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Re: Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari

28/09/2026, 19:50

Olio, crisi di liquidità: AIFO e AFP chiedono alla Regione di attivare “Puglia Moltiplica” per i frantoi
La proposta dei presidenti Alberto Amoroso e Stefano Caroli per valorizzare le giacenze di olio e liberare risorse per la nuova campagna. Paolicelli: misura in via di definizione, i frantoiani saranno convocati al tavolo tecnico

Utilizzare la Short Term Facility di “Puglia Moltiplica” per sostenere la liquidità dei frantoi pugliesi, consentendo alle imprese di valorizzare finanziariamente le giacenze di olio di proprietà presenti nei silos e liberare così risorse da destinare alla nuova campagna olearia.

È la proposta avanzata congiuntamente da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, con il presidente Alberto Amoroso, e AFP – Associazione Frantoiani di Puglia, con il presidente Stefano Caroli, agli assessori regionali all’Agricoltura e Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, e allo Sviluppo economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio.

Una proposta sulla quale è arrivata una prima apertura da parte della Regione. L’assessore Paolicelli ha infatti precisato che la misura è ancora in fase di definizione e che i rappresentanti dei frantoiani saranno coinvolti nel tavolo tecnico chiamato a contribuire alla definizione dello strumento.

La richiesta nasce dalla difficile situazione che stanno attraversando numerosi frantoi, che si trovano con consistenti quantità di olio ancora in magazzino e, di conseguenza, con una parte rilevante del capitale aziendale immobilizzata. Una condizione che rischia di ridurre la capacità finanziaria necessaria per affrontare la nuova campagna, acquistare le olive e garantire regolarità nei pagamenti agli olivicoltori.

AIFO e AFP chiedono quindi alla Regione di tenere conto delle caratteristiche del comparto oleario nella fase di definizione operativa della Short Term Facility, uno dei sette strumenti finanziari inseriti nel Piano “Puglia Moltiplica”. La misura annunciata dalla Regione dispone di 40 milioni di euro di risorse pubbliche e punta a mobilitare circa 700 milioni di euro di nuova finanza ogni anno. È destinata alle PMI pugliesi con fabbisogni di liquidità di breve periodo collegati, tra l’altro, a crediti commerciali, fatture, crediti IVA, crediti verso la Pubblica amministrazione o magazzino, attraverso una garanzia di cassa di Puglia Sviluppo a favore di operatori finanziari specializzati.

È proprio il riferimento al magazzino che, secondo le due associazioni, può rendere lo strumento particolarmente adatto ai frantoi. La proposta è quella di includere espressamente tra le componenti finanziabili anche le giacenze di olio di proprietà dell’impresa, regolarmente contabilizzate, consentendo agli intermediari di considerare il loro valore prudenziale nella valutazione dell’operazione finanziaria.

Le risultanze del registro telematico dell’olio nel SIAN potrebbero contribuire alla verifica delle quantità e delle movimentazioni, insieme alla documentazione sulla proprietà del prodotto e agli ulteriori controlli eventualmente richiesti dagli operatori finanziari.

“Accogliamo positivamente la disponibilità manifestata dall’assessore Paolicelli e la conferma che i rappresentanti dei frantoiani saranno coinvolti nella fase di definizione della misura – dichiarano Alberto Amoroso, presidente AIFO, e Stefano Caroli, presidente AFP – Attendiamo quindi di essere convocati al tavolo tecnico il prima possibile. Vogliamo portare un contributo concreto affinché la Short Term Facility possa essere costruita tenendo conto delle peculiarità del settore oleario e della possibilità di valorizzare finanziariamente le giacenze di olio presenti nei magazzini delle imprese. I tempi sono determinanti – aggiungono Amoroso e Caroli – La crisi di liquidità è già una realtà per molti operatori e la nuova campagna non consente ulteriori attese. Puglia Moltiplica mette a disposizione uno strumento che nasce proprio per sostenere le esigenze finanziarie di breve periodo delle PMI: riteniamo quindi importante approfondire rapidamente, insieme alla Regione, a Puglia Sviluppo e agli operatori finanziari, le condizioni tecniche per renderlo utilizzabile anche dai frantoi. Nell’attesa che a livello nazionale ed europeo arrivino ulteriori strumenti da poter attivare per fronteggiare la crisi, tutti devono fare la propria parte – concludono i due presidenti – La Regione Puglia, che è la principale regione olivicola d’Italia, deve fare la propria e deve farlo rapidamente. Se un frantoio non dispone della liquidità necessaria, si riduce anche la sua capacità di acquistare le olive e di garantire continuità nei pagamenti. Sostenere oggi la prima trasformazione significa quindi tutelare l’intera filiera, a partire dagli olivicoltori”.

La Puglia conta circa 347.800 ettari di superficie in produzione di olive da olio, pari al 31,2% del totale nazionale, e 720 frantoi e oleifici.

Alla luce della disponibilità annunciata dall’assessore Paolicelli, AIFO e AFP attendono ora la convocazione del tavolo tecnico, nel quale intendono approfondire con la Regione, Puglia Sviluppo e gli operatori finanziari l’accesso dei frantoi alla Short Term Facility e la possibilità di considerare le giacenze di olio di proprietà tra il magazzino finanziabile.

L’obiettivo è trasformare uno strumento già programmato dalla Regione in una risposta concreta alla crisi di liquidità del comparto, mobilitando risorse finanziarie private e rafforzando la capacità dei frantoi di affrontare la nuova campagna senza scaricare le difficoltà sulla produzione agricola.

Re: Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari

29/09/2026, 12:32

Olio EVO: Certificare non basta, la qualità deve diventare competitività
La qualità certificata può diventare una leva di crescita solo quando riesce a tradursi in un vantaggio concreto sul mercato. DOP e IGP rappresentano una base importante per distinguere il prodotto, ma la competitività si costruisce attraverso organizzazione della filiera, riconoscibilità, capacità commerciale e una comunicazione capace di far comprendere al consumatore il valore reale della certificazione. È questo il terzo approfondimento di settembre promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari insieme a Italia Olivicola, nell’ambito del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115. Il mese è dedicato ai regimi di qualità dell’Unione europea, con un percorso che mette in relazione certificazioni, controlli e capacità di stare sul mercato.

La certificazione, infatti, non garantisce automaticamente un migliore posizionamento commerciale. Per trasformarsi in competitività deve essere inserita in una strategia capace di valorizzare origine, identità, reputazione e caratteristiche distintive del prodotto.

Questo significa lavorare sulla differenziazione, evitando che oli molto diversi vengano percepiti come equivalenti e che la concorrenza si giochi quasi esclusivamente sul prezzo. Ma significa anche costruire una presenza più forte nei canali commerciali, nella ristorazione, nella distribuzione specializzata, nella promozione territoriale e nei mercati dove la qualità certificata può rappresentare un elemento distintivo.

La competitività passa inoltre dalla capacità della filiera di muoversi in modo coordinato. Una denominazione o un sistema di qualità acquistano più forza quando produttori, frantoi e altri operatori riescono a costruire una reputazione comune, presentarsi con un’identità riconoscibile e trasformare la certificazione in un elemento concreto di posizionamento.

“La certificazione è una condizione importante, ma da sola non garantisce competitività – dichiara Alberto Amoroso, presidente di AIFO – Serve una filiera capace di organizzarsi, costruire una reputazione comune, presidiare i mercati e spiegare perché quell’olio vale di più. Se la qualità non riesce a tradursi in un migliore posizionamento commerciale, rischia di restare un patrimonio che il mercato non remunera”.

In questo quadro, il ruolo dei frantoi va oltre la sola trasformazione. La capacità di mantenere standard elevati, dialogare con produttori e confezionatori e contribuire alla costruzione di un prodotto coerente con il posizionamento della denominazione può incidere direttamente sulla forza commerciale della filiera.

Un altro elemento decisivo è la comunicazione. Parlare di qualità certificata significa evitare messaggi generici e mettere invece in evidenza ciò che rende realmente diverso un prodotto: origine, disciplinare, controlli, identità territoriale e reputazione. Solo quando questi elementi diventano comprensibili per il consumatore possono trasformarsi in un vantaggio competitivo.

La sfida, quindi, non è soltanto certificare di più, ma vendere meglio ciò che viene certificato, rafforzando la capacità delle imprese di differenziarsi, presidiare i mercati e vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro.

È su questo passaggio che qualità e competitività si incontrano: quando la certificazione smette di essere soltanto un requisito e diventa uno strumento di posizionamento, reputazione e crescita per l’intera filiera olivicola.

Re: Aifo-Associazione Italiana Frantoiani Oleari

01/10/2026, 13:14

Olio: A Mozzagrogna (CH) i frantoi fanno il punto sulla nuova campagna tra qualità, costi e innovazione
Partecipato incontro promosso da AIFO, ConFrantoiani e Italia Olivicola. Al centro efficienza dei processi, sostenibilità, sicurezza, digitalizzazione e valorizzazione del prodotto

Produrre qualità ma con processi più efficienti, costi sostenibili e strumenti adeguati alle esigenze delle imprese. È il messaggio emerso a Mozzagrogna, in provincia di Chieti, dal confronto tra frantoiani, tecnici e operatori della filiera riuniti alla vigilia della nuova campagna olearia.

L'incontro “La nuova campagna olearia: produrre qualità, ridurre i costi, valorizzare il prodotto”, promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, ConFrantoiani e Italia Olivicola, ha registrato una partecipazione significativa e rappresentato un'occasione per affrontare alcune delle principali questioni con cui i frantoi saranno chiamati a confrontarsi nelle prossime settimane: dalla gestione delle olive alla qualità dell'olio, dall'efficienza produttiva alla sostenibilità ambientale, fino alla sicurezza sul lavoro, alla digitalizzazione e alla tracciabilità.

Ad aprire i lavori è stato Alberto Amoroso, presidente AIFO, che ha richiamato la necessità di affrontare l'avvio della nuova stagione produttiva mettendo al centro non soltanto la qualità, ma anche la sostenibilità economica delle imprese e la capacità dei frantoi di innovare.

La biologa AIFO Rossella Fabrizio ha approfondito le condizioni che incidono sulla qualità lungo il processo di trasformazione, dalla corretta gestione delle olive fino alla conservazione dell'olio. Il geologo Roberto Sacco si è soffermato sulla sostenibilità ambientale e sulla gestione delle risorse, dei reflui e dei sottoprodotti, mentre Francesco Sardellone ha affrontato i temi della prevenzione, dell'organizzazione del lavoro e della sicurezza nei frantoi.

Spazio anche all'innovazione tecnologica con Fabio Arrizza, che ha illustrato le opportunità offerte dall'informatizzazione, dalla tracciabilità e dal controllo dei processi. Giuseppe L'Abbate ha quindi approfondito il rapporto tra innovazione, strumenti di sostegno e competitività delle imprese di trasformazione.

Il confronto si è sviluppato nell'ambito delle attività del Programma Operativo di Italia Olivicola, previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115. Un quadro nel quale modernizzazione, formazione, consulenza, qualità, sostenibilità, tracciabilità, promozione e comunicazione concorrono all'obiettivo di rafforzare la competitività della filiera e la capacità degli operatori di creare maggiore valore.

“La nuova campagna parte in un quadro complesso e i frantoi hanno bisogno di poter lavorare con strumenti adeguati, regole sostenibili e una maggiore capacità di programmare e innovare – ha dichiarato Alberto Amoroso, presidente AIFO – La qualità resta il nostro primo obiettivo, ma deve andare di pari passo con la sostenibilità economica delle imprese. AIFO sta lavorando su più fronti per accompagnare i soci: dall'assistenza tecnica agli adempimenti, dalla gestione dei sottoprodotti all'innovazione, fino al confronto con le istituzioni sugli strumenti di sostegno e sulle criticità operative che interessano quotidianamente i frantoi. Incontri come questo sono importanti perché ci permettono di partire dalle esigenze reali degli operatori e trasformarle in proposte e iniziative concrete”.

Uno degli elementi centrali emersi durante la serata è stato proprio il rapporto tra qualità ed efficienza. L'innovazione dei processi, una migliore organizzazione del lavoro, l'uso delle tecnologie digitali, la corretta gestione delle risorse e la valorizzazione dei sottoprodotti possono contribuire a contenere i costi senza compromettere la qualità e, allo stesso tempo, rafforzare la capacità delle imprese di valorizzare il prodotto sul mercato.

La parte conclusiva è stata dedicata a “La parola ai frantoiani”, con un confronto aperto tra gli operatori presenti sulle criticità che accompagnano l'avvio della campagna e sulle esigenze delle imprese. Le indicazioni raccolte contribuiranno ad alimentare il lavoro di assistenza, rappresentanza e interlocuzione istituzionale che AIFO porterà avanti durante la stagione olearia.
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