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Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71535 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Agricoltura: Grazie alla tecnologia, il frantoio 4.0 produce più qualità con meno sprechi AIFO: innovazione, automazione e nuovi impianti rendono la trasformazione olearia più efficiente e sostenibile
Il frantoio 4.0 consente di produrre oli extravergine di oliva di maggiore qualità, riducendo tempi di lavorazione, consumi energetici e sprechi lungo la fase di trasformazione. È questo il tema del nuovo approfondimento promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato nel mese di giugno alla sostenibilità della filiera olivicola.
Dopo aver analizzato il ruolo dei frantoi nella transizione sostenibile e il valore ambientale dell’olio extravergine lungo l’intero ciclo di vita, l’attenzione si concentra ora sull’innovazione tecnologica applicata alla trasformazione delle olive. Negli ultimi anni la ricerca ingegneristica e biotecnologica ha modificato profondamente il modo di concepire il frantoio. L’obiettivo non è più soltanto estrarre olio, ma farlo preservando al massimo le caratteristiche nutrizionali e sensoriali del prodotto, riducendo al tempo stesso consumi, perdite e impatto ambientale.
Uno dei passaggi più delicati è la gramolatura, fase in cui la pasta di olive viene mescolata a temperatura controllata per favorire la separazione dell’olio. È un momento decisivo per la qualità finale, ma anche una delle fasi più energivore e sensibili all’ossidazione. Per questo la ricerca sta lavorando su tecnologie in continuo e su sistemi capaci di ridurre i tempi di processo senza compromettere la qualità. Tra le innovazioni più studiate vi sono gli ultrasuoni applicati alla pasta di olive. Questa tecnologia permette di rompere più rapidamente le strutture cellulari del frutto, favorendo il rilascio dell’olio e dei composti bioattivi. Gli studi indicano che gli ultrasuoni possono ridurre in modo significativo i tempi di gramolatura e migliorare l’efficienza estrattiva, contribuendo anche a preservare polifenoli e tocoferoli, fondamentali per la stabilità e il valore nutrizionale dell’olio.
Un’altra frontiera è rappresentata dai campi elettrici pulsati, che agiscono sulle membrane cellulari delle olive facilitando l’estrazione dell’olio senza ricorrere ad aumenti di temperatura. Si tratta di tecnologie che consentono di mantenere il processo realmente “a freddo”, preservando aromi, composti volatili e caratteristiche nutrizionali. Anche l’evoluzione dei decanter ha contribuito a rendere più sostenibile la trasformazione. I sistemi più moderni consentono di ridurre l’impiego di acqua di processo, ottimizzare la separazione delle fasi e migliorare la gestione dei sottoprodotti. Meno acqua, meno sprechi e più controllo significano una filiera più efficiente e più attenta all’ambiente.
Il frantoio 4.0 integra inoltre automazione, sensori e sistemi digitali di monitoraggio. Le tecnologie di controllo in linea permettono di valutare in tempo reale la qualità delle olive in ingresso e di adattare i parametri di lavorazione, rendendo il processo più preciso, meno dispersivo e più coerente con l’obiettivo di produrre oli di elevata qualità.
“L’innovazione nei frantoi non è una questione astratta o lontana dalle imprese – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – Significa riuscire a produrre un olio migliore, consumando meno energia, riducendo gli sprechi e valorizzando il lavoro dell’olivicoltore. Ogni scelta tecnologica incide sulla qualità finale dell’olio e sulla sostenibilità della filiera. È questa la direzione del lavoro che AIFO sta portando avanti insieme a Italia Olivicola – aggiunge Amoroso – accrescere la consapevolezza dei consumatori e raccontare il ruolo dei frantoi come luoghi di competenza, innovazione e responsabilità ambientale. Dietro una bottiglia di olio extravergine di qualità c’è sempre più spesso un sistema produttivo avanzato, capace di coniugare tradizione, tecnologia e sostenibilità”.
Per il consumatore, comprendere il ruolo dell’innovazione nei frantoi significa riconoscere che la qualità dell’olio extravergine non nasce solo dall’origine delle olive, ma anche dalla capacità della filiera di trasformarle nel modo più corretto, efficiente e sostenibile.
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| 22/06/2026, 16:53 |
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Marco
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Ambiente: siccità e temperature estreme mettono alla prova oliveti e frantoi AIFO: qualità e resilienza devono procedere insieme per garantire il futuro dell’olio extravergine italiano
Siccità, temperature estreme e fenomeni climatici sempre più irregolari stanno mettendo alla prova la filiera olivicola italiana, incidendo sulla produttività degli oliveti, sulla qualità delle olive e sull’organizzazione del lavoro nei frantoi. È questo il tema dell’ultimo approfondimento di giugno promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato alla sostenibilità della filiera olivicola.
Dopo aver affrontato il ruolo dei frantoi nella transizione sostenibile, la misurazione dell’impatto ambientale lungo il ciclo di vita dell’olio extravergine e l’innovazione tecnologica nei frantoi, l’attenzione si concentra ora su una delle principali sfide dei prossimi anni: l’adattamento ai cambiamenti climatici.
L’olivo è una coltura mediterranea storicamente resistente, capace di adattarsi a condizioni ambientali difficili. Tuttavia, l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi sta modificando gli equilibri produttivi. Periodi prolungati di siccità, ondate di calore, gelate tardive, piogge intense concentrate in pochi giorni e nuove pressioni fitosanitarie possono incidere sulla fioritura, sull’allegagione, sulla maturazione delle olive e sulla resa finale.
Gli effetti non riguardano soltanto la fase agricola. Anche i frantoi sono chiamati ad adattarsi a campagne sempre più complesse, spesso caratterizzate da finestre di raccolta più concentrate, maggiore variabilità qualitativa delle olive e necessità di lavorazioni rapide per preservare le caratteristiche del prodotto. In questo contesto, organizzazione, tecnologie efficienti e capacità di programmazione diventano elementi decisivi.
La sostenibilità climatica della filiera passa quindi da un insieme di azioni integrate: gestione più efficiente dell’acqua, pratiche agronomiche capaci di proteggere il suolo, incremento della sostanza organica, innovazione varietale, monitoraggio fitosanitario, efficientamento energetico dei frantoi e valorizzazione dei sottoprodotti. Il tema è strettamente legato anche alla qualità. Olive stressate da condizioni climatiche estreme o raccolte in momenti non ottimali possono compromettere il profilo sensoriale e nutrizionale dell’olio. Per questo, adattamento climatico e qualità del prodotto non possono essere considerati obiettivi separati.
“Parlare di sostenibilità significa anche preparare la filiera alle sfide climatiche dei prossimi decenni – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – L’olivicoltura italiana ha una grande storia e una straordinaria capacità di adattamento, ma oggi servono strumenti nuovi: innovazione, assistenza tecnica, programmazione e collaborazione tra olivicoltori, frantoiani e organizzazioni di filiera. Qualità e resilienza devono procedere insieme – aggiunge Amoroso – Un olio extravergine di qualità nasce da olive sane, raccolte al momento giusto e trasformate rapidamente in frantoio. Se il clima rende tutto questo più difficile, la risposta non può essere l’improvvisazione, ma una filiera più organizzata, più efficiente e più consapevole. È questa la direzione del lavoro che AIFO sta portando avanti insieme a Italia Olivicola nell’attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115”.
Per i consumatori, comprendere il rapporto tra clima, qualità e organizzazione della filiera significa riconoscere il valore reale dell’olio extravergine di oliva italiano. Dietro una bottiglia di EVO non c’è soltanto un prodotto alimentare, ma un sistema agricolo e produttivo chiamato ogni giorno a confrontarsi con ambiente, territorio e cambiamenti globali.
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| 29/06/2026, 16:07 |
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Marco
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Alimentazione: Scegliere un olio extravergine 100% italiano significa premiare qualità, origine e filiera Frantoiani AIFO: etichetta, tracciabilità e tappo antirabbocco aiutano il consumatore a riconoscere il valore reale dell’EVO italiano, anche al ristorante
Scegliere un olio extravergine di oliva 100% italiano significa portare in tavola un prodotto che racconta origine, territori, cultivar, competenze produttive e lavoro dei frantoiani. Ma per riconoscerlo davvero è necessario leggere con attenzione l’etichetta e distinguere l’origine italiana da indicazioni generiche o da miscele di oli comunitari e non comunitari. È questo il tema del primo approfondimento di luglio promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato questo mese all’educazione al consumo.
Dopo aver affrontato nei mesi scorsi il rapporto tra olio extravergine e salute, sostenibilità, innovazione e qualità della filiera, l’attenzione si sposta ora sul consumatore: come scegliere correttamente un olio EVO e come riconoscere il valore di un prodotto realmente italiano.
Il primo elemento da osservare è l’etichetta. La dicitura “olio extravergine di oliva” identifica la categoria merceologica più alta tra gli oli di oliva, ottenuta direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici. Tuttavia, questa informazione non basta. Per valorizzare il prodotto nazionale è fondamentale verificare l’origine delle olive e dell’olio, distinguendo un olio extravergine 100% italiano da prodotti ottenuti da miscele di oli originari dell’Unione europea o di Paesi terzi.
L’indicazione “100% italiano” rappresenta un elemento importante per il consumatore che vuole sostenere la filiera nazionale. Significa scegliere olive raccolte e trasformate in Italia, con un legame diretto con i territori olivicoli, le varietà locali, le competenze dei produttori e il lavoro dei frantoi. Non si tratta soltanto di una preferenza geografica, ma di una scelta che sostiene un patrimonio agricolo, economico e culturale.
Un ulteriore elemento di garanzia è rappresentato dai regimi di qualità dell’Unione europea, come DOP e IGP, e dalla certificazione biologica. Questi sistemi aiutano il consumatore a distinguere tra qualità certificata e semplice comunicazione commerciale, offrendo informazioni più chiare sull’origine, sui controlli, sul legame con il territorio e sui disciplinari di produzione.
Anche la tracciabilità assume un ruolo centrale. Sapere da dove provengono le olive, dove sono state molite e quali controlli hanno accompagnato il prodotto lungo la filiera consente al consumatore di compiere una scelta più informata. L’olio extravergine italiano di qualità non nasce per caso: è il risultato di raccolte tempestive, lavorazioni rapide, competenze tecniche, conservazione corretta e attenzione costante alla qualità.
La confezione è un altro aspetto da non trascurare. L’olio extravergine è sensibile alla luce, all’ossigeno e al calore. Bottiglie in vetro scuro, lattine o contenitori capaci di proteggere il prodotto aiutano a preservarne caratteristiche sensoriali e nutrizionali. Anche dopo l’acquisto, una conservazione corretta è fondamentale per mantenere intatto il valore dell’olio.
La stessa attenzione dovrebbe essere riservata anche all’olio extravergine servito al ristorante. Il consumatore deve trovare in tavola un prodotto correttamente presentato, in contenitori idonei, etichettati e con tappo antirabbocco, così da garantire origine, qualità e tracciabilità. Anche fuori casa, scegliere o richiedere un olio extravergine 100% italiano significa valorizzare la filiera nazionale e pretendere trasparenza su un alimento centrale della nostra cucina.
Il prezzo, infine, non dovrebbe essere l’unico criterio di scelta. Un olio extravergine 100% italiano richiede cura dell’oliveto, raccolta al momento giusto, molitura rapida, tecnologie adeguate, controlli e professionalità. Prezzi eccessivamente bassi rischiano di non riflettere il reale valore del lavoro necessario per ottenere un prodotto di qualità.
“Quando un consumatore sceglie un olio extravergine 100% italiano non acquista soltanto un alimento, ma sostiene un’intera filiera fatta di olivicoltori, frantoiani, territori, controlli e professionalità – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – Leggere l’etichetta, verificare l’origine delle olive e riconoscere il valore delle certificazioni significa scegliere con maggiore consapevolezza e premiare chi lavora ogni giorno per produrre qualità. La stessa attenzione dovrebbe essere riservata anche quando mangiamo fuori casa: l’olio servito al ristorante deve essere presentato in un contenitore correttamente etichettato, dotato di tappo antirabbocco, come previsto dalla normativa, e possibilmente valorizzare l’eccellenza dell’olio extravergine 100% italiano. La cultura della qualità si costruisce anche attraverso questi piccoli gesti quotidiani. È questo il senso del lavoro che AIFO sta portando avanti insieme a Italia Olivicola – conclude Amoroso – aumentare la consapevolezza dei consumatori, valorizzare la qualità reale dell’olio extravergine di oliva italiano e distinguere le filiere serie da messaggi generici o puramente commerciali”.
Scegliere un olio extravergine di oliva 100% italiano significa imparare a riconoscere il valore dell’origine, della tracciabilità e del lavoro della filiera. È una scelta che il consumatore può compiere ogni giorno, sia quando acquista una bottiglia per la propria tavola sia quando sceglie l’olio che gli viene servito al ristorante. Perché la qualità si tutela non solo producendo bene, ma anche imparando a riconoscerla e a pretenderla.
Il percorso di luglio proseguirà con un approfondimento dedicato alla corretta conservazione dell’olio extravergine durante l’estate, quando caldo, luce e ossigeno possono comprometterne qualità e caratteristiche.
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| 08/07/2026, 14:25 |
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Marco
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Olio, AIFO: bene i controlli, ora il Governo approvi norme più efficaci contro le frodi Amoroso (AIFO): "La tolleranza zero deve essere accompagnata da un sistema sanzionatorio moderno e senza zone grigie"
Bene il rafforzamento dei controlli sull’olio di oliva, ma per contrastare realmente frodi e irregolarità è necessario aggiornare anche il sistema sanzionatorio. È quanto chiede AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari dopo i dati diffusi dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
In dieci giorni l’ICQRF ha controllato cinque milioni di chilogrammi di olio e sequestrato merce per un valore di 10,3 milioni di euro. Numeri che, secondo AIFO, confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione nei confronti di chi inganna i consumatori, danneggia il Made in Italy e altera la concorrenza a discapito delle imprese corrette.
L’Associazione invita ora il Ministero e il Parlamento a dare seguito alla proposta normativa già presentata da AIFO per modificare il decreto legislativo 23 maggio 2016, n. 103 e aggiornare una disciplina nazionale che, per alcuni aspetti, continua a fare riferimento alla legge n. 1407 del 1960, non più pienamente adeguata alle attuali classificazioni e regole europee sugli oli.
La proposta mira a introdurre definizioni merceologiche pienamente coerenti con la normativa dell’Unione europea, a vietare la commercializzazione di oli privi dei requisiti di prodotto e di processo previsti per la categoria dichiarata e a rafforzare la tracciabilità attraverso la corretta indicazione delle denominazioni nei documenti commerciali.
AIFO propone inoltre regole più chiare per la classificazione degli oli vergini, sanzioni incisive contro la commercializzazione di oli non commestibili e il divieto di detenere impianti di esterificazione negli stabilimenti nei quali vengono prodotti o conservati oli destinati all’alimentazione.
"Il rafforzamento dei controlli è una scelta necessaria e va riconosciuto il lavoro svolto dall’ICQRF e da tutte le autorità impegnate nella tutela del settore - dichiara il presidente di AIFO, Alberto Amoroso - Ma la tolleranza zero deve essere accompagnata da norme chiare, aggiornate e applicabili senza incertezze. Non è accettabile che condotte dannose per i consumatori e per le imprese corrette possano beneficiare di vuoti normativi o di disposizioni risalenti a oltre sessant’anni fa. Chiediamo quindi che la proposta avanzata da AIFO venga ripresa e inserita nel primo provvedimento legislativo utile. L’obiettivo - conclude Amoroso - non è aggiungere burocrazia, ma rendere i controlli più efficaci, tutelare la concorrenza leale e difendere concretamente la qualità e la reputazione dell’olio italiano".
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| 14/07/2026, 20:52 |
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Estate: Caldo, luce e ossigeno sono i principali nemici dell’olio extravergine d’oliva Frantoiani AIFO: anche un olio EVO 100% italiano di qualità può perdere profumi, proprietà e valore se conservato male
Caldo, luce e ossigeno sono i principali nemici dell’olio extravergine di oliva, soprattutto nei mesi estivi. Anche un olio EVO 100% italiano di alta qualità, se conservato in modo scorretto, può perdere parte delle sue caratteristiche sensoriali e nutrizionali. È questo il tema del secondo approfondimento di luglio promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato questo mese all’educazione al consumo.
Dopo aver affrontato il tema della scelta consapevole dell’olio extravergine 100% italiano, l’attenzione si sposta ora su un passaggio altrettanto importante: la conservazione domestica. Scegliere bene, infatti, non basta. Per mantenere intatto il valore dell’olio è necessario conservarlo correttamente anche dopo l’acquisto.
L’olio extravergine di oliva è un alimento vivo e delicato. La sua qualità dipende dalla presenza di composti aromatici, antiossidanti naturali e polifenoli, che possono degradarsi più rapidamente se il prodotto viene esposto a condizioni non adeguate. Il calore accelera i processi ossidativi, la luce può alterare la stabilità dell’olio e l’ossigeno, entrando a contatto con il prodotto, favorisce l’irrancidimento.
Per questo motivo, l’olio dovrebbe essere conservato in un luogo fresco, asciutto, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta. La cucina è spesso il luogo più comodo, ma non sempre quello più adatto: tenerlo vicino ai fornelli, al forno o su mensole esposte al sole può comprometterne la qualità in tempi anche brevi.
Anche il contenitore fa la differenza. Bottiglie in vetro scuro, lattine o confezioni capaci di proteggere l’olio dalla luce aiutano a preservarne meglio le caratteristiche. È importante inoltre richiudere sempre bene il tappo dopo l’uso, evitando che l’olio resti troppo a lungo a contatto con l’aria.
Un altro errore comune è acquistare quantità eccessive senza considerare i tempi reali di consumo. L’olio extravergine non migliora con il tempo: al contrario, va consumato preferibilmente entro un periodo ragionevole dall’apertura, così da apprezzarne al meglio profumi, gusto e proprietà.
La corretta conservazione riguarda anche l’olio servito fuori casa. Al ristorante, come già ricordato da AIFO, l’olio extravergine deve essere presentato in contenitori idonei, correttamente etichettati e dotati di tappo antirabbocco, così da garantire origine, tracciabilità e qualità. Anche in questo caso, l’attenzione alle modalità di conservazione e presentazione è parte integrante della cultura dell’olio.
“Un olio extravergine 100% italiano di qualità è il risultato di un lavoro complesso che parte dall’oliveto e si completa in frantoio, ma questo valore deve essere protetto anche dopo l’acquisto – sottolinea il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – Conservare correttamente l’olio significa rispettare il lavoro degli olivicoltori e dei frantoiani, ma anche garantire al consumatore un prodotto capace di esprimere davvero le sue qualità”.
La qualità dell’olio extravergine non dipende quindi soltanto dalla sua origine o dal processo produttivo, ma anche dal modo in cui viene trattato una volta arrivato nelle case e sulle tavole. Proteggerlo da caldo, luce e ossigeno è un gesto semplice, ma decisivo, per conservarne gusto, profumi e valore nutrizionale.
Il percorso di luglio proseguirà con un approfondimento dedicato agli errori più comuni nel consumo dell’olio extravergine, per aiutare i consumatori a riconoscere e valorizzare ogni giorno un prodotto simbolo della qualità italiana.
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| 15/07/2026, 14:28 |
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Alimentazione: Amaro e piccante non sono difetti, i falsi miti sull’olio extravergine che condizionano i consumatori Frantoiani AIFO: dall’acidità al colore, fino al prezzo, ecco gli errori più comuni che impediscono di riconoscere un vero EVO 100% italiano
L’olio extravergine di oliva è uno degli alimenti più presenti sulle tavole degli italiani, ma anche uno dei più fraintesi. Molti consumatori continuano infatti a valutarne la qualità sulla base di convinzioni errate, rischiando di penalizzare proprio gli oli migliori. È questo il tema del terzo approfondimento di luglio promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato all’educazione al consumo.
Dopo aver spiegato come riconoscere un olio extravergine 100% italiano e come conservarlo correttamente durante l’estate, il percorso prosegue affrontando alcuni dei luoghi comuni più diffusi che influenzano le scelte d’acquisto e il consumo quotidiano. Uno degli errori più frequenti riguarda il sapore. Molti consumatori ritengono che un olio amaro o leggermente piccante sia di qualità inferiore. In realtà avviene il contrario. L’amaro e il piccante sono legati alla presenza dei polifenoli, sostanze antiossidanti naturali che contribuiscono alla stabilità dell’olio e rappresentano uno degli elementi più preziosi dal punto di vista nutrizionale.
Un altro falso mito riguarda l’acidità. È convinzione diffusa che un olio possa essere giudicato assaggiandolo e percependone una maggiore o minore acidità. In realtà l’acidità libera è un parametro esclusivamente chimico, determinabile soltanto attraverso analisi di laboratorio, e non è percepibile al gusto. Un olio può risultare molto delicato al palato e avere comunque un’acidità elevata, così come un olio intenso può presentare valori estremamente bassi.
Anche il colore viene spesso interpretato in modo errato. Verde intenso o giallo dorato non indica automaticamente una qualità superiore. La colorazione dipende principalmente dalla varietà delle olive, dal grado di maturazione e dalla presenza di pigmenti naturali come clorofille e carotenoidi. Per questo motivo, gli assaggiatori professionisti utilizzano bicchieri blu durante le degustazioni, proprio per evitare che il colore influenzi il giudizio.
Tra gli errori più comuni vi è anche quello di scegliere l’olio esclusivamente in base al prezzo. Un olio extravergine 100% italiano è il risultato di un lavoro che richiede cura dell’oliveto, raccolta tempestiva, trasformazione rapida, controlli e competenze professionali. Il prezzo rappresenta certamente un elemento di valutazione, ma non dovrebbe mai essere l’unico criterio di scelta.
Non meno importante è l’utilizzo corretto in cucina. Ogni olio possiede caratteristiche sensoriali differenti e può valorizzare alimenti diversi. Utilizzare sempre lo stesso olio per qualsiasi preparazione significa rinunciare alla ricchezza del patrimonio olivicolo italiano, che conta centinaia di cultivar capaci di offrire profili aromatici unici.
“Educare il consumatore significa anche aiutarlo a superare convinzioni che si tramandano da anni ma che non trovano riscontro nella scienza – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – Un olio che pizzica o che presenta una nota amara non è un olio difettoso, anzi è indice della presenza di composti naturali preziosi. Allo stesso modo, il colore non determina la qualità e l’acidità non si percepisce al gusto. Conoscere questi aspetti permette di scegliere in modo più consapevole e di apprezzare davvero il valore dell’olio extravergine 100% italiano”.
Imparare a riconoscere un olio extravergine di qualità significa quindi andare oltre le apparenze. Solo una corretta informazione consente di apprezzare il vero valore di un olio EVO 100% italiano e di compiere scelte d’acquisto sempre più consapevoli.
Il percorso di luglio si concluderà con un ultimo approfondimento dedicato all’utilizzo dell’olio extravergine in cucina e agli abbinamenti che permettono di valorizzarne al meglio qualità, gusto e proprietà nutrizionali.
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| 22/07/2026, 14:20 |
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Marco
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Cucina: Usare bene l’olio extravergine significa valorizzare ogni piatto Frantoiani AIFO: a crudo, in cottura e negli abbinamenti, l’EVO 100% italiano è un ingrediente centrale della dieta quotidiana
L’olio extravergine di oliva non è un semplice condimento da aggiungere a fine preparazione, ma un ingrediente fondamentale della cucina italiana, capace di valorizzare gusto, qualità nutrizionale e identità dei piatti. È questo il tema dell’ultimo approfondimento di luglio promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato questo mese all’educazione al consumo. Dopo aver spiegato come scegliere un olio extravergine 100% italiano, come conservarlo correttamente in estate e quali falsi miti evitare, il percorso si conclude con un passaggio pratico: come utilizzare l’EVO ogni giorno in cucina.
L’olio extravergine di oliva può essere impiegato a crudo per valorizzare verdure, legumi, pesce, carni bianche, zuppe, pasta e piatti della tradizione mediterranea. In questo utilizzo esprime al meglio profumi, note aromatiche, amaro, piccante e ricchezza sensoriale, elementi che variano in base alle cultivar, ai territori e ai metodi di lavorazione. Ma l’EVO è adatto anche alla cottura. Grazie alla presenza di acido oleico e antiossidanti naturali, presenta una buona stabilità termica e può essere utilizzato in molte preparazioni quotidiane, dalle verdure saltate ai sughi, fino alle cotture in padella. L’importante è impiegarlo correttamente, evitando temperature eccessive e riutilizzi impropri.
Un errore frequente è pensare che esista un solo olio valido per tutti i piatti. In realtà l’olio extravergine 100% italiano offre una straordinaria varietà di profili sensoriali: oli più delicati possono accompagnare pesce, verdure dolci e piatti leggeri, mentre oli più intensi, amari e piccanti valorizzano legumi, carni, zuppe, bruschette e preparazioni dal gusto deciso. Gli abbinamenti hanno anche un valore nutrizionale. L’olio extravergine favorisce l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) presenti in diversi alimenti e contribuisce a migliorare l’equilibrio del pasto. Usato con verdure, cereali integrali, legumi e fonti proteiche, aiuta a rendere la dieta più completa, stabile e coerente con uno stile alimentare sano.
In cucina, quindi, la qualità dell’olio fa la differenza. Un EVO 100% italiano non porta nel piatto soltanto gusto, ma anche origine, tracciabilità, lavoro agricolo, competenza dei frantoiani e patrimonio varietale dei territori olivicoli italiani.
“L’olio extravergine di oliva deve essere considerato un ingrediente vero e proprio, non un’aggiunta secondaria – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – Ogni olio ha una propria identità, legata alle olive, al territorio, al frantoio e al lavoro della filiera. Usarlo correttamente significa valorizzare il prodotto, rispettare il lavoro di chi lo produce e portare in tavola qualità. Con le attività che AIFO realizza insieme a Italia Olivicola – aggiunge Amoroso – vogliamo aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli anche nell’uso quotidiano. Scegliere un olio extravergine 100% italiano, conservarlo bene e abbinarlo correttamente ai piatti significa rafforzare la cultura dell’olio e riconoscere il valore della nostra filiera”.
Con questo approfondimento si chiude il percorso di luglio dedicato all’educazione al consumo. Un percorso che ha accompagnato il consumatore dalla scelta dell’olio alla conservazione, dai falsi miti all’utilizzo in cucina, con un obiettivo chiaro: trasformare la conoscenza in gesti quotidiani capaci di valorizzare l’olio extravergine di oliva 100% italiano.
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| 29/07/2026, 16:49 |
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L’eccellenza dell'oro verde a Maglie: l'Associazione Frantoiani di Puglia in mostra nel Frantoio Ipogeo Dal 1° al 7 agosto, una settimana di degustazioni esclusive con gli oli extravergine d’oliva premiati al prestigioso concorso "Mastro d’Oro 2026"
MAGLIE (LE) – I migliori oli extravergine di oliva italiani si danno appuntamento nel cuore del Salento. Da oggi, sabato 1° agosto, a venerdì 7 agosto, l’Associazione dei Frantoiani di Puglia sarà protagonista di un evento imperdibile dedicato alla cultura olivicola e alla valorizzazione del territorio, ospitato nella suggestiva cornice del Frantoio Ipogeo di via D.R. Garzia n. 1 a Maglie.
Per un’intera settimana, residenti, turisti e appassionati della buona cucina avranno l’opportunità unica di scoprire e degustare tutte le etichette che hanno conquistato il podio nell’edizione 2026 del rinomato concorso "Mastro d’Oro". L'evento rappresenta una vetrina d'eccezione per le aziende agricole e i frantoi che incarnano l'eccellenza della produzione olearia italiana, simbolo di tradizione, biodiversità e altissima qualità.
Il Frantoio Ipogeo di Maglie, splendida testimonianza di archeologia e della secolare storia rurale salentina, si trasformerà in un percorso sensoriale guidato. I visitatori saranno accompagnati alla scoperta delle diverse sfumature aromatiche degli oli premiati – dai fruttati leggeri ai più intensi e piccanti – apprendendo i segreti dell'abbinamento gastronomico e i criteri di qualità del vero EVO Italiano.
L'ingresso è aperto a tutti gli amanti dell'enogastronomia e della cultura pugliese.
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