 |
Accademia Italiana della vite e del vino
| Autore |
Messaggio |
|
Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
|

“Strategie nel miglioramento genetico della vite”
Così il 17 dicembre, all’Accademia dei Georgofili di Firenze, chiude il settantaseiesimo anno accademico l’Accademia Italiana della Vite e del Vino
L’Accademia Italiana della Vite e del Vino, in collaborazione con UNASA, chiuderà il 76° Anno Accademico con l’ultima tornata del 2025 che si svolgerà il 17 dicembre a partire dalle 10.15 presso la prestigiosa sede dell’Accademia dei Georgofili, alle Logge Uffizi Corti, a Firenze. Per salutare le tante iniziative dell’anno l’Accademia ha organizzato un evento dal titolo “Strategie nel miglioramento genetico della vite”, con la finalità di mettere in luce come l’evoluzione della piattaforma ampelografica sia da sempre il principale motore di crescita e resilienza del settore vitivinicolo italiano. La giornata di studio offrirà un confronto tra strategie convenzionali e innovative di miglioramento genetico, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete alle sfide che il comparto vitivinicolo si trova oggi ad affrontare.
Il programma, che, come detto, avrà inizio alle 10.15 e si concluderà alle 13, comincerà con i saluti istituzionali a cura del Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo, del Presidente dell’Accademia dei Georgofili Massimo Vincenzini e del presidente dell’UNASA (Unione Nazionale delle Accademie italiane per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale) Simone Orlandini. Entreranno poi nel vivo della questione il Prof. Rosario di Lorenzo e il Prof. Paolo Storchi sul tema della biodiversità e patrimonio viticolo italiano. Il Prof. Marco Stefanini poi parlerà delle nuove varietà resistenti alle malattie mentre il Dott. Riccardo Velasco affronterà il tema delle Tecnologie di evoluzione assistita. Chiuderà le relazioni l’accademico Arturo Pironti con una relazione sui Profili giuridici in materia di tutela e valorizzazione dei risultati del miglioramento genetico viticolo.
Parteciperanno poi al dibattito Dino Scanavino, presidente del Miva (l'associazione dei vivaisti viticoli d’Italia), Rita Babini, presidente di Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti), Stefano Sequino, Direttore del Consorzio Vini delle Venezie e Giuseppe Camilli della Regione Marche.
L’Accademia conta oggi oltre 550 membri nelle diverse categorie, lo statuto ne prevede un numero chiuso, ad eccezione degli Accademici Onorari. In 75 anni l’AIVV ha patrocinato innumerevoli convegni, incontri scientifici e tecnici e ha organizzato e svolto ben 340 Tornate Accademiche, di cui 17 all’estero in Paesi europei ed extra-europei affrontando le problematiche più attuali del comparto vitivinicolo e ponendole spesso, con lo svolgimento di “Tornate itineranti” in stretta relazione con gli specifici aspetti dei diversi territori viticoli italiani.
|
| 10/12/2025, 16:39 |
|
 |
|
|
 |
|
Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
|

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino celebra la Cucina Italiana Patrimonio Unesco: “Un traguardo storico che valorizza anche la nostra cultura e la viticoltura” Anche il Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo, ha partecipato ai festeggiamenti di Roma
L’Accademia Italiana della Vite e del Vino accoglie con profonda soddisfazione e orgoglio il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco, un risultato che premia la storia, la tradizione e la creatività di un intero Paese. “Questo traguardo rappresenta un importante riconoscimento della nostra identità nazionale e allo stesso tempo un volano per la promozione della cultura italiana nel mondo” afferma il presidente dell’Accademia, Rosario Di Lorenzo – “dobbiamo per questo ringraziare il Ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per l’impegno che ha dimostrato in questo percorso al quale hanno contribuito le associazioni come la nostra e tutto il sistema agroalimentare italiano”.
Nel quadro della celebrazione di questo prestigioso riconoscimento, l’Accademia, che ha partecipato all’evento promosso dal Ministero dell’agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste con il Presidente Di Lorenzo, sottolinea anche il ruolo imprescindibile della viticoltura, che da secoli accompagna e valorizza la cucina italiana. “La vite e il vino sono elementi cardine della nostra tradizione agricola e insieme agroalimentare - prosegue Di Lorenzo - non esiste cucina italiana senza la presenza del vino, simbolo di identità territoriale, di biodiversità e di una cultura materiale che rende il nostro Paese unico al mondo, facendo divenire la viticoltura un pilastro dell’agricoltura italiana che contribuisce in modo sostanziale a definire i paesaggi rurali, ma al contempo anche le consuetudini e le eccellenze della nostra tavola”.
In questo scenario, l’Accademia Italiana della Vite e del Vino rinnova il proprio impegno a promuovere la ricerca, la formazione e la divulgazione della cultura vitivinicola, nella consapevolezza che la valorizzazione della cucina italiana non può prescindere dalla cura e dalla tutela delle sue radici agricole. “La nostra responsabilità, oggi più che mai, è quella di trasmettere alle nuove generazioni il valore di questa eredità e solo coltivando la conoscenza potremo continuare a offrire al mondo l’autenticità e la straordinaria ricchezza della cucina e della viticoltura italiana”, conclude Rosario Di Lorenzo, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
L’Accademia conta oggi oltre 550 membri nelle diverse categorie, lo statuto ne prevede un numero chiuso, ad eccezione degli Accademici Onorari.
|
| 11/12/2025, 18:57 |
|
 |
|
Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
|

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino inaugura
il 77° anno accademico il 5 maggio a Roma
Sarà di Piero Mastroberardino la prolusione sulle sfide del vino
A Palazzo Valentini di Roma l’inaugurazione del nuovo anno dell’Accademia. Dopo la tradizionale consegna dei diplomi ai nuovi accademici, una inedita prolusione del Prof. Mastroberardino, accademico. Al centro di questa mattinata le attuali e future sfide del vino italiano viste dall’angolazione degli accademici
Riparte ufficialmente l’attività 2026 dell’Accademia della Vite e del Vino che il 5 maggio, nella Sala Giorgio Fregosi di Palazzo Valentini a Roma (Via IV Novembre 119), inaugura il settantasettesimo Anno Accademico. Un appuntamento di rilievo per il settore e non solo dato che oggi l’Accademia rappresenta il più importante sodalizio italiano dedicato alla vitivinicoltura, con al suo attivo oltre 500 accademici tra studiosi, imprenditori, tecnici e divulgatori del settore. «L’inaugurazione dell’Anno Accademico rappresenta un momento di grande significato, non solo per il settore vitivinicolo, ma per tutto il tessuto culturale e produttivo italiano – dichiara il Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo – poiché questa Istituzione continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per la valorizzazione della tradizione e per lo sviluppo dell’innovazione».
La prolusione di Piero Mastroberardino, i nuovi accademici e una mattinata di confronto. Il programma prenderà il via alle 10.30, con l’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico che sarà sottolineata dai saluti istituzionali e dalla relazione del Presidente dell’Accademia, il Prof. Rosario Di Lorenzo, cui seguirà la consegna dei diplomi ai 42 nuovi accademici corrispondenti e agli altri emeriti, onorari, ordinari e stranieri. La Tornata proseguirà con la prolusione del Prof. Piero Mastroberardino sul tema “Gestire il cambiamento nella filiera del vino: Profili strutturali e congiunturali”. Viticultore alla decima generazione, Piero Mastroberardino è Professore Ordinario di Business Management nell’Università degli Studi di Foggia, autore di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali sui temi del management. Il suo profilo professionale e imprenditoriale è legato a doppio filo a quello artistico che si concretizza nei campi del disegno e della pittura, della narrativa e della poesia. Accademico, è presidente dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi.
L’Accademia Italiana della Vite e del Vino tra i propri membri annovera docenti universitari, il meglio dei ricercatori italiani in campo vitivinicolo, i titolari ed i dirigenti delle maggiori imprese del settore e gran parte di coloro che, sotto diversi aspetti, contribuiscono alla comunicazione e alla esaltazione del comparto nell'ambito commerciale, sociale, artistico e letterario delle denominazioni e dei vini di alta qualità. L’Accademia è collegata al Ministero dei Beni Culturali ed al Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste.
|
| 28/04/2026, 11:47 |
|
 |
|
Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
|

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino a Roma
ha inaugurato il 77° anno accademico
Il futuro del settore del vino: ecco le sfide e le strategie di rilancio
A Palazzo Valentini di Roma l’inaugurazione del nuovo anno dell’Accademia. Dopo la tradizionale consegna dei diplomi ai nuovi accademici, una inedita prolusione del Prof. Mastroberardino, accademico, che ha messo in evidenza il particolare momento critico del settore e le possibili chiavi per una ripresa di successo
Al via l’attività 2026 dell’Accademia della Vite e del Vino che nella Sala Giorgio Fregosi di Palazzo Valentini a Roma (Via IV Novembre 119), ha inaugurato il settantasettesimo Anno Accademico con la consegna dei diplomi ai 42 nuovi accademici corrispondenti ed agli altri emeriti, onorari, ordinari e stranieri. L’appuntamento, come sempre, è stato anche l’occasione per fare il punto sul settore con lo sguardo attento degli accademici. “L’Accademia ha contribuito e continuerà a farlo, al progresso della viticoltura e dell’enologia, occupandosi della valorizzazione e tutela delle produzioni, degli aspetti culturali e storici, economici e legislativi del settore, nonché della tutela dell’ambiente, del territorio e della salute del consumatore – ha sottolineato nell’intervento iniziale il Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo – è oggi più che mai una responsabilità dell’Accademia, quella di diffondere le conoscenze scientifiche e promuovere i valori culturali del vino e questo sarà l’impegno che ci prendiamo anche per questa nuova annata accademica”. Tra le attività presentate per il 2026 la pubblicazione di una rivista semestrale, l’istituzione di una borsa di studio EnoHobby Sicilia, l’organizzazione di tornate istituzionali e operative e il supporto alla formazione e valorizzazione del comparto vitivinicolo.
Piero Mastroberardino: così salveremo il vino italiano. Al centro della mattinata la prolusione del Prof. Piero Mastroberardino (accademico) sul tema “Gestire il cambiamento nella filiera del vino: Profili strutturali e congiunturali”. “Il settore vitivinicolo è al centro di un’importante riflessione e l’obiettivo è distinguere tra fattori congiunturali e strutturali, approfondendo i principali elementi che influenzano il comparto e proponendo misure concrete per il futuro della filiera, anche sulla base delle discussioni avviate dalle Associazioni di rappresentanza nel Tavolo Nazionale di Filiera”, ha cominciato così il Presidente dell’Istituto Grandi Marchi. Secondo l’analisi di Mastroberardino, tra i principali fattori analizzati rientrano le tensioni geopolitiche che ormai da anni condizionano il mercato globale del vino, sia nelle sue dinamiche commerciali che negli effetti inflattivi sul potere d’acquisto dei consumatori. C’è poi un acceso dibattito sul rapporto tra vino e società, in particolare con le campagne salutistiche, che stanno alimentando una narrativa spesso sfavorevole al settore, oltre agli effetti del cambiamento climatico. “E’ qui che occorrono una nuova promozione della cultura d’impresa, un approccio consapevole ai mercati di consumo e lo sviluppo di una nuova narrazione pubblica capace di sostenere il rilancio della domanda del settore”, ha continuato Piero Mastroberardino che in conclusione ha sottolineato l’importanza della partnership tra le associazioni della filiera vitivinicola e le istituzioni, evidenziando come azioni coordinate possano influenzare positivamente le dinamiche congiunturali e rafforzare la competitività del settore. “L’obiettivo condiviso è quello di contrastare alcuni aspetti strutturali che alimentano tendenze tipiche dei settori in fase di maturità declinante, per rigenerare energie e innovazione, superando l’inerzia degli ultimi anni”, ha chiuso il Prof. Mastroberardino.
L’Accademia Italiana della Vite e del Vino tra i propri membri annovera docenti universitari, il meglio dei ricercatori italiani in campo vitivinicolo, i titolari ed i dirigenti delle maggiori imprese del settore e gran parte di coloro che, sotto diversi aspetti, contribuiscono alla comunicazione e alla esaltazione del comparto nell'ambito commerciale, sociale, artistico e letterario delle denominazioni e dei vini di alta qualità. L’Accademia è collegata al Ministero dei Beni Culturali ed al Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste. Nel corso della sua storia, l’AIVV ha organizzato oltre 300 tornate accademiche (di cui 17 all’estero), prodotto più di 2.000 relazioni scientifiche e tecniche, pubblicato 47 volumi degli Atti e numerose monografie tematiche, inclusa una collana sulla storia regionale della vite e del vino.
|
| 05/05/2026, 13:54 |
|
 |
|
Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71394 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
|

“Geopolitics and Wine”: senza una cabina di regia il vino italiano arriverà a un punto di non ritorno. A Roma un workshop internazionale tra mondo scientifico e produttivo
Successo lunedì 15 giugno, al Centro Studi Americani di Roma, per l’incontro promosso da Università Cusano Niccolò Cusano e Accademia Italiana della Vite e del Vino. Al centro le riflessioni sui nuovi scenari geopolitici e sulle sfide della competizione globale del vino. Un confronto tra mondo accademico e produttivo
Il settore vitivinicolo italiano si trova di fronte a una fase di profondo cambiamento, segnata da fattori congiunturali e strutturali che impongono una nuova visione strategica. Al calo dei consumi globali, alle tensioni geopolitiche, all’inflazione e alla crescente incertezza sui mercati si affiancano trasformazioni più profonde, che riguardano il rapporto tra vino e società, i nuovi modelli di consumo e l’impatto del cambiamento climatico sulla produzione. È questa la riflessione che ha portato all’organizzazione di “Geopolitics and Wine”, il workshop internazionale promosso lunedì 15 giugno a Roma dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino, in collaborazione con la rivista Symphonya. Emerging Issues in Management, l’Università Niccolò Cusano e il Centro Studi Americani, e in occasione della presentazione del numero 2/2025 della rivista, dedicato al tema “Wine Global Competition. Emerging Issues”.
“Il vino è insieme economia, cultura, paesaggio e conoscenza, per questo va sostenuto con responsabilità, visione e capacità di interpretare il cambiamento”, ha aperto così i lavori il Prof. Rosario Di Lorenzo, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
Il workshop ha riunito alcuni tra i più autorevoli studiosi internazionali di wine economics, tra cui Kym Anderson, Vicente Pinilla, Julian M. Alston, Davide Gaeta, Federico Perali e Jean-Marie Cardebat, chiamati a offrire una lettura interdisciplinare delle nuove dinamiche che interessano il comparto vitivinicolo globale. “Il workshop Geopolitics and Wine ha rappresentato un passaggio centrale per rafforzare il confronto tra ricerca, imprese e istituzioni, in una fase in cui il settore vitivinicolo è chiamato a misurarsi con trasformazioni globali complesse - spiega il curatore della rivista di Unicusano, il Prof. Mario Risso - dal dibattito è emersa la necessità di consolidare un dialogo stabile tra analisi accademica, visione manageriale e politiche pubbliche, considerato essenziale per individuare nuove sinergie e definire strategie di sviluppo per il comparto”.
Il focus si è poi spostato sulla tavola rotonda guidata dal Prof. Davide Gaeta, Consigliere e Tesoriere dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, al quale hanno preso parte il Prof. Piero Mastroberardino (Vicepresidente Federvini), il Prof. Nicola Bellini (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Federico Girotto (AD Masi S.p.A), il Prof. Fabio Musso (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) e la Prof.ssa Antonella Zucchella (Università di Pavia).
Il vino non può limitarsi a una logica difensiva, ma deve tornare a essere protagonista del cambiamento, investendo su cultura d’impresa, capacità di lettura dei mercati, innovazione e aggregazione. Allo stesso tempo, diventa decisivo rafforzare una narrazione pubblica del vino che ne valorizzi la qualità, il legame con il territorio, la convivialità e il consumo consapevole, contrastando letture semplificate che ne riducono il valore culturale e identitario. Questo, in sintesi, il messaggio che è partito dalla tavola rotonda, a partire dalle riflessioni del Prof. Mastroberardino.
“Il cuore del comparto vitivinicolo italiano ed europeo è rappresentato da un tessuto di imprese familiari che costituisce circa il 70% dell’intero sistema produttivo: è da qui che bisogna partire per costruire risposte concrete ed efficaci – ha evidenziato il Prof. Davide Gaeta - in questa fase non servono misure che comprimano il potenziale produttivo, ma politiche capaci di sostenere competitività, redditività e prospettive di lungo periodo. Allo stesso tempo, è fondamentale rilanciare la domanda anche attraverso un uso mirato delle risorse pubbliche, per restituire al vino il suo giusto valore economico, sociale e culturale e superare narrazioni semplicistiche che lo contrappongono alla salute in modo ideologico”.
“Il comparto vitivinicolo rappresenta una risorsa strategica per l’agricoltura italiana, non solo per il valore economico che esprime, ma anche per il presidio dei territori, la capacità di creare occupazione e la forza con cui promuove l’identità del Made in Italy nel mondo – ha detto nel suo intervento l’On. Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera – oggi è fondamentale accompagnare il settore con una visione chiara, sostenendo innovazione, promozione, aggregazione e competitività, per rafforzare una filiera che è parte integrante della qualità e della credibilità del nostro sistema agroalimentare”.
Tra gli interventi è emerso come il vino italiano, simbolo del Made in Italy e asset strategico del Paese, possa ancora generare crescita e competitività, ma solo a condizione di puntare su una collaborazione stabile tra filiera e istituzioni, su investimenti in promozione e su una visione di lungo periodo capace di trasformare le criticità attuali in opportunità di rilancio. A supporto di questo interessante il caso del gruppo Masi raccontato dal suo Amministratore Delegato, Federico Girotto.
|
| 16/06/2026, 17:17 |
|
|
Chi c’è in linea |
Visitano il forum: Nessuno e 14 ospiti |
|
Non puoi aprire nuovi argomenti Non puoi rispondere negli argomenti Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi inviare allegati
|
|
 |