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Quanto spazio serve per 250 galline ? 
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la domanda a me sembra tutt'altro che scontata: al di là della discutibile scelta di non mettersi in regola le persone che lavorano in nero sono moltissime e anche se non è questo il caso, spesso il fatto di non essere in regola non è una scelta del lavoratore, bensì del datore di lavoro.
le persone che lavorano in nero devono tutte stare a casa? non ne sono del tutto sicura, perché chi fa i controlli per strada in questo momento non è la finanza e guadagnarsi da vivere è effettivamente un caso di necessità, quindi non escludo del tutto che a un posto di blocco tu non possa dire di stare andando a vendere uova.
faccio un esempio che non c'entra molto, ma che secondo me può essere significativo: ho fatto per anni attività di volontariato in una casa circondariale. le ospiti erano detenute in misura di sorveglianza alternativa che avevano diritto ai domiciliari solo finché avevano un lavoro. nessuna di loro lavorava in regola (e non per scelta loro), eppure il magistrato di sorveglianza riconosceva la loro attività lavorativa anche se era in nero e forse anche nell'odierna situazione un'attività lavorativa, anche se non è in regola, potrebbe ricevere una qualche forma di riconoscimento al fine dello spostamento.
la violenza con cui il virus si sta abbattendo sulla popolazione penso sia innegabile, ma è innegabile anche che al virus non interessa affatto chi paga i contributi o meno. ha senso chiedere a chi non può permettersi di non lavorare di restare chiuso in casa in nome dell'amore patrio mentre in moltissime fabbriche gli operai sono ancora costretti a lavorare uno accanto all'altro con misure di sicurezza ridicole? questa è un'altra dimostrazione che la violenza con cui si abbatte il virus non colpisce affatto tutti allo stesso modo e impedire di lavorare a chi lavora in nero è l'ennesima forma di far pagare un prezzo più caro alle fasce di popolazione meno tutelate.
specifico che io sono tra i privilegiati meno colpiti dall'attuale situazione: vivo in campagna, lavoravo da casa (in regola) anche da prima e anche se il ritmo di lavoro si è allentato fortunatamente al momento il frigo è ancora pieno, quindi non si tratta di tirare acqua al mio mulino, solo che ritengo un utile esercizio cercare di guardare anche al di fuori del proprio giardino.


25/03/2020, 14:19
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Ho capito il tuo ragionamento, ma non penso che sia accettabile.
Prima di tutto, le uova sono un alimento molto delicato e vulnerabile dal punto di vista sanitario. Chi controlla cosa mangiano le galline, se sono sane, se prendono antibiotici in maniera indiscriminata, ecc?
Se Mirco andando in giro a contatto con tante persone, contraesse in virus, anche con sintomi lievi, avrebbe il diritto di continuare ad andare in giro? Sentirebbe il dovere di chiudersi in casa per rispetto delle regole? E chi lo controlla?
Noi abbiamo un'azienda e siamo sottoposti a tutti i controlli da parte della Asl, penso che sia un dovere per tutti.
Mirco poteva informarsi se c'erano forme societarie dove poteva pagare meno tasse, avere facilitazioni, ma finora gli è andata bene così e le istituzioni hanno chiuso gli occhi.
Se i poliziotti quando lo fermano, credono che lui va a fare la spesa , con tutte le uova , che dire...w l'Italia!

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L'esperto è una persona che ha fatto in un campo molto ristretto tutti i possibili errori.(Niels Bohr)


25/03/2020, 15:02
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Sera io ancora non capisco come nel 2020 ancora si possa avere un attività come quella totalmente a nero .non solo chi le acquista ma che la Usl ,i vigili del suo paese non sa che ce un allevamento di così tanti animali .?
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25/03/2020, 15:19
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ma guarda milli, capisco perfettamente il punto di vista di chi fa lo stesso lavoro in regola e sono d'accordo sulle responsabilità che ha chiunque commerci generi alimentari, solo che secondo me si stanno mischiando piani completamente diversi.
è giusto pagare le tasse? io credo di sì (e personalmente da quando ho aperto la partita iva non ho mai fatto neanche un cent di nero, non potrei farlo neanche se volessi).
è giusto fare controlli su chi commercia generi alimentari? assolutamente sì.
chi non paga le tasse e non si sottopone ad alcun controllo sanitario pur vendendo alimenti delicati sicuramente manca di rispetto a chiunque faccia il suo stesso lavoro in regola ed espone i suoi clienti a rischi che sarebbe opportuno evitare, solo che secondo me tutto questo non ha niente a che vedere con la domanda che ha fatto l'utente in questione.
in nessun momento ho detto che fosse legittimo avere un allevamento in nero, ma tra tutte le responsabilità che imputo a questa persona, anche sanitarie, mi sembra fuori luogo aggiungere il carico da 90 di contribuire frivolamente a contagiare il coronavirus, perché questa a mio parere è un'assurdità.
per quale motivo dal punto di vista del contagio è più grave che la sua attività non sia in regola? non esiste alcun legame tra queste due cose per come la vedo io.


25/03/2020, 20:11
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Maceleneo:
Un magistrato autorizza una lavoratrice ad un lavoro nero, io per assumere un detenuto con svariati tentativi di suicidio sfumati per l'abilità dei sanitari ho impiegato 8 mesi e inoltrato le pratiche 4 volte per continui cambi di casa circondariale (era solo un idiota che ha fatto sue le colpe della moglie ) Nel tuo caso l'azione è la riabilitazione della persona
In questo caso cosciente di avere una attività in nero, cosciente di costringere i clienti a fare nero (i negozianti) Chiede di eludere una norma sanitaria emessa a tutela sua e dei suoi famigliari, a fianco a lui trovi in strada chi vende l'olio, pane, coniglio ,latte ...... vado avanti? Se invece andiamo sul rispetto delle regole non ho nessuna intenzione di giustificare chi lavora in nero che sia cliente o fornitore manodopera o finanziatore Ho un nipotino calabrese, una moglie siciliana, una ex pugliese ma se il nord si permette un filo di qualità della vita superiore è sicuramente per il maggior , non totale, rispetto delle regole e vale anche per la sanità a cui si dovrebbe rivolgere in caso di contagio Quindi fai frittata e aspetta che passi usa il tempo per preparare i documenti per regolarizzarti e pure io vengo a comprare uova
Pure un governatore di una regione si è alterato con il governo perchè non ha previsto sussidi per chi lavora in nero , siamo alla follia istituzionale

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Mettete l'indicazione geografica al profilo sarà utile nelle risposte grazie


25/03/2020, 22:02
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gargamella ha scritto:
Maceleneo:
Un magistrato autorizza una lavoratrice ad un lavoro nero, io per assumere un detenuto con svariati tentativi di suicidio sfumati per l'abilità dei sanitari ho impiegato 8 mesi e inoltrato le pratiche 4 volte per continui cambi di casa circondariale (era solo un idiota che ha fatto sue le colpe della moglie ) Nel tuo caso l'azione è la riabilitazione della persona
In questo caso cosciente di avere una attività in nero, cosciente di costringere i clienti a fare nero (i negozianti) Chiede di eludere una norma sanitaria emessa a tutela sua e dei suoi famigliari, a fianco a lui trovi in strada chi vende l'olio, pane, coniglio ,latte ...... vado avanti? Se invece andiamo sul rispetto delle regole non ho nessuna intenzione di giustificare chi lavora in nero che sia cliente o fornitore manodopera o finanziatore Ho un nipotino calabrese, una moglie siciliana, una ex pugliese ma se il nord si permette un filo di qualità della vita superiore è sicuramente per il maggior , non totale, rispetto delle regole e vale anche per la sanità a cui si dovrebbe rivolgere in caso di contagio Quindi fai frittata e aspetta che passi usa il tempo per preparare i documenti per regolarizzarti e pure io vengo a comprare uova
Pure un governatore di una regione si è alterato con il governo perchè non ha previsto sussidi per chi lavora in nero , siamo alla follia istituzionale


Approvo in toto


25/03/2020, 22:12
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Gargamella:
io credo che si debba stare attenti a porre certe restrizioni o comunque credo che sia necessario porsi seriamente il problema di quali siano le condizioni in cui si mettono le persone e non sto parlando dell'utente qui sopra e della sua azienda agricola, ma di tutte le persone che se non hanno la possibilità di muoversi per andare a lavorare e in casa non hanno uova o polli da mangiare in qualche modo proveranno ad arrangiarsi lo stesso, perché quando non lasci alle persone la possibilità di muoversi in modo onesto, l'unica alternativa che lascerai loro sarà quella di muoversi fuori dalle leggi e avendo lavorato con le detenute per esperienza posso dire che il risultato, in un baratro in cui nessuna legge conta più nulla, può essere molto peggiore del fenomeno che avevi provato ad arginare. peraltro penso che sia questo lo spirito con cui un magistrato di sorveglianza generalmente considera che lavorare in nero sia meglio che restare in carcere. mia nonna diceva che "il meglio è nemico del bene" e io penso che avesse ragione.


25/03/2020, 22:26
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È un discorso molto complesso.
In Italia si potrebbe continuare a lavorare tutti o quasi , se tutti disponessero di protezioni adeguate? Forse sì, il guaio è che non si trovano, per cui rimane l'unica alternativa di rimanere a casa. Non è giusto, si poteva fare di meglio, ma attualmente è cosi.

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25/03/2020, 22:54
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O insomma, non andiamo di palo in frasca: non si possono vendere centinaia e centinaia di uova al giorno senza avere una registrazione all'ASL e senza averne i requisiti, sia legali che di natura sanitaria.

A maggior ragione in uno stato di emergenza come questo, dove si dovrebbe stare a casa e limitare al massimo gli spostamenti. Ed un individuo che vende i beni che produce senza regolamentazione idonea dovrebbe cessare questa vendita impropria. Pensate che tutte le aziende che non producono beni di prima necessità hanno chiuso. E non aggiungo altro.


25/03/2020, 23:44
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la richiesta di "non andare di palo in frasca" in un thread clamorosamente off topic è un po' bizzarra. :mrgreen:
qui nessuno sta mettendo in discussione che vendere alimenti senza pagare tasse, senza permessi e senza requisiti sia legalmente e moralmente illecito, solo che, siccome non si stava più parlando di quanto spazio serva per allevare 250 galline, mi sono permessa di fare considerazioni di altro tipo.
l'utente ha chiesto se un'attività lavorativa non in regola possa essere considerata motivo valido di spostamento nel quadro dei decreti attualmente in vigore e secondo me la risposta finora qui non la conosce nessuno. potete anche accanirvi perché quello che sta facendo è mal fatto e perché ognuno di voi individualmente pensa che questa persona dovrebbe starsene chiusa in casa, mettersi in regola e meditare sui suoi peccati, ma come funzioni a livello legale la faccenda degli spostamenti per chi lavora in nero secondo me non è del tutto chiaro. o magari sì, in ogni caso finora abbiamo tutti espresso nostre opinioni, mi sembra.


25/03/2020, 23:59
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