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Marco
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La birra artigianale italiana brilla al Brussels Beer Challenge 2025 Unionbirrai: “Un riconoscimento al saper fare italiano che conquista i palcoscenici internazionali”. In totale 34 premi di cui 13 ori
Sono trentaquattro le birre italiane premiate all’edizione 2025 del Brussels Beer Challenge, una delle più importanti competizioni brassicole a livello internazionale, la cui premiazione si è tenuta ieri alla Horeca Expo di Gent in Belgio. Un risultato che conferma il valore crescente del comparto artigianale italiano, sempre più apprezzato oltre i confini nazionali per qualità, innovazione e identità territoriale.
Il Brussels Beer Challenge, nato nel 2012, rappresenta oggi una vera e propria istantanea della scena birraria mondiale. Oltre 1.700 birre, provenienti da tutto il mondo, sono state degustate e valutate per tre giorni da una giuria internazionale composta da 80 esperti del settore. Medaglie d’oro, d’argento e di bronzo sono state assegnate alle migliori birre suddivise per stile e tipologia.
A portare in alto il nome dell’Italia sono stati birrifici artigianali distribuiti in tutto il Paese, con riconoscimenti in otto diverse macro-categorie.
Tra tutti i premi assegnati, spicca la medaglia d’oro come miglior birra italiana assoluta a Nöel Orange & Cacao di Selezione Baladin, prodotto natalizio aromatizzato che ha convinto la giuria internazionale nella categoria Winter Ales. A questo importante riconoscimento si affiancano altri dodici ori conquistati da birre italiane: Belgian Ale della Società Agricola Pagus S.s. (Spéciale Belge), Feed Your Mind del Birrificio Sabino di Marco Colafigli (American IPA), Session IPA del Birrificio Bandiga (Session IPA), Sunray di The Wall Beer (Gluten Free), Pizzapils di Crak Brewery (American Pilsner), Los Padres Bock B.E. del Birrificio Estense (Dunkel Bock), Bosio Caratsch Marzen di Soralamà (Märzen), Black Out #5 del Birrificio Ventitré (Cold IPA), Granata di Diciottozerouno (Abbey Dubbel), Mais Nero della Società Agricola Pagus S.s. (Brown Ale), Urania del Birrificio Ventitré (Oatmeal Stout) e Rye Stout del Birrificio La Collina (American Stout). Un bottino che testimonia la qualità e la varietà della produzione artigianale nazionale.
“Siamo orgogliosi di vedere ancora una volta le birre artigianali italiane eccellere in una competizione internazionale di altissimo livello – dichiara Simone Monetti, segretario generale di Unionbirrai e uno degli 80 giudici internazionali del Brussels Beer Challenge –. È la dimostrazione concreta che il nostro comparto non ha nulla da invidiare alle grandi tradizioni brassicole europee e mondiali: creatività, qualità delle materie prime e visione imprenditoriale stanno portando la birra artigianale italiana a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama globale”.
Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, da anni promuove e sostiene la cultura della birra artigianale italiana, anche attraverso il concorso Birra dell’Anno, punto di riferimento nazionale per il settore e vetrina delle eccellenze brassicole che con sempre maggiore frequenza conquistano anche il pubblico e le giurie internazionali.
La partecipazione e i successi italiani al Brussels Beer Challenge testimoniano la vitalità di una filiera che cresce, innova e rappresenta uno degli esempi più autentici del made in Italy agroalimentare.
Birre italiane premiate al Brussels Beer Challenge 2025
Pale & Amber Ale Spéciale Belge – Belgian Ale – Società Agricola Pagus S.s. (oro) American Pale Ale – Euforia – Beha Brewing (argento) American IPA – Feed Your Mind – Birrificio Sabino (oro) Pacific IPA – Zona Cesarini – Toccalmatto (bronzo) Session IPA – Session IPA – Birrificio Bandiga (oro) Session IPA – Session Ipa – De Lab Fermentazioni (argento) Traditional Saison – Struzzati! – Birrificio Exuvia (bronzo) Modern Saison – Prsde’ – Funky Drop (argento) Light Bitter / ESB – Frera – Società Agricola Pagus S.s. (bronzo)
Flavoured Beer Smoked Beer – Rauch’n’roll – Antikorpo Brewing – Birrificio Cittavecchia (argento) Honey Beer – Geratzia – Harvest (argento)
Speciality Beer Brett Beer – Barrel-24 – Diciottozerouno (bronzo) Winter Ales – Nöel Orange & Cacao – Selezione Baladin (oro, Best Italian Beer) Winter Ales – 21 12 – Microbirrificio Incanto (bronzo) Gluten Free – Sunray – The Wall Beer (oro)
Lager American-Style Pilsner – Pizzapils – Crak Brewery (oro) Dunkel Bock – Los Padres Bock B.E. – Birrificio Estense (oro) Märzen – Bosio Caratsch Marzen – Soralamà (oro) Dunkel – La Tenebrosa – Birrificio Leumann (argento) Dunkel – Nada Mas – Birrificio Estense (bronzo) Hoppy Lager – Jack IPA – Birrificio Legnone (argento) Hoppy Lager – American Jasper – Birrificio La Piazza (argento) Cold IPA – Black Out #5 – Birrificio Ventitré (oro) Vienna Lager – Vienna – Theresianer (bronzo) Italian Style Pilsner – Italian Pils – Birrificio Bandiga (argento) Italian Style Pilsner – Testa di Malto – Birrificio Legnone (bronzo)
Dark Ale Abbey Style Dubbel – Granata – Diciottozerouno (oro) Brown Ale – Mais Nero – Società Agricola Pagus S.s. (oro)
Wheat Gose – Goselina – Birrificio Legnone (bronzo)
Red Ale American Red Ale – Red IPA – Società Agricola Pagus S.s. (argento)
Stout / Porter Porter – Porter – Birra Puddu (argento) Oatmeal Stout – Urania – Birrificio Ventitré (oro) Oatmeal Stout – Black Wisdom – Antikorpo Brewing – Birrificio Cittavecchia (bronzo) American Stout – Rye Stout – La Collina (oro)
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| 18/11/2025, 15:28 |
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Al via Birra dell’Anno 2026: Il concorso che premia la miglior birra artigianale italiana La competizione, giunta alla XXI edizione, vedrà il debutto della nuova categoria che premia le birre low/no alcohol
Unionbirrai annuncia ufficialmente l’apertura del concorso Birra dell’Anno 2026, la XXI edizione della competizione che premia le migliori birre artigianali italiane. Anche quest’anno sarà Rimini a ospitare l’intero percorso del concorso indetto dall’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti italiani, dai tavoli di assaggio fino alla cerimonia di premiazione, in programma domenica 15 febbraio 2026, nella giornata inaugurale di Beer&Food Attraction.
Degustatori italiani e internazionali saranno chiamati a giudicare alla cieca le birre iscritte, assegnando medaglie e riconoscimenti che rappresentano da anni un punto di riferimento per il settore brassicolo nazionale. L’edizione 2026 segna un ulteriore passo in avanti per il concorso, che sale a 46 categorie in gara grazie all’introduzione della nuova sezione dedicata alle birre low/no alcohol.
“Abbiamo deciso di aggiungere una categoria specifica per le birre a bassa o nulla gradazione alcolica – spiega Simone Monetti, direttore generale di Unionbirrai – perché rappresentano chiaramente un trend in forte crescita in tutto il mondo e anche nel panorama craft. La richiesta da parte del pubblico è aumentata in modo significativo e, fino allo scorso anno, queste birre venivano inserite nella categoria delle “Extraordinary Lager/Weird Beer”, ovvero le birre fuori stile. Oggi sentivamo l’esigenza di dare loro la giusta visibilità e dignità, creando uno spazio autonomo nel concorso”.
Accanto al tradizionale premio Birrificio dell’Anno, basato sui migliori piazzamenti ottenuti in almeno tre categorie diverse, saranno confermati anche il riconoscimento Best Collaboration Brew, dedicato alle birre nate da collaborazioni brassicole realizzate in Italia, e il premio Best 100% Italian Beer, riservato alle birre prodotte con materie prime coltivate interamente nel nostro Paese.
“Birra dell’Anno 2026 è pronta a raccontare il meglio della birra artigianale italiana – conclude Monetti – una comunità viva, una filiera in movimento, un concorso che cresce insieme ai suoi protagonisti”.
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| 19/12/2025, 19:15 |
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La birra artigianale italiana compie trent’anni e si celebra a Rimini con Birra dell’Anno 2026 L’atteso appuntamento si terrà domenica 15 febbraio durante la giornata inaugurale di Beer&Food Attraction a Rimini Fiera
Dal primo fermento del 1996 a un movimento riconosciuto a livello internazionale: la birra artigianale italiana celebra tre decenni di evoluzione e lo fa nel contesto che meglio ne rappresenta l’eccellenza, Birra dell’Anno 2026, il concorso organizzato da Unionbirrai, l’associazione dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.
La XXI edizione conferma la caratura internazionale dell’evento con 212 birrifici in gara, 1.746 birre artigianali iscritte e 46 categorie di concorso, numeri che collocano Birra dell’Anno tra i concorsi brassicoli indipendenti più partecipati al mondo. Un traguardo che racconta non solo la crescita della competizione, ma anche la maturità raggiunta dal movimento craft italiano.
L’appuntamento è fissato per domenica 15 febbraio alle ore 15:45 nella Beer&Tech Arena (padiglione D3) di Rimini Fiera, durante la giornata inaugurale di Beer&Food Attraction. Un momento che unisce celebrazione e competizione, memoria e visione, segnando uno dei passaggi più significativi dell’anno per il settore.
A valutare le birre sarà una giuria composta da 73 esperti degustatori italiani e internazionali, chiamati a esprimere il proprio giudizio attraverso rigorosi assaggi alla cieca. Un confronto tecnico di alto profilo che garantisce imparzialità e valorizza competenza, equilibrio stilistico e capacità espressiva dei produttori.
Il momento culminante sarà la proclamazione del Birrificio dell’Anno, riconoscimento attribuito al produttore che ottiene i migliori risultati in almeno tre categorie differenti, tenendo conto della distribuzione delle medaglie nelle diverse macrocategorie stilistiche. Accanto al premio principale vengono confermati due riconoscimenti speciali: il Best Collaboration Brew, dedicato alle birre nate da collaborazioni brassicole realizzate in Italia, e il Best 100% Italian Beer, riservato alle produzioni ottenute con materie prime interamente coltivate nel nostro Paese, per valorizzare la filiera agricola nazionale.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca l’ampliamento delle categorie, salite a 46 grazie all’introduzione di una sezione dedicata alle birre low e no alcohol (sino a 1,2% di gradazione alcolica), segmento in forte crescita anche nel panorama craft. “Abbiamo voluto riconoscere formalmente una tendenza ormai evidente – spiega Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. Le birre analcoliche stanno conquistando spazio nel mercato e nelle scelte dei consumatori. Era necessario offrire loro una categoria autonoma, superando la precedente collocazione tra le birre fuori stile, per garantire visibilità e pari dignità all’interno del concorso. Birra dell’Anno si rinnova ogni anno perché cresce insieme al movimento brassicolo italiano. In questi trent’anni – conclude – abbiamo visto nascere e consolidarsi un settore che oggi è sinonimo di competenza, qualità e identità territoriale. La valutazione alla cieca resta la garanzia di un giudizio imparziale, capace di premiare davvero tecnica e visione dei nostri produttori”.
Trent’anni dopo quel primo fermento del 1996, la birra artigianale italiana è ormai parte integrante dell’agroalimentare Made in Italy, contribuendo alla ricchezza della cultura gastronomica italiana riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Un settore maturo, consapevole e competitivo, che continua a evolversi e che in Birra dell’Anno trova il momento in cui celebra il proprio percorso e rinnova la propria visione.
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| 12/02/2026, 14:03 |
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Agricoltura: Domani a Beer&Food Attraction la XXI edizione di “Birra dell’Anno” celebra i 30 anni della birra artigianale italiana Domani a Rimini Fiera, durante la giornata inaugurale di Beer&Food Attraction, si terrà la XXI edizione di Birra dell’Anno, il concorso organizzato da Unionbirrai, l’associazione dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, che celebra i trent’anni della birra artigianale italiana.
A tre decenni dal 1996, anno di nascita del movimento brassicolo artigianale nel nostro Paese, il premio rappresenta oggi uno degli appuntamenti di riferimento del settore a livello internazionale. L’edizione 2026 registra 212 birrifici in gara, 1.746 birre artigianali iscritte e 46 categorie, numeri che collocano Birra dell’Anno tra i concorsi brassicoli indipendenti più partecipati al mondo.
La premiazione è in programma domani, domenica 15 febbraio, alle ore 15:45 nella Beer&Tech Arena (padiglione D3). A valutare le birre sarà una giuria composta da 73 degustatori provenienti da 19 Paesi, che opereranno con assaggi rigorosamente alla cieca.
Verrà proclamato il Birrificio dell’Anno, riconoscimento assegnato al produttore che ottiene i migliori risultati in almeno tre categorie differenti. Confermati anche i premi speciali Best Collaboration Brew e Best 100% Italian Beer, dedicato alle produzioni realizzate con materie prime interamente coltivate in Italia.
Tra le novità di quest’anno figura l’introduzione di una categoria dedicata alle birre low e no alcohol (fino a 1,2% di gradazione), segmento in forte crescita anche nel panorama craft. “Le birre analcoliche stanno conquistando spazio nel mercato e nelle scelte dei consumatori – spiega Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. Era necessario garantire loro una categoria autonoma e pari dignità all’interno del concorso”.
Trent’anni dopo quel primo fermento, la birra artigianale italiana è oggi parte integrante dell’agroalimentare Made in Italy e contribuisce alla ricchezza della cultura gastronomica nazionale riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Un settore maturo e competitivo che trova in Birra dell’Anno il suo momento simbolico di confronto e celebrazione.
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| 14/02/2026, 17:19 |
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Marco
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Birra dell’Eremo è il miglior birrificio artigianale 2026, trionfo nel XXI concorso Unionbirrai che celebra i 30 anni del movimento italiano Nel trentennale del movimento craft italiano, la XXI edizione di Birra dell’Anno incorona il suo vincitore: il titolo di Birrificio dell’Anno 2026 va a Birra dell’Eremo di Assisi (Perugia). Il riconoscimento è stato assegnato a Rimini, durante Beer&Food Attraction, nell’ambito del concorso organizzato da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, punto di riferimento nazionale per il comparto.
Il birrificio umbro si è imposto su 212 produttori in gara grazie a 8 podi complessivi – 4 ori, 2 argenti e 2 bronzi – ottenuti in 6 categorie differenti, risultato che ne ha determinato la proclamazione.
Fondato nel 2012, Birra dell’Eremo è cresciuto fino a diventare una realtà strutturata e riconosciuta per la ricerca tecnica e la sperimentazione sui lieviti, elemento distintivo della propria identità produttiva, che nel tempo gli ha permesso di affermarsi tra le eccellenze del panorama artigianale nazionale, sino al riconoscimento odierno.
Nel trentennale della birra artigianale italiana, il concorso ha visto la partecipazione di 212 birrifici, con 1.746 birre iscritte e valutate in 46 categorie, numeri che confermano Birra dell’Anno tra le competizioni brassicole indipendenti più rilevanti a livello internazionale. A decretare i vincitori sono stati 73 giudici italiani e internazionali, provenienti da 19 Paesi, attraverso degustazioni rigorosamente alla cieca, che hanno premiato tecnica, coerenza stilistica e capacità espressiva.
Oltre al riconoscimento principale, il premio Best Collaboration Brew è stato assegnato a Panatè Saison del Birrificio La Piazza di Torino, realizzata in collaborazione con La Granda di Lagnasco (Cuneo). Il premio Best 100% Italian Beer è andato a Real IGA Gose de Il Mastio di Belforte del Chienti (Macerata), produzione ottenuta con materie prime interamente coltivate in Italia, a testimonianza del legame sempre più stretto tra birra artigianale e filiera agricola nazionale.
“Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 – aggiunge – celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità”.
Tra le 46 categorie, significativa è stata la nuova sezione dedicata alle birre low e no alcohol (fino a 1,2% vol.), segmento in forte crescita anche nel panorama artigianale. A imporsi è stata Hop Gainer del Birrificio Birranova di Conversano (Bari).
Il medagliere 2026 conferma la Lombardia tra le regioni più premiate, ma evidenzia una distribuzione ampia e trasversale lungo tutta la penisola. In particolare, la Lombardia conquista 10 ori e 57 riconoscimenti complessivi, seguita da Piemonte (7 ori, 29 premi), Marche (7 ori, 24 premi), Emilia-Romagna (5 ori, 16 premi) e Umbria (4 ori, 17 premi). Seguono Abruzzo (3 ori, 9 premi), Lazio (3 ori, 11 premi), Veneto (2 ori, 17 premi), Puglia (2 ori, 5 premi), Toscana (1 ori, 10 premi), Trentino-Alto Adige (1 oro, 13 premi), Sardegna (1 oro, 3 premi), Friuli-Venezia Giulia (8 premi), Campania (3 premi), Calabria (3 premi) e Sicilia (1 premio).
Trent’anni dopo la nascita del movimento craft italiano, la birra artigianale si conferma parte integrante dell’agroalimentare Made in Italy, capace di coniugare qualità, innovazione e identità territoriale. Birra dell’Anno 2026 non è soltanto una competizione: è il momento in cui il settore misura la propria maturità e rilancia la sfida per il futuro.
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| 16/02/2026, 13:52 |
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SANA Food | A Bologna protagoniste le birre artigianali senza glutine con Unionbirrai e CIA - Agricoltori Italiani Senza glutine, di qualità e sempre più apprezzate. Le migliori birre gluten free e i birrifici artigianali italiani che le producono sono protagonisti del SANA Food, il salone dedicato al mondo della sana alimentazione, della sostenibilità e del benessere, grazie alle degustazioni e all’attività di promozione di Unionbirrai, associazione dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, ospite dell’area CIA - Agricoltori Italiani. In esposizione e in degustazione alla Fiera di Bologna, le birre senza glutine di cinque birrifici artigianali vincitori dell’edizione 2025 del World Gluten Free Beer Awards. Una selezione speciale che racconta l’evoluzione di un segmento oggi sempre più centrale nel panorama brassicolo italiano. “Le birre gluten free sono ormai espressione di qualità, ricerca e attenzione al consumatore consapevole - spiega Simone Monetti, segretario generale Unionbirrai – Chi le acquista, ormai, non lo fa soltanto per esigenze legate ad allergie o intolleranze, ma anche a un desiderio di benessere che questo prodotto garantisce. Per questo la nostra associazione pone sempre più attenzione nella selezione di questi piccoli birrifici che quotidianamente producono birre senza glutine che non hanno nulla da invidiare a quelle classiche e che hanno ormai raggiunto un livello qualitativo e di gusto che possiamo dire eccellente”. Dal SANA Food viene lanciata l’edizione 2026 del World Gluten Free Beer Awards, il concorso internazionale dedicato esclusivamente alle birre artigianali senza glutine. Sarà possibile candidarsi a partire da metà marzo sul sito www.wgfba.com, mentre la premiazione si terrà il 31 maggio 2026 in occasione di RiminiWellness. “L’edizione di quest’anno si annuncia particolarmente ricca di novità e rappresenterà un momento strategico per i birrifici artigianali che vogliono posizionarsi con autorevolezza in un mercato in espansione – dichiara Alfonso Del Forno, organizzatore del concorso –. Le birre senza glutine hanno raggiunto un livello ormai altissimo e un pubblico sempre più ampio ed esigente che non vuole rinunciare al gusto e a tutte le caratteristiche di una buona birra artigianale”. Il settore, infatti, è in forte crescita. Stando agli ultimi dati ufficiali della “Relazione annuale al Parlamento sulla Celiachia” del Ministero della Salute, i celiaci diagnosticati in Italia sono quasi 270 mila. A questi si aggiunge il 18% degli italiani che, secondo il Rapporto Italia 2025 redatto da Eurispes, preferiscono il senza glutine per scelta alimentare. Una fetta di popolazione sempre più ampia ed esigente in termini di varietà e qualità del gusto. Una tendenza che i produttori artigianali hanno saputo intercettare con lungimiranza. “I nostri artigiani hanno un grande merito – conclude Monetti (Unionbirrai) – quello di aver compreso il potenziale di questo mercato e di aver messo tutto l’impegno possibile nel creare birre gluten free di altissima qualità. Un impegno che viene premiato dai consumatori e anche da questo importante concorso che ogni anno sancisce i migliori birrifici di settore”.
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| 24/02/2026, 13:47 |
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Agricoltura: Coltiva Italia, emendamenti su birra artigianale e turismo brassicolo. Il plauso di Unionbirrai Dall’istituzione del “turismo brassicolo”, con l’estensione alla birra delle norme previste per l’enoturismo dando vita alle “strade della birra”, alle semplificazioni fiscali e amministrative per i microbirrifici, fino al rifinanziamento del fondo per le filiere strategiche che include espressamente quella brassicola. Sono questi gli obiettivi di diversi emendamenti presentati al DDL “Coltiva Italia” per sostenere il comparto della birra artigianale italiana, accolti positivamente da Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.
Tra gli interventi di maggiore rilievo figura l’introduzione di un articolo interamente dedicato al “turismo brassicolo”, che estende al comparto della birra artigianale le disposizioni già previste per l’enoturismo. La norma definisce il turismo brassicolo come l’insieme delle attività di conoscenza della birra nei luoghi di produzione, le visite alle coltivazioni di orzo e luppolo, la degustazione e la commercializzazione della birra aziendale in abbinamento ad alimenti, oltre a iniziative didattiche e ricreative. Viene inoltre prevista l’applicazione al settore brassicolo della disciplina delle “strade del vino”, equiparando di fatto il comparto a quello vitivinicolo anche sotto il profilo della promozione territoriale.
Un ulteriore emendamento rafforza la promozione dei microbirrifici quali espressione della produzione artigianale e territoriale, consentendo loro di svolgere attività di vendita, somministrazione e accoglienza in modo funzionalmente integrato alla produzione, senza modifica della destinazione d’uso dei locali.
“Da tempo Unionbirrai promuove il turismo brassicolo come leva strategica per lo sviluppo dei territori – dichiara Vittorio Ferraris, Direttore Generale di Unionbirrai – I birrifici artigianali non sono solo luoghi di produzione, ma presìdi culturali e mete da visitare, parte integrante di itinerari turistici capaci di valorizzare le eccellenze locali. L’estensione alla birra delle norme previste per l’enoturismo rappresenterebbe un riconoscimento importante per il nostro settore”.
Sul fronte delle semplificazioni fiscali e amministrative, gli emendamenti prevedono modalità di circolazione semplificata per la birra ad accisa assolta prodotta dai microbirrifici e demandano al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’adozione di ulteriori misure di snellimento in materia di accertamento e contabilizzazione.
“Le semplificazioni proposte vanno nella direzione di ridurre il carico burocratico che grava sui piccoli produttori, consentendo loro di concentrarsi sulla qualità e sull’innovazione – prosegue Ferraris – Un quadro normativo più chiaro e coerente è fondamentale per sostenere la crescita dei microbirrifici italiani”.
Infine, Unionbirrai valuta positivamente anche il rifinanziamento del fondo per la tutela e il rilancio delle filiere strategiche, tra cui quella brassicola, che potrà offrire nuove opportunità di sostegno e sviluppo all’intera catena produttiva.
“Il comparto brassicolo italiano, che nel 2026 celebrerà i suoi primi trent’anni di storia moderna, ha dimostrato dinamismo, capacità imprenditoriale e un forte legame con il territorio – conclude Ferraris – Ora è essenziale consolidare questo percorso con strumenti normativi adeguati. Gli emendamenti presentati al DDL ‘Coltiva Italia’ rappresentano un segnale concreto di attenzione verso un settore che contribuisce in modo crescente all’economia agricola e alla valorizzazione delle produzioni locali”.
Unionbirrai continuerà a seguire con attenzione l’iter parlamentare del provvedimento, sostenendo le misure a sostegno del comparto brassicolo e auspicandone l’approvazione.
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| 02/03/2026, 15:39 |
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Birra: Via libera definitivo al processo di riforma sulle regole di produzione. Soddisfazione Unionbirrai Superamento del DPR 1498/1970 e nuove regole moderne per la produzione della birra italiana: entro sei mesi un decreto interministeriale definirà caratteristiche analitiche e requisiti qualitativi aggiornati per le diverse tipologie di birra, archiviando definitivamente una normativa ferma al 1970. È questo l’effetto concreto dell’approvazione definitiva del Ddl PMI da parte del Senato in seconda lettura, dopo il precedente passaggio alla Camera, che rende legge dello Stato l’emendamento a firma del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama.
Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale decorreranno i 180 giorni entro cui il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero della Salute, dovrà adottare il decreto attuativo. Con la sua entrata in vigore, il DPR 1498/1970 sarà formalmente superato.
Per Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti italiani, si tratta di un risultato di grande rilievo, frutto di un lungo confronto istituzionale e di un lavoro costante volto a dimostrare l’inadeguatezza di una disciplina ormai superata e penalizzante, in particolare per i piccoli birrifici indipendenti.
“È un passaggio storico per il nostro settore – dichiara Vittorio Ferraris, Direttore Generale di Unionbirrai –. Finalmente si apre la strada a una normativa coerente con l’evoluzione produttiva, con gli standard europei e con la crescente qualità delle produzioni italiane”.
Unionbirrai ringrazia il presidente Sen. Luca De Carlo per l’impegno determinante nel portare a compimento il percorso parlamentare e rinnova la propria piena disponibilità a collaborare alla stesura del decreto.
“Siamo pronti a lavorare fin da subito al tavolo tecnico che sarà convocato dal ministro Francesco Lollobrigida – prosegue Ferraris –. Ora serve un confronto rapido e fondato su basi tecniche solide, per tradurre questo risultato in una riforma efficace e concreta”.
I prossimi sei mesi saranno decisivi. Unionbirrai continuerà a mettere a disposizione competenze e proposte affinché la nuova disciplina rappresenti davvero un salto di qualità per l’intero comparto brassicolo nazionale.
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| 05/03/2026, 11:35 |
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Birra artigianale senza glutine: Al via il concorso World Gluten Free Beer Awards 2026 Un mercato in crescita e birre di qualità sempre più alta. Le produzioni artigianali senza glutine tornano protagoniste con il World Gluten Free Beer Awards 2026, il concorso internazionale dedicato esclusivamente alle birre artigianali gluten free e parte della galassia “Birra dell’Anno” di Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti. I birrifici interessati potranno iscrivere le proprie produzioni sul sito www.wgfba.com, mentre la premiazione si terrà il 1° giugno 2026 a Rimini, in occasione di RiminiWellness. Fondato nel 2013 dal giornalista enogastronomico e Unionbirrai Beer Taster (UBT) Alfonso Del Forno, il World Gluten Free Beer Awards è stato il primo concorso internazionale dedicato esclusivamente alle birre artigianali senza glutine. Giunto alla sua tredicesima edizione, rappresenta oggi un punto di riferimento per il settore, grazie a un sistema di valutazione rigoroso basato su degustazioni alla cieca condotte da una giuria internazionale composta da UBT, giornalisti ed esperti del mondo della birra. “L’edizione di quest’anno è particolarmente ricca di novità e rappresenterà un momento strategico per i birrifici artigianali che vogliono posizionarsi con autorevolezza in un mercato in espansione – dichiara Alfonso Del Forno, organizzatore del concorso –. Le birre senza glutine hanno raggiunto un livello ormai altissimo e incontrano un pubblico sempre più ampio ed esigente che non vuole rinunciare al gusto e alle caratteristiche di una buona birra artigianale”. Il settore, infatti, è in netta crescita. Secondo gli ultimi dati ufficiali della Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia del Ministero della Salute, in Italia i celiaci diagnosticati sono quasi 270 mila. A questi si aggiunge una platea ancora più ampia di consumatori che scelgono prodotti gluten free per preferenza alimentare: il Rapporto Italia 2025 di Eurispes indica che circa il 18% degli italiani predilige alimenti senza glutine pur non essendo celiaco. Una tendenza che i produttori artigianali hanno saputo intercettare con lungimiranza, sviluppando birre gluten free di qualità sempre più elevata e capaci di esprimere una grande varietà di stili e profili aromatici. “I nostri artigiani hanno un grande merito – aggiunge Simone Monetti, segretario generale di Unionbirrai – quello di aver compreso il potenziale di questo mercato e di aver messo tutto l’impegno possibile nel creare birre gluten free di altissima qualità. Un impegno che viene premiato dai consumatori e anche da questo importante concorso che ogni anno valorizza i migliori birrifici del settore”. Il concorso prevede otto categorie di gara, che spaziano dalle Lager alle birre luppolate, dalle Ale alle birre scure fino alle produzioni speziate e speciali. Ogni birra viene valutata con un sistema tecnico fino a 100 punti per giurato, con l’assegnazione dei primi tre classificati per categoria e di eventuali menzioni speciali. Accanto alla competizione principale è previsto anche il Premio speciale “Birra in Tavola”, che individuerà la birra artigianale senza glutine che meglio si abbina alla pizza margherita. I birrifici potranno iscrivere le proprie birre online entro il 17 maggio, mentre l’invio dei campioni è previsto tra l’11 e il 20 maggio 2026. Tutte le informazioni e il modulo di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale https://www.wgfba.com/.
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| 17/03/2026, 12:43 |
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