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Informazioni impostazione e gestione allevamento semi-brado 
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Iscritto il: 19/12/2017, 17:51
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Buonasera a tutti, scrivo dalla provincia di Torino, per passione della norcineria, sto valutando l'idea di creare un allevamento semi brado di piccole dimensioni, nell'ordine dei 4 - 10 suini. Inizialmente partirei con 4. L' obbiettivo è la trasformazione. 1 maiale destinato al consumo privato, gli altri li commercializzerei trafsormati per rifarmi dei costi ed eventualmente arrotondare qualcosa.

Ho varie domande se possibile:

1- vorrei capire la metratura da destinare al singolo maiale per poter contenere i costi e limitare le integrazioni alimentari al minimo.
2- le attrezzature necessarie, quali ricoveri etc per singolo maiale in modo da tirare fuori una proporzione ----> suino x metri x attrezzatura
3- valutare la scelta della razza rustica e capire se ha piu senso allevare una razza in purezza, comprese le razze sintetiche, oppure provare un ibrido. nella mia zona non ci sono razze autoctone e nessun Dop di razza

In merito a quest'ultima domanda avrei una parentesi. In spagna un suino iberico viene considerato tale se possiede almeno il 50-75% di gene iberico. In Italia come funziona, ho letto che molte razze storiche hanno subito un'ibridazione per eliminare il problema della consanguineità ( cinta e mora), altre sono state ricostruite ( Nero di Parma) partendo da soggetti ibridi, nonostante ciò mantengono un nome proprio. Vorrei capire se è solo un vizio burocratico oppure, se si mantengono le caratteristiche tipiche di razza le storiche possono essere migliorate mantenendo la dicitura.


Ho letto molto in questo periodo e ci sono argomenti simili al mio, ho scelto di postare a mia volta per poter avere un confronto personale


09/01/2018, 23:12
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Dove ti trovi? Che terreno hai a disposizione (pascolo, bosco...)?

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10/01/2018, 8:11
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Mi trovo nella provincia di Torino, nel basso canavese, il terreno lo sto cercando in questo periodo, lo acquisterei apposta. Avevo in mente zona boschiva, volevo capire la metratura. On line ci sono opinione differenti. a me interesserebbe abbattere i costi il piu possibile, mantenendo una buona qualità


10/01/2018, 11:30
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Se ti possono servire queste sono le linee guida in Emilia Romagna, per farti un idea.

http://www.crpa.it/media/documents/crpa ... 5_2009.pdf


10/01/2018, 22:42
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Grazie per il link marco, avevo letto un documento simile in questo periodo. Il punto è che secondo me, con 250 m2 a suino per ingrasso il quantitativo di mangime da dare a parte diventa alto. Diciamo che volevo farmi un' idea su qualcosa che fosse realmente sostenibile. Considerato che in movimento i suini hanno una velocità di accrescimento inferiore rispetto all'intensivo perche consumano piu calorie, che le razze rustiche crescono piu lente, per avere un prodotto di qualità i costi si alzano, con queste metrature penso troppo. Probabilmente riuscendo ad ampliare l'areale di approvigionamento per singolo capo questa proporzione cambia, ma resta il fatto che a occhio e croce 250 per maiale credo siano pochi.

Avevo pensato a 6 suini per ettaro, quindi circa 1500 m2 a capo


10/01/2018, 23:47
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Si
Efrang ha scritto:
Grazie per il link marco, avevo letto un documento simile in questo periodo. Il punto è che secondo me, con 250 m2 a suino per ingrasso il quantitativo di mangime da dare a parte diventa alto. Diciamo che volevo farmi un' idea su qualcosa che fosse realmente sostenibile. Considerato che in movimento i suini hanno una velocità di accrescimento inferiore rispetto all'intensivo perche consumano piu calorie, che le razze rustiche crescono piu lente, per avere un prodotto di qualità i costi si alzano, con queste metrature penso troppo. Probabilmente riuscendo ad ampliare l'areale di approvigionamento per singolo capo questa proporzione cambia, ma resta il fatto che a occhio e croce 250 per maiale credo siano pochi.

Avevo pensato a 6 suini per ettaro, quindi circa 1500 m2 a capo


Sinceramente, dalle frasi che hai scritto, "la coperta è sempre corta", vuoi fare brado ma usare poco mangime, sei preoccupato perchè crescono lenti, ma la qualità costa, che facciamo?, non pensare di fare brado al costo di intensivo solo perchè aumenti il pascolo, in certi periodi di anno c'è poco a disposizione.
Devi provare a fare un piano di costi e ricavi per capire a che prezzo puoi essere competitivo con una produzione simile alla tua.
E a chi puoi rivolgere la tua produzione.
Devi trovare la tua nicchia di mercato ed inserirti.

Fai bene ad ispirarti al suino iberico, ma ricorda che le dehesas spagnole non sono i nostri boschi, e tutto un altra cosa.


11/01/2018, 20:49
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Quindi essendo che in determinati periodi dell'anno il pascolo e il bosco sono poco produttivi, ci sarebbero dei riferimenti da cui partire per fare una stima "teorica" delle spese e del quantitativo di mangime, sul totale di cibo, che un maiale al semi-brado mangia in un anno? Anche sulla base dei metri quadri di bosco a disposizione.

Il punto non è voler fare il brado al costo dell'intensivo, ma capire come ottimizzare le spese per avere un prodotto buono con un prezzo il piu sostenibile possibile, nei limiti del non perdere qualità


12/01/2018, 2:10
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E' una cosa che faccio nell'ottica di riuscire a mantenere dei prezzi, per quanto inevitabilmente piu alti rispetto a una produzione industriale, comunque il piu accessibili possibile, sempre nei limiti del mantenere una buona qualità e fare le cose bene


12/01/2018, 2:13
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Iscritto il: 27/11/2015, 13:11
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Formazione: tecnico della gestione aziendale
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Semi brado non significa zero spese
In Calabria abbiamo degli allevamenti di nero calabrese allo stato semi-brado
Hanno delle porzioni di bosco uliveto a disposizione
Però in certi periodi o meglio in alcune annate dove uliveto non è produttivo le querce o le castagne presenti nel bosco non danno frutti
Bisogna mettere le mani esclusivamente nel portafoglio x alimentare i suini
Alcuni pensano che allevare all'aperto sia la chiave x abbatte re i costi d'esercizio
Ma personalmente non è così


16/01/2018, 14:44
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