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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Birra: Domani a Montecitorio “Know Your Beer”, il portale per la trasparenza dei consumatori Un portale europeo che permette ai consumatori di sapere davvero cosa stanno bevendo: ingredienti, origine, contenuto alcolico, certificazioni e freschezza della birra, in modo chiaro, accessibile e verificabile. È questo l’obiettivo di “Know Your Beer”, la nuova piattaforma digitale promossa dalla European Beer Consumers’ Union, ora disponibile anche in lingua italiana e pensata per rafforzare la consapevolezza nel consumo e la trasparenza nel settore brassicolo.
Il portale sarà presentato ufficialmente domani, giovedì 9 aprile, alle ore 14:30 presso la Camera dei deputati, nel corso della conferenza stampa dal titolo “Know Your Beer: EBCU e Unionbirrai, la nuova frontiera della trasparenza”, che metterà al centro anche l’impatto delle recenti riforme della normativa italiana sulla birra. L’incontro aprirà la due giorni di lavori dell’EBCU 73rd Delegates Meeting, in programma a Roma il 10 e 11 aprile e ospitata da Unionbirrai, dedicata al confronto sulle politiche europee della birra, al lancio di nuove campagne rivolte ai consumatori e a momenti di approfondimento strategico. La conferenza stampa sarà inoltre occasione per approfondire il percorso di aggiornamento delle regole del settore, dall’ammodernamento della produzione brassicola — con il superamento dei limiti del DPR 1498/1970 — ai chiarimenti dell’Icqrf in materia di etichettatura, fino alle prospettive delle prossime evoluzioni normative.
L’iniziativa promossa da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, rappresenta un momento di confronto tra dimensione europea e realtà nazionale, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti a disposizione dei consumatori per una scelta informata e consapevole, valorizzando al contempo il ruolo della birra artigianale indipendente.
All’incontro a Montecitorio interverranno André Brunnsberg, presidente della European Beer Consumers’ Union, che illustrerà il funzionamento e gli obiettivi del nuovo portale, e Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai, che approfondirà le più recenti novità normative italiane, evidenziando come queste contribuiscano a rafforzare la tutela dei consumatori e la protezione dei marchi dei produttori indipendenti. A moderare l’incontro sarà Simone Monetti, segretario generale Unionbirrai e delegato EBCU.
Fondata nel 1990 a Bruges, la European Beer Consumers’ Union è un’organizzazione apolitica e indipendente che rappresenta i consumatori di birra a livello europeo. L’EBCU promuove la diversità delle culture birrarie, la trasparenza delle informazioni e un mercato equo e accessibile, impegnandosi affinché i consumatori possano compiere scelte informate e consapevoli.
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| 08/04/2026, 18:31 |
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Marco
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Birra: Presentato a Montecitorio “Know Your Beer”, il portale europeo per la trasparenza a tutela dei consumatori Sapere davvero cosa si beve: ingredienti, origine, contenuto alcolico, certificazioni e freschezza della birra, in modo chiaro, accessibile e verificabile. È questo l’obiettivo di “Know Your Beer”, il portale digitale europeo promosso dalla European Beer Consumers’ Union, presentato alla Camera dei deputati e disponibile anche in lingua italiana per rafforzare la consapevolezza nel consumo e la trasparenza nel settore brassicolo.
La presentazione si è svolta nel corso della conferenza stampa “Know Your Beer: EBCU e Unionbirrai, la nuova frontiera della trasparenza”, che ha dato avvio all’EBCU 73rd Delegates Meeting, in programma oggi e domani (10 e 11 aprile) a Roma e ospitato da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato il funzionamento del portale, pensato come uno strumento pratico per i consumatori, con sezioni dedicate alla lettura dell’etichetta e alla comprensione di sei elementi chiave: contenuto alcolico e stili, ingredienti e allergeni, produttore e origine, marchi e certificazioni, freschezza e tracciabilità, fino alla corretta conservazione della birra.
Alla conferenza stampa sono intervenuti André Brunnsberg, presidente della European Beer Consumers’ Union, e Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai, con il coordinamento di Simone Monetti, segretario generale Unionbirrai e delegato EBCU.
Ferraris ha ricordato la vocazione originaria di Unionbirrai, nata non solo come associazione di produttori ma come soggetto impegnato nella diffusione della cultura della birra artigianale tra i consumatori, ringraziando i parlamentari presenti per l’attenzione dimostrata. “Oggi – ha sottolineato – registriamo un clima di grande sintonia tra istituzioni e stakeholder del settore: si è creata una squadra coesa che può finalmente accompagnare la crescita del comparto con norme adeguate e moderne”.
Hanno inoltre partecipato rappresentanti istituzionali che hanno contribuito ad arricchire il confronto sulle prospettive normative del settore.
Il Sen. Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria-Agricoltura di Palazzo Madama, ha evidenziato il valore del legame tra produzione e territorio: “La filiera della birra, soprattutto quella artigianale, è importante non solo per la trasparenza che garantisce, ma perché è profondamente radicata nelle aree di origine. Serve una normativa moderna, dopo oltre sessant’anni, che accompagni la crescita del settore e valorizzi anche nuove direttrici come l’ospitalità e il turismo brassicolo, consentendo ai produttori, soprattutto i più piccoli, di raccontare al meglio il proprio lavoro”.
Sulla necessità di rafforzare il quadro normativo è intervenuto anche il Sen. Giorgio Salvitti, consigliere del Ministro dell’Agricoltura: “Il settore della birra rappresenta un comparto strategico per l’economia nazionale. Garantire chiarezza su tracciabilità, salubrità e caratteristiche qualitative è un dovere verso consumatori e mercato. Stiamo lavorando a una nuova legge che dia un quadro chiaro e favorisca ulteriormente lo sviluppo del settore, anche attraverso le opportunità del turismo brassicolo”.
L’On. Marco Cerreto, componente della Commissione Agricoltura della Camera, ha richiamato il lavoro in corso nell’ambito del collegato agricoltura Coltiva Italia sul turismo brassicolo, ribadendo l’importanza di dotare il comparto di strumenti normativi capaci di sostenerlo lungo tutta la filiera, dalla produzione alla promozione.
L’On. Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, ha sottolineato il ruolo di Unionbirrai nel promuovere standard sempre più elevati a tutela dei consumatori: il portale “Know Your Beer” rappresenta “un esempio concreto di trasparenza e chiarezza che pochi altri settori possono vantare”. Allo stesso tempo, ha evidenziato il divario ancora esistente tra innovazione digitale e un quadro normativo datato, ribadendo come il Parlamento sia impegnato a colmarlo con strumenti più adeguati alle esigenze produttive contemporanee.
Fondata nel 1990 a Bruges, la European Beer Consumers’ Union è un’organizzazione apolitica e indipendente che rappresenta i consumatori di birra a livello europeo e promuove la diversità delle culture birrarie, la trasparenza delle informazioni e un mercato equo e accessibile.
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| 10/04/2026, 17:31 |
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Marco
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Birra, a Roma il meeting dei delegati EBCU: trasparenza, consumatori e formazione al centro del confronto europeo Si è svolto a Roma, su iniziativa di Unionbirrai, il 73° Delegates Meeting della European Beer Consumers’ Union (EBCU), che ha riunito le associazioni europee dei consumatori di birra per fare il punto su trasparenza, qualità e sviluppo del settore. Al centro dei lavori anche “Know Your Beer”, il portale multilingua promosso da EBCU e sostenuto da Unionbirrai, presentato a Montecitorio, che consente ai consumatori di accedere in modo chiaro e verificabile alle informazioni sulle birre: ingredienti, origine, contenuto alcolico, certificazioni e freschezza.
Nel corso del meeting è stata ribadita la necessità di rafforzare il collegamento tra consumatori e produttori indipendenti a livello europeo.
“L’incontro ha confermato quanto sia strategico costruire un rapporto sempre più stretto tra consumatori e produttori indipendenti – dichiara Simone Monetti, segretario generale di Unionbirrai e delegato EBCU – La trasparenza e la consapevolezza sono elementi chiave per la crescita del settore e per la tutela di chi sceglie cosa bere”. Unionbirrai opera in questa direzione anche a livello europeo, partecipando attivamente sia a EBCU sia a Independent Brewers of Europe, organizzazione che rappresenta i piccoli e medi birrifici indipendenti del continente e ne promuove gli interessi presso le istituzioni comunitarie.
Spazio anche al tema della formazione. Su proposta italiana è stato avviato il percorso per la creazione di un gruppo di lavoro europeo finalizzato a definire criteri condivisi per il riconoscimento dei programmi formativi promossi dalle associazioni aderenti a EBCU, con l’obiettivo di arrivare a un sistema di endorsement riconoscibile e condiviso a livello europeo.
“Abbiamo proposto la creazione di un gruppo di lavoro che possa portare all’endorsement europeo dei programmi formativi delle associazioni aderenti – conclude Monetti – L’obiettivo è arrivare a un riconoscimento condiviso, che valorizzi la qualità dei percorsi esistenti e rafforzi ulteriormente la credibilità del sistema, anche in attesa di eventuali certificazioni più strutturate”.
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| 15/04/2026, 10:37 |
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Marco
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Birra: Confronto su low e no alcol con Unionbirrai al Beer Craft Forum 2026 di Bolzano Le birre low e no alcol entrano con forza nel dibattito del comparto artigianale, ma restano ancora aperte questioni tecniche, economiche e soprattutto normative. È questo il messaggio portato da Unionbirrai al Beer Craft Forum 2026 – From Yeast to Glass, l’appuntamento scientifico internazionale che si è svolto a Bolzano, nell’ambito del Beer Craft Festival.
L’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti è intervenuta con il segretario generale Simone Monetti, all’interno della sessione dedicata alle birre analcoliche e ai processi produttivi, portando il punto di vista del comparto artigianale italiano in un contesto di confronto tra ricerca scientifica e produzione brassicola.
Nel corso dell’intervento, Unionbirrai ha evidenziato come il segmento low e no alcol sia oggi al centro di un cambiamento culturale sempre più evidente, trainato da nuove abitudini di consumo, maggiore attenzione alla salute e crescente sensibilità verso un consumo consapevole. Un trend che, seppur ancora limitato nel mondo artigianale, sta guadagnando interesse anche tra i piccoli produttori.
“È in atto un cambiamento che non possiamo ignorare – ha dichiarato Monetti –. Le birre a basso o nullo contenuto alcolico rappresentano una nuova frontiera, ma anche una sfida complessa per il comparto artigianale, sia dal punto di vista produttivo che normativo”.
Dal confronto emerso al Forum, è chiaro come la produzione di birre analcoliche richieda tecnologie avanzate e investimenti significativi, spesso difficilmente sostenibili per i microbirrifici. A questo si aggiungono criticità legate alla stabilità del prodotto e alla necessità di trattamenti specifici, come la pastorizzazione, tema su cui Unionbirrai ha già avviato una riflessione interna negli ultimi anni.
“Abbiamo già compiuto un passo importante – ha proseguito Monetti – riconoscendo che la produzione di birre analcoliche può richiedere processi come la pastorizzazione, senza che questo comprometta l’appartenenza del produttore al mondo artigianale. È un segnale di apertura, ma anche di realismo rispetto alle esigenze tecniche”.
Al centro dell’intervento anche il tema normativo, considerato uno dei principali ostacoli allo sviluppo del segmento. Le definizioni di birra analcolica e low-alcohol risultano infatti ancora disomogenee a livello europeo e, nel caso italiano, ancorate a un impianto normativo risalente agli anni Sessanta, non più in linea con l’evoluzione del mercato. Un ritardo che il comparto sta cercando di colmare anche attraverso il percorso di revisione legislativa avviato in Parlamento, a partire dalla norma a prima firma del senatore Luca De Carlo, sostenuta da Unionbirrai, con l’obiettivo di modernizzare l’intero impianto normativo della birra e aggiornarlo alle esigenze attuali del settore. Un percorso che ora attende di entrare nella fase operativa presso il Ministero dell’Agricoltura, dove è prevista l’attivazione di un tavolo dedicato per proseguire il confronto con gli operatori della filiera e tradurre gli indirizzi normativi in interventi concreti.
“Serve un aggiornamento della normativa – ha sottolineato Monetti – che tenga conto delle trasformazioni del settore e che permetta anche ai piccoli produttori di competere ad armi pari. Il lavoro avviato in Parlamento va nella direzione giusta, ma è fondamentale arrivare rapidamente a definizioni chiare e coerenti, superando ambiguità che oggi rischiano di frenare l’innovazione e di generare confusione nel consumatore”.
Unionbirrai ha inoltre ribadito la necessità di distinguere con maggiore chiarezza tra birre analcoliche e birre a bassa gradazione, queste ultime in forte crescita nel comparto artigianale e considerate più accessibili dal punto di vista produttivo.
Il Beer Craft Forum 2026 ha rappresentato un importante momento di confronto tra birrai, ricercatori e operatori del settore, mettendo al centro il ruolo della conoscenza scientifica – a partire dallo studio dei lieviti – nello sviluppo di nuovi prodotti e nel rafforzamento dell’identità territoriale della birra.
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| 21/04/2026, 11:06 |
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Marco
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Birra artigianale: i birrai italiani uniti per celebrare 30 anni di storia Al via le prime cotte collettive in Toscana ed Emilia-Romagna
In occasione dei 30 anni della birra artigianale italiana, i birrai indipendenti scelgono di celebrare questo traguardo nel modo più autentico: unendosi per produrre insieme una birra collettiva, simbolo di un movimento che in tre decenni ha rivoluzionato il panorama agroalimentare nazionale.
L’iniziativa, promossa da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, prende il via con le prime due cotte collettive che coinvolgeranno numerosi birrifici in Toscana ed Emilia-Romagna.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 23 aprile presso il Birrificio Mostodolce, dove otto birrifici artigianali si riuniranno per una produzione condivisa. A seguire, lunedì 27 aprile, sarà l’Emilia-Romagna a scendere in campo con una cotta collettiva ancora più ampia: saranno infatti venti i birrifici coinvolti presso il Birrificio Giusto Spirito.
Complessivamente, le prime produzioni raggiungeranno i 40 ettolitri, dando forma a una birra che rappresenta non solo un prodotto, ma soprattutto un messaggio: il movimento della birra artigianale italiana celebra sé stesso attraverso la collaborazione, la condivisione e lo spirito conviviale che da sempre ne costituiscono l’essenza.
“Celebrare questi trent’anni significa prima di tutto riconoscere il percorso fatto da un intero settore che è cresciuto grazie alla passione, alla qualità e alla capacità di fare squadra – dichiara Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai – Abbiamo scelto di farlo nel modo più autentico: producendo insieme, unendo esperienze, territori e competenze. È un segnale forte, che racconta cosa è oggi la birra artigianale italiana e quale direzione vuole continuare a seguire”.
In un Paese storicamente legato alla cultura del vino, la birra artigianale è riuscita a conquistare uno spazio sempre più rilevante, diventando espressione di creatività, territorio e innovazione. Oggi rappresenta una componente riconosciuta del Made in Italy agroalimentare e si inserisce a pieno titolo nella tradizione gastronomica nazionale, riconosciuta a livello internazionale come patrimonio Unesco.
“La forza di questo movimento è sempre stata nella comunità – aggiunge Ferraris – Mettersi insieme per produrre una birra significa ribadire un’identità condivisa, ma anche aprirsi a chi ancora non conosce questo mondo. È un invito a scoprire una cultura fatta di qualità, diversità e convivialità”.
Le cotte collettive rappresentano solo l’inizio di un percorso più ampio che accompagnerà il settore nei prossimi mesi, con ulteriori iniziative e momenti di coinvolgimento dei birrifici e del pubblico.
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| 22/04/2026, 19:28 |
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Marco
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Nasce “Buona 'sta Birra!”: I birrai italiani uniti per celebrare i 30 anni della birra artigianale Cotte collettive in tutta Italia per una birra emblema dell’evoluzione e della crescita del movimento
In occasione dei 30 anni della birra artigianale italiana nasce “Buona 'sta Birra!”, l’iniziativa nazionale promossa da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, che vede i birrai unirsi nella produzione di una birra collettiva, realizzata contemporaneamente in diverse regioni italiane.
Si tratta di un progetto diffuso che coinvolge decine di birrifici lungo tutta la Penisola, chiamati a produrre la stessa birra partendo da una base comune condivisa. Una ricetta riconoscibile, quindi, ma non rigida: ogni birraio può interpretarla secondo la propria sensibilità, apportando sfumature personali che riflettono stile, esperienza e territorio, senza snaturarne l’identità.
“Buona 'sta Birra!” nasce per celebrare trent’anni di storia attraverso il gesto più autentico per questo settore, quello del fare birra insieme. La scelta dello stile non è casuale: si tratta di una Italian Pilsner, una birra che rappresenta oggi una sintesi efficace tra ciò che il consumatore cerca e ciò che i birrai italiani sanno esprimere. Una bevuta semplice, pulita, immediata, ma allo stesso tempo di qualità, costruita con attenzione e competenza. Una birra accessibile, ma non banale. Una birra “buona”, nel senso più concreto e riconoscibile del termine.
“Volevamo qualcosa di diretto, immediato, capace di arrivare a tutti. E allo stesso tempo volevamo ribadire un concetto semplice: la birra artigianale italiana cresce quando si apre, quando si condivide, quando fa comunità – dichiara Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai – Per questo abbiamo scelto un nome che racconta la realtà: è quello che si dice davvero al bancone quando una birra piace. La birra artigianale, infatti, non si comprende spiegandola, si capisce bevendola, provandola, assaggiandola e poi tutto viene di conseguenza. ‘Buona 'sta Birra!’ nasce anche per questo: è un invito semplice e diretto a chi ancora non conosce questo mondo, a partire da una cosa sola, la più importante: bere una buona birra”.
Le prime cotte collettive si sono già svolte in diverse regioni italiane. In Toscana, il 23 aprile 2026, il Birrificio Mostodolce ha ospitato una produzione condivisa, seguita il 30 aprile da una cotta presso Radical Brewery e Mudita. In Emilia-Romagna, il 27 aprile, il Birrificio Giusto Spirito ha riunito numerosi birrifici del territorio per una produzione collettiva.
Il calendario prosegue con nuove tappe già definite: oggi 5 maggio in Trentino-Alto Adige presso il Birrificio Barbaforte, il 7 maggio in Friuli-Venezia Giulia al Birrificio Villa Chazil e il 9 maggio in Lombardia presso The Wall, dove la cotta sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un momento di incontro e condivisione con appassionati e curiosi. Per l’occasione, sarà possibile assistere alla produzione e incontrare diversi birrifici coinvolti, in un evento che unirà produzione, degustazione e convivialità.
Anche la Puglia sarà protagonista con una serie di cotte distribuite tra diversi birrifici del territorio: Caput Ursi (8 maggio), Birranova (11 maggio), I Peuceti (13 maggio) e Officine Birrai (20 maggio). Ulteriori appuntamenti sono già previsti in Lombardia il 25 maggio presso il birrificio Otus con Dada e il 19 giugno al Birrificio Lariano nel Lecchese in occasione di Birrifici Aperti Unionbirrai.
“Oggi i consumatori ricercano una birra fatta bene, equilibrata, piacevole da bere e prodotta sapientemente con materie prime di qualità – prosegue Vittorio Ferraris – La Italian Pilsner rappresenta perfettamente questo equilibrio: semplicità di bevuta e qualità, ed è uno degli stili che meglio racconta la maturità raggiunta dal movimento italiano, oggi riconosciuto anche a livello internazionale”.
Il progetto si inserisce in un momento significativo per il settore, che in trent’anni ha compiuto un’evoluzione profonda anche dal punto di vista economico e produttivo. Oggi la birra artigianale italiana conta centinaia di realtà attive su tutto il territorio nazionale, una filiera in crescita che coinvolge agricoltura, trasformazione e distribuzione, e un impatto sempre più rilevante in termini di occupazione e valore generato.
Dal suo approdo nel 1996 in Italia, il fenomeno della birra artigianale è cresciuto fino a raggiungere oggi circa 900 microbirrifici e 200 brewpub, con una produzione che ad inizio secolo si attestava intorno ai 2.000 ettolitri e che oggi oscilla tra i 400 e i 500 mila ettolitri, rappresentando circa il 2,5% del totale del comparto birrario nazionale.
“Celebriamo un percorso collettivo che ha cambiato il modo di produrre, di bere e di pensare la birra in Italia - aggiunge Ferraris – ha fatto conoscere stili che fino a venticinque anni fa erano quasi sconosciuti, ha creato curiosità e poi competenza, contribuendo alla crescita di una cultura birraria più consapevole, accompagnata da divulgazione, formazione, maggiore attenzione al servizio e da un rapporto diretto tra produttore e consumatore, elemento che in passato era impensabile. Di fatto, – conclude – ciò che trent’anni fa era un’utopia, oggi è una parte concreta del nostro Made in Italy agroalimentare, riconosciuta anche a livello internazionale. E questo risultato non è di qualcuno, ma di tutti i birrai che in questi anni hanno creduto in un’idea e l’hanno costruita giorno dopo giorno”.
La birra sarà disponibile a partire dai primi di giugno e potrà essere degustata in tutta Italia. Un momento centrale sarà rappresentato dall’edizione 2026 di Birrifici Aperti Unionbirrai e dalla Giornata Nazionale della Birra Artigianale, in programma dal 19 al 23 giugno, quando sarà possibile visitare i birrifici, conoscere i produttori e vivere un’esperienza diretta e completa del mondo della birra artigianale italiana.
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| 05/05/2026, 9:27 |
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Trentino-Alto Adige protagonista di “Buona ‘sta Birra!”: sei birrifici uniti per celebrare i 30 anni della birra artigianale italiana Al Birrificio Barbaforte di Folgaria (TN) la cotta collettiva regionale del progetto promosso da Unionbirrai, associazione birrifici artigianali Il Trentino-Alto Adige protagonista di “Buona ‘sta Birra!”, il progetto nazionale promosso da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, per celebrare i 30 anni della birra artigianale italiana attraverso una grande produzione collettiva diffusa lungo tutta la Penisola. Il Birrificio Barbaforte di Folgaria (TN) ha ospitato la cotta condivisa che ha visto unirsi sei realtà brassicole del territorio: Impavida, Birra di Fiemme, Km 8, Batzen e Leder oltre ovviamente ai padroni di casa. Un momento di collaborazione concreta che racconta perfettamente lo spirito del progetto: birrifici diversi per storia, sensibilità e identità produttiva che scelgono di lavorare insieme attorno ad una ricetta comune, condividendo esperienza, passione e cultura brassicola. “Buona ‘sta Birra!” nasce per celebrare trent’anni di storia attraverso il gesto più autentico per questo settore, quello del fare birra insieme. La scelta dello stile non è casuale: si tratta di una Italian Pilsner, una birra che rappresenta oggi una sintesi efficace tra ciò che il consumatore cerca e ciò che i birrai italiani sanno esprimere. Una bevuta semplice, pulita, immediata, ma allo stesso tempo di qualità, costruita con attenzione e competenza. Una birra accessibile, ma non banale. Una birra “buona”, nel senso più concreto e riconoscibile del termine. La partecipazione dei birrifici del Trentino-Alto Adige assume un valore particolarmente significativo in un territorio che negli anni ha saputo distinguersi per qualità produttiva, attenzione tecnica e capacità di valorizzare il legame tra birra, territorio e ospitalità. “Buona ‘sta Birra!’ rappresenta perfettamente quello che la birra artigianale italiana è diventata in questi trent’anni: un movimento capace di crescere facendo rete, condividendo conoscenze e costruendo comunità – dichiara Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai – Il Trentino-Alto Adige ha risposto con entusiasmo a questo progetto, dimostrando ancora una volta la vitalità e la qualità del proprio tessuto brassicolo”. La birra sarà disponibile a partire dai primi di giugno e potrà essere degustata in tutta Italia, con un momento centrale rappresentato dall’edizione 2026 di Birrifici Aperti Unionbirrai e dalla Giornata Nazionale della Birra Artigianale, in programma dal 19 al 23 giugno. Tutti gli aggiornamenti sulle produzioni, le cotte collettive e i birrifici coinvolti sono disponibili sul sito ufficiale del progetto: www.buonastabirra.it
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| 06/05/2026, 16:46 |
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Birre artigianali senza glutine, domenica a RiminiWellness la premiazione del World Gluten Free Beer Awards 2026 Completate le degustazioni della 13esima edizione del concorso internazionale rientrante nella galassia “Birra dell’Anno” di Unionbirrai. Oltre 100 birre in gara, suddivise in otto categorie
Sono 101 le birre artigianali senza glutine che si contenderanno domenica 31 maggio a RiminiWellness i riconoscimenti del World Gluten Free Beer Awards 2026, il concorso internazionale dedicato esclusivamente alle produzioni brassicole gluten free. La cerimonia di premiazione è in programma dalle 14.30 alle 16.00 alla Body&Mind Arena del Padiglione B5 e sarà aperta al pubblico della manifestazione.
La tredicesima edizione del concorso, rientrante nella galassia “Birra dell’Anno” di Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, arriva alla giornata conclusiva dopo le sessioni di degustazione alla cieca condotte dagli Unionbirrai Beer Tasters. Le birre in gara, suddivise nelle otto categorie ufficiali previste dal regolamento, sono state valutate senza conoscere il produttore, secondo un sistema tecnico pensato per garantire imparzialità, rigore e qualità del giudizio.
Fondato nel 2013 dal giornalista enogastronomico e Unionbirrai Beer Taster Alfonso Del Forno, il World Gluten Free Beer Awards è stato il primo concorso internazionale dedicato esclusivamente alle birre artigianali gluten free. In tredici edizioni è diventato un riferimento per un settore che ha saputo evolversi rapidamente, intercettando sia le esigenze dei consumatori celiaci sia quelle di un pubblico più ampio, sempre più attento alla qualità e alla diversificazione dell’offerta.
“Il numero e il livello delle birre in concorso confermano quanto il mondo gluten free sia ormai pienamente entrato nella maturità produttiva della birra artigianale – dichiara Alfonso Del Forno, organizzatore del World Gluten Free Beer Awards –. Le degustazioni hanno mostrato produzioni curate, tecnicamente solide e capaci di esprimere identità, equilibrio e piacevolezza. La premiazione a RiminiWellness sarà l’occasione per valorizzare il lavoro dei birrifici che stanno contribuendo a far crescere questo segmento, dimostrando che una birra senza glutine può essere, prima di tutto, una grande birra artigianale”.
Accanto al concorso principale, l’edizione 2026 ha previsto anche due premi speciali. Il Premio “Birra in Tavola”, realizzato in collaborazione con le pizzerie 10 Diego Vitagliano, ha individuato le migliori birre artigianali senza glutine da abbinare alla pizza margherita, mettendo in relazione la competenza tecnica birraria con uno dei simboli più riconoscibili della tradizione gastronomica italiana.
Debutta inoltre il Premio speciale “Social Awards”, realizzato in collaborazione con Amonoglu e Sacar Forni, con la partecipazione di content creator del mondo senza glutine. Le giurate hanno assaggiato le birre in lattina valutandole sia per il gusto sia per l’estetica della grafica con cui vengono presentate al pubblico, introducendo nel concorso una prospettiva più vicina al linguaggio dei consumatori e alla comunicazione contemporanea del prodotto.
Il World Gluten Free Beer Awards si inserisce nel percorso di valorizzazione della birra artigianale promosso da Unionbirrai, impegnata dal 1999 nella tutela, nella promozione e nella rappresentanza del comparto brassicolo artigianale italiano. Un impegno che nel 2026 assume un valore ancora più significativo, nell’anno in cui il movimento della birra artigianale italiana celebra i suoi 30 anni, confermando la maturità raggiunta da un settore capace di innovare, diversificare l’offerta e parlare a pubblici sempre più ampi.
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| 29/05/2026, 9:34 |
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Le migliori birre artigianali senza glutine premiate a RiminiWellness: ecco i vincitori del World Gluten Free Beer Awards 2026 Record di partecipazione per la tredicesima edizione del concorso rientrante nella galassia “Birra dell’Anno” di Unionbirrai: 101 birre in gara da 38 birrifici
Sono stati proclamati a RiminiWellness i vincitori del World Gluten Free Beer Awards 2026, il concorso internazionale dedicato esclusivamente alle birre artigianali senza glutine. La cerimonia di premiazione della tredicesima edizione si è tenuta domenica 31 maggio alla Body&Mind Arena del Padiglione B5, nell’ambito della manifestazione riminese.
L’edizione 2026 ha registrato un record di partecipazione, con 101 birre iscritte da 38 birrifici suddivise nelle otto categorie ufficiali previste dal regolamento. Un risultato che conferma la crescita di un segmento sempre più maturo, capace di coniugare attenzione alle esigenze dei consumatori gluten free, qualità produttiva e varietà degli stili brassicoli.
Fondato nel 2013 dal giornalista enogastronomico e Unionbirrai Beer Taster Alfonso Del Forno, il World Gluten Free Beer Awards è stato il primo concorso internazionale dedicato esclusivamente alle birre artigianali senza glutine. Il concorso rientra nella galassia “Birra dell’Anno” di Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.
Le valutazioni sono state condotte attraverso sessioni di degustazione alla cieca, durante le quali la giuria composta da Unionbirrai Beer Tasters, giornalisti ed esperti del settore ha valutato ogni birra senza conoscerne il produttore, garantendo oggettività, imparzialità e rigore tecnico.
“Questa tredicesima edizione conferma la straordinaria evoluzione delle birre artigianali senza glutine – dichiara Alfonso Del Forno, organizzatore del World Gluten Free Beer Awards –. Il record di partecipazione, con 101 birre da 38 birrifici, racconta un settore vivo, dinamico e sempre più consapevole. Le degustazioni hanno evidenziato produzioni di grande qualità, capaci di parlare non solo al pubblico celiaco o sensibile al glutine, ma a tutti gli appassionati di birra artigianale. Il messaggio che arriva da RiminiWellness è chiaro: una birra senza glutine può essere, prima di tutto, una grande birra”.
Accanto al concorso principale, si sono svolte anche le sessioni dedicate ai due premi speciali. Il Premio speciale “Birra in Tavola”, realizzato in collaborazione con 10 Diego Vitagliano Pizzeria, ha premiato la migliore birra artigianale senza glutine in abbinamento alla pizza margherita. Il Premio speciale “Beer & Pizza Social Award”, realizzato in collaborazione con Amonoglù e Sacar Forni, ha invece coinvolto un gruppo di content creator del mondo senza glutine, chiamate a valutare birre in lattina sia per il gusto sia per l’estetica della grafica con cui vengono presentate al pubblico.
Il World Gluten Free Beer Awards si inserisce nel percorso di valorizzazione della birra artigianale promosso da Unionbirrai, impegnata dal 1999 nella tutela, nella promozione e nella rappresentanza del comparto brassicolo artigianale italiano. Un impegno che nel 2026 assume un valore ancora più significativo, nell’anno in cui il movimento della birra artigianale italiana celebra i suoi 30 anni anche attraverso “Buona questa Birra!”, il progetto nazionale promosso da Unionbirrai con cotte collettive e produzioni condivise in tutta Italia, confermando la maturità raggiunta da un settore capace di innovare, diversificare l’offerta e parlare a pubblici sempre più ampi.
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| 01/06/2026, 9:40 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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A Bruxelles si brinda agli 80 anni della Repubblica con la migliore birra artigianale italiana Unionbirrai porta dall’Ambasciatrice d’Italia in Belgio le birre premiate a Birra dell’Anno 2026, grazie alla collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani
Un brindisi alla Repubblica italiana con alcune tra le migliori espressioni della birra artigianale nazionale. In occasione della Festa della Repubblica, nell’anno in cui ricorrono gli 80 anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, Unionbirrai partecipa alle celebrazioni organizzate presso la residenza dell’Ambasciatrice d’Italia a Bruxelles, Federica Favi, nel palazzo di Avenue Legrand, portando in degustazione una selezione di birre premiate a Birra dell’Anno 2026.
La presenza di Unionbirrai, resa possibile grazie alla collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani, inserisce la birra artigianale italiana nel racconto più ampio del Made in Italy agroalimentare di qualità: un patrimonio fatto di territori, competenze produttive, materie prime, cultura d’impresa e capacità di innovazione.
Nel cuore istituzionale dell’Europa, la Festa della Repubblica diventa così anche l’occasione per valorizzare un comparto che negli ultimi trent’anni ha saputo conquistare spazio, riconoscibilità e autorevolezza, contribuendo ad arricchire l’immagine dell’Italia nel mondo attraverso produzioni indipendenti, identitarie e profondamente legate ai territori.
Le birre proposte in degustazione sono state selezionate tra quelle premiate a Birra dell’Anno 2026, il concorso organizzato da Unionbirrai che ogni anno premia le migliori birre artigianali italiane e incorona il Birrificio dell’Anno. L’edizione 2026 ha visto il confronto tra birre suddivise in 46 categorie, valutate da una giuria di esperti degustatori italiani e internazionali, con tre riconoscimenti per ciascuna categoria e tre premi speciali.
A rappresentare Unionbirrai a Bruxelles è il segretario generale Simone Monetti. “Portare la birra artigianale italiana dall’Ambasciatrice d’Italia a Bruxelles, nel giorno della Festa della Repubblica e nell’anno dell’ottantesimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946, ha un valore particolarmente significativo – dichiara Monetti –. Significa raccontare un’Italia produttiva, creativa e indipendente, capace di esprimere qualità attraverso le proprie comunità, i propri territori e le proprie imprese. La birra artigianale italiana è ormai parte pienamente riconosciuta del patrimonio agroalimentare nazionale e occasioni come questa consentono di farla conoscere in un contesto istituzionale europeo di grande prestigio. Desideriamo ringraziare Cia-Agricoltori Italiani – aggiunge il segretario generale Unionbirrai – per aver reso possibile questa presenza e per aver voluto includere le birre artigianali italiane all’interno di un racconto corale del Made in Italy. È un segnale importante, perché la birra artigianale nasce dall’incontro tra competenza brassicola, filiera agricola, cultura del territorio e capacità di innovare. Brindare alla Repubblica con queste birre significa anche rendere omaggio al lavoro di tanti piccoli produttori indipendenti che ogni giorno contribuiscono alla qualità e alla reputazione dell’Italia”.
La selezione in degustazione porterà a Bruxelles birrifici provenienti da diverse regioni italiane, offrendo una panoramica ampia della ricchezza produttiva del comparto.
Dall’Abruzzo sarà presente Bibibir di Castellalto, in provincia di Teramo, con la DDH Session IPA, Oro nella categoria Session IPA, e la Easy Peasy Hop Squeezy IPA, Oro nella categoria American IPA. Dal Piemonte arriveranno Birra 100Venti di Borgomanero, in provincia di Novara, con la Sir Alestrong, Oro nella categoria Scottish/Strong Ale; Birrificio La Piazza di Torino, premiato come Birrificio dell’Anno 2026, con Panatè Saison, Oro nella categoria Saison con cereali speciali e Best Collab Brew; e Croce di Malto di Trecate, in provincia di Novara, con Triplexx, Oro nella categoria Belgian Golden Strong Ale/Tripel.
La Sardegna sarà rappresentata da Birra Puddu di Santa Giusta, in provincia di Oristano, con Costa Ovest, Oro nella categoria English/West Coast Pale Ale. Dalla Toscana arriverà Birrificio Ad-Meata Brew House di Santa Fiora, in provincia di Grosseto, con La Gatta, Oro nella categoria Birra alle Castagne. La Puglia sarà presente con Birrificio Birranova di Triggianello, nel comune di Conversano, in provincia di Bari, con Hop Gainer, Oro nella categoria Low/No Alcool.
Dalla Lombardia saranno in degustazione le birre di Birrificio Manerba di Manerba del Garda, in provincia di Brescia, con Pablito, Oro nella categoria Porter/Stout, e di Hammer Beer di Villa d’Adda, in provincia di Bergamo, con Bulk, Oro nella categoria American Porter/Stout, e Daarbulah, Oro nella categoria Imperial Porter/Stout.
L’Emilia-Romagna sarà rappresentata da Birrificio Mazapegul di Civitella di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, con Pirata, Oro nella categoria Saison/Farmhouse Ale, e da Birrificio Noiz di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, con Gustav, Oro nella categoria Vienna/Märzen. Dalle Marche arriverà IBEER di Fabriano, in provincia di Ancona, con Evoluzione 3.0, Oro nella categoria German/Bohemian Pilsner. Il Lazio sarà presente con Jungle Juice Brewing di Roma, con Pillow Talk – Dark Room Barrel Project, Oro nella categoria Barley Wine/Old Ale. Dal Veneto, infine, Vertiga di Rossano Veneto, in provincia di Vicenza, porterà Moonella, Oro nella categoria Kölsch/Alt/Hybrid.
“Quella che arriva a Bruxelles – conclude Monetti – è una fotografia della straordinaria varietà della birra artigianale italiana: basse fermentazioni, luppolate moderne, birre alle castagne, scure, saison, produzioni a bassa gradazione e analcoliche, interpretazioni territoriali e collaborazioni. È la dimostrazione di un movimento maturo, vivo, capace di parlare al consumatore contemporaneo senza perdere il legame con le proprie radici”.
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| 02/06/2026, 8:59 |
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