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News e comunicati stampa dal mondo agricolo
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Re: Confcooperative Toscana

14/09/2026, 21:30

Spreco alimentare, la proposta di Confcooperative Toscana: “Serve una normativa regionale ad hoc”
All’iniziativa “La Toscana non (si) butta via” presenti la promotrice della legge nazionale Gadda, la presidente del Consiglio regionale Saccardi, il presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Drei, esperti e volontari. Il presidente Grilli: “Prevenzione, recupero e redistribuzione devono essere al centro di una nuova stagione anti spreco”

Re: Confcooperative Toscana

24/09/2026, 16:09

Lupi, Confcooperative Toscana: "Attacchi mettono a rischio l'intero ciclo produttivo"
Nucci, presidente della Federazione Agroalimentare e Pesca Toscana: "Dopo un’aggressione il gregge subisce uno stress enorme: meno latte e riproduzione compromessa. Servono risarcimenti anche per i danni indiretti"


Firenze, 24 settembre 2026 – "Il problema non è soltanto l'animale che viene ucciso. Un attacco di lupo o di ibrido provoca uno stress enorme sull'intero gregge e può compromettere il ciclo produttivo degli animali, con una riduzione della produzione di latte e problemi anche nella riproduzione. Per gli allevatori la convivenza con il lupo è diventata sempre più difficile".

A dirlo è Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana, commentando i dati sulla presenza del lupo in Toscana, secondo cui dal 2021 al 2025 sono arrivate 1.096 segnalazioni complete di geolocalizzazione, con una presenza ormai diffusa sul territorio regionale.

"Spesso si considera l'attacco del lupo semplicemente come la perdita di alcuni animali. Ma non è così. Se un gregge subisce una predazione, lo stress può avere conseguenze sull'intero ciclo produttivo: meno latte, difficoltà nella riproduzione e, in alcuni casi, un'interruzione della produzione che può protrarsi a lungo. Conosco aziende che, proprio a causa di questa situazione, hanno deciso di smettere di allevare e anche giovani che avevano scelto questo percorso e hanno dovuto rinunciare".

Per Nucci è necessario intervenire rapidamente anche sul fronte dei risarcimenti.

"Il risarcimento non può essere limitato all'animale ucciso o predato. Bisogna considerare anche il danno che l'attacco provoca all'intero gregge e quindi all'azienda. Se gli animali, a causa dello stress, producono meno latte o interrompono la riproduzione, siamo di fronte a un danno economico reale. Servono quindi risarcimenti rapidi e adeguati che tengano conto anche dei danni indiretti".

"Il tema – conclude Nucci – non è contrapporre agricoltura e tutela della fauna. È trovare un equilibrio che permetta di proteggere il patrimonio naturale senza lasciare soli gli allevatori. Se vogliamo continuare ad avere allevamento e produzioni di qualità nei nostri territori, dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di poter convivere con una presenza della fauna selvatica sempre più diffusa".

Re: Confcooperative Toscana

28/09/2026, 20:55

Agricoltura, Confcooperative Toscana: "Con caro energia costi fuori controllo, le imprese rischiano di fermare le produzioni"
Nucci, presidente della Federazione Agroalimentare e Pesca Toscana: "Per alcune aziende lavorare significa ormai rimetterci. Servono interventi immediati per abbattere i costi e sostenere la filiera"


Firenze, 28 settembre 2026 – "L'aumento dei costi di gas, energia elettrica e carburanti ha investito tutta la filiera agroalimentare e della pesca, con un effetto a catena che sta mettendo sotto pressione le imprese. Ormai siamo fortemente legati al costo dell'energia: dalla produzione agricola alla trasformazione, dalla refrigerazione all'irrigazione, fino alla pesca e all'acquacoltura".

A lanciare l'allarme è Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana.

Proprio oggi entra in vigore il tetto ai prezzi di benzina e diesel deciso da Eni e Ip.

"Si tratta di un segnale importante - afferma il presidente -, ma non è sufficiente. Per le imprese agricole il caro energia significa costi più alti per irrigazione, serre, fertilizzanti e mangimi. Per l'industria agroalimentare aumentano i costi di refrigerazione e trasformazione: pensiamo a caseifici, conservifici, molini. E nella pesca il problema è ancora più evidente: il carburante può rappresentare una quota molto importante dei costi operativi di un'imbarcazione. Quando il gasolio aumenta, uscire in mare può non essere più economicamente sostenibile e si preferisce rimanere in porto".

Una situazione che, secondo Nucci, sta già incidendo sulle decisioni delle imprese. "Ci sono aziende agricole che riducono le superfici coltivate o fermano alcune produzioni per evitare di lavorare in perdita. È una situazione paradossale: non è mai accaduto che si preferisse non produrre perché più si lavora e più si rimette".

A pagare il conto è anche il consumatore, con l'aumento dei prezzi lungo la filiera e una conseguente riduzione del potere d'acquisto.

"Il comparto agroalimentare è un motore dell'economia. Siamo noi a portare ogni giorno il cibo sulle tavole degli italiani. Se il nostro settore si ferma, le conseguenze si riversano sull'intera economia. Per questo servono interventi immediati: crediti d'imposta, misure sul costo del carburante e soprattutto interventi capaci di ridurre i costi lungo tutta la filiera".

"Le cooperative vogliono continuare a investire e produrre – conclude Nucci – ma oggi hanno bisogno di essere messe nelle condizioni di farlo. L'obiettivo deve essere riaccendere il motore dell'agroalimentare, evitando che imprese sane siano costrette a fermarsi semplicemente perché produrre non è più conveniente".

Re: Confcooperative Toscana

17/10/2026, 11:27

Lupi, Confcooperative Toscana: "Le recinzioni non bastano, servono stalle protette e riconversione delle razze ovine"
Le proposte di Nucci, presidente della federazione Agroalimentare e Pesca: “La Regione sostenga il recupero dei terreni incolti per difendere gli allevamenti e le aree interne”


Firenze, 17 ottobre 2026. "Non possiamo affrontare il problema delle predazioni con le sole recinzioni e con i rimborsi dei danni. Servono interventi strutturali che mettano gli allevatori nelle condizioni di continuare a lavorare, garantendo redditività alle imprese e futuro ai territori rurali della Toscana”.

È l’appello lanciato da Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana, che chiede alla Regione una strategia concreta per contrastare gli effetti della presenza dei predatori sugli allevamenti, in particolare ovicaprini.

“Le misure di prevenzione tradizionali possono funzionare in determinate situazioni, ma non sempre sono sufficienti a proteggere gli animali dal lupo. Per questo - dice Nucci - chiediamo alla Regione Toscana di sostenere investimenti per rendere le stalle più sicure e accompagnare gli allevatori nella riconversione o nell’integrazione delle razze ovine, favorendo, dove le condizioni aziendali lo consentano, il passaggio dalla razza Sarda alla Lacaune”.

“Questa razza, oltre a prestarsi a sistemi di allevamento stanziali o semistanziali, con la possibilità di ricoverare gli animali in strutture protette nei periodi più critici, offre interessanti prospettive per la produzione di latte, la resa casearia e la meccanizzazione del lavoro. Quest’ultimo aspetto - aggiunge Nucci - potrebbe poi contribuire ad arginare l’abbandono pressochè totale e inarrestabile di questa professione, incoraggiando le giovani generazioni a intraprendere questa attività”.

“Questa transizione richiede contributi specifici per l’acquisto dei capi e l’ammodernamento delle stalle, oltre a un adeguato accompagnamento tecnico. Non tutte le aziende possono adottare lo stesso modello, ma è necessario offrire agli allevatori alternative concrete. Investire in sistemi di allevamento più adatti alle caratteristiche delle singole imprese - spiega il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca - significa ridurre l’esposizione alle predazioni e, allo stesso tempo, migliorare l’efficienza produttiva e alleggerire il carico di lavoro”.

“Dobbiamo legare la difesa degli allevamenti anche al recupero dei terreni incolti, incentivando la coltivazione di foraggi aziendali e la valorizzazione dei prati-pascolo. Mantenere attive le aziende zootecniche significa presidiare le aree interne, collinari e montane, contrastare l’abbandono e contribuire alla manutenzione del paesaggio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Quando chiude un allevamento - ricorda Nucci - il territorio perde molto più di un’attività economica: si indebolisce un presidio sociale e ambientale fondamentale, anche per filiere di qualità come quella del Pecorino Toscano DOP”.

“Accanto agli investimenti per la prevenzione, servono rimborsi rapidi ed equi dei danni diretti e indiretti, accordi di filiera che garantiscano prezzi del latte coerenti con i costi reali di produzione, sostegno alla digitalizzazione delle stalle e all’autonomia energetica. Occorre inoltre riconoscere il valore ambientale e sociale di chi continua a lavorare nelle zone svantaggiate. Gli allevatori non chiedono assistenzialismo - conclude il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana - ma strumenti per restare sul mercato e continuare a svolgere il proprio ruolo. Proteggere gli allevamenti dalle predazioni significa anche difendere il futuro delle comunità rurali toscane”.
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