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Collegio del Periti agrari e dei Periti agrari Laureati
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Marco
Sez. Supporto Didattico
Iscritto il: 13/03/2008, 19:23 Messaggi: 71336 Località: Pinzolo (TN) - Firenze
Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Collegio Nazionale Periti agrari
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| 10/02/2020, 17:20 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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IL COLLEGIO INTERPROVINCIALE DEI PERITI AGRARI & P.A.L. DI BERGAMO, COMO E LECCO RINNOVANO IL CONSIGLIO DI COLLLEGIO ED IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Sabato 08 febbraio 2020 si sono svolte presso la Sede di Bergamo. Le votazioni per il rinnovo delle cariche del
COLLEGIO DEI PERITI AGRARI E DEI PERITI AGRARI LAUREATI
DELLE PROVINCE DI BERGAMO, COMO E LECCO.
Dopo lo spoglio delle operazioni di votazione, sono risultati eletti e nominati i seguenti componenti/membri:
CONSIGLIO DI COLLEGIO
PRESIDENTE POSSENTI FRANCESCO
VICE PRESIDENTE BIANCHI DARIO
SEGRETARIO RESMINI AGOSTINO
TESORIERE VITALI GIAMBATTISTA
CONSIGLIERE LANCENI FRANCESCO
CONSIGLIERE BARGIGIA FRANCESCO
CONSIGLIERE MONZIO COMPAGNONI VENERIO
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
PRESIDENTE BRIVIO ERCOLE
MEMBRO EFFETTIVO ARRIGONI GIANBATTISTA
MEMBRO EFFETTIVO DE FILIPPO ANDREA
MEMBRO SUPPLENTE MENEGHELLO FABIO
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| 10/02/2020, 17:21 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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AGRICOLTURA Braga, Periti Agrari: «Bene il Ddl CNEL su consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue»
Roma, 27 ottobre 2025
«Un passo decisivo verso una governance moderna, efficiente e condivisa delle risorse idriche del Paese». Così, il presidente del Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, Mario Braga, commenta con favore il disegno di legge approvato dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) in materia di consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Modifiche al D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – Norme in materia ambientale).
«Questo provvedimento – ha proseguito il presidente Braga – va nella giusta direzione, riconoscendo la funzione di autogestione delle acque destinate all’irrigazione agricola, un elemento strategico che, nella sua connessione con l’uso complessivo delle risorse idriche per tutti gli impieghi, può contribuire a migliorarne la gestione e a promuovere una governance coordinata e unitaria tra Stato, Regioni, Autorità di bacino ed Enti locali, attuando compiutamente il principio di sussidiarietà orizzontale».
Braga evidenzia inoltre che, qualora il Parlamento approvasse il disegno di legge, si potrebbero finalmente affrontare alcuni ritardi strutturali che da tempo penalizzano l’agricoltura e le comunità locali: il collaudo di dighe e invasi già realizzati da tempo ma mai messi in funzione, la manutenzione straordinaria di invasi e aste fluviali, la realizzazione del Piano Laghetti, e la semplificazione burocratica nella gestione delle reti idriche.
Tutti interventi che contribuirebbero a ridurre i danni causati da eventi meteorologici estremi e a valorizzare il sistema irriguo nazionale e l’ambiente.
«Forse è giunto il momento – conclude Braga – di istituire un’Autorità nazionale per la gestione delle acque, un Ministero con delega dedicata che, per il comparto agricolo, abbia come interlocutore unico l’ANBI, recentemente premiata dal CNEL per il suo impegno e la sua capacità di rappresentanza».
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| 27/10/2025, 21:01 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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I Periti Agrari del Lazio entrano nella Cabina di Regia degli Ordini Professionali Tecnici della Regione
Braga (presidente Collegio Periti Agrari) e Albanesi (Rappresentante Categoria Regione Lazio): «Un riconoscimento che ci permette di contribuire con competenze tecniche e conoscenza del territorio»
Roma, 29 ottobre 2025 — Il Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati del Lazio entra ufficialmente nella Cabina di Regia degli Ordini Professionali Tecnici della Regione Lazio, organismo di coordinamento istituito dalla Giunta regionale per favorire il dialogo e la collaborazione tra i professionisti tecnici e le istituzioni territoriali.
L’ingresso è stato annunciato dalla Consigliera regionale Micol Grasselli, delegata dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, nel corso di una riunione della Cabina di Regia che ha sancito anche la partecipazione delle Federazioni Regionali degli Agronomi e degli Agrotecnici, completando così la rappresentanza delle professioni del settore agrario.
Nel corso dell’incontro, la Consigliera Grasselli ha sottolineato come questo ampliamento arricchisca ulteriormente il tavolo di confronto, portando nuove competenze, esperienze e professionalità al servizio del territorio e delle politiche regionali.
«L’ingresso dei Periti Agrari nella Cabina di Regia degli Ordini Professionali Tecnici del Lazio è un riconoscimento che ci permette di contribuire con competenze tecniche qualificate, conoscenza del territorio e visione operativa alle scelte che riguardano lo sviluppo rurale, l’ambiente e la sostenibilità – affermano Mario Braga ed Elvezio Albanesi, rispettivamente Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati e Rappresentante Categoria Regione Lazio –. La Cabina di Regia potrà diventare un luogo di confronto concreto, dove i saperi delle professioni dialogano con le istituzioni per costruire politiche realmente efficaci per il Lazio e per l’intero Paese».
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| 29/10/2025, 19:06 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Periti Agrari, Braga: «A rischio autonomia Istituto Tecnico Agrario Dionisio Anzilotti. Così si smantella la scuola agraria»
Pistoia, 6 novembre 2025
«L’Istituto Agrario Anzilotti di Pescia (PT) rischia di perdere l’autonomia: così si smantella la scuola agraria». A lanciare l’allarme è il presidente del Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, Mario Braga, commentando il piano di dimensionamento della rete scolastica della Regione Toscana.
«Privare l’Istituto Anzilotti della sua autonomia significherebbe compromettere un presidio formativo e tecnico insostituibile per tutto il comparto agro-alimentare toscano. Le scuole agrarie – incalza Braga – non possono essere trattate come Istituti qualsiasi poiché, oltre a svolgere una funzione essenziale nella formazione dei tecnici agro-ambientali, sono il cuore pulsante del ricambio generazionale delle filiere florovivaistiche, vitivinicole e oleicole e dell’innovazione sostenibile nelle campagne italiane».
In queste ore, il piano di accorpamento e ridimensionamento della rete degli Istituti scolastici toscani, approvato con la delibera della Giunta regionale n. 1553 del 27 ottobre 2025, individua l'accorpamento di 16 Istituti in diverse province: 4 a Lucca, 3 a Massa Carrara, 3 a Pistoia, 2 a Grosseto, 2 a Siena e 2 a Firenze. Tra questi c’è l’Istituto Anzilotti, che risulta segnalato come “a rischio autonomia”.
«L’ITA di Pescia – spiega Braga – con una storia ultracentenaria e una struttura formativa integrativa, rappresenta un’eccellenza del sistema formativo agrario toscano. L’Istituto vanta anche una straordinaria capacità ricettiva, forte del suo convitto, che ha potenzialità uniche per avviare un grande progetto di attuazione di uno dei pilastri dell’attuale e della nuova PAC: il ringiovanimento delle imprese agricole, la consulenza AKIS e il contrasto allo spopolamento delle aree interne».
«Le scuole agrarie, fondandosi sulla straordinaria intuizione di Cosimo Ridolfi, padre della pedagogia rurale e ambientale della Toscana e di tutto il nostro Paese – prosegue Braga –, non sono semplici Istituti tecnici: sono luoghi di produzione di capitale umano specialistico, laboratori vivi di agricoltura sostenibile, innovazione e tutela ambientale. Rinunciare alla loro autonomia significherebbe indebolire l’intera filiera agro-alimentare e rinunciare a una visione lungimirante del territorio».
«Chiediamo quindi alle autorità competenti – conclude Braga – che l’autonomia dell’Istituto Anzilotti venga preservata e che venga riconosciuto il ruolo strategico delle scuole agrarie nella transizione ecologica, nella lotta allo spopolamento delle aree interne e nel ringiovanimento delle imprese agricole. Conservare l’autonomia dell’Anzilotti significa fare un grande servizio al nostro Paese e alle nuove generazioni».
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| 06/11/2025, 18:49 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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PERITI AGRARI, NUOVO CODICE DEONTOLOGICO CONTRO MOLESTIE, DISCRIMINAZIONI E OMOFOBIA
Braga: «Siamo i primi a farlo. La professione cambia davvero»
Roma, 24 novembre 2025 - Il Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati (CNPAPAL) ha approvato il nuovo Codice Deontologico introducendo, primo Ordine professionale in Italia, norme vincolanti contro molestie nei luoghi di lavoro, discriminazioni e atti omofobici.
Le tre integrazioni, definite dal presidente del CNPAPAL Mario Braga «di portata storica», ampliano la responsabilità dei professionisti e rafforzano la tutela delle persone nei contesti operativi.
Le nuove disposizioni prevedono l’obbligo per i Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di riconoscere e segnalare comportamenti vessatori, in linea con il D.Lgs. 81/2008 e le modifiche introdotte nel 2025 sui rischi psicosociali. Il Codice recepisce inoltre le normative europee e nazionali contro le discriminazioni e introduce, per la prima volta in modo esplicito, il divieto di condotte omofobiche, con sanzioni disciplinari severe.
«Siamo il primo Ordine professionale italiano a inserire in modo chiaro e obbligatorio la tutela da molestie, discriminazioni e omofobia», afferma il presidente del CNPAPAL Mario Braga. «La nostra professione cambia passo: chi lavora e chi si affida a noi deve sapere che difendiamo dignità, sicurezza e rispetto di tutte le persone e di ogni persona. È una scelta chiara, di civiltà che deve distinguerci in ogni luogo e ogni relazione, anche nella nostra funzione di professionisti».
Il Codice, che definisce il Perito Agrario come professionista con funzione di pubblica utilità e richiama i principi costituzionali su ambiente, lavoro e salute, è stato trasmesso al Ministero della Giustizia, organo vigilante del Collegio, e diventerà vincolante per tutti gli iscritti.
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| 24/11/2025, 16:22 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Agricoltura: CREA e Periti Agrari insieme per la digitalizzazione nella Rete PAC 2023–2027
Roma, 3 feb. – Rafforzare il trasferimento dell’innovazione digitale dalla ricerca al campo e monitorare in modo strutturato la diffusione delle nuove tecnologie nel settore primario. È l’obiettivo della collaborazione tra il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) - e il Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati (CNPAPAL) nell’ambito del progetto Impatto della DIGitalizzazione dell’agricoltura (DIGIPAC) per la Rete PAC 2023–2027, al centro dell’incontro svoltosi presso il Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Monterotondo (Roma).
Il progetto DIGIPAC, finanziato dal MASAF e coordinato dal CREA – Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, con il coinvolgimento del CREA – Politiche e Bioeconomia, mira alla realizzazione di una piattaforma nazionale di raccolta e analisi dei dati per seguire lo stato di avanzamento della digitalizzazione agricola, generando report strategici utili all’attuazione della PAC 2023–2027.
In questo quadro, il CNPAPAL, che ha siglato un accordo quadro con il CREA, contribuisce attraverso la propria rete di professionisti qualificati al trasferimento delle innovazioni digitali alle imprese agricole, supportandole nell’adozione di strumenti come sensori IoT, sistemi di supporto alle decisioni, piattaforme digitali e tecnologie di agricoltura di precisione. I Periti Agrari svolgono inoltre una valutazione critica dell’efficacia agronomica delle soluzioni proposte nelle diverse realtà produttive, orientano le aziende verso gli incentivi disponibili e partecipano alla definizione di protocolli certificati per la raccolta e l’interpretazione dei dati.
«È fondamentale promuovere il dialogo tra istituzioni pubbliche, enti di ricerca, imprese e professionisti per sviluppare soluzioni digitali efficaci, capaci di migliorare la produttività agricola e ridurre l’impatto ambientale», hanno sottolineato Paolo Menesatti, direttore del CREA – Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, e la Prima Ricercatrice Francesca Antonucci, coordinatori delle attività. Menesatti ha poi ribadito l’importanza del ruolo dei professionisti come «collegamento operativo tra ricerca e aziende», auspicando nuove possibili collaborazioni future per meglio affrontare le nuove sfide digitali.
Il presidente del CNPAPAL, Mario Braga, evidenziando come «il mondo agricolo italiano soffra storicamente di una carenza di assistenza tecnica strutturata», ha richiamato la necessità di superare i limiti dell’attuale sistema di consulenza, evidenziando che «meno del 10% delle aziende agricole utilizza realmente strumenti digitali, e che la digitalizzazione non è un’opzione, ma una necessità». Da qui, ha incalzato Braga, l’esigenza di una «connessione reale tra ricerca, sperimentazione e territorio, senza la quale «non esiste un modello agricolo capace di rispondere ai problemi reali delle aziende», con il CREA «al centro di una cabina di regia tecnica, non politica» per rendere l’innovazione misurabile e diffusa.
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| 03/02/2026, 18:33 |
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Marco
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PROFESSIONI – PERITI AGRARI: PREOCCUPAZIONE PER L’INTERPRETAZIONE ESTENSIVA DELL’EQUIPOLLENZA
Roma, 16 marzo 2026 - Il Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati prende atto della sentenza del TAR Lazio sull’Ordinanza ministeriale n. 109/2025, ma esprime forte preoccupazione per l’interpretazione estensiva del concetto di equipollenza dei titoli di studio accolta nella decisione.
Pur nel rispetto dell’autonomia della giurisdizione, il Collegio rileva che l’equipollenza scolastica, introdotta in un contesto normativo risalente, non può diventare uno strumento generalizzato di accesso alle professioni regolamentate, pena lo svuotamento del principio di professionalità specifica che fonda il sistema degli Ordini.
Se l’accesso agli Albi viene ricondotto a criteri formativi indistinti, prescindendo dalla coerenza tra percorso di studio, funzione professionale e ordinamento di riferimento, si pone una questione politica e legislativa di fondo sul senso stesso degli Albi professionali e sulla loro funzione di garanzia per l’interesse pubblico.
Il Collegio Nazionale dei Periti Agrari respinge ogni ricostruzione che trasformi tale impostazione interpretativa in un dato irreversibile o in una necessità ordinamentale, ribadendo che non spetta né all’Amministrazione né alla giurisprudenza ridisegnare l’assetto delle professioni regolamentate per via interpretativa.
È invece urgente una riflessione chiara e trasparente in sede legislativa sul futuro delle professioni tecniche, nel rispetto dell’autonomia, della specializzazione e della responsabilità che caratterizzano il sistema ordinistico italiano.
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| 16/03/2026, 20:57 |
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Marco
Sez. Supporto Didattico
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AGRICOLTURA - CIBO ETICO, LA SFIDA DELLE PERITE AGRARIE: “FILIERA PIÙ GIUSTA, SOSTENIBILE E CONSAPEVOLE”
All’Enpaia il primo evento della CPO dei Periti Agrari: donne protagoniste del cambiamento tra qualità, salute e diritti
Roma, 23 marzo – Ripensare il cibo come leva di giustizia sociale, ambientale ed economica, con le donne protagoniste della trasformazione della filiera agroalimentare. È il messaggio emerso da “Cibo etico”, il primo convegno promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, ospitato nella sede Enpaia a Roma.
Una giornata di studio che ha messo al centro il ruolo strategico delle perite agrarie e dei periti agrari come garanti di qualità, sostenibilità e responsabilità lungo tutta la filiera, dalla produzione al consumo. Un approccio che intreccia competenze tecniche, tutela dell’ambiente e consapevolezza sociale, in un momento in cui il tema del cibo si impone come questione chiave per il futuro.
Tra i temi affrontati: il cibo di qualità come strumento di emancipazione ed empowerment femminile, la parità nella filiera agroalimentare, il contributo dei liberi professionisti alla salute pubblica e ambientale, l’economia circolare, l’innovazione tecnologica per un’agricoltura sostenibile, le strategie di rete tra territori e la necessità di una comunicazione chiara per consumatori più consapevoli.
Ad aprire i lavori, la presidente della Commissione Pari Opportunità dei Periti Agrari, Maresa Novara, che ha sottolineato come “il cibo etico sia un percorso che parte dal seme e attraversa l’intera filiera fino alla coscienza collettiva”. Un percorso che evidenzia criticità, a partire dal calo dell’occupazione femminile in agricoltura e dagli sprechi alimentari, ma anche grandi opportunità legate alle competenze dei professionisti del settore. “Le perite agrarie e i periti agrari – ha detto – sono figure trasversali, capaci di accompagnare le aziende in tutte le fasi produttive, garantendo qualità, sostenibilità e rispetto per ambiente e persone. La sfida è comunicare meglio questo valore, per dare ai cittadini strumenti di scelta consapevole”.
Il presidente Enpaia, Giorgio Piazza, ha richiamato la necessità di riportare il cibo alla sua funzione primaria: “Migliore qualità del cibo significa migliore salute. Non può essere ridotto a mera commodity finanziaria”. Al centro anche il tema della risorsa acqua e della riduzione della chimica in agricoltura, insieme al valore identitario delle produzioni territoriali. “Il futuro del settore – ha aggiunto – passa dai giovani e soprattutto dalle donne, che già oggi rappresentano una quota crescente delle nuove imprese agricole. In alcune realtà, come il Veneto, il 60% delle nuove aziende agricole è guidato da donne”.
Per Filomena D’Antini, consigliera nazionale di Parità del Ministero del Lavoro, la sfida passa anche dagli strumenti normativi: “Le certificazioni aziendali sono sempre più decisive, anche per l’accesso ai bandi pubblici, mentre il tema dei cibi ultra-processati rappresenta una delle principali criticità da affrontare”.
Un richiamo al contesto globale è arrivato da Mirella Tongiani, vicepresidente Fo.N.T.A Academy: “Parlare oggi di cibo etico, in un contesto segnato da conflitti, significa rimettere al centro il rapporto tra uomo e ambiente e ripensare profondamente il concetto di sostenibilità”.
Forte l’intervento di Laura Mongiello, presidente OTAN, che ha delineato un cambio di paradigma per i professionisti: “Non più solo controllori, ma garanti dell’integrità della filiera”. Un ruolo in cui la tecnologia diventa strumento per ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse, mentre “le donne portano nella filiera l’intelligenza della cura e diventano architette della sostenibilità”. Da qui l’appello a “trasformare i dati scientifici in dialogo aperto con la società e costruire un patto tra terra e tavola fondato su trasparenza e accessibilità”.
Sul fronte sociale, Rossana Dettori, presidente della CPO del CNEL, ha ribadito che “non esiste qualità del cibo senza dignità del lavoro”. Un tema che riguarda in particolare le donne, ancora esposte a divari salariali e minori tutele. “Dalle donne – ha sottolineato – arriva una spinta decisiva al cambiamento, attraverso modelli di agricoltura multifunzionale e sociale”.
Il presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari, Mario Braga, ha evidenziato il ritardo nella presenza femminile nella professione e la necessità di un cambiamento strutturale: “La Commissione Pari Opportunità deve diventare una componente stabile della categoria”. Braga ha inoltre ricordato la scarsa percezione della scuola agraria e la bassa presenza femminile tra le studentesse: “Eppure parliamo di circa 500mila periti agrari che rappresentano un asse portante del Paese. Oggi partiamo per recuperare un ritardo che deve essere colmato”.
A chiudere il convegno, Dino Lattarulo (GSPA Enpaia), che ha collegato il tema del cibo etico a una visione più ampia di responsabilità e sostenibilità. Una visione che si riflette anche nel sistema previdenziale: “Abbiamo lavorato a un nuovo regolamento del welfare con azioni aggiuntive sulla previdenza. Questo ci permette oggi di affermare che siamo tra le casse più sostenibili: quest’anno registreremo il miglior rendimento tra le casse presenti in Enpaia, con un utile netto del 4,5%, più che raddoppiato rispetto all’anno precedente”. Un risultato che, ha concluso, “è il frutto di dieci anni di lavoro basati su diversificazione, prudenza e visione”.
Dal convegno emerge dunque una linea netta: il cibo non è più solo produzione, ma una scelta strategica che riguarda salute, diritti, ambiente ed equità sociale. Una sfida che chiama in causa istituzioni, professionisti e cittadini e che impone un cambio di passo nella filiera agroalimentare.
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| 23/03/2026, 16:34 |
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