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Confcooperative Toscana 
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Lupi, Fedagripesca Toscana: “Stop a gesti violenti e negazionismi, subito un tavolo d’emergenza”
La Federazione regionale degli agricoltori e allevatori di Confcooperative dopo la testa di lupo appesa sulla Fi-Pi-Li e i recenti episodi di incontri ravvicinati con persone a Seravezza:
“Servono strumenti concreti e una gestione responsabile della specie”



Firenze, 14 aprile 2026 – “Gesti violenti e macabri come quello della testa di lupo appesa ad un cavalcavia sulla Fi-Pi-Li sono inaccettabili e non possono rappresentare una risposta a un problema reale. Allo stesso tempo, però, è altrettanto sbagliato negare o minimizzare una situazione che negli ultimi anni ha prodotto danni significativi alle imprese agricole e zootecniche e che oggi genera crescente preoccupazione anche tra i cittadini”.

“Quello che accade sempre più spesso, compresi casi di incontri ravvicinati tra persone e lupi a Seravezza, in provincia di Lucca – continua Fedagripesca Toscana, la Federazione degli agricoltori e allevatori di Confcooperative -, dimostrano che il tema non può essere affrontato né con gesti estremi né con atteggiamenti di negazione. Riteniamo che sia arrivato il momento di fare un passo in più e affrontare la questione in modo concreto e responsabile”.

“Per questo – aggiunge Fedagripesca Toscana - chiediamo l’apertura immediata di un tavolo d’emergenza dedicato alla gestione della presenza del lupo, che coinvolga istituzioni, enti competenti e rappresentanti delle imprese agricole”.

“Gli imprenditori agricoli e zootecnici – spiega la Federazione - vivono da anni una situazione di crescente difficoltà, segnata da predazioni, perdite economiche e da un clima di forte incertezza che rende sempre più complesso portare avanti le attività. La tutela della fauna selvatica resta un valore, ma deve essere accompagnata da strumenti adeguati e da una gestione efficace, basata su monitoraggio costante, prevenzione e interventi proporzionati alla reale presenza della specie sul territorio”.

“Il rischio più grande oggi – conclude Fedagripesca Toscana - è quello di lasciare spazio alla tensione sociale: da un lato episodi violenti che non possono essere giustificati, dall’altro la tendenza a negare l’esistenza del problema. Serve invece responsabilità e concretezza perché solo attraverso un confronto serio e strumenti adeguati sarà possibile garantire sicurezza, tutela delle imprese e rispetto dell’equilibrio naturale”.


14/04/2026, 17:39
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Cooperative, il motore è rosa: in Toscana il 52% degli occupati è donna

L’assemblea di Confcooperative Toscana: eletti i nuovi presidenti di federazione. Il presidente Grilli: “Le nostre imprese sono nei luoghi dove non c’è nessun altro: un quarto si concentra nelle aree interne”



Firenze, 23 aprile 2026. Un quarto delle cooperative toscane lavora nelle aree interne, portando avanti progetti che sono allo stesso tempo economici, sociali, culturali e contrastando desertificazione dei servizi e spopolamento. E tra gli occupati le donne sono oltre il 50%, a conferma della trazione femminile del settore.

Sono i numeri emersi oggi nel corso dell’assemblea di Confcooperative Toscana, dal titolo "Una buona regione per cooperare", che si è svolta all'Indigo Hotel di Firenze.

Durante l’evento sono state rinnovate le cariche delle federazioni dell’associazione, con tre donne su sei a guidarle. Sono stati eletti presidente Massimo Nucci per Fedagripesca Toscana, Francesca Farolfi per Federsolidarietà Toscana, Lorenzo Giuntini Confcooperative Lavoro e Servizi Toscana, Francesca Caderni per Confcooperative Cultura turismo e sport Toscana, Alessandro Tatò per Confcooperative Habitat Toscana, mentre Anna Batini guiderà il coordinamento Confcooperative Sanità.

I nuovi presidenti di federazione hanno “interrogato” il presidente della Regione Eugenio Giani, la vicepresidente Mia Diop, gli assessori regionali Alberto Lenzi (Lavoro) e Cristina Manetti (Cultura, Turismo culturale e Pari opportunità) e il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika su sei parole chiave: tempo, benessere, identità, competenza, rigenerazione e opportunità

L’assemblea è stata aperta dai saluti di don Giovanni Momigli, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Diocesi di Firenze, dell’assessore al Welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu, della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, del portavoce delle opposizioni nell’assemblea toscana Alessandro Tomasi e del deputato al Parlamento europeo Francesco Torselli.

Il presidio nelle aree interne

La ricerca di FondoSviluppo per conto di Confcooperative Toscana sullo stato di salute del settore prende in esame il periodo 2019-2025. E i dati non lasciano dubbi: la cooperazione è un baluardo contro la desertificazione dei servizi e lo spopolamento. In particolare, le cooperative di tipo A e B rappresentano insieme il 24,2% della presenza in queste zone: ovvero, una cooperativa su quattro opera qui. Tra queste realtà - senza le quali migliaia di cittadini rimarrebbero privi di servizi essenziali - spicca il ruolo leader delle cooperative di comunità, presenti quasi all’80% nelle aree interne.

Donne cuore e motore della cooperazione

La cooperazione si conferma il settore a più alta intensità di lavoro femminile. Le cooperative "rosa" (guidate da donne) sono cresciute fino al 23% del totale regionale, ma è il dato occupazionale a impressionare: il 52% della forza lavoro totale di Confcooperative Toscana è composto da donne, che nella base sociale pesano per il 42,3%, mentre le presidenti crescono ma sono sempre in minoranza, fermandosi al 28% circa.

La metamorfosi del sistema: meno quantità, più solidità

L’analisi dei dati rivela una profonda trasformazione strutturale del movimento cooperativo in Toscana: tra il 2019 e il 2025, il numero di cooperative attive ha subito una contrazione del 31,3%, passando da 3.456 a 2.372 unità stimate. Non si tratta tuttavia di un semplice declino, ma di un processo di "ripulitura" e razionalizzazione del mercato. La selezione naturale ha colpito duramente le micro-imprese meno strutturate, lasciando spazio a un sistema che, seppur numericamente più esiguo, appare oggi più solido, resiliente e capace di generare massa critica. Nonostante la forza dei dati, resta però l’allarme per il crollo delle cooperative giovanili, scese dal 4,7% al 2,2%. Un segnale sul quale rispetto al quale si rendono necessari interventi urgenti.

“Malgrado le difficoltà generalizzate del settore, le nostre cooperative mostrano anche segnali in controtendenza rispetto ad una serie di temi sociali che caratterizzano il paese - ha detto il presidente di Confcooperative Toscana, Alberto Grilli - e oggi più che mai siamo presidio in quelle zone di frontiera, geografica e sociale, dove altri non arrivano. Garantiamo alti livelli di occupazione femminile e riusciamo davvero ad integrare i migranti attraverso il lavoro. Adesso abbiamo bisogno di costruire un passaggio di testimone, intervenendo sul dato che riguarda i giovani, per assicurarci che i nostri servizi alle comunità proseguano grazie al ricambio generazionale”.


23/04/2026, 20:05
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CAVIRO ANNUNCIA L’INGRESSO DI VECCHIA CANTINA DI MONTEPULCIANO TRA I SOCI DELLA COOPERATIVA

Sinergia e sviluppo dell’offerta di Leonardo da Vinci S.p.A. al centro dell’operazione



Vinci, 29 aprile 2026 – Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola italiana presente in 8 regioni, rafforza la propria struttura con l’ingresso di Vecchia Cantina di Montepulciano all’interno della propria base sociale. È stato annunciato oggi nell’ambito della conferenza stampa tenutasi a Vinci alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti delle cooperative coinvolte: Mario Marchi, Vice Presidente Confcooperative Toscana, Andrea Rossi, Presidente Vecchia Cantina di Montepulciano, Carlo Dalmonte, Presidente Gruppo Caviro, e Giovanni Lai, Direttore Generale di Leonardo da Vinci S.p.A. - Tenute Caviro.



La collaborazione con Vecchia Cantina di Montepulciano - la più antica cooperativa della Toscana e la più grande del territorio con oltre 400 soci – avrà l’obiettivo di generare sinergia ed efficienza al servizio del portafoglio di Leonardo da Vinci S.p.A., azienda del Gruppo Caviro, già impegnata in un importante progetto di restyling e di ampliamento dell’offerta.



La collaborazione tra Leonardo da Vinci S.p.A. e la Vecchia Cantina di Montepulciano punta a coniugare visione strategica e presidio operativo: continuità della filiera, tutela della base sociale e consolidamento della qualità produttiva. In questo nuovo asset, Vinci e Montepulciano diventano il cuore produttivo del Sangiovese esprimendo la massima qualità e territorialità attraverso Chianti, Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano. Il Sangiovese assume il ruolo centrale di protagonista e ambasciatore di eccellenza e valore dei territori coinvolti.



“Confcooperative promuove costantemente iniziative tese a sviluppare collaborazioni e sinergie tra le proprie cooperative aderenti, con l’obiettivo di accompagnare la loro crescita e conseguentemente la valorizzazione del lavoro dei soci” ha evidenziato Mario Marchi, Vice Presidente Confcooperative Toscana. “La viticoltura cooperativa toscana ha una lunga storia e radici profonde, con importanti realtà produttive distribuite sull’ampio territorio regionale, imprese dalla forte tradizione ma pronte all’innovazione, in grado di promuovere relazioni e progetti di sicuro interesse per gli associati.”



“Al centro di questa integrazione, la valorizzazione del Sangiovese lungo un asse territoriale che unisce Romagna e Toscana tra territori e comunità” ha commentato Carlo Dalmonte, Presidente Gruppo Caviro. “La Romagna affonda le sue radici nell’area dedicata alla selezione delle migliori uve dei soci Caviro, mentre la Toscana mette a sistema le aree coinvolte per coprire con i suoi vini un territorio ancora più vasto e completo”.



“Questa partnership rappresenta un passo fondamentale per la tutela e la valorizzazione della tradizione vitivinicola di questo territorio e del vino toscano in generale” ha sottolineato Andrea Rossi, Presidente Vecchia Cantina di Montepulciano. “L’ingresso di Vecchia Cantina di Montepulciano in questo progetto, che riguarda una intera collettività, è un segnale forte di unità e di visione comune: insieme possiamo garantire la continuità di una tradizione cooperativa che da sempre è sinonimo di territorio, sostenibilità ed eccellenza. La forza della cooperazione toscana, unita a quella di Caviro, ci permette di affrontare le sfide del mercato globale senza perdere la nostra identità”.



“Il brand Leonardo da Vinci affonda le sue radici nei luoghi e nello spirito sperimentale di Leonardo che parte da Vinci e arriva oggi fino a Montepulciano, passando dalla Romagna. Un’identità che unisce territori diversi in un’unica visione, trasformando un’eredità culturale ed enologica in una proposta identitaria e riconoscibile. Il filo narrativo oggi si traduce in un modello concreto, dove tradizione agricola e visione contemporanea si incontrano per valorizzare il territorio e le sue eccellenze” ha evidenziato Giovanni Lai, Direttore Generale di Leonardo da Vinci S.p.A. - Tenute Caviro.



Parallelamente, Caviro lavora al restyling del brand Leonardo da Vinci con il ritorno dell’Uomo Vitruviano in etichetta come elemento distintivo. Il Sangiovese resta il fulcro del progetto: un vitigno versatile, capace di esprimere identità diverse lungo l’asse Toscana-Romagna, su cui si costruisce l’evoluzione dell’intero portfolio.





Gruppo Caviro

CAVIRO (www.caviro.com) è la più grande Cantina d’Italia e Best Practice internazionale di economia circolare. Fondata nel 1966, è una cooperativa agricola costituita da 22 soci (di cui 20 cantine sociali), 11.500 viticoltori localizzati in 8 regioni d’Italia, per 35.200 ettari di superficie vitata. La produzione di uva delle Cantine socie ha superato nell’ultimo anno le 534.000 tonnellate (circa il 9% dell’uva italiana), che si traducono per Caviro nel confezionamento e nella vendita di 150 milioni di litri di vino. Esporta in 90 Paesi nel mondo una gamma completa di vini italiani, dall’offerta di Cantine Caviro che racchiude i marchi simbolo di tutta la filiera, in primis Tavernello, a quelli di Tenute Caviro, con aziende di proprietà, quali Gerardo Cesari e Leonardo da Vinci che esprimono il valore e la specificità di territori come il Veneto e la Toscana. Con la controllata Caviro Extra, il Gruppo si distingue a livello nazionale e internazionale per essere il precursore di un modello di economia circolare unico e completo “Dalla Vigna alla Vigna”: un circolo virtuoso di valorizzazione dei sottoprodotti della vinificazione che vengono lavorati e trasformati in prodotti nobili, energia e fertilizzanti naturali.



Vecchia Cantina di Montepulciano

La Cooperativa Vecchia Cantina di Montepulciano, fondata nel 1937, oggi conta oltre 300 soci, che hanno scelto di lavorare insieme con passione e nel rispetto del territorio con un obiettivo comune: garantire prodotti sempre più di qualità a un prezzo accessibile. I vigneti si estendono sui territori dei Comuni toscani di Montepulciano, Pienza, Cetona, Torrita di Siena, Sinalunga, Foiano della Chiana, Castiglion Fiorentino, Cortona e Chiusi, oltre che su quelli umbri di Città della Pieve e Castiglion del Lago. La Vecchia Cantina di Montepulciano abbraccia, dunque, due regioni e tre province: Siena e Arezzo in Toscana, Perugia in Umbria. Il risultato è una ampia varietà di vini prodotti, tra cui spicca il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, offerto in diverse versioni e per il quale la Cooperativa è leader a livello locale e mondiale per quantità prodotta.



Confcooperative Toscana

Confcooperative Toscana è l’articolazione territoriale della Confederazione Cooperative Italiane, la principale associazione di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del Movimento Cooperativo. Promuove la cooperazione come modello imprenditoriale democraticamente partecipato, con carattere di mutualità e senza fini speculativi: un modello in grado di rispondere in termini occupazionali ed economici alle esigenze di sviluppo della società regionale.

Confcooperative Toscana conta su 538 associate ed è strutturata in 2 Unioni Interprovinciali e 8 Federazioni di settore che hanno lo scopo di coordinare al meglio le attività delle cooperative operanti nei vari comparti economici: Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana è la federazione che raccoglie 74 cooperative distribuite fra i settori agro alimentari e pesca: Vecchia cantina di Montepulciano, insieme ad altre 4 cantine sociali, fa parte di questa Federazione dal 1949, risultando la cooperativa più anziana in termini di adesione.


29/04/2026, 19:53
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