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Piantumazione alberi ornamentali in zolla. 
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Iscritto il: 18/03/2020, 13:10
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Buongiorno a tutti, sono nuovo del forum.
Innanzitutto mi complimento per il livello di conoscenze che si esprimono nei vari argomenti.
Da appassionato di arboricoltura non posso che esprimere un sentito ringraziamento per la condivisione della medesima passione.
La mia questione da sottoporre alla vostra attenzione è questa.
Ho acquistato in un grosso vivaio vicino a casa 7 piante da piantumare nel mio giardino, le piante sono le seguenti:
-tre cornioli allevati ad albero di circa 5 metri di altezza
-tre aceri rossi sempre di 5/6 metri di altezza per 20 cm di diametro alla base della zolla
- una quercia dal diametro di 30 cm alla base, presumibilmente alta 5 metri.
Tutte le piante si trovano con zolla ricoperta dal sacco di juta e armatura, da più di 15 giorni oramai
La consegna era prevista in questi giorni, ma purtroppo la situazione nella bassa bresciana è critica per l'emergenza sanitaria, con blocco, più che giustificato,delle consegne da parte del fornitore.
Vi chiedo quali conseguenze possono insorgere nel piantare ad aprile o a primavera inoltrata, con un attività vegetativa già avviata da parte delle piante, e quali accortezze mi consigliate per limitare uno shock da trapianto, e se fosse il caso anche di valutare una piantumazione in autunno lasciando le piante in zolla, tenendole sempre bagnate ovviamente.
Spero che qualcuno possa darmi consigli illuminanti per limitare i danni.
Grazie.


18/03/2020, 15:53
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Purtroppo il trapianto quando la pianta si è risvegliata può essere un problema, specie per piante così grandi.

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19/03/2020, 9:09
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Grazie per la risposta. Quindi le probabilità di perderle sono molto alte.
L'autunno scorso non ho potuto proprio piantumarle, in quanto ho dovuto sistemare lo spazio in giardino.
Dovrò rischiare comunque, sperando in una ripresa per l'anno prossimo.


19/03/2020, 9:52
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Ho spostato l'argomento in "Arboricoltura in città".

Il mio consiglio è di procedere comunque con la piantagione, visto che le piante sono già state zollate.
Prima di parlare delle possibili accortezze per preservarle, in che terreno vengono messe (tessiruta, profondità, esposizione, vicinanza di acqua ecc.)? a che distanza da altre piante? con impianto di irrigazione?

Ciao,
Luca

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01/04/2020, 16:51
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Grazie Luca per la risposta.

Come ho detto in precedenza, abito nella zona della Bassa Bresciana. I terreni da queste parti sono utilizzati per seminativi, generalmente limoso-argilloso, e il mio appezzamento non fa differenza: il colore della terra è bruno-ocra, e la capacità di ritenzione idrica è elevata, Lo noto in piena estate quando annaffio abbondantemente le buche di altre piante, queste restano umide per diversi giorni.
Ho effettuato aratura ed erpicatura nel tardo autunno, per rendere il terreno coltivabile a prato stabile.
La disposizione è la seguente: i tre cornioli e i tre aceri rossi sono predisposti per fare una sorta di "boschetto", quindi posizionati ai vertici di un ipotetico triangolo con distanza minima l'una dall'altra di 4 metri. L'intento era quello di creare una folta chioma comune, ma temo che le piante possano andare in competizione con un risultato non troppo piacevole per il contesto. La quercia sarebbe isolata in pieno campo.
Ho preparato le buche: il diametro si aggira intorno al metro e trenta,la profondità 80 centimetri, con letto morbido per facilitare la radicazione. Le dimensioni delle buche dovrebbero corrispondere in eccesso di 50/60 cm le naturali dimensioni della zolla, in modo che questa possa essere rasente al livello del campo. Tutte Le piante seguono l'andamento naturale del terreno, verso sud, in modo che abbiano la massima esposizione al sole. L'annaffiatura avviene mediante pozzo artificiale che pesca direttamente in falda. Occasionalmente l'irrigazione si effettua con acqua del sistema idrico comunale, quindi con cloro.
Chiaramente le piante sono ancora in vivaio, presumo che i cornioli siano già sfioriti, e gli aceri e la quercia inizino a germogliare, ma fin dopo pasqua non se ne parla, per via delle sacrosante limitazioni alla circolazione.
Scusami per la lunghezza del messaggio, ma voglio essere esaustivo il più possibile, anche perché oltre al rischio di perdere le piante rimetterei anche non pochi soldi, ma ormai questo è preventivato.
un saluto

alessandro


01/04/2020, 19:11
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Ciao Alessandro,

non ti preoccupare per la lunghezza, fai bene ad essere esaustivo: è nel tuo interesse, e in quello di chi ci legge, nel capire al meglio le situazioni e le possibili soluzioni.

Poi ti rispondo in merito, ma intanto sei sicuro che il tuo vivaista non ti possa consegnare a casa le piante? L'attività dovrebbe essere rientrata tra quelle possibili.

Bene per il terreno, mi sembra un punto a svantaggio dello stress idrico estivo che i giovani trapianti sono suscettibili di subire.
Se mi parli di esposizione però, vuol dire che il terreno non è pianeggiante?!

4x4 forse è un sesto d'impianto un po' piccolo, ma quanto è grande lo spazio a disposizione?

Non so perchè non te l'ho chiesto prima: la quercia di che specie è?
La tua idea se non sbaglio è di valorizzarla al centro dell'area come (futura) pianta monumentale, giusto? In caso è molto importante sapere la specie e la forma di allevamento che gli è stata data in vivaio.

Ciao,
Luca

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02/04/2020, 14:40
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Qui trovi info sulla deroga ministeriale per il settore vivaistico: https://www.forumdiagraria.org/news-f102/ministero-delle-politiche-agricole-alimentari-e-forestali-t48393-2000.html#p1113307

Ciao,
Luca

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02/04/2020, 16:08
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Buongiorno luca.

Partiamo dal vivaista: questo è un grossista, che collabora prevalentemente con diverse amministrazioni comunali per la gestione, piantumazione e smaltimento del verde pubblico.
I miei acquisti non sono altro che una goccia che bagna l'oceano per i suoi commerci, dunque nel tempo libero fornisce privati. Di fatti l'anno scorso mi ha recapitato 5 gingko alti 7 metri in tempi ragionevoli e piantati a metà marzo.
Dopo insistenti telefonate di sollecito mi ha detto che ha limitato i suoi trasporti esclusivamente a urgenze che riguardano situazioni del verde pubblico, lasciando comunque che terzisti esterni possano andare a recuperare le merci.
Sicuramente ha una forte indolenza per la consegna a domicilio, oppure, spero per lui di sbagliarmi, è sotto vincolo sanitario della quarantena.
Presumibilmente dovrò cercare un trasporto, quelli a mia conoscenza sono fortemente limitati. Quindi il trasporto è una delle mie preoccupazioni maggiori.
Molto importante: le piante non le ho ancora pagate, ma il carico è pronto, e di certo non passerò per quello che ordina e poi lascia perdere. Per le future piantumazioni mi affiderò sicuramente ad altri.

Terreno:è un giardino urbano di circa 2000 mq, pianeggiante, situato esternamente ad una vecchia corte lombarda.
Per esposizione intendevo uno sviluppo da nord verso sud, come un rettangolo che ha per base il lato minore, è qui che le piante troveranno sistemazione. Il lato nord è chiuso da una muraglia, mentre il lato ovest si trova una siepe di oleandro, dove si alternano al suoi interno i gingko che ho detto sopra. E un giardino in piena evoluzione.

Quercia quercus robur o Farnia. è allevata in modo naturale, senza potature che danno forme ad ombrello o altro. Le alternative sono due: o piantumazione al centro, come hai detto giustamente tu, oppure più laterale ma sempre libera da altre piante o edifici. Devo ancora valutare bene dove meglio si addice per il conteso.

Aspetto consigli, e nel tempo che intercorre per un tuo riscontro ti ringrazio e auguro buon lavoro.

Alessandro


02/04/2020, 17:05
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Ciao Alessandro,

ti ringrazio ma, causa stop delle attività della mia azienda, questa settimana mi sono messo in ferie! :roll:

Immagino che non sia semplice per te, soprattutto in questo periodo, ma trovando uno che ti fa il trasporto potresti risolvere il problema di ricevere le piante troppo tardi. Ovviamente ti ci vorrebbe un camion dotato di gru per lo scarico delle piante.
Comunque, pur comprendendo la situazione del vivaista, come tu sei rispettoso degli impegni presi e vuoi comunque acquistare le piante, lui dovrebbe per lo meno provarci a consegnartele in tempo per essere messe a dimora nella stagione giusta!

Ok per l'esposizione, mi sembra un bel contesto. Sicuro che non saranno i ginko ad ombreggiare le altre piante?

Anche se non ti può sembrare, in vivaio le piante subiscono quasi sempre delle potature per indirizzarle verso la forma o l'allevamento previsto. L'importante comunque è che sia ben impostata con il primo palco di rami e senza grandi difetti (abrasioni al fusto o rotture di rami).

Hai previsto anche il prato sottostante con annessa irrigazione automatica?

Ciao,
Luca

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02/04/2020, 18:17
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Ciao Luca

I Gingko sono distanziati l'uno dall'altro di 7 metri. Sono piante giovani, allevate a distanze molto ravvicinate per favorire l'accrescimento, dunque sono più sviluppate all'apice rispetto alle zone intermedie del fusto. Tutto sommato vedo che il lavoro in generale è vigoroso anche sulle impalcature più basse, ma escludo che questi possano ombreggiare a tal punto da compromettere l'esposizione al sole delle altre piante. In linea d'aria la distanza si aggira comodamente sui 20 metri dall'impianto dei gingko a quello delle piante che "dovrebbero" arrivare.
Al momento della scelta la Farnia mi sembrava ben messa e in salute. Grossi difetti non ne aveva se non una piccola abrasione a circa 1 metro e cinquanta di altezza. Presumo sia per via di un ramo potato forse in maniera troppo violenta e riparato male. Se dovessi dirti se fosse un segno di qualche alterazione fitopatologica, purtroppo non so risponderti.
La chioma l'ho voluta la più irregolare possibile solo per un motivo di affetto e di ricordo delle vecchie querce che aveva mia madre nella sua casa natale, con la speranza di vederle sviluppare con una bella estensione laterale che possa sembrare la più naturale possibile.
I cornioli e gli aceri erano già in zolla, sempre ben bagnati a quanto ne so.
Dalle mie parti si apre il bocchettone del pozzo e si effettua un irrigazione di superficie. Personalmente la preferisco nello stato in cui si trova il giardino. Una volta ultimato con tutte le piante definitive si penserà ad una cosa meno "agricola" per il prato, visto che è seminato a prato stabile per foraggio.
Quindi come potrei procedere nel caso in cui si tarderà per la sistemazione?
Ricordo che ho piantato circa sette ulivi in vaso dell'altezza di un metro circa, cultivar casaliva del Garda (abito a 30 km circa dal lago) proprio nelle vicinanze del muro a nord a Maggio. Devo dire che mi hanno sorpreso da quanto si siano fatti belli ad oggi.
Resto con la medesima speranza, anche se qui le dimensioni delle piante e il lavoro di compenso per lo stress da trapianto sono decisamente molto più importanti.

un saluto


02/04/2020, 19:09
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