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Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

11/12/2025, 19:03

A L'AQUILA VENERDI E SABATO IL CONGRESSO NAZIONALE UNCEM: COSTRUIRE SPERANZA È NECESSARIO PER ENTI LOCALI E MONTAGNA




La Giornata della Montagna non finisce oggi, 11 dicembre. Prosegue domani e sabato a L'Aquila, in occasione dell'Assemblea e del Congresso Uncem. Da venerdi 12 dicembre pomeriggio a sabato 13 mattina, l'incontro tra i Sindaci della Montagna italiana nell'appuntamento Uncem dal titolo "Comuni e Comunità insieme. Quale democrazia, coesione e impegno negli Enti locali. La montagna italiana è speranza".

"Rilanceremo un percorso di coesione tra tutti gli Enti montani del Paese - evidenziano Lorenzo Berardinetti, Presidente Uncem Abruzzo, e Luigi Fasciani, Vicepresidente Uncem nazionale - I Comuni insieme sono a prova di futuro, garanriscono sviluppo, con progetti e servizi alle comunità. Occorre potenziare, con il Parlamento e le Regioni, l'azione sinergica di Enti montani che sono democrazia e partecipazione, Capitale umano per gestire il Capitale umano, coesione tra Sindaci, Comuni nel NOI".

"Il tema della speranza è per noi un tema di presente e di futuro - evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - Non solo a L'Aquila verranno eletti i nuovi organi Uncem, ma avremo un dibattito che ha sempre meno spazi democratici per essere esercitato. Il nostro Congresso è aperto, a tutte e tutti. Un dialogo vivo per non perderci nelle solitudini e nelle difficoltà, nell'elenco delle cose che non vanno negli Enti locali e nella pubblica amministrazione. La Montagna è speranza. E va alimentata ogni giorno".

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

13/12/2025, 11:00

MARCO BUSSONE CONFERMATO A L'AQUILA PRESIDENTE NAZIONALE UNCEM

Marco Bussone, 40 anni, giornalista professionista, di Vallo Torinese, è stato confermato Presidente Uncem. Bussone, che guida l'Associazione nazionale dei Comuni e degli Enti montani dal 2018, è stato votato per acclamazione dall'Assemblea di L'Aquila che prosegue oggi, sabato 13 dicembre. Con lui è stato eletto il Consiglio nazionale Uncem che resterà in carica per cinque anni. "La Montagna italiana è al centro di una fortissima attenzione culturale, mediatica, politica - evidenzia - e sta a questa Associazione nata nel 1952, essere autorevole e pienamente 'sindacato di territorio'. Uncem è Istituzione della comunità. Dove vi è sono comunità vive sui territori montani è perché vi sono Enti locali solidi, capaci di impegno, Comuni che lavorano insieme. Rafforziamo percorsi di unità e sinergia, tra Sindaci e tra Enti. Autonomia vuol dire differenziare, riconoscere pienamente le specificità delle zone montane, anche nel quadro del Paese. Non siamo margine e non siamo interni, non siamo luogo di abbandono e di spopolamento. Siamo centrali e Paese vivo, fulcro di opportunità. In dialogo anche con le Città. La montagna italiana con i suoi Enti locali guarda all'Europa, per avere forza, dignità e anche risorse non occasionali o compensative. Ringrazio tutti i Delegati e i Sindaci di una bellissima Assemblea Uncem a L'Aquila. Proseguiamo un lavoro intenso con fiducia e speranza, parole chiave del Congresso e del nostro impegno".

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

17/12/2025, 15:07

CLASSIFICAZIONE DEI COMUNI MONTANI, UNCEM: EVITARE SCONTRI E DIVISIONI



"Sulla classificazione dei Comuni montani occorre evitare ogni scontro, frammentazione, divisione. Non possiamo permetterci rotture, difficoltà di dialogo, muri. Per questo Uncem dice da vent'anni che le classificazioni dei Comuni montani, con parametri uguali in tutto il Paese, non servono. Allora, come oggi. Evitiamo di dividere i territori, e i Sindaci. Concentriamoci sulle sfide e sulle opportunità vere".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

18/12/2025, 15:19

NUOVA CLASSIFICAZIONE DEI COMUNI MONTANI. IL PUNTO



La Conferenza Unificata non esaminerà oggi, 18 dicembre, il primo provvedimento conseguente alla legge montagna 131/2025, ovvero il decreto per i parametri che consentono la riclassificazione dei Comuni montani. Le Regioni, molte dell'Appennino e alcune delle Alpi, hanno chiesto un supplemento di analisi. Così da evitare che, mentre viene fatta uscire Roma dai Comuni parzialmente montani della precedente classificazione, entrino Reggio Calabria, o Cuneo, o Biella e resti Varazze. Evitiamo ogni demagogia, semplificazione, privilegiamo invece complessità, analisi, inclusione.

Uncem lo ripete da tempo. Sulla classificazione dei Comuni montani occorre evitare ogni scontro, frammentazione, divisione. Non possiamo permetterci rotture, difficoltà di dialogo, muri. Per questo Uncem dice da vent'anni che le classificazioni dei Comuni montani, con parametri uguali in tutto il Paese, non servono. Allora, come oggi. Evitiamo di dividere i territori, e i Sindaci. Concentriamoci sulle sfide e sulle opportunità vere.

Ma vediamo nel dettaglio a che punto siamo.

Uncem non è stata coinvolta (per volontà unilaterale ministeriale) dal Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie nella Commissione che in un mese è mezzo è stata chiamata a elaborare le basi per i nuovi criteri ai sensi dell'articolo 2 della legge che, secondo il dossier di lettura, prevede:

L'articolo 2, commi da 1 a 3, reca le norme per la definizione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, dei criteri per la classificazione dei comuni montani in base ai parametri altimetrico e della pendenza, nonché per la predisposizione di uno o più elenchi dei comuni montani. L'elenco sarà aggiornato dall'ISTAT, entro il 30 settembre di ogni anno (comma 1).
Nell'ambito degli elenchi dei Comuni montani sono definiti, con ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, i criteri per l'individuazione dei comuni montani destinatari delle misure di sviluppo e valorizzazione previste dalla presente legge e contestualmente l'elenco dei comuni montani beneficiari (comma 2). Tali classificazioni dei comuni montani non si applicano nell'ambito della politica agricola comune (PAC) dell'Unione europea e ai fini dell'esenzione IMU per i terreni agricoli ubicati nei comuni montani (comma 3).


Dunque, leggendo questi commi, vi sono di fatto almeno tre "classificazioni", ai sensi della legge nuova. La prima è quella in fase di costruzione; una seconda, per individuare - con un sottoinsieme - i Comuni montani beneficiari delle risorse e dei provvedimenti (recita la legge: sulla base dell'adeguata ponderazione dei parametri geomorfologici di cui al comma 1 e di parametri socioeconomici); e ancora una terza, ovvero quella finora utilizzata che individua i Comuni - recita la legge - beneficiari delle misure previste nell'ambito della Politica agricola comune (PAC) di cui agli articoli 38 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché ai fini dell'esenzione dall'imposta municipale propria (IMU) per i terreni agricoli ubicati nei comuni montani ai sensi dell'articolo 1, comma 758, lettera d), della legge 27 dicembre 2019, n. 160, le quali continuano ad essere regolate dalle rispettive discipline di settore.

La nuova classificazione della nuova legge (quella finora in stand by) montagna NON dovrà agire anche su un altro tema fondamentale per la montagna. Ovvero quel punto che tocca le imprese e i datori di lavoro aventi sedi ed operanti nei Comuni montani, i quali, in deroga alle norme sul collocamento della manodopera, ai sensi dell'art. 18 della Legge 97/94, possono assumere a tempo parziale o in forma stagionale i coltivatori diretti residenti negli stessi comuni, anche se tali soggetti svolgano l'attività agricola come autonomi iscritti debitamente all' Inps Gestione Agricoli (ex Scau). Tali tipologie di assunzioni non prevedono oneri previdenziali e permettono dunque di beneficiare, per tutto il tempo del rapporto di lavoro, dell'esonero totale dei contributi. Si ricorda che l'Inps aveva chiarito, con la circolare n. 154 del 16 maggio 1994, che per comuni montani si intendono i "Comuni facenti parte di comunità montane" ovvero i "comuni interamente montani classificati tali ai sensi della Legge 1102/71 e s.m.i".
Su questo punto occorre evitare ogni futuro errore e ogni salto nel buio. Si deve continuare ad adottare il sistema in essere per evitare caos tra lavoratori e imprese. Uncem sarà chiarissima.

C'è poi un ulteriore punto, interessante. Che riguarda, nella nuova legge montagna, l'articolo 4, recante "Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane". Il comma 3, inserito con ementamento della maggioranza in sede di esame parlamentare, aumenta la complessità della classificazione dei Comuni.
Il comma 3 precisa che le Regioni, in attuazione della propria programmazione, definiscono, le modalità di assegnazione degli stanziamenti.
Dunque, le Regioni possono investire risorse sui Comuni anche oltre la classificazione dell'articolo 2 della legge montagna. Dove ritengono.

È da tenere presente un'altra cosa.
La nuova classificazione dei Comuni non incide sugli Enti e sui territori che possono far parte (già ne fanno parte e ne faranno parte in futuro) di Comunità montane, Unioni montane, Comunità di Montagna. Precisiamo che ogni classificazione regionale, ogni riferimento regionale a precedenti classificazioni nazionali dei Comuni montani, per qualsiasi provvedimento di natura regionale (anche per l'assegnazione di risorse, premialità di bandi, inserimento di Comuni in Enti sovracomunali, stanziamenti di Fondi ATO alle Unioni montane, valorizzazione del pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali) non viene messo in dubbio dalla nuova classificazione nazionale dei Comuni montani.
Si ricorda, infatti, che ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, la materia degli interventi a favore delle zone montane rientra tra le competenze legislative residuali delle Regioni. Con la riforma costituzionale del 2001, l'articolo 117 indica, in primis al comma 2, le materie attribuite allo Stato e quindi, al comma 3, le materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Al comma 4 viene pertanto definita la c.d. "potestà legislativa residuale" spettante alle Regioni per ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. La montagna e le aree montane, non figurando né tra le competenze esclusive statali, né tra le competenze legislative concorrenti, rientrano pertanto - per esclusione - nelle competenze legislative residuali delle Regioni.


Uncem da vent'anni dice che il Paese non ha bisogno di nuove classificazioni. Togliere oggi Roma e vedere oggi inserite Reggio Calabria o Varazze, Cuneo o Biella, ha veramente poco senso. Avere univochi parametri per Alpi e Appennini, per mezzogiorno e settentrione è assurdo. Come è assurdo e dannoso considerare la "vera montagna" nelle Alpi e "aree interne" gli Appennini. Abbiamo sentito anche questa cosa stupida. Togliendo di mezzo ogni banalità, Uncem ribadisce un concetto istituzionale: sulla classificazione dei Comuni montani occorre evitare ogni scontro, frammentazione, divisione. Non possiamo permetterci rotture, difficoltà di dialogo, muri. Per questo Uncem dice da vent'anni che le classificazioni dei Comuni montani, con parametri uguali in tutto il Paese, non servono. Allora, come oggi. Evitiamo di dividere i territori, e i Sindaci. Concentriamoci sulle sfide e sulle opportunità vere.

Uncem negli ultimi tre mesi non è stato coinvolto nella stesura del decreto sui Comuni montani. Grave errore voluto da alcuni. Forse perché, da un anno e mezzo diciamo che non va fatto quell'elenco. E così, meglio escluderci. Noi i ponti e le reti le facciamo. Le stendiamo oggi verso il Ministero e chiediamo alle forze politiche di lavorare insieme, all'opposizione in Regione di agire con l'Assessrato per trovare nuove soluzioni alla classificazione, per investire ancor meglio le risorse economiche, per evitare scontri e incomprensioni. Dialogo sempre. È la regola di un buon Sindacato, quale prova a essere Uncem

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

18/12/2025, 21:32

FIRMATO A ROMA IL CONTRATTO DEGLI OPERAI IDRAULICO-FORESTALI. UNCEM: CAPITALE UMANO PIU' FORTE E UNITO PER VALORIZZARE IL CAPITALE NATURALE




È stato firmato oggi a Roma, presso la sede in piazza Colonna della Regione Friuli Venezia Giulia, il rinnovo del Contratto nazionale 2025-2028 degli Operai idraulico-forestali. Per Uncem erano presenti il Presidente Marco Bussone, con il Vicepresidente nazionale Vincenzo Luciano. Proprio quest'ultimo ha lavorato intensamente, nell'ultimo anno sul nuovo testo, insieme con l'Assessore regionale piemontese Marco Gabusi, coordinatore del tavolo del Contratto per la Conferenza delle Regioni, il Segretario generale della Conferenza Alessia Grillo, e con il Rappresentanti delle Associazioni datoriali e Sindacali. Al tavolo oggi alla firma, Regioni, Uncem, Agirtal-Agci, Federforeste, Legacoop, Confcooperative, Flai Cgil, Fai Cisl, Uila.

"È stato fatto un lavoro prezioso - commentano Luciano e Bussone - a vantaggio di un comparto che agisce nel sistema pubblico dei nostri Enti, Comuni e Comunità montane, nelle Regioni, e anche nelle imprese dei territori, in particolare cooperative e aziende agricole. Un comparto che ha un capitale umano con nuovi diritti, più risorse, più opportunità per dare pieno valore al capitale naturale, 12 milioni di ettari di foreste in Italia. Uncem lavora con questo comparto strategico per la montagna, fatto di 60mila persone, da sempre. Per dire come attuiamo la valorizzazione dei servizi ecosistemici-ambientali e il Testo unico delle filiere forestali del 2018. Due leggi che sono pietra miliare per il nostro impegno collettivo sui territori. Gli operai idraulico forestali sono pezzo portante dell'economia dei territori. Generano sviluppo e protezione, inclusione e difesa dei versanti alpini e appenninici. Ringraziamo il Presidente della Conferenza delle Regioni Fedrica, il Segretario Grillo, l'Assessore Gabusi, tutti i rappresentanti datoriali e sindacali. Nulla era scontato. Invece, il lavoro fatto nel dialogo è preziosissimo, dà fiducia e nuova immagine al comparto, nel quale Uncem crede moltissimo".

Tra i punti qualificanti del contratto: il rafforzamento delle attività di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro a partire dalla perimetrazione delle applicazioni contrattuali negli appalti; le normative di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, importante in particolare per gli addetti a tempo determinato che caratterizzano gran parte del comparto; la valorizzazione del Filcoop sanitario, con un aumento da 52 a 62 euro l'anno della quota versata, e l'inclusione nel fondo anche dei lavoratori a tempo determinato che abbiano lavorato 360 giornate nell'ultimo triennio; introdotta poi l'integrazione del 100% del salario in caso di infortunio; implementate infine le ore di permesso e quelle per studio e formazione. E poi, l'aumento salariale, pari a 135 euro a regime che sarà erogato in tre tranches, 80 euro dal 1° gennaio 2026, 35 euro dal 1° gennaio 2027 e 20 euro dal 1° gennaio 2028, per un montante complessivo di quasi 5mila euro.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

21/12/2025, 22:18

REVISIONE DELL'ELENCO DEI COMUNI MONTANI, DUE PROPOSTE DA UNCEM (PER EVITARE ULTERIORE CAOS)

"Verso una correzione intelligente dell'elenco dei Comuni montani, capace purtroppo di dividere e diventare elemento di polemica fortissimo, vedo due possibilità.
La prima è un allargamento delle dell'elenco e dunque cambiando le percentuali di territorio e le soglie minime di altitudine.
La seconda è una proposta nella quale ciascuna regione abbia come tempo 30 giorni per rivedere gli elenchi iniziali, super criticati, e aggiornare su base regionale i parametri di altitudine e pendenza. Dunque evitare che si vada verso rischio di ricorsi alla corte costituzionale, stando la materia montagna e dunque anche la classificazione in capo alle Regioni, come stabilito da diverse sentenze della Corte costituzionale di una quindicina di anni fa
Il riparto delle risorse che spettano alle Regioni si può benissimo fare con i parametri usati nel 2023 e nel 2024 senza per forza dover aspettare la nuova classificazione.
Preciso inoltre che Roma, secondo alcuni da sempre considerata montana nella classificazione storica che ora si vuole modificare, non mi risulta compaia nell'elenco dei Comuni montani presente sul sito del Governo, Dipartimento per gli Affari e le Autonomie, a questo link".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

27/12/2025, 14:24

ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA FIPER, AIEL, ERSAF E UNCEM, PER LO SVILUPPO DELLE FILIERE AGROFORESTALI E DELLE ENERGIE RINNOVABILI NEI TERRITORI MONTANI




Un protocollo di intesa per promuovere le filiere agroforestali e quelle delle energie rinnovabili dei territori montani. È quello che è stato firmato dai presidenti di Aiel Domenico Brugnoni, di Ersaf Fabio Losio, di Fiper Michele Colli e di Uncem Marco Bussone. Uno storico accordo che vedrà i tre soggetti collaborare appieno per un obiettivo comune su tutti i tavoli in cui si troveranno a lavorare.

L'accordo, della durata triennale e rinnovabile, nasce con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo delle filiere agroforestali e di promuoverne l'utilizzo energetico sostenibile come leva strategica per la crescita economica, sociale e ambientale dei territori montani, rurali e interni italiani.

AIEL, ERSAF, FIPER e UNCEM condividono l'impegno a valorizzare il patrimonio forestale nazionale, sostenere la gestione attiva dei boschi e promuovere un uso efficiente e responsabile delle biomasse agricole e forestali attraverso un ampio programma di collaborazione che prevede:
sostegno alla crescita economica delle aree montane attraverso la diffusione dell'utilizzo energetico dei prodotti e sottoprodotti delle filiere agroforestali;
supporto alla valorizzazione energetica delle biomasse forestali nel rispetto della gestione forestale sostenibile e della certificazione;
promozione delle tecnologie ad alto rendimento e basse emissioni per la produzione di energia termica e cogenerativa da biomasse;
diffusione delle conoscenze tecnico-scientifiche e supportare iniziative presso la Pubblica Amministrazione territoriale;
sviluppo di attività di sensibilizzazione rivolte ai cittadini sull'uso corretto di legna, pellet e cippato, con particolare attenzione alla qualità dell'aria;
promozione del teleriscaldamento a biomassa nei territori montani e rurali;
collaborazione con le istituzioni pubbliche per l'adozione di provvedimenti normativi che rafforzino le energie rinnovabili agricole e forestali;
sostegno all'attuazione della legge nazionale 158/2017 sui piccoli Comuni, la legge nazionale 221/2015 sulla Green Economy, il Decreto legislativo 24/2018 per le filiere forestali;
sostegno alle comunità energetiche rinnovabili ed iniziative territoriali legate alle bioenergie;
advocacy istituzionale affinché le filiere bioenergetiche siano rispettose dell'ambiente e delle comunità locali
diffusione massima delle iniziative congiunte.

Per coordinare le attività che daranno concretezza e sostanza ai principi enunciati nel Protocollo, viene istituito un Tavolo permanente composto dai rappresentanti delle quattro organizzazioni, con il compito di facilitare la realizzazione delle iniziative previste e monitorarne lo stato di avanzamento. Con l'adesione al Protocollo AIEL, ERSAF, FIPER e UNCEM rafforzano una visione comune che riconosce nelle risorse agroforestali un patrimonio essenziale per la transizione energetica, la gestione sostenibile dei territori e lo sviluppo delle comunità montane.



Dichiarazioni dei Presidenti

Domenico Brugnoni - Presidente di AIEL Associazione italiana energie agroforestali
«La firma di questo Protocollo è un passo importante per rafforzare il ruolo delle biomasse legnose nella transizione energetica del Paese. Le aree montane e rurali dispongono di risorse che, se gestite in modo responsabile, possono generare valore economico, sicurezza energetica e servizi per le comunità. AIEL porta in questa alleanza la propria esperienza nella qualificazione della filiera, nella promozione delle buone pratiche e nella diffusione di tecnologie efficienti e a basse emissioni. Insieme a ERSAF, FIPER e UNCEM vogliamo costruire un percorso comune che porti a una gestione attiva dei territori e a un utilizzo dell'energia da biomasse sostenibile, moderno e pienamente inserito nel quadro di politiche nazionali ed europee dedicate alle aree interne e alla montagna».

Michele Colli - Presidente di FIPER Federazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili
«La sottoscrizione di questo Protocollo rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la collaborazione tra realtà che condividono una visione chiara: la transizione energetica del Paese passa dall'abbandono delle fonti fossili e dalla promozione di tecnologie realmente sostenibili. Per FIPER, fare rete significa unire competenze, territori e filiere per sostenere la crescita delle energie rinnovabili agricole e forestali, valorizzando risorse locali che possono garantire sicurezza energetica, qualità ambientale e sviluppo economico.
Insieme ad AIEL, ERSAF e UNCEM vogliamo costruire una piattaforma di lavoro comune capace di incidere nelle politiche nazionali e regionali, portando la voce dei territori montani e rurali dove le bioenergie rappresentano un'opportunità concreta. Solo attraverso un'azione coordinata e una forte attività di advocacy possiamo favorire innovazione, efficienza e nuove infrastrutture energetiche che accompagnino il Paese verso un futuro più pulito, resiliente e autonomo. Questo Protocollo è un impegno condiviso e un passo avanti nella nostra missione di servire le comunità e l'ambiente».

Fabio Losio - Presidente ERSAF Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste
«Il patrimonio forestale regionale rappresenta una risorsa importante che deve essere gestita e non abbandonata. La firma di questo protocollo va proprio in questa direzione. ERSAF crede negli obiettivi del protocollo e del resto già opera in questa direzione. Su incarico di Regione Lombardia, predispone annualmente il Rapporto sullo Stato delle Foreste. Si tratta di un documento che delinea la situazione delle foreste Lombarde, il loro incremento e il loro utilizzo attraverso tutti gli anelli della filiera. L'ente strumentale è impegnato, sempre su incarico regionale, alla predisposizione del programma forestale regionale. Un documento strategico di programmazione per la gestione e lo sviluppo del settore. Sempre in ambito forestale ERSAF è importante punto di riferimento regionale per quanto riguarda la formazione professionale delle imprese boschive attraverso specifici percorsi formativi nonché d'aggiornamento tecnico degli istruttori forestali. Tutto questo ha forti ricadute sulla sicurezza, in un ambito operativo obiettivamente molto pericoloso; la crescita professionale delle imprese e l'efficientamento delle utilizzazioni forestali e l'evoluzione del ruolo delle imprese boschive»

Marco Bussone - Presidente Uncem Unione nazionale comuni comunità enti montani
«Rilanciamo un percorso storico di collaborazione con AIEL, ERSAF e FIPER che ha bisogno di nuovo impegno congiunto, istituzionale, in vista della programmazione comunitaria 2028-2034, per stare pienamente dentro la transizione ecologica attraverso le bioenergie, il legno, la gestione, la pianificazione, la certificazione forestale che insieme vogliamo con e per i territori montani del Paese. L'uso del legno per nuove energie, per impianti intelligenti domestici, comunali, per edifici pubblici e privati sta nel futuro. Lo diciamo anche ai rappresentanti politici, ai Sindaci, a chi lavora nel settore. Investire insieme nelle filiere foresta-legno-energia è importante»

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

30/12/2025, 13:19

MONTAGNA E AREE INTERNE NON PRESENTI NELLA LEGGE DI BILANCIO. UNCEM: TROPPO POCO PER I COMUNI



"Montagna e Aree interne non compaiono nella legge di bilancio 2026. E per i Comuni, c'è troppo poco. Inascoltati gli appelli di Uncem, che aveva proposto una serie di emendamenti alla manovra, utili agli Enti locali, molti senza costi per lo Stato. Come quelli per mantenere i vicesegretari nei Comuni, fondamentali per proseguire i lavori su PNRR e altri investimenti, decisivi per far fronte alla mancanza di Segretari, dati anche i costi elevatissimi di scavalchi e condivisioni. Molto si poteva fare. Peccato. Lo dico gettando ponti a Governo e Parlamento. Zero polemiche, ve ne sono già troppe con troppi scontri incompresi dalle comunità locali. Eppure, dalla scheda di sintesi che Uncem ha realizzato sulla legge di bilancio, poco si vede. Sul personale, gli aumenti resi possibili anche per Unioni e Comunità montane restano a carico dei Comuni. Chi ha soldini li fa. Chi no, resta al palo. Su montagna e aree interne, siamo fermi ai 200 milioni di euro introdotti dalla legge di bilancio 2022, ultima del Governo Draghi. Voglio augurarmi che spazi per montagna, Comuni, aree interne, agricoltura sui versanti ve ne siano in provvedimenti prossimi, che tolgano di mezzo bonus e bandi, borghi da cartolina e turismo patinato".

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.


Allegata la scheda con le misure, poche, per Enti locali e territori, della legge di bilancio 2026.

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

07/01/2026, 14:25

IL PRESIDENTE UNCEM INSERITO DA MONTAGNA.TV TRA I 50 PROTAGONISTI DELLA MONTAGNA NEL 2O25




Il Presidente Uncem Marco Bussone è stato inserito da Montagna.tv, piattaforma di informazione, tra i 50 protagonisti della montagna nel 2025. "Tornano anche quest'anno - scrive il sito, a questo link https://www.montagna.tv/speciali/i-50-p ... agna-2025/ - i magnifici 50 della montagna. Alcuni hanno compiuto imprese importanti, a volte incredibili. Altri hanno contribuito in modo consistente alla conoscenza e allo sviluppo del mondo che amiamo. Arrivano da tutto il mondo, anche se, fatalmente, in molti casi abbiamo strizzato l'occhio ai nostri connazionali. Alcuni hanno appena superato i 20 anni, altri hanno spento da un pezzo le 80 candeline, altri ancora, purtroppo, non ci sono più. Tutti, indistintamente, hanno meritato ammirazione, applausi e, talora, perfino affetto.

Bussone è stato inserito nella categoria Istituzioni. Questo il testo che sul sito accompagna il suo profilo: "In giugno una buona notizia ha attraversato il mondo della montagna italiana. Secondo il Rapporto Montagne Italia 2025 dell'Uncem, l'Unione Nazionale dei Comuni e delle Comunità Montane, negli anni compresi tra il 2019 e il 2023, circa 100.000 persone si sono trasferite in montagna. Per la prima volta nel dopoguerra, i residenti ad alta quota sono aumentati in Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte e nelle Province autonome di Bolzano e di Trento. Per Marco Bussone, presidente di Uncem, è iniziata la stagione del risveglio. Piemontese delle Valli di Lanzo, Bussone ha iniziato ad occuparsi di enti locali nel 2002. È stato consigliere di amministrazione di PieMonti Risorse srl e coordinatore della comunicazione per la Fondazione Montagne Italia. Dal 2018 è presidente nazionale dell'Uncem, che sforna dati e idee importanti per la gestione e il rilancio della montagna italiana".

Re: Uncem Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

08/01/2026, 14:10

CASTAGNO SENZA PIANO DI SETTORE DEL MINISTERO. UNCEM E UNIVERSITA' LANCIANO UN MASTERPLAN PER VALORIZZARE FRUTTO E LEGNO




A partire dal Ventesimo secolo la storia del castagno è stata segnata da successi, abbandoni, fasi di declino e tentativi di recupero e valorizzazione, in stretta relazione con gli avvenimenti che hanno caratterizzato l'evoluzione culturale, sociale ed economica nella montagna italiana negli ultimi cento anni. Eppure, nell'ultimo decennio, un attento lavoro svolto dal Centro nazionale di Castanicoltura, a Chiusa di Pesio, con numerose Università Italiane, in primis il DISAFA dell'Università di Torino, ha dato risposte positive per il rilancio di centinaia di migliaia ettari di castagneti. Troppi quelli abbandonati sui versanti. Uno straordinario simbolo della biodiversità italiana, appenninica e alpina. Lotta biologica ai parassiti, costituzione di un arboreto, fornitura di vivai, formazione dei tecnici, divulgazione scientifica. Azioni per ridare vita a una porzione importante del patrimonio agricolo e forestale.

Mentre manca il Piano di settore per il Castagno che il Ministero dell'Agricoltura ha fermo da anni, Uncem lancia il Masterplan Castagno. Frutto, legno, servizi ecosistemici. Un'azione di rilancio complessiva dell'intero comparto della castanicoltura è ormai ineludibile affinché estese aree castanicole italiane vengano presto sottratte all'abbandono, il cui protrarsi potrebbe avere conseguenze imprevedibili anche sulla stabilità dei versanti e, di conseguenza, sull'assetto idrogeologico. Non solo abbandono: il grande lavoro fatto dal Centro di Castanicoltura è di trampolino per nuove azioni condivise con le Regioni, con Comunità montane e Unioni montane di Comuni, GAL, imprese. La filiera del castagno è determinante per le Alpi, per gli Appennin, e per tutta la montagna italiana. Non esistono altre filiere così complete e ricche. Molte Regioni come Toscana, Piemonte, Campania hanno già fatto grandi passi in avanti dopo decenni di abbandono. Dobbiamo fare di più e dobbiamo aumentare gli sforzi, l'impegno, usare bene le risorse europee possibili, lavorare con gli Enti locali", afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, che sta lavorando molto con i docenti di UniTo Gabriella Mellanio e Gabriele Loris Beccaro. "Castagno, simbolo vivente della biodiversità italiana. Ma spesso non siamo capaci di difenderla e di valorizzarla", scriveva il 24 ottobre 2014 Paolo Peirone sulla Stampa.

Serve un globale progetto di rilancio che possa guidare l'Italia nella crescita della filiera, dal frutto al legno. Proprio come avvenuto in passato per la vite, per il nocciolo. Su queste specie si sono costruite due delle più importanti filiere economiche - legate all'agroalimentare d'eccellenza - del Paese. Così deve essere per il castagno oggi. Il rilancio tocca l'intera filiera, con un grande lavoro che dovranno fare le Unioni e le Comunità montane sul loro territorio, con il Centro di Castanicoltura, le Università, le Associazioni di Categoria. Le azioni sono molteplici: sviluppo di nuovi prodotti con legno di castagno, miglioramento della produzione, trasformazione e commercializzazione del frutto, creazione di marchi di qualità legati al territorio di provenienza per il frutto, il legno e gli altri prodotti non legnosi, gestione forestale attiva e certificazione, formazione, diffusione e comunicazione, ai tecnici, agli Amministratori, ai cittadini. Questi i principali punti del Masterplan Castagno, che Uncem affida in primis agli Enti locali sovracomunali della montagna italiana.
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