Cavedagna (FDI-ECR): “Sulle TEA scelta europea finalmente pragmatica. Innovazione e responsabilità sono le chiavi per rafforzare il nostro agroalimentare”
“Il via libera europeo alle nuove tecniche genomiche rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea. La distinzione tra NGT-1 e NGT-2 introduce finalmente un quadro normativo chiaro, pragmatico e coerente con l’evoluzione della ricerca scientifica”, dichiara l’eurodeputato di FDI-ECR Stefano Cavedagna, commentando l’accordo raggiunto in sede UE, con l’approvazione del Ministro Lollobrigida.
“Le Tecniche di Evoluzione Assistita non sono Ogm – spiega Cavedagna -: sono strumenti avanzati, sicuri e mirati che permettono di accelerare processi che potrebbero verificarsi naturalmente, offrendo varietà più resilienti, più adatte ai cambiamenti climatici e meno dipendenti da input chimici. È una scelta di buon senso, che mette l’Europa nelle condizioni di non rimanere indietro rispetto a Paesi che da anni investono senza pregiudizi in questo ambito”.
Cavedagna sottolinea come la posizione del Ministro centri il punto focale della questione: “Lollobrigida richiama con forza un punto centrale: la sostenibilità non può essere solo ambientale, ma deve essere anche economica. Senza strumenti che aumentino la produttività e riducano i rischi per gli agricoltori, non esiste filiera che possa affrontare con successo siccità, parassiti emergenti o volatilità dei mercati. L’Italia – conclude Cavedagna – ha competenze scientifiche di assoluta eccellenza, dal Crea alle università, e oggi può esprimere un ruolo di leadership in Europa. Le TEA non sono un salto nel buio: sono l’approdo di anni di studi, controlli e verifiche, e il voto europeo dimostra che è possibile conciliare innovazione, sicurezza e responsabilità. È il momento di investire con coraggio, lasciandoci alle spalle ideologie che hanno frenato la competitività delle nostre imprese agricole”.
Pac: via libera del Parlamento UE a nuove regole di semplificazione. Dorfmann (PPE): “Più flessibilità e sostegno concreto agli agricoltori”
Strasburgo, 16 dicembre 2025 – “Il Parlamento europeo manda oggi un segnale politico chiaro: gli agricoltori hanno bisogno di regole più semplici, certezze operative e sostegni concreti. Questo provvedimento va nella giusta direzione perché rafforza la Pac senza indebolire gli obiettivi ambientali”. Lo ha dichiarato Herbert Dorfmann (PPE), coordinatore del gruppo PPE in Commissione Agricoltura, commentando il voto odierno dell’Europarlamento sulle nuove norme di maggiore flessibilità nell’attuazione della Politica agricola comune.
Il testo, frutto di un accordo preliminare raggiunto il 10 novembre 2025 tra Parlamento e Consiglio, è stato approvato oggi in plenaria con 629 voti favorevoli, 17 contrari e 16 astensioni, confermando un ampio consenso trasversale sulla necessità di ridurre la burocrazia e rendere la Pac più aderente alla realtà delle aziende agricole.
Uno degli elementi centrali del provvedimento riguarda il rafforzamento del sostegno alle piccole aziende agricole. Le nuove regole prevedono un aiuto finanziario annuo fino a 3.000 euro, rispetto ai 2.500 inizialmente proposti dalla Commissione, e l’introduzione di un pagamento aggiuntivo una tantum fino a 75.000 euro per lo sviluppo dell’attività, in aumento rispetto ai 50.000 euro previsti nella proposta originaria.
Sul piano ambientale, il testo introduce maggiore certezza giuridica per gli agricoltori: i terreni classificati come arabili a partire dal 1° gennaio 2026 manterranno tale status anche in assenza di aratura, coltivazione o risemina, evitando interventi costosi e inutili e contribuendo al contempo alla tutela della biodiversità.
Le aziende certificate biologiche saranno inoltre considerate automaticamente conformi ai requisiti standard di Good Agricultural and Environmental Condition (GAEC) per le superfici già biologiche o in conversione, con la possibilità per gli Stati membri di limitare questa semplificazione solo in caso di eccessivo carico amministrativo nei controlli.
Il provvedimento introduce infine una riduzione significativa dei controlli in loco, che saranno effettuati secondo il principio del “una volta sola”, evitando che un’azienda agricola sia sottoposta a più ispezioni ufficiali nello stesso anno.
“Ridurre gli oneri amministrativi, rafforzare il sostegno alle aziende più piccole e garantire regole chiare è essenziale per mantenere competitiva l’agricoltura europea”, ha aggiunto Dorfmann. “La semplificazione è una condizione necessaria per permettere agli agricoltori di concentrarsi sul loro lavoro e sugli investimenti, senza rinunciare agli obiettivi ambientali e sociali della Pac”.
L’accordo provvisorio dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio.