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AIFE/Filiera Italiana Foraggi 
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AIFE/Filiera Italiana Foraggi protagonista in Europa per il rilancio produttivo

delle proteine vegetali destinate all’alimentazione animale

Ravenna, 18 maggio 2023 – “AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha appena contribuito alla revisione della proposta sulla Strategia Europea per le Proteine (European Protein Strategy – 2023/2015INI) avanzata dal Comitato agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo guidato come relatore da Emma Wiesner. Il tema del forte fabbisogno e purtroppo del deficit di proteine vegetali nella UE è al centro dei più importanti impegni di AIFE/Filiera Italiana Foraggi”.

Così il presidente, Gian Luca Bagnara, all’indomani della riunione del Gruppo di lavoro zootecnico svoltosi a Bruxelles, dove il Parlamento è al lavoro per definire una nuova strategia europea per la produzione di proteine destinate all’alimentazione animale.

Peraltro, il prossimo 1 giugno, a Bruxelles, AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu) avrà un incontro proprio con Emma Wiesner organizzato da Riccardo Severi, presidente del Gruppo di lavoro foraggi del Copa-Cogeca e direttore di AIFE/Filiera italiana Foraggi.

“La bozza di revisione presentata da Emma Wiesner – sottolineano Bagnara e Severi – si focalizza sull’opportunità di influenzare la strategia sulla produzione di proteine vegetali nella Ue con la Commissione che uscirà dalle elezioni del 2024 e si identifica come un metodo per rispondere all’elevata dipendenza degli Stati membri nell’importazione di proteine vegetali da Paesi terzi, all’impatto ambientale e alla mancata circolarità della produzione europea. Secondo la Wiesner quindi, la proposta Ue deve supportare gli agricoltori che devono essere messi al centro di una strategia olistica in cui sia la produzione di proteine per i mangimi che per l’alimentazione umana rivestano il medesimo ruolo. Parallelamente, va aumentata la competitività produttiva proteica europea potenziando la ricerca e l’innovazione e implementando la cosiddetta New Breeding Techniques (NBT) promuovendo con maggiore efficacia il settore delle bioenergie. È inoltre necessario utilizzare meglio i flussi laterali per migliorare la circolarità, senza dimenticare il tema dell’innovazione spingendo sulla ricerca agronomica e il miglioramento genetico che da troppo tempo, purtroppo, in Europa sono rimasti al palo”.

Alla luce di quanto delineato da Emma Wiesner, Gian Luca Bagnara osserva che “è indispensabile per la filiera delle proteine vegetali ricollegare agricoltura e zootecnia per renderla più circolare e sostenibile: non possiamo più reggere il peso ambientale legato alla importazione di soia da oltre oceano, ma sviluppare una nostra filiera delle leguminose”.

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18/05/2023, 10:33
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AIFE/Filiera Italiana Foraggi:

l’alluvione in Romagna ha colpito il 50%

dell’intera area produttiva della filiera

Ravenna, 25 maggio 2023 – “Il 50% circa dell’intera area produttiva della filiera dei foraggi è stata colpita dall’alluvione, non meno di 40mila ettari sono stati danneggiati per un danno economico che, calcolato in base ai parametri del ministero dell’Agricoltura, non è inferiore a 80 milioni di euro. Se pensiamo che AIFE/Filiera Italiana Foraggi rappresenta il 90% della filiera si fa presto a comprendere la portata di questa tragedia anche per il nostro settore”.

È un quadro ancora approssimativo quello delineato da Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu) nel pieno di un’emergenza ben lungi dal vedere la fine.

“La nostra è una filiera ad alto valore aggiunto che dovrà fare i conti non solo con la produzione dei foraggi e dell’erba medica in particolare, ma anche con quella delle sementi che vengono coltivate durante l’estate – puntualizza Bagnara – per non parlare dei mesi e degli anni a venire: altri problemi si manifesteranno con la difficoltà degli agricoltori a entrare nei campi, con la necessità di rinnovare gli impianti, bonificare il suolo con interventi mirati a garantirne la riossigenazione, riseminare per far ripartire le coltivazioni. Non è quindi azzardato affermare che da questo punto di vista anche il 2024 sarà un anno fortemente compromesso. Non dimentichiamo poi che rispetto ai nostri associati, dopo il primo taglio di erba medica che si è concluso nelle ultime settimane, l’inevitabile scarsità di foraggio che caratterizzerà i tagli dei prossimi mesi costringerà gli impianti di disidratazione e essicazione a ridurre l’attività pur in presenza di costi fissi che rimarranno inalterati. Non solo. Le tante aziende zootecniche situate in collina dove le frane rendono inagibile l’accesso sono alle prese con un dramma nel dramma: quello di non riuscire a garantire al bestiame la razione alimentare anche per la scarsità di prodotto disponibile. Tutto questo avrà inevitabilmente un impatto sui mercati che potrà solo essere negativo. Abbiamo davanti uno scenario tutto da costruire – sottolinea il presidente AIFE/Filiera Italiana Foraggi – e al momento, attraverso la collaborazione di tutti i nostri associati, possiamo solo raccogliere le informazioni più puntuali e georeferenziate di tutta la filiera che trasmetteremo tempestivamente alle istituzioni e agli enti preposti per definire le azioni da intraprendere”.

Intanto nei giorni scorsi un grande e meritato risalto è stato riservato alla decisione di Fabrizio Galavotti, presidente della cooperativa di Ravenna C.A.B. Ter.Ra., che per salvare la città dall’inondazione ha dato il via libera alla Protezione civile di allagare 200 dei 2000 ettari di terreno coltivati anche a foraggi e erba medica. “Un gesto che fa onore a uno dei nostri associati – sottolinea il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi – perché diversamente tutta Ravenna sarebbe stata sommersa. Si calcola che il danno che C.A.B. Ter.Ra. ha subito con questa inondazione volontaria sarà abbondantemente superiore a 1 milione di euro. Un sacrificio certo non calcolato ma dettato da un senso di responsabilità e di amore per la popolazione e la città che nessuno, a Ravenna, dimenticherà”.

I 30 impianti di disidratazione ed essicazione associati ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi producono mediamente ogni anno 1 milione di tonnellate di foraggi; l'Associazione copre circa il 90% della filiera a livello nazionale e fattura una cifra vicina a 450 miliioni di euro/anno. Circa il 60% della produzione segue la via dell'export e con l'indotto dà lavoro a oltre 13mila persone. Numeri che anche in questo caso danno l'immagine delle dimensioni della tragedia che ha colpito la Romagna.

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25/05/2023, 18:06
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A Bruxelles assemblea annuale

del Consorzio Europeo delle Imprese di Disidratazione dei Foraggi:

Riccardo Severi (AIFE/Filiera Italiana Foraggi)

riconfermato alla vicepresidenza

All’ordine del giorno anche le proposte sulla ricerca scientifica finalizzata al miglioramento genetico dell’erba medica per far fronte alle conseguenze della siccità. La produzione di proteine per mangimi, in Europa, si ferma al 77%. Solo il 29% delle leguminose è ad alto contenuto proteico. AIFE/Filiera Italiana Foraggi è fortemente impegnata nello sviluppo del Piano strategico europeo per le proteine vegetali

Ravenna, 5 giugno 2023 – Si è tenuta a Bruxelles il 31 maggio scorso l’annuale assemblea del Consorzio Europeo delle Imprese di Disidratazione dei Foraggi (CIDE) che conta al suo interno 7 Paesi membri, tra cui l’Italia rappresentata da AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu) presente all’incontro con il presidente Gian Luca Bagnara e il direttore Riccardo Severi.

All’ordine del giorno erano previsti il rinnovo delle cariche, che ha visto la riconferma alla vicepresidenza di Riccardo Severi; l’organizzazione del Convegno mondiale sull’erba medica, che si terrà in Francia alla fine del 2025 e le proposte sulla ricerca finalizzata al miglioramento genetico della coltura per far fronte alle conseguenze della siccità.

Nella stessa giornata si è svolto anche l’incontro del Gruppo di lavoro del Copa-Cogeca presieduto da Riccardo Severi per conto dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, mentre il successivo 2 giugno è stato presentato alla Commissione il consuntivo della produzione 2022, ma soprattutto sono state illustrate le preoccupanti prospettive per il 2023 che saranno fortemente condizionate dalle conseguenze della siccità e dell’alluvione che nelle ultime settimane ha sconvolto i territori della Romagna.

“Su sollecitazione di AIFE/Filiera Italiana Foraggi abbiamo avuto modo di confrontarci con Emma Wiesner, europarlamentare membro del Comitato agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo e relatrice della mozione per l’avvio di un Piano strategico europeo per le proteine vegetali – spiega Gian Luca Bagnara - che ha condiviso con noi e gli altri partecipanti l’importanza delle proteine di origine vegetale nella transizione verso sistemi alimentari più sostenibili e a ridotto impatto ambientale. Nella UE, che assicura solo il 29% delle leguminose ad alto contenuto proteico, la produzione di proteine utilizzate per i mangimi si ferma al 77%. Durante l’incontro abbiamo sottolineato quanto la coltivazione di erba medica mantenga e migliori la qualità del suolo, favorisca l’aumento della biodiversità e la fissazione del carbonio e dell’azoto. I dati disponibili confermano infatti che la trasformazione delle colture proteiche e dei prati genera sottoprodotti in grado di agevolare l’economia circolare e rispondere alla crescente domanda dei consumatori in termini di alimenti proteici alternativi”.

“Dopo un 2022 che ha registrato una sostanziale stabilità produttiva – prosegue il direttore AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi – caratterizzato anche da un incremento delle quotazioni che hanno compensato l’aumento dei costi energetici, le prospettive legate alla produzione europea per il 2023 si presentano piuttosto incerte sotto tutti i punti di vista. La Spagna, primo produttore europeo, sta facendo i conti con una grave siccità che di fatto sembra aver già posto fine alla campagna di raccolta con una contrazione di oltre il 50% rispetto allo scorso anno, e a quanto si apprende le eventuali piogge previste nelle prossime settimane non potranno cambiare le cose perché tutta l’acqua raccolta sarà destinata a ripristinare i bacini di riserva. La domanda di proteine e fibre derivate dall’erba medica è in aumento in tutti i Paesi e questo è un dato positivo che si scontra però con la situazione climatica spagnola e purtroppo anche italiana a causa della devastante alluvione che nelle scorse settimane si è abbattuta in Romagna, compromettendo circa il 50% dell’intera area produttiva della filiera dei foraggi: non meno di 40mila ettari che per tornare a essere pienamente produttivi avranno bisogno di importanti e costosi interventi”.

AIFE/Filiera Italiana Foraggi conta una base associativa di circa 30 impianti di trasformazione situati in diverse regioni italiane. Copre circa il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale con una produzione che sfiora 1 milione di tonnellate/anno, il 60% del quale segue la via dell’export. Con l’indotto genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti

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05/06/2023, 13:17
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I danni dell’alluvione alla produzione e alla trasformazione di erba medica,

la tragedia unisce il mondo agricolo e cooperativo

Lo afferma il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi, che condivide con gli associati le incognite e le preoccupazioni legate ai risultati che scaturiranno dai campionamenti dei terreni alluvionati in atto

Ravenna, 3 luglio 2023 – “Stringersi e unirsi nella tragedia”. Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu) concentra in poche parole quello che il mondo agricolo e cooperativo associato all’Associazione Italiana Foraggi Essiccati, impegnato rispettivamente nella produzione e nella trasformazione di erba medica, stanno facendo per fronteggiare le drammatiche conseguenze causate dall’alluvione che nel maggio scorso si è abbattuta sulla Romagna. Uno sforzo iniziato immediatamente dopo l’inondazione che non è ancora terminato e chissà per quanto tempo ancora proseguirà.

“Abbiamo numerosi soci che a distanza di oltre un mese dall’alluvione faticano ancora a entrare nei loro appezzamenti di terreno coltivati a erba medica anche solo per verificarne le condizioni. Al momento, per quel che riguarda gli areali di pianura, sulla base di dati approssimativi si stima un ammanco di prodotto intorno ai 2000 ettari. Diverso il ragionamento se pensiamo alle zone di collina, dove alcuni campi non sono ancora praticabili, tantomeno raggiungibili e le verifiche sulle condizioni in cui versano al momento non sono possibili”.

Così Daniele Betti, neo-direttore generale di Sopred, cooperativa di Campiano, provincia di Ravenna, che da oltre sessant’anni è impegnata nell’essiccazione e disidratazione di erba medica e foraggi. Nonostante ciò, la qualità e la resa del primo taglio soddisfano le aspettative.

“Purtroppo l’alluvione ha fatto saltare tutti gli schemi e molto prodotto è stato e sarà raccolto con notevole ritardo, compromettendo così lo standard qualitativo a cui eravamo abituati – continua Betti - I 50-60 quintali/ha che in media i nostri conferitori hanno ottenuto dal primo taglio nei terreni risparmiati dall’alluvione hanno permesso di compensare la diminuzione di superficie disponibile e rappresentano una nota positiva in mezzo a una tragedia di proporzioni apocalittiche. La strategia di anticipare la raccolta del primo taglio nella prima settimana di aprile ci ha permesso di produrre fieno di buona qualità che auspichiamo possa in buona parte prendere la strada dell’export come avviene tutti gli anni, anche se va detto che la richiesta nazionale, rispetto al 2022, sta registrando un significativo aumento. I magazzini si stanno riempiendo, la qualità del prodotto è buona e forse già questo è un ottimo segnale per la ripartenza della Romagna dopo la devastante alluvione del maggio scorso”.

Per evitare che l’alluvione travolgesse Ravenna ha deciso senza esitazione che le acque inondassero 600 dei 2000 ettari di terreno coltivati dai soci della cooperativa che presiede. La CabTerra. Lui è Fabrizio Galavotti, il presidente, che nelle ore immediatamente successive a quella decisione che ha salvato la città, ha involontariamente attirato su di sé i riflettori di tutta la stampa nazionale che lo ha definito un eroe. Definizione che lui ha sempre rispedito al mittente sottolineando di aver fatto solo quello che era giusto fare per evitare una tragedia ancora peggiore di quella che la Romagna già stava vivendo.

Di quei 600 ettari inondati 30 erano destinati alla coltivazione di erba medica. “A distanza di oltre un mese dai giorni dell’alluvione – spiega Fabrizio Galavotti – oggi è possibile entrare nei terreni alluvionati e verificare la situazione. Dagli appezzamenti dove l’acqua è rimasta per una decina di giorni non sarà possibile per quest’anno ottenere nulla, da quelli dove dopo 3-4 giorni l’acqua se n’è andata, pur avendo perduto il primo taglio, forse riusciremo a salvare quelli successivi, ma allo stato qualsiasi previsione è prematura. Grazie alla nostra esperienza e all’intervento di un docente dell’Università di Parma specializzato in queste situazioni stiamo effettuando delle verifiche e dei campionamenti per stabilire le condizioni del terreno in vista delle semine future. I risultati ci indirizzeranno verso le soluzioni migliori da prendere. Poteva andare peggio? Certamente sì, e nonostante una situazione davvero drammatica sotto molti punti di vista personalmente sono convinto che ci riprenderemo. Non sarà facile, sarà invece molto impegnativo, ma anche con l’aiuto delle Istituzioni che speriamo intervengano con sollecitudine, ce la faremo”.

“Gli agricoltori resistono. E resisteranno anche a questa tragedia. È nel loro Dna. Non vi è però alcun dubbio che quanto avvenuto a seguito dell’alluvione sta mettendo a dura prova la loro resilienza”. Antonio Rossi, presidente della cooperativa agricola Apros, unica O.P. in Emilia Romagna iscritta al settore delle sementi foraggere con una base associativa di circa 500 soci distribuiti in gran parte in Romagna, traccia un primo, seppure approssimativo bilancio delle conseguenze scatenate dall’alluvione.

“Quest’anno, prima dell’alluvione, avevamo registrato un significativo aumento della richiesta per la moltiplicazione del seme di erba medica – spiega - e grossomodo avevamo calcolato inseriti in domanda oltre 13mila ettari a fronte dei 12mila dell’anno scorso. Oggi queste cifre restano solo un ricordo. Approssimativamente abbiamo stimato una percentuale di rinunce vicina al 50% perché i terreni destinati alla moltiplicazione del seme sono in gran parte andati sott’acqua e il limo e il fango che si è depositato, e poi quasi cementificato per centinaia di ettari di terreno, hanno lasciato sedimenti che solo i risultati dei campionamenti in atto riveleranno come e quando si potrà riprendere a produrre. Abbiamo davanti tante incognite anche per la produzione che è stata risparmiata dall’alluvione dovute in parte al ritardo del primo taglio e in parte legate all’andamento climatico dei prossimi mesi che, speriamo, potrebbero ridare un po’ di fiato e fiducia. Una cosa però è certa: prima della fine dell’estate sarà impossibile stilare un bilancio di quello che si è riusciti a salvare e di quello che si dovrà fare per gettare le basi di una ripresa ragionevolmente breve dell’attività”.

I danni causati dall’alluvione che il 2, ma soprattutto il 16 maggio scorso si è abbattuta sulla Romagna non hanno risparmiato una delle cooperative storiche della zona: la Cab Massari, realtà storica che si estende da Conselice e Massa Lombarda (RA) fino a Medicina e ad Argenta, le ultime due rispettivamente nelle province di Bologna e Ferrara. Ma è a Conselice che l’alluvione ha portato la massima devastazione. “Su 270 ettari destinati a erba medica – racconta Giampietro Sabbatani, direttore tecnico di Cab Massari – solamente 13 si sono salvati dalla furia delle acque. Tutto il resto è stato spazzato via e per quest’anno non sarà possibile recuperare nulla perché le radici delle piante sono morte. Stiamo vivendo una situazione drammatica causata anche dalla necessità di reperire fieno per alimentare le 360 bovine che alleviamo nella nostra stalla destinate alla produzione di latte biologico e latte fieno che proprio per questo non possono essere alimentate con insilato. Non solo. La distruzione causata dall’alluvione ci obbligherà a rivedere i piani colturali e dovremo distruggere impianti che avevamo rinnovato da poco in virtù di una rotazione che fino a prima dell’alluvione seguiva una logica legata alla pluriennalità tipica dell’erba medica”.

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03/07/2023, 17:50
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Assemblea generale di AIFE/Filiera Italiana Foraggi

Semaforo verde dal ministero dell’Agricoltura

al Contratto Quadro Nazionale per il settore dei foraggi essiccati

“Con questo importante strumento possiamo accelerare sulla valorizzazione del prodotto – ha sottolineato il presidente Gian Luca Bagnara – al quale si aggiungono i progetti a cui stiamo lavorando e che racchiudono per il settore interessanti opportunità di sviluppo”

Ravenna, 19 luglio 2023 – Crescita del settore, valorizzazione del prodotto, risposte concrete alle domande di un consumatore sempre più informato e consapevole.

L’Assemblea generale di AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu) svoltasi il 18 luglio scorso a Faenza alla presenza del presidente Gian Luca Bagnara, del direttore Riccardo Severi e dei suoi associati, ha dedicato ampio spazio alla discussione e all’approfondimento dei progetti che l’Associazione sta portando avanti consapevole che per il mondo delle foraggere, e dell’erba medica in particolare, si stanno aprendo scenari molto interessanti e densi di importanti opportunità a livello internazionale sia per il mondo produttivo, sia per quello dell’essiccazione e della disidratazione che AIFE/Filiera Italiana Foraggi rappresenta con 30 impianti associati, una produzione annua che sfiora 1 milione di tonnellate - in pratica quasi il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale - di cui il 60% destinato all’export e un fatturato complessivo che tocca i 450 milioni di euro/anno.

“Dopo un iter particolarmente lungo e laborioso che AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha avviato alcuni anni fa – ha esordito nel suo intervento il presidente Bagnara – finalmente siamo pronti a firmare con il settore agricolo un Contratto Quadro Nazionale per il settore dei foraggi essiccati. Un importante strumento che favorirà la valorizzazione del prodotto e che vedrà protagonisti dei futuri accordi tra le parti il mondo produttivo e quello della trasformazione. A questo si unisce il tema delle certificazioni ambientali, a iniziare dal made green in Italy: la regola di prodotto proposta da AIFE/Filiera Italiana Foraggi è appena stata pubblicata in forma definitiva dal ministero dell’Ambiente e della Transizione ecologica. Il prossimo passo è quello della certificazione di filiera. Siamo fortemente impegnati a lavorare su aspetti che il mercato chiederà e in parte sta già chiedendo in termini di qualità e salubrità del prodotto, parametri che possono essere garantiti e documentati proprio attraverso strumenti come le certificazioni”.

Uno spazio è stato dedicato anche al progetto di promozione su 4 mercati esteri che AIFE/Filiera Italiana Foraggi sta portando avanti con la Spagna, primo produttore di erba medica essiccata e disidratata a livello europeo che oggi vive una situazione di estrema gravità dovuta alla perdurante siccità, un progetto in itinere che racchiude importanti opportunità in un quadro in cui l’incremento produttivo di proteine vegetali all’interno della UE ricopre un ruolo sempre più cogente.

“Nonostante il difficile momento che sta vivendo – ha sottolineato il direttore Riccardo Severi – la Spagna crede molto in questo progetto alla luce degli scenari internazionali che si vanno delineando per la produzione di erba medica, con gli USA che hanno ridotto la produzione, la richiesta internazionale in aumento, le caratteristiche colturali che rispondono appieno alle esigenze di sostenibilità ambientale”.

Ospite d’eccezione all’Assemblea di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Vagn Hundeboll, socio del Consorzio Europeo delle Imprese di Disidratazione dei Foraggi (CIDE) e Ceo della danese BioRefinery A/S, società di bioraffinazione che dal 2021, con un investimento di 10 milioni di euro, si è dedicata all’estrazione di proteine vegetali da trifoglio e erba medica e che in soli due anni è passata da un’estrazione che non superava il 25% a quella attuale arrivata al 37%, con un obiettivo ritenuto raggiungibile del 45%. “Gli studi scientifici fin qui condotti sul prodotto ottenuto dal nostro impianto che è attivo h24 7 giorni su 7 per non pregiudicare la qualità del raccolto – ha spiegato Hundeboll – ne confermano il valore non solo per la destinazione alimentare zootecnica, ma anche per il rispetto della sostenibilità ambientale che garantisce”.

Alcune aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi sono già impegnate nell’attività di bioraffinazione dell’erba medica, una strada che come ha spiegato Vagn Hundeboll può aumentare le opportunità di sviluppo e valorizzazione di questa importante coltura.

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19/07/2023, 15:32
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Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi

entra a far parte del Global EbA Fund e del Knowledge4Policy

Focus su biodiversità, cambiamenti climatici e scienza a servizio della politica

Ravenna, 21 agosto 2023 – Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, farà parte del Global EbA Fund, un neocostituito Gruppo di esperti selezionato da 73 candidature internazionali, che si dedicherà alla valutazione e al finanziamento di progetti innovativi provenienti da ogni parte del mondo, finalizzati alla creazione e all’implementazione di ambienti in grado di tutelare la biodiversità e contrastare gli impatti causati dai cambiamenti climatici. In particolare, saranno sostenuti progetti di miglioramento degli ecosistemi: paesaggi agricoli, aree costiere e marine, terre aride, foreste, praterie, regioni montane.

Il Global EbA Fund è stato sviluppato dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) che ha sede in Svizzera e dall’Agenzia per il programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP); è inoltre finanziato dall’International climat initiative (Iki) del Ministero federale tedesco per l’Ambiente che ha stanziato in questa prima fase 10 milioni di euro.

Contestualmente, Gian Luca Bagnara, sempre nella sua veste di presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, è entrato a far parte del Knowledge4Policy (K4P), la piattaforma della Commissione europea che elabora gli indirizzi politici europei basati su informazioni scientifiche concrete per arrivare a colmare il divario tuttora esistente tra scienza e politica, favorendo in questo modo la fruizione di informazioni utili e necessarie che verranno messe a disposizione di tutti i Paesi membri. In sintesi, la mission del Gruppo di lavoro sarà quella di sostenere la politica con evidenze scientifiche.

“Sono molto onorato di essere entrato a far parte di questi due importanti Gruppi di lavoro internazionali – dichiara Gian Luca Bagnara – Come AIFE/Filiera Italiana Foraggi potrò portare l’esperienza fin qui maturata con i nostri progetti legati alla cattura del carbonio attraverso la coltivazione di foraggi e di erba medica in particolare e alla certificazione ambientale come il made green in Italy, la regola di prodotto proposta dall’Associazione pubblicata di recente in forma definitiva dal Ministero dell’Ambiente e della Transizione ecologica, a cui seguirà la certificazione di filiera. Un lungo e intenso lavoro che punta a valorizzare il foraggio essiccato in termini di salubrità e qualità nel rispetto dei più elevati standard ambientali”.

Sono una trentina gli impianti di trasformazione associati ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi distribuiti in diverse regioni italiane per una copertura complessiva di circa il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale, con una produzione che sfiora 1 milione di tonnellate/anno, il 60% del quale segue la via dell’export. Con l’indotto genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti.

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21/08/2023, 14:33
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Quotazioni e domanda al ribasso

frenano il mercato dell’erba medica essiccata

Siccità, alluvione, calo dei prezzi di tutte le materie prime e concorrenza agguerrita da parte soprattutto degli USA stanno condizionando l’andamento del mercato. “Per far fronte a scenari strutturali – sottolinea il presidente Gian Luca Bagnara – AIFE/Filiera Italiana Foraggi continuerà a porre al centro i valori ambientali e sanitari della produzione italiana”

Ravenna, 11 settembre 2023 – “L’andamento del mercato non è dei migliori. Le quotazioni non soddisfano le aspettative dei trasformatori di erba medica essiccata e disidratata, ma in tanti anni di lavoro ho visto ripetersi queste situazioni più e più volte, quindi sono fiducioso in una ripresa che arriverà, soprattutto se auspicabilmente la Cina riprenderà gli acquisti oggi invece bloccati”.

Così Alfeo Carli, presidente del riminese Gruppo Carli, che sottolinea: “la pioggia di questa primavera ha fatto slittare di circa un mese il periodo del primo raccolto, determinando a cascata il ritardo anche per il secondo e il terzo taglio, che sono stati comunque soddisfacenti. La siccità sta invece compromettendo i quantitativi legati al quarto taglio. A questo dobbiamo aggiungere il calo delle quotazioni di tutte le materie prime, i grandi quantitativi immessi sul mercato dagli Stati Uniti e acquistati in buona parte dai Paesi Arabi e la Spagna, nostro principale competitor a livello europeo, che dopo un’iniziale difficoltà dovuto proprio al lungo periodo siccitoso vissuto in primavera che faceva presagire una marcata diminuzione produttiva, al momento sta vendendo con costi di trasporto verso l’export inferiori ai nostri, sia per i balloni che per il pellet. Da un paio di mesi il mercato è praticamente fermo – analizza Carli - le richieste languono e i prezzi di tutte le materie prime in generale sono in flessione. Un quadro per certi versi preoccupante caratterizzato da una grande variabilità legata a molteplici fattori ma, come dicevo all’inizio, conosciuto e vissuto da noi operatori del settore. Personalmente ritengo che l’auspicata ripresa degli acquisti di erba medica essiccata e disidratata da parte della Cina cambierà, in meglio, lo scenario”.

Meno ottimista di Alfeo Carli, Agostino Migiani, Responsabile commerciale del Gruppo Al Dahra Global Forage, ricorda che “dopo una prima fase in cui la domanda di prodotto ha registrato un discreto andamento con prezzi interessanti, siamo passati a una fase in cui le cose hanno preso tutt’altra direzione. Dallo scorso mese di luglio le quotazioni hanno iniziato a calare e con loro la domanda, un andamento che allo stato non sembra virare verso un’inversione di tendenza. Nel frattempo gli Stati Uniti sono entrati sul mercato con prezzi altamente competitivi rispetto ai nostri e gli Emirati Arabi, che rappresentavano il nostro più importante sbocco commerciale, dal 1 luglio hanno cambiato la normativa sui sussidi imponendo agli allevatori una riduzione in volume del 50% dei foraggi da destinare all’alimentazione animale a vantaggio dei mangimi, determinando per noi da un giorno all’altro il dimezzamento dei quantitativi prima esportati, passati da circa 1,2 milioni a 600.000 tonnellate. Per quello poi che riguarda il mercato interno non registriamo molto interesse, anche perché molti allevatori, quelli con le stalle di più grandi dimensioni, hanno ridotto la quota di erba medica da fornire al bestiame con altri prodotti proteici come paglia o crusca, passata quest’ultima dai 300 euro/tonnellata del 2022 a una media di 115-120euro/tonnellata di quest’anno. Sbocchi positivi? Nell’immediato non ne vedo. In un mercato in sofferenza è difficile intravedere qualche spiraglio rialzista sia per le quotazioni che per la domanda”.

Davanti a una situazione oggettivamente complessa e comunque in evoluzione, il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu) Gian luca Bagnara, fa un’analisi che sintetizza l’impegno e l’obiettivo dell’Associazione: “Di fronte a questi scenari sempre più strutturali – dichiara – AIFE/Filiera Italiana Foraggi continua nel suo impegno volto a qualificare l’intera filiera italiana attraverso la caratterizzazione dei valori ambientali che persegue quali la biodiversità, le produzioni ogm-free, la riduzione dei gas serra, oltre a valorizzare gli aspetti sanitari a iniziare dalla sanificazione del prodotto. Fattori che in modo inequivocabile ci distinguono dai nostri competitors americani”.

AIFE/Filiera Italiana Foraggi conta una base associativa di circa 30 impianti di trasformazione situati in diverse regioni italiane. Copre circa il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale con una produzione che sfiora 1 milione di tonnellate/anno, il 60% del quale segue la via dell’export. Con l’indotto genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti.

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11/09/2023, 12:59
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Certificazione ambientale di prodotto:

con l’avvio della fase operativa si concretizza

il progetto per il calcolo dell’impronta di carbonio nella filiera dei foraggi

Ravenna, 2 ottobre 2023 – Sta prendendo sempre più forma il progetto legato alla certificazione ambientale di prodotto avviato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu) l’Associazione con sede a Ravenna che con i 30 impianti associati distribuiti in diverse regioni del Paese registra una produzione annua vicina a 1 milione di tonnellate, quasi il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale, il 60% del quale è destinato all’esportazione.

Infatti, dopo la pubblicazione in forma definitiva della regola di prodotto presentata alcuni mesi fa da AIFE/Filiera Italiana Foraggi al ministero dell’Ambiente e della Transizione ecologica, alla fine dello scorso mese di settembre è partita la fase operativa che attraverso il calcolo delle emissioni e degli impatti che ne derivano, il cosiddetto carbon foot print, porterà alla stesura del documento di certificazione di prodotto.

“Dopo aver selezionato un campione di 5 aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi che rappresentano i differenti processi produttivi di tutte le aziende nostre aderenti – spiega il presidente Gian Luca Bagnara – abbiamo avviato la fase operativa di questo importante progetto in collaborazione con Turtle srl, spin-off del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Bologna, che si occuperà della mappatura del processo produttivo attraverso la raccolta dei dati, la loro elaborazione e lo sviluppo di un modello LCA (Valutazione del Ciclo di Vita, ndr). Questa attività terminerà a gennaio 2024 dopodiché, nei successivi mesi di febbraio e marzo, è prevista la pubblicazione dello studio LCA e la verifica da parte di un ente terzo indipendente che porterà alla stesura della certificazione di prodotto. Il calcolo delle emissioni e dei relativi impatti ambientali derivanti dal processo produttivo dell’erba medica ci permetterà di stabilire gli assorbimenti nel suolo dei due principali gas serra, il carbonio e l’azoto, determinando il beneficio prodotto in termini di fertilità del terreno. Non solo – prosegue Bagnara – nella certificazione di prodotto, una sorta di passaporto ambientale che verrà rilasciato alle aziende nostre associate che lungo il percorso produttivo avranno dimostrato di aver rispettato tutti i requisiti richiesti, saranno riportati i crediti di carbonio che potranno essere trasferiti sulle successive colture cerealicole post-medica e alla biodiversità del terreno”.

La certificazione ambientale di prodotto di AIFE/Filiera Italiana Foraggi si inserisce a pieno titolo nel dibattito sulla sostenibilità ambientale, quindi impatto delle emissioni e conseguente sequestro di carbonio, e rappresenta un plus che risponde alle richieste di un consumatore sempre più attento, consapevole e sensibile non solo alla qualità e alla salubrità dei prodotti che porta sulla sua tavola, ma anche al rispetto dell’ambiente.

“Mi piace ricordare una recente dichiarazione di Jacqueline McGlade – riflette Gian Luca Bagnara - ex direttrice dell’Agenzia ambientale europea e co-fondatrice dell’azienda inglese Downforce Technologies, specializzata nella raccolta e nella commercializzazione di dati sul terreno. McGlade sostiene infatti che l’applicazione di una serie di semplici strategie permetterebbe di incrementare dell’1% l’ammontare di carbonio sequestrato nei primi 30 centimetri dei suoli agricoli. Un aumento che pur sembrando marginale, in valore assoluto è a dir poco impressionante e arriva a 31 miliardi di tonnellate. Si tratta infatti di un quantitativo che corrisponde alla differenza tra il taglio complessivo delle emissioni pianificato a livello globale da qui al 2030 e la quota massima ritenuta necessaria per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C nel confronto con l’era pre-industriale: il gap valutato dalle Nazioni Unite parla di 32 miliardi di tonnellate di carbonio. Ecco – conclude Gian Luca Bagnara – davanti a questi numeri e a queste interessanti valutazioni è evidente che ogni segmento produttivo agricolo non può girarsi dall’altra parte. AIFE/Filiera Italiana Foraggi non lo farà, al contrario cercherà di fare al massimo delle sue potenzialità il meglio possibile: il suolo agricolo rappresenta il vero serbatoio naturale di accumulo di carbonio”.

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02/10/2023, 13:01
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AIFE/Filiera Italiana Foraggi tra gli sponsor

della traduzione in cinese del libro di Pellegrino Artusi

Il 17 novembre prossimo, presso l’Ambasciata italiana a Pechino, si terrà la presentazione ufficiale del famoso volume davanti alle Autorità e alla stampa locale. “Tutti gli associati hanno aderito a questa iniziativa con grande entusiasmo – sottolinea il presidente Gian Luca Bagnara – che per noi rappresenta anche una straordinaria occasione per valorizzare ulteriormente la filiera agrozootecnica italiana”

Ravenna, 14 novembre 2023 – Venerdì 17 novembre 2023, in occasione delle numerose iniziative inserite nel programma della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo (13-19 novembre 2023) giunta alla sua ottava edizione, presso l’Ambasciata italiana di Pechino verrà presentata alle Autorità e alla stampa locale la versione tradotta in cinese de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi, realizzata anche con il contributo economico di AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu).

“Dopo un percorso durato oltre due anni – spiega Gian Luca Bagnara, presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – è giunto a compimento un progetto ambizioso e altrettanto impegnativo a cui con orgoglio AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha partecipato grazie all’entusiasmo e all’adesione di tutti gli associati che ne hanno compreso l’importanza e senza esitazione, quando gli è stato illustrato, ne hanno abbracciato l’idea sostenendo uniti lo sforzo economico richiesto. Con la traduzione in cinese di quello che più genericamente viene definito il libro dell’Artusi, che in realtà racchiude un grande patrimonio culturale in cui l’autore è riuscito mirabilmente a intrecciare i valori del territorio, dell’agricoltura, dell’ambiente, della zootecnia, della biodiversità, si allunga il già corposo elenco di lingue in cui La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene è stato tradotto con un valore aggiunto in più – sottolinea Bagnara – che rappresenta per noi uno straordinario biglietto da visita. Infatti, il contributo di AIFE/Filiera Italiana Foraggi alla traduzione in cinese di questo prezioso volume ci offre l’opportunità di valorizzare sui mercati internazionali la filiera produttiva che rende così importante nel mondo la cucina italiana, frutto di un meraviglioso intreccio tra tradizioni locali, peculiarità territoriali, agricoltura, zootecnia, biodiversità che rappresentano il grande valore capace di distinguere l’agroalimentare italiano nel panorama mondiale. Dopo la presentazione del volume a Pechino prevista per il 17 novembre prossimo – conclude Gian luca Bagnara – insieme alla Fondazione Casa Artusi che ha seguito capillarmente lo sviluppo della traduzione in cinese del volume, abbiamo in cantiere la realizzazione di altre iniziative che ci vedranno al suo fianco per la promozione culturale della cucina italiana” (Vai al video di presentazione dell'edizione tradotta in cinese).

AIFE/Filiera Italiana Foraggi conta una base associativa di circa 30 impianti di trasformazione situati in diverse regioni italiane. Copre circa il 90% della filiera dei foraggi essiccati e disidratati a livello nazionale con una produzione che sfiora 1 milione di tonnellate/anno, di cui oltre il 60% quale segue la via dell’export. Con l’indotto AIFE/Filiera Italiana Foraggi genera un fatturato di circa 450 milioni di euro/anno e complessivamente dà lavoro a circa 13.500 addetti.

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14/11/2023, 18:54
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Dall’Abruzzo al Veneto la filiera dei foraggi essiccati

chiude il 2023 tra luci e ombre

“A inizio anno eravamo convinti che il settore avrebbe replicato gli ottimi risultati ottenuti nel 2022 sia in termini di produzione che di prezzi”, sottolinea il direttore generale di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi. “Purtroppo, dalla seconda metà dell’anno abbiamo dovuto fronteggiare una serie di fattori che hanno provocato instabilità e variabilità ai mercati mettendo a dura prova le aziende nostre associate”

Ravenna, 15 novembre 2023 – La campagna agraria 2022-2023 è ormai giunta a conclusione e anche le aziende associate ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi (Associazione Italiana Foraggi Essiccati) stilano il bilancio di un’annata che secondo i pronostici di inizio 2023 doveva replicare l’ottimo andamento di mercato e prezzi che aveva contrassegnato il 2022. È andata così? Ecco i pareri di due tra i più importanti associati ad AIFE/Filiera Italiana Foraggi.

“Il nostro principale mercato di riferimento è quello dei cavalli – spiega Luciano Zuccarini, titolare insieme ai fratelli Grazia e Andrea dell’azienda La Vittoria situata a Chieti, in Abruzzo, una delle realtà imprenditoriali storicamente più antiche tra le associate di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – un mercato per il quale produciamo diverse tipologie di foraggio essiccato e disidratato. Il nostro non è un territorio paragonabile a quello della pianura padana, le superfici destinate alla coltivazione di foraggio e di erba medica in particolare sono più contenute, ciononostante riusciamo mediamente a produrre ogni anno quantitativi che oscillano tra gli 80 e i 90mila quintali. Luci e ombre caratterizzano l’andamento produttivo targato 2023. Nella prima parte della stagione, quella dedicata al primo e al secondo taglio, le piogge hanno favorito un aumento della produzione, contrariamente a quanto avvenuto per il quarto e quinto taglio che a causa della siccità registrata da settembre in avanti ha registrato una contrazione produttiva. I prezzi comunque sono in linea con quelli del 2022 e per l’erba medica essiccata e disidratata oscillano tra i 300 e i 310euro/tonnellata. L’aumento dei costi energetici registrato in ottobre, +20% circa, si ripercuoterà sulla nostra attività a cui dobbiamo unire una concorrenza estera, soprattutto da parte di Spagna e USA, abbastanza agguerrita e agevolata da costi marittimi per loro più vantaggiosi. Per noi l’export rappresenta il 30-40% della produzione ed è destinato soprattutto verso i Paesi arabi dove oggi, comunque, la riduzione degli incentivi agli allevatori da parte dei governi locali rappresenta per aziende esportatrici come la nostra una nuova e ulteriore limitazione. Detto ciò – conclude Zuccarini - l’auspicio è che nonostante le incertezze del mercato, che a mio avviso nel medio periodo favoriranno un rialzo delle quotazioni determinato anche dall’imprevedibilità del clima, il comparto non subisca contraccolpi. Da sempre puntiamo sulla qualità del nostro prodotto e sulla fidelizzazione della clientela, convinti che rappresentino la carta vincente per superare momenti comunque complessi come quelli che stiamo vivendo”.

“Il mercato italiano dei foraggi sta vivendo un'importante evoluzione – sottolinea Leonardo Forte, amministratore delegato delle Aziende Agricole Forte, situate a Taglio di Po (RO), fondate nel 1962, storiche associate di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, con una produzione che mediamente sfiora le 55.000tonnellate/anno. Quest’anno le piogge primaverili hanno ritardato la raccolta dei primi sfalci, riducendo le nostre produzioni nell’ordine del 15-20% a seconda degli areali interessati, solo in minima parte recuperati grazie alle tecniche di confezionamento e conservazione adottate che assicurano la qualità del prodotto. Purtroppo due eventi importanti hanno determinato un’iniziale instabilità sui mercati globali: l’assenza della Cina nel panorama dei Paesi importatori di foraggio essiccato e disidratato e la riduzione di almeno il 50% dell’export verso gli Emirati Arabi, situazione determinata dalle nuove politiche locali governative che puntano a privilegiare un maggiore consumo di mangimi prodotti sul territorio. Detto ciò, abbiamo comunque registrato un’aumentata richiesta di prodotti di alta qualità sia a livello nazionale sia internazionale che abbiamo soddisfatto puntando a offrire una produzione contraddistinta da elevati standard qualitativi, soprattutto in termini nutrizionali. Negli ultimi anni – continua Forte - la nostra azienda ha compiuto significativi passi avanti testimoniati dall'incremento dei quantitativi esportati. In passato il mercato italiano, che rimane per noi fondamentale e affettivamente molto importante, rappresentava un punto di riferimento. Oggi l’espansione mirata verso l’estero è diventata parte integrante della nostra strategia aziendale e quest’anno puntiamo a esportare il 40% della produzione, convinti di aver saputo adattarci alle esigenze di un mercato, quello dei foraggi essiccati e disidratati, molto dinamico ma anche, e spesso, variabile soprattutto a livello globale. Una sfida – conclude – che affrontiamo con rinnovato ottimismo”.

“Il 2023 è partito con le migliori premesse – riflette in conclusione il direttore generale di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi – le condizioni erano perfette perché l’ottimo andamento del 2022 in termini di produzione e prezzi si ripetesse anche quest’anno. Purtroppo però, tra maggio e giugno le cose sono cambiate a iniziare dalle condizioni climatiche che non hanno garantito ovunque e in maniera omogenea le piogge necessarie alla crescita colturale; a questo si è aggiunta un’instabilità dei mercati che sia a livello nazionale che internazionale ha provocato dinamiche estremamente variabili. È vero, dobbiamo comunque guardare al futuro con fiducia, ma sarebbe opportuno avere un supporto rispetto all’export affinché si creino le condizioni per superare quel gap che ci penalizza rispetto ai nostri maggiori competitor. Se la Spagna, per esportare foraggio essiccato e disidratato in Cina spende circa 30euro/tonnellata, l’Italia non può arrivare a spenderne 60. È evidente che occorre lavorare perché questo differenziale si riduca il più possibile nel rispetto di una competitività che deve fare riferimento, in maniera direi quasi esclusiva, alla qualità del prodotto”.

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16/11/2023, 16:41
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