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Mirco21
Iscritto il: 03/06/2021, 13:43 Messaggi: 29 Località: Provincia di Napoli
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Ciao a tutti, ho un orto dove coltivo un po' di tutto, ma anche quest'anno gli acari (ragnetto rosso e ed eriofide rugginoso del pomodoro) in pochi giorni mi hanno completamente rovinato il raccolto. Prima di parlare però della situazione attuale, vorrei sapere per l'anno prossimo se esistono delle pratiche che mi consentono di tenere sotto controllo questo flagello in regime, per quanto possibile, di "agricoltura biologica" (essendo restio all'utilizzo di pesticidi di sintesi).
Avete alcuna esperienza con gli acari predatori (fitoseidi)? E' un investimento che vale la pena fare? Ho letto che non possono essere utilizzati sui pomodori, in quanto la peluria della pianta ne ostacola le capacità predatorie, ma per zucche/zucchine, melanzane e fagioli vari sarebbe una manna dal cielo se fossero realmente efficaci, visto anche che quest'ultime, a differenza del pomodoro (che coltivo a filari su rete per piselli da 2m), presentano una vegetazione che rende molto più difficile raggiungere la pagina fogliare inferiore con eventuali trattamenti fatti con pompa a spalla (il che presumo richiederebbe l'utilizzo di prodotti a carattere sistemico o quantomeno translaminare).
Per quanto riguarda i pomodori invece, sempre in chiave preventiva intendo, cosa si potrebbe fare? Bagnare con acqua tutte le mattine/sere richiederebbe troppo impegno, oltre che aumentare il rischio di patologie fungine. Fare dei trattamenti ogni 4-7 giorni sarebbe per me un compromesso accettabile, ma con cosa? Zolfo bagnabile, estratto di ortica, sapone molle potassico, e/o altro? Trattamenti di questo tipo fatti con costanza riuscirebbero a contenere il problema e dare risultati visibili?
Dopo eventualmente posterò delle foto, in modo che possiate confermare che si tratti effettivamente di un problema di acari. Ringrazio anticipatamente chiunque potrà darmi qualche indicazione a riguardo! E' davvero frustrante vedere tanto lavoro mandato all'aria in questo modo, e sapere che esistono soluzioni efficaci a basso impatto da attuare nei prossimi anni sarebbe incoraggiante.
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