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Accademia Italiana della vite e del vino 
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“Strategie nel miglioramento genetico della vite”

Così il 17 dicembre, all’Accademia dei Georgofili di Firenze, chiude il settantaseiesimo anno accademico l’Accademia Italiana della Vite e del Vino

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino, in collaborazione con UNASA, chiuderà il 76° Anno Accademico con l’ultima tornata del 2025 che si svolgerà il 17 dicembre a partire dalle 10.15 presso la prestigiosa sede dell’Accademia dei Georgofili, alle Logge Uffizi Corti, a Firenze. Per salutare le tante iniziative dell’anno l’Accademia ha organizzato un evento dal titolo “Strategie nel miglioramento genetico della vite”, con la finalità di mettere in luce come l’evoluzione della piattaforma ampelografica sia da sempre il principale motore di crescita e resilienza del settore vitivinicolo italiano. La giornata di studio offrirà un confronto tra strategie convenzionali e innovative di miglioramento genetico, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete alle sfide che il comparto vitivinicolo si trova oggi ad affrontare.

Il programma, che, come detto, avrà inizio alle 10.15 e si concluderà alle 13, comincerà con i saluti istituzionali a cura del Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo, del Presidente dell’Accademia dei Georgofili Massimo Vincenzini e del presidente dell’UNASA (Unione Nazionale delle Accademie italiane per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale) Simone Orlandini. Entreranno poi nel vivo della questione il Prof. Rosario di Lorenzo e il Prof. Paolo Storchi sul tema della biodiversità e patrimonio viticolo italiano. Il Prof. Marco Stefanini poi parlerà delle nuove varietà resistenti alle malattie mentre il Dott. Riccardo Velasco affronterà il tema delle Tecnologie di evoluzione assistita. Chiuderà le relazioni l’accademico Arturo Pironti con una relazione sui Profili giuridici in materia di tutela e valorizzazione dei risultati del miglioramento genetico viticolo.

Parteciperanno poi al dibattito Dino Scanavino, presidente del Miva (l'associazione dei vivaisti viticoli d’Italia), Rita Babini, presidente di Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti), Stefano Sequino, Direttore del Consorzio Vini delle Venezie e Giuseppe Camilli della Regione Marche.

L’Accademia conta oggi oltre 550 membri nelle diverse categorie, lo statuto ne prevede un numero chiuso, ad eccezione degli Accademici Onorari. In 75 anni l’AIVV ha patrocinato innumerevoli convegni, incontri scientifici e tecnici e ha organizzato e svolto ben 340 Tornate Accademiche, di cui 17 all’estero in Paesi europei ed extra-europei affrontando le problematiche più attuali del comparto vitivinicolo e ponendole spesso, con lo svolgimento di “Tornate itineranti” in stretta relazione con gli specifici aspetti dei diversi territori viticoli italiani.


10/12/2025, 16:39
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L’Accademia Italiana della Vite e del Vino celebra la Cucina Italiana Patrimonio Unesco: “Un traguardo storico che valorizza anche la nostra cultura e la viticoltura”
Anche il Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo, ha partecipato ai festeggiamenti di Roma

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino accoglie con profonda soddisfazione e orgoglio il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco, un risultato che premia la storia, la tradizione e la creatività di un intero Paese. “Questo traguardo rappresenta un importante riconoscimento della nostra identità nazionale e allo stesso tempo un volano per la promozione della cultura italiana nel mondo” afferma il presidente dell’Accademia, Rosario Di Lorenzo – “dobbiamo per questo ringraziare il Ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per l’impegno che ha dimostrato in questo percorso al quale hanno contribuito le associazioni come la nostra e tutto il sistema agroalimentare italiano”.

Nel quadro della celebrazione di questo prestigioso riconoscimento, l’Accademia, che ha partecipato all’evento promosso dal Ministero dell’agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste con il Presidente Di Lorenzo, sottolinea anche il ruolo imprescindibile della viticoltura, che da secoli accompagna e valorizza la cucina italiana. “La vite e il vino sono elementi cardine della nostra tradizione agricola e insieme agroalimentare - prosegue Di Lorenzo - non esiste cucina italiana senza la presenza del vino, simbolo di identità territoriale, di biodiversità e di una cultura materiale che rende il nostro Paese unico al mondo, facendo divenire la viticoltura un pilastro dell’agricoltura italiana che contribuisce in modo sostanziale a definire i paesaggi rurali, ma al contempo anche le consuetudini e le eccellenze della nostra tavola”.

In questo scenario, l’Accademia Italiana della Vite e del Vino rinnova il proprio impegno a promuovere la ricerca, la formazione e la divulgazione della cultura vitivinicola, nella consapevolezza che la valorizzazione della cucina italiana non può prescindere dalla cura e dalla tutela delle sue radici agricole. “La nostra responsabilità, oggi più che mai, è quella di trasmettere alle nuove generazioni il valore di questa eredità e solo coltivando la conoscenza potremo continuare a offrire al mondo l’autenticità e la straordinaria ricchezza della cucina e della viticoltura italiana”, conclude Rosario Di Lorenzo, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

L’Accademia conta oggi oltre 550 membri nelle diverse categorie, lo statuto ne prevede un numero chiuso, ad eccezione degli Accademici Onorari.


11/12/2025, 18:57
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L’Accademia Italiana della Vite e del Vino inaugura

il 77° anno accademico il 5 maggio a Roma

Sarà di Piero Mastroberardino la prolusione sulle sfide del vino

A Palazzo Valentini di Roma l’inaugurazione del nuovo anno dell’Accademia. Dopo la tradizionale consegna dei diplomi ai nuovi accademici, una inedita prolusione del Prof. Mastroberardino, accademico. Al centro di questa mattinata le attuali e future sfide del vino italiano viste dall’angolazione degli accademici



Riparte ufficialmente l’attività 2026 dell’Accademia della Vite e del Vino che il 5 maggio, nella Sala Giorgio Fregosi di Palazzo Valentini a Roma (Via IV Novembre 119), inaugura il settantasettesimo Anno Accademico. Un appuntamento di rilievo per il settore e non solo dato che oggi l’Accademia rappresenta il più importante sodalizio italiano dedicato alla vitivinicoltura, con al suo attivo oltre 500 accademici tra studiosi, imprenditori, tecnici e divulgatori del settore. «L’inaugurazione dell’Anno Accademico rappresenta un momento di grande significato, non solo per il settore vitivinicolo, ma per tutto il tessuto culturale e produttivo italiano – dichiara il Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo – poiché questa Istituzione continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per la valorizzazione della tradizione e per lo sviluppo dell’innovazione».

La prolusione di Piero Mastroberardino, i nuovi accademici e una mattinata di confronto. Il programma prenderà il via alle 10.30, con l’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico che sarà sottolineata dai saluti istituzionali e dalla relazione del Presidente dell’Accademia, il Prof. Rosario Di Lorenzo, cui seguirà la consegna dei diplomi ai 42 nuovi accademici corrispondenti e agli altri emeriti, onorari, ordinari e stranieri. La Tornata proseguirà con la prolusione del Prof. Piero Mastroberardino sul tema “Gestire il cambiamento nella filiera del vino: Profili strutturali e congiunturali”. Viticultore alla decima generazione, Piero Mastroberardino è Professore Ordinario di Business Management nell’Università degli Studi di Foggia, autore di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali sui temi del management. Il suo profilo professionale e imprenditoriale è legato a doppio filo a quello artistico che si concretizza nei campi del disegno e della pittura, della narrativa e della poesia. Accademico, è presidente dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi.

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino tra i propri membri annovera docenti universitari, il meglio dei ricercatori italiani in campo vitivinicolo, i titolari ed i dirigenti delle maggiori imprese del settore e gran parte di coloro che, sotto diversi aspetti, contribuiscono alla comunicazione e alla esaltazione del comparto nell'ambito commerciale, sociale, artistico e letterario delle denominazioni e dei vini di alta qualità. L’Accademia è collegata al Ministero dei Beni Culturali ed al Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste.


28/04/2026, 11:47
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L’Accademia Italiana della Vite e del Vino a Roma

ha inaugurato il 77° anno accademico

Il futuro del settore del vino: ecco le sfide e le strategie di rilancio



A Palazzo Valentini di Roma l’inaugurazione del nuovo anno dell’Accademia. Dopo la tradizionale consegna dei diplomi ai nuovi accademici, una inedita prolusione del Prof. Mastroberardino, accademico, che ha messo in evidenza il particolare momento critico del settore e le possibili chiavi per una ripresa di successo



Al via l’attività 2026 dell’Accademia della Vite e del Vino che nella Sala Giorgio Fregosi di Palazzo Valentini a Roma (Via IV Novembre 119), ha inaugurato il settantasettesimo Anno Accademico con la consegna dei diplomi ai 42 nuovi accademici corrispondenti ed agli altri emeriti, onorari, ordinari e stranieri. L’appuntamento, come sempre, è stato anche l’occasione per fare il punto sul settore con lo sguardo attento degli accademici. “L’Accademia ha contribuito e continuerà a farlo, al progresso della viticoltura e dell’enologia, occupandosi della valorizzazione e tutela delle produzioni, degli aspetti culturali e storici, economici e legislativi del settore, nonché della tutela dell’ambiente, del territorio e della salute del consumatore – ha sottolineato nell’intervento iniziale il Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo – è oggi più che mai una responsabilità dell’Accademia, quella di diffondere le conoscenze scientifiche e promuovere i valori culturali del vino e questo sarà l’impegno che ci prendiamo anche per questa nuova annata accademica”. Tra le attività presentate per il 2026 la pubblicazione di una rivista semestrale, l’istituzione di una borsa di studio EnoHobby Sicilia, l’organizzazione di tornate istituzionali e operative e il supporto alla formazione e valorizzazione del comparto vitivinicolo.

Piero Mastroberardino: così salveremo il vino italiano. Al centro della mattinata la prolusione del Prof. Piero Mastroberardino (accademico) sul tema “Gestire il cambiamento nella filiera del vino: Profili strutturali e congiunturali”. “Il settore vitivinicolo è al centro di un’importante riflessione e l’obiettivo è distinguere tra fattori congiunturali e strutturali, approfondendo i principali elementi che influenzano il comparto e proponendo misure concrete per il futuro della filiera, anche sulla base delle discussioni avviate dalle Associazioni di rappresentanza nel Tavolo Nazionale di Filiera”, ha cominciato così il Presidente dell’Istituto Grandi Marchi. Secondo l’analisi di Mastroberardino, tra i principali fattori analizzati rientrano le tensioni geopolitiche che ormai da anni condizionano il mercato globale del vino, sia nelle sue dinamiche commerciali che negli effetti inflattivi sul potere d’acquisto dei consumatori. C’è poi un acceso dibattito sul rapporto tra vino e società, in particolare con le campagne salutistiche, che stanno alimentando una narrativa spesso sfavorevole al settore, oltre agli effetti del cambiamento climatico. “E’ qui che occorrono una nuova promozione della cultura d’impresa, un approccio consapevole ai mercati di consumo e lo sviluppo di una nuova narrazione pubblica capace di sostenere il rilancio della domanda del settore”, ha continuato Piero Mastroberardino che in conclusione ha sottolineato l’importanza della partnership tra le associazioni della filiera vitivinicola e le istituzioni, evidenziando come azioni coordinate possano influenzare positivamente le dinamiche congiunturali e rafforzare la competitività del settore. “L’obiettivo condiviso è quello di contrastare alcuni aspetti strutturali che alimentano tendenze tipiche dei settori in fase di maturità declinante, per rigenerare energie e innovazione, superando l’inerzia degli ultimi anni”, ha chiuso il Prof. Mastroberardino.

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino tra i propri membri annovera docenti universitari, il meglio dei ricercatori italiani in campo vitivinicolo, i titolari ed i dirigenti delle maggiori imprese del settore e gran parte di coloro che, sotto diversi aspetti, contribuiscono alla comunicazione e alla esaltazione del comparto nell'ambito commerciale, sociale, artistico e letterario delle denominazioni e dei vini di alta qualità. L’Accademia è collegata al Ministero dei Beni Culturali ed al Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste. Nel corso della sua storia, l’AIVV ha organizzato oltre 300 tornate accademiche (di cui 17 all’estero), prodotto più di 2.000 relazioni scientifiche e tecniche, pubblicato 47 volumi degli Atti e numerose monografie tematiche, inclusa una collana sulla storia regionale della vite e del vino.


ieri, 13:54
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