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ratti 
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Salve,
i ratti sono sporchi, brutti e cattivi ?

Abito in un maso di montagna nel Trentino.
Ho alcuni animali, residui di tempi passati quando erano molto piu' numerosi.
Restano una coppia di oche (sempre libere, sono animali da guardia), un pavone, un gatto.
Le galline sono andate, in attesa di un pollaio coperto, la poiana non perdona.

Nei boschi intorno cervi, caprioli e volpi.
Da qualche settimana, si e' aggiunto un gruppo di ratti. Non che sia una novita', sempre avuti, e con abitudini notturne.
Un tempo li cacciavo con la carabina, adesso non lo faccio piu', non fanno danni. Il composter e' una delle loro fonti di cibo.

Da sempre, la mattina do' un paio di panini schiacciati alle oche e un po' di mais al pavone.
La novita' sta nel fatto che i ratti (credo 5) hanno cambiato abitudini: sono diventati diurni, e danno la caccia a pane e mais a partire dal mattino: a qualsiasi ora del giorno, scorrazzano per il cortile dimostrando una sostanziale indifferenza a noi ed al movimento delle nostre automobili.

Il maso e' composto da vari edifici, con abitazione, legnaie, ripostigli, etc. Per cui e' facile osservare gli animali dalle finestre.
Dal punto di vista alimentare, la gerarchia e': pavone, oche, ratti, passeri.
Incuriosito dal comportamento, ho passato ore in cortile, incollato ai pezzetti di pane, ad osservare i ratti, scoprendo una organizzazione di trasporto (catena), con ruoli organizzativi per il movimento del cibo.
La cosa piu' incredibile, ottenuta con moltissima pazienza, e' che un ratto giovane (un po' piu' piccolo) viene a prendersi il pane dalle mie mani. Poi corre via, facendo lo slalom fra gli altri che cercano di rubargli il boccone.

Sono animali di colore marroncino, pelo lucido, pancia grigio chiara. Piu' piccoli dei ratti delle discariche (corpo lungo circa 10/15 cm, coda idem).
Ho comprato il maso 25 anni fa, ed allora c'erano gia'. Come dire, molto autoctoni, non avendo vicini.

Una veloce ricerca su Wikipedia mi ha permesso di eliminare pregiudizi che anch'io - come tanti - avevo su ratti e topi: non sono ne' sporchi, ne' brutti, ne' cattivi. Al contrario, sono animali intelligenti e buffi. Hanno imparato bene il raggio d'azione del collo dell'oca maschio, e ancora non ho capito come si accorgano che ho portato il pane alle oche: o tramite l'odore, o hanno una sentinella. Massimo un paio di minuti e arrivano saltellando, aspettando il turno dopo le oche.

Tutto sommato sono animali interessanti, ci spendero' un po' di tempo.


21/04/2015, 14:02
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Ciao renzo,
i ratti sono animali pulitissimi ed intelligentissimi; hanno delle cure parentali meravigliose ed un'ottima cooperazione. Il motivo per cui spesso bisogna cambiare tipo di veleno, ad esempio, è che i ratti ricollegano la morte dei loro simili all'ingestione dell'esca, per cui non vanno più a cibarsene. Le nuove trappole, a dir poco da infami, si basano proprio sul fatto che il ratto è un animale molto pulito, che passa molto tempo della sua giornata a pulirsi il pelo; gli animali entrano nei cilindri e si imbrattano il pelo di veleno, dopodiché si "lavano" con la loro lingua ed in questo modo ingeriscono il veleno, senza però ricollegarlo alla trappola. Si dice che siano sporchi per il tipo di ambiente in cui vivono e perché trasmettono moltissime malattie (a questo proposito non darei da mangiare ad un ratto selvatico dalle mani, rischi un morso o comunque di beccarti qualche malattia seria: se proprio vuoi sfamarlo, magari il pezzo di pane al giovanotto lascialo a terra vicino a te, controllando che gli altri non glielo rubino). :roll:
Sono anche molto resistenti (se ci fosse una catastrofe nucleare, gli unici animali che sopravvivrebbero sarebbero ratti e blatte). :o
Se porti il mangiare agli animali sempre alla stessa ora, i ratti hanno semplicemente memorizzato l'orario e sanno che in quel momento ti troveranno lì, intento a nutrire le tue oche e soprattutto troveranno il cibo. Comunque non trascurerei nemmeno il discorso dell'olfatto.
Nessun animale è brutto e cattivo (sporco magari si :lol: ), però fai attenzione comunque, perché i ratti trasmettono malattie all'uomo ed agli altri animali, fra cui la leptospirosi, e causano anche parecchi danni...

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"La Natura non fa nulla di inutile" (cit.)

"Quando avrete tagliato l'ultimo albero,
quando avrete pescato l'ultimo pesce,
quando avrete inquinato l'ultimo fiume,
vi accorgerete che il denaro non si può mangiare" (cit.)


21/04/2015, 14:40
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Spero che tu non sia costretto a rivedere la recente opinione, perché il fatto certo (non pregiudizio a buon mercato) è che i ratti e topi sono vettori di germi molto pericolosi per l'uomo ed anche per gli animali domestici (virus-batteri-protozoi-ectoparassiti-endoparassiti).
Inoltre hanno la cattiva abitudine di rosicchiare qualunque cosa (anche i cavi elettrici) provocando seri danni.
Poi ancora, scavano gallerie superficiali e si riproducono in modo impressionante, specialmente se hanno cibo in abbondanza.
Ti consiglio di prestare la necessaria attenzione.
Saluti, Gianni.


21/04/2015, 17:30
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Ciao, stando a quanto leggo su Wikipedia a proposito di ratti domestici, questi non sono vettori di malattie particolari piu' di quanto lo siano gli altri animali domestici http://it.wikipedia.org/wiki/Ratto_da_compagnia

I ratti di cui al mio post precedente, vivono presso il mio maso da almeno 25 anni, mai fatto danni particolari, vivono dentro le cataste di legna da ardere.
Non dico di portarmeli in casa (dove a volte compare qualche topolino in mansarda), ma mi limito a constatare l'opinione comune orientata "a priori".

Sono particolarmente scettico sulla predazione di volatili da parte dei ratti. Un tempo avevo galline e altri animali da cortile, e capitava di trovare animali sgozzati. In particolare le vecchie oche, causa artrosi non potevano difendersi.
Stando a contatto col bosco, i predatori notturni in grado di arrampicarsi su pali di legno (donnola, faina, martora, etc.) hanno buon gioco nei pollai. Per questi fatti, vengono spesso imputati i ratti.

Comunque, al momento mi incuriosisce l'aspetto comportamentale, in particolare il perche' siano diventati diurni dopo 25 anni.


21/04/2015, 19:23
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Per "ratti domestici" si intendono quelli allevati e tenuti in casa, in gabbiette, tipo i criceti per intenderci, non certo quelli che stanno fuori e vengono "addomesticati". Comunque, ti assicuro che la leptospirosi possono contrarla anche i topi/ratti da compagnia e non è certo una fesseria (e comunque nel tuo caso non sono ratti da compagnia, quindi ce l'hanno con moltissima probabilità). Wikipedia non è un'enciclopedia medica, né tanto meno un libro di patologia, malattie virali o malattie batteriche veterinarie; è una buona guida per cose rapide, ma non è attendibile al 100% e più di una volta ho riscontrato errori. Inoltre se leggi bene fa un elenco di malattie, molte delle quali sono trasmissibili e pericolose per l'uomo (anche con alta mortalità). Il fatto che dica che normalmente non entrino in contatto con i vettori di altre malattie, si riferisce ai ratti domestici che vivono in casa e non a quelli imprintati che vengono nel tuo maso.
Il mio è un consiglio, poi la salute è la tua e dei tuoi animali e sei liberissimo di fare come credi, ovviamente. Volendo allevare ratti, tuttavia, se fossi in te mi attrezzerei di gabbietta ed andrei ad acquistarli in un negozio di animali, sicuro che siano sani e tenendoli al sicuro da eventuali malattie.


Probabilmente hanno cambiato abitudini perché trovano abbondanza di cibo e si sono resi conto che non corrono pericolo, almeno da parte tua...

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21/04/2015, 22:48
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Poiana la salute e' la sua, ma non solo.

Esiste anche la responsabilita' verso il resto del mondo. focolai di malattie possono nascere e diffondersi per i motivi piu' disparati, e se anche non venissero fuori epidemie, restano tutte le conseguenze di ordine restrittivo imposte dalle procedure profilattiche e contenitive che interferiscono-danneggiano-limitano l'attivita' per esempio agli allevamenti o ai commercianti di una determinata zona (non che necessariamente sia questo il caso specifico, ma è un buon principio generale).

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Tutti crescono giocando coi trattori. I piu' fortunati non smettono mai


22/04/2015, 6:50
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Poiana ha scritto:
e comunque nel tuo caso non sono ratti da compagnia, quindi ce l'hanno con moltissima probabilità


non riesco a pensare a nulla di più falso.... se è vero che la leptospirosi è trasmessa da urine di animali e questi animali nel 95% di casi siano roditori, non vuol dire che il 95% dei roditori siano dei portatori, l'HIV lo puoi prendere solo dagli umani, ma non è che ogni singola persona della terra è altamente probabile che sia infetta.

quel che dice lumacosio ha più senso, ma visto quel che dice Renzo, ovvero che è in un maso in mezzo ai boschi, è altamente probabile che sia un gruppo stanziale e se oltre la buona fonte di cibo del composter ne ha trovata un'altra dubito che si sposteranno di loro spontanea volontà.

@Renzo..... hai un futuro come ricercatore del national geographic :D
scherzi a parte condivido il non mettere trappole e soprattutto veleni ogni volta che si vede una coda in mezzo alla legnaia, però stai attento a dare troppa confidenza, perchè ora dici che secondo te sono 5, ma se oggi hanno imparato a prendere il cibo dalle tue mani, domani supereranno le oche nella gerarchia fino a non farsi problemi ad entrare in casa tua; oltretutto quando hanno abbastanza cibo la strategia di sopravvivenza dei ratti è abbastanza risaputa, oggi sono 5 (e se ne vedi 5 per me vuol dire che sono 10) domani sono 20 e fra un anno avrai un bell'allevamento intensivo


22/04/2015, 10:03
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Ciao, per chiarire: la disponibilita' di cibo c'e' sempre stata, in passato avevo decine di galline/conigli/germani/oche/piccioni/tacchini/pavoni, oltre a cane, gatti e cavalli. Tutti allevati per hobby e praticamente liberi.

Ogni mattina davo loro da mangiare, per cui i ratti hanno potuto servirsi da molti anni.
I motivi per una esplosione demografica legata al cibo c'erano da moltissimo tempo.
Mi era capitato di vederli saltuariamente nel pollaio a mangiare il pastone degli altri animali, ma di solito all'imbrunire e nel pollaio. Il tipico caso del ratto sfuggente che si nasconde all'apparire degli umani.
A settembre faceva eccezione l'uva selvatica che ho intorno agli edifici (baco), i ratti la mangiavano di notte, da cui caccia con la carabina (altro mistero: l'uva e' sempre li, ci faccio un po' di vino aspro da vent'anni, ma da molti anni i ratti la ignorano).
Adesso sono al minimo storico di animali e relativo cibo (le oche pascolano erba): ma i ratti sembrano aver cambiato abitudini.

Lo studio del comportamento e la verifica del numero effettivo presuppongono di poterli individuare, ma ne distinguo solo uno, il giovane che viene a prendersi il pane. Gli altri sembrano tutti uguali. e diffidano, anche se arrivano a 30 cm dalle mani.
Di specifico c'e' il percorso che fanno per arrivare al cibo e poi scappare: ho avuto l'impressione che seguano strette abitudini individuali: tana nel muro, fienile, pollaio, legnaia, etc.

Ho anche una gatta superstite di un gruppo di 11, ma ogni tanto cattura topi/ratti giovani, predilige la caccia in campagna. L'ho notata ignorare smaccatamente i ratti che circolavano nel cortile. Ma questa e' colpa delle bustine del supermercato :)


22/04/2015, 12:15
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potresti anche esserti risposto da solo in realtà... prima avevi mille animali e quindi mangiare per mille, le briocioline bastavano ai ratti, ora che sei al minimo come bestiame le briciole sono di meno e loro sono costretti a farsi più audaci per racimolare qualcosa in più


22/04/2015, 12:56
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Caro Renzo,
certo che hanno cambiato abitudini!
Prima li cacciavi con la carabina, ora gli dai da mangiare;
Prima c'erano 11 gatti, ora ne è rimasta una che mangia ghiottonerie da supermercato.
Non sono animali stupidi, anzi il contrario.
Vedrai più avanti nel tempo di cosa sono capaci. Ciao, Gianni.


22/04/2015, 13:09
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