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Castagni giapponesi 
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Iscritto il: 04/06/2013, 18:38
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Ciao a tutti, in un terreno di 5000 mq voglio fare l'impianto di castagni giapponesi, sono gia' stato in coldiretti per informazioni ora devo acquistare le piante appena disponibili. Vorrei sapere, indicativamente, quanto mi puo' costare l'impianto d'irrigazione considerando che vicino al terreno passa l'acqua che usero' per le piante. Grazie 1000 !!


08/02/2014, 14:03
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Sez. Coltivazioni Forestali
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Iscritto il: 16/09/2008, 15:33
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Ovviamente dipende da che tipo di impianto e dalla densità delle piante.
Sei sicuro poi sia necessario l'impianto di irrigazione?
Ciao,
Luca

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08/02/2014, 19:34
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Iscritto il: 23/03/2013, 17:07
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Ciao mauro77, premetto che anche io sono di cuneo e volevo solo farti una domanda. Per caso che varietà hai deciso di piantare? Si trattano di giapponesi o eurogiapponesi? Ciao grazie


14/02/2014, 17:25
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Iscritto il: 04/06/2013, 18:38
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ciao Dutto non so ancora quali impiantare, devo ancora fare l'analisi del terreno per vedere quali sono meglio e oltretutto le piante qui in zona sono tutte esaurite !! tu fai anche coltivazioni ? sto cercando anche altre idee, io sono di borgo san dalmazzo, se mi scrivi in privato possiamo passarci informazioni, mi farebbe piacere ! grazie a presto !


14/02/2014, 19:05
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Iscritto il: 04/06/2013, 18:38
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ciao Luke, non so se sia necessario, me lo hanno consigliato anche perche' l'idea iniziale e' anche di fare 1000 o 2000 metri di mirtilli, dobbiamo vedere bene prezzo, terreno e anche (non secondo) il tempo che posso dedicarci per non mandare tutto a monte !


14/02/2014, 19:07
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Iscritto il: 23/03/2013, 17:07
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Noi come famiglia facciamo andare 3 giornate di bosco a castagneto e poi abbiamo anche una giornata di mele. Ti ho chiesto perché anche io mi sto informando sulla coltivazione di castagne giapponesi e sto appunto ricercando le differenze tra varietà, ibridi,... Comunque se può esserti d'aiuto per le piante di castagno di solito nei vivai che ho sentito nella nostra zona fanno innesti a gemma durante l'epoca estiva quindi ti converrebbe sentirli verso fine estate per prenotare. Anche perché con i nostri inverni penso che converrebbe trapiantare le piante in primavera e per quel periodo se non le prenoti le piante non le trovi più :D . Comunque scambierei volentieri informazioni con te. :D


14/02/2014, 21:02
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Iscritto il: 15/02/2014, 14:00
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Buongiorno a tutti.
[Mi sono iscritto da poco in questo forum perchè lo ritengo molto interessante e ne condivido a pieno lo spirito, quello di ritornare a coltivare la terra come si deve, non a caso i grandi viaggiatori del passato quando arrivavano in Italia la chiamavano, il Giardino d'Europa. Converrete che ora no lo è più.
Non è mia abitudine partecipare a discussioni nel web, quindi mi scuserete della discontinuità futura.
Mi sono iscritto perchè mi ritengo un grande esperto di Castagno (ho circa 35.000 pagine digitalizzate di testi scientifici, libri, tesi, ecc..., è una passione nata quasi per caso nel 2006), ovvero quella pianta che per 3.000 anni è andata di pari passo con vite ed olivo nella Storia dell'Uomo e che non ha fatto morire di freddo e fame tutte quelle generazioni che sono comprese nell'emisfero settentrionale, America, Europa, Asia, luoghi dove è, è stato presente il castagno.
Ho trovato alcune discussioni su questo forum sul Castagno e mi rendo sempre di più conto che sul Castagno si è perso tutto.]


Sono curioso di sapere perchè in questo forum si continua a parlare di impiantare castagni "giapponesi" o ibridi eurogiapponesi, soprattutto da quel che ho visto in zone che sono state da sempre sono state vocate al castagno Prealpi lombarde e il cuneese..
O meglio: vi chiedo chi vi consiglia di piantare queste piante e perchè?
Uno dei problemi maggiori della castanicoltura italiana che era la prima al mondo fino a metà anni '50, è stata proprio negli ultimi 20 anni aver portato in Italia varietà non autoctone da Cina o ibridi giapponesi, soprattutto francesi, per sopperire a due malattie: cancro corticale e cancro radicale. In realtà i ns castagni hanno reagito molto bene e non si trattava altro, con le dovute eccezioni perrchè queste malattie ci sono ancora ma meno preoccupanti di come sono state dipinte, di in forte abbassamento dell'attività antropica dell'uomo sulla pianta. (Primi '900, davano oltre 150 giornate medie per la coltivazione del castagno).
Parto da alcuni presupposti fondamentali che citerò sintetizzando al massimo, affinchè si possa veramente cambiare la ns castanicoltura e per far capire quale strada sbagliata stiamo intraprendendo. Parlerò solo del Castanea sativa, il genere della ns Europa. (C. crenata: giapponese, C. mollissima: cinese, Koree, C. dentata: America Nord le più importanti). A voi le valutazioni:
- il castagno è una pianta che proviene dalle zone temperate del Caucaso, insomma Asia mediorientale, visto che nessuno era vivo a quell'epoca (diciamo qnd che in montagna ed ai soli fini della sopravvivenza ci è stata portata e forzata: greci in Sicilia, ITA meridionale, poi Romani in quasi tutta Europa, poi i benedettini, poi Matilde di Canossa, i Borboni a Sud,...);
- studi palinologici (pollini) confermano che il castagno era anche coltivato in Pianura. Numerose le città o luoghi che sono rimasti con nomi onomatopeitici. Ricordaimo che molte pianure erano distese di foreste fino a pochi secoli fa e che con le riforme agrarie e molte bonifiche si sono resi non tendenzialmente acidi molti terreni;
- la bravura nei secoli degli italiani fu quella di aver ottenuto piante, continuamente selezionando ed innestando, quali i cosiddetti Marroni (ma sono anch'essi castagni, androsterili) ed alcune eccellenze di varietà specifiche di Castagne (varr. Montella, Montemarano, ..) per consumo ed altre soprattutto per la farina (Inserta in Calabria ecc.., varr. Toscane, Liguri, Piemontesi, Em.-Rom., ...) perchè garantivano la sopravvivenza almeno per 6 mesi e lo scambio di farine di pianura negli ultimi secoli. Ora questi presupposti non possono più sopravvivere;
- da 15-20 anni q questa parte le richiete del mercato sono praticamente solo sul Marrone (per innumerevoli motivi industriali e commerciali).
- i primi esperimenti di ibridi furono effettuati in Italia dal CNR anni '50, con scarso successo e con discreto successo da INRA, Francia, che ottenne alcune varietà ampiamente definite in letteratura, ma che hanno come punto fermo, la scarsa o minore qualità del sapore, mentre avevano maggiore resistenza alle malattie l'entrata in produzione in tempi più brevi e per alcune la precocità di fruttificazione: null'altro;
- nello specifico la varietà Bouche de Betizac (INRA, Francia), di cui si parla tanto ultimamamente, ha un solo vantaggio, nato per caso vista la contingenza, ovvero, la buonissima resistenza alla Vespa cinese. Vi chiedo però se preferite barattare la maggiore resistenza alla Vespa cinese, ora che si sta intervenendo con l'antagonista (Torymus k.) e lentamente si sta ripristinando l'equilibrio, con il sapore nettamente inferiore ai ns marroni!. (Per inciso: dobbiamo dire grazie ad una nota Università di Torino - Dip. Colture aboree, ai suoi professori e ricercatori se ci hanno portato anche questo flagello della Vespa cinese, con milioni di euro di danni, ma stiamo tutti zitti e loro al loro posto, anzi promossi);
- Bouche de Betizac ha bisogno di impollinatori e vanno bene anche castagni selvatici, ma certo che sappiate siano selvatici, lo vedete da abbondantissime fioriture e dalle elevate api che ronzano intorno. Poi, come per tutti i castagni,visto che l'impollinazione è soprattutto anemofila (col vento), consiglio di avere l'impollinatore posizionato dove durante la fioritura riesca a portare il polline alla pianta, nel caso siate in zone distanti da castagneti. Attenzione che le fioriture devono essere contemporanee.

Non voglio dilungarmi, visto che lo sono già stato lungo, ma vi pongo alcune riflessioni:
- perchè non continuare a coltivare le nostre migliori varietà? Ce ne sono in tutte le zone. Ce le chiedono da tutto il mondo e ce le pagherebbero a peso d'oro. Prima o poi iniziaeranno altre nazioni e noi saremo spacciati;
- perchè relegare ancora il castagno in montagna, in zone impervie, tra animali selvatici che creano danni, senza poter utlizzare eventuale irrigazione di soccorso, raccolta e manutenzioni scomodissime, .... Meglio: perchè il castagno è rimasta l'unica coltura da frutto arborea che si vuole continuare a fare come 60 anni fa?
- avete visto i moderni impianti di mele, pere, pesco, prugno, ciliegio (sì, anche lui),... perchè il castagno No!
(scusatemi davvero la lunghezza, che non si ripeterà più, ma sono veramente appassionato di Castagno)


15/02/2014, 16:50
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Sono molto contento del tuo intervento e questo indica la passione di gente verso la cultura del nostro paese. Premetto solo di fare un esempio... Tutti noi sappiamo come è la situazione del castagno nostrano attuale, e io lo visto in quanto io come tutta la mia famiglia è stata accanto a quello che vuol dire vivere in montagna collegato a quel che vuol dire vivere con il duro lavoro dell'agricoltura. Il castagno penso che sia uno di quei simboli che è poco ripreso nel nostro pensiero. Con la mia situazione posso dire che noi portiamo avanti un bosco di castagni con varietà tipiche della nostra zona (Tempurive, Carun rus,...) e nel trapiantare nuove piante abbiamo sempre deciso di non piantare varietà ibrido giapponesi che secondo me andrebbero a incidere negativamente sul paesaggio montano che da sempre ci caratterizza. Ora non voglio dilungarmi troppo ma penso che ora la situazione non permetta di creare una attività incentrata solo sulla raccolta montana della castagna per via delle malattie estere che sono arrivate e penso che ora chi come me e altre persone che portano avanti i boschi lo fanno solo per passione più che per il guadagno in se. Ora tornando al discorso giapponesi penso che sia una coltivazione DA PIANURA che possa essere valida e interessante ma io non sono d'accordo sul rimpiazzo dei nostri catagneti secolari con questi ibridi. Scusate se mi sono dilungato ma penso che sia un argomento che leghi noi appassionati e che ci unisca. Naturalmente questo è il mio pensiero e potete approvarlo o discordarlo però scrivete cosa ne pensate da condividere questo argomento...


16/02/2014, 14:40
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Dutto,
mi sono iscritto e presentato appositamente con il post precedente, non a caso. Non posso dire quanto ho studiato ed ancora lo faccio sul castagno.
Ho conosciuto circa 300 operatori del settore: tanti castanicoltori da piccolo a grande, ad aziende primarie, prof. università ecc..
IO VORREI CAMBIARE, IN POSITIVO, IL MONDO DEL CASTAGNO.
Se tu sei uno studente e vivi dei ricordi di ciò che è stata la castanicoltura nelle tue valli cuneesi, capisco quanto sostieni.
Quando ti disicanterai del fascino magnetico dei ns castagneti, me compreso, capirai molte cose.
PRECISO: io no ho mai parlato di utilizzare castagni non autoctoni, ANZI SOSTENGO TUTT'ALTRO, se leggi bene il post precedente.
Che Iddio ti benedica per continuare a coltivare ancora le Tempurive e i Garroni rossi. Tienili come l'oro.
Sono le forme sbagliate, che fanno parte del passato che non sono più attuabili.
Nel post precedente ho posto 3 quesiti fondamentali alla fine.
Vorrei che anche tu ti ponessi delle risposte.

Nella tua regione (come per la mia E-R), ma anche la provincia di Cuneo e le comunità montane o Leader o ... stanno sprecando centinaia di migliaia di euro per reinnestare vecchi castagneti in zone impervie (c'è un sottobosco economico che gira attorno: politici locali, potatori, venditori di marze, innestini,...). Perchè continuare a sperperare denaro, tanto tra 10 anni quel castagneto rinnovato oppuri gli sperimentali, saranno abbondonati. Ho tutto tracciato nel documenti in mio possesso in qualsiasi regione.

Per il cinipide devi ringraziare il vivaio Gambarello prov. Cuneo gestito dal Dip. Colture arboree UniTO che ce lo ha portato ai primi del 2000.
In un'altra nazione avrebbero già esautorato il prof a capo dipartimento.
Leggi anche questo su vespa cinese: coltivazioni-forestali-f44/raccolta-castagne-2013-t72338-20.html#p693223


17/02/2014, 15:16
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Località: Piemonte
Formazione: Perito
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Grazie per il tuo intervento. Allora ne approfitto per chiederti visto la tua esperienza: conosci qualcuno in Italia che abbia attuato la coltivazione del castagno nostrano con un metodo stile "frutteto moderno"?


17/02/2014, 15:54
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