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AIFE/Filiera Italiana Foraggi
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 70460 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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AIFE/Filiera Italiana Foraggi grande protagonista al Congresso mondiale sull’erba medica Con una partecipazione di oltre 500 congressisti provenienti da più di 30 Paesi, la quarta edizione di questo importante appuntamento svoltosi dal 3 al 6 novembre 2025 a Reims, in Francia, ha certificato il valore e l’importanza di un comparto strategico per il futuro dell’agricoltura globale
Ravenna, 10 novembre 2025 – Oltre 500 partecipanti provenienti dalla Cina come dagli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda e dal Sudamerica passando per l’Europa hanno animato il quarto Congresso mondiale sull’erba medica, organizzato dal Comitato internazionale della disidratazione dell’erba medica (Cide), ospitato per la prima volta in Europa e svoltosi dal 3 al 6 novembre scorsi a Reims, in Francia.
Una settantina sono stati i relatori che a vario titolo hanno affrontato tutti gli aspetti che ruotano intorno all’erba medica, riservando inoltre uno spazio molto interessante a diversi dottorandi universitari che hanno potuto presentare sinteticamente i loro elaborati di laurea.
L’Italia era rappresentata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi con la presenza del presidente e del direttore, rispettivamente Gian Luca Bagnara e Riccardo Severi, di un nutrito gruppo di esponenti di diverse aziende associate, di Alberto Palmonari e Valentino Solfrini entrambi dell’Università di Bologna: il primo componente del Comitato scientifico del Congresso mentre Solfrini, nel suo intervento, ha illustrato lo studio sulla valutazione dell’impronta ambientale del foraggio essiccato in Italia commissionato lo scorso anno da AIFE/Filiera Italiana Foraggi a Turtle srl, spin-off dell’ateneo felsineo, grazie al quale le aziende associate hanno potuto ottenere la Certificazione di sostenibilità ISO 14044.
I fattori che guidano i valori dell’erba medica hanno rappresentato l’incipit della relazione di Gian Luca Bagnara, una tra le più apprezzate per la visione prospettica che l’ha caratterizzata.
“Il valore fondamentale dell’erba medica non è essenzialmente la proteina – ha sottolineato nel suo intervento il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi - è qualcosa di molto più complesso perché a determinarlo è ciò che questa coltura diventa: quindi il latte e tutto quello che da esso deriva con la trasformazione in prodotti per l’alimentazione umana. E questo grande valore racchiude il benessere dell’uomo e dell’ambiente che lo circonda, perché l’erba medica traduce a pieno titolo il concetto di sostenibilità grazie alla sua capacità di assorbire il carbonio, utilizzare con efficienza l’azoto, ripristinare la fertilità del suolo, sfruttare adeguatamente la risorsa idrica. Esiste un solo settore che può catturare il carbonio emesso in atmosfera ed è l’agricoltura, il suolo. Questo è il valore autentico dell’erba medica a cui stanno guardando con crescente interesse anche i mercati finanziari. Nei prossimi dieci anni, secondo i dati della FAO, i prodotti a base proteica come il latte e i formaggi registreranno un aumento della domanda, pari a un +1,5% all’anno, proveniente soprattutto dai Paesi asiatici e africani. Ma la richiesta sarà soprattutto riferita alla qualità ed è per questo che occorre lavorare per far nascere e crescere filiere integrate capaci di ricollegare l’agricoltura all’ambiente, la zootecnia alla nostra tavola. È questo il vero significato di sostenibilità”.
La qualità dell’erba medica disidratata e le sue potenzialità su scala globale sono stati i temi illustrati da Riccardo Severi il quale, riprendendo il concetto espresso dal presidente Bagnara sul valore dell’erba medica ha ricordato che “le aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi utilizzano impianti tecnologicamente molto innovativi – ha dichiarato – grazie ai quali vengono soddisfatte le richieste del mercato garantendo al contempo un elevato livello di sanificazione che, insieme all’alta digeribilità della fibra contenuta, favorisce un miglior benessere animale. Il nostro impegno non si rivolge solamente all’esportazione verso i Paesi del Medio e dell’Estremo Oriente dell’erba medica disidratata prodotta dalle aziende nostre associate. Siamo infatti impegnati in iniziative finalizzate ad approfondire la conoscenza di questa coltura attraverso manifestazioni fieristiche, seminari, visite in loco come è avvenuto a settembre con una delegazione di professionisti giapponesi e come avverrà nei prossimi giorni con un analogo appuntamento organizzato per ospitare un nutrito gruppo di esperti cinesi. In diverse parti del mondo la richiesta di erba medica disidratata è destinata a crescere ed è per questo che l’Europa dovrà aumentarne la produzione; ma per rispondere a una domanda in espansione sarà necessario mettere in campo delle strategie efficaci. Ne è un esempio il progetto triennale di promozione del foraggio disidratato europeo in Indonesia, Giappone, Vietnam, Taiwan che dall’inizio del 2024 stiamo portando avanti con l’associazione spagnola Aefa rispetto al quale, visto il successo, abbiamo chiesto a Bruxelles un’estensione che ne prolunghi il termine oltre l’iniziale conclusione prevista a fine 2026”.
“Il Congresso che si è appena concluso a Reims – è la riflessione conclusiva di Gian luca Bagnara – è stata una fondamentale occasione di confronto e scambio tra attori della filiera provenienti da ogni parte del mondo, un’opportunità davvero unica per gettare basi scientifiche e commerciali di ampio respiro, esattamente ciò di cui il mondo agrozootecnico internazionale e l’ambiente hanno bisogno”.
Intanto, dopo la delegazione cinese in arrivo nei prossimi giorni, su loro specifica richiesta un gruppo composto dai più importanti disidratatori francesi arriverà in Italia a gennaio 2026 per un’ulteriore visita presso alcune aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi.
Per la quinta edizione del Congresso mondiale sull’erba medica l’appuntamento è fissato a Shandong, in Cina, nel 2028.
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| 10/11/2025, 12:42 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 70460 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi: “Il valore aggiunto dell’erba medica nella finanza sostenibile”
Ravenna, 18 novembre 2025 – Con una produzione che anche nel 2024 ha sfiorato 1 milione di tonnellate, l’Italia si conferma secondo produttore europeo di foraggi disidratati, posizionandosi dietro la Spagna che nello stesso anno di riferimento ha raggiunto 1,133 milione di tonnellate.
“Quello però che va evidenziato – sottolinea Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, l’Associazione che rappresenta quasi il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati italiani – è l’aumento produttivo che abbiamo ottenuto in dieci anni, e più precisamente dal 2014 al 2024: passando da 585mila a 970mila tonnellate la crescita è praticamente raddoppiata, coprendo una superficie totale di circa 80mila ettari di terreno distribuito da nord a sud del Paese. Un risultato estremamente positivo che pone al primo posto l’elevata qualità del foraggio disidratato italiano, in grado di esprimere un valore proteico medio del 18%, trasformato per il 65% in balloni e per il rimanente 35% in pellet. Complessivamente, a livello europeo, lo scorso anno abbiamo raggiunto una produzione complessiva di 3,145 milioni di tonnellate di foraggio disidratato, composto per quasi 2,5 milioni di tonnellate da erba medica e il rimanente da altri foraggi”.
Dopo l’Italia, il terzo produttore europeo più importante è la Francia con 770mila tonnellate, mentre a maggiore distanza si posiziona la Germania con 185 mila tonnellate; quantitativi decisamente meno rilevanti arrivano dalla Danimarca, dai Paesi Bassi, dalla Bulgaria e dalla Gran Bretagna, sebbene non faccia più parte della UE.
“Se vogliamo garantire la vera sostenibilità e la qualità dei prodotti che portiamo sulla nostra tavola – aggiunge Bagnara – dobbiamo riconnettere l’agricoltura alla zootecnia. In questa visione l’erba medica ricopre un ruolo di primo piano”.
Un concetto che il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha ben illustrato nel suo intervento al Congresso mondiale sull’erba medica che si è svolto a Reims, in Francia, dal 3 al 6 novembre 2025.
“Nel 2023 il commercio globale di foraggi ha toccato 3 miliardi di dollari – ha sottolineato Gian Luca Bagnara – Gli Stati Uniti d’America sono i principali fornitori della Cina con una quota del 90% caratterizzata da una domanda dominata dal settore lattiero-caseario. L’Australia e il Canada si collocano come esportatori secondari verso l’Asia, il Medio Oriente e il Nord Africa. La Spagna rappresenta il principale attore nel settore dell’erba medica disidratata seguita, come esportatori aggiuntivi, dall’Italia, dalla Francia, dai Paesi Bassi, dalla Romania, dal Sudafrica e dall’Egitto. Il secondo più importante importatore mondiale di foraggi è il Giappone, che prevede rigidi protocolli ispettivi e severi requisiti fitosanitari. A seguire abbiamo l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti dove, nel 2018, a causa della carenza idrica è stato imposto il divieto alla coltivazione nazionale di foraggio verde, mentre nel 2024 è stata vietata l’importazione di semi di erba medica, di cui dal 2027 sarà proibita la produzione nazionale. Abbiamo infine la Corea del Sud e il Qatar, che pur essendo acquirenti di minori dimensioni mantengono acquisti costanti. Secondo il rapporto della FAO – ha proseguito il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi - nel periodo 2025-2034 la produzione di latte a livello globale aumenterà dell’1,8%/anno, parallelamente cresceranno anche le rese produttive per animale e, in maniera più moderata, in alcuni Paesi il numero di capi allevati. Nel calcolo delle emissioni di gas serra la produzione lattiero-casearia rappresenta una quota importante che può essere mitigata dalla coltivazione di erba medica, capace di sequestrare il carbonio nel suolo arricchendolo naturalmente di azoto. Questo può avere un effetto positivo anche sui mercati finanziari perché proprio per le sue peculiarità la coltivazione di erba medica può beneficiare di crediti di carbonio, finanza verde e certificati di sostenibilità o incentivi verdi. Pertanto l’economia agraria, le dinamiche dei costi degli input e le decisioni sull’uso di acqua e suolo collegano erba medica e mercati finanziari, favorendo un valore aggiunto a questa coltura attraverso la domanda di finanza sostenibile e crediti di natura”.
Per quanto riguarda la produzione italiana di erba medica essiccata e disidratata, Gian Luca Bagnara torna sugli elevati standard qualitativi che la caratterizzano.
“Le aziende nostre associate utilizzano seme certificato autoprodotto esclusivamente di provenienza italiana - conferma infine - non utilizzano risorse idriche, fanno un ridotto uso di fertilizzanti chimici, rispettano le rotazioni colturali e adottano le migliori tecnologie per la gestione della coltura in campo. Il processo produttivo controllato include la rimozione di corpi estranei come metalli, sassi o terra e l’igienizzazione del prodotto a una temperatura minima di 100°C garantisce l’eliminazione di muffe e fermentazioni anomale. Scrupolose prove analitiche finali precedono lo stoccaggio stabilizzato e la conservazione del prodotto nel rispetto del sistema HACCP e in condizioni idonee come previsto dalle normative sanitarie vigenti”.
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| 18/11/2025, 13:48 |
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