Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP rafforza le attività di promozione tra prodotto, turismo e territorio
Un viaggio tra persone, famiglie e territorio per raccontare l’Oro Nero attraverso chi lo custodisce ogni giorno
Modena – Negli ultimi anni il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha intensificato le proprie attività di promozione e valorizzazione del prodotto, affiancando alla tutela della denominazione un impegno crescente sul fronte del turismo legato alle acetaie e della divulgazione culturale. Un percorso che ha messo al centro non solo l’eccellenza del prodotto, ma anche il racconto del territorio e dei suoi simboli identitari, come la bottiglia iconica disegnata da Giorgetto Giugiaro, diventata nel tempo un vero e proprio emblema riconosciuto anche nel mondo del design.
È in questo contesto che prende avvio un nuovo progetto promosso dal Consorzio, volto a rafforzare ulteriormente il legame tra Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, persone e territorio. A partire dal 27 gennaio, a Modena, prenderà infatti il via un percorso formativo in presenza rivolto agli associati, realizzato in collaborazione con Unexpected Italy, startup travel-tech italiana specializzata nella valorizzazione dei territori attraverso narrazioni identitarie, mappatura sul campo e strumenti digitali, premiata a livello internazionale dalle Nazioni Unite e citata anche dal The Guardian. Unexpected Italy lavora a stretto contatto con le comunità locali, selezionando e raccontando realtà che operano con etica, radicamento territoriale e qualità umana, trasformando il viaggio in uno strumento di conoscenza e connessione autentica.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che, nonostante la notorietà globale dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, la sua storia più profonda - fatta di famiglie, gesti quotidiani, relazioni e di un territorio che va oltre le etichette più note - sia ancora poco conosciuta dal grande pubblico. Il Consorzio ha quindi scelto di avviare un percorso strutturato di valorizzazione che mette al centro la rete delle acetaie e il tessuto umano che da generazioni custodisce e tramanda l’Oro Nero modenese. Per dare forma a questo racconto, il Consorzio ha individuato in Unexpected Italy il partner ideale, grazie a un approccio che unisce etica, radicamento territoriale e qualità umana.
Negli ultimi mesi, i fondatori di Unexpected Italy, Elisabetta Faggiana e Savio Losito, hanno svolto un intenso lavoro di ascolto sul territorio, visitando oltre cinquanta acetaie, incontrando le famiglie, dialogando con i produttori e raccogliendo storie, visioni e peculiarità di ciascuna realtà. Un percorso che ha restituito un racconto corale in cui l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP emerge non solo come prodotto, ma come espressione viva di una comunità. L’obiettivo finale del progetto è dare forma a questo patrimonio attraverso una guida digitale innovativa, che sarà integrata all’interno dell’app di Unexpected Italy e disponibile sul sito web del Consorzio. Ogni acetaia che rispecchia le linee guida del Consorzio in termini di accoglienza e ospitalità verrà raccontata in una pagina profilo dedicata, costruita a partire dalle persone, dalla storia familiare e dall’esperienza di visita, più che dal processo produttivo in senso stretto.
La guida non si limiterà al balsamico, ma offrirà una lettura più ampia del territorio modenese attraverso itinerari tematici dedicati alle aziende che, accanto alla produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, sviluppano attività di accoglienza e turismo. Un percorso pensato per accompagnare i viaggiatori alla scoperta dei sapori del territorio seguendo il ritmo delle stagioni, con particolare attenzione alla filiera corta e alle produzioni locali.
Il risultato è un racconto autentico e verificato, che restituisce valore non solo al prodotto, ma al tessuto umano che ruota attorno all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, offrendo ai viaggiatori consapevoli strumenti per comprendere, scegliere e vivere il territorio in modo rispettoso e profondo.
Parte integrante dell’iniziativa è anche il percorso di workshop formativi che ha preso il via il 27 gennaio, concepito come momento di confronto e crescita collettiva per gli associati. Gli incontri hanno l’obiettivo di rafforzare la rete delle acetaie, sensibilizzare sull’importanza dell’accoglienza e dell’ospitalità, condividere buone pratiche e stimolare l’innovazione, sempre nel rispetto dell’identità e delle radici di ciascuna realtà. Il progetto si configura come un punto di partenza, non di arrivo: una base solida e aperta, destinata ad accogliere nel tempo nuove realtà del Consorzio che condividono la stessa visione. Un lavoro che non racconta solo l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, ma il territorio che lo genera, lo custodisce e lo rende unico, attraverso le persone che ogni giorno ne tengono vive le radici.
“Modena Balsamic Genius” protagonista al Parlamento Europeo
Il 28 gennaio il pluripremiato cortometraggio che racconta l’Aceto Balsamico di Modena, la sua storia e il suo territorio è stato al centro di un incontro del Parlamento Europeo ospitato dall’Eurodeputato Stefano Bonaccini Modena, 29 gennaio 2026 - Continua il tour internazionale di “Modena Balsamic Genius”, il pluripremiato cortometraggio realizzato dal Consorzio Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena per raccontare il prodotto, la sua storia e il suo territorio. Il 28 gennaio ha fatto tappa a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo all’interno dell’evento ospitato dall’Eurodeputato Stefano Bonaccini con la partecipazione della Commissione Europea e della European Vinegar Association.
L’incontro, tappa del progetto di promozione che ha visto il Consorzio presentare “Modena Balsamic Genius” a partire da ottobre tra Italia, Stati Uniti, Canada, Germania e Belgio, è stata l’occasione per sottolineare l’importanza del legame culturale, storico, territoriale tra il Balsamico e Modena, Una storia che affonda le radici nei tempo e che raggiunge il suo apice nel 1747, quando proprio a Modena per la prima volta, quell’aceto che già era riconosciuto come unico nel suo genere diventa Balsamico.
“Perché l’Aceto Balsamico è “di Modena”? – sottolinea Federico Desimoni, Direttore Generale del Consorzio – Perché nasce e si radica proprio a Modena? Sono queste le domande che ci hanno guidato nella realizzazione di questo progetto di comunicazione. La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo: perché in questo territorio l’incontro di molteplici fattori ha attivato quello che oggi chiamiamo il genio di Modena, Modena Balsamic Genius”.
Tra le tematiche affrontate, è emersa come priorità la recente proposta del Parlamento Europeo di introdurre una norma comunitaria che definisca le regole di utilizzo della denominazione aceto, sostenuta dagli eurodeputati Stefano Bonaccini e Salvatore De Meo e attualmente in discussione.
Come ha sottolineato l’eurodeputato Stefano Bonaccini si tratta di un passaggio storico, che anche il Consorzio si augura possa trovare presto una realizzazione.
“È fondamentale discutere di questi temi in un momento in cui le nostre eccellenze sono esposte a forme di concorrenza che nulla hanno a che vedere con l’origine agricola dei prodotti. Il rischio, altrimenti, non è solo economico, ma culturale.” – ha commentato Stefano Bonaccini – “Se mettiamo sullo stesso piano un prodotto agricolo, frutto di anni di lavoro e di norme stringenti, e una miscela chimica industriale, mandiamo un messaggio sbagliato ai consumatori e indeboliamo la fiducia nell’intero sistema agroalimentare europeo.”
Altra precisazione importante arriva da Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio: “Come Consorzio, guardiamo con grande interesse a questa evoluzione normativa a vantaggio sia del mondo produttivo che degli interessi del consumatore. Del resto, come recita il nostro motto: “L’’Aceto Balsamico di Modena è Unico, Autentico, di Modena dal 1747”, la funzione del Consorzio è proprio quella di custodire e tutelare il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità perché possa evolvere e continuare a crescere”.
L’Aceto Balsamico di Modena rappresenta un’eccellenza nel panorama europeo. Con una produzione annua che si attesta intorno ai 95 milioni di litri, di cui oltre il 92% esportato al di fuori dei confini nazionali e per il 50% al di fuori del mercato interno europeo, e un valore al consumo che raggiunge il miliardo di euro, ha consolidato nel tempo la propria posizione come prodotto premium della categoria, anche grazie al riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta ottenuto nel 2009.
Modena Balsamic Genius – scheda Il cortometraggio Modena Balsamic Genius, realizzato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena con il contributo del Ministero dell’ Agricoltura (MASAF) e con la regia di Carlo Guttadauro è stato presentato in anteprima internazionale il 5 settembre 2025 durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, all’interno di un evento dedicato ai prodotti simbolo della tradizione modenese. Da Venezia le presentazioni si sono susseguite in Italia, Stati Uniti, Canada, Germania e Belgio e sono diventate l’occasione per sottolineare l’importanza del legame culturale, storico, territoriale tra il Balsamico e Modena con un grand successo di pubblico e stampa.
Il film – che racconta l’Aceto Balsamico di Modena IGP attraverso un linguaggio visivo inedito fatto di danza performativa e narrazione evocativa – ha raccolto molti riconoscimenti internazionali tra cui il Premio Miglior Spot Commerciale al Paris Play Film Festival (66ª edizione), il Premio Ad & Communication al Festival del Cinema di Parma, la menzione speciale al Merano Wine Festival e la menzione d’onore all’Athens International Monthly Art Film Festival.
Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena porta l’IGP da Sonia Factory Un incontro tra approfondimento teorico e pratica in cucina dedicato alla conoscenza e all’utilizzo dell’Aceto Balsamico di Modena IGP
Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena impegnato a Milano in un nuovo appuntamento formativo presso Sonia Factory, lo spazio dedicato alla cucina e alla divulgazione gastronomica fondato dalla nota conduttrice e influencer Sonia Peronaci. L’evento fa parte del ciclo di attività nell’ambito del progetto “Aceto Balsamico di Modena IGP: un prodotto unico, da una terra unica. Certificato dall’Unione Europea” cofinanziato dall’Unione Europea.
L’incontro completa il percorso di sensibilizzazione e di formazione di alto livello che il Consorzio ha proposto a interlocutori selezionati animati dall’interesse ad approfondire i segreti dell’Aceto Balsamico di Modena, le sue caratteristiche più evolute, i nuovi trend di utilizzo, gli abbinamenti innovativi e soprattutto quello che rende questo prodotto unico: il legame inscindibile con la cultura, la storia e la capacità produttiva di Modena e dei modenesi.
“Sintetizzare in poche parole ciò che lega l’Aceto Balsamico di Modena al suo territorio di appartenenza è davvero difficile – evidenzia il direttore del Consorzio Federico Desimoni – quello che posso dire in una battuta è che “l’Aceto Balsamico nasce a Modena ed è di Modena, perché è in quella terra che nel 1747 l’Aceto diventa Balsamico”. Proprio per questo il nostro prodotto è e rimane “unico, autentico, di Modena”.
Durante l’appuntamento, i rappresentanti del Consorzio hanno proposto un viaggio attraverso la storia, l’origine e le caratteristiche distintive dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, con particolare attenzione alle differenze tra le varie tipologie e alle corrette modalità di utilizzo in cucina. A seguire, una sessione pratica, condotta da Sonia Peronaci, in cui il prodotto sarà protagonista di preparazioni dolci e salate, pensate per esaltarne le note aromatiche e la capacità di arricchire le ricette in modo equilibrato e contemporaneo.
Durante l’evento, grazie anche alla proiezione del pluripremiato cortometraggio “Modena Balsamic Genius”, realizzato dal Consorzio per illustrare il profondo legame con il territorio, si è consolidata la conoscenza del prodotto, e sui suoi utilizzi innovativi anche nella cucina quotidiana.
Attraverso collaborazioni con realtà autorevoli del mondo food, come Sonia Peronaci e la sua Sonia Factory, il Consorzio conferma il proprio impegno nella promozione culturale dell’Aceto Balsamico di Modena, valorizzandone identità, qualità certificata e legame con il territorio riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea e dall’Indicazione Geografica Protetta.
Tradizione, innovazione e creatività si incontrano in nuovi linguaggi gastronomici
L’Aceto Balsamico di Modena IGP conquista la pasticceria: nuove sperimentazioni tra dolci e gelati
L’Oro Nero diventa ingrediente di sperimentazioni d’autore in pasticceria che ne esaltano versatilità e identità
Modena – L’Aceto Balsamico di Modena IGP continua a sorprendere e ad ampliare i propri orizzonti gastronomici, approdando con sempre maggiore convinzione anche nel mondo della pasticceria. Un utilizzo innovativo che mette in luce l’estrema versatilità del prodotto e la sua capacità di dialogare con linguaggi culinari diversi, anche in contesti inediti.
Sempre più pasticceri scelgono infatti di utilizzare l’Aceto Balsamico di Modena IGP come ingrediente capace di bilanciare la dolcezza, esaltare le materie prime e aggiungere complessità aromatica a dessert, lievitati e creazioni al cucchiaio. Un esempio emblematico arriva dall’esperienza del pastry chef Marco Pedron, che ha recentemente sperimentato l’impiego dell’Aceto Balsamico di Modena IGP in alcune preparazioni dolci.
«Ricordo con affetto una delle mie prime sfide in laboratorio accaduta oltre venti anni fa: una millefoglie con lamponi e Aceto Balsamico di Modena IGP. Fu forse un caso che tra le mie prime preparazioni ci fosse questo prodotto, ma già in quella occasione capii quanto l’Aceto Balsamico di Modena potesse essere straordinario in pasticceria. Permette di esplorare il gusto in profondità, di arricchire senza coprire, valorizzando ogni ingrediente. Ricco di storia e identità, è perfetto dalla tavola di casa fino al fine dining contemporaneo, è un prodotto iconico e vincente ovunque.»
Negli utilizzi provati da Marco Pedron, l’Aceto Balsamico di Modena IGP diventa ingrediente tecnico oltre che aromatico: viene affinato direttamente negli impasti, come nella brisée della “Millefoglie Con Crema Pasticcera Alla Vaniglia, Lamponi e Aceto Balsamico di Modena Igp”, o utilizzato in lavorazioni strutturate come gel e riduzioni e nelle frolle. È ottimale anche nelle sablée dove contribuisce a bilanciare la componente grassa, mentre nell’abbinamento con il cioccolato crea un contrasto misurato che ne esalta profondità e persistenza. Una tecnica che punta all’equilibrio, valorizzando ogni ingrediente senza sovrapposizioni. Queste sperimentazioni rientrano in un ciclo di workshop in collaborazione con la scuola di cucina Congusto, nell’ambito del progetto “Aceto Balsamico di Modena IGP: un prodotto unico, da una terra unica.” cofinanziato dall’Unione Europea, volto a valorizzare un’eccellenza riconosciuta e tutelata nel mondo.
Un percorso intrapreso dal Consorzio per coinvolgere chef, pasticceri, gelatieri e professionisti del settore food & beverage, con l’obiettivo di esplorare come l’Aceto Balsamico di Modena IGP possa trovare spazio non solo nella cucina salata, ma anche in ambiti apparentemente meno convenzionali come la pasticceria, dando vita a dessert dal profilo gustativo originale e raffinato.
Un percorso che conferma l’Aceto Balsamico di Modena IGP come prodotto identitario del territorio, capace di evolversi e reinterpretarsi, restando fedele alla propria tradizione ma dialogando con le esigenze e la creatività della gastronomia contemporanea.
Tradizione, cultura e visione strategica per il futuro
Dal bilancio alle borse di studio Mirella Freni: il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena guarda al futuro rafforzando il legame tra eccellenza e cultura
Record di imbottigliamento nel 2025 e rafforzamento delle collaborazioni culturali nazionali e locali
Modena, 21 febbraio 2026 – L’assemblea annuale del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, riunitasi oggi, ha approvato il bilancio consuntivo e delineato le principali direttrici di attività per il prossimo anno, confermando un percorso di crescita e di progressivo rafforzamento del ruolo del Consorzio non solo come garante della tutela produttiva, ma anche come attore culturale del territorio. Il 2025 si è chiuso con un risultato particolarmente significativo: quasi 170.000 bottiglie di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP imbottigliate nelle due tipologie di invecchiamento, 12 e 25 anni, segnando un nuovo record che testimonia la vitalità del comparto e l’attenzione crescente verso una delle eccellenze più rappresentative del Made in Modena.
La sera precedente l’assemblea, venerdì 20 febbraio, il Consorzio ha inoltre confermato il proprio legame culturale a favore della città e per le nuove generazioni con la consegna di due borse di studio del valore di 2.500 euro ciascuna, eccezionalmente intitolate alla memoria del grande soprano modenese Mirella Freni. La cerimonia si è svolta nel corso della rappresentazione operistica, alla presenza del Presidente Enrico Corsini e del Consigliere Michele Montanari, insieme a Micaela Magiera, Presidente della Associazione Mirella Freni ETS, sottolineando il legame profondo tra le tradizioni produttive e culturali della città.
Nel corso dell’assemblea è stato dato ampio spazio anche al posizionamento culturale e identitario dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Un ruolo centrale è rappresentato dalla presenza della storica bottiglietta disegnata nel 1987 da Giorgetto Giugiaro all’ADI Design Museum di Milano: un riconoscimento che sancisce definitivamente il valore del contenitore come oggetto di design industriale e simbolo unico e inimitabile del “oro nero” di Modena. Un’esposizione che contribuisce a raccontare il prodotto non solo come eccellenza gastronomica, ma come icona culturale e progettuale di rilievo nazionale e internazionale.
Accanto a questo importante presidio museale, proseguono e si rafforzano le collaborazioni con istituzioni culturali di primo piano, tra cui la Fondazione Arena di Verona, avviata nel 2024, e il Teatro Comunale di Modena, in un dialogo costante tra musica, spettacolo e tradizioni d’eccellenza. Continua inoltre il lavoro con il Consorzio Le Terre del Balsamico per la promozione congiunta del territorio attraverso eventi e iniziative in Italia e all’estero, come “Acetaie Aperte”, che avvicinano il pubblico alla cultura produttiva del Balsamico Tradizionale.
Il 2026 sarà anche un anno simbolico per la comunità dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, con la celebrazione del 60° anniversario della Consorteria di Spilamberto, che verrà incluso in una serie di iniziative con al centro l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e il concorso “Batterie d’eccellenza”.
«L’approvazione del bilancio e il record di imbottigliamento confermano la solidità del nostro sistema», ha dichiarato il Presidente Enrico Corsini. «Ma per noi è altrettanto importante il lavoro sul piano culturale: la presenza della bottiglia di Giugiaro all’ADI Design Museum e le collaborazioni con le grandi istituzioni dello spettacolo dimostrano che l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è un patrimonio che va oltre il prodotto, rappresentando l’identità stessa di Modena nel mondo».
Tradizione, cultura e visione strategica per il futuro
Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP presenta la guida “Le Vie del Balsamico DOP”
Al Ridotto del Teatro Pavarotti-Freni un evento tra turismo e cultura con la partecipazione di Unexpected Italy, curatori della guida, e della Fondazione Arena di Verona
Modena, 21 aprile 2026 – Si è svolta oggi, presso il Ridotto del Teatro Comunale Pavarotti-Freni, la presentazione ufficiale della guida “Le Vie del Balsamico DOP”, alla presenza di una cinquantina tra soci, giornalisti e stakeholder del settore.
La presentazione è stata anticipata da un breve recital di solisti dell’Arena di Verona, reso possibile dalla collaborazione pluriennale con la Fondazione Arena di Verona, finalizzata all’ampliamento del pubblico e alla promozione del territorio modenese all’interno di un contesto lirico e culturale di altissimo livello.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali dell’Assessore del Comune di Modena Paolo Zanca, seguiti dall’introduzione del Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Enrico Corsini, che ha evidenziato come la guida si inserisca in un più ampio e strutturato percorso di promozione turistica portato avanti dal Consorzio negli ultimi anni.
“La guida Le Vie del Balsamico DOP rappresenta un tassello fondamentale di un percorso che il Consorzio sta portando avanti con determinazione negli ultimi anni,” ha dichiarato il Presidente Enrico Corsini. “Abbiamo lavorato per rafforzare la dimensione turistica del nostro prodotto, con collaborazioni come quella con il Festival del Belcanto, sviluppando nuove progettualità e consolidando iniziative di grande successo come Acetaie Aperte, con l’obiettivo di trasformare l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena in un’esperienza da vivere, oltre che da degustare. La promozione del territorio passa oggi dalla capacità di raccontarlo e renderlo accessibile, e in questo senso il Consorzio continua a investire con visione e continuità.”
La guida è stata illustrata da Elisabetta Faggiano e Savio Losito, fondatori del progetto Unexpected Italy, che hanno raccontato il lavoro svolto per costruire uno strumento capace di accompagnare turisti e appassionati alla scoperta delle acetaie e delle eccellenze locali.
“Un progetto nato con l’obiettivo di trasformare l’Aceto Balsamico Tradizionale DOP in una leva strategica per la crescita e la tutela del territorio modenese. - commentano Elisabetta Faggiano e Savio Losito di Unexpected Italy - Per farlo, siamo partiti dalle persone: abbiamo visitato acetaie, ascoltato i produttori, analizzato le esperienze e lavorato insieme a loro per far emergere con chiarezza la loro identità, il potenziale, la cura al dettaglio e l’attenzione alla sostenibilità. Da questo percorso è nato un ecosistema digitale che, da un lato, consente agli operatori di raccontarsi in modo autentico e mantenere i propri contenuti sempre aggiornati; dall’altro, offre ai viaggiatori uno strumento semplice e intuitivo, una sorta di ‘concierge digitale’ capace di accompagnarli prima e durante il viaggio alla scoperta del territorio”.
Nel corso dell’incontro è intervenuto Giovanni Bertugli, dirigente del settore turismo, che ha contestualizzato l’iniziativa all’interno delle politiche di sviluppo turistico della città, sottolineando il valore strategico dell’enogastronomia come leva di attrattività e posizionamento territoriale.
A chiusura della presentazione, Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona, ha presentato i risultati della ricerca Nomisma sull’impatto turistico dell’Arena di Verona, evidenziando le opportunità generate dalle sinergie tra cultura, spettacolo e promozione dei territori.
Accanto a questo percorso ed a questo nuovo strumento durante la presentazione, è stata sottolineata anche la collaborazione con realtà culturali di primo piano, come appunto la Fondazione Arena di Verona, che rappresenta un esempio concreto di integrazione tra ambiti diversi ma complementari.
“La guida realizzata per conto del Consorzio da Unexpected Italy come la collaborazione con la Fondazione Arena di Verona si confermano attività estremamente proficue,” ha commentato il Consigliere del Consorzio Michele Montanari. “Negli anni abbiamo costruito un programma articolato di attività che unisce cultura, promozione territoriale e valorizzazione delle nostre eccellenze. Questo lavoro congiunto ci consente di raggiungere nuovi pubblici e di rafforzare il posizionamento del nostro territorio in contesti di grande prestigio.”
La presentazione della guida “Le Vie del Balsamico DOP” si inserisce dunque in una strategia più ampia che vede il Consorzio impegnato non solo nella tutela del prodotto, ma anche nella costruzione di un’offerta turistica integrata, capace di valorizzare Modena e il suo patrimonio culturale ed enogastronomico a livello nazionale e internazionale. Il progetto non si limita alla costruzione dei percorsi e alla loro promozione, ma si configura come un’iniziativa strutturata e di lungo periodo: il Consorzio ha infatti sviluppato un vero e proprio framework per la valutazione della qualità dell’offerta turistica legata alla denominazione Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. In questa prima fase, il sistema è stato applicato alla mappatura e alla definizione di criteri qualitativi per le acetaie selezionate, garantendo standard elevati e un’esperienza coerente con il prestigio della denominazione. In prospettiva, il framework sarà esteso anche ad altre realtà che, nella valorizzazione delle proprie attività, vorranno utilizzare e presentare l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, facendo leva sul valore distintivo e riconoscibile del marchio, rappresentato dall’iconica bottiglia disegnata da Giugiaro.
ACETO BALSAMICO DI MODENA, IL CONSORZIO ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA PLAUDE AL RILANCIO DELLA CANDIDATURA UNESCO
Il presidente Enrico Corsini e il Gran Maestro della Consorteria Maurizio Fini: “Un riconoscimento che valorizzerebbe un patrimonio culturale che appartiene a tutto il territorio”
Modena, 25 maggio 2026 – Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP accoglie con grande soddisfazione le parole pronunciate dal presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, Cesare Mazzetti, nel corso dell’assemblea del 19 maggio, durante la quale è stata ricordata e rilanciata la candidatura UNESCO dal titolo “La tradizione dell’aceto balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare nelle comunità emblematiche di Modena e Reggio Emilia”.
Una candidatura che punta a ottenere il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità per un patrimonio fatto non solo di eccellenza produttiva, ma anche di tradizioni familiari, relazioni sociali, conoscenze tramandate di generazione in generazione e profondo legame con il territorio.
«Accogliamo con favore il rilancio di questo percorso – dichiara il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, Enrico Corsini – perché rappresenta un’opportunità straordinaria per valorizzare la dimensione culturale del balsamico e il patrimonio di conoscenze, pratiche e tradizioni che lo rendono unico. Si tratta di un progetto che supera le singole realtà e che riguarda l’identità stessa delle nostre comunità, delle nostre famiglie e del nostro territorio».
Sulla stessa linea il Gran Maestro della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto e Consigliere del Consorzio di Tutela ABTM, Maurizio Fini, ideatore e promotore della candidatura già nel 2019. «Ringraziamo il Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Cesare Mazzetti che ha ripreso e rilanciato la candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO per l’arte e il saper fare l’Aceto Balsamico, già ideata e promossa nel 2019. Siamo estremamente contenti che il valore culturale del Balsamico diventi, con la convergenza di tutte le organizzazioni in campo, ovvero Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, la Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano, la Regione Emilia-Romagna, il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e il Ministero della Cultura, un obiettivo condiviso per conquistare il riconoscimento che merita, così come lo meritano tutti i modenesi e Modena intera».
Per il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il percorso verso il riconoscimento UNESCO rappresenta un’occasione importante per raccontare al mondo una tradizione che affonda le proprie radici nella storia delle famiglie modenesi e reggiane, custodita nelle acetaie domestiche e tramandata attraverso gesti, conoscenze e valori che costituiscono un patrimonio collettivo unico. L’auspicio condiviso è che il lavoro congiunto delle realtà che rappresentano il mondo del balsamico possa portare a un risultato storico, capace di riconoscere e tutelare non soltanto un prodotto simbolo del territorio, ma soprattutto la cultura e il sapere che ne hanno reso possibile la nascita e la conservazione nel corso dei secoli.