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Suinicoltura Congress - 27 febbraio 2023 CREMONA 
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Suinicoltura Congress - 27 febbraio 2023 CREMONA


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Sanità, tecnologia, sostenibilità, economia

i driver della suinicoltura moderna

Cremona, 17 gennaio 2022 – Secondo l’ultimo Rapporto trimestrale 2022 di Rabobank, l’importante Istituto finanziario olandese specializzato a livello internazionale nel settore agroalimentare, il minor potere d’acquisto dei consumatori causato dall’inflazione che supera la crescita salariale ha avuto un impatto negativo sul consumo di proteine, andamento che dovrebbe trovare conferma anche nella prima metà del 2023.

L’istituto bancario olandese, che sta elaborando i dati finali dell’anno appena concluso, prevede inoltre che la produzione globale di carne suina nel 2022 registrerà una contrazione del 2% e non vedrà nessuna crescita nel 2023, complici gli elevati costi di produzione su scala mondiale che stanno limitando l’espansione del patrimonio zootecnico.

Se lo scenario allo stato fornisce elementi che per tutti i componenti della filiera suinicola rappresentano una legittima fonte di preoccupazione, è altrettanto vero che proprio nei momenti di maggiore complessità si nascondono le più interessanti opportunità di crescita e sviluppo di ogni settore.

Di questo e di come intercettare le migliori strategie non solo per superare questo periodo controverso, ma soprattutto per ridare slancio al comparto suinicolo italiano si parlerà il 27 febbraio 2023 a Cremona, presso Palazzo Trecchi, dove EV Edizioni Veterinarie srl ha organizzato il convegno dal titolo “Sanità, tecnologia, sostenibilità economia i driver della suinicoltura moderna” (www.suinicolturacongress.it) al quale parteciperanno i nomi più illustri e qualificati, italiani e stranieri, che da sempre si occupano di suinicoltura (vai al programma).

Chairman dell’evento sarà Giancarlo Belluzzi, medico veterinario, che nel corso della sua lunga carriera professionale ha svolto nel settore sia l’attività clinica che diverse responsabilità istituzionali.

Dottor Belluzzi, dalla pandemia in avanti il mondo agrozootecnico italiano ha saputo dimostrare tutta la sua resilienza e la centralità del suo ruolo. Oggi però il rincaro dei costi energetici, delle materie prime, le difficoltà degli approvvigionamenti stanno mettendo a dura prova la tenuta di uno dei nostri fiori all’occhiello quale è la suinicoltura. Esistono ricette preconfezionate o siamo di fronte a un work in progress tutto da inventare?

“Purtroppo non ci sono ricette – risponde Belluzzi - e temo che neppure il maggiore esperto saprebbe da che parte iniziare. Tre sono i problemi a mio avviso che si sono incrociati in un periodo tanto complesso come quello che stiamo vivendo: la pandemia, l’andamento dei costi e dei prezzi e la peste suina africana, rispetto alla quale non bisogna abbassare la guardia, pena la disfatta del comparto suinicolo. Cina, Russia e larga parte del continente euro-asiatico rappresentano di fatto il più grande serbatoio di virus in circolazione: una minaccia permanente sempre in agguato. È notizia di questi giorni che solo su cinque regioni del territorio russo situato a ridosso dell’Europa, nel 2022 sono stati denunciati ben 140 focolai di Psa, di cui 68 hanno riguardato grandi e piccoli allevamenti di suini allevati e 72 cinghiali”.

Il titolo del convegno del 27 febbraio prossimo lega in maniera indissolubile una serie di concetti che finiscono per concentrarsi sul grande tema della sostenibilità, intesa non solo come sostenibilità ambientale ma anche sociale ed economica nel momento in cui, periodicamente, gli allevamenti vengono messi sotto accusa da lobby ben strutturate. Parallelamente, gli analisti ci dicono che la crescita della popolazione mondiale aumenterà la richiesta di un’alimentazione proteica. A suo giudizio sanità e tecnologia riusciranno a fronteggiare una fase così delicata e come?

“Tutta la zootecnia è sotto attacco da tempo, accusata di fagocitare materie prime, acqua e suolo. Purtroppo il consumatore poco informato è spesso abbagliato da comunicati che demonizzano il settore e prefigurano produzioni artificiali, di derivazione industriale, o l’aumento esponenziale di produzioni alternative, tra cui il biologico spinto, le cavallette o i grilli, ultimo insetto salito alla ribalta delle cronache dopo il via libera della Commissione alla sua produzione per usi alimentari. Alcuni dati sono certi – rimarca Giancarlo Belluzzi - la popolazione mondiale sta crescendo e le fonti internazionali più autorevoli confermano che nei prossimi 30 anni la richiesta alimentare di proteine a livello globale aumenterà del 25%, ragion per cui la produzione zootecnica dovrà aumentare e non diminuire: più carne, più latte e lattici e persino più pesce. Questo vuol dire che la tutela e l’accudimento del bestiame allevato, quindi il benessere animale, saranno sempre più prioritari. Il primo strumento da adottare in questa direzione è la tutela sanitaria e la prevenzione delle malattie. L’innovazione tecnologica, specie quella farmaceutica, ci aiuterà a mantenere la salute e il benessere degli animali allevati a iniziare da un utilizzo sempre più ridotto di antibiotici, come peraltro richiede la normativa in materia di medicina umana e veterinaria. A questo aggiungiamo il fondamentale tema della biosicurezza, ormai parte integrante della visione costruttiva di qualsiasi impianto. E ancora una volta l’innovazione tecnologica dimostra tutto il suo valore: la vigilanza all’interno della porcilaia, il controllo del movimento delle persone che vi accedono, la rendicontazione quotidiana della razione alimentare e delle fasi di crescita degli animali sono alcuni degli elementi sui quali fare affidamento sia per far fronte alla scarsità di manodopera sia, soprattutto, per aumentare il livello professionale degli allevamenti e di conseguenza la loro competitività su scala internazionale”.

Per partecipare al convegno è obbligatoria la registrazione. Iscriviti cliccando su questo link

A tutti i partecipanti EV Edizioni Veterinarie srl rilascerà un Attestato di Partecipazione

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17/01/2023, 15:38
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Gabriele Canali (Crefis):

“Quotazioni e redditività, c’è bisogno di più equilibrio”

Cremona, 23 gennaio 2023 – “Le quotazioni dei suini da macello che stiamo registrando da diverse settimane a questa parte non potranno durare in eterno. Temo che fra non molto vedremo gli effetti negativi causati dall’inflazione e per i salumi del circuito tutelato come il Prosciutto crudo di Parma e/o di San Daniele, entrati in stagionatura a prezzi crescenti, il rischio sarà quello di uscire da questa fase produttiva a prezzi non remunerativi, con inevitabili ripercussioni e ricadute negative sull’intera filiera suinicola italiana”.

Per Gabriele Canali, direttore del Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) l’attuale andamento dei prezzi non è equilibrato e se da un lato premia gli allevatori con quotazioni che viaggiano intorno ai 2euro/kg da diverse settimane, dall’altra penalizza la redditività dei macellatori e degli stagionatori creando uno squilibrio all’interno della filiera. “Siamo di fronte una specie di vasi comunicati dove però manca, e occorre trovarlo, un bilanciamento: da una parte si registra un minor potere d’acquisto dei consumatori con una riduzione della domanda e dall’altra un aumento dei prezzi, è evidente che in questo contesto è difficile garantire una equa redditività all’intera filiera”.

Gabriele Canali sarà uno dei relatori di Suinicoltura Congress (www.suinicolturacongress.it) il più importante evento suinicolo nazionale che EV Edizioni Veterinarie srl ha organizzato per il 27 febbraio 2023 e che si terrà a Cremona, presso Palazzo Trecchi a partire dalle ore 9.

Il titolo del convegno è: “Sanità, tecnologia, sostenibilità economia i driver della suinicoltura moderna” e sarà un’occasione unica per gli allevatori e per tutti gli operatori del settore di approfondire e confrontarsi sui principali temi di una delle voci più importanti dell’agroalimentare italiano (vai al programma).

“Dopo un 2022 particolarmente turbolento sul fronte dei rincari delle materie prime e dei costi energetici – continua Canali – l’auspicio non può che essere quello di un ritorno a quotazioni meno straordinarie che di conseguenza portino a valutazioni del prodotto finale più contenute pur mantenendo la redditività di tutti gli anelli della filiera. Le prospettive sembra vadano in questa direzione e segnali positivi, pur con tutte le cautele del caso, arrivano proprio dai costi energetici con il gas tornato a quotazioni pre-conflitto ucraino. Personalmente ritengo che da questo punto di vista la fase peggiore sia ormai superata e anche i prezzi delle materie prime dovrebbero beneficiarne”.

Purtroppo su questo fronte ci troviamo a fare i conti con un deficit di mais e soia molto preoccupante. “Indubbiamente – risponde Canali – e non riguarda solo l’Italia ma tutta l’Europa. Per superare questo gap la strada da percorrere è lo sviluppo dei contratti di filiera, uno strumento in grado di stimolare una maggiore produzione soprattutto di mais: su questo fronte c’è ancora molto da fare proprio per dare un impulso a interventi strutturali nel settore che favoriscano un’inversione di tendenza”.

Quali sono le prospettive del settore suinicolo italiano alla luce di tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato questi ultimi tre anni a partire dalla pandemia? “È un momento di grande trasformazione – risponde Gabriele Canali – a iniziare dai Disciplinari di produzione delle Dop che sono proprio al centro di questo processo, ma non dobbiamo dimenticare che le maggiori criticità per il settore suinicolo sono di carattere strutturale e le normative sempre più stringenti sul benessere animale costringeranno molti allevatori ad affrontare importanti investimenti con carichi finanziari cospicui che, ancora una volta, chiamano in causa i contratti di filiera, strumento che ritengo indispensabile per far fronte a queste nuove e impegnative esigenze perché potenzialmente in grado di contenere le criticità finanziarie che si potrebbero determinare. C’è poi un altro aspetto da considerare e riguarda la richiesta mondiale di proteine animali proveniente da Paesi dove il migliorato stato di benessere economico consente alla popolazione locale di nutrirsi con alimenti di qualità. È uno scenario che va considerato non prima però di aver individuato i nostri mercati di riferimento: se vogliamo esportare i nostri salumi, dobbiamo prima di tutto identificare i Paesi europei ma soprattutto extraeuropei che per popolazione e reddito possono rappresentare un mercato interessante da intercettare. In buona sostanza, posto che in Italia il mercato è già saturo e non possiamo pensare a un aumento della domanda, se vogliamo attrarre fette di mercato internazionale dobbiamo innanzitutto individuare i Paesi dove la capacità di spesa e la richiesta di alimenti a base di proteine animali è più alta”.

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23/01/2023, 18:11
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Cremona ospita il più importante
convegno sulla suinicoltura moderna
"Secondo le fonti internazionali più autorevoli, l'incremento della popolazione mondiale determinerà nei prossimi trent'anni una maggiore richiesta alimentare di proteine animali quantificata in un +25%. Un aumento che si traduce in una crescente attenzione al benessere animale e all'innovazione tecnologica in allevamento". Così Giancarlo Belluzzi, chairman del convegno che si terrà il 27 febbraio 2023 a Cremona, presso Palazzo Trecchi, organizzato da EV Edizioni Veterinarie srl, dal titolo "Sanità, tecnologia, sostenibilità, economia i driver della suinicoltura moderna". I lavori avranno inizio alle ore 9. (www.suinicolturacongress.it)

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