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Giunta Regione del Veneto
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Dagli Euganei alle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: domenica 22 marzo il Veneto celebra i suoi Colli. Zecchinato: “Un patrimonio da tutelare e valorizzare” (AVN) - Venezia, 18 marzo 2026
Domenica 22 marzo il Veneto torna a celebrare uno dei suoi patrimoni più identitari: le colline. Con la quinta edizione della Giornata regionale per i Colli Veneti, istituita con la legge regionale n. 25 del 3 agosto 2021, prende il via un calendario diffuso di eventi che nei prossimi mesi coinvolgerà decine di Comuni, Pro Loco, associazioni locali.
“Valorizziamo l’identità del territorio attraverso la tutela di un patrimonio unico. Insieme a mare e montagna, il sistema collinare rappresenta un pilastro strategico per la Regione, capace di generare sviluppo e sostenibilità attraverso il turismo lento e l’artigianato”.
Così l’assessore regionale agli Enti locali e all’Identità veneta, Marco Zecchinato, primo promotore della ricorrenza, sottolinea il valore dell’iniziativa.
“I 12 ambiti protagonisti, dalle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco e che nel 2025 hanno registrato oltre 573 mila presenze ai Colli Euganei, che dal 2024 sono Riserva della Biosfera MAB Unesco, formano un mosaico di biodiversità e tradizioni secolari unico al mondo”.
Nel dettaglio, il sistema dei Colli Veneti comprende: Colli Euganei, Colline del Prosecco, Montello e Asolani, Garda e Moreniche, Valpolicella, Valpantena, Torricelle, Est veronese, Berici, Prealpi Vicentine e Pedemontana.
“Fondamentale il ruolo delle oltre 570 Pro Loco - conclude Zecchinato - braccio operativo della Regione fin dal 2021. Il 22 marzo a Villa Barbaro a Maser (TV), insieme al presidente UNPLI Veneto Rino Furlan, presenteremo l'intero programma del primo semestre 2026: non solo una festa, ma un investimento sul futuro dei nostri territori”.
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| 18/03/2026, 18:29 |
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Marco
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Vinitaly, a Sandro Gini il premio Betti. Bond: “Ambasciatore dei valori del sistema vitivinicolo veneto; approccio produttivo che guarda alla qualità e all’innovazione nella tradizione” (AVN) – Verona, 12 aprile 2026
“Le più sincere congratulazioni a Sandro Gini, enologo e titolare dell’azienda agricola Gini Viticoltori a Monteforte d’Alpone, insignito oggi a Vinitaly del prestigioso Premio Betti che ogni anno celebra figure di eccellenza impegnate nella valorizzazione del patrimonio enologico italiano. Questo riconoscimento è un tributo al valore e alla competenza di chi ha saputo elevare il proprio territorio attraverso il vino. Sandro Gini incarna pienamente questi valori, distinguendosi come interprete autentico e innovatore della viticoltura veneta”.
Sono le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond che oggi a Vinitaly ha consegnato a Sandro Gini il Premio Angelo Betti – Benemerito della Viticoltura 2026, nella cerimonia ufficiale all’Auditorium Verdi di Veronafiere. Il Premio, istituito nel 1973 in collaborazione con gli assessori regionali all’Agricoltura, è dedicato al fondatore di Vinitaly e viene conferito a personalità che si sono distinte per il loro contributo alla promozione della cultura enologica regionale.
Nato nel 1958, enologo dal 1979, Sandro Gini è erede di una delle più antiche famiglie di viticoltori del territorio del Soave, attiva senza interruzioni dal 1570 e giunta oggi alla quindicesima generazione. Figlio di Olinto Gini, da cui ha ereditato una profonda passione per la viticoltura, cresce in un contesto familiare in cui il lavoro della terra, il sacrificio e la qualità rappresentano valori fondanti.
Nel 1985, insieme al fratello Claudio, assume la guida dell’azienda di famiglia, avviando un percorso improntato alla ricerca e all’innovazione. Fin dagli esordi si distingue per l’approccio sperimentale e per l’attenzione alla biodiversità, con studi approfonditi sui lieviti indigeni presenti in cantina, che lo portano a compiere scelte coraggiose e pionieristiche come l’eliminazione dell’anidride solforosa nei processi di vinificazione.
Il suo approccio produttivo si fonda su un principio chiaro: “qualità prima di tutto”, perseguita attraverso tecniche naturali in vigneto e un’attenta vinificazione capace di esaltare le caratteristiche di ogni singolo cru.
Figura di riferimento del panorama vitivinicolo internazionale, Sandro Gini si è affermato per la produzione di vini di grande eleganza, longevità e riconoscibilità, ottenuti da vigne storiche che possono raggiungere anche i 150 anni di vita. La scelta di preservare le vecchie vigne rappresenta per lui un elemento identitario fondamentale, in grado di restituire l’essenza del territorio, della sua storia e delle persone che lo vivono.
“Il suo lavoro – prosegue l’assessore Bond – ha dato un impulso determinante alla crescita qualitativa del territorio del Soave, contribuendo a rafforzarne l’identità e la reputazione a livello internazionale. Un innovatore a 360 gradi tra vigneto e cantina; uomo curioso della vita e dell’animo umano, capace di produrre vini puri ed autentici, sempre diversi e coerenti con l’unicità di ogni vendemmia”.
Nel corso della sua carriera, Gini ha inoltre ricoperto un ruolo istituzionale di primo piano come presidente del Consorzio di tutela del Soave per due mandati, dal 2018 al 2023, contribuendo in maniera decisiva al riconoscimento, nel 2022, delle colline del Soave come patrimonio agricolo di rilevanza mondiale da parte della FAO, inserendole in una ristretta lista di siti di eccellenza a livello globale.
“Questo premio – conclude Bond – non rappresenta solo un traguardo personale, ma un riconoscimento all’intero sistema vitivinicolo veneto, fatto di tradizione, innovazione e passione. A Sandro Gini va il nostro grazie per essere ambasciatore autentico di questi valori e punto di riferimento per le nuove generazioni”.
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| 13/04/2026, 12:34 |
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Marco
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A Vinitaly si rinnova l’alleanza tra Regione Veneto, MASAF e Carabinieri Forestali. Siglata dal presidente Stefani e dal ministro Lollobrigida la Convenzione per la tutela dell’ambiente e il contrasto degli illeciti (AVN) – Verona, 13 aprile 2026
Il presidente del Veneto Alberto Stefani e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida hanno sottoscritto oggi a Vinitaly, alla presenza del generale di brigata Francesco Pennacchini (comandante Regione Carabinieri Forestale Veneto), il rinnovo della Convenzione tra Regione e Masaf per rafforzare la collaborazione istituzionale per la tutela dell’ambiente, la prevenzione degli incendi boschivi, la difesa del patrimonio agro-silvo-pastorale e il contrasto agli illeciti contro la fauna selvatica.
“Con questa firma – ha dichiarato Stefani – consolidiamo un’alleanza operativa fondamentale per la sicurezza del nostro territorio e per la tutela delle nostre eccellenze ambientali e produttive. Il Veneto investe su un modello integrato in cui istituzioni, forze dello Stato e strutture regionali lavorano insieme per prevenire, controllare e intervenire con tempestività ed efficacia. Non si tratta solo di una convenzione tecnica, ma di un vero e proprio salto di qualità nella capacità di presidio del territorio: dalla lotta agli incendi alla gestione dei grandi carnivori, fino alla sicurezza alimentare e alla tracciabilità delle filiere. È un investimento sulla sostenibilità e sulla legalità”.
Il protocollo disciplina l’impiego delle unità dei Carabinieri Forestali nelle materie di competenza regionale per il triennio 2026-2028, definendo in modo puntuale ambiti di intervento, responsabilità operative e strumenti di coordinamento.
L’accordo si articola in tre macro-ambiti principali. In primis la prevenzione degli incendi boschivi e le attività di protezione civile, attraverso attività di sorveglianza nei territori a rischio, supporto investigativo per l’accertamento delle responsabilità, partecipazione ai tavoli tecnici regionali, attività di informazione e sensibilizzazione. In secondo luogo, l’accordo investe sulla tutela del patrimonio agro-silvo-pastorale, prevedendo attività di vigilanza e controllo in materia forestale, rilevazioni statistiche e monitoraggio del patrimonio boschivo, verifica delle attività di taglio e gestione delle superfici forestali, controllo sulla produzione e commercializzazione dei materiali forestali, supporto tecnico e informativo agli operatori del settore, partecipazione alla tutela degli alberi monumentali e alla difesa fitosanitaria. Particolare rilievo assume infine il capitolo dedicato alla tutela della fauna e alla sicurezza, con le attività congiunte per la vigilanza nelle aree protette e nei siti della rete Natura 2000, il contrasto al bracconaggio e agli illeciti contro la fauna selvatica, la prevenzione dell’uso di esche avvelenate, la collaborazione con le aziende sanitarie per la prevenzione delle malattie animali, il controllo della tracciabilità delle carni da selvaggina.
Un focus specifico è dedicato alla gestione dei grandi carnivori, con il monitoraggio e la gestione delle emergenze, l’accertamento dei danni da predazione, l’eventuale captivazione permanente degli esemplari problematici e l’attività di formazione per le polizie provinciali. “Nella Convenzione affrontiamo in modo concreto e scientifico anche il tema dei grandi carnivori – ha aggiunto Stefani – garantendo equilibrio tra tutela della biodiversità e sicurezza delle comunità locali”.
Per l’attuazione delle attività, la Regione del Veneto prevede uno stanziamento di 120.000 euro complessivi per il biennio 2026-2027, con possibilità di rifinanziamento per il 2028, ed eventuali risorse aggiuntive per attività straordinarie.
“Questo protocollo rappresenta un modello virtuoso di collaborazione istituzionale – ha concluso il presidente Stefani – che mette al centro la tutela del territorio, la sicurezza dei cittadini e la valorizzazione delle nostre risorse naturali. È così che costruiamo un Veneto più sicuro, con un’alleanza efficace con il Masaf e i Carabinieri forestali”.
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| 13/04/2026, 20:22 |
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Marco
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Vinitaly, il presidente Stefani incontra l’Unione Cuochi del Veneto e celebra la cucina veneta e italiana patrimonio Unesco (AVN) – Venezia, 13 aprile 2026
In occasione del Vinitaly, la Regione e l’Unione Cuochi del Veneto hanno sancito un momento di fondamentale importanza per la valorizzazione della cultura enogastronomica del territorio.
“La cucina veneta rappresenta una delle espressioni più autentiche della nostra identità culturale - ha dichiarato Stefani -. Il Veneto oggi è sempre più Regione leader nell’ospitalità turistica, che non è solo paesaggio o città d’arte, ma anche enogastronomia e capacità degli operatori e dei cuochi di coniugare bellezza del territorio e ricchezza della sua cucina. Sostenere i nostri cuochi significa valorizzare tradizioni, competenze e prodotti che rendono il Veneto un punto di riferimento nel panorama enogastronomico internazionale. Il riconoscimento Unesco non è solo un traguardo simbolico, ma un impegno concreto per tutelare e promuovere ciò che siamo”.
L’incontro allo stand regionale a Vinitaly ha messo in luce la centralità della cucina regionale veneta come pilastro fondante dell’identità culinaria nazionale. La vicinanza della Regione del Veneto ai propri cuochi rappresenta un segnale forte di sostegno a una categoria che, quotidianamente, si fa ambasciatrice di un patrimonio fatto di tecnica, passione e memoria.
Il presidente dell’Unione Cuochi del Veneto, Andrea De Poli, ha concluso: “La cucina veneta non è nata nei ristoranti di oggi, ma nelle cucine delle corti e soprattutto nelle case delle nostre famiglie. Riconoscerne l’importanza significa onorare chi ha preservato la nostra storia attraverso gesti antichi e ingredienti autentici. L’Unione Cuochi del Veneto, attraverso questo incontro al Vinitaly, riafferma il proprio ruolo nel promuovere una cucina al tempo stesso innovativa e rispettosa della tradizione. La sinergia con la Regione del Veneto è essenziale per garantire che l’eccellenza dei prodotti locali e la maestria dei cuochi veneti continuino a essere riconosciute e tutelate a livello locale e internazionale”.
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| 13/04/2026, 20:23 |
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A Vinitaly presentato il progetto Ve.nets, rete delle eccellenze ittiche venete, con focus su sostenibilità, filiera e produzione (AVN) – Verona, 14 aprile 2026
È stato presentato stamattina a Vinitaly il progetto “Ve.Nets - Rete delle Eccellenze Ittiche Venete”, promosso dalla Regione con il sostegno del Fondo europeo Feampa 2021-2027 per rafforzare la promozione e la valorizzazione dei prodotti ittici di eccellenza della pesca e dell’acquacoltura regionale, sostenendo le Organizzazioni di Produttori (OP) nel loro impegno quotidiano e avvicinando operatori e consumatori alla qualità e varietà delle produzioni venete.
Il progetto Ve.Nets - che unisce nel nome il Veneto e le “reti”, simbolo del settore ma anche della collaborazione tra realtà produttive – rappresenta un modello virtuoso di filiera corta sostenibile, capace di coniugare tradizione, innovazione e identità territoriale. Coinvolge sette Organizzazioni di Produttori distribuite lungo tutta la costa veneta, dal Polesine a Chioggia, da Pila a Caorle fino a Venezia.
Durante l’evento, i partecipanti hanno potuto degustare alcune delle principali eccellenze ittiche regionali - tra cui cozze, fasolari e ostriche - abbinate al Prosecco Doc, in un connubio che esprime al meglio la qualità e la riconoscibilità del territorio veneto nel mondo.
“Il progetto Ve.Nets dimostra come la collaborazione tra produttori possa diventare un elemento strategico per rafforzare la competitività e la visibilità del comparto ittico veneto - ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca Dario Bond -. Siamo di fronte a realtà che, pur operando in un contesto complesso, continuano a investire in qualità, sostenibilità e identità territoriale”.
Bond ha inoltre sottolineato le difficoltà che il settore sta affrontando: “I nostri produttori, nonostante le criticità legate alla diffusione del granchio blu, ai cambiamenti ambientali e climatici e alle tensioni geopolitiche che incidono sui costi del carburante, continuano a garantire prodotti di altissimo livello e a promuovere con determinazione il valore del loro lavoro. A loro va il nostro riconoscimento, perché rappresentano non solo un presidio economico fondamentale per le comunità costiere, ma anche un patrimonio culturale e produttivo che merita di essere sostenuto e valorizzato con strumenti adeguati, come quelli messi in campo dalla Regione attraverso il Feampa”.
Il comparto ittico del Veneto, pur attraversando una fase complessa, si conferma dunque una risorsa strategica per il territorio, con ampi margini di sviluppo se supportato da politiche di promozione efficaci e da una sempre maggiore integrazione tra i diversi attori della filiera. Con Ve.Nets, la Regione del Veneto punta a rafforzare un’identità forte e riconoscibile delle produzioni ittiche regionali, proiettandole anche oltre i confini nazionali e valorizzando il legame tra prodotto, territorio e comunità.
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| 14/04/2026, 17:38 |
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Marco
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Vinitaly, il Veneto si racconta attraverso “Go to Veneto”: l’assessore Bond annuncia il nuovo evento enogastronomico sulle Strade del Vino e dei Sapori (AVN) – Verona, 14 aprile 2026 “Go To Veneto rappresenta un progetto strategico per valorizzare in modo innovativo e diffuso l’identità enogastronomica del nostro territorio. Non si tratta solo di un evento, ma di un vero e proprio viaggio esperienziale che unisce vino, prodotti tipici, paesaggio e cultura, mettendo in rete eccellenze locali e comunità”. In occasione di Vinitaly, l’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond ha annunciato ufficialmente “Go To Veneto” 2026, la manifestazione interamente ideata e organizzata dal Coordinamento regionale delle Strade del Vino e dei Sapori del Veneto. Nell’occasione è stato lanciato anche il nuovo portale www.stradevinoveneto.it e la Guida al Veneto del Gusto, che racconta opportunità ed offerte enogastronomiche nel territorio regionale. “Go To Veneto” si configura come un tour “on the road” unico nel suo genere, pensato per accompagnare visitatori e appassionati alla scoperta delle molteplici anime del Veneto: dalle grandi denominazioni ai vitigni autoctoni, fino ai patrimoni culturali e naturalistici che rendono la regione una delle mete enoturistiche più apprezzate a livello internazionale. Partire proprio dalle denominazioni rappresenta il filo conduttore dell’esperienza: un modo autentico per entrare in contatto con la straordinaria varietà e qualità produttiva del Veneto, dove ai grandi vini si affiancano eccellenze IGP di fama consolidata come il Radicchio Rosso di Treviso e il riso Vialone Nano. “Un sincero apprezzamento per il lavoro svolto dal Coordinamento regionale e, in particolare, per il ruolo fondamentale delle Strade del Vino e dei Sapori – ha aggiunto Bond –. Queste realtà rappresentano un modello virtuoso di promozione territoriale integrata: mettono in connessione produttori, ristoratori, operatori turistici e istituzioni, creando un sistema capace di generare valore economico e culturale. Sono presìdi di identità, custodi di tradizioni e allo stesso tempo motori di innovazione”. “Go To Veneto” 2026 si svolgerà dal 9 maggio al 13 giugno e proporrà un calendario articolato che toccherà alcune delle più significative Strade del Vino e dei Sapori della regione: - 9 maggio: Strada del Radicchio di Treviso e Variegato di Castelfranco - 17 maggio: Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene e Strada dei Marroni e dei Colli Trevigiani - 23 maggio: Strada del Vino dei Colli Euganei - 24 maggio: Strada del Vino Valpolicella - 30 maggio: Strada del Soave e Strada dei Lessini Durello - 6 giugno: Strada del Vino Asolo Montello - 13 giugno: Strada del Riso Vialone Nano. Durante ogni tappa, una selezione di cantine e aziende agricole aprirà le proprie porte al pubblico, offrendo degustazioni guidate e visite alle strutture produttive. Un’occasione per entrare in contatto diretto con i produttori, conoscere le tecniche di lavorazione e vivere un’esperienza immersiva nei territori. Il biglietto consentirà di accedere a numerosi servizi: nelle cantine saranno incluse due degustazioni dei vini della denominazione e la visita guidata, mentre nelle aziende agricole saranno proposte degustazioni di prodotti tipici e altre iniziative esperienziali. A completare l’offerta, una rete di ristoranti, musei e ville aderenti proporrà promozioni dedicate ai partecipanti, rafforzando ulteriormente il legame tra enogastronomia e patrimonio culturale. “Questa manifestazione – ha concluso l’assessore Bond – è la dimostrazione concreta di come il Veneto sappia fare sistema. Le Strade del Vino e dei Sapori sono uno strumento straordinario per raccontare la nostra terra in modo autentico e sostenibile, valorizzando le produzioni locali e offrendo esperienze di qualità ai visitatori. ‘Go To Veneto’ è un invito a partire, a scoprire e a lasciarsi sorprendere”.
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| 14/04/2026, 17:42 |
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Il Veneto istituisce l’Albo regionale dei Viticoltori eroici. Assessore Bond: “Patrimonio fatto di fatica, qualità e presidio del territorio” (AVN) – Venezia, 15 aprile 2026
“Il Veneto compie oggi un passo concreto per riconoscere e sostenere una viticoltura unica al mondo, fatta di fatica, qualità e straordinaria capacità di presidio del territorio. Con l’istituzione dell’Albo regionale dei vigneti eroici e storici diamo attuazione al dettato nazionale e offriamo uno strumento operativo ai nostri viticoltori”.
Lo ha annunciato l’assessore veneto all’agricoltura Dario Bond, dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale della delibera che dà il via all’istituzione dell’Albo regionale veneto dei viticoltori eroici e storici.
“La viticoltura eroica non è solo una pratica agricola, ma un patrimonio culturale, paesaggistico e sociale – ha sottolineato Bond – parliamo di territori che raccontano la storia e l’identità delle comunità venete e che contribuiscono in modo determinante alla sicurezza idrogeologica dei versanti”.
In Veneto, le aree interessate da queste condizioni comprendono territori simbolo come Valpolicella, Soave, Asolo, Conegliano Valdobbiadene e Monti Lessini, oltre ai vigneti delle isole della laguna di Venezia, eredità storica della Serenissima. Si tratta di produzioni di altissimo valore qualitativo, riconosciute e apprezzate sui mercati internazionali, autentiche “bandiere” dell’enologia regionale. “Questi vini rappresentano l’eccellenza del Veneto nel mondo – ha evidenziato l’assessore – e sono il frutto di un lavoro che modella il paesaggio, lo rende produttivo e allo stesso tempo lo tutela. Per questo devono essere adeguatamente riconosciuti anche dal punto di vista economico”.
L’Albo regionale consente di censire ufficialmente i vigneti eroici e storici, in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale (Legge 238/2016 e decreto attuativo 6899/2020). Possono accedervi i vigneti situati in aree con pendenza superiore al 30%, su terrazzamenti o gradoni, oltre i 500 metri di altitudine (esclusi gli altopiani) o nelle isole, previa richiesta ad Avepa da parte dei conduttori. “Non vogliamo introdurre nuovi vincoli, ma garantire opportunità – ha precisato Bond – l’iscrizione all’Albo rappresenterà un riconoscimento utile per l’accesso ai bandi di finanziamento e per la valorizzazione delle produzioni, anche attraverso un futuro marchio nazionale dedicato”.
Proprio sul tema del marchio, l’assessore ha ribadito l’importanza di proseguire il confronto con il Ministero dell’Agricoltura: “È fondamentale arrivare rapidamente all’adozione di un marchio nazionale che renda immediatamente riconoscibili questi prodotti al consumatore – ha affermato – perché acquistare un vino eroico significa anche sostenere l’ambiente, la cura del territorio e la permanenza delle comunità nelle aree più fragili”.
Infine, Bond ha richiamato la necessità di aggiornare il quadro normativo per rispondere alle nuove sfide, in particolare quelle legate al cambiamento climatico: “Servono regole più snelle per la manutenzione dei versanti e un’accelerazione sull’utilizzo delle nuove tecnologie come i droni, per i quali confidiamo possa a breve essere promulgato il decreto interministeriale applicativo della norma introdotta a dicembre 2025 che ne consente l’impiego per il prossimo triennio – ha concluso –. La viticoltura eroica è una risorsa strategica e come tale va sostenuta con strumenti adeguati e una visione moderna”.
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| 15/04/2026, 10:39 |
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Crisi, Lavoro. Stagionali dello zuccherificio Co.Pro.B. – Italia Zuccheri di Pontelongo (PD). Avviato il programma “IncontraLavoro” per favorire il ricollocamento temporaneo (AVN) – Venezia, 17 aprile 2026
Si è tenuto ieri presso Veneto Lavoro un incontro regionale finalizzato ad affrontare la situazione dei lavoratori stagionali che annualmente sono impegnati presso lo zuccherificio Co.Pro.B di Pontelongo (PD) e che quest’anno non saranno richiamati a lavoro a causa del fermo dell’impianto di produzione motivato dalla scarsità dei volumi di barbabietola prodotti sul territorio locale.
All’incontro, coordinato dell’Unità di crisi regionale, erano presenti i responsabili di Veneto Lavoro degli ambiti di Padova e Rovigo, l’azienda Co.Pro.B.-Italia Zuccheri, le associazioni degli agricoltori Coldiretti, Cia e Confagricoltura, le organizzazioni sindacali territoriali di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil.
“L’incontro– afferma l’assessore regionale Massimo Bitonci - va nella direzione definita a livello regionale per affrontare la crisi dello Zuccherificio Co.Pro.B.-Italia Zuccheri di Pontelongo. Una situazione che presenta elementi peculiari e forti complessità. Le cause, infatti, non sono di natura prettamente industriale, poiché derivano dall’insufficiente produzione di barbabietola a livello regionale. La questione affrontata al tavolo vede la proposizione di un intervento concreto per limitare gli effetti del fermo impianti sui circa 100 lavoratori stagionali interessati dal mancato richiamo per questa stagione.”
“Era doveroso - dichiara il vicepresidente e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto - fornire una prospettiva a questo bacino di lavoratori agricoli che ogni anno prestava la propria attività lavorativa alla trasformazione dello zucchero nello stabilimento di Pontelongo. In questo incontro regionale abbiamo condiviso con le Parti sociali l’opportunità di attivare il programma “IncontraLavoro” che è già stato attuato in passato dai Centri per l'Impiego regionali per agevolare l’incontro domanda/offerta tra le imprese agricole e i candidati alla ricerca di lavoro. Il programma viene quindi avviato da subito per gli ambiti territoriali di Padova, Rovigo e nel veneziano. Parte con i migliori auspici poiché vede la massima disponibilità e collaborazione delle associazioni di categoria degli agricoltori e dei sindacati.”
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| 17/04/2026, 13:28 |
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Festa del prosciutto veneto dop di Montagnana: al via la 26ª edizione. Inaugurazione giovedì 14 maggio alle 18. Due weekend tra gusto, tradizione e turismo
(AVN) Venezia, 6 maggio 2026
Presentata questa mattina a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, la 26ª edizione della Festa del Prosciutto Veneto DOP, uno degli appuntamenti più attesi dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio veneto.
La manifestazione prenderà ufficialmente il via giovedì 14 maggio alle ore 18 a Montagnana e proseguirà fino a domenica, per poi tornare dal giovedì successivo fino alla domenica seguente, con degustazioni, eventi, spettacoli e iniziative dedicate al celebre Prosciutto Veneto DOP.
“Questa festa è arrivata alla 26ª edizione – ha dichiarato l’assessore regionale Elisa Venturini – a conferma di una tradizione profondamente radicata. La manifestazione si svolge da 28 anni, con due anni di stop dovuti alla pandemia. Il territorio delle città murate ha la sua bellezza e anche il suo sapore. Lo chiamiamo prosciutto di Montagnana, ma è il Prosciutto Veneto DOP, ed è di questo che parliamo insieme alla festa”.
Venturini ha sottolineato il valore identitario dell’evento: “Non è solo la celebrazione di un prodotto, ma di un territorio che si riconosce nelle proprie regole, nella propria disciplina e nella cura che porta alla realizzazione di questa eccellenza. È il punto di incontro tra la bellezza del territorio e il suo sapore ed è anche il punto di partenza della stagione turistica di Montagnana”.
"L’enogastronomia – ha rimarcato il Vicepresidente e assessore al Turismo Lucas Pavanetto - rappresenta oggi uno dei principali fattori nelle scelte dei visitatori, sempre più orientati a vivere esperienze autentiche che uniscono qualità dei prodotti, tradizione e identità dei territori. La mostra del Prosciutto Veneto dop non rappresenta solo un momento di promozione, ma un vero e proprio strumento di valorizzazione integrata, perché offre ai visitatori un’esperienza completa e coinvolgente, rappresentando allo stesso tempo un’opportunità preziosa per far conoscere destinazioni ricche di storia e autenticità al di fuori dei grandi circuiti turistici. In questa prospettiva, eventi diffusi come la mostra di Montagnana contribuiscono in modo concreto a una gestione più equilibrata dei flussi turistici, favorendo una distribuzione più sostenibile delle presenze e contrastando i fenomeni di sovraffollamento".
“Quest’anno celebriamo il 30° anniversario della DOP, un traguardo fondamentale per la formazione e la produzione del prosciutto – ha spiegato il presidente del Consorzio di Tutela del Prosciutto Veneto DOP Diego Guerriero –. È molto importante il lavoro che viene fatto sull’alimentazione e sulla corretta età del maiale. La DOP significa disciplinare, qualità e garanzia per il consumatore finale. Questo ci permette di competere anche con grandi multinazionali che hanno filiere completamente diverse”.
Guerriero ha ribadito l’importanza del sistema delle denominazioni italiane: “L’Italia è lo Stato con il maggior numero di DOP. Dobbiamo tenercele strette, ma soprattutto formare e informare il consumatore finale. Se spieghiamo bene il percorso della qualità e della filiera, il consumatore comprende la differenza che porta al prodotto finale”.
“Ringrazio l’amica Elisa Venturini, amica non solo mia ma di Montagnana e del territorio, e Diego Guerriero per la passione che mette in questa eccellenza – ha dichiarato l’assessore al Turismo e al Commercio del Comune di Montagnana Elisa Rossetto –. Prima del Covid a Montagnana registravamo circa 13 mila pernottamenti annui. Lo scorso anno siamo arrivati a 17 mila, con un incremento del 30%”.
“Il turismo oggi è anche turismo gastronomico – ha aggiunto Rossetto –. I visitatori arrivano qui per vivere la magia della città e assaporarne le eccellenze. Il prosciutto è un prodotto tipico ma anche familiare, che trasmette passione e bellezza. Ora questa tradizione deve essere accompagnata verso il futuro, anche attraverso le nuove tecnologie”.
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| 06/05/2026, 15:09 |
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Dal granchio blu ai vigneti smart: premiati i giovani innovatori europei di VeneTo Stars. Giacinti, “Le migliori idee per l’agricoltura del futuro”
(AVN) Venezia, 13 maggio 2026
“Sostenere i giovani significa rafforzare il patrimonio di competenze del nostro territorio e creare le condizioni per uno sviluppo sempre più competitivo e sostenibile. Con iniziative come la VeneTo Stars Challenge intendiamo promuovere percorsi concreti di formazione e collaborazione, capaci di mettere in contatto studenti, ricercatori e realtà imprenditoriali internazionali. L’obiettivo è stimolare la nascita di idee e progetti innovativi in ambiti cruciali come l’osservazione della Terra, le tecnologie per l’agricoltura avanzata, la tutela ambientale e la transizione sostenibile.
L’edizione 2026 del concorso, la più partecipata di sempre, è la dimostrazione del successo di questa intuizione: un Veneto che investe sui giovani, valorizza le competenze e trasforma l’innovazione in sviluppo concreto. Un progetto che mette in connessione giovani talenti, università, centri di ricerca, imprese e istituzioni, contribuendo a rafforzare il posizionamento del Veneto come hub europeo dell’innovazione. Accogliere a Venezia giovani provenienti da diversi Paesi europei conferma il ruolo del Veneto come luogo di incontro tra talento, innovazione e opportunità, oltre a testimoniare la crescente centralità del comparto spaziale nel costruire il futuro dell’economia e della ricerca”.
Lo ha sottolineato l’assessore all’Agenda digitale Filippo Giacinti premiando questa mattina i team vincitori del concorso europeo VeneTo Stars, la prestigiosa challenge promossa dalla Regione del Veneto nell’ambito di Space Meetings Veneto, focalizzata sul tema dell’Agrifood. Cento i giovani innovatori partecipanti, con un’età media di 22 anni, provenienti da 9 Paesi europei (Spagna, Cipro, Svezia, Portogallo, Repubblica Ceca, Turchia, Germania e Polonia). I 28 team candidati hanno avuto il compito di studiare soluzioni reali per il monitoraggio agricolo e la viticoltura d'eccellenza, analizzando i dati provenienti dallo spazio.
I progetti vincitori di questa 4°quarta edizione sono: Blue CrabNet (Italia, Unipd e Unitn); Flavescence VineGuard (Svezia); Delta Guard Italia (UNIPD sviluppato da studenti provenienti da Sri Lanka, Vietnam e Giappone.
“Dalla piattaforma per monitorare e prevedere la diffusione del granchio blu nel Mediterraneo all’utilizzo di dati satellitari per prevenire la diffusione della flavescenza dorata nei vigneti del Veneto, fino al progetto che propone un sistema per valutare separatamente stress idrico e rischio salino – ha evidenziato Giacinti - si tratta di soluzioni concrete, già orientate alla prototipazione e all’applicazione reale”.
I tre team vincitori, oltre a ricevere per la prima volta un premio in denaro parti a mille euro, parteciperanno nel mese di giugno a una settimana di mentoring intensivo in Veneto, lavorando con esperti e coach per trasformare le loro idee in prototipi concreti.
I progetti vincitori in dettaglio:
Blue crabnet
è una piattaforma che integra dati satellitari Copernicus, sensori IoT e segnalazioni dei pescatori per monitorare e prevedere la diffusione del granchio blu nel Mediterraneo. Utilizza modelli di machine learning per fornire previsioni di rischio a 7–10 giorni, aiutando allevatori e pescatori a intervenire in anticipo. L’obiettivo è creare una rete coordinata ed estendibile ad altre aree colpite.
Flavescence Vineguard
Il progetto utilizza dati satellitari, machine learning e modelli epidemiologici per prevenire la diffusione della flavescenza dorata nei vigneti del Veneto. Analizza segnali di stress delle piante e fattori climatici per prevedere la propagazione della malattia. Fornisce mappe di rischio e indicazioni preventive, passando da un approccio reattivo a uno proattivo.
Delta guard
L’agricoltura nelle aree deltizie è sempre più difficile a causa della scarsità di acqua dolce e dell’aumento della salinità, che rende complesse le decisioni di irrigazione. Questo progetto propone un sistema che utilizza dati satellitari (Copernicus), meteo e informazioni sulla salinità per valutare separatamente stress idrico e rischio salino. I dati vengono poi combinati per fornire indicazioni semplici e operative: irrigare, rimandare o evitare. L’obiettivo è aiutare gli agricoltori a prendere decisioni più efficaci, riducendo perdite produttive anche significative.
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| 13/05/2026, 14:12 |
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