il rischio è quello della scomparsa di molte aziende. Già oggi si registrano segnali preoccupanti, con produttori, in particolare in Molise, che valutano di non seminare perché producono a costi elevati e competono con grano importato a prezzi bassissimi. Dobbiamo decidere se puntare sulla qualità e sulla sicurezza alimentare o accettare prodotti di provenienza incerta. Serve preservare la nostra produzione nazionale ed evitare che il mercato venga saturato da arrivi massicci senza adeguati controlli. Non tutelare le filiere significa non tutelare i cittadini”. In chiusura Santoianni ha ribadito l’impegno dell’Associazione: “Le imprese agricole e della piccola pesca affrontano sfide complesse tra volatilità dei prezzi, accesso al credito, burocrazia, concorrenza sleale, cambiamenti climatici. AIC vuole contribuire a costruire risposte tangibili che mettano al centro le persone e i territori. La nostra ambizione è portare ai tavoli istituzionali una visione del settore che valorizzi lavoro dignitoso, qualità delle produzioni, sostenibilità ambientale e centralità delle filiere locali”. L’inaugurazione si è conclusa con un momento conviviale con speciali degustazioni curate dagli Chef Enzo e Laura Barbieri con prodotti che rappresentano alcune eccellenze agroalimentari degli associati AIC.
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| 06/12/2025, 14:12 |
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Marco
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Natale Amoroso (AIC Pesca): Il Ministro Lollobrigida ascolti il nostro appello per non far morire la pesca italiana e in occasione di Agrifish ponga subito la richiesta di una moratoria per il 2026 Roma, 10 dicembre 2025 – “Se la politica della pesca degli ultimi decenni non ha funzionato la colpa non è sicuramente dei pescatori italiani che hanno preso solo ordini e, di contro, hanno visto ridurre la flotta in maniera drastica: due questioni davvero problematiche e che non sembrano essere state neppure considerate”, afferma il Presidente di AIC Pesca, Natale Amoroso, alla vigilia di Agrifish che si terrà a partire da domani.
“È arrivato il momento di agire come farebbe qualsiasi padre di famiglia che gestisce un’azienda propria, in quanto non è più possibile accettare regole che, dal punto di vista economico, possono portare solo al fallimento della categoria chiedendoci perfino di appoggiare tali scelte”, aggiunge Amoroso.
L’Associazione che si occupa di difendere e tutelare coloro che traggono il loro sostentamento dal mare, chiede di proporre nell’ambito del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura e della pesca dell'Unione Europea (Agrifish) dell'11 e 12 dicembre, dove si affronterà il tema delle possibilità di pesca, come ogni anno, con senso di responsabilità, una pausa di riflessione, da parte di chi ha gestito il settore negli ultimi decenni, affinché si smetta di assecondare politiche senza risultato.
“Ma noi chiediamo anche un atto di coraggio nel dichiarare il fallimento della PPC del ‘mediterraneo dei buoni’, ovvero i pescatori Europei che cercano di rendere pulita una piscina che si chiama Mar Mediterraneo, mentre dall’altro lato c’è chi sporca e si fa pagare le spese di pulizia”, spiega con determinazione Amoroso.
“AIC Pesca propone per il 2026 una MORATORIA della riduzione delle giornate di pesca in quanto i bilanci delle nostre società di pesca sono già al limite - incalza il Presidente Amoroso - e le notizie sulla possibile ed ulteriore riduzione delle giornate di lavoro sono allarmanti dal punto di vista sociale, comportando come unico risultato l’allontanamento anche degli ultimi pescatori rimasti, proprio quelli che potrebbero essere gli insegnanti dei futuri giovani che con speranza dobbiamo arruolare”.
AIC Pesca chiede quindi che il 2026 venga ricordato come un anno di studio serio, annullando tutte le decisioni a sfavore della categoria e, in base ai dati reali della flotta dell’ultimo triennio, si cominci a capire se e quali sono le condizioni per rendere l’impresa ittica esistente in linea dal punto della sostenibilità economica e, successivamente, in base a tali dati, come arrivare alla sostenibilità ambientale.
La proposta di AIC si basa su un percorso inverso rispetto al passato: i pescatori che diminuiscono sempre di più, devono essere messi al centro del progetto di crescita economica, sociale ed ambientale.
“Nell’arco del 2026 - aggiunge Amoroso - sarà necessaria la creazione di iniziative di incentivazione del lavoro giovanile in mare, la semplificazione dell’inserimento dei lavoratori stranieri, la rivisitazione delle tabelle minime di armamento e del collocamento di mare ed anche lo snellimento delle procedure dell’acquisizione dei titoli professionali e, in proposito, AIC Pesca chiede una grande collaborazione tra i ministeri deputati a tali compiti per il rilancio del settore dal 2027”.
Amoroso lancia dunque, con urgenza di ascolto, un appello al Ministro Lollobrigida affinché ad AGRIFISH, da domani si faccia subito carico di una proposta che possa spegnere sul nascere le idee folli che si paventano e che metteranno la parola fine al pesce Italiano che dobbiamo e vogliamo con orgoglio continuare a chiamare “PESCE MADE IN ITALY”.
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| 10/12/2025, 16:48 |
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AIC e AIC Pesca: “Positiva la moratoria sulle possibilità di pesca 2026, ora servono politiche strutturali per il rilancio del settore” Roma, 13 dicembre 2025 - L’Associazione Italiana Coltivatori e AIC Pesca accolgono con favore la decisione del Consiglio Agrifish dell’11 e 12 dicembre, che ha scongiurato l’ipotesi di nuove restrizioni sulle possibilità di pesca per il 2026. “Il consenso raggiunto in sede Agrifish frutto della valutazione delle preoccupazioni emerse in modo trasversale, anche da parte di numerosi parlamentari europei, ha evidenziato una consapevolezza diffusa sulle conseguenze negative che una simile proposta avrebbe prodotto su migliaia di lavoratori e piccole imprese del settore”, commenta Giuseppino Santoianni, presidente AIC, sostenendo la battaglia portata avanti da uno degli enti della rete appositamente creati per rispondere alle esigenze delle varie categorie legate all’agripesca.
“Si tratta di un risultato importante per un comparto strategico come quello ittico, che avrebbe subito impatti economici e sociali molto seri – dichiara Natale Amoroso, presidente di AIC Pesca e operatore del settore da tre generazioni – anche perché recepisce una parte delle richieste che avevamo rivolto al Ministro Lollobrigida alla vigilia del Consiglio, affinché se ne facesse portavoce in sede europea”.
“È per noi un segnale che va accolto positivamente e che può dare seguito a soluzioni condivise e più equilibrate - commentano Santoianni e Amoroso - in quanto si tratta di una decisione inevitabile per la sopravvivenza di un settore che da anni opera sotto una pressione crescente. Negli ultimi anni abbiamo perso il 16% dei pescatori imbarcati e quasi il 10% della flotta. Non si può chiedere a un pescatore di dimezzare il proprio lavoro, né si può continuare a procedere una moratoria dopo l’altra, senza una visione strutturale. I bilanci delle imprese di pesca sono da tempo al limite”.
I due presidenti ribadiscono infine la disponibilità a portare nelle sedi istituzionali competenti le proprie proposte per restituire prospettive e dignità al settore ittico.
“Il 2026 – conclude la nota – deve essere l’anno in cui iniziare a parlare delle possibilità per la pesca. Oggi quasi un giovane su due, pur provenendo da famiglie di pescatori, sceglie di non continuare questo mestiere. Servono iniziative concrete per incentivare il lavoro giovanile in mare, una reale semplificazione delle procedure per l’inserimento dei lavoratori stranieri, la revisione delle tabelle minime di armamento e del collocamento di mare, oltre allo snellimento dei percorsi per l’acquisizione dei titoli professionali”.
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| 14/12/2025, 11:20 |
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AIC e AICO firmano protocollo con ADM contro frodi e contraffazione nell’agroalimentare Roma, 17 Dicembre 2025 – L’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) e l’Associazione Italiana Consumer (AICO) hanno siglato un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per il contrasto alla contraffazione di prodotti agricoli e olivicoli. «Il protocollo nasce per promuovere iniziative didattiche, formative e divulgative finalizzate alla prevenzione e alla lotta contro i traffici illeciti nel settore agroalimentare, con particolare riferimento alle filiere agricole», dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori. «La campagna promossa da AIC e AICO sulla falsificazione dell’olio extravergine di oliva, uno dei prodotti agroalimentari maggiormente colpiti dalle frodi, è stata la spinta che ha portato ad individuare nell’Agenzia delle Dogane e Monopoli ed il suo laboratorio chimico ‘Panel degli olii’ il partner ideale e interlocutore privilegiato», prosegue Santoianni L’accordo intende attivare una collaborazione orientata all’approfondimento delle attività connesse alla produzione, alla movimentazione e alla distribuzione dei prodotti agricoli e dell’olio d’oliva, favorendo l’acquisizione di conoscenze utili a rafforzare l’efficacia dell’azione amministrativa di controllo. Secondo il Report ICQRF 2024, nel settore agroalimentare sono stati effettuati oltre 54mila controlli, con irregolarità nel 12,9% dei prodotti e nell’8,6% dei campioni analizzati. I sequestri hanno riguardato quasi 13 milioni di chilogrammi di merce, per un valore superiore a 22 milioni di euro. Nel comparto oleicolo, nel 2023 i controlli su oltre 2mila dichiarazioni doganali, pari a più di 13mila tonnellate, hanno portato all’accertamento di violazioni su 210 tonnellate di olio e 90mila unità di prodotto (fonte ADM). Tra le operazioni più recenti, quella del porto di Bari dove sono state sequestrate 3,6 tonnellate di olio extravergine di oliva non conforme e le operazioni a Chieti. «L’Italia realizza oltre il 30% dei controlli agroalimentari complessivi in Europa, confermando un sistema di tutela tra i più avanzati, anche sul fronte della prevenzione, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale - sottolinea Santoianni - ma da soli non bastano. Questo protocollo afferma con chiarezza che la lotta alla contraffazione passa anche dall’educazione del consumatore: conoscere le filiere e i rischi delle frodi significa rafforzare la trasparenza del mercato e sostenere chi produce qualità nel rispetto delle regole. La qualità si difende lungo tutta la filiera, fino alla scelta consapevole del cittadino», conclude il presidente dell’AIC.
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| 17/12/2025, 15:05 |
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Marco
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AIC al Sol and The City Sud di Catanzaro Roma, 18 dicembre 2025 – L’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) parteciperà al Sol and The City Sud, fuori salone del SOL – Salone Internazionale dell’Olio di Oliva di Veronafiere, punto di riferimento internazionale per l’intera filiera oleicola. L’iniziativa, promossa dalla Regione Calabria e da ARSAC – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese, si svolgerà il 19 e 20 dicembre presso lo spazio espositivo di Catanzaro Fiera.
«La presenza dell’AIC a Sol and The City Sud si inserisce nel percorso di valorizzazione delle produzioni di qualità e di una filiera, quella oleicola, che ci sta particolarmente a cuore», dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori. «La Calabria è un territorio centrale per la filiera olearia: ospita circa un sesto dell’intera superficie olivicola nazionale e contribuisce per circa il 15% alla produzione italiana di olio. Un patrimonio costruito su una lunga storia produttiva, su una straordinaria biodiversità e su una capacità crescente, soprattutto negli ultimi anni, di esprimere eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale».
Nel programma della manifestazione, l’AIC sarà protagonista con l’oil talk dal titolo “Polifenoli: le Molecole Magiche del Benessere”, in programma sabato 20 dicembre alle ore 14:45, organizzato dall’esperto Carmelo Di Marco.
L’incontro sarà dedicato all’approfondimento scientifico e divulgativo del ruolo dei polifenoli, componenti fondamentali dell’olio extravergine di oliva, alla base dei suoi effetti benefici sulla salute e del suo valore nutrizionale, e del contributo che questo alimento offre alla promozione di modelli alimentari sani e consapevoli.
Tra esperienze sensoriali, degustazioni di oli EVO, showcooking, attività speciali e spazi dedicati al benessere, Sol and The City Sud si propone come un momento di incontro e confronto, aperto a operatori del settore e appassionati, portando nel cuore del capoluogo calabrese il valore culturale, produttivo e identitario del patrimonio oleario calabrese e italiano.
La manifestazione sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle ore 22.
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| 18/12/2025, 16:44 |
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Marco
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Santoianni (AIC): “Nella manovra 2026 misure utili, ma senza scelte strutturali resta difficile programmare” Roma, 29 dicembre – «La Legge di Bilancio 2026 si conferma prudente e pragmatica: contiene misure utili e in continuità con quelle degli anni precedenti, ma nessun passo audace e determinante per incidere sul settore agricolo con interventi capaci di offrire una visione di medio-lungo periodo alle imprese, rendendo complicato programmare investimenti e scelte strategiche». Lo afferma in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC), commentando il contenuto della Legge di Bilancio, approvata dal Senato e alla vigilia del voto finale della Camera dei deputati.
Tra gli elementi positivi, Santoianni evidenzia «la proroga, al 2026, della sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita, una scelta coerente con l’esigenza di sostenere l’innovazione, la produttività e la resilienza delle produzioni agricole», così come «gli interventi legati alla stabilizzazione del lavoro occasionale, che rappresentano un primo passo su un tema strutturale come quello del reperimento della manodopera».
«Rilevante anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini – aggiunge Santoianni – e l’introduzione di contributi a tasso agevolato per investimenti in nuovi macchinari, impianti, attrezzature e strumenti che continuano a sostenere le imprese agricole più virtuose. Positivo, inoltre, l’intervento che ha scongiurato la sospensione delle compensazioni fiscali tra crediti d’imposta e debiti contributivi, previdenziali e assicurativi, evitando un impatto negativo sulle aziende che hanno investito in innovazione e sostenibilità».
«Sottolineiamo, tuttavia, l’assenza di alcune misure che avevamo indicato come centrali – spiega Santoianni – a partire dal mancato ripristino dell’esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli under 40: una misura che continuiamo a ritenere essenziale per sostenere il ricambio generazionale, contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare la base produttiva del settore».
Analoga valutazione riguarda la fiscalità agricola. «La proroga dell’esenzione IRPEF sui redditi dominicali e agrari è una misura positiva, che garantisce continuità e liquidità alle imprese ma – precisa il presidente di AIC – rimane irrisolta l’esigenza di rendere strutturale questo intervento, superando la logica delle proroghe annuali».
«Infine, il rifinanziamento della ZES agricola è indubbiamente un segnale positivo, sebbene la limitata dotazione finanziaria ne comprima l’impatto e ne riduca la capacità di incidere sullo sviluppo delle aziende agricole», conclude il presidente dell’AIC.
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| 30/12/2025, 13:17 |
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