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Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71840 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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OSSERVAZIONE, CONDIVISIONE E LIBERTÀ DI SCELTA: LA VITICOLTURA DEL FUTURO PARTE DALLA DOC COLLI BERICI E VICENZA Alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” un confronto tra esperti del settore per parlare di ricerca, sperimentazione e pratiche in vigneto per affrontare le sfide del clima Consapevolezza degli scenari imposti dal cambiamento climatico, centralità della ricerca scientifica, condivisione delle conoscenze, adattabilità, sostenibilità a tutto tondo e spirito pionieristico: sono alcuni dei temi emersi durante il convegno Alla ricerca dell’equilibrio – Le sfide della viticoltura contemporanea, presentato dal Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza lo scorso giovedì 8 maggio 2025 alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza. Un approfondimento sull’impatto delle trasformazioni climatiche in vigneto con evidenze della ricerca scientifica e applicazioni pratiche da adottare sul campo. Protagonisti dell’incontro sono stati Giovanni Battista Tornielli, docente dell’Università di Padova, Ermanno Murari, capo area tecnico di Vivai Cooperativi Rauscedo, e Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza. Ha moderato il convegno la giornalista, agronoma e direttrice scientifica di Millevigne Alessandra Biondi Bartolini. “Dare spazio a un confronto significativo tra scienza e tecnica, tra teoria e pratica, per offrire ai nostri soci strumenti concreti e linee guida chiare da poter applicare in vigneto – ha dichiarato Silvio Dani, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza –. Questo l’obiettivo che abbiamo perseguito organizzando un convegno con importanti esperti del settore scientifico, viticolo e agronomico. Solo attraverso la formazione e la sperimentazione condivisa possiamo affrontare le sfide climatiche odierne con visione, pragmatismo e responsabilità”. L’incontro ha offerto un approccio integrato tra tecnica e pratica, sollevando al contempo riflessioni più ampie sulle prospettive future della viticoltura. Si è discusso della necessità di uno sguardo lungimirante e di una visione aperta all’innovazione, fondata su una profonda osservazione, sull’esperienza e sul dialogo con i produttori. È emersa l’esigenza di maggiore flessibilità nei disciplinari, per permettere soluzioni più agili e tempestive alle difficoltà generate dal clima. Tra i valori richiamati anche il coraggio, la creatività e la curiosità nell’introduzione di nuove tecniche basate su studio e ricerca. In questo contesto, Giovanni Battista Tornielli ha offerto una panoramica sulle principali problematiche agronomiche e ambientali, soffermandosi sia su interventi a breve termine come la gestione del suolo e della chioma in vigneto, sia su strategie più strutturali di lungo periodo, che includono la scelta di portainnesti e varietà, il riposizionamento delle colture e l’uso di tecniche per il miglioramento genetico. Ha inoltre evidenziato l’importante ruolo delle tecnologie avanzate per monitorare lo stress idrico e la qualità della produzione. Ermanno Murari, partendo dai suoli dei Colli Berici e illustrando esempi concreti adottati in Veneto, ha approfondito l’impiego delle varietà resistenti e dei portainnesti di nuova generazione, serie M, sviluppati per affrontare specifiche criticità come siccità, calcare attivo, salinità e suoli asfittici. Tra le risposte concrete alle sfide climatiche e alla valorizzazione del territorio si collocano anche le recenti iniziative del Consorzio, presentate nel corso del convegno dal direttore Giovanni Ponchia. “In un’ottica di maggiore adattabilità produttiva – ha spiegato il direttore – stiamo richiedendo un aggiornamento del disciplinare per consentire l’utilizzo del sistema di allevamento a pergola per tutte le varietà ammesse, mentre per i vini Colli Berici bianco e rosso domandiamo una maggiore libertà nella composizione ampelografica”. L’attenzione del Consorzio si concentra inoltre su aspetti chiave come la gestione dello stress idrico e la tutela della biodiversità locale. A questo proposito, è stato istituito un campo catalogo a Lonigo, dove vengono coltivate antiche varietà autoctone come Denela, Leonicena, Gambugliana, Liseiret, Pomella, Cenerente e Rossa Burgan, selezionate per la loro capacità di adattarsi alle nuove condizioni ambientali.
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| 12/05/2025, 19:05 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71840 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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LA DOC COLLI BERICI AGGIORNA IL DISCIPLINARE: PIÙ LIBERTÀ D’INTERPRETAZIONE E SFIDE CLIMATICHE Ampliata la base ampelografica del Colli Berici Rosso e Bianco e introdotto il sistema a pergola per tutte le varietà esclusivamente in collina. Le novità comunicate a Gustus 2026, che si riconferma tra professionisti e wine lover Sono ufficialmente entrate in vigore le modifiche del disciplinare di produzione della DOC Colli Berici. Le principali novità riguardano l’ampliamento della base ampelografica per il Colli Berici Bianco e Colli Berici Rosso e l’inclusione della forma di allevamento a pergola per i nuovi impianti e reimpianti con giacitura collinare. A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 19 agosto 2026, nella produzione del Colli Berici Rosso si ammette per almeno il 60% l’utilizzo di varietà Merlot, Tai Rosso, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon – laddove prima era prevista una predominanza delle sole Merlot e Tai Rosso –, fino al 40% di Carmenère e/o Pinot Nero e fino a un massimo del 15% di altre varietà a bacca rossa autorizzate nella provincia di Vicenza. Analogamente, il Colli Berici Bianco apre alle varietà Garganega, Chardonnay e Pinot Bianco, da sole o congiuntamente, per almeno il 60%, mentre Manzoni Bianco, Tai Bianco e Sauvignon possono concorrere fino a un 40%, insieme a un massimo del 15% di altri vitigni bianchi autorizzati. Un cambiamento sostanziale rispetto alle precedenti disposizioni che per la base ammettevano quasi esclusivamente Garganega e Sauvignon. “Le modifiche intendono offrire ai viticoltori maggiore libertà di interpretazione del territorio – dichiarano il direttore del Consorzio Giovanni Ponchia e il presidente Silvio Dani –. L’introduzione di nuove varietà e tipologie di uvaggio per il Colli Berici Bianco e Rosso permettono una lettura più capillare e personale della denominazione. L’introduzione del sistema di allevamento a pergola per tutte le varietà in collina, inoltre, è uno strumento concreto per affrontare le nuove sfide climatiche che possono cambiare i parametri qualitativi delle uve”. La tradizionale pergola, precedentemente riservata alla sola Garganega, aiuta a proteggere i grappoli dall’irraggiamento diretto e a mantenere il giusto livello di acidità degli acini. Può diventare uno strumento fondamentale nella gestione di annate calde come la 2026, con una generale anticipazione della raccolta data anche dalle elevate temperature. L’entrata in vigore del nuovo disciplinare è stata comunicata durante la prima giornata di Gustus 2026 – Vini e Sapori di Vicenza, la manifestazione dedicata alla scoperta e all’approfondimento dei vini delle DOC Colli Berici, Vicenza e Gambellara andata in scena il 19 e 20 settembre al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. L’appuntamento ha registrato un ottimo riscontro da parte di un pubblico composto per gran parte da professionisti del settore e solidi appassionati, registrando un tutto esaurito alle due WineLab: Il Tai Rosso tra tendenze e sfide climatiche: una vocazione al cambiamento, a cura del Miglior Sommelier del Veneto 2018 e Miglior Sommelier d'Italia 2023 Cristian Maitan, e Il tempo del Gambellara: un viaggio tra carattere e longevità condotta dal wine educator Fabio Gobbi.
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| 01/10/2026, 13:11 |
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