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Gestione dell'allevamento, alimentazione, incubazione, ricoveri, predatori, razze e curiosità
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Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

20/10/2009, 21:14

se posso dire la mia.... 35 cent sn giusti ma come sn giusti anche 50 cent a uovo o piu... diciamo che le uova ''ruspanti'' sn davvero una chicca e nn una necessitè alimentare....se si vuole spendere un prezzo contenuto si comprano le uova del supermercato possibilmente evitando quelle di galline allevate in batteria ( con tale termine NON dico di acquistare SOLO uova biologiche!) se la domanda è elevata e l offerta limitata si puo di certo praticare i prezzi che si vuole.... di certo se le uova rimarranno invendute nn verranno buttate ne sara un problema il consumo:D

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

20/10/2009, 23:20

io vendo le mie uova a 4o centesimi l'uno e credetemi, siamo in centro, ci sono molti negozi che vendono a poco prezzo ma ho molti clienti fissi che vengono da me a comprarsele. io le galline le allevo per terra, di giorno le faccio uscire e mangiano quello che vogliono(ho notato che gradiscono particolarmente l'uva!!), io aggiungo quando necessita un pò di mangime, crusca, pane, e anche scarti di verdura e zucchine

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

21/10/2009, 8:26

io x ruspenti intendo ruspanti se iniziapo a parlare di isabrown e mangimi , abnche se son allevati all'aperto NON sono ruspanti

le razze ruspanti sono quelle autoctone ,e BASTA...

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

21/10/2009, 19:59

Mi spiace...non riesco ad accettare prezzi simili ( 40 cent...e più); anche se il prodotto risponde come tutti al meccanismo domanda-offerta mi sembra un po' speculare; già il mercato è tanto inquinato da dinamiche che snaturano il valore reale dei prodotti.E te lo dice una commerciante...
In questi giorni i limoni della costiera vengono venduti all'ingrosso a prezzi che sfiorano i 3 euro: non farò forse mai strada nella vita, ma nel mio negozio quegli splendidi limoni non rientreranno finchè il prezzo non torna accettabile ( tranne casi particolari ovviamente )

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

21/10/2009, 20:28

cara nicoletta, tu dici di essere una commerciante, io sono un ex ( ho avuto per 5 anni una superette ) se un prodotto con il prezzo xy riesci a venderlo senza avere rimanenze significa che la gente non ritiene il costo sproporzionato, tu prova a mettere un prodotto con un prezzo più caro del 20% dello standard di mercato di un articolo che vendi nel tuo negozio e ti accorgerai che ti rimarrà invenduto, questo significa che il consumatore è informato sul costo dei vari prodotti, quindi se le uova a 35 cent vanno a ruba è perchè la gente sà che il prezzo è in linea.

ciao

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

21/10/2009, 20:44

si am sul fatto delle uova ruspanti ce da fare un distinguo molo importante

e qui da una parte ce il vuoto abissale , dall'altra gli speculatori.

prendiuamo per esempio il lavoro fatto dagli allevatori di marans , che hanno un disciplinare molto rigido , sia in fatot di alimentazione , che in fatto di spazio dentro e fuori l'allevamento, in cui e' giustificato anche i prezzo di vendita( se non sbaglio nel 2003 al sima di parigi vendevano 6 uova a 1.5 euro..., verificato di persona )

ma li alel spalel ce da una parte la garanzia di quanto venduto, dall'altra ce anche la garanzia che le uova vendute sono esattamente di amrans, in quanto sono ci colore nero cioccolato ..


con che criterio di definisce ruspante una gallina?

per me sono le razze autoctone , la bianca di saluzzo pinerolo , la bionda di villanova d'asti . la livornese, queste razze quando va bene hanno una produzione di uova che quando va bene arriva a 50 60 l'anno , per di piu razzolano per l'aia , mangiano scarafaggi e lombrichi per bilanciare il fbbisogno di proteina , mangiano trifoglio , tarassaco , ortiche , erma medica quando e' nei primi stadi di sviluppo ..

tuttalpiu , un po di farina di mais er avere un po di energia , ma senza esagerare , perche senno ingrassano..


ma quando mi dite che fate uova ruspanti con la W. isa brown , e per di piu andate a dare lo stesso mangime che usiamo negli alelvamneti , ma chi volete prendere x il naso..

cioe avete voglia a dire che razzlano x l'aia , ma la fonte proteica e calorica, non e' quello che amngiano fuori , e' il amngime stesso ...
a quel punto li , fate l'opera fino in fondo, ma nn vendeteli x ruspanti...

un uovo di gallina livornese quando e' grosso e' al max 50 grammi ed e' bianco latte

quello di alelvamento e' una tonalita di colore tra il rosso l'arancione e il marrone, e ha un peso di 65 70grammi...

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

21/10/2009, 21:32

io nn sn daccordo sui limoni della costiera.... anche li.. è lo stesso discorso: sono una ricercatezza e quindi costano sicuramente di piu inoltre lavorare sui terrazzamenti della costiera trasportare le cassette lungo scalinate e salite giustifica secondo me il prezzo.. basta dare un alternativa .... ci sara il consumatore che acquistera i limoni a 3 euro e chi si ortientera su limoni sicilianai a 1.5 euro....

cmq condivido in parte il discorso di grintosauro cioè uova di razze italiane ruspanti è quasi naturale che abbiano un prezzo piu elevato delle altre se non altro perche alcune nostre razze nn sono piu cosi diffuse sn spesso difficili da trovare e le uova spesso vengono indirizzate verso l incubatrice piuttosto che la padella... pero mi permetto di dissentire sul fatto che le uova di un ibrido commerciale allevato all esterno com metodi tradizionale con miscele di granaglie magari auto prodotte debbano avere lo stesso prezzo delle uova del supermercato.. si manterranno su un prezzo inferiore rispetto a quello di razze italiani o estere ma superiori alle uova del supermercato.. anche perche ibrido o nn ibrido secondo me le galline ''di casa'' godono di un alimentazione diversificata di spazzi per razzolare e camminare di luce naturale ecc ecc...
cmq io credo che questi prezzi vadano bene se il venditore abbia un pollaio di normali dimensioni famigliare che so 20 30 gallinae.. che vende una quantita modesta di uova a clienti affezionati e che nn ha problemi del caso ci sia un avanzo di uova che cmq verranno consumate dallo stesso produttore...discorso diversi se parliamo gia di piccoli allevamenti magari di 200 300 capi.. un prezzo elevato potrebbe nn permettere la vendere e il rischio che le uova gli rimangano sul groppone comporta necessariamente un abbassamento del prezzo...

e secondo me è un po questo il fatto che spinge ad avere o micro allevamente famigliari che vendono le uova in esubero o grandissimi allevamenti... nel primo caso pur supportando costi maggiori si possono vendere le uova a prezzi piu alti ( e godere di altri redditi) nei secondi a fronte di costi variabili minori si hanno prezzi di vendita basissimi con margini di guadagno irrisori e per ottenere profitti si deve giocare sul numero di animali.. nel mezzo delle due situazioni si hanno solo i costi elevati dovuti al fatto di nn poter beneficiare dei grandi ordini o dei gruppi che ci sn dietro e vendere le uova a prezzi inferiori di quelle delle prouzioni casalinghe!

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

21/10/2009, 21:47

Tra i conti fatti sul prezzo dell'uovo all'origine non avete preso in considerazione alcuni agenti esterni che possono influire sul costo di gestione del pollaio familiare; per esempio la notte scorsa è entrata nel pollaio una volpe e la mattina ho trovato morte sei galline su dodici...

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

22/10/2009, 8:20

le granaglie auto prodotte , come i mais a ciclo corto semivitrei , o il sorgo da granella , o il grano foraggero , il triticale ,o della farina di pisello proteico sono un conto , ma andare in un mangimificio , o al consorzio agrario , comprare un mangime finito , e darlo alle galline , e' un altro...

focus20rm , vedi il discorso e' che poi uno inizia con 4 galline intorno a casa e fare come hai detto , poi ci si prende la mano ,comincia a vendere un po le uova ai conoscenti , che apprezzano quando rifa il gabbiotto dei polli lo fa piu largo, l'erba del cortile non basta piu , l'anno dopo al posto delle razze autoctone , compra le ovaiole , chi gliele vende fa un forfait , cioe pollstre pu un po di mangime..
fin quando amngiano il mangime , uova a raffica, quando finisce , la deposizione crolla, i clenti chiedono , e tu vai di nuovo avanti a mangime


noi abbaimo avuto l'allevamento di ovaiole x 35 anni, con tanto di centro di imballaggio ,
di 100 persone che allevavano le galline bionde :90 , son passate alle ovaiole Warren , ma non tanto un 15/20, giusto per uso personale ..
mm uso personale , si perche una famiglia di 3 pesone mangia una dozzina di uova al giorno , e il sangue ha talmente colesterolo che potresti usarlo al posto del gasolio..

di queste 100 : 8 si son trotte le scatole e comprano direttamente le uova negli alelvamenti x poi rivenderle, (per poi tenere 4 galline in cortile x far vedere che ce l'hanno anche loro)

2 si tengono 5 galline ruspsnti e non vogliono nessun traffico x casa..(ammiro queste , alemno nn sono ipocrite..)

e mi venite a dire che il calcolo del costo delle uova e' sbagliato ..mah sara'...

io lo dico chiaro e tondo a chi viene a casa mia comprare uova, le mie sono di ovaiole , e il mangime lo faccio io , con il 60% di mais prodotto nella mia azienda, puo piacere o non piacere ..

patti chiari,,

Re: Il giusto prezzo per le "uova di casa"

22/10/2009, 15:35

Condivido una buona parte di tutte le considerazioni fatte sin d'ora; apprezzo l'approccio più pragmatico nel calcolo del prezzo, capisco anche che il rapporto fra domanda ed offerta giochi un ruolo fondamentale sia nella scelta di gestione dell'allevamento, sia nell'aggiustamento del valore dato a singolo uovo. Ma il prezzo massimo di qualsiasi prodotto non può essere, per dirla in termine matematico," più infinito"...o "finchè vendo il prezzo è giusto": va fissato un tetto massimo, altrimenti si corre il rischio di entrare nella speculazione.
Appurato il fatto che i prodotti in genere hanno un prezzo fluttuante conseguente a vari fattori,(e per i limoni possono essere le condizioni di raccolta, il clima etc etc.), un limone di costiera non può vedere raddoppiato e oltre il suo valore da un mese all'altro solo perchè le riserve scarseggiano e c'è troppa gente che lo apprezza...è sempre lo stesso limone del mese precedente!
Questa distorsione nel valore delle cose genera dal mio punto di vista molta diffidenza da parte del consumatore, e se io cerco di capire e spiegare le ragioni degli aumenti ai miei utenti, comincio ad incontrare delle difficoltà quando il gap è clamoroso.E poi salta fuori lo sciopero della spesa che castiga colpevoli ed innocenti...
Nicoletta
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