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BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.2026

29/01/2026, 16:44

Benessere, innovazione, sostenibilità:
una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo
Villafranca di Verona
(Via Portogallo 1/P)
Save the date
Bologna, 29 gennaio 2026 - Appuntamento a Verona, il 10 giugno 2026, per la prima edizione del BoviDay - La Giornata della carne bovina (www.boviday.it) - organizzata da Expo Consulting srl.

Il settore della carne bovina, in Italia, rappresenta una parte importante dell'economia e della cultura alimentare nazionale e si trova oggi ad affrontare sfide decisive determinate dall'aumento dei costi di produzione, dalla concorrenza internazionale, da nuove richieste di sostenibilità e da cambiamenti nei consumi.

BoviDay - Giornata della carne bovina nasce anche da una richiesta specifica degli operatori e riunirà l'intera filiera produttiva davanti a un ricco parterre di relatori che, di volta in volta, affronteranno i temi legati all'andamento dei prezzi, alle opportunità della nuova Pac che sta per arrivare, alla qualità e alla sicurezza della carne, alle nuove sfide internazionali, al rapporto tra produzione, ambiente e consumatori, all'importanza delle produzioni autoctone nella salvaguardia della biodiversità con uno sguardo permanente sul futuro degli allevamenti di bovini da carne italiani (vai al programma).

BoviDay - Giornata della carne bovina rappresenterà anche un'occasione per avvicinare il pubblico al mondo della zootecnia offrendo un racconto scevro da stereotipi e semplificazioni.

A livello europeo l'Italia è il terzo produttore di carne bovina dopo Francia e Germania, ma la sua dipendenza estera sfiora il 60% nonostante nei primi 9 mesi del 2025, secondo i dati Ismea, la produzione ha registrato un aumento di circa +1,2%, in controtendenza rispetto alla media UE che ha invece segnato un calo.

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

29/01/2026, 16:45

La partecipazione alla prima edizione di BoviDay - Giornata della carne bovina è gratuita. Restate connessi: a breve sul sito www.boviday.it apriremo le iscrizioni.

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

19/02/2026, 13:40

Benessere, innovazione, sostenibilità:
una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo
Villafranca di Verona
(Via Portogallo 1/P)

Elisabetta Zagnoli, AD di Expo Consulting srl
Bologna, 19 febbraio 2026 - L'intera filiera della carne bovina si dà appuntamento a Villafranca di Verona, presso il Best Western Plus Hotel Expo.

Qui, il 10 giugno 2026 a partire dalle ore 8.30 si apriranno i lavori della prima edizione della Giornata della Carne Bovina - www.boviday.it - organizzata da Expo Consulting srl.

"Dopo il grande successo che nel corso degli anni stiamo raccogliendo con l'organizzazione della Giornata della Suinicoltura - spiega Elisabetta Zagnoli, AD di Expo Consulting srl - abbiamo deciso di portare il nostro format anche nel comparto della carne bovina, un settore altrettanto importante dell'agroalimentare italiano che nel segmento della produzione, da oltre un anno, ha significativamente aumentato i guadagni, sostenuti da un'offerta ridotta e da una domanda al contrario in crescita. Guadagni che non interessano tutti gli attori della filiera allo stesso modo. I macellatori infatti sono costretti a fare i conti con margini compressi a causa dei costi di acquisto elevati, mentre i trasformatori, potendo differenziare la loro offerta tra prodotti premium e commodity, hanno la possibilità di garantirsi margini di guadagno più apprezzabili. Secondo le indagini più recenti, il cliente che acquista un prodotto di carne bovina classificata premium è un cliente fidelizzato che compra sempre qualità, origine, marca, narrazione. Si orienta verso tagli di carne gourmet e lavorazioni speciali, certificate, ottenute da razze pregiate e magari contraddistinte dalle linee di benessere animale. Diverso il discorso per i prezzi di quei prodotti di carne bovina standardizzati definiti commodity che attualmente non garantiscono margini di guadagno apprezzabili. Nella realizzazione del programma della Giornata della Carne Bovina - prosegue Zagnoli - abbiamo voluto creare un filo conduttore che dalla produzione arriva fino alla tavola del consumatore con l'obiettivo di rispondere anche alle sue richieste etiche oltre che di salubrità. Per questo abbiamo coinvolto i maggiori e riconosciuti esperti che a vario titolo interverranno per dar vita, al termine della Giornata, a un confronto/dibattito con la platea finalizzato a intercettare le soluzioni più efficaci per promuovere la valorizzazione della carne bovina italiana. Non possiamo certo dimenticare che il nostro Paese non arriva nemmeno al 40% del fabbisogno nazionale. È dunque necessario trovare le migliori strategie per aumentare questa percentuale. La Giornata della Carne Bovina vuole avere la presunzione di fornire spunti di riflessione e approfondimento per sostenere il comparto in questo impegnativo percorso".

La partecipazione alla Giornata della Carne Bovina è gratuita.

È invece obbligatoria l'iscrizione.

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

12/03/2026, 20:53

Benessere, innovazione, sostenibilità:
una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo
Villafranca di Verona
(Via Portogallo 1/P)
Maurizio Arosio, presidente di Federcarni:
“La fidelizzazione nasce dal rapporto
di fiducia tra macellaio e consumatore”

Maurizio Arosio, presidente di Federcarni
Bologna, 12 marzo 2026 - “La qualità non dipende solo dalla carne, ma anche da chi la vende”.

Per Maurizio Arosio, presidente di Federcarni, la Federazione nazionale dei macellai italiani a cui afferisce una rete professionale composta da oltre 6.000 macellai, la riscoperta di un rapporto diretto e fidelizzato tra chi vende e chi acquista è fondamentale e ha una positiva ricaduta sui consumi.

Il 10 giugno 2026, in occasione della prima edizione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina - organizzata da Expo Consulting srl che si terrà a Verona, presso l’Hotel Expo Verona a partire dalle ore 8.30, l’intera filiera della carne bovina italiana si ritroverà davanti a un parterre di esperti che si confronteranno sui temi legati all’innovazione, alla sostenibilità, al benessere animale, agli aspetti economici del comparto perché, come sottolinea il tema della Giornata, “una filiera forte è una filiera più competitiva”.

Presidente Arosio, qual è oggi il ruolo dei macellai nella valorizzazione della carne bovina italiana?

“Con il Patto di Qualità, un progetto che Federcarni ha lanciato lo scorso anno sull’intero territorio nazionale – spiega Arosio – abbiamo voluto creare le condizioni affinchè, dall’alleanza tra il piccolo-medio allevatore e il macellaio, si arrivasse al consumatore fornendo informazioni, ma anche un ritrovato aggancio alle tradizioni del passato che negli ultimi trent’anni, con l’ingresso di importanti quantitativi di carne estera, era andato perduto. Nello specifico, all'interno del progetto nel 2025 abbiamo organizzato 4 eventi, uno al Nord, uno al Centro, e altri due rispettivamente in Sicilia e in Sardegna dove allevatori e macellai hanno incontrato i consumatori per illustrare la qualità e fare assaggiare con dei veri e propri show-cooking la bontà delle carni bovine italiane”.

Come cambia il lavoro del macellaio nell’era della digitalizzazione e della trasparenza nella filiera della carne bovina?

“Enormemente ed è un cambiamento che stiamo vivendo grazie a una tecnologia sempre più innovativa in grado di trasferire in maniera veloce, e soprattutto più comprensibile, tutte le informazioni che il consumatore legittimamente richiede”.

Quali tendenze state registrando, come Federcarni, nel consumo di carne bovina in Italia?

“Le vendite evidenziano un leggero incremento anche se non possiamo dimenticare che nell’ultimo anno e mezzo i prezzi hanno registrato aumenti tra il 10 e il 20%. La clientela che si rivolge alle macellerie di prossimità è tendenzialmente una clientela che può permettersi di pagare di più, ma le vicende geopolitiche internazionali, con le loro ricadute economiche, potrebbero mettere in crisi la capacità di spesa anche di questa fetta di mercato. Esiste poi un altro problema legato al ricambio generazionale dei macellai. I giovani che subentrano a un’attività già avviata o che partono da zero sono sempre meno, l’aspetto positivo però è che si tratta di operatori molto qualificati, che hanno frequentato dei corsi professionalizzanti e che proprio per questo possono proporre quella vasta scelta di prodotti che, soprattutto nei preparati, arricchiscono i loro banchi di vendita”.

Quali sono le sfide maggiori che i macellai italiani devono affrontare rispetto all’approvvigionamento e all’aumento dei prezzi della carne?”

“Sappiamo che purtroppo il nostro Paese ha un tasso di autoapprovvigionamento che non arriva al 40% - conclude Maurizio Arosio – e i ristalli che per anni sono arrivati dalla Francia per essere ingrassati dagli allevatori italiani sono in forte diminuzione. Sono a conoscenza che nel comparto primario sta venendo avanti la linea vacca-vitello e credo possa essere un’interessante opportunità. Federcani è da sempre impegnata a promuovere la produzione italiana e a puntare su quel rapporto di fiducia tra macellaio e consumatore che a nostro avviso ne aumenta il valore”.

La partecipazione alla Giornata della Carne Bovina è gratuita.

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

26/03/2026, 10:27

Benessere, innovazione, sostenibilità:
una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo
Villafranca di Verona
(Via Portogallo 1/P)
Nutrizione e benessere animale:
la qualità della carne parte da qui

Carlo Sgoifo Rossi, Università di Milano
Bologna, 26 marzo 2026 - La qualità della carne bovina che portiamo in tavola è il risultato di un insieme di fattori in cui la nutrizione e il benessere animale rivestono un ruolo fondamentale.

Questo sarà uno degli argomenti in discussione alla prossima edizione, la prima in assoluto, del BoviDay, Giornata della Carne Bovina, organizzato da Expo Consulting srl, che si terrà il 10 giugno 2026 a Villafranca di Verona, presso il Best Western Plus Hotel Expo a partire dalle ore 8.30.

L'intera filiera, allevatori, macellatori, trasformatori e distribuzione si ritroverà davanti a un parterre di esperti che a vario titolo parleranno di innovazione, benessere animale, sostenibilità, andamento del mercato, misinformazione sul comparto, importanza della carne bovina nell’alimentazione umana, implicazioni della nuova Pac e degli accordi Mercosur. Uno sguardo a 360° per raccontare un settore in cui scienza, etica, normative e mercato si intrecciano e dove l’informazione corretta fa davvero la differenza.

Affrontare la questione della nutrizione in chiave di benessere animale significa coniugare evidenze scientifiche e responsabilità etica. Questo sarà il tema che svilupperà Carlo Sgoifo Rossi, del Dipartimento di Scienze veterinarie all’Università di Milano.

“La corretta alimentazione dei bovini è la base del benessere animale – dichiara il docente – perché una razione equilibrata agisce sulla salute e sulla tranquillità degli animali, favorendo la produzione di una carne di qualità: più tenera, più gustosa, meglio conservabile e con un colore più stabile. Tutti aspetti fondamentali che si possono ottenere attraverso formulazioni basate su materie prime salubri e certificate. La fase di adattamento, sia per i ristalli provenienti dall’estero sia per gli animali della linea vacca-vitello, è particolarmente delicata: in questo periodo un’alimentazione mirata è essenziale per sostenere le difese immunitarie e garantire animali sani e resilienti. Allo stesso tempo, durante la fase di ingrasso dei bovini, è necessario fornire razioni che favoriscano la stabilità ruminale e intestinale, evitando episodi infiammatori che, oltre a compromettere la salute, incidono negativamente sul benessere animale. La nutrizione quindi non è solo alimentazione - conclude Sgoifo Rossi - ma benessere misurabile: lo dimostra ClassyFarm, che considera la gestione alimentare tra i fattori determinanti per la salute degli animali e la qualità della carne”.

Intanto i dati previsionali sui consumi di carne bovina in Italia riferiti al periodo gennaio/febbraio 2026 registrano una certa pressione, mentre il mercato continua a essere sostenuto da prezzi elevati: per gli esperti la domanda c’è, ma è sempre più selettiva.

La partecipazione alla Giornata della Carne Bovina è gratuita.

È invece obbligatoria l'iscrizione.

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

09/04/2026, 14:10

Benessere, innovazione, sostenibilità:
una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo
Villafranca di Verona
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La misinformazione si combatte
con una comunicazione chiara e trasparente

Andrea Bertaglio
Bologna, 9 aprile 2026 - Qual è il confine tra misinformazione e disinformazione in zootecnia, in particolare nel comparto dei bovini da carne e da latte? Perché la misinformazione può risultare ancora più insidiosa della disinformazione? E quali strumenti possono essere messi in campo per contrastarne gli effetti?

Sono alcune delle domande al centro della prima edizione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina, in programma il 10 giugno 2026 a Villafranca di Verona, presso il Best Western Plus Hotel Expo Verona, a partire dalle ore 8.30. L’evento, organizzato da Expo Consulting srl, riunirà operatori e stakeholder della filiera per un confronto sui principali temi che interessano il settore.

“Negli ultimi anni la zootecnia è diventata uno dei comparti più esposti a fenomeni di misinformazione e disinformazione – dichiara Andrea Bertaglio, giornalista esperto di ambiente e sistemi agroalimentari e relatore al BoviDay – Contenuti imprecisi, dati decontestualizzati e immagini utilizzate senza adeguate chiavi di lettura contribuiscono a costruire una percezione spesso distorta del comparto. Si tratta di un fenomeno articolato: la misinformazione riguarda la diffusione inconsapevole di informazioni errate, mentre la disinformazione implica la circolazione di contenuti fuorvianti veicolati in modo intenzionale. Il confine tra queste due modalità è labile, ma entrambe contribuiscono ad alimentare un dibattito pubblico sempre più polarizzato, in cui temi complessi vengono semplificati e ridotti a contrapposizioni nette”.

Come contrastare questo fenomeno?

“Attraverso una comunicazione semplice, trasparente e capace di raccontare in modo chiaro l’attività degli allevatori – prosegue Bertaglio – soprattutto sui social media, che rappresentano oggi il principale canale di diffusione delle informazioni. Esistono realtà organizzate anche a livello europeo, dove sono purtroppo molto ascoltate, che dispongono di ingenti risorse economiche e per questo sono in grado di promuovere campagne efficaci sul piano comunicativo spesso basate su narrazioni fuorvianti che, nella migliore delle ipotesi, generano confusione nel consumatore. Parallelamente, chi è chiamato a prendere decisioni a livello comunitario non sempre ha una conoscenza diretta del settore e magari non è mai entrato in un allevamento con il risultato di contribuire, anche involontariamente, alla misinformazione. Il rischio è uno squilibrio, se non addirittura uno stallo nel dibattito pubblico che, a fronte di una crescente attenzione al tema dell’informazione corretta, non si traduce ancora in un reale vantaggio per il comparto zootecnico».

Nel suo intervento al BoviDay – Giornata della Carne Bovina, Andrea Bertaglio analizzerà le principali dinamiche della misinformazione e della disinformazione applicate al settore dell'allevamento bovino da carne, offrendo strumenti utili per interpretare in modo più consapevole le informazioni che circolano nel dibattito pubblico.

La partecipazione alla Giornata della Carne Bovina è gratuita.

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

23/04/2026, 14:16

Benessere, innovazione, sostenibilità:
una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo
Villafranca di Verona
(Via Portogallo 1/P)
Biosicurezza e benessere animale:
gli assi strategici per il futuro del comparto


Eliana Schiavon Giulio Cozzi

Bologna, 23 aprile 2026 - La biosicurezza e il benessere animale si confermano assi strategici per il futuro del comparto della carne bovina.

Saranno questi alcuni dei temi al centro della prima edizione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina, organizzata da Expo Consulting Srl, in programma il 10 giugno 2026 a Villafranca (VR), presso l’Hotel Expo Verona, a partire dalle ore 8.30.

“Storicamente la biosicurezza nasce in risposta alle emergenze sanitarie – spiega Eliana Schiavon, direttrice del Servizio veterinario di sanità animale ULSS 2 Marca Trevigiana, che insieme a Giulio Cozzi del Dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute dell’Università di Padova affronterà questo tema nel corso del BoviDay – e oggi rappresenta uno strumento imprescindibile per la gestione degli allevamenti. Per questo è fondamentale conoscere lo status sanitario di origine degli animali attraverso una corretta gestione delle movimentazioni e dell’anagrafe bovina, al fine di garantire l’ingresso in allevamento di capi in condizioni sanitarie ottimali e omogenee”.

“Tenuto conto del basso grado di autoapprovvigionamento interno, che non supera il 40% – interviene Giulio Cozzi – è evidente che l’ingresso frequente di ristalli in allevamento, provenienti in gran parte dall’estero, richiede modelli gestionali particolarmente attenti e la disponibilità di strutture adeguate, in grado di limitare la diffusione di agenti patogeni. Non a caso, il primo mese dall’arrivo di questi animali rappresenta la fase più critica in termini di rischio sanitario e mortalità”.

Allo stato attuale non esistono dati percentuali univoci che quantifichino la riduzione del rischio sanitario ottenibile attraverso biosicurezza e benessere animale. Tuttavia, entrambi gli esperti concordano sul fatto che gli effetti della biosicurezza siano evidenti sul piano gestionale ed economico: “ridurre la mortalità e i trattamenti sanitari significa migliorare le performance degli animali lungo l’intero ciclo produttivo”.

“L’efficienza sanitaria è anche una questione economica ed etica – osserva Cozzi – poiché la salute animale incide direttamente anche sull’impatto ambientale. In altre parole, animali meno sani sono meno produttivi e più impattanti”.

Sul fronte del benessere animale, l’innovazione tecnologica sta aprendo nuove prospettive. Sensori ambientali, marche auricolari intelligenti e sistemi di monitoraggio consentono di raccogliere dati su temperatura, umidità e condizioni degli animali, permettendo interventi mirati per migliorare il loro benessere.

“Le condizioni ambientali, in particolare il microclima in stalla, sono determinanti”, sottolinea Schiavon.

“La sensoristica, già ampiamente diffusa nel settore dei bovini da latte – aggiunge Cozzi – sta progressivamente entrando anche negli allevamenti dei bovini da carne. I tempi sono maturi per un utilizzo più esteso di queste tecnologie anche in chiave preventiva. Resta però centrale il tema della sostenibilità economica degli investimenti, in un comparto ad alto rischio e con margini spesso contenuti”.

“Il calo dei consumi registrato negli ultimi anni, legato in larga parte al contesto economico – conclude Schiavon – pone il settore di fronte a nuove e decisive sfide. Il rischio è una progressiva trasformazione della carne bovina in un prodotto di nicchia, accessibile a una fascia sempre più ristretta di consumatori. Da qui la necessità di rafforzare la produzione nazionale, riducendo la dipendenza dalle importazioni dei ristalli, oggi peraltro caratterizzate da costi elevati".

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

07/05/2026, 11:57

Bologna, 7 maggio 2026 - Mancano poche settimane alla prima edizione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina, organizzata da Expo Consulting srl, in programma il 10 giugno 2026 presso l’Hotel Expo Verona, a Villafranca (VR), a partire dalle ore 8.30.

Tutta la filiera di uno dei pochi comparti dell’agroalimentare italiano che attualmente registra dati positivi si ritroverà davanti a un ricco parterre di esperti che, dal settore primario a quello economico, dalla macellazione alla trasformazione, passando per gli approfondimenti sui benefici della carne bovina nella dieta mediterranea e le fake news che periodicamente colpiscono il comparto, proporranno strategie per rafforzare la filiera e renderla più competitiva.

Tra i relatori del programma ci sarà anche Angelo Frascarelli, docente presso il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, che affronterà un tema particolarmente caldo: quanto le misure previste dalla nuova PAC (2028–2034) incideranno sul settore della carne bovina e quali opportunità o criticità potranno derivare dall’accordo Mercosur.

“La riforma della Politica agricola comune – dichiara Frascarelli – porterà a una ridefinizione degli equilibri tra le diverse forme di allevamento bovino. La zootecnia estensiva vedrà un aumento del sostegno grazie a un pagamento di base più elevato nelle aree montane e per gli allevamenti maggiormente impegnati nel benessere animale, mentre la zootecnia ad elevata densità subirà una progressiva riduzione dei titoli e quindi del sostegno specifico. Nel complesso si andrà verso un sostanziale riequilibrio tra i due sistemi produttivi”.

Se l’accordo Mercosur rappresenta una sfida per gli allevatori italiani ed europei, non vanno sottovalutate le opportunità che ne possono derivare.

“L’Italia è un Paese strutturalmente importatore di vitelli e carne bovina congelata – sottolinea ancora Frascarelli – e un’apertura del mercato potrebbe risultare positiva per i consumatori. È vero che per i produttori aumenterà la concorrenza, ma l’impatto complessivo non sarà particolarmente rilevante anche grazie alle clausole di salvaguardia previste dall’accordo. Il comparto, tuttavia, si conferma tra i pochi dell’agroalimentare nazionale a registrare attualmente per gli allevatori prezzi remunerativi. Esiste poi una criticità, o meglio un tema troppo spesso sottovalutato – afferma il docente – ed è quello ambientale, legato alla scrupolosa applicazione della Direttiva nitrati, soprattutto in Pianura Padana, dove si concentra gran parte della zootecnia italiana. Ritengo che sarebbe fondamentale applicare pienamente le norme esistenti senza pensare a ulteriori irrigidimenti”.

Frascarelli è netto anche sugli standard sanitari e di benessere animale adottati a livello europeo che – precisa – “restano tra i più elevati al mondo. L’Europa compete sulla qualità e sulle regole – conclude – mentre altri sistemi produttivi puntano soprattutto sui costi. L’accordo Mercosur si inserisce in questa dinamica e va letto anche come un’operazione di apertura commerciale e cooperazione internazionale. Si tratta di un accordo di libero scambio dal grande valore economico e politico, un grande modello di democrazia, frutto di un negoziato durato oltre vent’anni che testimonia la capacità dell’Unione europea di costruire relazioni commerciali globali, come quelle attualmente in corso, ad esempio, con India e Australia”.

La partecipazione alla

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

21/05/2026, 14:14

Benessere, innovazione, sostenibilità:
una filiera forte è una filiera più competitiva
Mercoledì 10 giugno 2026 - ore 8.30
Best Western Plus Hotel Expo
Villafranca di Verona
(Via Portogallo 1/P)
Comunicato Stampa

Biodiversità, genetica e ricambio generazionale:
le razze bovine italiane
di fronte alle nuove sfide del settore


Andrea Quaglia Andrea Rabino

Bologna, 21 maggio 2026 - Mentre il comparto dei bovini da carne delle razze italiane affronta le sfide legate al ricambio generazionale, all’aumento dei costi di produzione e alla sostenibilità economica, il lavoro di miglioramento genetico e tutela della biodiversità portato avanti dagli allevatori continua a rappresentare un presidio fondamentale per il territorio e l’ambiente.

Sono questi alcuni dei temi al centro dell’intervento “Il miglioramento genetico delle razze autoctone e tutela della biodiversità animale”, che vedrà protagonisti Andrea Quaglia, direttore di Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne che rappresenta le razze Chianina, Maremmana, Podolica, Romagnola e Marchigiana) e Andrea Rabino, presidente di Anaborapi (Associazione nazionale allevatori bovini di razza Piemontese) in occasione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina, evento organizzato da Expo Consulting srl in programma il 10 giugno 2026 a Villafranca di Verona, presso l’Hotel Expo Verona, a partire dalle ore 8.30.

“L’attività del nostro Centro genetico – spiega Quaglia – che lo scorso anno ha festeggiato i suoi 40 anni di attività, è da sempre concentrata sul miglioramento genetico delle razze che Anabic rappresenta. Un lavoro che non si limita al controllo delle performance produttive, ma punta soprattutto alla salvaguardia della variabilità genetica. Monitoriamo costantemente imparentamento e consanguineità affinché restino ai livelli più bassi possibili e abbiamo reintrodotto linee genetiche antiche o estinte nella Chianina e nella Romagnola grazie all’utilizzo di seme congelato conservato nella Banca del Dna di Anabic che conta oltre 600 mila unità seminali: un patrimonio strategico per garantire biodiversità animale e resilienza futura degli allevamenti”.

Secondo il direttore di Anabic, che conta una base associativa di oltre 5.000 allevamenti distribuiti in 18 regioni italiane per una consistenza complessiva di circa 160.000 capi, la presenza di queste razze nei territori appenninici del Centro-Sud svolge anche una funzione ambientale cruciale. “Gli allevamenti estensivi - dichiara - che rappresentano il 70% di quelli associati, favoriscono il mantenimento dei pascoli e l’aumento della biodiversità vegetale. L’abbandono di questi territori significherebbe perdita di tradizioni, ma anche maggiore fragilità degli ecosistemi”.

Sul fronte economico, Quaglia evidenzia una fase favorevole per il comparto, sostenuta da una domanda elevata a fronte di un’offerta insufficiente. Una situazione che, tuttavia, non riduce il peso della principale criticità: il ricambio generazionale all’interno delle aziende.

Anche per la razza Piemontese il tema della biodiversità resta centrale. “La Piemontese rappresenta un presidio del territorio e della biodiversità, soprattutto nelle aree marginali e collinari – afferma Andrea Rabino – Oggi i capi iscritti al Libro genealogico sono circa 260mila, di cui oltre 130mila fattrici, distribuiti in circa 3.900 allevamenti presenti principalmente in Piemonte e Lombardia, ma anche in diverse altre regioni italiane”.

Tra le peculiarità della razza spicca l’ipertrofia muscolare, che garantisce rese al macello molto elevate, comprese tra il 60% e il 68%. “Negli anni il miglioramento genetico si è concentrato soprattutto sugli aspetti riproduttivi e sulla facilità al parto – prosegue Rabino – tanto che oggi i parti cesarei nella Piemontese non superano il 3,5%, a fronte di percentuali che in altre razze possono arrivare fino al 97%”.

Anche il comparto della Piemontese deve però confrontarsi con il problema del ricambio generazionale e con la perdita di aziende registrata negli ultimi dieci anni. “Abbiamo perso circa il 10% degli allevamenti e delle fattrici – osserva Rabino – Nonostante questo oggi il mercato mostra segnali positivi grazie alla crescente richiesta di carne di qualità. Un ruolo importante nella valorizzazione della carne di Piemontese è svolto dalla grande distribuzione, che commercializza circa il 70% della produzione, accanto a una rete di macellerie di alta qualità sempre più orientate ai prodotti premium e di prossimità”.

Re: BoviDay - Giornata della Carne Bovina - Verona, 10.06.20

27/05/2026, 10:40

Bologna, 27 maggio 2026 - Pensare che le importazioni francesi di ristalli di bovini da carne possano tornare ai livelli del passato è ormai un’illusione. La progressiva riduzione del patrimonio bovino francese e il calo delle esportazioni verso l’Italia stanno infatti modificando in modo strutturale gli equilibri del settore, imponendo agli allevamenti italiani nuove strategie produttive per recuperare competitività e autonomia.

È da questa consapevolezza che prenderà avvio l’intervento di Francesco Cobalchini, direttore generale di Intermizoo, dal titolo “Crossbreeding, quando l’incrocio diventa strategia”, previsto nel programma di BoviDay – Giornata della Carne Bovina, in programma il 10 giugno 2026 a Villafranca di Verona, presso l’Hotel Expo Verona, a partire dalle ore 8.30, organizzata da Expo Consulting srl.

Secondo Cobalchini, il crossbreeding non rappresenta più soltanto una tecnica di incrocio, ma una vera leva strategica per il futuro della zootecnia bovina da carne italiana.

“Nel nostro Paese le importazioni di ristalli francesi non torneranno più ai livelli del passato – spiega – La Francia, negli ultimi dieci-dodici anni, ha ridotto di circa un milione il numero di vacche e le esportazioni verso l’Italia sono diminuite del 3%. Le avvisaglie c’erano già quindici anni fa, ma purtroppo molti allevamenti italiani non hanno adottato per tempo le strategie necessarie”.

Cobalchini sottolinea inoltre che “il passaggio da semplice tecnica a strategia avviene quando l’allevatore comprende pienamente le potenzialità del crossbreeding all’interno del proprio modello produttivo. Tra i principali vantaggi – evidenzia – vi è la possibilità di ottenere animali che possiamo definire a chilometro zero, con importanti benefici sia produttivi sia sanitari. Chi ha sperimentato questi sistemi ha registrato incrementi ponderali significativi, con crescite giornaliere che possono arrivare fino a 1,2 kg e pesi alla macellazione fino a 560 kg. Questo si traduce anche in un minore utilizzo di antibiotici, maggiore benessere animale e una gestione sanitaria più efficace”.

“Occorre però considerare – prosegue – che l’allevamento di soggetti ottenuti con il crossbreeding richiede una gestione differente, frutto di una pianificazione chiara, nella quale vengono stabiliti obiettivi precisi con un programma coerente alla disponibilità di terreno, al numero di capi che si possono potenzialmente allevare e alle colture che si intende produrre. In sintesi, è necessario trovare un equilibrio aziendale attraverso una visione strategica di lungo periodo”.

Negli ultimi anni, conclude Cobalchini, anche il lavoro sul seme sessato nelle razze da carne ha compiuto importanti progressi. “È un percorso che va costruito insieme agli ingrassatori, raccogliendo feedback e seguendo gli animali fino alla macellazione per ottenere produzioni sempre più omogenee. La genetica oggi mette a disposizione strumenti e possibilità molto interessanti per il futuro della zootecnia bovina italiana”.

La partecipazione alla Giornata della Carne Bovina è gratuita.

È invece obbligatoria l'iscrizione.
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