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ARAER - Associazione Regionale Allevatori Emilia Romagna 
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Allevatori, innovazione e trasparenza:
Ara Emilia-Romagna sostiene il nuovo corso
di AIA guidato da Ettore Prandini

Luca Cotti, presidente dell'Associazione Regionale Allevatori dell'Emilia Romagna
Funo di Argelato (BO), 20 maggio 2026 – “Condividiamo pienamente le dichiarazioni del neo presidente di AIA (Associazione Italiana Allevatori) Ettore Prandini, sull’importanza di imprimere un cambio di passo all’associazione, accelerando un percorso che renda il comparto zootecnico sempre più presidio sociale, economico e ambientale del territorio”.

Così Luca Cotti, presidente dell’Associazione Regionale Allevatori dell'Emilia-Romagna (ARAER) commenta la nomina di Ettore Prandini alla guida di AIA, avvenuta ieri, 19 maggio.

“L’Associazione Regionale Allevatori dell’Emilia-Romagna – prosegue Cotti – è da sempre impegnata a rafforzare il proprio ruolo di punto di riferimento tecnico per gli allevatori di tutte le specie allevate sul territorio regionale. Oggi più che mai è necessario valorizzare tutte le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica: genetica, robotica, intelligenza artificiale e digitalizzazione che rappresentano strumenti strategici per accompagnare la crescita e la competitività del settore”.

“A questi aspetti – aggiunge – si affianca il ruolo centrale dei controlli funzionali, che continuano a rappresentare una leva fondamentale per migliorare qualità, efficienza e sostenibilità degli allevamenti”.

Secondo Cotti, la nomina di Ettore Prandini apre dunque una nuova fase anche per il sistema allevatoriale regionale: “È un corso nuovo di cui Ara Emilia-Romagna si farà carico con responsabilità, mettendo a disposizione professionalità, competenze tecniche e conoscenza del territorio per rappresentare al meglio tutti gli allevatori emiliano-romagnoli nelle loro peculiarità produttive. L’obiettivo finale – conclude il presidente di Ara Emilia-Romagna – resta quello di fornire al consumatore un’informazione chiara, trasparente ed efficace sul lavoro svolto dagli allevatori e sul valore delle produzioni zootecniche, contribuendo a contrastare la disinformazione che troppo spesso continua a diffondersi attraverso messaggi privi di basi scientifiche consolidate e per questo scorretti”.


20/05/2026, 15:46
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ARAER cambia passo: più ricerca, innovazione
e servizi per la competitività degli allevamenti
Alla sua prima Assemblea annuale, il presidente Luca Cotti presenta la strategia che guiderà l’Associazione nei prossimi anni: dai quasi 295 mila capi seguiti ai sei nuovi progetti di innovazione, ARAER punta a trasformare ricerca e dati in strumenti concreti per la crescita delle imprese zootecniche



A sinistra Luca Cotti, presidente di ARAER, durante il suo intervento all'annuale Assemblea dell'Associazione e a destra una parte degli associati che vi hanno partecipato
Funo di Argelato (BO), 1 luglio 2026 – Da centro di raccolta dati a motore dell’innovazione per la zootecnia regionale. È questa la nuova direzione che ARAER (Associazione Regionale Allevatori dell'Emilia Romagna) intende imprimere al proprio ruolo puntando sempre più su ricerca applicata, innovazione tecnologica, consulenza specialistica e trasferimento delle conoscenze direttamente nelle aziende.

A delinearla è stato il presidente Luca Cotti nel corso della sua prima Assemblea annuale alla guida dell'Associazione, svoltasi il 30 giugno scorso, dove ha tracciato la strategia che punta a fare di ARAER un punto di riferimento sempre più qualificato per accompagnare gli allevatori nelle grandi sfide della competitività, della sostenibilità e dell'innovazione.

“La zootecnia sta cambiando rapidamente e anche il nostro modo di essere al fianco degli allevatori deve evolvere. Oggi non basta raccogliere dati: dobbiamo trasformarli in conoscenza, consulenza e strumenti capaci di migliorare le performance economiche, il benessere animale, la sostenibilità e la capacità decisionale delle imprese. È questa la sfida che ARAER vuole vincere insieme agli allevatori”, ha dichiarato il presidente.

Una visione pienamente in sintonia con il nuovo corso del Sistema allevatoriale italiano inaugurato dall'elezione di Ettore Prandini alla presidenza dell'Associazione Italiana Allevatori, che pone al centro redditività, innovazione e sostenibilità come pilastri della zootecnia del futuro.

Un’Associazione che cresce insieme agli allevamenti
Il percorso di evoluzione intrapreso da ARAER trova conferma anche nei numeri.

Negli ultimi anni il numero degli allevamenti si è progressivamente ridotto, seguendo una tendenza comune a tutta la zootecnia italiana, ma parallelamente sono cresciute le dimensioni delle aziende e il patrimonio zootecnico seguito dall'Associazione.

Nel 2025 ARAER ha assistito 294.983 capi, contro i 273.695 del 2012, mentre la consistenza media degli allevamenti da latte ha raggiunto 157,5 vacche, un valore largamente superiore alla media nazionale di 106,6 capi per azienda.

Anche l'attività tecnica continua a registrare risultati di assoluto rilievo. Le vacche da latte controllate sono state 240.635, con una produzione media di 9.850 chilogrammi di latte per capo, in crescita rispetto all'anno precedente sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo.

Prosegue inoltre il rafforzamento del laboratorio ARAER, oggi punto di riferimento anche per altre regioni italiane. Nel solo 2025 sono state effettuate 1.593.423 analisi, di cui oltre 1,45 milioni per gli allevamenti emiliano-romagnoli, con un incremento di più di 34 mila campioni rispetto al 2024.

Sempre più rilevante anche il ruolo svolto nei servizi amministrativi alle imprese: 7.763 deleghe per la gestione dell'anagrafe zootecnica, 65.235 Modelli 4 informatizzati compilati nel 2025 e 189.212 marche auricolari distribuite testimoniano il crescente affidamento degli allevatori ai servizi dell'Associazione.

A sostenere questa attività contribuiscono anche le risorse pubbliche: 2,89 milioni di euro assegnati dal Ministero attraverso il Programma nazionale di raccolta dati e 500 mila euro di contributo annuale della Regione Emilia-Romagna, riconoscimento del ruolo tecnico svolto da ARAER a favore del comparto.

Dalla ricerca alle aziende: progetti per il futuro
Se i numeri raccontano il presente, i progetti delineano il futuro dell’Associazione.

Dal mese di luglio prenderà il via il progetto sviluppato con il Consorzio del Parmigiano Reggiano che darà vita a un nuovo sistema di monitoraggio della produzione primaria negli allevamenti del Comprensorio con controlli periodici e analisi qualitative del latte finalizzati a valorizzare ulteriormente la filiera del Parmigiano Reggiano. Parallelamente ARAER investirà nel progetto Beef on Dairy, destinato a promuovere l'impiego di tori da carne di razze italiane negli allevamenti da latte per ottenere vitelli di maggiore valore commerciale e contribuire a ridurre la dipendenza dell'Italia dall'importazione di ristalli.

L'Associazione è inoltre protagonista di una delle più importanti stagioni di progettazione degli ultimi anni, partecipando a sei Gruppi Operativi candidati ai bandi della Regione Emilia-Romagna dedicati all'innovazione.

I progetti spaziano dall'utilizzo dell’intelligenza artificiale ai big data e alle tecnologie nel medio infrarosso (MIR) per migliorare salute e benessere animale all'applicazione dell'intelligenza artificiale e dei big data per supportare le decisioni aziendali; dalla gestione sostenibile dei pascoli alla riduzione dell'impatto ambientale delle produzioni lattiero-casearie, fino allo sviluppo della filiera ovicaprina e all'introduzione di nuove tecnologie diagnostiche.

A queste iniziative si affianca un nuovo progetto di consulenza dedicato alla mungitura di precisione, che utilizzerà strumentazioni di ultima generazione per migliorare la salute della mammella, il benessere animale e l'efficienza produttiva degli allevamenti.

Un nuovo ruolo per ARAER
Per il presidente Cotti è proprio questa la sfida dei prossimi anni.

“Vogliamo che ARAER sia sempre più il luogo dove ricerca, innovazione e assistenza tecnica si incontrano per creare valore nelle aziende. La nostra ambizione è trasferire rapidamente le conoscenze prodotte dalla ricerca negli allevamenti, offrendo agli allevatori strumenti concreti per affrontare i cambiamenti del mercato e continuare a essere protagonisti di una zootecnia moderna, sostenibile e competitiva”, ha sottolineato Luca Cotti.

Con questa Assemblea ARAER apre una nuova fase della sua storia, confermando la volontà di essere non soltanto un’organizzazione di servizi, ma un partner strategico per la crescita della zootecnia emiliano-romagnola.

L'Assemblea ha infine approvato il progetto di fusione per incorporazione dell'Associazione Provinciale Allevatori di Forlì-Cesena e Rimini in ARAER, un passaggio che completa il processo di riorganizzazione del sistema allevatoriale regionale e rafforza ulteriormente la capacità dell'Associazione di rappresentare e assistere le imprese zootecniche dell'Emilia-Romagna.


01/07/2026, 20:17
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Dal 17 al 19 luglio 2026
A San Leo (RN) tre giorni dedicati alla Romagnola,
simbolo della zootecnia
e della gastronomia del territorio

Funo di Argelato (BO), 13 luglio 2026 – Dal 17 al 19 luglio 2026 il centro storico di San Leo, uno dei borghi più suggestivi dell’entroterra romagnolo, ospiterà la terza edizione del Festival della Romagnola, evento promosso dal Comune di San Leo in collaborazione con ARAER, Anabic e Coldiretti Rimini, oltre al contributo della Camera di Commercio della Romagna-Forlì-Cesena-Rimini.

L’appuntamento celebra una delle più prestigiose razze bovine da carne italiane e il patrimonio agroalimentare della Valmarecchia: la razza bovina da carne Romagnola.

A partire dalle ore 18, gli stand allestiti dall'Associazione Regionale Allevatori dell'Emilia-Romagna (ARAER) offriranno ai visitatori la possibilità di degustare la carne di razza Romagnola, apprezzata per la qualità, la tenerezza e il gusto, insieme ai prodotti tipici del territorio. Ad arricchire il programma saranno il mercato delle eccellenze locali, la musica dal vivo e l'atmosfera unica del borgo di San Leo, uno dei luoghi più suggestivi dell'entroterra romagnolo.

Il Festival rappresenta anche un'occasione per far conoscere il lavoro quotidiano degli allevatori che, attraverso passione, competenza e attenzione al benessere animale, custodiscono e valorizzano una razza storica profondamente legata al territorio, ma anche per ammirarne alcuni splendidi esemplari che saranno in esposizione durante i tre giorni del Festival in un’area dedicata allestita nella centralissima piazza Federico di Montefeltro.

La Romagnola è infatti una delle cinque razze autoctone italiane specializzate nella produzione di carne e costituisce un patrimonio di biodiversità, tradizione e sostenibilità. Grazie alle sue caratteristiche genetiche e alle qualità delle sue carni, è protagonista di una filiera che punta sempre più sulla qualità certificata e sulla valorizzazione delle produzioni locali.

"Il Festival della Romagnola è molto più di una manifestazione gastronomica – dichiara il direttore di ARAER, Claudio Bovo - è un'occasione per raccontare ai consumatori il valore del nostro patrimonio zootecnico e il lavoro degli allevatori che, ogni giorno, contribuiscono a preservare una razza simbolo dell'Emilia-Romagna e dell'Italia. Portare la Romagnola nelle piazze significa avvicinare il pubblico a una carne di eccellenza, frutto di professionalità, benessere animale e profondo legame con il territorio. Invitiamo tutti a venire a San Leo per vivere tre serate all'insegna del gusto, della convivialità e della scoperta di una delle più importanti espressioni della nostra zootecnia”.

Le tre serate sono state pensate per promuovere un'eccellenza della zootecnia italiana, sostenere gli allevatori del territorio e offrire ai visitatori un'esperienza autentica tra sapori, cultura e paesaggi della Romagna.


14/07/2026, 11:00
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ARAER, la diagnostica veterinaria al servizio della suinicoltura: conoscere per prevenire
Nel Laboratorio analisi di Reggio Emilia PCR, monitoraggio e biologia molecolare supportano ogni giorno allevatori, veterinari e centri di fecondazione artificiale. E il futuro guarda a sequenziamento, dati e intelligenza artificiale



Lorena Barbieri e Francesco Nen, rispettivamente Responsabile del settore di microbiologia e biologia molecolare del Laboratorio Analisi ARAER e Responsabile del centro genetico dell'Associazione Nazionale Allevatori Suini (ANAS)

Funo di Argelato (BO), 7 settembre 2026 – Dalla conferma di un agente patogeno alla prevenzione delle malattie. È questo il percorso che sta trasformando la diagnostica veterinaria in uno strumento sempre più strategico per la moderna suinicoltura e che trova nel Laboratorio analisi di ARAER – Associazione Regionale Allevatori dell'Emilia-Romagna, con sede a Reggio Emilia, un punto di riferimento al servizio della filiera.

Il laboratorio, quotidianamente, mette a disposizione degli operatori competenze specialistiche e tecnologie di biologia molecolare per ottenere informazioni rapide e affidabili sullo stato sanitario degli animali.

“La diagnostica di laboratorio rappresenta oggi uno strumento fondamentale per la moderna suinicoltura – spiega Francesco Nen, Responsabile del Centro genetico di ANAS (Associazione Nazionale Allevatori Suini) – Non si limita più a confermare una malattia quando si manifesta, ma consente di individuare precocemente i problemi sanitari, monitorare la diffusione degli agenti patogeni e valutare l'efficacia delle strategie di prevenzione”.

Un'evoluzione che ha conseguenze dirette anche sulla gestione economica dell'allevamento: disporre tempestivamente di informazioni precise permette infatti di intervenire in modo mirato, ridurre le perdite produttive e utilizzare più razionalmente le risorse.

Il caso della PRRS: quando la tempestività è decisiva

Nel comparto suinicolo, una delle principali attività del Laboratorio analisi ARAER riguarda la ricerca del virus della PRRS (Sindrome respiratoria e riproduttiva del suino) nel seme destinato alla fecondazione artificiale. Il controllo consente di verificare l'assenza dell'agente patogeno nel materiale seminale prima del suo utilizzo. Analisi sul sangue vengono invece effettuate per il monitoraggio sanitario dei riproduttori e nell'ambito delle procedure di quarantena.

“La PRRS è oggi presente nella maggior parte degli allevamenti suinicoli italiani ed è caratterizzata da un'elevata variabilità genetica – spiega Lorena Barbieri, responsabile del settore di microbiologia e biologia molecolare del Laboratorio Analisi ARAER – Per questo è fondamentale utilizzare metodiche diagnostiche altamente sensibili e specifiche”.

Tra queste, la PCR Real Time, che permette di rilevare il materiale genetico degli agenti patogeni con elevata sensibilità e specificità. Per il materiale seminale la rapidità del risultato è particolarmente importante: nel suino il seme viene utilizzato prevalentemente fresco e ha quindi una shelf life limitata.

“Il campione viene registrato al suo arrivo e avviato immediatamente al percorso analitico – sottolinea Lorena Barbieri – Nel giro di poche ore il risultato è disponibile, permettendo ai centri di fecondazione artificiale di utilizzare il seme nei tempi richiesti e con le necessarie garanzie sanitarie”

Un laboratorio che lavora insieme alla filiera

La qualità del risultato diagnostico non dipende soltanto dalla tecnologia. Un ruolo essenziale è svolto dalla corretta raccolta, conservazione e gestione del campione.

“La fase di raccolta è parte integrante del percorso analitico – spiega Barbieri – Forniamo ai clienti indicazioni precise sulle modalità di prelievo, sui contenitori da utilizzare e sui tempi di conferimento. Solo un campione raccolto e conservato correttamente permette di ottenere un risultato attendibile”.

È un processo nel quale allevatore, veterinario e laboratorio lavorano come una squadra: l'allevatore osserva quotidianamente gli animali e segnala eventuali anomalie; il veterinario interpreta il quadro clinico e definisce la strategia; il laboratorio fornisce le evidenze necessarie a confermare o escludere le diverse ipotesi diagnostiche.

“In una zootecnia moderna la salute degli animali è sempre più il risultato di un lavoro di squadra”, osserva Francesco Nen.

Dalla diagnosi ai dati per prevenire

La funzione del Laboratorio analisi ARAER va quindi oltre il singolo referto. La raccolta sistematica dei risultati diagnostici permette infatti di costruire nel tempo un patrimonio di dati utile a individuare trend sanitari, valutare l'efficacia dei piani vaccinali e identificare eventuali fattori di rischio.

In questa prospettiva, anche il sequenziamento dei virus rappresenta uno strumento importante per il tracciamento epidemiologico e può contribuire a evidenziare eventuali criticità nei sistemi di biosicurezza aziendale.

“La diagnostica può diventare uno strumento gestionale – sottolinea Francesco Nen – L'obiettivo è passare da una gestione reattiva delle malattie a una gestione sempre più preventiva e, in prospettiva, predittiva”.

Ed è proprio su questa evoluzione che si concentra la ricerca di nuove applicazioni. L'integrazione tra diagnostica molecolare, automazione, raccolta dei dati e intelligenza artificiale potrà permettere di individuare più precocemente segnali di rischio e supportare veterinari e allevatori nelle decisioni.

“La vera sfida non sarà soltanto raccogliere i dati, ma interpretarli in modo efficace – concludono all’unisono Lorena Barbieri e Francesco Nen – L'intelligenza artificiale potrà aiutare a individuare precocemente situazioni di rischio e supportare decisioni più rapide e precise”.

Per ARAER, questa evoluzione significa mettere sempre più la diagnostica al servizio della prevenzione: trasformare il risultato di un'analisi in un'informazione utile per l'allevamento e contribuire, attraverso il lavoro integrato di laboratorio, veterinari e operatori, a una zootecnia più sana, efficiente e sostenibile.


07/09/2026, 16:55
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